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Full text of "Giornale della Reale Società italiana d'igiene"

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GIORNALE 


DELLA 


SOCIETÀ  ITALIANA  D'IGIENE 


GIORNALE 

ELL: 

i 

ANNO  QUARTO. 

(Volume  IV.) 


ZV.  John  8,  BUUngs, 


MILANO 
STABILIMENTO  GIUSEPPE  CIVELLI 


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Ipublic  librarci 

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PARTE   PRIMA. 


MEMORIE  ORIGÌÌ^ALL 


LA  CURA  CLIMATICA  GRATUITA  AI  FANCIULLI  GRACILI 
ALUNNI   DELLE   SCUOLE   ELEMENTARI   COMUNALI 

DI   MILANO. 

Kelazione  sanitaria 
del  Dottor  Ariberto  Tibaldi. 

Nell'ademplere  all'onorifico  incarico  di  presentare  la  relazione  degli  efTettii 
fisici  che  si  verificarono  nei  fanciulli  inviati  ad  Esino  per  la  cura  clitnaticai 
è  mio  intendimento  di  non  divagare  in  un  inutile  sfoggio  di  parole,  ma  di 
attenermi,  per  quanto  mi  sarà  possibile,  al  linguaggio  più  eloquente  delle 
cifre.  Da  queste  sarà  dato  rilevare  meglio  i  benefìci  risultati  ottenuti  i  quali, 
e  saranno  argomento  di  giusta  compiacenza  per  1*  opeta  caritatevole,  e  ag- 
giungeranno novello  incitamento  a  proseguire  nella  nobile  via  tracciata,  e 
ad  allargare  sempre  più  la  cerchia  della  nascente  istituzione. 

Incomincio  con  rapidi  cenni  storici.  0 

È  noto  come  il  primo  a  concepire  Tidea  di  procurare  agli  scolari  gracili 
e  poveri  della  città  il  soggiorno  in  campagna  durante  le  vacanze  autun- 
nali, fu  certo  Bion,  pastore  di  anime  in  Zurigo,  il  quale  nel  1876  condusse 
seco  in  escursioni  campestri  94  fanciulli  allo  scopo  di  ristorarli  dalle  fatiche 
d^li  stud!,  e  di  rinfrancarne  la  malferma  salute  (0. 

(i)   Giamaìe  della  Società  Italiana  et  igiene  —  Anno  I,  N.  6;  Anno  III,  N/  3, 


—  6  — 

Il  generoso  tentativo  del  buon  pastore  di  Zurigo,  ripetuto  per  due  anni, 
diede  risultati  troppo  evidenti  perchè  potesse  restare  a  lungo  isolato.  Nel 
1878  infatti  a  Francoforte  sul  Meno  si  costituisce  un  Comitato  di  filantropi, 
il  quale,  coadiuvato  da  una  Cona missione  medica,  rinnova  l'esperimento, 
giovandosi  di  tutte  le  norme  dalF  igiene  suggerite  per  procurargli  indirizzo 
scientifico  e  quindi  più  efficace:  tenutosi  conto  nella  scelta  del  peso  e  della 
statura,  97  alunni  delle  scuole  pubbliche,  malaticci  per  insufficiente  nutrizione 
e  per  essere  costretti  a  vivere  in  locali  angusti  e  malsani,  vennero  divisi  in 
piccole  colonie,  che  furono  disperse  in  campagne  salubri  ed  ospitate  nelle 
case  dei  contadini,  oppure  in  modeste  abitazioni  prese  a  pigione  o  gratui- 
tamente offerte  da  persone  caritatevoli. 

Gli  splendidi  effetti  conseguiti  in  questo  esperimento,  permisero  al  Co- 
mitato di  Francoforte  di  dare  alla  novella  opera  un  assetto  stabile  e  defi- 
nitivo e  di  aumentare  successivamente  il  numero  dei  fanciulli  inviati  al  sog- 
giorno campestre.  A  questo  proposito  dalla  quarta  relazione  del  dott.  Var- 
rentrapp,  edita  nel  corrente  anno,  si  rileva  che  i  fanciulli  ammessi  alla  cura, 
i  quali  sommavano,  come  si  disse,  a  97  nel  primo  anno,  nel  quarto  sono 
ascesi  a  179  tra  maschi  e  femmine,  tanto  che  nel  quadriennio  1878-79-80-81 
si  venne  a  raggiungere  il  numero  complessivo  di  574  beneficati  (0. 

Quasi  contemporaneamente  alla  costituzione  del  Comitato  per  il  soggiorno 
climatico  agli  scolari  gracili  di  Francoforte,  uno  simile  ne  viene  stabilito  a 
Basilea,  e  poco  dopo  vediamo  sorgere  sodalizi  tendenti  al  medesimo  scopo 
a  Dresda,  a  Stuttgarda,  a  Berlino,  a  Lipsia,  a  Vienna,  a  Colonia,  a  Magde- 
burgo  e  in  altre  città  della  Svizzera,  del  Belgio,  della  Germania  ed  in 
America.  Nel  Wiirtemberg  la  regina  accoglie  la  nuova  Istituzione  sotto  la 
sua  protezione  diretta.  In  Prussia  il  ministro  dei  culti  le  accorda  tutto  il 
suo  appoggio.  A  Berlino  ne  presiedono  il  Consorzio  Tex  ministro  Falck  e 
la  principessa  ereditaria  Vittoria,  la  quale  non  manca  mai  di  assistere  alla 
partenza  e  al  ritorno  delle  colonie.  In  questa  stessa  città  finalmente ,  in 
occasione  del  Congresso  delle  Associazioni  per  le  Opere  Pie  della  Germania, 
ebbe  luogo  il  15  dicembre  scorso  una  riunione  dei  singoli  Comitati  per  la 
cura  climatica ,  all'  intento  di  discutere  sui  provvedimenti  da  adottarsi  per 
il  migliore  andamento  di  tale  Istituzione. 

A  Milano,  la  città  filantropica  che  fra  le  molte  opere  pie,  di  cui  va  su- 
perba, vide  sorgere  nel  proprio  seno  e  prosperare  per  solo  impulso  di  carità 

(i)  Vierter  Bericht  des  Vorstandes  des  Frankfurter  Vercins  J'ùr  Ferienkoloniecn  hràrt' 
klicher  Schulkinder  —  Frankfurt^  Dicembre  1881. 


{^Tata  gli  Ospizi  dei  bagni  marini  per  i  fanciulli  scrofolosi,  la  cura  climatica 
a  beneficio  degli  scolari  gracili  non  poteva  a  meno  di  tiovare  caldi  fautori. 
Nella  primavera  di  quest'anno  per  nobile  iniziativa  del  sig.  Filippo  Weill-Schott, 
già  noto  alla  città  nostra  per  i  molti  atti  di  illuminata  beneficenza,  e  col 
concorso  di  due  altri  generosi,  il  prof.  Tito  Vignoli  e  l'assessore  Gaetano 
Vimercad,  si  costituì  un  Comitato  promotore  (0,  il  quale  diede  tosto  opera 
sfla  raccolta  delle  offerte ,  e  agli  studi  per  V  impianto  della  vagheggiata 
Società. 

In  poche  settimane  i  mezzi  pecuniari  erano  pronti ,  compilati  i  progetti 
à*  Statuto  e,  di  Regolamenti,  e  si   stabiliva  : 

i.^  di  fissare  ad  un  mese  il  benefìcio  del  soggiorno  climatico,  da  ac- 
cordare a  ciascun  fanciullo  per  tre  anni    consecutivi  ; 

3.°  di  limitare  per  il  primo  anno  a  60  il  numero  dei  fanciulli,  col 
proposito  di  aumentarlo  progressivamente  di  anno  in  anno  in  modo  pro- 
porzionato ai  mezzi  di  cui  verrebbe  a  disporre  la  Società  ; 

3.^  di  inviare  i  fanciulli  al  soggiorno  climatico  in  due  riprese  ^  for- 
mando squadre  di  30  individui  ciascuna,  non  potendosi,  in  causa  del  diverso 
eterna  di  divisione  della  proprietà  agricola  in  Italia,  adottare  il  metodo 
tenuto  in  Germania,  di  separare  i  fanciulli  in  piccole  colonie  da  collocarsi 
presso  le  famiglie  dei  contadini  ; 

4.°  di  scegliere  come  luogo  di  vacanza  per  l'anno  in  corso  Esilio, 
situato  alle  falde  del  monte  Codeno  a  900  metri  sul  livello  del  mare ,  al 
disopra  un  pajo  d*  ore  di  Varenna  (lago  di  Como).  Questo  paese  era  stato 
da  me  visitato,  in  unione  col  sig.  Zambelletti ,  per  incarico  del  Comitato 
promotore,  e  riconosciuto  dotato  dei  requisiti  richiesti  per  costituire  una 
conveniente  stazione  climatica. 

La  prima  adunanza  generale  dei  Soci  potè  essere  indetta  il  giorno  i.^  luglio. 
In  essa,  dopo  che  il  Comitato  promotore  ebbe  dato  comunicazione  del  pro- 
prio operato,  si  procedeva  alla  discussione  ed  approvazione  dello  Statuto  e 
dei  Regolamenti,  e  si  nominava  il  Consiglio  Direttivo  e  la  Commissione 
medica  (^).  Per  tale  guisa  la    Società  pel  soggiorno  climatico    gratuito  ai 

(i)  Composto,  oltre  i  sullodati ,  dai  sigg. :  Antongini  Carlo,  Bernardoni  Filippo,  Branca 
Giuseppe,  De-Cristoforis  dott.  Malachia,  Porro  prof.  Edoardo,  Villa  Achille. 

(2)  II-  primo  riuscì  composto  dei  sigg.  :  cav.  dott  Malachia  De-Cristoforis,  presidente  — 
prof.  car.  Tito  Vignoli,  vice-presidente  —  assessore  cav.  Gaetano  Vimercati,  ispettore  — 
car.  Achille  Villa ,  cassiere  —  Filippo  Bernardoni  —  cav.  Giuseppe  Branca  —  deputato 
conte  Leopoldo  PuUè  —  dott.  Ariberto  Tibaldi  —  Lodovico  Zambelletti  —  Filippo 
Wcill-Schott,  consiglieri  —  dott.  Pompeo  Cervieri,  segretario. 

La  seconda  dei  sigg.  :  dott.  cav.  Malachia  De-Cristoforis  —  prof.  cav.  Edoardo  Porro 
-  dott  Ariberto  Tibaldi. 


'   —  8  — 

fanciulli  gracili,  alunni  delle  scuole  elementari  comunali  veniva  definitiva* 
mente  costituita,  e  Milano  può  oggi  vantare  un'istituzione  di  più,  <  la  più 
salutare  istituzione  igienica  e  filantropica  >  (i). 

Il  Consiglio  Direttivo  si  occupò  tosto  di  fornire  Esino  di  tutto  quanto  era 
necessario  per  ricevere  la  piccola  colonia.  Per  la  sorveglianza  vennero  as- 
sunti il  maestro  sig.  Giuseppe  Ceresa,  quale  dirigente,  e  le  maestre  signore 
Sacchi  e  Terreni;  queste  benemerite  persone  si  offersero  spontanee  al 
delicato  officio,  ed  è  per  me  cosa  sommamente  grata  il  potervi  dichiarare 
che  la  intelligente  e  solerte  opera  da  loro  prestata  fu  superiore  ad  ogni 
encomio  e  si  merita  quindi  tutto  il  vostro  plauso.  Un  cuoco  e  due  inser- 
vienti componevano  il  personale  di  servizio  (2). 

Ad  agevolare  la  scelta  dei  fanciulli  da  inviare  ad  Esino,  venne  deliberato 
di  officiare  i  direttori  delle  varie  scuole  elementari  comunali,  perchè  voles- 
sero proporre  ciascuno  5  dei  loro  alunni,  nati  nell'anno  1874,  i  quali  pre- 
sentassero a  loro  giudizio  i  requisiti  richiesti  per  abbisognare  del  soggiorno 
climatico.  Furono  114  i  proposti;  92  soltanto. si  presentarono  alla  visita 
della  Commissione  medica  per  la  scelta  definitiva. 

Il  Consiglio  Direttivo  aveva  disposto  che  la  stagione  della  cura,  dovendo 
durare  complessivamente  due  mesi,  comprendesse  la  seconda  metà  di  luglio, 
tutto  il  mese  di  agosto  e  la  prima  metà  di  settembre;  se  non  che  il  pro- 
lungamento delle  scuole  sin  quasi  alla  fine  di  luglio  fece  ritardare  la  par- 
tenza dei  fanciulli  di  una  quindicina  di  giorni.  La  prima  squadra  infatti  parti 
per  Esino  il  i .°  agosto  e  vi  soggiornò  fino  al  3 1  ;  la  seconda  squadra  partì 
il  i.®  settembre  e  fece  ritorno  a  Milano  il  i.°  ottobre. 

Ai  parenti  era  fatto  obbligo  di  munire  ciascun  fanciullo  chiamato  per  la 
cura,  di  un  cappello  di  paglia,  di  due  paja  di  scarpe,  di  un  abito  di  ricambio 
e  di  sufficiente  biancheria  (3).  La  Società  fece  dono  a  tutti  di  un  giubbon- 
cino  di  lana. 

L*  itinerario  seguito  fu  eguale  per  le  due  squadre  ;  entrambe  vennero  da 
me  accompagnate  lungo  tutto  il  viaggio  infino  ad  Esino. 

Da  Milano  ci  portammo  a  Lecco  in  ferrovia.  Quivi  i  fanciulli  trovarono 
preparata  una  refezione  offerta  dal  signor  Albertini,  proprietario  dell'albergo 
della  Croce  di  Malta,  il  quale  provvide  pure  al  gratuito  trasporto  in  omnibus 
dalla  stazione  ferroviaria  alla  riva  del  Lago. 

(i)  Prof.  Spatuzzi:  —  Prolusione  al  Corso  d'Igiene  nella  /?,  Università  di  Napoli; 
1881-82. 

(2)  Regolamento  per  la  stagione  della  cura. 

(3)  Regolamento  per  l'ammissione  dei  fanciulli.  —  Art.  6. 


—  9  — 
Imbarcatici  sul  piroscafo,  giungemmo  verso  sera  a  Varenna,  donde  a  piedi 
saHmmo  in  mezz'ora  a  Perledo.  Essendosi  preventivamente  stabilito  di  pernot- 
tare in  questo  paese,  il  medico,  sig.  dott.  De-Rossi,  aveva  disposto  perchè 
i  £uicialli  fossero  ospitati  e  rifocillati  presso  famiglie  agiate  caritatevoli.  Il 
mattino  seguente,  scortata  da  sufficiente  numero  di  muli,  la  piccola  comi- 
tiva si  incamminò  vispa  e  giuliva  su  per  la  strada  di  Esino,  ove  si  arrivò 
in  circa  tre  ore,  compresa  una  lunga  sosta  fatta  a  metà  cammino  per  il  ri- 
poso e  la  colazione. 

Tutto  il  pittoresco  viaggio  non  fu  che  un  continuo  inno  di  giubilo  e  di 
ammirazione,  che  questi  poveri  fanciulli,  nati  e  cresciuti  nell'afa  morbosa 
deDa  città,  innalzavano  ali*  aspetto  delle  bellezze  magiche  dalla  natura  rive- 
late per  la  prima  volta  al  loro  sguardo  attonito  nello  splendido  paesaggio 
che  attraversavamo. 

Ad  Esino  la  sorveglianza  sanitaria  fu  affidata  al  suUodato  sig.  dott.  De- 
Ròssi;  la  amministrativa  al  sig.  Rusconi,  direttore  di  un  opifìcio  di  pro- 
IHÌetà  del  sig.  Gavazzi,  il  sig.  Fattori,  farmacista  di  Varenna,  si  adoprò  nel 
modo  più  efficace  specialmente  pel  trasporto  delle  masserizie.  Il  Consiglio 
Direttivo,  in  attestazione  di  riconoscenza  per  il  disinteressato  ajuto  prestato 
alla  Società  da  questi  tre  benemeriti  e  dal  sig.  Albertini,  li  proclamò  Soci 
^datori. 

L'orario  pei  fanciulli  durante  il  soggiorno  climatico  era  stabilito  per  modo 
che  ai  pasti  si  alternassero  le  passeggiate,  i  riposi,  le  ricreazioni,  il  sonno, 
nn  po' di  ginnastica  (0.  Il  vitto  consisteva  in:  latte,  mattina  e  sera;  mi- 
nestra di  riso  o  di  pasta  e  carne  con  vino,  a  pranzo  :  salame  o  formaggio, 
a  merenda:  in  tutti  i  pasti,  pane  a  volontà  (2). 

Durante  il  soggiorno  ad  Esino  i  fanciulli  ricevettero  la  visita  di  parecchie 

(1)  Orario  —  Ore  6.  Levata,  puliiia,  preghiera,  ricreazione.  —  Ore  7  :  Prima  colazione.  —  Dalle 
«re  7  1/3  alle  zx  :  Passeggio  in  colonna,  che  non  oltrepassi  t  a  chilometri.  Riposo  di  un'ora  alla  meta, 
catL  re/ezipiu  di  ^ane.  Ritorno,  con  liposi  alternati.  —  Dalle  ore  it  alle  za:  Pulizia,  riposo.  —  Ore  la, 
J*ramxa.  —  Dalle  ore  12  1/3  all'  i:  Ricreazione.  —  Dalle  ore  z  alle  2  i/a:  riposo  e  sonno.  —  Dalle 
ore  31/2  alle  4:  Applicazione  (canto,  poesie,  dimostrazioni,  specialmente  racconti  che  rafforzino  il  senti- 
Beato  morale  e  patriottico).  —  Ore  4  :  Merenda.  —  Dalle  01  e  4  1/3  alle  7  :  Ginnastica  e  passeggio.  — 
Ore  7:  Ctn«.  —  Dalle  ore  7  alle  8:  Ricreazione,  preghiera.  —  Ore  8:  A  Ietto. 

(2I  Vitto  —  Prima  colazione  a  ore  7  :  Latte  grammi  300  (caflc  brulé).  Pane  a  volontà.  —  Refezione  a 
acre  zo  circa:  Pane  a  volontà.  —  Pranzo  SLort  13:  Minestra  (riso  o  pasta  grammi  75  e  legumi).  Carne 
gzmmzai  zoo.  Vino  grammi  Z50.  Pane  a  volontà.  —  Merenda  a  ore  4  :  Pane  a  volontà.  Formaggio  o  sa- 
lame grammi  35.  —  Cena  a  ore  6  z/3  :  Latte  grammi  300  alternato  con  minestra  grammi  75.  Pane  a 
volontà. 

Ordine  del  pranzo  —  Domenica:  Risotto,  manzo  a  vapore.  —  Lunedi:  Riso  in  brodo  con  legumi, 
■Jszo  allesso.  —  Martedì:  Pasta  in  brodo  con  legumi,  manzo  allesso.  —  Mercoledì:  Riso  in  brodo 
e»  legumi,  manzo  a  vapore.  —  Giovedì  :  Pasta  condita,  manzo  allesso.  —  Venerdì  :  Risotto ,  manzo 
allesso.  —  Sodata:   Pasta  in  brodo  con  legumi,  manzo  allesso. 


IO    

egregie  persone  di  Milano,  fra  le  quali  mi  è  caro  ricordare  i  membri  del  Comi- 
tato, signori  cav.  Branca,  cav.  dott.  De-Cristoforis,  assessore  cav.  Vimercati. 
Quest'ultimo  anzi  vi  si  fermò  più  giorni,  ed  anche  lassù  trovò  modo  di 
affermare  maggiormente  l'esistenza  della  nostra  Società  e  di  accrescerne  il 
patrimonio.  In  un  convito  degli  Alpinisti,  reduci  da  un'escursione  alla  Grigna, 
seppe  col  concorso  di  alcune  gentili  signore  villeggianti  promuovere  a  favore 
della  nostra  Istituzione  una  lotteria,  la  quale  sortì  insperati  successi.  Allo  stesso 
intento  il  sig.  Zambel letti  si  adoprò  qui  in  Milano  presso  i  promotori  della 
Indisposizione  Artistica,  i  quali  misero  a  disposizione  nostra  un  non  indif- 
ferente numero  di  biglietti.  Ed  oggi  per  voto  unanime  del  Consiglio  Diret- 
tivo abbiamo  l'onore  di  contare  fra  i  Soci  fondatori  della  Società  per  la 
cura  climatica  il  Club  Alpino  e  la  Famiglia  Artistica. 

Ed  ora  eccomi  ad  informare  di  tutto  quanto  concerne  la  parte  veramente 
sanitaria  dell'  Istituzione.  Perciò  che  riguarda  la  parte  amministrativa,  valga 
l'estratto  del  Bilancio  (0. 

U  solo  aspetto  esteriore,  si  sa,  non  è  sufficiente  dato  per  giudicare  della 
costituzione  fisica  di  un  individuo;  nella  scelta  quindi  dei  fanciulli  da  am- 
mettere alla  cura,  io  doveva  attenermi,  sull'esempio  delle  altre  Commissioni 
mediche  che  mi  precedettero  in  questo  lavoro,  specialmente  ai  due  criteri 
del  peso  e  della    statura.  Si  incominciò  adunque  dal  trovare  il  peso   e  dal 

(i)  Bilancio  consuntivo  delia  Società  per  la  cura  climatica  per  l'anno  i8Si, 


Introiti. 

Per  Mottofcrisioni L. 

Ricavo  lotteria  Club  Alpino  Italiano > 

>       vendila  Biglietti  Indsip.  Àriiitica.  » 
Interessi  maturali > 


L. 


7130. 

371. 

4%. 

12. 


8009.- 


Dlmost  razione  delle  BiniAneiise. 

Contante  effettivo  prctio  il  Tesoriere. ....  L 

Interessi  esistenti  nel  libretto > 

Masserizie  calcolate  ali  80  per  100 » 

Tot  ALI.....  L. 


3546. 

12. 

132. 


3d9J.-. 


Spese. 

Per  vitto  propriamente  detto L. 

>  bucato,  illuminatioiiK,  eco a 

•    viaggi  o  per  trasporlo  masserizie • 

»    personale  di  sorveglianza  e  di  servizio.  > 

>  masserizie  depurate  dair esistente  cal- 

colato airtK)  per  100 > 

a    affltio  caseggiato  in  Esino a 

a    oggetti  di  vestiario  e  riparaz.  agli  stessi  a 

»    am  mini  «trazione a 

Straordinarie a 


L. 
Rima:iei«zb  attive....  » 


L. 


1907.61 
232.58 
512.65 
632.75 

280.32 
800.— 
185.80 
150. 29 
12.- 


4319. — 
3690.— 


8009.— 


DImoitnislone  delle  quote  di  costo 
di  cadaun  beneficato. 

Quota  mensile 

per 

ciascuno 


Spesa 
per  vitto,  ecc. 

Cei 
eneflcati 


Lire 
4319..  - 


Lire 
71.  80 


Quota 

giornaliera 

per 

ciascuno 


Lire 
2.  28 


—   II   — 
misorare  l'altezza  di  tutti  i  92  alunni  proposti  dai  direttori  delle  scuole.  Le 
afte  per  tal  modo  otteoute,    messe  tra  di  loro  a  confronto,  mi  fornirono  i 
dati  per  eliminare  i  meno  bisognosi  di  soggiorno  climatico. 

I  60  che  risultarono  meritevoli  dì  essere  presi  in  considerazione,  vennero 
ìa  segnilo  assoggettati  ad  una  seconda  visita,  nella  quale  si  misurò  la  ar- 
cafereitza  del  torace,  la  capacità  vitale,  la  forza  muscolare  e  si  fece  l'esame 
lidio  itato  presente,  corredandolo  di  tutte  quelle  notizie  sui  precedenti  che 
«gHo  servissero  a  stabilire  le  deplorevoli  condizioni  sanitarie  di  ciascun 
Gnaulio.  In  questa  visita  riuscirono  per  malattia  esclusi  4,  i  quali  furono 
ustituiti  da  altrettanti  che  figuravano  come  i  più  gracili  fra  quelli  già  stati 
dminati  da  prima  nella  visita  generale. 

Dei  60  ammessi  in  modo  definitivo,  i  30  che  maggiormente  presenta- 
nno  le  note  della  debolezza  costituzionale,  vennero  iscritti  per  la  prima 
ipedizione,  per  la  seconda  gli  altri. 

Dopo  il  ritorno  da  Esino  i  fanciulli  furono  sottoposti  ad  una  terza  visita, 
Bdh  quale  si  rinnovò  l'esame  dello  stato  presente  e  si  ripetè  la  ricerca  di 
nttì  gli  elementi  che  erano  già  stati  notati  prima  della  partenza. 

Nel  <  Registro  delle  Annotazioni  Cliniche  (1)  >  che  riporto,  si  può  riscon- 
tate tutti  i  dati  ottenuti  mercè  questa  duplice  operazione,  come  pure  si 
donno  riassunti  i  principali  dì  essi  nella  Tabella  seguente,  dove  figura 
dresi  la  differenza  che  si  verificò  fra  i  valori  ottenuti  avanti  e  quelli 
dopo  la  cura. 


(1)  Modulo  del  Registro  : 


—  IJ  ^ 


TABELLA 

del  peso,  della  statara  e  della  forza  mossolare  avanti  e  dopo  il  soggiorno  ad 

Prima  Colonia  —  dal  i,^  al  31  agosto. 


% 


I 

2 

3 

4 

5 
6 

7 
S 

9 

IO 

II 
12 

13 

14 

15 
16 

17 
18 

19 
20 

21 

22 

23 
24 
25 

26 

27 

28 

29 

30 
31 


Cognome  e  Nome 


Crespi  Francesco 

Montanari  Achille  .... 
Scaltriti  Benvenuto. , . . 

Pessina  Luigi . .  • 

Brasca  Serafino 

De  Vecchi  Angelo, . . . 
Mantegazza  Ambrogio . 

Fumagalli  Luigi 

Manzella  Edoardo  .... 

Sereni  Raffaele 

Scaramuccia  Valentino. 
Maj occhi  Augusto  <*) . . 

Zenoni  Severo  t'^ 

Mazza  Alfonso 

Leoni  Luigi 

Dabbene  Giuseppe. . .  . 

Crespi  Pietro  ^^^ 

Cugola  Serafino 

Gatti  Marco 

Corti  Angelo 

Monticelli  Camillo .... 
Saporiti  Fausto  t*J . . . . 

Viscardi  Alberto 

Jotti  Alfonso 

Sacconaghi  Giuseppe . . 

Sgarietta  Luigi 

Alfieri  Virgilio , . 

Fagnani  Camillo 

Bistoletti  Luigi 

Girompini  Ettore 

Nicoletti  Umberto  . . .  ♦ 


Età 


7 
8 

8 

8 

8 

9 
9 
8 
8 
II 

7 

8 

9 

9 

9 

io 

8 
8 
8 
8 
8 
8 
8 
8 
8 
8 

IO 

8 
8 
8 
8 


Peso 


Arasti 
la  cara 


la  cara 


20 

19 
19 
16 

19.4 

17.8 

17 
18.4 

17.6 
16.3 

19.4 
16.4 

16.  2 

21.4 

18 

27 
20 

17.5 

17 

19.5 
20 

20.  2 

21.3 

20.6 

17.3 

17 

19.2 

21.8 

19.5 
22.6 

16 


Diffe- 
rema 


21.3 

1.3 

113.  5 

20.4 

1.4 

115 

23 

4 

120 

17.6 

1.6 

no.  5 

21.9 

2.5 

120.5 

19.3 

1.5 

loS 

19.9 

2.9 

no 

18.6 

0.2 

112.  5 

18.7 

I.  I 

III 

19. 1 

2.8 

112.  5 

21.3 

1.9 

no 

— 

112 

— 

^^~ 

112.5 

23.6 

2.2 

118.  5 

19  3 

1.3 

109.5 

29.3 

2.3 

129.5 

— 

— 

124 

20 

2.5 

114 

18.7 

1.7 

in 

20.  2 

0.7 

117 

21.  2 

I.  2 

"5 

— 

— 

118 

22.  2 

0.9 

119 

25.9 

4.3 

124 

18.7 

1.4 

118 

21.  2 

4.2 

120 

20.8 

1.6 

109 

22.  6 

0.8 

125 

21 

1.5 

n7.  5 

24.4 

1.8 

124 

19.  6 

3.6 

108 

Statura 


Aranti 
ta  cara 


la  cnra 


"5 

115.5 
120 

111.5 

120.  5 

109 

111.  5 

112.  5 
III. 5 

"5 
III 


n9.5 
no.  5 

131.  5 

n4.  5 
112 

n7.5 
116.5 

121 

125.5 

119 

121 

109.5 
125.5 

117.  5 

124.5 
109 


Ditfe- 
renxa 


1.5 

0.5 
o 

I 

o 
I 

1.5 

o 

0.5 
2.5 

I 


I 
I 

2 

0.5 
I 

0.5 
1.5 

2 

1.5 
I 

I 

0.5 

0.5 
O 

0.5 
I 


Forza  muse 


Aranti 
tacnra 


Dopo 
la  (ara 


9 

5. 

4 

3. 

7. 

5 

4 

5 
6 

5 
4 

5 

5 
8 

7. 
12 

9 
7. 
6 
6 

4 
5 
7 
6 

4 

7 

5 
II 

4. 
6 

6 


5 


9 

7 
7 

5.5 

7.5 

7.5 
6 

8 

7 
6 

S.5 


II 

8.5 


8.5 

9 

8 

7.5 


8 
IO.  5 

6.5 

7.5 

7.5 

12.5 

6.5 
8 

7 


(x)    Non  si  presentò  alla  visiu  —  (a)  id.  id.  —  (3)  id.  id.  —  (4)  id.  id. 


Seconda  colohu  —  Dal  i."  settembre  al  i."  ottobre. 


CocNOUE  s.  Nome 


Btrgomi  Carlo 

Muraccbi  Giulio 

Poli!  Pietro 

Re  Giovanai 

Citmoca  Paolo 

Barege'  Giovanni 

Zimbelli  Elia  O 

Plelesleinet  Giuseppe. . 

Grippa  Pietro 

Della  Vecchia  Aquilino 

Lai'  ActDio 

Bianchi  Francesco  .... 

Cerri  Attilio 

BatUDct  Augusto 

Cilterio  Esle 

Ultrocchi  Clemente  . . . 

TMttti  OtUvio 

GiUi  Siro 

Tombeii  Angelo 

Gheui  Aristide 

Mirgutti  Luigi 

SpreaGco  Luigi 

Vescovi  Giuseppe 

Bollini  Alfredo 

LHraldi  Enrico 

Comolii  Eligio 

Lodi  Guglielmo 

DeU'Oro  AchUle 

Femiio  Alfredo 


Foni  muicolan 


i)  Ebbe  febbre  per  parcc 


Di  questa  Tabella  può  farsi  il  seguente  riassunto  : 
Dei  60  fanciulli,  che  dovevano  presentarsi  alla  visita  per    comprovare  i 
tisultatì  avuti  dal  soggiorno  di  Esino,  mancarono  4  della  prima  spedizione. 
Dei  56  Tiuttti  si  trova  che  : 


~  14   — 

In  riguardo  al  peso: 

Non  diminuì  nessuno. 

Restarono  al  di  sotto  di i  Kilog.  N.  5 

Aumentarono  da i  a  2  •  »  16 

»             » 2»3  »  »  15 

»             » 3»4  *  *  14 

Raggiunsero  od  oltrepassarono  i   ....   4  »  »  6 

Totale  N.  56 


nto  alla  statura  : 

Restarono  stazionari 

N.      5 

*         al  di  sotto  di  i  Centim. 

»       IO 

Aumentarono  da  . .  i  a  2        » 

•     25 

»                »  ..  2  »  3        » 

*     12 

»                »  . .  3  »  4        * 

•       3 

Raggiunsero  i 4        » 

»       I 

Totale  N.    56 

Nella  FORZA  muscolare: 

Diminuirono  da i  a  0,5  Kilog. 

Restarono  stazionari  o  al  disotto  di  i 

Aumentarono  da i  a  2 

»  »    2»3 

»  »    3  »  4 

Raggiunsero  od  oltrepassarono  i  . . .    4 


N.      3 
12 

9 

7 


Totale  N.    56 


Mettendo  fra  di  loro  a  riscontro  le  cifre  che  rappresentano  la  differenza 
dei  valori  segnati  su  questa  Tabella,  sarà  facile  rilevare,  che  mentre  fra  il 
peso  e  la  statura  esiste  in  genere  un  reciproco  rapporto ,  lo  stesso  non 
si  verifica  per  la  forza  muscolare. 

Questo  fatto  che,  scorrendo  il  €  Registro  delle  Annotazioni  cliniche  >,  risalta 
con  maggiore  evidenza  in  riguardo  alla  circonferenza  del  torace  e  più  spe- 
cialmente alla  capacità  vitale,  è  in  massima  parte  da  attribuirsi  alla  diffi- 
coltà di  ottenere  che  i  fanciulli  si  prestino  ad  una  esatta  misura.  Tale 
difficoltà  venne  incontrata  anche  dal  Comitato  di  Francoforte,  il  quale  per 
ciò  appunto  non  si  preoccupa  di  misurare  né  la  capacità  vitale,  né  la  cir- 
conferenza  del    torace,  né  la  forza  muscolare,    ritenendo  la  ricerca  di  tali 


—  15  — 
dementi  come  lavoro  inutile.  Modificando  la  dimensione  degli  strumenti 
necessari  ali*  uopo,  in  modo  da  ridurli  alla  portata  dei  piccoli  ragazzi  che 
sono  oggetto  delle  nostre  osservazioni,  ed  usando  nella  visita  maggiore 
pazienza  di  quello  che  la  ristrettezza  del  tempo  non  mi  abbia  permesso  di 
irere  in  quest'  anno ,  io  confido  di  poter  presentare  per  V  anno  venturo 
ttco  i  valori  mancanti  nella  suesposta  Tabella  in  perfetto  accordo  col  peso 
e  colla  statura. 

Una  circostanza,  sulla  quale  mi  preme  di  fissare  l'attenzione,  è  questa: 
h  ?isita  dei  fanciulli  ritornati  da  Esino,  per  cause  non  imputabili  alla  Com- 
missione medica,  dovette  essere  ritardata  di  tre  settimane  per  quelli  della 
pcima  spedizione,  di  sei  circa  per  quelli  della  seconda,  venne,  cioè,  praticata 
in  prossimità  dell'epoca  che  le  statistiche  del  dott.  Varrentrapp  dimostrano 
corrispondere  ad  una  diminuzione  dell'  aumento  di  peso  che  si  suole  otte- 
nere, visitando  i  fanciulli  appena  ritornati  dal  soggiorno  climatico.  A  togliere 
ogni  dubbio  che  i  favorevoli  effetti  a  questo  conseguenti  fossero  da  ascriversi 
per  la  massima  parte  al  vitto  più  abbondante  e  sostanzioso,  il  Comitato  di 
Fiancoforte  adottò  la  pratica  di  pesare  ciascun  fanciullo  reduce  dalla  cura 
ad  intervalli  di  4  settimane.  Da  questa  ricerca  risultò  che  l'aumento  di  peso 
ottenuto  subito  dopo  il  ritorno,  diminuisce  d'  alquanto  verso  la  quarta  set- 
timana,  per  restituirsi  alla  proporzione  di  prima  nell'ottava,  e  potè  dedurre 
àe  la  sosta  od  anche  il  regresso  nello  sviluppo  organico  che  si  manifesta 
appena  i  fanciulli  ritornano  nelle  condizioni  sfavorevoli  della  vita  in  città, 
son  dura,  ma  anzi  fa  luogo  ad  un  ulteriore  incremento,  e  che  per  ciò  nel 
aaggior  numero  dei  casi  viene  ottenuto  un  benefico  impulso  permanente,  il 
^e  trionfa  in  gran  parte  della  influenza  perniciosa  del  soggiorno  presso  i 
parenti.  Sgraziatamente  le  nostre  osservazioni  non  praticate  in  tempo  debito, 
aè  ripetute  sufficientemente,  ci  pongono  in  grado  di  dare  la  conferma  di 
tale  risultato,  perocché  calcolando  a  56.6  chilogrammi  l'aumento  di  peso 
complessivo  dato  dai  fanciulli  della  prima  spedizione,  e  a  83  chilogrammi 
(pieOo  fornito  dai  fanciulli  della  seconda,  abbiamo  pei  primi  una  differenza 
ia  meno  di  28.4  chilogrammi  ,  la  quale  non  rappresenta  che  il  peso  pro- 
porzionale corrispondente  al  mese  di  ritardo  frapposto  alla  visita  dei  secondi. 

Anche  a  codesta  lacuna  mi  riservo  di  riparare  l'anno  venturo,  e  con  tanto 
naggiore  impegno  in  quanto  che  una  accusa  capitale  so  che  è .  stata  mossa 
alk  nostra  istituzione  ;  da  taluni  essa  è  ritenuta  nientemeno  che  inutile,  per  la 
(ttsonzione  che  ritornati  in  seno  alla  loro  famiglia  nelle  condizioni  di  prima,  i 
faiciiilli  abbiano  tosto  a  perdere  quanto  hanno  guadagnato  dalla  campagna. 
Ad  ottenere  meglio  il  mio  intento,  io  mi  propongo  di  scegliere  i  fanciulli  da 


—  i6  — 

inviarsi  al  soggiorno  climatico,  per  lo  meno  tre  mesi  prima  della  partenza, 
e  di  pesarli  poi  di  mese  in  mese  per  un  intero  semestre;  in  tale  modo 
potrò  avere  i  valori  mensili  del  peso  ottenuti  prima  e  dopo  la  vacanza, 
che  messi  fra  loro  a  confronto/  forniranno  i  dati  precisi  per  accertare  ,  se 
i  vantaggi  acquistati  sono  in  realtà  duraturi,  come  hanno  già  dimostrato  le 
osservazioni  del   Comitato    di  Franco  forte,  o  invece  riescono  solo  fugaci. 

Per  ultimo  mi  è  di  grande  soddisfazione  poter  riferire  che  durante  il 
soggiorno  ad  Esino  non  si  ebbe  neppure  un  caso  di  malattia:  non  poten- 
dosi come  tale  considerare  un  po'  di  imbarazzo  gastrico  a  cui  andarono  sog- 
getti 3  fanciulli,  i  della  prima  e  2  della  seconda  spedizione,  il  quale  non 
durò  più  di  un  giorno,  né  richiese  l'intervento  del  medico,  tanto  che  i  fisu"- 
maci,  dei  quali  l'egregio  sig.  Zambelletti  aveva  largamente  a  proprie  spese 
fornito  le  colonie,  furono  riportati  a  Milano  pressoché  intatti.  Lieto  presagio 
per  gli  anni  avvenirci 

Termino,  mettendo  sott'occhio  a  mo'di  conclusione  alcuni 


Specchietti  di  confronto  fra  la  media  fisiologica  del  peso ,  della  statura  e 
del  loro  accrescimento  mensile,  e  la  media  degli  stessi  valori  presentata  dcU 
fanciulli  ammessi  alla  cura  climatica  dal  Comitato  di  Francoforte  e  da 
quello  di  Milano, 

I.  Peso. 


Età 

anni 

Media 
fisiologica 

Media 
Francoforte 

Media 
Milano 

8 
9 

Kilog.    20.  5 
>          21.8 

Kilog.  20.  7 

a         21.  2 

Kilog.    19. 0 
*         20.0 

IL  Accrescimento 

MENSILE   DEL   PESO. 

Età 
anni 

Media 
fisiologica 

Media 
Francoforte 

Media 
Milano 

8-9 

9-10 

Kilog.    0.  14 
»         0.  20 

Kilog.  0.96 

»        0.94 

Kilog.    0.94 
>          I.OO 

TU. 

Statura. 

Età 
anni 

Media 
fisiologica 

'  Media 
Francoforte 

Media 
Milano 

8 

Centim.    118. 0 

Centim.    116.  7 

Centim,    115.  5 

9 

>         121. 0 

»         118. 2 

>         116.6 

IV,    ACCRESaMENTO 

MENSILE   DELLA   STATURA. 

Età 
anni 

Media 
fisiologica 

Media 
Francoforte 

Media 
Milano 

8-9 

Centim.    0. 47 

Centim.    0.38 

Centim.    0.  52 

9-10 

a           0.21 

»        0.47 

»          0.53 

—  17  — 

Dairesame  di  questi  specchietti  è  ovvio  il  dedurre  che  raumento  mensile 
Terìficatosi  tanto  pel  peso  che  per  la  statura  nei  fanciulli  dopo  il  soggiorno 
di  Esino,  è  nel  complesso  più  soddisfacente  di  quello  segnato  dalle  stati- 
sdchc  del  dott.  Varrentrapp,  e  che  in  ogni  caso  è  di  gran  lunga  supe- 
liore  a  quanto  si  verifica  normalmente. 

Però  nello  specchietto  che  contempla  il  peso,  deve  colpire  un  dato  il  quale 
appare  contraddittorio:  la  media  dei  fanciulli  di  8  anni  ammessi  dal  Co- 
mitato di  Francoforte,  supera  di  2  ettogrammi  la  nostra  media  normale. 
Qaesta  apparente  contraddizione  si  spiega,  avvertendo  che  mentre  da  noi 
si  tenne  come  termine  di  confronto  la  cifra  trovata  dal  prof.  Pagliani  pei 
£mcialli  poveri  (0,  il  Comitato  di  Francoforte  si  servi  per  base  delle  proprie 
osservazioni  della  media  calcolata  dal  Quetelet  in  chilogrammi  21,6. 

Non  ostante  questa  rettifica  sta  però  sempre  il  fatto,  che  la  differenza  fra 
la  media  presentata  dai  fanciulli  da  noi  visitati  e  la  media  fisiologica  è  di 
quasi  il  doppio,  paragonata  a  quella  dei  fanciulli  che  a  Francoforte  vennero 
considerati  come  bisognosi  di  campagna.  Questo  fatto  assai  sconfortante  per 
noi,  e  che  io  vi  traduco  in  cifre  perchè  meglio  ne  risalti  la  evidenza: 


Media  norm.  Pagliani  Kil.  20.  5 
»         »      Quetelet     »     21.6 


Media  scolari  Milano ....  Kìl.  19.  o 
»         »      Franco  forte     »     20. 7 


Differenza  Kil.  i.  5 
»  »    0.9 


Differenza  in  meno  per  gli  scolari  di  Milano  Kil.  o.  6 


d  dimostra  quanto  urgente  sia  in  Milano  il  bisogno  di  provvedere  colla 
massima  alacrità  al  miglioramento  dello  sviluppo  fisico  degli  scolari. 

Né  si  voglia  supporre  in  me  la  pretesa  di  enunciare  cosa  nuova  :  io  non 
&cdo  che  porre  una  volta  di  più,  coli'  appoggio  delle  cifre  e  in  un  caso 
speciale,  il  problema  umanitario  che  da  tempo  occupa  cuore  e  mente  di 
flantropi,  di  scienziati,  di  legislatori;  problema,  la  cui  soluzione  ha  fatto  in 
questi  ultimi  anni  rapidi  passi,  mercè  la  importanza  sempre  maggiore  che 
Ta  acquistando  la  igiene  privata  e  pubblica. 

Fra  le  istituzioni  cittadine  che  si  occupano  della  fanciullezza,  ho  già  men- 
tovato gli  Ospizi  dei  bagni  marini  per  gli  scrofolosi,  come  quelli  che  pre- 
sentano i  maggiori  punti  di  affinità  col  soggiorno  climatico.  Sorti  per  in- 
teUigente  e  solerte  operosità  di  un  insigne  filantropo,  il  cav.  dott.  Ezio 
Castoldi,  gli  Ospizi  dei  bagni  marini  incontrarono  ben  presto,  come  tutte  le 
opere  di  vera    ed  illuminata    beneficenza,  il  favore  del  pubblico,   ed  oggi. 


(s)  Pagliani  :  £^   tvilup^o  wnano,  ecc.  — >  Giora.  della  Società  hai.  d' Igiene,  Anno  I,  K.  4,  5  e  6. 

2 


—  i8  — 

ricchi  di  mezzi  e  protetti  da  privati,  da  enti  morali,  da  autorità  pubbliche, 
vanno  moltiplicandosi  per  tutta  Italia  e  salgono  sempre  più  in  onore  presso 
le  altre  nazioni. 

Se  non  che  il  concetto  fondamentale  che  informa  le  due  istituzioni, 
è  cosi  sostanzialmente  distinto,  da  lasciar  a  ciascuno  di  esse  un  campo 
di  azione  tutto  afTatto  proprio  :  la  cura  climatica  sarà  di  complemento,  ser- 
virà a  riempiere  una  lacuna,  alla  quale  non  possono  provvedere  gli  Ospizi 
dei  bagni  marini,  ma  non  potrà  mai  riuscire  a  questi  di  inciampo,  né  inva- 
derne le  attribuzioni. 

Gli  Ospizi  dei  bagni  marini  infatti  si  preoccupano  più  specialmente  di 
correggere  le  manifestazioni,  già  in  atto,  di  una  forma  morbosa,  la  scrofola, 
nella  quale  si  compendiano  pressoché  tutti  i  malanni  che  alla  debole  co- 
stituzione fanno  capo  ;  mentre  la  cura  climatica  cerca  di  prevenire  queste 
manifestazioni,  facendo  scopo  delle  sue  cure  fanciulli  semplicemente  gracili, 
i  quali,  sussidiati  in  tempo  con  vitto  sufficiente  ed  appropriato  e  messi  in 
condizioni  di  poter  respirare  l*  aure  pure  e  balsamiche  dei  monti,  sono  su- 
scettibili di  tale  impulso  nello  sviluppo  organico,  da  poter  poi  sfuggire  ai 
tanti  pericoli  che  nella  debolezza  congenita  ed  acquisita  trovano  la  loro 
prima  origine. 

E  fu  savio  provvedimento  quello  dei  fondatori  di  questa  istituzione  di 
restringerne  il  beneficio  agli  alunni  delle  classi  elementari,  i  quali  non  so- 
lamente subiscono  le  perniciose  influenze  derivanti  dalla  miseria,  ma  costretti, 
come  sono ,  per  buona  parte  del  giorno  alla  inerzia  muscolare  ,  per  atten- 
dere all'applicazione  intellettuale,  spesso  anche  sproporzionata  alle  loro  forze, 
restano  privi  altresì  di  quell'esercizio  corporale  che  serve,  direi  quasi,  di 
correttivo  alla  debolezza  organica  per  chi  si  dedica  a  lavoro  manuale. 

Mtns  sana  in  cor  por  e  sano  é  il  motto  assunto  dal  nostro  Comitato  pro- 
motore quale  emblema  della  Società  per  il  soggiorno  climatico,  ed  oggi  che 
la  istruzione  obbligatoria  apre  a  tutti  l'adito  delle  scuole,  il  Consiglio  Diret- 
tivo deve  sentir  maggiormente  la  necessità  di  estendere  la  propria  sfera  di 
azione^  perché  sia  elevato  a  proporzioni  sempre  maggiori  Jl  numero  degli 
alunni  che  devono  essere  ammessi  al  beneficio  della  cura. 

Se  non  che  i  vantaggi  della  nuova  Istituzione  non  si  limitano  al  miglio- 
ramento della  costituzione  fisica:  altri  ed  importanti  effetti  ne  conseguono, 
i  quali,  se  pure  voglionsi  considerare  come  indiretti  e  non  esclusivi,  tuttavia 
non  debbono  essere  passati  sotto  silenzio.  Fra  questi  non  é  a  disconoscersi 
r  utile  pecuniario  risultante  alle  famiglie  dal  risparmio  sul  mantenimento  di 
un   individuo  per  un  intero   mese:   utile  pecuniario   che  può  ritenersi  nella 


—  19  — 
pluralità  dei  casi  assai   più   giovevole   di  tante  elemosine  che  si  accordano 
dopo  lunga  sequela  di  suppliche,  di  verifiche,  di  restrizioni,  le  quali,  se  tal- 
volta valgono  a  riparare  momentanei  bisogni ,   giammai   possono  pretendere 
Illa  qualifica  di  educatrici  delle  masse. 

Più  importante  vantaggio  è  quello  della  disciplina  e  dell'  istruzione  pratica 
che  ricevono  i  fanciulli  durante  il  mese  di  soggiorno  sui  monti.  Anche  nelle 
famiglie  agiate  si  ode  spesso  lamentare  che  le  lunghe  vacanze  autunnali, 
distogliendo  i  fanciulli  dall'abitudine  dello  studio,  li  rendono  indocili,  sbri- 
gliati, disattenti,  ricalcitranti  alle  menome  occupazioni,  per  cui  perdono  in 
breve  bnona  parte  di  quanto  avevano  guadagnato  alla  scuola  nel  corso 
dell'anno.  Or  bene:  un  mese  di  vita  comune  in  orizzonte  spaziato,  un 
orario  saggiamente  disposto ,  la  sorveglianza  assidua  di  persone  previdenti 
ed  istruite,  che  mantengono  ima  ragionevole  disciplina  e  non  omettono  oc« 
cacone  di  infondere  nelle  giovani  menti  V  amore  al  buono  e  al  bello ,  la 
o>rtesia  dei  modi,  l'affabilità  nel  conversare,  e  sopratutto  l'igiene  e  la 
politezza  della  persona ,  tanto  trasandata  pur  troppo  presso  le  classi  indi- 
genti, non  rappresentano  forse  gli  elementi  precipui  della  morale  educazione  ? 

Da  questa  relazione,  dai  dati  statistici  in  essa  registrati,  dalle  considera- 
zioni svolte,  è  facile  riconoscere  quale  e  quanta  benefica  impressione  per 
un  solo  mese  di  vita  alpestre  abbia  ricevuto  il  tenero  organismo  dei  fan- 
dolli  che  furono  scelti  per  quest'anno  di  prova.  L'utilità  della  Istituzione 
ormai  non  può  più  essere  disconosciuta,  per  qualunque  lato  la  si  consideri , 
e  quindi  l'appoggio  filantropico  della  cittadinanza  non  le  farà  difetto  ed  il 
saccesso  coronerà  gli  sforzi  di  tutti. 


20 


SULLO  STATO  SANITARIO  DELLA  PROVINCIA  DI  CUNEO 

IN  RAPPORTO  COLLA  PELLAGRA. 

Relazione 
del  Dott  Giuseppe  Parola. 


Il  Ministero  d'Agricoltura  Industria  e  Commercio,  che  vivamente  s'inte- 
ressa delle  condizioni  sanitarie  della  classe  agricola ,  sulla  quale  in  gran 
parte  posa  il  miglioramento  economico  della  nostra  contrada,  con  sua  Cir- 
colare, 28  febbrajo  1881,  suggeriva  una  serie  di  provvedimenti  intesi  a  di- 
minuire l'infierire  della  pellagra,  e  poscia  con  altra  Circolare,  24  marzo  1881, 
ordinava  una  statistica  degli  individui  che  si  trovavano  affetti  da  pellagra 
nel  mese  di  giugno  ultimo  scorso.  Il  signor  Presidente  del  Consiglio  Pro- 
vinciale di  Sanità  nel  comunicarmi  con  sua  lettera  23  ottobre  p.  p.  le 
risposte  con  disagio  ottenute,  m'incaricava  di  riferire  brevemente  intorno 
a  questo  importante  argomento.  La  ristrettezza  del  tempo  non  avendomi 
permesso  di  poter  ottenere  ulteriori  ragguagli  a  quelli  davvero  insufficienti 
forniti  dai  sindaci  e  dai  medici  condotti,  mi  toccherà  appena  sorvolare  sopra 
una  materia  che  richiederebbe,  per  una  meno  imperfetta  trattazione,  diligenti 
indagini,  concorso  di  autorità  e  di  medici,  tempo  per  raccogliere  ed  ordinare 
i  materiali,  nonché  dottrina  per  trarne  utili  deduzioni. 

Ecco  ciò  nondimeno,  giusta  i  dati  trasmessimi,  la  statistica  dei  pella- 
grosi esistenti  nel  mese  di  giugno  nella  nostra  Provincia,  divisa  per  Cir- 
condari ,  per  sesso ,  età  e  professioni ,  per  quanto ,  relativamente  a  queste 
ultime  circostanze,  potei  rintracciare. 

Dai  riferiti  quadri  si  scorge  come  questo  triste  malore  che  avvelena  le 
fonti  della  vita ,  ottenebra  gì'  intelletti  ed  è  sorgente  di  misera  prole ,  se 
non  è  grandemente  diflfuso  tra  noi,  dà  però  sufficienti  indizi  della  sua  pre- 
senza perchè  occorra  cercare  i  mezzi  per  andarvi  al  riparo,  allo  scopo  so- 
pratutto che  il  morbo  non  vi  pigli  più  salde  radici,  e  per  mezzo  dell'  ere- 
dità, o  per  prave  condizioni  economiche,  si  diffonda. 


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Circoadario  di  Caiieo. 
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Bora  M 

CMteUetio  Stuta 

Totale . . 

Circondario  di  Alba. 

CistagniW  W 

Torre  Bonnidi 

Totale . , 

Cir»adarìo  di  HoodoT). 

Bene  Vagienna  (<).,.. 

" 

— 

Totale., 

(,)    Noo  indreiii  Huo.  .li,  ttc.  -  (0  Non  indie.»  piufciiions,  -  (j)  Non  in<lic>ti  eli.  e  pto- 

Circondario  di  Salmo. 


Brondello  (■!...., 

Brussuco 

Cavallerlcone  !•) . , 
Cnvaller  maggi  ora.  , 

Costigliole 

Cnmbasca 

LagnascQ 

MoDuterolo 

Fagno  (3) 

Pias.     '  ' 


Revello 

Rifreddo 

Sanfront 

Scucnafigi ,,...... 

Veriuolo 

Villanova  Solaro . . 


.    94    SO    3^      4      4      3     "3     16    »4 


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CIRCONDARIO 

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28 

13 
16 

42 

30 
8 

24 
63 

23 

^ 

44 
36 
16 
73 

169 

Totale  Generale.. 

—  23  — 

n  nostro  Circondarìoi  su  d*una  popolazione  di  185,268  abitanti  e  con 
65  Comuni,  conta  12  Comuni  più  o  meno  infetti  e  novera  57  pellagrosi. 
Soggiungo  però  tosto  che  i  cinque  pellagrosi  notati  nel  territorio  della  città 
di  Cuneo ,  appartengono  tutti  alla  sola  sezione  di  oltre  Gesso ,  le  altre 
andandone  immuni;  che  i  7  casi  di  pellagra  riferiti  dai  medici  di  Pevera- 
gno,  appartengono  solo  ad  una  pseudo-pellagra,  ad  una  gastro-enterite  a 
forma  pellagrosa,  d'indole  relativamente  mite,  e  che  i  due  pellagrosi  accen- 
oati  per  Boves  guarirono  nel  breve  spazio  di  venti  giorni ,  e  quindi  v'  ha 
faiogo  a  dubitare  che  anche  qui  si  trattasse  di  vera  pellagra. 

I  Comuni  più  infetti  sarebbero  Busca,  che,  su  d'una  popolazione  di  9533 
abitanti,  novera  20  pellagrosi  e  tutti  in  età  avanzata;  Villafalletto  con  7 
sopra  una  popolazione  di  41 71  abitanti,  e  la  maggior  parte  di  pellagra 
ribelle  ed  ostinata;  Demonte,  pure  con  7  su  6193  abitanti,  e  Peveragno 
con  altri  7  su  6887  abitanti,  colle  riserve  però  sopra  espresse. 

U  Circondario  d'Alba,  sopra  una  popolazione  di  124,822  abitanti  e  con  77 
Comuni,  non  novera  che  8  di  questi  infetti,  ma  conta  invece  62  pellagrosi. 
Quivi  troviamo  un  maggior  numero  di  Comuni  formanti  dei  piccoli  centri 
di  endemia  ;  cosi  Monta,  su  una  popolazione  di  soli  2900  abitanti ,  conta 
fo  pellagrosi;  Castellinaldo ,  con  1425  abitanti,  novera  16  pellagrosi  e 
Baldissero  d'Alba,  su  11 70  abitanti,  lamenta  anch'esso  12  pellagrosi. 

Più  fortunato  sotto  questo  aspetto  è  il  Circondario  di  Mondov),  il  quale, 
con  una  popolazione  di  149,186  abitanti  e  con  71  Comuni,  non  novera  che 
due  Comuni  infetti  e  16  pellagrosi;  Bene,  cioè,  che,  su  613 1  abitanti,  la- 
menta 15  pellagrosi,  osservando  ancora  che  questi  15  csi^ì  sono  stati  os- 
servati da  due  anni  a  questa  parte;  Cherasco  poi,  con  8866  abitanti,  non 
conta  che  un  pellagroso. 

II  Circondario  di  Saluzzo  invece  è  quello  in  cui  trovasi  maggior  nu- 
mero di  Comuni  infetti  e  di  pellagrosi.  Su  una  popolazione  di  158,956 
abitanti  e  con  5  2  Comuni ,  lamenta  ben  2 1  di  questi  nei  quali  il  morbo 
trovasi  più  o  meno  diffuso ,  colla  complessiva  somma  di  94  pellagrosi. 
Quivi,  Sanfront,  su  una  popolazione  di  4900  abitanti,  novera  13  pella- 
groa,  pressoché  tutti  in  età  avanzata;  La  guasco,  su  2065  abitanti,  conta 
II  pellagrosi  di  cui  4  in  età  giovanile;  Villanova  Solaro ,  su  solo  1748 
abitanti,  novera  io  pellagrosi;  ed  altri  io  su  3243  abitanti  Scamafigi;  i 
piccoli  e  poveri  Comimi  di  Brondello  e  Crissolo,  su  abitanti  l'uno  1021  e 
faltro  1074,  noverano  ciascuno  8  pellagrosi. 

Complessivamente,  la  nostra  Provincia,  su  616,232  abitanti  con  263  Co- 
mani,  novera.  43  di  questi  infetti  e  229  pellagrosi. 


f 

-T  34  — 

Volendo  risalire  ad  un'epoca  più  remota,  noi  troviamo  che  la  benemerita 
Commissione  d'inchiesta  Piemontese,  nel  1847,  registrò,  per  quanto  riguarda 
la  nostra  Provincia,  8  Comuni  infetti  e  35  pellagrosi  nel  Circondario  di 
Cuneo,  dei  quali,  in  corrispondenza  colle  attuali  ricerche,  vediamo  segna* 
lati  Villafalletto  e  Peveragno  con  i  solo  pellagroso  per  Comune,  e  preci* 
puamente  Busca,  che,  da  sola,  in  allora  contava  25  pellagrosi. 

I  Circondari  d'Alba  e  di  Mondovì  non  noveravano  che  un  solo  Comune, 
e  nessuno  corrispondente  agli  attuali  infetti,  con  9  pellagrosi  in  totale. 

Un  cospicuo  centro  di  endemia  era  invece  Revello ,  nel  Circondario  di 
Saluzzo,  in  cui  a  ben  250  sommavano  i  pellagrosi;  Revello  oggidì  nonne 
conta  più  che  5,  ma  sta  sempre  il  fatto  già  osservato  nel  1847,  che  cioè 
la  vallata  del  Po  è,  nella  nostra  Provincia ,  una  delle  località  più  colpite 
dal  triste  malore ,  giacché  e  Sanfront  e  Revello  e  Rifreddo  e  Crissolo  e 
Gambasca,  appartenenti  tutti  alla  stessa  vallata ,  lo  vedono  serpeggiare  fra 
le  loro  popolazioni. 

Quivi  il  morbo  avrebbe  assai  diminuito  nel  suo  infierire  ,  come  sarebbe 
anche  scemato  a  Busca,  ma  si  sarebbe,  in  questi  ultimi  anni,  maggiormente 
diffuso  in  parecchi  Comuni  del  nostro  Circondario  e  di  quello  d'Alba,  come 
altresì  nelle  fertili  terre  che  spettano  alla  pianura  del  Piemonte ,  sì  dei 
summentovati  Circondari  che  di  quello  di  Saluzzo,  terre  che  nel  1847  ^^ 
andavano  immuni.  Gli  è  vero  che  la  Commissione  Piemontese  lamentava 
già  in  allora  la  pochezza  dei  ragguagli  potuti  ottenere ,  ma  fors'  anche  al 
giorno  d'oggi,  ove  si  addivenisse  ad  una  severa  inchiesta,  si  troverebbe  un 
maggior  numero  di  pellagrosi  di  quello  riferito.  I^a  è  però  questa  una  cosa 
più  facile  a  desiderarsi  che  non  ad  ottenersi. 

I  sessi,  per  quanto  potei  rinvenire  nelle  risposte  comunicatemi,  fra  loro 
quasi  si  pareggiano,  il  femminile  avrebbe  però  fornito  una  leggera  ecce- 
denza,  III  sopra  108. 

Benché  le  prime  età  contino  anch'esse  alcuni  pellagrosi,  quelle  più  col- 
pite sono  dai  40  ai  60  anni,  un  discreto  contingente  venendo  ancora  for- 
nito  dalle  età  più  avanzate.  Quando  l'organismo,  nelle  classi  più  povere  , 
ha  già  oltrepassato  l'acme  della  sua  potenza  e  della  sua  organica  resistenza 
il  grave  malore  insidioso  vi  si  sviluppa  e  dà  mostra  di  sé. 

II  maggior  numero  dei  colpiti  (169)  appartiene  alla  classe  dei  contadini 
ed  alla  più  povera,  cioè  quella  dei  braccianti.  Gli  altri  22,  sono  quasi  tutti 
mendicanti  ed  in  origine  probabilmente  pure  braccianti.  Trovo  soltanto 
notati,  a  Scarnafigi  una  donna  di  casa ,  a  Verzuolo  una  setajuola  ed  a 
Beinette  un  liquorista,  siccome  aff'etti  dal  morbo  in  discorso. 


—    25   — 

Ho  già  accennato  ad  insufficienza  di  dati  per  le  cifre  riferite,  ma  ben 
maggiori  sono  le  lacune  per  quanto  riguarda  le  probabili  cause  alle  quali 
attiibnire  la  manifestazione  della  pellagra,  circostanza  questa  che  è  la  prima 
di  tenersi  a  calcolo  per  la  ricerca  dei  mezzi  atti  a  frapporre  una  valida 
diga  all'irrompere  del  morbo.  Non  trovo  invero  che  il  dott.  Anfosso  il 
qiule  abbia  accennato,  per  Brondello,  alle  condizioni  meteorologiche  della 
vallata  del  Bronda  sfavorevoli  alle  coltivazioni,  e  quindi  miseria  con  cattive 
abitazioni,  ed  il  dott.  Ferrerò  il  quale  nota,  per  Verzuolo ,  che  egli  ha  ri- 
trovato siccome  cause  abituali  della  pellagra  in  quel  Comune,  il  vitto  scarso, 
specialmente  se  quasi  esclusivo  di  grano  turco  e  tanto  più  quando  non  è 
ben  maturo  o  troppo  vecchio,  l'insolazione ,  V  abuso  di  aglio  e  di  cipolle. 
A  Basca  si  accenna  pure  alla  cattiva  nutrizione  ed  alla  poca  salubrità  delle 
abitazioni.  Io  sottoporrò,  ciò  nondimeno,  quanto  dal  complesso  delle  circo- 
stanze mi  pare  si  possa  dedurre. 

Se  si  pon  mente  che  nella  nostra  Provincia  il  numero  dei  pellagrosi, 
es^o  in  confronto  di  molte  altre  Provincie ,  è  sparso  in  parecchi  Comuni, 
si  delle  vallate  alpine ,  che  delle  fertili  pianure  e  dei  viniferi  colli  albesi, 
iQoltì  non  contando  che  uno ,  due  o  poco  più  colpiti ,  riesce  di  necessità 
escluso  che  una  peculiare  causa  presieda,  fra  noi,  allo  sviluppo  della  pel- 
lagra e  che  vi  influiscano  speciali  condizioni  di  clima  o  di  suolo.  Sudi- 
dame,  cattiva  alimentazione ,  malsane  abitazioni ,  miseria  insomma ,  incon- 
transi  dappertutto,  dove  la  malattia  che  ci  occupa  dà  segni  della  sua  pre- 
senza e  dove  no  ;  Teffetto  inoltre  sarebbe  di  gran  lunga  troppo  inferiore  alla 
cansa.  Non  voglio  tuttavia  escludere  il  concorso  delle  accennate  circostanze 
accome  atte  a  favorire  lo  sviluppo  del  morbo ,  ove  qualche  condizione  di 
eredità  od  altro  vi  si  aggiunga. 

Fra  noi  è  rara  Talimentazione  quasi  esclusiva  del  maiz,  ed  è  meno  an<- 
cora  comune  il  consumo  di  maiz  guasto,  atteso  la  qualità  che  vi  si  coltiva 
ed  il  metodo  di  esposizione  al  sole  per  lungo  tempo  in  generale  adope- 
rato. Di  più,  il  maiz  viene,  nel  maggior  numero  dei  casi,  consumato  sotto 
forma  di  polenta  e  giorno  per  giorno ,  prima  che  si  alteri  od  ammuffisca, 
siccome  suole  accadere  pel  pane  conservato  a  lungo,  tanto  in  uso  in  altre 
Provincie.  Queste  sono  le  ragioni  per  cui  il  morbo,  fra  noi,  è  limitato  nelle 
sue  mam'festazioni,  dappoiché ,  senza  voler  entrare  nella  ancora  disputata 
questione  se  la  pellagra  debba  attribuirsi  ad  un  avvelenamento  maidico  o 
meno,  gli  è  certo  che  essa  infierisce  particolarmente  là  dove  il  grano  turco 
forma  quasi  l'esclusivo,  scarso  alimento,  e  spesso  è  di  qualità  scadente  od 
avariato.  Mi  è  d'uopo  tuttavia  ricordare  che  fra  le  vallate  alpine  è  più  raro 


—     26    — 

il  vitto  in  discorso,  venendo  per  lo  più  frammisto  a  quello  del  frumento, 
della  segale,  delle  castagne  e  dei  latticini,  eppure  in  alcune  vi  serpeggia  il 
fiero  morbo-  Noto  per  altro  che  a  Busca,  nel  1847,  venne  riferito  che 
su  2  5  colpiti ,  2  2  mangiavano  sola  meliga  e  tre  no ,  18  abitavano  luoghi 
malsani  e  7  sani.  Alimentazione  ed  abitazione,  sotto  ogni  riguardo  cattive, 
sono  pure  le  cause  in  ora  riferite. 

Sebbene  manchi  assolutamente  ogni  accenno  a  cause  ereditarie,  parrai 
però  che,  tenuto  conto  dell'esistenza  della  pellagra  da  remoti  tempi  nella 
vallata  del  Po,  ad  esempio,  ed  a  Busca,  si  possa  ritenere  che  l'eredità  ha 
una  certa  qual  parte  nel  mantenere  il  fomite  del  male. 

Se  poi  si  considera  che  la  classe  maggiormente  colpita  si  è  l'agricola, 
e  quella  in  ispecie  sotto  ogni  rapporto  più  sfortunata;  che  in  alcuni  poveri 
Comuni  esistono  dei  piccoli  centri  morbosi,  si  può  con  qualche  probabilità 
arguire  che,  anche  fra  noi,  oltre  alle  comuni  cause  della  miseria,  airinso* 
lazione,  vi  concorra,  nella  maggior  parte  dei  casi,  allo  sviluppo  della  ma- 
lattia r  uso  soverchio  del  grano  turco  e  non  sempre  di  buona  qualità. 
Questa  e  l'eredità  sarebbero  pertanto,  a  mio  avviso,  le  cause  principali. 

Veniamo  ora  ai  rimedi  che  si  potrebbero  suggerire  per  cercar  modo 
che  i  pellagrosi  possano  trovare  sollievo  e  possibile  guarigione  e  ne  venga 
per  l'avvenire  limitato  il  numero. 

Da  aldini  dei  medici  condotti  venne  riferito  che  migliori  condizioni  igieni- 
che e  di  alimentazione  sarebbero  utili  per  la  cura  e  la  profilassi  della  pellagra, 
da  qualcuno  ne  furono  anzi  notati  i  benefici  efìfetti  già  ottenuti.  A  questi  in- 
tenti mirano  altresì  i  provvedimenti  suggeriti  dal  Ministero  circa  il  risana- 
mento delle  case  coloniche,  l'ispezione  della  qualità  delle  acque,  l'impianto 
di  forni  sociali,  la  diffusione  dell'allevamento  dei  conigli,  ecc.,  ecc.  Ma,  se 
tutti  questi  mezzi  sono  ottimi  e  sarebbe  grandemente  a  desiderarsi  venis- 
sero attuati  pel  miglioramento  generale  della  classe  agricola,  io  non  oserei 
proporveli  siccome  diretti  a  combattere  esclusivamente  la  pellagra.  E  fa- 
cilmente se  ne  comprenderà  il  motivo ,  soltanto  che  si  pensi  alla  poca 
estensione  della  pellagra  fra  noi  ed  alle  misere  condizioni  che  in  generale 
si  riscontrano,  circa  il  vestire,  la  nettezza  del  corpo,  le  bevande,  l'alimen- 
tazione e  le  abitazioni.  D  rimedio  sarebbe  troppo  superiore  al  male  che  si 
lamenta.  Nei  pochi  Comuni  però,  nei  quali  pare  che  il  morbo  sia  più  dif- 
fuso, apposite  Commissioni,  giusta  l'art.  8  della  Circolare  ministeriale,  po- 
trebbero provvedere  al  riguardo  e  promuovere  le  opportune  migliorìe. 

il  primo  suggerimento,    di    curare    che  venga    escluso  dal  commercio  e 
dal  vitto  il  maiz  guasto,  riuscirà  sempre  utile ,    sebbene  sui  nostri   mercati 
tale  qualità  di  grano  turco  non  soglia  incontrarsi. 


—    27    — 

Orca  al  mezzo  proposto  alFart.  g,  cioè  diffondere,  mercè  istruzioni  pra- 
tidkc,  conferenze  domenicali  e  serali,  le  notizie  sulle  cause  della  pellagra  e 
r«se  dei  forni  sociali,  oltrecchè,  per  le  cose  già  dette,  il  male  non  è  tanto 
fa  Doi  generale  da  esigere  tale  diffusione,  havvi  a  dubitare  assai  che  la 
dtsse,  per  solito  più  colpita,  vi  ponga  ascolto  e  ne  tragga  profitto.  Forse 
potrebbe  giovare  un  qualche  piccolo  libro  popolare,  compilato  in  modo  fa- 
c3e  e  piano  e  diffuso  dove  l'endemia  è  più  estesa. 

A  mio  avviso,  fra  noi,  dove  per  buona  ventura  la  pellagra  non  infierisce 
pan  fatto ,  altri  rimedi  tornerebbero  più  efficaci  a  combattere  il  morbo 
tUk  sua  radice. 

Converrebbe,  cioè,  togliere  i  pellagrosi  dall'ambiente  nel  quale  si  trovano 
e  ricoverarli  negli  ospedali  mandamentali  o  delle  città  più  viciqe,  a  spese, 
d'occorrenza ,  delle  locali  Amministrazioni  di  Carità  di  dove  provengono. 
h  qnesta  guisa  si  potrebbero  con  adequata  nutrizione  e  conveniente  cura 
ndonare  alla  società  molti  individui  atti  al  lavoro,  mentre  i  fatali  progressi 
d^  malattia  li  renderebbero  di  continuo  peso,  quando,  per  loro  sciagura 
e  con  grave  dispendio  del  tesoro  provinciale,  non  dovessero  poi  venire  ri- 
coverati nel  manicomio.  Si  impedirebbe  altresì  che,  proclivi  siccome  sono 
i  pellagrosi  agli  atti  sessuali,  trasmettano  ad  altri  la  malattia  o  la  predispo- 
sione  ad  incontrarla,  perpetuandone  e  diffondendone  cosi  il  fomite.  Questo 
Bezzo,  già  da  altri  suggerito,  dalla  Commissione  di  Bergamo,  ad  esempio, 
pormi  non  sarebbe  diffìcile  ad  attuarsi  nella  nostra  Provincia,  e  tornerebbe 
certamente  utile  a  molti. 

Nd  casi  poi,  nei  quali  questo  provvedimento  non  potesse  venire  adot- 
tato, si  potrebbero  autorizzare  i  medici  condotti  a  prescrivere,  invece  di 
aedidnali,  buoni  e  congrui  alimenti  alle  famiglie  fra  le  quali  esistano  dei 
pellagrosi  ;  una  confacente  alimentazione  essendo,  nei  casi  sopratutto  in  cui 
b  malattia  non  è  ancora  troppo  inoltrata ,  il  miglior  mezzo  per  arrestarne 
i  progressi  e  non  di  rado  guarirla.  Si  ovvierebbe  altresì ,  in  questa  guisa, 
•t  che,  nelle  famiglie  nelle  quali  avvi  una  qualche  tendenza  al  morbo  del 
qoak  ci  occupiamo,  esso  si  sviluppi. 


28    


GLI  ASILI-SCUOLE   PER   IDIOTI   ED   IMBECILLI. 

Comunicazione 
del  Prof.  E.  Morselli. 

I. 

Anche  la  scienza  ha  i  suoi  apostoli,  i  suoi  martiri,  i  suoi  campioni,  come 
la  fede  :  questo  prova  che  il  sentimento  della  carità ,  della  benevolenza  e 
della  simpatia  verso  i  suoi  simili,  non  è  legato  ad  alcun  dogma,  né  dipendente 
da  alcun  culto.  Vi  sono  uomini,  che  sembrano  predestinati .  a  praticare  ed 
a  spandere  11  bene,  dovunque  essi  si  trovino  e  qualsivoglia  strada  essi  per- 
corrano: creature  fortunate,  il  di  cui  nome  è  vanto  della  nostra  specie  ed 
orgoglio  della  nostra  civiltà.  Fra  questi,  il  dott.  Edoardo  Séguin ,  il  bene- 
fattore degli  idioti  e  degli  imbecilli,  l'apostolo  infaticabile  della  loro  educa- 
zione, il  fondatore  ed  il  promotore  di  Asili  e  Stuoie  per  la  parte  più  infe- 
lice della  inferma  umanità,  Tuomo  cui  il  vecchio  e  il  nuovo  mondo  parvero 
angusti  all'esercizio  fervido  d'una  carità  e  d'una  abnegazione  senza  limiti,  ha 
diritto  di  occupare  uno  dei  posti  più  onorevoli,  e  di  passare  come  esempio 
imperituro  di  quanto  possano  tenacia  di  propositi  e  ricchezza  di  cuore. 

Edoardo  Séguin  ha  compiuto  ora  è  un  anno  (ottobre  1880)  la  sua  vita 
spesa  interamente  a  vantaggio  degli  idioti  ed  imbecilli.  Nato  a  Nuova- York, 
egli  passò  la  sua  giovinezza  in  Europa,  attrattovi  dalla  splendida  fama  della 
scuola  medica  francese,  che  contava  un  Laennec,  un  Pinel,  un  Dupuytren, 
un  Bouillaud,  un  Esquirol  per  suoi  iniziatori  e  maestri.  Durante  il  corso  me- 
dico, fu  nominato  intemo  nei  grandi  Ospizi  della  Salpétrière  e  di  Bicétre, 
e  là  intraprese  queir  opera  di  carità  e  di  sagrifizio,  che  poi  continuò  inces- 
santemente ad  esercitare  per  gli  altri  cinquanta  anni  della  sua  attivissima  vita. 

Da  circa  un  settennio  il  Belhomme  aveva  pubblicato  la  prima  edizione 
del  suo  saggio  sull'  idiotismo  (1824),  che  egli  aveva  avuto  campo  di  preparare 
come  intemo  nella  sezione  delle  idiote  ed  epilettiche  della  Salpétrière  e  pre- 
cisamente nel  turno  confidato    al  celebre  Esquirol  (0.  In  queHo  scritto  era 

(i)  Si  vegga  per  questo ,  come  per  tutti  gli  scritti  sull'argomento,  la  bibliografia  posta 
in  calce  a  questo  articolo. 


—    29    — 

per  la  prima  volta    sostenuto    il    concetto    umanitario  della   educabilità  dei 
frenastenici  :  le  basi  da  cui   partiva    il  giovine    medico    non    erano  le    più 
giuste,  giacché  egli  apparteneva  alla    scuola    frenologica   del  Gali    e    Spur- 
zheim  ;  tuttavia  egli  fu  il  primo  a  riconoscere  che  esistevano  dififerenze  no- 
tevoli fra  i  vari  individui    affetti  da  idiotismo ,  e  che   mentre    alcuni  erano 
appena  addomesticabili,  altri  possedevano  invece  attitudini,    istinti,    facoltà, 
capaci  di  un  certo  sviluppo    mercè  sforzi  educativi  speciali.  Ma  l' iniziativa 
del  Belhomme  rimase  senza  effetto,  anche  perchè  il  suo  maestro,  l'Esquirol, 
non  si  manifestava   troppo   favorevole  verso  la  educabilità  dei    frenastenici. 
Era  riservato  al  dott.  Ferrus,  discepolo   e  successore  del    celebre  alienista, 
di  dare  esecuzione  al  voto  espresso  dal  Belhomme,  aprendo  fino  dal   1828' 
una  scuola  per  i  fanciulli  idioti  della  sua  sezione  di  Bicétre,  coadiuvato  in 
questa  intrapresa  anche  dal  Leuret.  Nel  1831  il  Falret  ne  imitava  l'esempio 
nell'ospizio  della  Salpétrière ,  e  nel  183^  il  dott.  Voisin  (Felice)  apriva  in 
Parigi  il  primo  Istituto  privato.  Ma  faceva  difetto  ancora  un  metodo  paziente 
ed  esatto  di  educazione,  fino  a  che  esso  non  venne  indovinato  ed  applicato 
per  la  prima  volta  da  un  giovine  intemo,  che  fu  appunto  il  Séguin.  Spetta 
in&tti  al  Séguin  il  merito  di  avere  dimostrato  col  fatto  ciò  che  il  Belhomme 
aveva  per  la  prima  volta    accennato  in  teoria:  i  suoi  sforzi  seguiti  da  suc- 
cesso convinsero    anche  i  più  resti ,  e  d' allora  in  poi    l' opinione  pubblica, 
trascinata  dall'  entusiastico  zelo  del  giovine   medico   americano ,  si   dichiarò 
in  favore  dell'educabilità  dei  frenastenici. 

n  primo  inspiratore  del  Séguin  fu  l'Itard,  coi  suoi  lavori  e  i  suoi  ammirabili 
tentativi  sull'educazione  dei  sordo-muti  ;  ma  il  dott.  Séguin  in  pratica  non  ebbe 
a  guida  che  il  proprio  talento  e  il  sentimento  vivissimo  di  carità,  che  lo 
attirava  verso  la  classe  più  sventurata  degli  uomini.  Nel  1830  egli  aveva 
già  pubblicato  i  primi  saggi  sui  risultati  favorevoli  da  lui  ottenuti,  e  nel  1842 
era  posto  a  capo  di  una  sezione  di  Bicétre  destinata  ad  asilo  e  a  scuola  nello 
stesso  tempo  per  fanciulli  idioti  ed  imbecilli.  L'opera  del  Séguin  trovò  su- 
bito giudici  competenti,  che  se  ne  fecero  i  simpatici  sostenitori  in  seno  al- 
l'Accademia di  medicina ,  al  corpo  scientifico  più  reputato  della  Francia  : 
nel  1843  ^^  Voisin  (Felice)  dava  ragguaglio  all'insigne  consesso  di  questi 
tentativi,  e  consacrava  col  suo  voto  l'ammissione  definitiva  nella  scienza  psi- 
chiatrica del  concetto  sostenuto  dal  Belhomme  e  dimostrato  dal  Séguin. 

Verso  il  1846  il  dott.  Séguin  pubblicò  la  grand' opera  sull'idiotismo  e  sulla 
sua  cura  igienica  e  morale  :  ma  venne  la  rivoluzione  del  1 848,  con  le  sue 
tristi  conseguenze,  a  gettare  il  più  amaro  sconforto  nel  di  lui  animo.  Come 
repubblicano  sincero ,  come  cittadino  degli  Stati  Uniti ,    avendo   ragione  di 


_  30  — 

temere  del  dispotismo  di  Luigi  Napoleone  Bonaparte ,  il  Séguin  lasciava  la 
Francia  e  ritornava  a  stabilirsi  nella  sua  patria,  al  di  là  dell'Atlantico.  Fis- 
satosi dapprima  nell'Ohio,  praticò  liberamente-  la  medicina  :  ma  pochi  anni 
dqpo,  essendosi  per  sua  iniziativa  fondato  un  Asilo-scuola  per  idioti  nello 
Stato  di  Pennsilvania,  ei  ne  veniva  nominato  soprintendente.  Tenne  tale  ca- 
rica per  alcun  tempo,  finché  trovandosi  già  avanti  negli  anni  rassegnava  le 
sue  dimissioni  e  si  stabiliva  a  New- York  per  esercitarvi  la  professione.  Fu 
medico  coltissimo,  giustamente  stimato  dal  Governo  e  dai  suoi  concittadini: 
infatti  nel  1873  venne  dalla  Repubblica  spedito  all'Esposizione  di  Vienna 
come  incaricato  di  riferire  sulla  classe  dell'  istruzione  e  dell'  educazione ,  e 
scrisse  allora  )in  rapporto  degno  di  essere  consultato  per  la  copia  della  dot- 
trina e  la  serenità  dei  giudizi:  anche  in  esso,  parlando  degli  idioti,  disse  di 
aver  visitato  tutte  le  Istituzioni  d'Europa  e  di  essere  soddisfatto  dell'impulso 
da  lui  dato  alla  benefica  opera  fia  da  quarant'anni  prima. 

Nel  1876  si  costituì  in  America  una  Società  per  la  fondazione  di  Asili 
e  scuole  per  gli  idioti,  e  il  Séguin  ne  fu  fatto  presidente.  Alle  riunioni  di  questa 
Società  egli  presentò  negli  ultimi  anni,  sul  tema  a  lui  prediletto,  numerosi 
lavori,  che  la  stampa  dei  due  mondi  lodò,  tradusse  e  divulgò.  Uno  degli 
ultimi  tentativi  della  sua  vita  operosa  fu  l'istituzione  in  New-York  di  una 
Physiological  Scool  far  weak-minden  and  weak-hodied  Children  (1880).  Non 
si  teneva  in  Europa  Congresso  importante  di  scienze  mediche,  cui  egli  non 
intervenisse ,  e  dovunque  compariva  campione  di  qualche  utile  principio. 
Oltre  all'educazione  dei  frenastenici,  un*altra  riforma  infatti  aveva  trovato  in 
lui  un  zelante  e  valente  sostenitore,  cioè  la  introduzione  del  sistema  metrico 
decimale  nella  medicina  di  tutti  i  paesi.  Tutti  sanno  come  al  Congresso  igie* 
nico  di  Torino  (1879)  l'illustre  vecchio  alzasse  ancora  una  volta  la  voce  a 
favore  dell'innovazione  tanto  reclamata  dai  nostri  colleghi  d'oltre  mare.  Egli 
è  morto  nel  1880,  lasciando  una  ricca  eredità  di  affetto  ,  molti  rimpianti, 
e  un  nome  simbolo  di  dottrina  e  di  carità,  che  il  di  lui  unico  figlio,  erede 
dell'ingegno  paterno,  mostra  già  di  volere  mantener  rispettato  e  simpatico 
nel  mondo  scientifico. 

n. 

L*  influenza  del  Séguin  in  Europa  e  in  America  fu  grandissima  :  è  certo 
che  a  lui  si  deve  in  massima  parte  il  movimento  filantropico  degli  ultimi 
quaranta  anni  a  favore  dei  frenastenici.  Nullameno  egli  non  rimase  solo,  ap- 
punto perchè,  come  suol  dirsi,  la  questione  era  matura,  e  perchè  il  bisogno 


—  31  — 
i  un  sistema  educativo  per  gli  idioti,  parallelo  ed  analogo  a  quello  che  fu 
aeato  in  vantaggio  dei  ciechi  e  dei  sordo-muti,  era  oramai  sentito  in  tutti 
i  paesi  più  civili.  Quasi  contemporaneamente  al  Séguin  ed  all'  insaputa  dei 
6  hn  tentativi,  il  Guggenbiihl  ad  Abendbérg  in  Svizzera  e  il  Saegert  a  Ber- 
ÌDO  iniziavano  l'educazione,  il  primo  dei  cretini ,  il  secondo  dei  sordo-muti 
ed  idioti  ;  ma  è  dimostrato  che  il  Séguin  li  aveva  preceduti.  Il  primo  Isti- 
llo per  idioti  della  Germania  fu  fondato  a  Wildberg  da  un  ministro  del 
Worttemberg,  il  dott.  Haldenwang  (1835);  però  il  vero  metodo  scientifico 
di  educazione  non  rimonta  al  di  là  di  Guggenbiihl  e  di  Saegert.  D'allora 
<B  poi  la  Germania  può  dirsi  alla  testa  del  movimento  di  cui  parliamo,  per 
spetto  all'Europa  continentale;  non  v'è  infatti  paese  ove  la  questione  degli 
'iiod,  XIMoten-Frage^  abbia  trovato  sostenitori  più  ardenti  e  divulgatori  più 
iHivi  degli  alienisti  tedeschi.  La  ricchezza  dei  lavori  tedeschi  sull'argomento 
[è tale  che  basta  aprire  un  periodico  di  psichiatria  per  convincersi  di  quanto 
k  Germania  preceda  su  questa  via  le  nazioni  latine,  e  specialmente  la  Francia 
eritalia. 

Anche  in  Inghilterra  il  primo  impulso  fu  dato  dall'opera  del  Séguin  :  gior- 
ni medici  reputatissimi,  ad  esempio  il  Chamber's  Journal^  la  British  and 
\jffà^  nudUo-chirurgical  Review,  VEdimburg  medicai  Journal^  furono  i  primi 
[1  doamare  l'attenzione  del  pubblico    inglese    sull'  opera  caritatevole    che  si 
ittopieva  a  Bicétre  e  alla  Salpétrière.   La  prima    scuola  fu  istituita  a  Bath, 
[Mi  1846,  per  le  cure  di  Miss  White;  e  nel  1847  si  fondava  già  il  piccolo 
Asflo  di  Highgate,  destinato  a  divenù:e  col  tempo  il  nucleo  del  grande  Sta- 
Umento  di  Earlswood.  Altri  Istituti  speciali,  organizzati  secondo  le  vedute 
dd  S^uin,  furono  l'Asilo  del  Principe  Alberto  di  Lancaster,  quello  di  Bai- 
[fcfin,  presso  Dundee,  fondato  nel  1853  da  Sir  Giovanni  Ogilvy,  finalmente 
Scozia  l'Istituto  nazionale  di  Larbert  aperto  nel  1864  sotto  la  direzione 
dott.  Brodie,  che  già  era  stato   per    più  anni  maestro    nella    scuola  di 
[Ad  di  Edimburgo.  Fra  i  più  illustri  sostenitori  del  metodo  educativo  come 
dell'idiotismo  basterà  citare  il  ConoUy,  il  Reed,  il  Coldstream,  il  Poole. 
AKhe  il  dott.  Qouston  scriveva  recentemente  che  converrà   provvedervi  in 
òascan  distretto  del  Regno-Unito,  mediante  Istituzioni  speciali. 

Ma  neppure  fra  gli  Americani,  anche  prima  che  Séguin  lasciasse  la  Francia 
per  sempre ,  l' opera  del  loro  illustre  concittadino  era  passata  inosservata. 
Gà  fin  da  quando  il  Séguin  era  a  capo  della  scuola  di  Bicétre ,  i  dottori 
Ifann  e  Summer  venivano  in  Europa  per  visitarla,  e  reduci  a  New- York  si 
ferano  promotori  di  analoghe  istituzioni  negli  Asili  americani.  L'utile  mo< 
ibento  da  essi  iniziato  conduceva  ben  presto  alla  fondazione  di  stabilimenti 


_    32    — 

lippe  l4ll,  l'ili  fin  iIa  i>rima  concorsero  le  Amministrazioni  degli  Stati ,  com*  fc 
ttvvuhiilo  nrlln  IVunnilvania,  nel  Massachussets  e  in  New-York.  Le  Istitu- 
#iiihl  Amorii'tinc  por  l'cilucaxione  ed  istruzione  dei  frenastenici  formano  il 
imlillrtlr  riMuplcmonlo  dello  stupendo  meccanismo  educativo  di  cui  va  glo- 
lioM  «piclU  grAiulc  Repubblica,  I  medici  hanno  colà  in  ogni  tempo  alzatala 
V\UT  A  f«v\MY  degli  obliati  e  negletti  imbecilli,  e  sono  giunti  cosi  a  prov- 
V^hIoiv  «w^Uo  lilvrAlnìcntr  aì  lorx>  bisogni.  Dodici  Stati,  rappresoitanti  una 
p^^p^v|<^#iv\n^  \\\  i,\  t«iliowi ,  iù  sono  accollata  la  spesa  di  circa  2330  fen- 
\{\\\\\  «^rtxiti  \U  ì^MÌMUO  <\l  ìmlxvillità,  scelti  con  molta  competenza  fra 
\\\\A\\  \\\\'  \\\<^^^rA\m  sAi'^K^  di  cilucaxìone. 

J^y^Hli^v  s\  \\\\'\m<\\^^  <^<'  doj>o  d'allora  si  è  effettuato  in  questi  ed  altri 
\\A\\\  ^^\^\^  ^^  K^x>w  vW  tVnastenici  sarebbe  opera  lunga  e  faticosa,  per  Ut 
\\m\\'  ^vH^^  ^^H*^^^  «Hii  u^;inthcrebbero  i  materiali,  ma  mi  verrebbe  meno  lo 
^\s^''^\s  \\\\  ^\^^^^^^^  U^^^r^li^^do  le  principali  Istituzioni  del  genere  che  siano 
\HNS^^>-  ^  \\ss^  >>M^HV*vvniu^,  darò  la  prova  evidente  del  fatto  cui  è  consa- 
\M\\\*^  \\  \'\>^^\s\>^  v^HÌ^hUo,  Non  dimenticherò  pertanto  di  accennare  all'  in- 
W^^>-^\M  \s  ^N^*!^^^  <\\^  «otto  questo  riguardo  spetta  al  Delasiauve  in  Francia, 
»^\hNvU^Ns^  \\\  llitìbilierra,  al  Kind  in  Germania:  questi  egregi  medici  si  sono 
\^^^  s\y^\^  \ilMiuì  i4nui  i  continuatori  del  Séguin  in  Europa,  ne  hanno  accolta 
^  ^vvv^wUlti  Trictlità,  si  sono  fatti  i  patrocinatori  sapienti  e  disinteressati 
^(v-ll  vA|u  |.i  nl«tHti»>pica,  ma,  quel  che  è  più,  coi  loro  scritti  ne  hanno  dimo- 
4\^\\\  il  >«ili)rc^  ticientifìco  ed  il  fondamento  fisio-psicologico,  dando  «l'ultimo 
\\w\\\^  *il  primitivo  concetto  pessimista  dell'Esquirol. 

\\\\{i  luiuienze  diverse  si  notano  però  nei  due  paesi,  che  oramai  possono 
y\\\i»\  ìli  Kuropa  a  capo  della  riforma,  intendo  l'Inghilterra  e  la  Germania; 
a  ^ucttte  tendenze  tengono  alla  loro  diversa  organizzazione  politica  e  sociale, 
{ufuiti  il  movimento  inglese  a  favore  degli  Asili-scuole  per  idioti  è  quasi  esclusiva- 
int'iUe  di  carattere  privato  :  sono  i  cittadini,  che  collegandosi  e  sobbarcane 
ilDbi  volontariamente  alla  Hpesa,  spandono  il  benefìcio  del  loro  spirito  fìlan- 
tropico  spontaneo  Hugli  idioti  ed  imbecilli ,  come  su  tutte  le  altre  categorie 
di  infelici  :  ma  l'Inghilterra  è  il  paese  classico  della  libertà,  dell'iniziativa  in- 
dividuale ,  df  Ilo  bpirlto  d*  aKHociazione  autonoma ,  e  queste  condizioni  non 
potrebbero  irovurj>Ì  altrove*,  In  (lermania  infatti  fin  da  prima  il  potere  cen- 
trale si  credette  auttirix/.at()  a  prendere,  se  non  l'iniziativa,  almeno  larga 
parte  nell'impuUu  alla  riforma,  (lià  nel  1836,  dal  Governatore  di  Miinster 
veniva  fatta  al  supcriore  (lovrruo  la  (questione,  se  i  parenti  di  un  fanciullo 
idiota  o  pazzo  fosììiero  obbligati,  seeondo  lo  spirito  della  legge,  a  fornirgli 
la  conveniente  educa/ione;    ma  la  risposta  non  poteva  naturalmente   essere 


k 


—  33  — 
in  totale  vantaggio  dei  frenastenici.  La  questione  si  ripresentò  tuttavia  altre 
folte  davanti  al  Governo,  finché  verso  il  1850  vi  si  fondarono  i  primi 
Asili  speciali  per  idioti:  allora  con  circolare  3  agosto  1858  il  Ministero 
invitava  le  Provincie  ad  interessarsi  per  l'assistenza  e  cura  degli  idioti.  Però 
il  primo  passo  ufficiale  nella  riforma  non  venne  dato  sino  al  1868,  quando 
il  Governo  approvava  la  spesa  di  mezzo  milione  chiesta  dalla  Provincia  di 
Hannover  per  fondare  un  Asilo  per  idioti.  Ma  in  realtà  il  Regno  di  Sasso- 
nia ed  il  Mecklemburgo  furono  i  primi  a  rendersi  benemeriti  della  riforma, 
fondando  spontaneamente  fino  dal   1867  istituzioni  governative. 

La  Società   freniatrica    tedesca    si  è  più   volte   occupata  della    questione. 
Nel  1S74  essa  presentava  al  Ministero  dell'istruzione  pubblica  una  petizione 
tendente  ad  ottenere    che  il  Governo,  nel    redigere  le  leggi  generali    per  le 
scnole,  si  interessasse  anche  per  gli  idioti.  Più  tardi  essa  mise  1*  argomento 
nell'ordine  del  giorno  delle  sue  riunioni  annuali:  al  Congresso  di  Heidelberg 
^I  settembre   1879,  il  dott.  Kind  lesse  una  applaudita   e    particolareggiata 
rdazione  anche  a  nome  del  dott.   Guttstadt,  in  seguito  alla  quale  si  nominò 
nna  Commissione  composta  dei  dottori  Kind ,  Guttstadt ,  Ideler ,    Cramer  e 
Koch,  incaricata  di  raccogliere  tutto  il  materiale  relativo  dXVIdiotenfragef  spe- 
cialmente dall'ultimo  censimento  generale ,  onde  addivenire    a   qualche  pro- 
posta sul  ricovero  dei  frenastenici.    Ma  non  basta:    in  Germania  esiste  una 
società  di  uomini  benemeriti,  che  al  di  fuori  della  specialità'  psichiatrica  si 
interessano  degli  idioti,  si  riuniscono  in  Congressi,  e  promovono   Scuole  ed 
Asili.  L'ultima  di  queste  riunioni  o  conferenze    fu    tenuta   a   Strasburgo  nel 
dicembre   1880,  e  vi  intervennero  57  membri,  di  cui  solo  4  erano  medici. 
Ricorderò  ancora  che  si  è  fondato  perfino  un  giornale    pedagogico  speciale, 
la  TUiischrift  fiir  das  IdioUnwesen,  che  è  l'organo  dell'Associazione. 

III. 

Ma  perchè  mai  in  Italia  la  coscienza  pubblica  non  s'è  ancor  mossa  a 
favore  della  più  misera  e  numerosa  classe  dei  diseredati  della  mente?  perchè 
anche  fra  noi  non  si  agita,  come  presso  i  nostri  vicini  del  Nord,  e  presso 
il  civilissimo  popolo  inglese,  la  e  questione  degli  idioti?  » 

Le  ragioni  di  questo  nostro  silenzio,  di  questa  nostra  inerzia,  sono  molte 
e  svariate.  Prima  di  tutto  le  condizioni  economiche  del  paese  non  permet- 
tono ancora  di  pensare  al  conveniente  sollievo  per  tutte  le  infelicità  umane 
ed  all'opportuno  riparo  per  tutte  le  piaghe  sociali.  I  Comuni  italiani  si  vi- 
dero con  piacere  liberati,  mercè  la  legge  comunale  e  provinciale  del  1865, 

3 


—  34  — 

dalla  grave  spesa  del  mantenimento  dei  loro  alienati  poveri  ;  né  è  sperabile 
che  essi  vogliano  ora  inscrivere  nei  già  troppo  oberati  loro  bilanci  un  ca- 
pitolo per  l'assistenza  e  V  educazione  dei  frenastenici  ;  a  questi  pensino  le 
l'rovincie,  giacché  la  legge  loro  accollò  l'obbligo  del  mantenimento  e  della 
rum  (li  tutti  gli  alienati  poveri.  Se  non  che  le  Provincie,  spaventate  del 
rr(THr(:nt(?  dispendio  jkt  i  loro  Manicomi  o  per  le  pensioni  dei  loro  pazzi 
indigenti,  tentarono  fin  da  prima  e  tentano  ancora  di  chiudere  l'accesso  dei 
Munii  oinl  ai  frenastenici ,  quando  non  sia  provato  che  essi  sono  e  di  peri- 
(dlo  a  ho  fd  agli  altri  e  di  pubblico  scandalo  ».  Così  venne,  non  certo  li- 
beralnienle  nò  esattamente,  interpretato  l'articolo  175  relativo  alla  spesa  per 
i  pazzi,  .sebbene  ili  più  occasioni  la  Suprema  Magistratura  dello  Stato  si  sia 
dirhiarata  in  favore  di  una  più  ampia  interpretazione  della  legge  del  1865  (0. 
Intanto,  fra  l'indifferenza  dei  Comuni  e  lo  spirito  d'economia  delie  Ammini- 
Ktrazioni  provinciali ,  manca  agli  idioti  ed  imbecilli  poveri  il  beneficio  del 
ricovero  e  dell'  assistenza,  che  neppure  lo  Stato  può  certo  pensare  a  prov- 
vrdrr  Icjro.  Fra  i  doveri  dello  Stato  ^  non  vogliono  gli  economisti  teoretici 
che  questo  del  mantenimento  dei  frenopatici  sia  considerato ,  ammettendosi 
tutto  al  più  che  spetti  ad  esso  l'opportuna  sorveglianza  perchè  i  minori  corpi 
morali  del  paese  vi  soddisfino,  ciascuno  nella  cerchia  speciale  delle  sue  com- 
petenze. Ma  allora  sarebbe  a  chiedere  perchè  lo  Stato,  cui  è  riserbata  tanta 
ingerenza  nelle  Amministrazioni  comunali  e  provinciali  e  in  quelle  delle 
()j)ere  Pie,  non  cerchi  di  migliorare  piuttosto  le  condizioni  degli  individui 
«forniti  da  natura  del  completo  sviluppo  fisico  o  degenerati  per  la  miseria 
(idioti,  cretini ,  ciechi ,  sordo-muti ,  alienati,  pellagrosi) ,  invece  di  spendere 
milioni  a  favore  della  triste  classe  dei  delinquenti.  Io  penso  che  le  magni. 
ficatc  speranze,  le  rosee  illusioni  del  <  miglioramento  morale  >  del  carcerato 
mercè  il  buon  vitto,  la  buon'aria,  la  buona  scuola,  debbano  cedere  davanti 
alla  scarsità,  per  non  dire  ironia  dei  risultati  fin  qui  ottenuti.  Nelle  povere 
condizioni  del  nostro  bilancio ,  largheggiare  di  e  umanitarismo  >  e  di  e  sen- 
timentalismo >  per  i  60,000  delinquenti,  la  più  gran  parte  abituata  al  tepido 
ozio  dei  nostri  penitenziari  e  stabilimenti  carcerari,  non  è  errore,  ma  colpa; 
quando  le  statistiche  rivelano  sul  nostro  suolo  ben  100,000  miseri  coloni 
decimati  ed  abbrutiti  dalla  pellagra,  30,000  ciechi,  20,000  sordo-muti,  e 
45,000  frenopatici  I  Rallegra  certo  lo  spirito  nello  scorgere  come  nel  pro- 
gramma  di   tutti  i  partiti  politici    che   si  alternano    al   governo  del    nostro 

(l)  Veggasi  su  questo  proposito  la  bella  relazione  della  Deputazione  provinciale  di  Ales-* 
sandrìa,  pubblicata  nel  1S78. 


—  35  — 
paese,  tenga  oramai  il  primo  posto  la  cosi  detta  <  legislazione  sociale  >  :  ma 
fi  è  da  temere  che  si  facciano  tante  e  sì  svariate  promesse  solo  per  dispu- 
tala il  favore  delle  masse  elettorali.  Intanto,  conviene  che  ci  contentiamo  di 
sapere  che  nell'elenco  dei  futiu-i  progetti  di  legge  ne  esistono  anche  a  favore 
dei  pellagrosi  e  degli  alienati. 

Un  altra  ragione  sta  nell'indifferenza  delle    classi   superiori    per    tutto  ciò 
àe  riguarda  il  benessere  delle  classi  proletarie.  Fra  noi  si  era  troppo   abi- 
taà  ad  aspettar   tutto  dal  Governo,  per  sperare  che  in  venti  anni  Y  esame 
JDifipeDdente  delle  condizioni  reali  del    paese  e  dei    suoi  bisogni  da  soddi- 
sÉoe,  entrasse  nella  coscienza  pubblica,  e  i  cittadini  si  convincessero  della 
Kcessità  di   agire  di  propria  iniziativa,    come   si  verifica  là  dove  da  lungo 
tempo  lo  Stato  non  è  più  che  l'emanazione  del  potere  popolare.  Dura  an- 
'cwa  fira  noi  il  pregiudizio ,  del    resto    assai    gradito  per  chi  non  ama  mo- 
lasi, che  tutto   il  bene  e  tutto  il  male  del  paese  vengano  dal  Governo;  e 
Km  si  pensa  che   col   sistema  rappresentativo ,   applicato    così  liberalmente 
(noe  fra  noi,  il  paese  ha  il  Governo  che  si  merita.  Del  resto,  io  debbo,  a 
Kmso  di  equivoco,  confessare  che  anche  su  questo  proposito  non  conviene 
cssgoare  :  dire  al  cittadino    italiano  che  si  scuota  e  prenda   maggior  parte 
al  maneggio  degli  affari  nazionali,  esercitando  con  più  energia  ed  intelligenza 
i propri  diritti,  è  come  accusare  un  convalescente  di  poltroneria,  se  non  si 
1^  e  passeggia.  La  questione  non  è  di  volere:  è  invece  di  poter  e  ^  o  meglio 
[£  €D€re  la  forza  di  volere^  ed  è  ciò  appunto  che  l'educazione  da  noi  rice- 
iQta  per  tanti  secoli  non  ci  ha  innestato  nel  sangue. 


IV. 


Akono  potrebbe  forse  giustificare  la  nostra  apatia  verso  gli  idioti  ed  im- 
[teini  dall'essere  il  loro  numero  in  Italia  piuttosto  scarso,  di  fronte  a  quello 
iahri  paesi.  Ma  questo  motivo  non  sarebbe  giusto:  il  censimento  del  1871 
[nido  in  Italia  l'esistenza  di  I7>3i3  idioti  dalla  nascita,  e  di  26,789  alie- 
|»tL  Apparentemente  il  numero  degli  idioti  riuscirebbe  minore  di  quello  dei 
pai:  ma  ciò  non  è,  qualora  si  levano  dalla  cifra  di  questi  ultimi  tutti  gli  in- 
iMiii  riconosciuti  idioti  ed  imbecilli  solo  durante  la  prima  infanzia.  Per 
«Kmpio,  nell'Italia  continentale  e  peninsulare  (escluse  cioè  le  due  isole  della 

olia  e  Sardegna)  la  cifra  degli  idioti  dalla  nascita  era  di  15,868,  e  quella 
legli  idioti  ed  imbecilli  dalla  prima  infanzia,  di  8132;  il  totale  dei  frena- 
Md,  per  usare  la  bella  denominazione  proposta  dal  senator  Verga,  riesce 
wioe  di  24,000 ,  mentre    restano   inscritti   nella   categoria  dei  veri  pazzi 


—  36  - 

solo  16,275  individui  (0.  Se  si  cerca  ora  quale  sia  la  proporzione  dei  fre* 
nopatici  sulla  popolazione  italiana ,  si  ricava  che  si  hanno  65  idioti  dalla 
nascita,  e  99  frenopatici,  sia  pazzi,  sia  idioti  ed  imbecilli  dalla  prima  infan- 
zia, su  cento  mila  abitanti:  in  complesso  per  ogni  centomila  italiani  se  ne 
contano   164  affetti  nelle  facoltà  mentali  (2). 

Limitandoci  per  ora  ai  frenastenici',  la  loro  proporzione  è  dunque  cosi 
bassa  in  Italia,  che  noi  possiamo  riposare  tranquilli  nella  nostra  indifferenza 
verso  di  loro  ?  Se  si  consultano  le  statistiche  degli  altri  paesi  vi  si  trova,  è 
vero,  in  quasi  tutti  una  proporzione  più  elevata  di  idioti  ed  imbecilli ,  che 
non  in  Italia  ;  ma  non  per  questo ,  gli  Stati  dove  il  censimento  rivelò  una 
intensità  minore  della  triste  piaga ,  si  credono  obbligati  alla  medesima  no- 
stra indififerenza.  E  valga  il  vero  :  qui  riporto  in  un  prospetto  le  cifre  rela- 
tive a  molti  paesi  civili:  avremo  campo  ben  presto  di  provare  che  la  Sve- 
da, la  Danimarca,  il  Belgio,  gli  Stati-Uniti  d'America,  sebbene  con  propor- 
zioni poco  diverse  dalle  nostre ,  ci  sono  assai  innanzi  per  V  interessamento 
verso  i  frenastenici. 


Numero  e  proporzione  degli  Idioti  in  alcuni  Stati. 


STATI 


Svezia 

Norvegia 

Danimarca 

Inghilterra-GaUes .... 

Scozia 

Irlanda 

Germania 

Prussia 

Ducato  di  Brunschwick 
Granducato  di  Baden. . 

Belgio 

Francia 

Ungheria 

Tirolo 

Italia 

Stati  Uniti  d'America. 
Repubblica  Argentina. 


Popolazione 


Numero 

degli  Idioti 

censiti 


Proporzione 

degli  Idioti 

su  100,000 

abitanti 


4,168,125 

1,632 

39.2 

1,701,756 

2,039 

119.8 

1,784,741 

1.550 

83.1 

22,782,812 

29,452 

130.0 

3,367,922 

4,621 

137. 1 

5,314,844 

8,151 

153.3 

41,058,742 

54,519 

»39.9 

24,643,623 

33,007 

137.0 

302,801 

475 

156.0 

1,369,291 

2,146 

156.0 

4,827,833 

2,274 

50.2 

36,102,921 

41.143 

114.0 

13,561.245 

18,449 

119.  7 

779,072 

1,042 

134.0 

26,801,154 

i7,3'3 

65.0 

33,592,245 

9,687 

63.6 

4,223 

243.  3  (?) 

(1)  Verga:  Prinu  linee  d'una  Statistica  delle  frenopatie  in  Italia^  Xi^\ Archivio  di  Sta^ 
Ustica,  Anno  II,  fase.  Ili,   1878. 

(2)  Io  ho  dimostrato  altrove  che  questa  proporzione ,  data  dal  censimento  ,  non  è  che 
approssimativa:  in  realtà  il  numero  dei  frenopatici  è  molto  maggiore.  Veggasi  questo  Gior^ 
naie,  Anno  III,  1881,  fascicolo  4** 


—  37  — 
Queste  cifre  sono  desunte    da    statistiche   recenti ,    come   ho   provato  al- 
bore ("):  ma  non  debbono  essere  accolte  senza  riserve.    Oltrecchè  nei  vari 
paesi  il  processo  di   registrazione  non  è  il  medesimo ,  esistono  anche  note- 
voli differenze  per  rispetto   al  senso  che  si  attribuisce  alla  parola  <  idioti  ». 
In  alcuni  censimenti  sono  ascritti  all'  idiotismo  tutti  quelli    che  subirono  un 
arresto  nello  sviluppo  mentale,  siasi  desso  manifestato  fin  dalla  vita  endou- 
trina,  siasi  invece  svolto   solo    nella  prima    infanzia    in   seguito  a  malattie 
convulsive,  ad  idrocefalo  od    a  meningite.    Per  esempio ,    dalla    cifra  degli 
iioti  la  statistica   ufficiale  italiana  ha  levato  tutti  i  frenastenici  divenuti  tali 
dorante  la  prima  età  (2\  cosicché  la   proporzione    assegnata    all'  Italia  nella 
precedente    tabella    riuscirebbe    certamente  maggiore.    Solo  nell'Italia  conti- 
nentale e  peninsulare  (cioè  escludendo  dai  calcoli  la  Sardegna  e  la  Sicilia) 
ili  idioti  dall'infanzia  erano  8132,  che  aggiunti  ai   15,868    idioti  dalla    na- 
scita formano,  come  dissi,  la  cifra  tonda  di  24,000  frenastenici  :  la  propor- 
zione sale  dunque  precisamente  a  102   sopra  100,000  abitanti,  ossia  s*av- 
Tkina  alla    proporzione  della    Francia ,  dell'  Ungheria ,  della  Norvegia  e  si 
fiUontana  assai  da  quella    del  Belgio  e  degli    Stati-Uniti    con  cui  prima  era 
di  ni^grupparsi.  S'  intende  che  levando  dalla   cifra  degli  alienati  i  frenaste- 
m  dall'  infanzia ,  il  numero    relativo  dei  veri  pazzi    riesce  più  basso  :  nul- 
kneno,  se  si  sommano  assieme  tutti  gli    individui  con  deficiente   o  perver- 
te funzioni  psichiche,  cioè  alienati  e  frenastenici,    si   scorge  che  l'Italia  pon 
pde  nella  scala  collettiva  della  pazzia  un  posto  molto  vantaggioso  :  essa  si 
torà  più  in  alto  della  Francia ,  dell'  Irlanda ,  dell'  Inghilterra ,   della  Svezia 
e  del  Belgio,  e  non  è  superata  che  da  Stati  di  molto    minore    importanza, 
M)  Schleschwig-Holstein,  dalla  Norvegia,  dalla  Danimarca  e  dal  Wurttem- 
H  (3). 

Trovata  la  cifra  dei  frenastenici  nella  popolazione ,  vediamo  ora  quanti 
fino  quelli  che  s'avvantaggiano  dell'  assistenza  nei  Manicomi  (4).  In  Italia  i 
lliiiicorai  pubblici  sono  34  :  i  privati  di  maggiore  importanza,  escluse  cioè 
ione  così  dette  e  Case  di  salute  »  che  naturalmente  sfuggono  e  tentano 
«gni  mezzo  per  sfuggire  alla  statistica,  sono  9  :  gli  Ospedali  con  sezioni  per 
&nati,  14:  in   tutto  57   Stabilimenti  per  il  ricovero  e  per   l'assistenza  dei 

'Il  Morselli  :  Intorno   al  numero    ed  alla    distribuzione  geografica  delle  frenastenie  in 
^tóà,  note  statistiche  {vif^\ Archivio  italiano  delle  malattie  nervose  e  mentali ^  Anno  1882). 
1.2  Bodio:  negli  Annali  di  Statistica,  N,  100,  secondo  semestre  dell'anno  1877,  pag.  80. 
[■   (3.'  Verga;  iì€i\ Archivio  di  Statistica^  Anno  II,  fascili,   1878. 

{4.'  Vcggasi  Verga  :  Dei  pazzi  che  trovavansi   reclusi  nei    Manicomi  d'Italia  il  Ji  di-' 
ft^he  tSyy^   nell'Archivio  di  Statìstica,  Anno  V,   1880,  pag.  236. 


—  38  — 

malati  di  mente.  Al  31  dicembre  1877  trovavanvisi  reclusi  15,173  alienati,  di 
cui  quelli  appartenenti  al  gruppo  delle  frenastenie  o  frenopatie  congenite  si 
ripartivano  cosi: 

Maschi  Femmine  Toule 

Ì  Imbecilli 347  317  664 

Idioti 282  197  479 

Cretini 16  22  38 

Ora ,  in  questo  numero  di  1 1 8 1 ,  non  sono  compresi  solo  gli  individui  ar- 
restati nello  sviluppo  mentale  dalla  nascita  :  vi  sono  anche  quelli  che 
diventarono  idioti  nell'infanzia.  Togliendo  i  3 1  appartenenti  all'unico  Manicomio 
della  Sicilia  (0,  restano  11 50  frenastenici  reclusi  il  31  dicembre  1877,  da 
mettere  in  rapporto  coi  24,000  rivelati  dal  censimento  187 1  nelle  Provincie 
dell'Italia  peninsulare  e  continentale ,  e  notisi  che  nei  sei  anni  la  cifra  dei 
frenastenici  viventi  liberi  fra  la  popolazione  deve  essersi  aumentata,  non  tanto 
in  ragion  diretta  dell'aumento  degli  abitanti,  quanto  in  causa  del  continuo 
progredire  delle  affezioni  nervose  e  mentali.  La  proporzione  dei  frenastenici 
ammessi  a  godere  assistenza  e  ricovero  nei  Manicomi  risulta  cosi  del  4.  8 
appena  per  ogni  cento  esìstenti  nella  popolazione.  Invece  gli  alienati  reclusi 
erano  per  le  stesse  regioni  13,272*,  che  ragguagliati  ai  16,275  censiti  nel 
1871  forniscono  la  vantaggiosa  proporzione  dell'  81.  5  ^/^,  È  vero  che  nel 
settennio  la  cifra  dei  pazzi  si  sarà  notevolmente  alzata  anche  fra  la  popo- 
lazione libera ,  in  causa  sovra  tutto  delle  cangiate  condizioni  d' esistenza  e 
della  più  estesa  coltura  intellettuale  ;  ma  il  nostro  confronto  regge  perchè 
anche  per  i  frenastenici  assumemmo  a  base  del  computo  il  censimento  1871, 
e  perchè  possiamo  supporre  che  1'  aumento  sia  stato  equabile  per  tutte  le 
forme  della  pazzia.  Si  scorge  da  ciò  quanto  diversamente  sia  applicata  la 
legge  del  1865  per  rispetto  alle  due  grandi  categorie  dei  frenopatici  ;  mentre 
nell'una  di  esse,  quella  dei  veri  pazzi,  circa  /  quattro  quinti  degli  individui 
approfittano  dell*  assistenza  e  cura  manicomiale ,  nell'  altra  più  sventurata  e 
non  men  bisognosa ,  quella  degli  idioti  ed  imbecilli ,  neppure  il  ventesimo 
giunge  a  partecipare  al  benefizio. 

La  stessa  cosa  si  ripete  anche  in  altri  Stati,  sebbene  in  meno  gravi  con- 
dizioni. La  Prussia,  che  al  censimento  del  187 1  noverava  33,740  frenaste- 
nici {Biodsinnigé)  e  21,303  pazzi  {Irrsinnige) ,  non  ricoverava  nei  suoi  Ma- 

(5)  Fra  i  122  alienati  del  Manicomio  di  Cagliari  ,  in  Sarde;gna,  non  venne  denunziato 
alcun  frenastenico. 


—  39  — 

nicomi,  Lazzaretti  ed  Ospizi  che  3163  dei  primi  e  10,618  dei  secondi, 
ossia  rispettivamente  il  9  e  il  50  per  100:  gli  altri  30,577  frenastenici  e 
io,6S5  pazzi  vivevano  in  famiglia  (0.  È  curióso  che  le  condizioni  della 
Pmssia  siano  precisamente  le  inverse  di  quelle  dell'Italia:  essa  ricovera  in 
proporzione  più  del  doppio  dei  frenastenici,  ma  la  metà  sola  degli  alienati. 

La  Francia  nel  1872  censì  in  complesso  87,968  individui  affetti  nella 
mente,  di  cui  però  52,835  erano  pazzi,  35,133  frenastenici.  Sui  primi, 
52,815  erano  ricoverati  negli  Asili,  sui  secondi  solo  4149:  —  se  ne  desume 
che  per  ogni  cento  idioti  e  cretini  censiti  i  Manicomi  francesi  ne  accolgono 
più  di  12  (12.6  Vj,) ,  mentre  per  ogni  cento  pazzi  la  proporzione  è  di  6  2 
(62, 1  yj.  Anche  la  Francia  ha  dunque  un  numero  relativo  di  idioti  assi- 
stiri  e  beneficati  superiore  assai  al  nostro;  ma  è  meno  solerte  di  noi  per 
rispetto  ai  veri  alienati. 

Al  31  dicembre  1874  l'Irlanda  contava  815 1  idioti  ed  imbecilli,  e  10,236 
alienati;  ed  albergava  nientemeno  che  il  29.  2  °/o  ^^^  primi,  e  1*89.  9  °/o 
dei  secondi  sia  nei  Manicomi  (Asy/ums),  sia  negli  Ospizi  (  IVorkhouses),  Cosi 
riinane\ano  liberi  nella  popolazione  settanta  circa  per  ogni  cento  frenaste- 
ffid  e  solo  dieci  per  ogni  cento  pazzi:  proporzioni  veramente  ammirabili  1 


V. 


Ma  se  in  ogni  paese,  e  specialmente  in  Italia,  l'assistenza  pubblica  verso 
1^  idioti  ed  imbecilli  è  tanto  limitata ,  può  dirsi  davvero    che  essi  ne  siano 
cosi  poco  bisognosi  in  confronto  degli    altri  pazzi?  La  risposta,    che  si  ot- 
terà  dai  medici  alienisti    interrogati  in  proposito,  non  può  essere  afferma- 
Bn:  infatti,  basta  aver  un  po'  d'esperienza  per  rispetto  all'idiotismo  ed  all'im- 
Icciìlità  per  attribuire  ad  un  dannoso  pessimismo  il  concetto  che  questi  due 
padi  di  frenastenie   non  siano  suscettibili  di  miglioramento  e  di  cura.  È  im 
ptgiudizio  volgare  che  l'idiota,  l'imbecille,  il  frenastenico  debbano  rimanere 
per  tutta  la  vita  come  nacquero,  o   come  divennero  durante   la  infanzia  in 
■goito  a  processi  morbosi  delle  meningi,  dell'encefalo  o  del  cranio,  oppure 
ia  conseguenza  di  malattie  convulsive  e  di  rachitide  :  —  ma  pur  troppo  que- 
*)  pregiudizio,  mercè  la  grande  autorità  dell'Esquirol,  è  così  radicato  anche 
■  molti  alienisti,  che  tutta  la  vita  operosa  e  gli  scritti  inspirati  di  un  Itard, 
fi  an  Scguin,  di  un  Belhomme,  di  un  Guggenblihl,  di  un  Koch,  non  hanno 
lalso  a  distruggerlo  o  almeno  a  renderlo  sospetto  di  inesattezza.  L'Esquirol 

<l)  Gatistadt  :  Die  GàsUstkranken    in   den  Irrenanstaltcn,  ecc,^  nella  Zeitschrift  der  k. 
^  Preusiiscken  Bureaus,  Jahrg.   1874, 


—  40  — 
ebbe  il  gran  merito  di  stabilire  dei  quadri  veramente  tipici  per  molte  forme 
di  psicopatie,  ed  anche  la  descrizione  che  ei  diede  dell'idiotismo,  e  le  di- 
stinzioni di  grado  che  introdusse  nella  scienza  per  rispetto  ai  difetti  conge- 
niti della  mente ,  resteranno  come  modelli  insuperabili  di  sagacia  clinica  e 
di  profondo  spirito  d'osservazione.  Ma  ecco  qual'  era  l'opinione  preconcetta 
che  l'immortale  alienista  si  era  fatta  intorno  alla  possibilità  di  educare  i  fre- 
nastenici :  €  La  voce  idios,  privo^  solitario^  esprime  lo  stato  di  un  uomo, 
il  quale,  privo  essendo  di  ragione ,  rimane  in  certa   guisa  solo ,  isolato ,   in 

mezzo  alia  circostante  natura Non  è  l' idiozia  una  malattia ,    ma   uno 

stato  in  cui  le  facoltà  intellettuali  non  si  sono  giammai  per  intero  svilup- 
paté,  o  in  cui  non  si  sono  potute  sviluppare  in  guisa  tale  da  potere  Pidiota 
pervenire  all'  acquisto  delle  cognizioni  relative  all'educazione  che  ricevono 
gli  individui  della  sua  età  e  che  trovansi  nelle  stesse  di  lui  condizioni  (so- 
ciali). .  .  Gli  idioti  sono  quelli  che  esser  debbono  in  tutto  il  restante  della  vita 
loro:  tutto  fa  in  essi  manifesto  un'organizzazione  imperfetta,  ov\*ero  incep- 
pata nel  suo  svilupparsi.  Ni:  si  concepisce  una  maniera  possibile  di  cangiare 
il  loro  stato.  Non  vi  è  alcun  mezzo  con  cui  poter  fare  ottenere  a  questi 
infelici ,  anco  per  soli  istanti ,  un  poco  più  di  ragione  e  qualche  poco  di 
intelletto L'idiota  è  sempre  un  infelice  ed  un  miserabile  »  W, 

È  chiaro  che  queste  opinioni  pessimistiche  dell'Esquirol  non  s'attagliano  a 
tutti  i  casi  di  frenastenia.  Certo  vi  sono  idioti,  dell'ultimo  grado,  nei  quali  esi- 
stono appena  i  rudimenti  delle  facoltà  istintive  inferiori,  e  che  fanno  scendere 
l'umanità  persin  sotto  al  livello  dei  bruti  (2';  ma  fortunatamente  si  tratta  allora 
di  casi  eccezionali,  e  nell'immenso  gruppo  dei  frenastenici  notansi  delle  gra- 
dazioni successive,  per  le  quali  dallo  zero  dell'  umana  intelligenza  saliamo 
poco  al  disotto  della  media  comune.  Lo  stesso  Esquirol,  che  nel  capitolo 
dell'idiozia  descriveva  anche  l' imbecillità  e  la  semplicità  di  spirito ,  era  co- 
stretto a  contraddirsi  là  dove  ammetteva  che  le  facoltà  degli  imbecilli  di 
primo  grado  «  possono  svilupparsi  fino  ad  un  certo  punto  >,  e  che  ve  n'ha 
di  quelli  e  capaci  di  educazione  »  e  in  cui  e  per  via  di  sollecitudini  si  può 
fare  sviluppare  la  parte  di  sensibilità  e  di  intelligenza ,  della  quale  sono 
privi  »  perchè  e  l'educazione,  può  molto  sopra  l'insieme  delle  loro  idee,  dei 
loro  affetti,  delle  opere  loro  >. 

Il  Guislain  fu  più  ottimista  e  più  coerente  dell'Esquirol  per  rispetto  all'in- 

(i)  Esquirol:  Delle  malattie  mentali,  trad.  ital.  Firenze   1846,  Vol.II,  pag.  574  e  segg. 

(2)  Su  queste  forme  pitecoidi  di  idiotismo,  reggasi   la  memoria  che  pubblicai  in  colla- 
borazione con  il  Tamburini  :   Contributo  allo  studio  delle  di\i^encrazioni  fisiche  e  morali  del-  • 
l'uomo  — I,  Idioti,  nella  Riv,  sper,di  Freniatria,  Reggio,  Anno  I-HI,   1875-1878. 


—  41  — 

ftieiua  dell'educazione  neir  idìotisnio.  Egli  infatti  affermava  giustamente  che 

i  tutti  gli  alienati  senza  distinzione  sono  capaci  di  ricevere  un  certo  grado 

d'educazione  >  (').  Gli  alienati    sono  quel  che    si   vuole   che  siano  ;   infatti 

dopo  aver  praticato  per  qualche  tempo  in  due  o  più  Manicomi  diversi,  non 

tndiamo  ad  accorgerci   dell'  influenza  che  1*  organizzazione    dell'  Istituto  ,   la 

fisdplina,  le  usanze,  esercitano  sulle  abitudini,  sul  linguaggio  e  sul  contegno 

dei  ricoverati.  Conviene  considerare  i  pazzi  come  fanciulli,  cui  si  apprendono 

tette  le  regole  del  bene  stare  e  del  ben  vivere,  cui  si  inculcano  le  idee  di 

«dme,  di  pulitezza,  di  moralità,  di  pudore.  Certo ,  per  migliorare  le  condizioni 

mtellettuali  dei  frenastenici  occorre,  nota  Guislain,  uno  sforzo  continuo  e  più 

paode;  ma  mercè  cure  solerti  e  giudiziose  si  giunge  a  rendere  gli  idioti  e 

^  imbecilli  meno  disadatti   ai  rapporti  sociali  e  meno  isolati,  di  quel   che 

]ffetendeva  Esquirol,  nel  consorzio  civile. 

Dall'Esquirol  in  poi  il  concetto  dell'educabilità  dell'imbecille  e  sotto  certi 
riguardi  anche  del  miglioramento  intellettuale  e  morale  dell*  idiota  ha  fatto 
pandi  progressi,  e  si  può  dire  che  al  dì  d' oggi  nessuno  osi  più  dichiararsi 
pKsimista  di  fronte  ai  risultati  pratici  ottenuti  dopo  l'apostolato  del  Séguin. 
Io  non  voglio  ripetere  ciò  che  ho  detto  altrove  a  proposito  della  possibilità 
(fi  educare  e  migliorare  i  frenastenici  (2)  :  rimando  chi  abbia  vaghezza  di 
iarairsene  alle  opere  del  Séguin,  del  Belhomme ,  del  Voisin  (Felice),  del 
Sa^ert,  di  Georges  e  Deinhard,  di  Duncan  e  Millard,  del  Guggenbtihl,  di 
Brandes,  di  Shuttleworth,  di  Ireland,  di  Koch,  di  Kind,  della  Platz;  infine 
alla  lettura  dei  rapporti  pubblicati  dai  medici- direttori  delle  singole  Istituzioni 
0  Asili-scuole    per  idioti  ed  imbecilli  (3). 

Entrando  in  un  Manicomio  si  hanno  presto  le  prove  di  ciò  che  possa 
F  ambiente  anche  sui  frenastenici  più  degradati.  L' ordine ,  la  disciplina ,  la 
nettezza  che  vi  regnano,  attraggono  fin  da  prima  l'attenzione  di  questi  infe- 
lid,  e  eccetto  che  non  si  tratti  delle  forme  più  profonde  ,  per  così  dire 
animalesche  dell'  idiotismo,  essi  si  sentono  portati  in  quell'  orbita  regolare  e 
■  precisa  in  cui  si  muove  l'organizzazione  dell'Asilo.  Oltre  alla  materna  assi- 
stenza, alcuni  Manicomi  sono  giunti  a  porgere  agli  idioti  ed  imbecilli  un 
certo  grado  di  istruzione  :  si  potrebbero  citare  esempi  di  medici ,  di  infer- 
mieri, di  sacerdoti,  che  spontaneamente,  senza  speranza  di  ricompensa  e  di 
gratitudine,  senz'altro  scopo  che  di  recar  benefizio  ad  una  sì  tremenda  sven- 

(1)  Guislain:  Ltfons  orales  sur  les  pkrénopathies,  2n»e  edit.,  1880  (II  Voi.). 

(2)  Morselli:  Le  scuole  per  Janciulli  idioti  ed  epilettici,  nella  Riv.di  beneficenza,  Anno 
1S80,  iasc.  d'agosto. 

(3)  Vagasi  in  fondo  l'appendice  bibliografica. 


—  42  — 

tura,  si  sono  affaticati  nell'apprendere  a  molti  frenastenici  le  regole  elementari 
del  viver  pratico,  inducendo  in  essi  il  sendmento  del  pudore,  o  svegliando 
ed  eccitando  qualche  loro  attitudine  al  lavoro.    Altri    frenastenici  più  fortu- 
nati vennero  fomiti  di    una    rudimentale    coltura    intellettuale,    ammaestrati 
nella  lettura,  nella  scrittura,  nel  conteggio ,  nel  disegno ,  nelle  pratiche  reli* 
giose.  Ma  nei  Manicomi  gli  idioti  ed  imbecilli,  per  quanto  vi  trovino  rico^ 
vero,  assistenza,  custodia,  e  fors*anco  affetti  non  corrisposti,  pure  non  pos-' 
sono  riguardarsi  in  realtà  come  nel  loro  Asilo  più  naturale    e   conveniente^ 
La  maggior  parte  delle  cure  e  delle  attenzioni  dei  medici-alienisti,  è  rivolta  ^ 
prò*  degli  alienati,  più  particolarmente  e  giustamente  di  quelli  in  istato  acuto^ 
sia  per  la  imminenza  e  gravità  dei  sintomi,  sia  per  la  più  grande  probabi-^ 
lità  di  guarigione.  Il  numero  dei  medici  negli  Asili  italiani    non  è  poi  mai 
in  tal  rapporto  col  numero    dei    ricoverati   da   permettere  loro  d*  occuparsi 
con  eguale  solerzia  di  tutti  i  pazzi  affidati  alla  loro  assistenza:   dimodoché, 
se  già  per  riguardo  agli  alienati  cronici  la   funzione  dell'alienista  si   riduce 
tutto  al  più  a  sorvegliarne  gli  atti  e  a  circondarli  di  un  ambiente  d'ordine 
e  di  disciplina ,  si  può  capire    come   all'  infima  classe  dei  frenopatici ,  cioè 
agli  idioti  ed  imbecilli ,  i  benefizi  deUa  presenza   del   medico   arrivino    solo 
in  via  limitata  ed  indiretta. 

Però  r  ammissione  degli  idioti  ed  imbecilli  nei  Manicomi  comuni  è  stala 
ad  ogni  modo  l'unico  rimedio  fino  ad  oggi  peschile  in  Italia.  Altrove  venne 
dibattuta  la  questione  degli  Asili  per  i  dementi  cronici  distinti  da  quelli  per  i 
pazzi  in  istadio  acuto  di  malattia,  per  esempio  in  Germania  e  in  Inghilterra; 
ma  è  evidente  che  il  concetto  di  dividere  le  due  categorie  d'alienati  non  po- 
teva nascere  in  Italia,  se  non  quando  si  fosse  stati  sicuri  di  aver  dato  ricovero 
a  tutti  quelli  che  ne  hanno  bisogno.  Invece  nel  nostro  paese ,  molte  Pro- 
vincie sono  prive  ancora  di  Manicomi  e  lasciano  i  loro  pazzi  indigenti  vagar 
liberi  e  senza  cura  fra  la  popolazione;  e  il  desiderio  di  costrurre  Asili  spe- 
ciali per  i  dementi  cronici ,  separati  da  quelli  per  le  forme  acute ,  sebbene 
espresso  più  volte  da  illustri  alienisti  italiani ,  è  stato  fin  qui  senza  effetto. 
Noi  abbiamo  dovuto  per  ora  contentarci  di  ricoverare  nei  nostri  Manicomi 
i  pazzi  veri  accanto  ai  frenastenici,  i  maniaci  e  i  melancolici  allo  stadio 
acuto  coi  dementi  cronici,  i  paralitici  e  gli  epilettici  vicino  agli  alcoolisti. 
La  prima  distinzione  che  sembra  prossima  ad  effettuarsi,  mercè  l'intervento 
del  Governo,  è  quella  dei  pazzi  criminali,  cui  si  destineranno  Asili  partico- 
lari; ed  è  distinzione  giustissima  che  per  ragioni  di  umanità,  di  sicurezza 
sociale,  di  equità,  deve  avere  su  tutte  le  altre  la  precedenza. 

Ma  intanto,  la  mescolanza  dei  frenastenici  cogli  altri  pazzi  nei  Manicomi  porta 


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—  43  — 
tristi  conseguenze  per  rispetto   alla  parte  riserbata  ai  primi    nel  godimento 
dei  vantaggi  terapeutici  e  morali.  Gli  idioti  ed  imbecilli  vengono  per  lo  più 
ligoardati  dagli  Amministratori    come  la  categoria  di  ricoverati   meno    utile 
aDo  Stabilimento  :  ed  anche   i  medici   che  nelle  condizioni   dell'  idiota    non 
pofisooo  sperare  di  produrre  una  riforma,  o  che  non  hanno  in  generale  una 
grande  conoscenza  dei  migliori  e  più  diretti  metodi  educativi    pel  migliora- 
mento intellettuale  degli  imbecilli,  reclamano  a  favore  di  questa  categoria  di 
ledusi  i  benefìzi  della  carità  pubblica  con  molto  minor  calore,  che  essi  non 
ne  mettano  a  vantaggio  dei  veri  pazzi.    In  nessun  Manicomio  italiano ,  per 
quanto  io  sappia,  si  è  assegnata  ai  frenastenici  una  sezione  a  parte,  in  vista 
ddlc  cure  speciali  e  dell'educazione  che  essi  esigerebbero  ;  anzi  posso  ricor- 
dare che  nella   costruzione  dei  più    recenti  Asili,    sebbene   si  pensasse   con 
ogni  possibile  premura  alle  categorie  degli  epilettici,  degli  agitati ,  dei  tran- 
quilli lavoratori,  non  si  è  avuta  invece  eguale  attenzione  per  i  frenastenici. 
Nel  progetto  del  bel  Manicomio  di  Voghera,  quale  esso  venne  premiato  al 
concorso  aperto  dalla    Deputazione    Provinciale  di  Pavia,   si    proponeva  di 
costnirre  una  sezione  apposita  per  fanciulli  idioti  ed  epilettici  ;  ma  poi,  non 
so  il  perchè,  la  costruzione  dell'Asilo  venne  condotta  a  termine,  abolendosi, 
oltre  ad  alcune  altre  parti  del  progetto,  anche  la  succitata  sezione.  Io  credo 
che  si  sia  fatto  male,  e  ne  do  le  ragioni    in  questo    mio  scritto:    sarebbe 
stata  otthna  cosa  l'iniziare  anche  fra  noi  un  sistema  più  corretto  e  più  am- 
pio di  assistenza  pubblica  per  i  frenastenici,  e  l'occasione  di  iniziarlo  in  un 
Manicomio-modello  non  doveva  lasciarsi  sfuggire. 

Egli  è  per  noi  endente  che  le  cure  vantaggiose  sopra  le  pazzie  non  sono  le 
più  opportune  per  l'idiotismo  e  l'imbecillità.  Nò  potrebbe  accettarsi  quel  certo 
ravvicinamento  fra  i  pazzi  cronici  e  i  frenastenici,  che  alcuni  alienisti  met- 
tono innanzi  a  scusa  della  mescolanza  di  forme  cosi  diverse:  giacché  la 
intelligenza  del  demente  ha  perduto  ciò  che  possedeva,  ed  è  difficile  farglielo 
riacquistare  sì  da  renderlo  nuovamente  capace  dei  rapporti  sociali  :  1*  imbe- 
cille invece,  come  notava  Esquirol,  non  ha  goduto  mai  del  pieno  sviluppo 
delle  sue  facoltà  mentali,  rimaste  quasi  allo  stato  latente  ed  infantile  ;  ma 
potrà  però,  convenientemente  educato ,  divenire  utile  secondo  le  sue  forze 
al  consorzio  civile,  o  almeno  non  essergli  del  tutto  di  aggravio  e  di  nocu- 
mento. 


VI. 


Io  ho  già  detto  come  in  altri  paesi  la  questione,  di  cui  ci  occupiamo,  sia 
stata  risolta.  Dal  tempo  in  cui  il  Séguin  dimostrava  che  la  società  civile  non 


—  44  — 

ha  compiuto  a  tutti  i  suoi  obblighi  verso  gli  idioti  ed  imbecilli  quando  ha 
dato  loro  semplicemente  ricovero  e  custodia  vicino  ai  pazzi,  il  movimento 
in  favore  d'una  assistenza  speciale  per  essi  si  è  fatto  più  vivo  e  si  è  esteso  in 
quasi  tutti  gli  Stati.  Se  è  vera  la  massima  dell'  Esquirol,  che  il  Manicomio  è 
destinato  a  ioger^  traitenir^  soigner  et  trailer  gli  alienati,  resta  pur  vero  che 
di  questi  quattro  uffizi  esso  per  rispetto  all'idiotismo  ed  all'imbecillità  non 
ne  compie  che  due  o  tutt'al  più  tre.  Infatti,  la  cura  delle  forme  degenera-* 
tive,  degli  arresti  di  sviluppo,  non  può  effettuarsi  là  dove  la  massima  parte 
dei  servizi,  l'organizzazione,  la  disciplina  sono  rivolti  ad  ordinare  le  menti,  che 
la  pazzia  ha  pervertito  e  sconvolto.  Dove  la  costruzione  dell'Asilo  permette  il 
distacco  degli  idioti  dagli  altri  pazzi,  la  questione  potrebbe  invece  risolversi 
senza  aggravio  destinando  loro  una  sezione  a  parte,  con  norme  e  discipline 
speciali,  con  custodi  amorevoli  ed  intelligenti  che  li  proteggessero,  li  assistes- 
sero e  li  educassero,  con  scuole  e  metodi  pedagogici  adatti  alla  loro  debole 
intelligenza ,  infine  con  ampio  sviluppo  dell'  educazione  fisica  ;  ed  è  con 
questi  inizi  altrettanto  semplici  quanto  facili  a  mettersi  in  pratica,  che  do- 
vrebbe forse  prepararsi  il  terreno  all'  invocata  riforma. 

Consultando  le  statistiche  dei  Manicomi  italiani  si  trova  che  nei  più  po- 
polosi fra  essi  il  numero  dei  frenastenici  sarebbe  già  tale  da  permettere 
rimpianto  d'una  sezione  speciale,  organizzata  tecnicamente  come  Asilo -Scuola. 
È  da  dolersi  perciò  che  l'utile  iniziativa  che  poteva  venirci  dal  nuovo  M^'ni- 
comio  di  Voghera,  sia  andata  perduta  per  pure  viste  economiche:  forse  non 
avrebbe  tardato  a  trovare  imitatori  anche  là  dove  le  condizioni  sembrano 
ora  meno  propizie.  Quanto  al  numero  dei  frenastenici,  ecco  alcuni  dati,  che 
provano  quanto  sarebbe  facile  istituire  nei  nostri  Manicomi  delle  sezioni  di- 
stinte per  gli  idioti. 

Nel  Manicomio  di  San  Clemente  di  Venezia  durante  il  periodo  1873-76 
entrarono  38  donne  affette  da  imbecillità  ed  idiozia,  ed  aggiungendole  alle 
29  già  esistenti  si  ha  un  totale  di  67.  A  Colorno  presso  Parma  nello  stesso 
periodo  i  frenastenici  ricoverati  furono  42,  di  cui  28  uomini  e  14  donne. 
Ad  Imola,  nel  1874,  contavansi  16  idioti  e  20  idiote.  A  Mombello,  presso 
Milano,  nel  1878  il  numero  dei  frenastenici  in  custodia  era  di  ben  40  uo- 
mini e  18  donne.  A  Firenze,  nel  1872,  di  22  uomini  e  di  22  donne;  a 
Pesaro,  nel   1877,  di   22  uomini  e  13  donne. 

Ma  la  questione  ha  un  altro  lato  :  l' idiotismo  e  l' imbecillità  non  sono 
certo  meno  frequenti  nelle  classi  agiate  che  nelle  povere,  e  se  vi  sono  osta- 
coli perchè  molte  famiglie  benestanti  recludano  i  loro  parenti  alienati  nei 
Manicomi  comuni,  più  difficile  sarà  che  si  risolvano  a  recludervi  i  fanciulli 


—  45  — 
arresti  nello  sviluppo.  Salvo  i  casi  in  cui  per  ragione  dell*  incompleto  svi- 
luppo mentale  esistano  impulsi  morbosi  che  rendano  V  idiota  e  l' imbecille  di 
pericolo  alla  famiglia,  nessun  frenastenico  di  classe  agiata  troverebbe  van- 
taggio dalla  custodia  in  un  Manicomio,  né  a  dir  vero  potrebbero  i  parenti 
essere  a  ciò  consigliati  se  non  dal  desiderio  di  liberarsi  di  un  impiccio  e  di 
allontanare  dalla  casa  uno  sventurato  la  cui  vista  è  per  molti  causa  di  scherno 
0  di  paura.  Alcuni  frenastenici  appartenenti  alle  classi  colte  della  società  sono, 
e  vero,  mandati  nelle  scuole  ordinarie,  o  njessi  nei  Collegi  ed  Istituti  edu- 
cativi; nia  colà  non  tardano  per  la  cortezza  del  loro  intelletto  a  divenire  lo 
zimbello  dei  compagni,  inasprendosi  cosi  inutilmente  il  loro  carattere  fino  a 
renderli  poi  misantropi,  privi  di  affetto,  isolati  definitivamente  dal  consorzio 
arile.  Non  esiste  in  Italia  nessuna  istituzione  speciale,  almeno  a  mia  saputa, 
dove  si  istruiscano  e  si  educhino  i  fanciulli  idioti  ed  imbecilli  di  condizione 
devata  e  che  non  potrebbero  trovare  conveniente  custodia  nei  Manicomi  e 
nelle  Case  di  salute  :  anzi  debbo  dire  che,  se  mi  sono  mosso  a  scrivere  sugli 
Asili-scuole  per  idioti,  lo  fui  appunto  perchè  dopo  la  pubblicazione  di  un  mio 
articolo  diretto  a  dimostrare  1*  educabili tà  dell'  idiotismo  e  dell*  imbecillità, 
ricevetti  da  più  parti  interrogazioni  e  incoraggiamenti  per  promuovere  anche 
ha.  noi  la  discussione  delFargomento. 

Che  dalla  iniziativa   privata  possa    partire   anche  in  Italia    l'impulso  alla 
creazione  di  questi  Istituti,  come  è  partito  altrove,  deve  sperarsi  in  vista  del 
fatto  che  le  prime  a  ritrame  vantaggio  sarebbero  appunto  le  classi  più  colte 
e  più  agiate.  Solo  in  seguito  si  potrebbe    sperare    nell'utile   concorso   delle 
Provincie  e  dello  Stato  a  favore  dei  frenastenici  di  classe  povera:    ad  ogni 
modo,    è  necessario    che  la   carità  pubblica  e  la  carità  privata  si  ajutino  a 
vicenda.   Dai  teoretici   oppugnatori  della  legislazione  sociale,  da  coloro  che 
fingono  inorridire,  quando  si  reclama  l'intervento  dello  Stato  e  dei    minori 
Enti  pubblici,  Provincie  e  Comuni,  nelle  cose  di  beneficenza,    dai  sistema- 
tici detrattori  di  ciò   che    per    ostentato    dispregio   s'usa  chiamare  e  carità 
legale    >,   non  ci  aspettiamo  naturalmente  né  rispetto,  né  silenzio  :   non  par- 
liamo di  ajuto  I  Anzi  essi  saranno  i  nostri  avversari,  come  lo  sono  sempre  di  ogni 
tentativo  che  tenda  al  miglioramento  delle  classi  povere  :  ma  non  ce  ne  me- 
raviglieremo.  Essi  appartengono  al  dottrinarismo  cosidetto  e  liberale  »  nelle  que- 
stioni  politiche  ed  economiche,  perché  sanno    che  queste   dottrine  in  Italia 
vanno   a  vantaggio  esclusivo  dei  rimestatori  politici  ;  —  sostengono  l'iniziativa 
individuale,  perchè  essi  ne  mancano  o  stan  pronti  ad  annichilirne   qualsiasi 
movimento  ;  —  negano  i  doveri    dello    Stato ,  perchè    hanno  il  costume  di 
approfittar  soltanto  dei  suoi  diritti;  —  stanno  per  il  self-gouvcrnement,  perchè 


-  46  — 
non  ammettono  discussione  sul  predominio  delle  classi  dirigenti  :  ma  è  oramai 
giimto  il  tempo  di  persuaderci  che  queste  teorie,  frutto  d*una  reazione   na-   " 
turale    quando  lo  Stato  era  onnipotente  e  non  emanava  dal  poter  popolare,  '  ^ 
non  hanno  più  ragione  di  esistere  ora  che  lo  Stato    dev'essere,  secondo  il 
concetto    scientifico    moderno,  il  rappresentante   degli  interessi  collettivi,  il 
che  toma  a  dire  degli  interessi  della  grande  maggioranza.  La  subordinazione 
cieca  ed  assoluta  delle  classi  inferiori,  il  particolarismo,  l'arbitrio  non  sono 
più  del  nostro  secolo:  il  laicizzarsi  della  società  civile  porta  altre  esigenze, 
altri  diritti  ed  altri  doveri.  Ora,  fra  questi  doveri    l' interessarsi    un    pò*  più 
per  le  sventure  umane  e  il  cercare   ogni  mezzo  per  impedirle,  prevenirle  e 
rimediarle,  è  da  riguardarsi  fin  d'ora  il  primo  e  il  più  importante. 

Ecco  infatti  che,  dove  questo  intervento  della  carità  pubblica  non  è  giu- 
dicato contrario  ai  fini  d'una  buona  amministrazione,  anche  lo  Stato,  le 
Provincie,  i  Comuni  hanno  pòrto  ajuto  all'iniziativa  privata,  che  organizzava 
Scuole  ed  Asili  per  i  frenastenici.  L'esempio  ci  viene,  come  dissi,  anche  di 
là,  dove  pure  si  lascia  alla  spontanea  filantropia  dei  cittadini  il  maggior 
peso  delle  opere  di  beneficenza;  alludo  all'America,  un  paese  di  cui  molti 
citano  le  istituzioni  senza  conoscerle  neppur  di  nome. 

Io  credo  utile  di  qui  presentare  in  un  quadro  le -principali  notizie  sugU 
Asili-scuole  per  idioti  ed  imbecilli  esistenti  in  Europa  ed  America,  quali 
ho  potuto  in  gran  parte  desumere  dalle  opere  di  Ireland,  Laehr,  Kind,  e 
dai  giornali    medici  più  reputati,  inglesi  e  tedeschi. 

Quadro  degli  Asili-Scuole  per  Idioti  ed  imbecilli 
esistenti  nei  principali  Stati  civili  ^^\ 


PAESE  B  LUOGO 


Aj  Svezia. 

Stockolma , 

Johannisberg  presso  Mariestadt 
Stròmsbolm 


1 

nno 

di 

azion 

0    .« 

o 

1'- 

a 

1870 

22 

1868 

35 

1871 

IO 

A  spese  di  chi  il  mantenimento 
dell'Istituto 


Riceve  un  sussidio  dallo  Stato  di  L.  7000. 
Riceve  un  sussidio  dallo  Stato  di  L.  7000* 
Sussidio  dallo  Stato. 


(x)  Debbo  avvertire  Che  le  notizie  delle  ultime  due  colonne  non  riguardano  lo  stesso  anno  per  tutti 
gli  Asili'Scuole  del  quadro:  però  esse  sono  le  più  recenti,  che  mi  era  possibile  riunire,  e  ad  ogni  modo 
non  rimontano  mai  a  più  di  cinque  anni  addietro. 


—  47  — 


PAESE  B  LUOGO 


I 


B)  DanimArca. 

CDpeni^heQ 

C)  Russia. 

Retroborgo 

Kpu 

D)  Inghilterra. 

AsOo  di  Bath 

Ymol  HaU,  Colchester 

Eoiswood,  Surrey 

Sv  Cross,  Exeter 

Royal  Albert,  Lancaster 

Kbnnansfield 

IbowIc  (presso  Birmingham) 

Qapton 

Citerìiam,  ,,• • 

Letresdon 

Wanrick 

loadra 

E)  Seozia. 

BUdovan 

Ufbcrt 

Colombia  Lodge  (presso  Edim- 
burgo) .••••• ••••• 

F)  Irlanda. 

Umto  Stewart,  gii  Lacan  Spa 


Anno 

di 

fondasione 

Numero 
degli 
alunni 

65 

^^^^ 

20 

1853 

IO 

1846 

..^ 

1859 

98 

185S 

594 

1864 

40 

1864 

251 

1867 

94 

1869 

20 

1874 

335 

1870 

«— . 

1870 

— 

1877 

— 

1880 

190 

1853 

46 

1862 

124 

1867 

8 

1869 

43 

A  spese  di  chi  il  mantenimento 
dell'Istituto 


Esistono  in   Copenaghen  tre   istituzioni    di- 
verse, di  cui  ignoro  però  il  carattere. 


Privato:   riceve   un    sussidio   dalla  città  di 
Riga.  ^ 


— .       Sezione  speciale  per  gli  idioti. 


Magnifico  stabilimento,  modello  del  genere. 
Vive  di  sovvenzioni  private  e  di  lasciti: 
nel  Z867  I®  rendite  ammontavano  già  a 
L.  582,500  con  un  sopravanzo  di  L.  53,600. 


Altro  bellissimo  Istituto-modello,  diretto  dal 
dott  Shuttleworth. 


Questo  Asilo  è  destinato  agli  idioti  delle 
classi  medie,  e  serve  alle  contee  del  Mi- 
dland. 

Istituto  modello  per  poveri  :  mantenuto  colle 
dozzine  pagate  dalle  parrocchie.  È  diretto 
da  un  medico  e  possiede  tutti  i  mezzi  di 
istruzione  elementare,  letteraria  e  profes- 
sionale. 

Asili  per  dementi  cronici  ed  imbecilli. 


:i 


Costruzione  speciale  per  gli  idioti  nel  Ma- 
nicomio della  Contea. 

Questo  Asilo  speciale  per  idioti  è  stato  per 
iniziativa  del  dott.  Bucke  annesso  al  Ma* 
nicomio  di  Londra. 


Questo  Istituto  è  nazionale:  fino  al  2881  ha 
avuto  per  direttore  il  dott.  Ireland,  e  con- 
tiene 78  fanciulli  e  46  adulti. 


Privato. 


—  4«  — 


PAESE  B  LUOGO 

G)  Paesi  Busi. 

L'Aj» 

H)  Belgio. 

Gand  (Osptdak  Guislain)  . . 

I)  Uermanla  del  Kord. 

Hamborg  (Alitetdorf) 

Craschniti 

GUdbach  (<  Hephata  •).... 

Hasserode  { presso    Wetnige- 

Kiel 

KQckeQDiIllile 

ScheDern  (presso  Nassau). . 
Langenliagen 

Neinitedt 

Potsdam 

Rastenburg 

Schwerin 

Schleswig 

Schreibeihau 

Bielefcid  (Westfalta) 

J)  Sassonia. 
Dresda 


li  (loj.  Direttore  dolt.  Moeitet' 


87 


Piiv«lo. 
Priv;iio,  cun 

L,   3J50- 


—  49  — 


PAESE  B  LUOGO 


Diiikii. 

Hnbat^urg 
M6ckenL... 


DiriiiBtBut 


AT)  Bafien. 


Nenendetdesaa 

Pobingen 

L)  Wirttemberg. 

Marìeberg 


Stetten 

ii)  Bmnseliwick. 

Erkerode 

Erkerode 


N)  Mecklemborg. 

Sdiwerìn 


O)  Franeiat 

Bicétre 

Sdpétrì^ 


aermont  (Oise) 

Gentilljr  (presso  Parigi) 


Eptiia3r-sar-Orge(Seine  et  Oise) 


Vtaclose  (Seine  et  Oise) .... 

P)  STizzera. 

Abcndberg 


1852 
1854 
1868 

1841 
1849 

1868 
1875 

1867 

1842 
1842 

1842 
1847 

1873 


1873 


1848 


A  spese  di  chi  il  mantenimento 
dell'Istituto 


138 
68 

53 

96 
278 

64 
24 

12 


130(11.) 
95  (d.) 


60 


(200?) 


60 


Prirmto,  sotto  la  protezione  della  principessa 
Luisa. 


Opera  Pia. 
Privato,  per  donne. 
Privato. 


Governo,  pensioni  e  sovvenzioni  private.  Le 
rendite  del  2878  furono  di  marchi  54,000, 
nel  2879  di  marchi  59,000. 

Privato:  h  diretto  dal  dott  Haeberle.  Con- 
tiene  249  imbecilli  e  229  epilettici. 


Si  sostiene  da  sé. 

Privato,  destinato  agli  idioti  epilettici. 

Fondato  dal  Duca  di  Mecklemburg-Schwerin. 

Lo  Stato  (Dott.  Boumeville). 

Lo  Stato. —  Queste  due  scuole  speciali  per 
idioti  ebbero  per  loro  primo  istitutore  il 
Séguin.  Di  esse  ho  parlato  a  lungo  nella  mia 
memoria  :  Le  ScuoU^  ecc.  —  Milano,  2880. 

Lo  Suto. 

Privato.  -^  Fu  fondato  sotto  gli  auspici  del 
Voisin  (Felice).  Esso  appartiene  ora  al 
sig.  Vallèe. 

Istituito  dal  Dipartimento  della  Senna.  Oltre 
ai  fanciulli  idioti  poveri  a  carico  del  Di- 
partimento, vi  si  accettano  50  pensionari: 
sono  esclusi  gli  idioti  epilettici  e  sudici. 
L'età  h  dai  7  ai  16  anni.  All'Istituto  è  aii* 
nessa  una  colonia  di  io  ettari  per  l'istru- 
zione as:ricola  degli  alurini.  Diiiendc  dal 
vicino  Manicomio  di  Vaucluse,  ed  è  sotto 
la  direzione  di  un  medico. 

Sezione  speciale  per  idioti  nel  Manicomio  del 
Dipartimento,  con  istitutori  e  capi  d'arte. 


È  il  celebre  Asilo  per  cretini,  diretto  per 
molti  anni  dal  GuggenbUh.  :  ignoro  in  quali 
condistoni  attuali  esso  si  Irp^i. 


—  50  — 


PAESE  E  LUOGO 


Asilo  di  Hoffhiing  (presso  Ba- 
silea)   

Weissenheim    

Hottingen  (presso  Zurigo) . . . 

Etoy  (Vaud) 

Lausanne 

Q)  Austria. 
Praga 

I?)  Stati  Uniti  d'America. 

Barre  (Massachussets) 

Boston  (Massachussets) 

Syracuse  (New- York) 

Media  (Pennsilvania) 


Lateville  (Connecticut) , 

Columbus  (Ohio) 

Frankfort  (Kentucky) . . 

New- York 

Jacksonville  (Illinois) . . 
Faiville  (Massachussets) 

Glenwood  (Jowa) 

Newark 


S)  Canada. 


London  (Ontario) 
Toronto 


T)  Australia. 

Newcastle    (Nuova  Galles  del 
Sud) 

New-Norfolk  (Tasmania)  .... 
Ballarat  (Victoria)   


e 
o  o 
e       "* 

<      -o 

e 
.o 


1868 
1868 


1872 

1848 
I84S 
I85I 

1853 

1858 
1857 

1860 
1860 

1865 

1870 
1876 


1872 
1880 


1872 


£.-•5 

e  U  3 


22 
18 
IO 
IO 


48 

70 

80 

215 

225 

85 
408 

120 

183 
ICQ 

12 
14 


46 
200 


173 

43 


A  spese  di'  chi  il  mantenimento 
dell'Istituto 


Pensioni  e  sovvenzioni  private.  —  Fu  fondato 
dal  prof.  Jung. 

Carità  privata.  —  Destinato  alle  ragazze. 

Destinato  alle  ragazze. 

Privato. 

Esistono  due  istituzioni  private ,  apparte- 
nenti al  sig.  Blume,  che  e  allo  .stesso 
tempo  il  maestro  e  l'educitore  degli  alunni. 
Non  ne  conosco  l'importanza. 

Si  regge  merce  la  carità  privata. 


Istituzione  privata. 

Lo  Stato. 

Lo  Stato.  —  Direttore   Wilbur. 

Lo  Stato  —  Venne  diretto  per  qualche  anno 
dal  Séguin  ed  è  giudicata  il  migliore  di 
America. 

Lo  Stato. 

Lo  Stato. 

Lo  Stato. 

Il  Municipio. 

Lo  Stato. 

Istituto  privato. 

Lo  Stalo. 

Istituzione  destinata  a  donne  imbecilli  adulte. 


Lo  Stato. 

Appena  costruito.  —  Appartiene  alla  Confc* 
(ierazione. 


Il  Governo  della  Colonia.  —  Contiene  però 
anche  adulti  dementi  (88  nel  1877). 

Sezione  speciale  per  gli  idioti  nel  Manicomio 
della  Colonia. 

A  Balbrat  esiste  una  scuola  industri.tlc  ove 
sono  mantenuti  ed  educati  a  spese  dello 
Stato  alcuni  giovani  idioti  ed  imbecilli  pò* 
veri. 


—  si- 
lo non  ho  la  pretesa  di  aver  raccolto  tutte  le  indicazioni,  relative  agli 
Asili-Scuole  per  idioti  :  altri,  trovandosi  in  migliori  condizioni  delle  mie,  potrà 
forse  aumentare  e  correggere  il  mio  elenco.  Quel  che  intanto  appar  certo  è 
la  mancanza  di  questi  Asili  in  tutti  gli  Stati  del  mezzogiorno  d'Europa,  cioè 
in  Italia,  Spagna,  Portogallo,  Grecia,  Turchia  e  Rumenia. 

DalVelenco  si  scorge  pure  che,  se  molti  Istituti  per  l'istruzione  e  l'educa- 
zione dei  frenastenici    debbono  la  loro   origine  ai  generosi    slanci  della  ca- 
rità privata,  i  più  ampi,  i  più  popolosi,  quelli  cioè  per  gli  indigenti,  sorsero 
per  intervento  dei  rispettivi  Governi.  Anche  nei  paesi,  ove  il  sentimento  del- 
razione  libera  e  individuale  dei  cittadini,  è  più  vivo  e  più  profondo,  l'Am- 
ministrazione   dello    Stato  non  si  limita  solo  a  soccorrere  la  carità  privata, 
ma  si  spinge  fino  all'  erezione  di  Asili  governativi  :  informino  i  libéralissimi 
Governi    dell'Inghilterra,    delle    sue    fiorenti     Colonie,    e    degli    Stati-Uniti 
d'America.  Ben  di  sovente  il  Parlamento  inglese  si   è  occupato   dei   pazzi  e 
degli  idioti,  ed  anche    nella    sessione  del   1879  un    membro    della    Camera 
dei  Comuni,  il  sig.    Sclater-Booth,    proponeva    una  legge  per    obbligare    le 
Contee  a  provvedere   Asili  agli  imbecilli  ed  agli  alienati,  invitandole  anzi  a 
costrurre  Scuole  speciali  per  gli  idioti  [separate  Schooh  for  the  istruction  and 
training  of  idiotic  young  per sons  being  paupers).  Un  altro  progetto  dovuto  alla 
iniziativa  del  sig.  Rodwell  e  presentato  alla  stessa  sessione,  tendeva  ad  obbligare 
invece  le  Contee  ad  erigere  infermerie  per  i  poveri  pazzi,  imbecilli  ed  infermi, 
nelle  quali  i  frenastenici  dovevano  esser  divisi  dalle  altre  categorie  di  alienati. 
Ma  r  interesse  che  le  Amministrazioni  pubbliche  prendono  per  gli  idioti  si  è 
manifestato  chiaramente  negli  ultimi  tempi  anche  in  altri  paesi.  In  Francia, 
dove  r  interessamento  per  i  frenastenici  non  è  mai   stato  certamente  più  vivo 
che  in  Italia,  questi  ultimi  anni  di  governo   popolare  hanno  prodotto  un  can- 
giamento nel  concetto,  per  dir  così,  ufficiale  della  beneficenza.  Il  Consiglio 
dipartimentale    della  Senna,  cui  già  si  deve  l'erezione  di  tre  distinti   Mani- 
comi (Sant'Anna,  Vaucluse,  Ville-Evrard),  ha  decretata  l'erezione  di  uno  spe- 
ciale Asilo-Colonia    per    l'istruzione  ed  educazione  dei  giovani  imbecilli  ed 
idioti.  Esso  fu  posto  sotto  la  direzione  di  un  medico  alienista,  e  venne  prov- 
visto di  un  assistente  e  di  un  interno. 

Ho  già  parlato  del  movimento  promosso  in  Germania,  specialmente  per 
opera  dei  membri  della  Società  psichiatrica ,  dei  Comitati  di  beneficenza , 
delle  Associazioni  apposite.  Aggiungerò  che  nel  1879  ^^  Deputazione  scola- 
stica della  città  di  Berlino,  in  una  ispezione  nelle  scuole  municipali,  riceveva 
reclami  e  raccoglieva  argomenti  sul  danno  di  mescolare  i  fanciulli  imbecilli 
coi  fanciulli  sani.  Non  solo  i  primi  non  mostravano  alcun  progresso  se  istruiti 


_    52    — 

ed  educati  coi  metodi  comuni ,  ma  la  loro  presenza  era  di  ostacolo  anche 
alla  istruzione  degli  altri.  Tutti  i  maestri  e  gli  ispettori  scolastici  furono  una- 
nimi nel  domandare  l' istruzione  degli  imbecilli  in  classi  a  parte.  La  Deputa- 
zione ha  creduto  di  compiere  un  esperimento:  essa  ha  collocato  uno  di  questi 
sventurati  fanciulli  sotto  un  maestro  speciale,  incaricato  di  istruirlo  ed  edu- 
carlo col  metodo  in  uso  negli  Asili-Scuole  per  idioti,  e  l'esperimento  sorti, 
s' intende,  ottimo  effetto.  Il  fanciullo  apprese  in  poco  tempo  ciò  che  da  tanto 
tempo  gli  si  andava  inutilmente  insegnando  nella  scuola  in  comune.  Dopo 
ciò  credette  la  Deputazione  Berlinese  di  dovere  esprimere  un  voto  unanime 
sulla  separazione  dei  fanciulli  arrestati  nello  sviluppo  mentale  dagli  altri  me- 
glio fomiti  dalla  natura  (0. 

Contemporaneamente,  ima  sotto-Commissione  della  Direzione  di  beneficenza 
di  Berlino  presentava  al  Governo  il  progetto  per  la  fondazione  di  un  Asilo 
o  Istituto  speciale  per  frenastenici,  della  capacità  di  almeno  loo  letti,  da 
erigersi  a  Dalldorf  presso  Berlino  e  precisamente  in  dipendenza  del  nuovo 
Manicomio,  che  vi  fu  aperto  il  i°  gennajo  i88o.  Questo  Asilo-Scuola  per 
idioti  dovrà  essere  posto  però  sotto  la  dipendenza  del  personale  sanitario 
del  Manicomio,  anzi  per  facilitare  la  questione  amministrativa  l'alimentazione 
sarà  servita  dalla  medesima  cucina  (2). 

Fino  ad  ora  gli  Asili  per  idioti  della  Germania  sono  da  trenta  a  quaranta, 
fra  pubblici  e  privati;  ma  colà  non  si  crede  ancora  che  il  numero  basti  ai 
crescenti  bisogni  di  questo  ramo  della  pubblica  beneficenza.  Nel  1881  la  pre- 
sidenza della  Provincia  di  Slesia  in  Prussia  ha  approvata  l'erezione  di  un 
nuovo  Asilo,  che  si  intitolerà  der  Wilhelm- Augusta- Stiftung  sur  Bildung  und 
Pflege  von  Idioten,  e  che  si  fonderà  per  sottoscrizioni  private.  L'apertura  ne 
è  fissata  fin  d'ora  al  1885. 

Anche  nel  Granducato  di  Assia,  si  è  recentemente  decretata  la  fondazione 
e  manutenzione    d'un    Istituto -Colonia  per  imbecilli:  le  rendite  si  fissarono 
per  ora  a  33,000  marchi,  la  capacità  a  78  letti,  e  si  è  stabilito  di  dare  il 
massimo  impulso  ai  lavori  campestri,  come  i  più  vantaggiosi  per  lo  sviluppo 
fisico  del  corpo. 

VII. 

È  evidente  che  questi  confronti  non  tornano  onorifici  all'Italia:  è  pur 
manifesto  che  il  bisogno  di  Asili-Scuole  per  imbecilli  non  è  meno  sentito,  non 

(i)  Veggasi:  Zur  Idioten  Fùrsorge,  nella    Vossische  Zeitung,   1879,  n.  40. 
(2)  Veggasi  :  Zur  Idioten  Berlin* s,  nella  Natur.  Zeitung^  1879,  pag.  476, 


—  53  — 
è  meno  reale  presso  di  noi,  come  presso  le  altre  nazioni  civili  del  centro 
d'Europa.  Quale  sia  la  sorte  della  grande  maggioranza  dei  nostri  frenaste- 
nici, è  ben  noto.  O  appartengono  alle  classi  agiate,  e  restano  di  peso  alle 
loro  famiglie,  che  dopo  inutili  tentativi  di  farli  istruire  ed  educare  li  abban- 
donano ai  loro  istinti  e  li  tollerano  come  una  sventura  irreparabile,  per 
non  dire  come  una  vergogna  ;  oppure  appartengono  alle  classi  povere,  e  non 
vi  è  privazione,  non  vi  è  dileggio,  non  amarezza,  che  sia  loro  risparmiata.  Tutti 
rimangono  così  in  seno  alla  società ,  continuo  pericolo  ai  sani  per  le  loro 
tendenze  pervertite,  continuo  incentivo  al  male  per  i  tristi  e  i  robusti. 

Che  cosa  avvenga  dei    molti   imbecilli    ed   idioti   che    vivono    liberi    ed 
oziosi  nelle  nostre  città  e  nelle  campagne,  ce  lo  dicono  gli  annali  giudiziari. 
Tutto  di  attorno  a  noi  possiamo  scorgere  le  conseguenze    di  codesto  triste 
abbandono  ;  idioti  privi  di  tutto,  senza  sostegno,  senza  mezzi  di  sussistenza, 
vaganti  per  le  strade,  immersi  nella  più  squallida  miseria,  oggetto  di  ribrezzo, 
di  scherno  e  di  paura,  ridotti  quasi  nelle  campagne  alla  barbara  condizione 
dei  parìa  delle  Indie.  I  parenti  non  ne  han  cura  :  spesso  le  femmine  restan  vit' 
time  di  osceni  contatti  e  ingravidano,  talora  concludendo  con  un  infanticidio 
il  lubrico  dramma,  tal*altra  soccombendo  alle  manovre  praticate  su  di  esse  da 
perfide  mercenarie,  per  agevolare  l' aborto  e  salvare  così  l'onore  delle  fami- 
glie. Altri  passano  la  loro  vita  nelle  chiese,  attratti  dai  lumi  e  dai  suoni  delle 
cerimonie  religiose,  servendo  da  scaccini,  oppiure  elemosinando  nell'ozio.  Non 
è  raro  che  essi  commettano  delitti  atroci,  incendi,  omicidi,  stupri    violenti: 
è  poi  frequente  il  caso  che  essi  servano  di  vittime  a  violenze  carnali  contro 
natura.  Bene  spesso,  inviperiti  dallo  scherno  che  li  persegue,  resi  intolleranti 
dall'isolamento  in  cui  traggono  la  loro  misera  esistenza,  hanno  furibondi  ac- 
cessi di  reazione,  e  si  rivoltano,  incrudelendo  contro  chi  primo  loro  capiti  fra 
mano.  Ricordo  il  caso  di  Carlino  Grandi,  l'imbecille  uccisore  dei  fanciulli, 
che  per  rappresaglia  di  offese  ricevute  sotterrò  vivi  sotto  il  pavimento  della 
sua  bottega  di  carradore,  quattro  bambini  dai  tre  ai  sette  anni,   e   altri  ne 
avrebbe  fatti  così  scomparire,  se  non  gli  fosse  andato  fallito  il  quinto  ten- 
tativo. 

Tutti  questi  esseri  degradati,  immorali,  scandalosi,  oziosi,  pericolosi  a  sé 
ed  altrui,  tutti  questi  uomini  incompleti  e  semi-bruti,  che  la  nostra  apatia 
lascia  vivere  e  deteriorarsi  sempre  più  in  completa  libertà,  senza  istruzione, 
senza  educazione  alcuna,  rappresentano  per  la  società  civile  un'enorme  per- 
dita materiale  e  morale,  che  pur  sarebbe  necessario  impedire  od  attenuare , 
utilizzandoli  in  qualsiasi  modo,  e  sviluppando,  mercè  una  speciale  arte  peda- 
gogica, quei  germi  di  intelligenza,  quelle  attitudini,   quegli  istinti  che  la  na- 


—  54  — 
tura  lascia  pur  sempre  sussistere  in  fondo  ai  loro  poveri  e  scarsi  cervelli.  Ma 
vediamo  dove  questo  bisogno  sia  maggiore  in  Italia,  quali  cioè  siano  le  regioni 
che  prima  delle  altre  dovrebbero  apprestare  ai  frenastenici  un  qualche  Asilo 
o  Istituto  speciale,  analogo  a  quelli  che  funzionano  così  egregiamente  negli 
altri  paesi  di  Europa  e  di  America. 

Se  il  numero  dei  frenastenici  esistenti  nella  popolazione  secondo  il  cen- 
simento 187 1,  era  di  24,000  nella  sola  Italia  continentale,  tra  le  forme  con- 
genite e  le  forme  sviluppatesi  nella  prima  infanzia;  e  se  invece  sei  anni 
dopo  il  numero  dei  frenastenici  ammessi  nei  Manicomi  era  di  11 50,  occorre 
notare  però  che  le  proporzioni  degli  uni  e  degli  altri  non  sono  uniformi  su 
tutta  la  superficie  del  Regno.  Prendendo  in  considerazione  le  cifre  raccolte 
dal  Senatore  Verga,  ecco  infatti  il  rapporto  dei  frenastenici  censiti  (1871) 
sul  numero  degli  abitanti,  e  il  rapporto  dei  frenastenici  reclusi  (1877)  sul 
numero  dei  censiti  (0. 

Proporzione  dei  Frenastenici  censiti  e  reclusi  sulla  popolazione 

nell'Italia  continentale  e  peninsulare. 


COMPARTIMENTI 


Lombardia • . 

Piemonte 

Liguria 

Veneto 

Emilia 

Umbria 

Marche 

Toscana 

Roma 

Napoletano 

Totale.  . . 


Frenastenici  censiti 
(1871) 


Numero 
assoluto 


5103 
4432 

977 

2585 
1876 

445 
909 

2009 

541 
5123 


24,000 


Per  xo.ooo 
abitanti 


14.7 

15.3 

II.5 

9.7 

S.8 
8.0 

9.9 
9.3 
6.4 
7.2 


10.2 


Frenastenici  reeinsl 
(1877) 


Numero 
assoluto 


81 

143 
29 

50 
182 

7 

83 
143 
52* 
87 


827 


Per  zooo 
censiti 


15.8 
32.2 

29.7 

19.3 

97.0 

15.7 
90.  I 

71.  I 
96.  I 

II.  I 


34.4 


(i)  Le  proporzioni  della  2.'  colonna  sono  diverse  da  quelle    registrate    nelle   pubblica- 
zioni ufficiali,  perchè  si  unirono  ai  frenastenici  dalla  nascita  quelli  dalla  prima  infanzia. 


—  ss  — 

Questo  prospetto  dimostra  avanti  tutto  come  la  proporzione  dei  frenaste- 
nici sìa  diversa  fra  una  regione  e  l'altra  d'Italia.  Però  vi  è  un  gruppo 
di  Compartimenti,  che  si  distingue  dagli  altri  per  cifre  più  alte  ;  ed  è  quello 
dell'  Italia  continentale,  dell'alta  valle  del  Po  (Piemonte,  Lombardia  e  Liguria). 
n  resto  d'Italia  ha  proporzioni  meno  varie;  solo  che  si  nota  un  diminuire 
dei  frenastenici,  se  si  discende  verso  il  mezzogiorno.  Uguale  è  il  risultato, 
se  si  paragonano  fra  loro  le  Provincie  del  Regno  :  tutt'  attorno  all'  Italia  su- 
periore^ e  precisamente  rielle  regioni  Alpina,  ed  Appenninica  occidentale, 
esiste  una  larga  zona  di  paese,  dove  il  rapporto  dei  frenastenici  è  più  intenso. 

In  un  mio  scritto  sulla  distribuzione  geografica  degli  idioti  pubblicato  altrove 
ho  cercato  le  ragioni  di  questa  disuguale  intensità  dell'idiotismo  (0.  Valen- 
domi delle  riforme  delle  leve,  avvenute  in  un  decennio  sopra  un  complesso 
di  2,727,038  giovani  inscritti,  ho  disegnata  la  carta  geografica  dell'idiotismo 
in  Italia.  Non  torna  conto  che  qui  ripeta  quanto  ho  detto  nella  memoria 
or  citata,  e  anche  su  questo  giornale  (2),  intomo  alla  difficoltà  di  calcolare 
il  vero  numero  dei  frenopatici  esistenti  in  un  paese.  Oltre  al  censimento,  che 
dà  solo  risultati  approssimativi  per  la  nota  diffidenza  delle  famiglie  di  de- 
nunziare i  suoi  pazzi  e  i  suoi  imbecilli,  e  che  d'altra  parte  rimane  senza 
intervento  diretto  del  medico  nel  diagnostico  dell'infermità  censita,  il  metodo 
dei  censimenti  parziali  annui  sui  giovani  inscritti  nelle  leve  fornisce  dati  ec- 
cellenti e  del  tutto  comparabili,  sia  perchè  nessun  idiota  sfugge  all'esame,  sia 
perchè  vi  prende  parte  l'elemento  scientifico.  Or  bene,  che  cosa  risulta  dalle  ri- 
forme delle  leve  ?  Lo  dica  la  tavola  grafica  annessa  a  questo  mio  scritto. 

Le  Provincie  più  infette  di  idioti  sono  generalmente  quelle  della  zona  Alpina; 
Sondrio,  Belluno,  Brescia,  Vicenza,  Como,  Torino,  Cuneo,  e  quelle  della 
prima  zona  Appenninica  ;  Genova,  Massa-Carrara,  Porto-Maurizio.  Ora  noi 
sappiamo  che  nelle  vallate  Alpine,  specialmente  se  umide,  poco  soleggiate, 
ristrette,  esiste  una  categoria  numerosa  ed  infelice  di  esseri  degenerati,  arre- 
stati nello  sviluppo  fisico  e  mentale,  detti  cretini.  Il  cretinismo,  che  per  lo 
più  si  accompagna  col  gozzo,  hon  è  che  una  forma  di  idiotismo  endemico: 
la  sua  area  geografica  è  ben  nota  e  abbastanza  limitata.  Oltre  alla  catena 
Alpina  ed  Appenninica,  anche  le  catene  montuose  dei  Pirenei,  Balcani,  Carpazii, 
Giura,  Vosgi,  presentano  tipi  spiccati  di  questa  speciale  degenerazione  della 
specie  umana.  Ciò   spiega    perchè  la  distribuzione    geografica  dell'idiotismo 

(i)  Morselli:  Intorno  alla  statistica  ed  alla  distribuzione  geografica  delle  frenopatie 
in  Italia  (§  III.  ^-  La  distribuzione  geografica  delle  frenastenie^  pubblicata  nfXì Archivio 
italiano  per  le  malattie  nervose  e  mentali.  Anno  1882. 

(2)  Giornale  della  Società  Italiana  d Igiene,  Anno  III.   1881,  n.®  4. 


—  56  — 

in  Italia  presenti  una  cintura  di  color  fosco  tutt' attorno  alla  regione  conti- 
nentale :  la  sola  Lombardia  possiede  il  quinto  di  tutti  i  frenastenici  dell'  Italia 
peninsulare  (5103  sopra  24,000)  e  quasi  un  altro  quarto  spetta  al  Pie- 
»  monte  (4432)  ed  alla  Liguria  (977)  riuniti  assieme,  e  un  buon  nono  al  solo 
Veneto  (2585),  cosicché  le  Provincie  dell'alta  valle  del  Po  e  del  versante 
mediterraneo  dell* Appennino  rappresentano  esse  sole  più  della  metà  di  tutti 
gli  idioti  ed  imbecilli  del  Regno,  escluse  le  due  isole  maggiori.  Minima  in- 
vece è  la  proporzione  degli  idioti  nelle  Provincie  al  di  là  del  Tronto,  e 
salvo  la  Provincia  di  Palermo,  essa  appare  bassa  anche  nella  Sicilia  e  nella 
Sardegna. 

Se  si  confrontano  ora  le  tinte  della  carta  grafica  con  le  cifre  del  prospetto 
a  pag'  54  relativo  al  numero  proporzionale  dei  frenastenici  reclusi  sui  cen- 
siti, si  resta  meravigliati  del  fatto  che  le  regioni  più  infette  di  idioti  e  di 
cretini  non  siano  quelle  ove  il  beneficio  del  Manicomio  è  loro  più  facil- 
mente accordato.  La  Lombardia  spicca  fra  gli  altri  Compartimenti  per  V  al- 
tissima proporzione  di  cretini  e  di  frenastenici  fra  i  suoi  abitanti,  e  pel  pic- 
colissimo numero  (15.8  su  1000)  dei  ricoverati  negli  Asili.  Migliore  è  la  condi- 
zione della  Liguria  (29.7  su  1000)  e  del  Piemonte  (32.2  su  1000):  ma  ad 
ogni  modo  questi  due  Compartimenti  restano  sempre  al  di  sotto  di  altri,  ove 
nuUameno  il  numero  reale  dei  frenastenici  risulterebbe  assai  più  piccolo;  vale 
a  dire  dell'Emilia,  che  li  reclude  colla  massima  solèrzia  (97.0  ricoverati 
su  1000  censiti,  quasi  uno  su  100);  della  Toscana  (96.1)  e  delle  Marche 
(90.1).  Noto  a  questo  proposito  che  di  tutte  le  regioni  d'Italia,  le  Marche 
son  queUa  ove  si  presta  ai  mentecatti  la  più  ampia  e  filantropica  assi- 
stenza. 

Egli  è  chiaro  dopo  ciò  che  se  in  Italia  necessita  migliorare  la  condizione 
degli  idioti  ed  imbecilli,  occorre  dar  principio  alla  riforma  là  dove  il  bi- 
sogno è  più  sentito,  e  dove  circostanze  inesplicabili  e  poco  eque  creano  a 
questa  grande  categoria  di  sventurati  una  situazione  anche  più  svantaggiosa. 
Le  Provincie  settentrionali  sono  quelle  ove  la  piaga  è  più  profonda:  ma 
v'hanno  Circondari  disgraziati,  che  sembrano  da  lungo  tempo  mantenere  il 
triste  primato  e  che  non  è  supponibile  saranno  mai  superati  da  tutti  gli  altri 
Circondari  del  Regno.  Appartengono  a  questo  gruppo  i  Circondari  di  Aosta, 
Ivrea,  Mondovì,  Pinerolo,  Susa  nel  Piemonte:  —  di  Chiavari,  Castelnuovo, 
Albenga  nella  Liguria:  —  di  Brescia,  Sondrio,  Chiari,  Varese,  Domodos- 
sola, Valsesia,  Abbiategrasso  in  Lombardia  :  —  di  Belluno  e  Vicenza  nel  Veneto  : 
—  di  Borgotaro  nell' Emilia:  —  di  Lanciano  e  Penne  negli  Abruzzi:  —  di  Sala 
Consilina  nella  Campania  :  —  di  Alcamo  e  Sciacca  in  Sicilia  :  —  di  Orzieri  in  Sar- 


—  57  — 
degna  (i).   Dove  la  tinta  è  più  nera  e  le  cifre  più  alte,  cioè  dove  le  riforme 
nelle  leve  superano  il  15  .sui  10,000  inscrìtti,  si  può  esser  sicuri  che  vi  si 
estende  1*  influenza  endemica  del  cretinismo.  È  vero  che  il  cretinismo  dipende 
dalle  condizioni  speciali  dell'abitato,  dal  clima,  dal  suolo  e  dalle  acque,  e  che 
non  è  permesso  sperarne  il  miglioramento,  la  guarigione,  finché  l'individuo  che 
ne  è  affetto  trovasi  obbligato  a  soggiacere  ai  medesimi  agenti  morbigeni.  Però 
anche  il  cretinismo  è  andato  diminuendo  in  quei  paesi,  ove  il  Governo  si  è 
interessato  per  essi,  dove  il  benessere  delle  classi  agricole  è  aumentato,  dove 
infine  si  aprirono  i  primi  Asili  ed  Ospizi  per  la  sua  cura:  mi    basterà    ri- 
cordare   la  diminuzione  dei  cretini,   che  si  è  osservata   in   Svizzera  durante 
gli  ultimi  quaranta  anni  (Fetcherin). 

Ma  anche  levando  i  cretini,  resta  sempre  per  l'Italia  al  di  qua  del  Tronto 
il  primato  nella  scala    dell'idiotismo:  le  Provincie,   che  come  quelle  di  Ra- 
venna, Milano,  Grosseto,  Pisa,  Palermo,  Pesaro,  Alessandria,  Pavia,  Parma, 
Bologna,  Teramo,  Aquila,  Ascoli,  Chieti,  sono  al  di  fuori  della  zona  dell'  in- 
fluenza alpina,  non  debbono  certo  l' elevato  numero  dei  loro  frenastenici  al- 
l' endemia  cretinica.  In  esse,  come  del  resto  in  tutte  le  altre  del  Regno,  la  pro- 
porzione   degli  individui   arrestati  nello  sviluppo  mentale  per  cause  diverse 
dal  cretinismo  non    è  certamente  inferiore  a  quella  offertaci  dalle  varie  re- 
gioni dei  paesi  nordici,  ove  pure  si  è  effettuato  il  benefico  movimento  a  favore 
dei  frenastenici.  Le   Provincie  prussiane  della  Slesia,  della  Pomerania,  della 
Sassonia,    della  Westfalia,  i  ducati  di  Brunswick,  di  Assia-Darmstadt,  la  Tu- 
ringia,  che  pure  veggono  tutti  gli  anni  crescere  il  numero  e  la  capacità  de; 
loro  Idiotanstaiten^  contengono  relativamente  assai  meno  idioti  deUa  nostra 
Lombardia  e  del  nostro  Piemonte.  £  lo  stesso  può  dirsi  delle  contee  inglesi, 
della  Scozia,  e  degli  Stati  dell'America  del  Nord,   dove  non  solo  manca  il 
cretinismo,  ma  dove  anche  il  numero   assoluto  e  relativo  dei  frenastenici  è 
tutt' altro  che  superiore  a  quello  del  nostro  paese. 

È  dunque  necessario,  per  ragioni  di  umanità  e  di  scienza,  che  si  inizi!  anche 
in  Italia  ima  analoga  riforma  nella  pubblica  beneficenza,  e  che  i  Comparti- 
menti, ove  r  assistenza  ai  mentecatti  è  da  molti  anni  anche  più  solerte  ed 
estesa,  siano  i  primi  a  rivolgere  la  loro  attenzione  sulla  numerosa  caterva  dei 
frenastenici.  E  poiché  occorre  pure  che  si  abbia  riguardo  alle  non  prospere 
condizioni  dei  pubblici  bilanci,  io  esprimo  il  voto  che  le  nuove  Istituzioni 
nascano  nel  modo  più  semplice  e  per  ora  più  opportuno,  cioè  sotto  forma 
di  sezioni  speciali  per  gli  idioti  nei  Manicomi  sia  pubblici,  che  privati,  per 

(i)  Veggasi  anche:  G,Soimsim,  Geogra/ìa  nosologica  et  Italia^  1881. —  Roma,  pag.  161  • 


—  58  — 
servire  tanto, alle  classi  povere  che  alle  classi  agiate.  Se  consideriamo  infatti 
i  mezzi  con  cui  si  può  dare  assistenza  ed    istruzione   agli   idioti ,    vediamoi 
che  essi  si  riducono  ai  seguenti  : 

I .°  Stabilimenti  speciali,  di  più  o  meno  grande  capacità,  dei  quali  doe 
sono  le  forme  a  seconda  della  condizione  sociale  dei  frenastenici  cui  vea* 
gono  destinati,  e  cioè: 

df)  Scuole  o  Collegi  privati,  per  le  classi  ricche;  promossi  s'intenda 
per  iniziativa  privata;  -; 

^)  Asili  o  Istituti  pubblici,  per  gli  indigenti  ;  questi  invece  fondati  4J 
mantenuti  a  spese  delle  Provincie,  dei  Comuni  o  delle  Opere  Pie. 

2.°  Sezioni ' scuole  nei  Manicomi  comuni,  dove  gli  idioti  siano  sepanr!J| 
da  tutti  gli  altri  pazzi,  sottoposti  a  cure  e  ad  assistenze  speciali,  istruiti  di 
educati  secondo  i  metodi  giudicati  più  acconci  allo  sviluppo  delle  loro  li^ 
titudini  ed  al  miglioramento  delle  loro  facoltà  intellettuali.  C 

Io  non  posso  prolungare  oltre  misura  questo  scritto,  con  minuti  ragguagli^ 
sull'organizzazione  tecnica  di  queste  varie  sorta  di  Istituti:  mi  auguro  di  poteitf 

1 

tornare  sull'  argomento,  quando  saprò  il  mio  voto  accolto  con  favore  da  qualche 
benefica  Amministrazione.  Ma  non  concluderò,  senza  prima  dirigere  una  prfr 
ghiera  ai  miei  colleghi,  e  più  specialmente  ai  medici -alienisti,  perchè  pren- 
dano in  considerazione  la  mia  proposta  e  le  prestino  il  loro  valido  appoggio. 
Non  ottenessi  altro  risultato  che  di  avere  con  questi  miei  scritti,  aperta  um 
utile  discussione  sul  problema  dell'assistenza  dei  frenastenici,  io  me  ne  di- 
chiarerò soddisfatto.  Tutte  le  riforme  che  si  operano  nei  paesi  civili,  s'ini- 
ziano con  umili  principi;  anche  là  dove  oggi  s'agita  più  che  mai  la  que- 
stione degli  idioti,  essa  incontrò  dapprima  la  generale  indifferenza.  Ma  poiché 
la  scienza  soltanto  sa  dare  quell'energia  di  carattere  e  quello  spirito  di  ca- 
rità, con  cui  si  vincono  le  più  grandi  battaglie  contro  la  natura  ed  anche 
contro  gli  interessi  umani,  è  nei  medici  eh'  io  spero,  ed  è  ai  medici  che  io  mi 
rivolgo. 


—  59  — 


BIBLIOGRAFIA. 

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184Ó.  —  SÉouiN  :    Traitemcnt  moral,  hygiene  et  éducation  des  idiots^  —  Paris. 
184Ó.  —  Fauconneau-Dufresxe:   Du  cretinisme,  des  ses  causes  et  du  traitemcnt  et  de 

t  éducation  des  idiots  (nella  Révue  medicale,  giugno),  —  Paris. 
1846.  —  Sagaekt  :   Ueber  die  Heilung  der  Bl'àdsinns  auf  intellectuellen   IVege^  —  Berlin. 
1846,  —  Gl'GGENbUhl  :    Brieve  iìber  den  Abendbcrg   und  die  HeilungS'Anstalt  fùr  Cre-^ 

iinisnius,  —  Bern. 
1830,   —   Ziitschrift  /tir  Cretinismus,  tre  fascicoli  (ne  venne  poi  sospesa  la  pubblicazione). 
185 1.   —  MoREL:  Ltudes  cliniques  sur  les  maladies    mentale Sy  '—  Paris. 
1853.  —  GaoGENBaHL:  Die  Cretinen- Heil-Anstalt  aufdcm  Abendberg,  —  Bern  e  S.  Gallcn. 
1853,   —  Gl'GGENBììhl  :  Die  Heilung  und  Verhiitung  des  Cretinismus   und  i/tre  neusten 

Fortschritte, 
1856.  —  General  Assembly  of  Connecticlt  :  Report  of  the  Commissioners  on  Idiocy, 
—   New-Haven. 

1858.  —  Damerow  :  Zur  Cretinen  und  Idioten  Fragen,  —  Berlin. 

1859.  —  Dahl  (Ludwig)  :  Bidrag  til  Kundskab  om  de  Sindssyge  Norge,  —  Christiania. 
1859.   —  Delasiauve  ;  Des  principes  qui  doivent  presi  der  à  l*  éducation  des  Idiots  {Acad. 

de  Médecine),  —  l'aris. 
1862.   —   Brandes:  Der  Idiotismus^  —   Hannover. 
1864-1870.  —  Delasiauve:  nel  Journal  de  médecine  mentale,  passim. 

1564.  —  BelhOMME  :  De  V  enseìgnement  des  Idiotes,  G.  Masson  —  Paris. 

1866.   —  DuNCAN  M.  a.  Millard  W.  :  On  the  Feeble-minded^    Imbecills  and  Idiotic,  — 

London,  di  p.   133. 
18Ó6.   —   BrOwn  (Georges)  ;  Report  on  the  private  Institution  for  the  éducation  of  fceble- 

minded  Children,   —  Barre. 
l855,  —    Vi/de   Vcrslag  van  Jut  gcneskundig   Gesticht  en  de  daaran  vcrbonden  Dagschool 

voor  mindcr^sange  Idioten  de  Sgravcnhage  ecc.^   —   La  Aja, 
1866.   —   SÉGLIN:   On  Idiocy  and  its  treatment  bey  the  physiological  method,  2.*  edizione 

inglese,  —  New- York. 

1565.  —   Kerlin  :  Eighteenth  report  of  the  Pennsylvania    Training'SchooL 
1S74.   —  Articolo  9   Idiocy  »  (nella  North  American  Cyclopedid)  —  New-York. 

1874,   —   Laehr  :    Die    Idioten  -  Anstalten    Deutschlands    und  der  benachbarten    deutsche 
Lànder^  —  Berlin. 

1874.  —   Sagaert:  i?«j  Taubstummen  '  Bildungswesen  in  Preusscn  {liti '^txxoà.ÌQO   Taubs' 

tummen-Freund). 

1875.  —  KoHLER  :  Idioten  und  Idiot  -  Anstalten,  (^nella  Allgem,  Zeitschrift  fùr  Psychiatrie). 
T875.    —    Séguin:  Report  on  Éducation,  —  Washington  (a  spese  dello  Stato). 

S75.    —     LaE-HK:  Die  Ileil  und  P/tcge- Anstalten  fùr  psychisch-Kranken  in  Deutschlands, 

der  Schweiz  und  den  benachbarten  deutschcn  Lìinder,  —  Berlin. 


—  6o  — 

1875.  —  Hack  Tuke:  On  tht  Richmond  Asylum-Sckools  (nel  Journ,  of  menial  schncr'. 

ottobre) 

1876.  ^-  Howe:  Sur  téducation  de  Laure  Bridgman  (nella  Révue  philosophique,  I.  p.  401^ 

tradotta  dal  yournal  of  meni,  scUnce). 
1876.  —  Charity  organisation  Society;  Report  as  to  the  legai  Provisions  in  IreUuu^ 
for  the  Care  and  Instruction  of  Idiots,  ImbecUes,  Deaf  at^d Dumb ,  and Blind,  ecc»% 
—  Dublin. 

1876.  —  Shuttleworth  :    Notes  of  a  visit  to  American  Institutions  for  Idiots  and  Im* 

beciles,  —  Lancaster. 

1877.  —  Charity  organisation   Society:  Report  of  a  special  ComnUttee  on  the  Edu» 

cation  and  Care  of  Idiots,  Imbeciles ,  and  harmless    Lunatics^  ^-  London, 
Editore  Longmans. 

1877.  —  Ireland  w.;    On  Idiocy  and  Imbecillity,  —  London,  Ed    ChurchiU,  un  volume 

di  pagine  414  con  prospetti  e  figure. 

1878.  —  SwlFT   (Mary):  The  life  and  education  of  Laura  Bridgman,   the   deaf,   dumb 

and  blind  girl,  —  London,  Ed.  TrUbner,  in  8.^  XL  ^  373  pagme. 

1879.  —  KlND:  Ueber  die  Idioten-Frage  in  legislatorisc/ien  Besiehung  {lìéìì' AUg,  Zeitschr^ 

fùr  Psych,  —  Bd.  XXXIII,  p.  654-675). 

1880.  —  SÉGUIN  E.:  Psycho'physiological  training  of  an  idiotii'Eye.ijitWAr^hiv  of  Mc" 

dicine)^  —  New  York. 

1880.  —  Sjéguin  e.  :  Psicho-physiol,  training  of  an  idiotic  Mand  (nef  Proceedings  of 
Assoc,  med,  offtc,  Am.  fnst,  for  Idiotic  and  Feeble-mindtd'  Pèrso ns) ,  — 
Philadelphia.  X 

1880.  —  Reichelt:  Bericht  uber  die  ITI.  ConferenzfùrJdioten^Heil-Pflege,  —  Stuttgar 
am  13-15  dee.   1880  (resoconto  stenografico). 

1880.  —  Morselli  E.:  Le  scuole  per  fanciulli  idioti  ed  epilettici  (nella  Rivista  di  benefi- 
cenza pubblica,  —  fascicolo  di  agosto). 

1880.  —  Hartmann:  Taubstummheit  und  Taubstummenbildung,  —  Stuttgart,  di  pag.  212. 

1880.  —  Platz  (Therese):    Die  Heilpflege   und  Erziehung   zurùckgebliebener ,    schwach- 

sinniger,  und  idiotischer  Kinder^  —  Leipzig. 

1881.  —  Brodie  :   The  conditions  necessary  for  the  successful  training  of  the  Imbecile  (nel 

Joum,  of  mental  Science,  —  aprii  I881.) 
1881.  —  KiND:  Isi  es  nothwendig,  dass  epileptische  und  nicht   epileptische    Idioten  von 

einander  getrennt^  verpflegt  und  erzogen  werden?  (nella  Zeitschrift  fùr  Idio' 

tenwesen^   —  Jahr,  I,  5). 
1881,  —  Reichelt  :  Die  Lautentwicklung  bei  idiotischen  Kindern  (nella  Zeitschr.  f,  Idio- 

tenwesen,  —  Jah.  I.  5). 
1881.  —  Coen:  Die  Sprache  der  Sckwachsinnigen  und  Idioten  (nella  Allg,  Wiener  me d. 

Zeitung,  —    14.°) 
1881.  —  KiND  :  Verwaltungsberict  des  Corniti  zur  Errichtung  von  Erziehungs  —  und  Pflege* 

Anstalten  fur  geistesschwache  Kinder  in  der  Provinz  Hannover,  —  Hannover* 
1881.  —  Bournsvillb:  Récherches  cliniques  et  thirapeutiques  sur  VEpiUpsie,  l'Hystcrie  ei 

V  Idiotie  (aggiuntovi  il  Compie  rendu    du  service  des  Enfants  idiots  et  r 

riérés  de  Bicctre,  ecc.),  —  Paris,  di  pag.  76. 


Tar. 

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1          NUMERO  DEI  GIOVANI   RIFORMATI 

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1               NELLE  LEVE  DEL  DECENNIO  18W-58 

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PARTE  SECONDA. 


RIVISTA. 


IGIENE  GENERALE. 


Manuale  d'igiene  privata  e  pubblica  dell'infanzia  {Handbtuh  d^r  privateti 

hnd  òffentlichen  Hygiene  des  Kindcs)\  dott.  Julius  Uffelmann.  —  Lipsia,  1881. 

—  Fra  i  diversi  rami  in  cui  si  scindono  la  igiene  sociale  e  la  individnale, 

un  posto  di  ben  grande  importanza  spetta  a  quello,  il  quale  esclusivamente 

si  occupa  del  benessere  fisico  dell'  infanzia ,    considerata  dalla   nascita  alla 

pubertà.    Mancava  fino  ad    ora  un  completo   trattato  scientifico    sull'igiene 

deli'  infanzia,  tanto  nella  sua  esplicazione  privata  che  nella  pubblica.  Questa 

lacuna  scompare  affatto  in  seguito  alla  pubblicazione  del  libro   del  profes- 

sore  Ufifelmann,  il  cui  nome  è  noto  già  agi'  igienisti  e  particolarmente  caro 

agi'  Italiani ,  per  i  pregevoli  studi  che  intraprese   sull'  e  Igiene  pubblica  in 

Italia   >    pubblicati  nella  deutsche    Vierteljahrsschrift  fur  offentliche  Gesund- 

ktitspflege. 

Ad  una  breve  Introduzione  tendente  a  far  rilevare  l'importanza  dell'Igiene 
infantile ,  l'Autore  fa  seguire  un  riassunto  storico  della  medesima,  comin- 
ciando colla  stona  dell'  attività  pratica^  che  risale  agli  Egizi  ed  agli  Indiani 
ed  indi  piii  particolarmente  ai  Greci  di  Sparta  e  di  Atene.  Ed  il  vasto 
campo  che  all'argomento  pertrattato  si  schiude,  venne  dall'Autore  esaurito 
celia  più  acconcia  maniera.  Vi  si  legge  e  dell'educazione  fisica  e  della  mo- 
rale dei  fanciulli  presso  i  Greci,  coordinate  con  uno  scopo  igienico,  estetico, 
ed  etico,  e  tendenti  alla  formazione  del  sentimento  e  dell'  amore  pel  bello, 
all'acutezza  dei  sensi  e  del  giudizio,  all'  acquisto  di  un  animo  nobile  e  pa- 
triottico, e  di  costante  coraggio,  all'  allontanamento  delle  tendenze  basse  ed 
^oistiche,  dell'  ozio,  della  rozzezza  e  delle  aspirazioni  a  cose  da  poco. 
Parla  poi  l'Autore  della  cura  e  dell'  educazione  dell'  infanzia  presso  i  Ro- 
mani ,  e  di  quella  presso  gli  antichi  Germani,  per  poi  giungere  al  medio- 
evo; e  qui  vediamo  che  l'introduzione  della  ginnastica  nelle  scuole,  dopo 
la  prima  metà  del  secolo  XV,  è  dovuta  all'  Italia,  da  dove  poi  si  estese  nella 


—   62    — 

Svizzera  e  nella  Germania.  Ed  è  in  Italia  ancora,  ove  già  nel  medio-evo 
esistevano  gli  asili  infantili  col  titolo  di  e  scuole  delle  maestre  regionarie  » 
in  cui  venivano  accolti  durante  il  giorno  fanciulli  dai  2  ai  5  anni.  Passo 
passo  espone  poi  l'Autore  lo  sviluppo  dell'igiene  infantile  nei  secoli  dell'evo 
moderno,  dicendo  e  dell'  igiene  privata  dell'infanzia  e  della  pubblica  presso 
le  singole  nazioni. 

Fa  seguito  poi  la  storia  AtW attività  scientifica,  e  dall'  enumerazione  ed  esame 
degli  scritti  degli  Autori  Greci,  Romani  e  dell'evo  medio  e  moderno,  si  ac- 
quista la  convinzione  del  come  l'igiene,  specialmente  quella  della  prima 
infanzia,  abbia  avuto  sempre  numerosi  e  distinti  cultori,  e  nell'esposizione 
bibliografica  del  presente  secolo  l'Italia  vi  rappresenta  ben  degna  parte. 

Conviene  pur  dire  che  le  7  7  pagine,  che  1'  Uffelmann  consacra  nel  suo 
libro  alla  storia  dell'igiene  infantile,  oltreché  trattano  appieno  la  materia, 
possedono  il  carattere  di  originalità,  e  formano  una  ricca  fonte  da  cui  pos- 
sono attingere  quanti  ne  avessero  bisogno. 

Il  secondo  capitolo  dell'opera  è  consacrato  allo  studio  della  natalità, 
della  mortalità  e  della  morbosità,  nonché  dell'eziologia  delle  più  importanti 
malattie.  Nei  paesi  europei  si  calcola  in  media  una  nascita  annua  per  ogni 
29  a  30  individui,  ed  il  rapporto  fra  i  nati-vivi  e  gli  espulsi-morti  sarebbe 
secondo  Oesterlen  1:30,4.  Da  ogni  100  matrimoni  si  avrebbero  387  bam- 
bini. Un  grande  numero  di  nascite  si  avvera  negli  Stati  Uniti,  il  più  basso 
in  Francia.  Gli  anni  di  carestia  e  di  fame  mostrano  regolarmente  una  di- 
minuzione della  cifra  dei  matrimoni  e  delle  nascite.  La  maggiore  morta- 
lità si  verifica  nel  primo  anno  di  vita,  e  fra  i  dodici  mesi  di  questo  anno, 
il  primo  ne  dimostra  la  massima.  Influiscono  come  modificatori  della  mor- 
talità dei  bambini  il  clima ,  la  stagione ,  l' agglomeramento  della  popo- 
lazione, r  industria,  e  si  pretende  anche  la  razza  e  la  cifra  della  natalità , 
e  naturalmente  anche  il  grado  di  agiatezza  dei  genitori  ed  il  loro  stato  di 
salute,  e  forse  anco  l'eventuale  consanguineità.  Però  il  fattore  che  più  di 
ogni  altro  modifica  la  mortalità  dei  bambini,  è,  senza  dubbio,  il  genere  di 
cura  prestata  alla  prima  infanzia.  £  l'influsso  si  manifesta  chiaro  nella 
bassa  mortalità  dei  bambini  legittimi  in  confronto  all'alta  degli  illegittimi, 
la  quale  ultima  supera  non  di  rado  il  doppio  della  prima,  e  si  palesa  spe- 
cialmente dopo  la  terza  settimana  di  vita,  epoca  in  cui  di  solito  il  bambino 
viene  affidato  alle  cure  mercenarie.  Così  pure,  la  mancanza  di  diligente  cura 
figura  quale  prima  causa  della  grande  mortalità  presso  i  bambini  della  po- 
polazione industriale.  E  di  quanto  influsso  sulla  salute  del  bambino  non 
sono  ed  il  genere  di  nutrizione,  e  la  salubrità  delle  abitazioni,  e  la  man- 
cante assistenza  medica  nei  casi  di  malattia  ? 

In  generale  si  può  ritenere,  che  la  mortalità  dei  bambini  vada  decrescendo, 
e  vi  influisce  per  certo,  più  di  qualsiasi  altra  circostanza,  la  vaccinazione. 
In  alcuni  paesi  però  si  osserva  1'  opposto. 

Veniamo  alla  morbosità  infantile.  I  neonati  sono  afflitti  in  grande  numero 
da  debolezza  generale,  e  poi  da  disturbi  della  digestione,  da  mughetto,  da 
itterìzia,  da  malattie  riferibili  ad  infezione  :  da  infezione  puerperale,  risi- 
pola,  infiammazione  dei  vasi  ombellicali,  congiuntivite  ;  da  trisma,   convul- 


—  63  - 

ioni,  coriza.  Dalla  3-4  settimana  di  vita  fino  al  principiar  del  secondo 
AUSO,  i  bambini  soffrono  a  preferenza  dei  disturbi  di  digestione  (gastrite,  ga- 
stro-enterite), indi  di  affezioni  degli  organi  respiratori,  del  sistema  nervoso 
t  della  cute.  Piuttosto  rare  sono  le  malattie  di  infezione  ;  le  più  frequenti 
2  morbillo  e  la  pertosse.  Di  malattie  costituzionali  si  trovano  la  sifilide 
flditaria,  la  tubercolosi  ed  i  primi  stadi  del  rachitismo  e  della  scrofolosi. 
Di!  cominciare  del  secondo  fino  al  cessare  del  sesto  anno  i  bambini  pati- 
scoDO  specialmente  di  morbi  dell'apparato  respiratorio,  poi  di  malattie  co- 
sanzionali  (scrofolosi,  rachitismo)  e  di  infezione,  fra  le  quali  ultime  predo- 
nnano  il  morbillo,  la  pertosse ,  la  varicella,  la  rosolia ,  la  difterite ,  poco 
li  scarlattina.  Poco  frequenti  sono  le  affezioni  nervose,  le  cutanee  e  quelle 
degli  organi  dei  sensi.  Nell'ultimo  stadio  dell'infanzia  poi,  secondo  l' Uf- 
SdmnoD,  i  fanciulli  soffrirebbero  in  special  modo  delle  così  dette  malattie 
J  della  scuola ,  cioè  miopia,  deviazioni  della  colonna  vertebrale,  nervosità, 
lancmia,  debolezza  muscolare  ;  inoltre  dei  morbi  d' infezione  epidemici  che 
:.|s  propagano  in  grande  numero  a  mezzo  della  scuola,  soprattutti  la  scarlat- 
:|lÌDa  e  la  difterite,  in  seconda  linea  la  pertosse  ed  il  morbillo.  Tra  le  rare 
:li§erioni  nervose  vi  hanno  V  epilessìa  e  la  corea. 

.^1  Segue  poi  un  diffuso  studio  della  frequenza  e  dell'  influsso  esercitato  sulla 
sstenza  e  sulla  salute  da  tali  malattie,  studio  accuratissimo  e  poggiato  su 
HHdi  dati  statistici,  e  che  viene  reso  più  completo  dal  posteriore  capitolo 
dediato  alla  eziologia  delle  più  interessanti  malattie  infantili  e  con  speciale 
ffiisioQe  delle  infettive. 

La  seconda  parte  del  libro  è  costituita  dall'  igiene  infantile  privata.  Del 
tato  ragionata  è  la  via  percorsa  dall'Autore,  il  quale  preposto  il  maggior 
lÀogno  di  ajuto  e  di  cura  che  ha  il  bambino,  più  tardi  fanciullo,  durante 
Tepoca  deU*  infanzia,  osserva  che  nella  pertrattazione  dei  diversi  argomenti 
d'igiene  crede  di  dover  avere  presente,  mai  sempre,  il  progredire  tanto  dello 
inloppo  fisico  che  dell'intellettuale  del  fanciullo,  e  perciò  razionale  è  la 
divisione  che  esso  fa  di  questa  parte  in  singoli  capitoli  che  comprendono  : 
I.*  la  nutrizione  ;  2.^  la  cura  della  cute,  il  vestiario;  3.®  l'abitazione,  il 
fctto  ;  4.®  la  cura  degli  organi  respiratori  ;  5 .®  quella  del  sistema  osseo  e 
BBcolare,  il  sonno;  6-^  quella  dei  sensi;  7."  la  cura  delle  facoltà  intellet- 
toli;  8.®  le  abitudini  difettose  ed  insalubri. 

Di  questi  otto  capitoli  il  primo,  che  riguarda  la  nutrizione,  è  il  più  esteso  : 
premesse  alcune  esatte  nozioni  sul  ricambio  fisiologico  dell'  infante,  l'Autore 
pende  a  trattare  1'  argomento  a  seconda  dei  diversi  periodi  di  età  ;  e  perciò 
primo  vi  figura  il  periodo  della  lattazione,  comprendente  e  l'allattamento 
aiaterao,  ed  il  mercenario,  e  l'artificiale,  assieme  all'apprezzamento  fisiolo- 
gico dei  diversi  surrogati  del  latte  che  si  trovano  in  commercio.  Il  modo 
tf  esposizione,  la  profonda  erudizione  e  le  molte  informazioni  rendono  que- 
sta parte  del  lavoro  oltre  ogni  dire  interessante  e  completa.  Lo  stesso  me- 
todo viene  seguito  dall'  Uffelmann ,  allorché  scrive  della  nutrizione  nel 
secondo  stadio  dell'  infanzia ,  cioè  dai  2  ai  6  anni ,  e  poi  nell'  ultimo  pe- 
riodo, cioè  dai  6  ai  15.  Forse  più  consentanea  alla  mole  del  libro  sarebbe 
stata  una  maggiore  diffusione  li  ove  si  legge  della  mancante  e  della  esor- 
bitante nutrizione. 


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•j 


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Nel  capitolo  sulla  cura  della  cute  si  parla  del  calore  del  corpo  del  l 
bìnOy  della  sua  suscettibilità  pel  freddo,  delle  norme  e  del  vantaggio 
nico  dei  bagni  e  dei  lavacri,  ed  indi  delle  malattie  e  della  cura  del  cord 
ombellicale.  Teoricamente  e  praticamente  si  vede  pertrattato  l'argomi 
del  vestiario,  avuto  riguardo  ed  alla  scelta  delle  stoffe  ed  alla  forma 
diversi  capi. 

L' igiene  ha  speciali  esigenze  riguardo  alla  salubrità  dei  locali  ove  si 
tiene  T  infanzia.  Questa  salubrità  viene  diminuita  dalla  mancante  nette 
dall'  umidità,  da  una  anormale  temperatura,  dall*  illuminazione,  dal  suol< 
cui  è  eretta  la  casa ,  da  circostanze  malsane  nel  vicinato.  Considerata 
grande  sensibilità  dell*  organismo  del  bambino,  per  questo  devono  essere 
servate  le  stanze  più  salubri  della  abitazione.  La  camera  da  letto  oltre 
offrire  il  necessario  spazio  cubico,  sia  sufficientemente  ventilata  e  prov^ 
di  adatta  stufa  ;  la  luce  vi  deve  essere  moderata.  U  Autore  poi  tratta 
letto  del  bambino  e  ne  detta  le  relative  norme  igieniche. 

Parlando  dell'apparato  respiratorio  l'Autore  comincia  con  alcune  noz 
suir  accrescimento  del  torace  e  sulla  fisiologia  della  respirazione,  face 
poi  emergere  la  necessità  di  una  speciale  premura  per  la  giusta  formazi 
e  per  lo  sviluppo  del  torace,  a  mezzo  della  razionale  nutrizione  del  b 
bino,  della  diligenza  nel  mantenerlo  in  una  corretta  posizione  tanto  nel  le 
quanto  nella  culla  o  fra  le  braccia,  più  tardi  nella  scuola  ed  in  casa; 
libero  il  moto  della  respirazione,  e  si  pratichi  la  ginnastica.  L'aria  respi 
sia  pura;  il  fanciullo  rimanga,  per  quanto  possibile,  all'aperto. 

Interessante  si  scorge  il  capitolo  nel  quale  l'Autore  discorre  della  ( 
del  sistema  osseo  e  del  muscolare.  Alle  necessarie  nozioni  fisiologiche 
accoppia  le  relative  norme  igieniche,  tendenti  a  favorire  lo  sviluppo  fi 
del  bambino,  toccando  a  preferenza  dell'immenso  vantaggio  degli  esei 
ginnici,  senza  i  quali  non  puossi  raggiungere  una  perfetta  salute  fisica 
intellettuale.  L'appendice  a  questo  capitolo  l'Autore  la  dedica  al  sonno, 
sandone  la  durata  necessaria  a  seconda  delle  diverse  età,  e  castigando 
usi  antigienici  di  far  dormire  i  bambini  vestiti  (eccettuati  i  primi  2031 
di  vita),  e  di  somministrare  loro  sostanze  narcotiche. 

Belle  sono  le  pagine  sulla  cura  dei  sensi  e  delle  facoltà  intellettuali, 
precedenti  dati  fisiologici  sul  cervello  e  sul  sistema  nervoso.  L'organo  e 
vista,    quello    dell'udito,  quello    del   tatto,  del  gusto  e  dell'olfatto  assi 
alla  profilassi    delle  loro  diverse  malattie,  vi  sono  debitamente  ed  appi 
studiati.  —  Alla  vita  vegetativa  che  conduce  il  neonato  succede  la  cereàri 
si  forma  la  sua  mente,  dalle  percezioni  nasce  la  memoria,  dai  raffron 
giudizio,  più  tardi  la  volontà.  Il  temperamento  individuale  di  spesso  si 
precisare  già  nel  secondo  anno  di  vita.  Le  impressioni  percettive  genei 
la  favella;  grado  grado  il  bambino  dalla  pronuncia  di  semplici   conson 
e  vocali  passa  alla  formazione    di  parole,   più    tardi    di  proposizioni,  < 
consueto   nella   seconda    metà  del    terzo    anno    usa    la    parola    io.   £ 
l'Uffelmann  ci  espone,  quale  debba  essere  l'educazione  eziandio  morale 
bambino  durante  tutta  l'infanzia,  affidato  dapprima  alle  cure  materne, 
tardi  alla   scuola.   Di   quanto    vantaggio   igienico  non  è  per  il  bambin 


—  65  - 

giuoco?  Esso  gli  procura  contentezza,  lietezza,  e  riposo.  I  balocchi  possono 
rìusdre  nocivi  nelle  mani  del  bambino  per  la  loro  grandezza,  per  la  forma , 
per  il  materiale  di  cui  sono  fatti,  per  il  coloramento  esterno.  I  giuochi  si 
diridono  in  quelli  cui  va  congiunto  il  movimento,  ed  in  quelli  durante  i 
quali  l'individuo  si  trova  fermo;  i  primi  rinforzano  l'organismo  del  bam- 
bino, i  secondi  contribuiscono  al  perferzionamento  delle  sue  facoltà  percet- 
tive, della  memoria,  dell'attenzione,  del  discernimento.  Speciali  cure  esige 
rdtimo  periodo  dell'  infanzia  il  quale  precede  la  pubertà,  ed  in  cui  si  os- 
servano alterazioni  psichiche  cui  possono  succedere  malattie  molto  gravi, 
specialmente  se  vi  esistano  la  trasmissione  ereditaria,  la  falsata  educazione, 
il  troppo  lavoro  mentale,  l'onania  e  così  via  dicendo.  Riguardo  alle  punizioni 
pei  fanciulli,  l' igiene  domanda  che  non  abbiano  a  portare  danno  alla  salute. 

Fra  le  nocive  abitudini  dei  bambini,  l'Autore  enumera  la  sporcizia  con- 
scguentemente alle  evacuazioni,  il  succhiare  di  diversi  oggetti  colla  bocca,  e 
li  masturbazione  ed  onania.  Per  tutte  tre  si  accenna  al  relativo  danno  ed 
al  modo  onde  disabituarne  i  bambini. 

Esauriti  per  tal  modo  gli  argomenti  tutti  riferentisi  all'igiene  infantile  pri- 
vata, l'Autore  viene  a  dire  della /«^Mr^z,  che  ha  per  iscopo  di  combattere 
quei  fattori  malefici,  contro  i  quali  l'azione  del  singolo  individuo  è  del  tutto, 
0  quasi  impotente.  L*  igiene  infantile  pubblica  va  divisa  nella  generale,  ed 
in  quella  che  provvede  per  speciali  classi  di  fanciulli.  La  generale  deve  es- 
sere esercitata  dallo  Stato  e  dai  Comuni,  coadiuvati  dall'attività  filantropica 
delle  società  che  hanno  per  obbietto  la  protezione  dell*  infanzia.  L' igiene 
generale  deve  tendere  alla  divulgazione  della  scienza  igienica;  1*  istruzione 
delle  levatrici,  ed  il  controllo  del  loro  operato,  l'educazione  delle  infermiere 
per  bambini,  delle  maestre  per  gli  istituti  froebeliani,  delle  persone  che  ten- 
gono a  costo  i  bambini,  devono  costituire  un  oggetto  di  attività  per  l'igiene 
infantile  pubblica.  £  lo  stesso  dicasi  dell'istruzione  igienica  nei  preparandi 
delle  scuole  popolari,  nelle  scuole  in  generale,  ed  in  fine  in  tutta  la  popo- 
lazione, in  questo  ultimo  caso  specialmente  a  mezzo  della  diramazione  di 
adatti  opuscoli. 

Il  miglioramento  del  benessere  materiale  e  della  costumatezza  presso  le 
dassi  più  basse  della  popolazione,  sono  misure  che  debbonsi  attivare  dal- 
l'igiene: a  mezzo  di  società  di  soccorso  per  le  partorienti,  per  le  lattanti, 
per  i  fanciulli  poveri,  per  gli  abbandonati,  per  quelli  dati  a  baliatico.  Di 
più  occorre  la  fondazione  di  stabilimenti  umanitari,  quali  gli  ospitali,  gli 
orfanotrofi,  gli  asili  e  le  case  di  maternità,  delle  quali  ultime  è  special- 
mente ricca  l'Italia. 

Diffusamente  parla  l'Autore  dell'ufficio  dell'igiene  pubblica  riguardo  alla 
nutrizione.  Discorre  del  controllo  sui  mercati  onde  stabilire  la  genuinità  del 
latte  posto  in  vendita,  del  modo  di  praticare  questo  controllo,  delle  relative 
leggi  e  della  pulizia  e  sorveglianza  delle  latterie.  Questa  sorveglianza  si  deve 
poi  estendere  anche  ai  surrogati  del  latte.  Segue  il  discorso  sulla  vendita 
delle  frutta  e  dei  dolciumi,  e  quale  appendice  quello  sugli  oggetti  di  gomma 
elastica,  sulle  culle,  sui  balocchi,  la  vendita  dei  quali  oggetti  deve  essere, 
e  lo  è  in  molti  Stati,  regolata  con  apposita  ordinanza. 

5 


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La  debolezza  di  costituzione,  T  anemia,  la  scrofolosi,  la  tubercolosi  sono 
in  grande  parte  da  attribuirsi  alla  dimora  in  locali  umidi,  privi  d'aria  e  luce, 
mancanti  di  pulizia;  ed  il  decorso  di  queste  malattie  in  simili  locali  è  ol- 
tremodo sfavorevole.  Egli  è  perciò,  che  tutte  le  norme  che  l'igiene  sugge- 
risce per  la  salubrità  delle  abitazioni,  e  che  l'Autore  esamina,  concorrono  a 
diminuire  la  frequenza  di  queste  malattie  presso  i  bambini. 

Ben  20  pagine  del  suo  libro  l'Uffelmann  consacra  alla  profilassi  delle 
malattie  contagiose.  Egli  domanda  1'  obbligo  di  denunzia  per  gli  esantemi 
acuti,  per  la  pertosse,  per  la  difterite,  per  la  meningite  cerebro- spinale,  per 
la  dissenteria,  per  il  tifo,  per  Tottalmia  granulosa,  per  la  tigna  e  per  la  scabbia. 
L'isolamento  dell'ammalato  deve  essere  obbligatorio  e  completo,  riuscendo 
oltremodo  proficuo  specialmente  nei  primi  casi  di  manifestazione  di  malattìe 
epidemiche.  Inoltre  occorrono  la  disinfezione  della  stanza  dell'ammalato,  del 
suo  letto  e  del  vestiario,  come  pure  specidi  cautele  riguardo  ai  cadaveri 
ed  alla  tumulazione.  Per  la  profilassi  del  vajuolo  propugna  1'  obbligo  della 
vaccinazione  ;  parla  della  tecnica  di  questa ,  dell'  uso  della  vaccina  umana 
e  dell'animale,  della  somma  utilità  degli  istituti  per  la  vaccinazione  animale, 
tributando  in  proposito  il  ben  meritato  elogio  all'Italia. 

Ampia  pertrattazione  ha  il  tema  dell'igiene  scolastica,  e  sebbene  nulla 
vi  si  trovi  di  nuovo,  vi  si'  vede  però  compreso  quanto  di  più  interes- 
sante fu  finora  pubblicato  in  proposito.  Il  discorso  incomincia  colle  ma- 
lattie proprie  della  scuola,  loro  eziologia  e  profilassi,  e  coli'  ispezione  sani- 
taria scolastica  ;  segue  poi  quello  sull'  igiene  dell'edifìcio  scolastico  ;  qui  ac- 
cennerò soltanto  al  fatto,  che  l'Autore,  non  saprei  con  quanta  ragione,  en- 
comia l'illuminazione  bilaterale  e  quella  dall'alto  per  le  sale  d'istruzione. 
La  quistione  dei  banchi  e  degli  altri  arredi,  come  quella  dei  libri  corri- 
spondono appieno  ;  così  pure  quella  riguardo  all'orario  scolastico,  ai  lavori 
domestici,  ai  piani  di  studio,  al  metodo  d'insegnamento,  alle  vacanze  ed 
infine  alla  ginnastica  ed  alle  punizioni.  In  seguito  l'Autore  tratta  degli  isti- 
tuti di  educazione,  dicendo  della  loro  costruzione  e  della  divisione  e  di- 
sposizione dei  locali,  del  mobiliare,  dei  dormito!,  dei  letti,  dei  refettori, 
dei  lavatoi,  dei  cessi  e  così  via  dicendo.  A  ragione  osserva  come  in  nessun 
istituto  di  tale  genere  debba  mancare  una  infermeria.  Subordinati  alle  esi- 
genze igieniche  devono  essere  il  genere  di  vita  che  conducono  gli  allievi,  e 
la  durata  dell'istruzione  e  dello  studio.  Si  chiude  questo  capitolo  col  di- 
scorso sui  giardini  froebeliani,  esponendovisi  il  modo  in  cui  debbono  essere 
costrutti  e  parlandovisi  delle  mobilie,  del  sistema  di  educazione,  e  da  ul- 
timo del  vantaggio  che  arrecano;  e  si  finisce  coli' accennare  alla  necessità 
di  una  sorveglianza  sanitaria. 

I  maggiori  encomi  merita  il  capitolo  sull'igiene  dei  fanciulli  impiegati  nelle 
fabbriche  e  nelle  officine,  nel  commercio  girovago  e  nell'  agricoltura.  Le 
principali  malattie  da  cui  vengono  afflitti  questi  fanciulli,  sono  la  debolezza 
generale,  i  morbi  costituzionali ,  specialmente  la  scrofolosi ,  le  affezioni  di 
petto,  quelle  dell'  apparato  locomotorio,  le  intossicazioni,  le  lesioni  che  pos- 
sono avere  cause  meccaniche,  chimiche,  o  fisiche.  Inutile  sarebbe  di  far 
emergere  la  necessità  di  una  tutela  speciale  per  questi  fanciulli,  la  quale  si 


-  67  — 

esplica  colle  seguenti  misure:  controllo  continuato  del  lavoro  dei  fanciulli; 
visita  medica  prima  dell'ammissione;  proibizione  dell'impiego  dei  fanciulli 
in  quei  rami  di  industria  che  per  essi  sono  a  preferenza  dannosi;  limite 
d'età  per  l'ammissione  (14  anni);  sorveglianza  sulla  durata  del  lavoro 
e  delle  pause  ;  proibizione  del  lavoro  notturno. 

L'igiene  pubblica  deve  prestare  speciale  cura  per  la  salute  dei  bambini 
(fi  genitori  poverìi  precipuamente  degli  operaj  nelle  città.  In  questo  riguardo 
una  sf>eciale  protezione  viene  esercitata  indirettamente  a  mezzo  di  quella 
che  si  accorda  alle  madri;  sia  col  regolare  l'impiego  di  esse  nel  lavoro 
industriale,  sia  colle  società  e  colle  casse  di  mutuo  soccorso,  sia  colla  pro- 
tezione e  coir  ajuto  concesso  alle  partorienti  ed  alle  puerpere.  Le  società  per 
la  protezione  dell'  infanzia  hanno  di  mira,  nella  loro  attività  umanitaria,  a 
preferenza  i  bambini  della  classe  meno  agiata  della  popolazione. 

L'Uffelmann  viene  indi  a  parlare  degli  asili  pei  bambini  poveri.  Discorre 
degli  stabilimenti  pei  lattanti  e  pei  bambini  più  grandi,  e  tocca  brevemente 
delle  relative  istituzioni  nei  diversi  paesi.  Dice  poi  della  protezione  che  ad 
essi  si  deve  accordare  sia  coli' ospitarli  negli  appositi  stabilimenti  di  bene- 
ficenza,  negli  orfanotrofi,  sia  coli' affidarli  a  famiglie  private;  e  pei  primi 
due  casi  parla  della  conveniente  nutrizione  e  della  pulizia  del  corpo  dei 
bambini. 

Ospizi  per  trovatelli  esistono  ancora  in  Italia,  Francia,  Spagna,  Porto- 
gallo,  Grecia,  Russia  ed  America  del  Nord.  Il  capitolo  che  tratta  della  pro- 
tezione dei  trovatelli,  e  quello  sulla  tutela  dei  bambini  dati  a  baliatico, 
comprendono  un'  esposizione  storica  di  quanto  viene  fatto  in  proposito 
presso  i  diversi  Stati,  e  contengono  tutte  le  norme  relative  suggerite  dal- 
l' igiene  e  dall'economia  sociale  ,  molte  delle  quali  basate  su  dati  statistici. 
Ci  rincresce  che  il  breve  spazio  concesso  ad  una  semplice  rivista,  non  ci 
permetta  di  seguire  passo  passo  l'egregio  Autore  nella  sua  dotta  tratta- 
zione. 

La  protezione  pei  fanciulli  abbandonati  e  delinquenti  ha  un  speciale  ca- 
pitolo nel  libro.  Questa  protezione  si  esplica  negli  istituti  di  correzione  sor- 
retti dallo  Stato  e  dalla  beneficenza  privata.  Ricca  ne  è  l'Italia;  encomia- 
bili le  ColorUes  agricoles  de  riforme  nel  Belgio,  le  Colonies  pémientiaires 
agricoles  nel  Massachusset ,  alcuni  istituti  inglesi,  quello  presso  Amburgo, 
e  quello  di  San  Martino  in  Boppard.  Le  carceri  pei  delinquenti  giovani 
devono  essere  separate  da  quelle  per  adulti,  come  si  riscontra  in  diversi 
paesi.  Lo  spazio  cubico,  la  pulizia  del  corpo,  la  nutrizione,  l'esercizio  dei 
muscoli,  la  quantità  e  la  qualità  del  lavoro,  la  durata  del  sonno,  le  ricrea- 
zioni, l'orario  del  giorno  devono  essere  corrispondenti  alle  esigenze  del- 
l'igiene infantile. 

Né  l'Uffelmann  trascurò  di  dare,  forse  pel  primo,  precetti  igienici  sulla 
cura  che  si  deve  prestare  ai  bambini  durante  i  viaggi  per  mare  e  sulle 
ferrovie. 

Riguardo  all'assistenza  pubblica  ai  bambini  ammalati  ecco  quanto  espone 
l'Autore:  istruzione  pediatrica  dei  medici  presso  le  Università  coli' istituzione 
di  cliniche  e  policliniche  ;  istruzione  delle  infermiere  per  l'assistenza  ai  bam- 


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bini  ammalati;  assistenza  medica  pei  bambini  della  classe  povera  da  parte 
di  medici  comunali  e  dei  poveri  ;  erezione  di  ambulatori  e  di  ospitali  per* 
bambini  sofferenti ,  e  per  gli  ultimi  l'Autore  detta  le  più  precise  norme , 
dietro  le  quali  devono  essere  costrutti;  così  pure  dice  della  maniera  con 
cui  devono  essere  diretti ,  e  del  trattamento  dietetico  ed  igienico  che  de- 
vono subirvi  i  bambini.  Desiderabile  è  1'  erezione  di  ospitali  in  cui  si  ac- 
colgano soltanto  i  bambini  afflitti  da  malattie  contagiose,  con  singoli  locali 
isolati  per  ciascuna  malattia.  In  molti  luoghi  esistono  stabilimenti  speciali 
pei  bambini  convalescenti,  pei  quali  la  terapia  consiste  a  preferenza  nel 
ricco  consumo  di  aria  fresca  e  pura  di  campagna  o  di  bosco,  e  nella 
somministrazione  di  abbondante,  razionale,  e  ben  preparato  vitto.  Qui  si 
aggregano  pure  le  colonie  feriali  per  scolari  afflitti  da  malattie  costituzio- 
nali, come  anco  gli  ospizi  marini  ed  i  termali.  Si  aggiungano  infine  gli 
istituti  pei  fanciulli  rachitici,  per  gli  idioti,  per  gli  epilettici,  per  i  ciechi  e 
sordo-muti. 

Con  questa  rivista  noi  abbiamo  voluto  presentare  lo  schema  dietro  il 
quale  l'Autore  compilò  il  suo  bellissimo  libro.  Lo  abbiamo  fatto  acciò  questo 
sia  conosciuto  anche  all'Italia,  e  nella  speranza  che  qualche  solerte  cultore 
dell'igiene  infantile  sia  animato  a  farne  una  traduzione,  nella  certezza  di 
arrecare  un  bene  alla  patria  e  nello  stesso  tempo,  ne  siamo  certi,  la  miglior 
ricompensa  alle   fatiche  del  chiarissimo  Autore. 

Dott.  De-Giaxa. 

L'Istituto  dei  Rachitici  in  Milano.  —  In  occasione  della  inaugurazione 
del  nuovo  edificio  dell'Istituto,  il  dottor  Pini,  che  lo  dirige,  lesse  un  lungo 
discorso  nel  quale  accennò  ad  alcuni  gravi  argomenti  che,  interessando  l' igie- 
nista, ci  sembra  opportuno  riassumere. 

L'Autore  ricorda  come  fino  dal  giorno  che  in  una  fuggevole  Appendice,  da 
lui  pubblicata  nella  Gazzetta  di  Mi/ano ^  egli  si  facesse  a  propugnare  la  neces- 
sità di  un  asilo  per  la  cura  gratuita  dei  bambini  rachitici,  e  come  subito 
sorgessero  dubbi  ed  opposizioni  se  il  rimedio  proposto  per  combattere  una 
malattia  assai  diffusa  nel  popolo,  fosse  opportuno  ed  efficace.  Taluno  temeva 
che  il  raccogliere  insieme  largo  contingente  di  fanciulli  deformi  avrebbe 
tristamente  impressionato  la  cittadinanza ,  e  nuociuto  alla  loro  educazione 
morale  ;  altri  reputava  che  sarebbe  stato  insufficiente  ai  bisogni  un  solo  asilo, 
e  citava  l'esempio  della  città  di  Torino  ove  le  scuole  per  rachitici  sono  dis- 
seminate nei  quartieri  più  popolosi.  Altri  dissentiva  sul  limite  dell'età  stabi- 
lita per  raccogliere  i  bambini  nell'Asilo  stesso;  altri  infine  disperava  che 
all'arditezza  del  concetto  potessero  corrispondere  i  mezzi  che  era  presumi- 
bile raccogliere. 

E  quasi  ciò  non  bastasse  l'Autore  ricorda  i  pregiudizi  che  per  lungo  tempo 
tennero  lontane  dall'Asilo  le  madri  infelici  per  prole  deforme,  le  quali  du- 
bitando della  efficacia  dei  mezzi  ortopedici,  o  questi  mezzi  giudicando  tor- 
mentosi, o  ritenendo  il  rachitismo  malattia  attaccaticcia,  provavano  repu- 
gnanza  di  condurvi  i  loro  figli  che  nascosti  e  negletti  languivano  in 
umidi  ed  oscuri  tuguri  ove  avevano  contratto  i  primi  germi  della  malattia 


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dando  cosi  argomento  di  ragione  a  coloro  i  quali  affermavano  non  essere 
necessaria  una  istituzione  di  questa  natura  nella  città  di  Milano  ove  i 
rachitici  a  prima  vista  apparivano  rari. 

Ma  r  opera  lungamente  meditata,  rinvigorita  da  giovanile  entusiasmo  e 
da  fede  robusta  e  secura  non  poteva  piegare  dinanzi  alla  mutevole  opi- 
nione di  pochi,  alla  indifferenza  dei  molti,  allo  sterile  sorriso  degli  scettici, 
n  dott  Pini  dice  avere  la  coscienza  di  aver  gettato  le  fondamenta  di  una 
istituzione  assolutamente  nuova  tanto  in  Italia  che  fuori  utilizzando  V  idea 
beneficamente  ingegnosa  sorta  nella  mente  del  venerando  Ricardi  Di  Netro 
fecondandola  con  concetto  scientifico,  completandola  in  quelle  parti  in  cui 
appariva  mancante,  svolgendola  siffattamente  da  darle  l'impronta  di  origi- 
nalità. 

Si  trattava  di  fare  qualche  cosa  più  di  una  semplice  scuola,  senza  però 
cadere  nel  pericolo  di  fondare  un  ospedale;  si  voleva  che  i  principi  pro- 
clamati tante  volte  dagli  igienisti  e  dai  filantropi  incominciassero  ad  avere 
pratica  attuazione  e  che  il  benefìcio  fosse  in  guisa  impartito  da  reclamare 
innanzi  tutto  il  concorso  del  beneficato,  cosicché  questi  o  la  famiglia  di  lui 
cooperasse  al  proprio  vantaggio  senza  tutto  sperare  e  pretendere  dalla  altrui 
canta. 

E  questo  scopo  parve  raggiungere  pienamente  dando  all'  istituzione  nostra 
ona  triplice  divisione,  vale  a  dire  l'ambulanza,  la  scuola  e  l'infermeria,  tre 
parti  che  costituiscono  un  nesso,  che  sono  fra  loro  intimamente  collegate, 
che  l'una  completa  l'altra. 

L'ambulanza  è  la  base  fondamentale  dell'Istituto.  A  questa  traggono  da 
ogni  parte  della  città,  dai  sobborghi  e  fino  da  lontani  Comuni,  i  bambini 
inalati  e  deformi.  A  seconda  delle  circostanze,  dell'età,  della  malattia,  il 
{andullo  passa  dall'ambulanza  alla  scuola,  o  all'infermeria,  o  rimane  sem- 
plicemente inscritto  all'ambulatorio  nel  quale  riceve  conforto  di  cure,  di 
sossidl  ortopedici  e  di  medicine.  Con  questo  mezzo  semplice  ed  economico  è 
dato  provvedere  alla  sorte  di  un  numero  indeterminato  di  bambini  che  ove 
Tenissero  tutti  ricoverati  richiederebbero  un  grandioso  stabilimento  ed  in- 
gentissinaa  spesa. 

La  scuola  accoglie  invece  circa  loo  fanciulli  che  visitati  dapprima  al- 
Fambulanza  o  reduci  dall'  infermeria,  sono  riconosciuti  bisognevoli  di  trat- 
tamento speciale  e  complesso,  vale  a  dire  alimentazione  ricostituente,  ap- 
plicazione di  apparati  ortopedici,  ginnastica,  idroterapia,  elettroterapia,  sor- 
veglianza continua,  intelligente,  amorevole  dell'ammalato. 

Le  infennerie  sono  alla  lor  volta  destinate  ad  ospitare  25  o  30  bam- 
bini che  frequentando  l'ambulatorio,  sarà  urgente  sottoporre  a  speciali  ope- 
lazioni  ;  quelli  che,  per  lo  stesso  motivo  dovranno  provvisoriamente  abban- 
donare la  scuola,  e  quelli  infine  che  frequentando  la  scuola  saranno  col- 
piti da  malattie  intercorrenti  per  le  quali  devono  essere  segregati  dai  com- 
pagni^ ovviando  cosi  all'  inconveniente  di  dovere  rimandare  alle  case  loro 
per  molti  giorni,  e  talvolta  per  settimane  intiere,  i  fanciulli  ammalati  che 
&a  le  domestiche  angustie  perdono  in  poco  tempo  i  vantaggi  faticosamente 
conseguiti  frequentando  la  scuola. 


—  SÓ- 
LA debolezza  di  costituzione,  T  anemia,  la  scrofolosi,  la  tubercolosi  sono 
in  grande  parte  da  attribuirsi  alla  dimora  in  locali  umidi,  privi  d'aria  e  luce, 
mancanti  di  pulizia;  ed  il  decorso  di  queste  malattie  in  simili  locali  è  ol- 
tremodo sfavorevole.  Egli  è  perciò,  che  tutte  le  norme  che  l'igiene  sugge- 
risce per  la  salubrità  delle  abitazioni,  e  che  l'Autore  esamina,  concorrono  a 
diminuire  la  frequenza  di  queste  malattie  presso  i  bambini. 

Ben  20  pagine  del  suo  libro  l'Uffelmann  consacra  alla  profilassi  delle 
malattie  contagiose.  Egli  domanda  1'  obbligo  di  denunzia  per  gli  esantemi 
acuti,  per  la  pertosse,  per  la  difterite,  per  la  meningite  cerebro -spinale,  per 
la  dissenteria,  per  il  tifo,  per  l'ottalmia  granulosa,  per  la  tigna  e  per  la  scabbia. 
L'isolamento  dell'ammalato  deve  essere  obbligatorio  e  completo,  riuscendo 
oltremodo  proficuo  specialmente  nei  primi  casi  di  manifestazione  di  malattie 
epidemiche.  Inoltre  occorrono  la  disinfezione  della  stanza  dell'ammalato,  del 
suo  letto  e  del  vestiario,  come  pure  specidi  cautele  riguardo  ai  cadaveri 
ed  alla  tumulazione.  Per  la  profilassi  del  vajuolo  propugna  1'  obbligo  della 
vaccinazione;  parla  della  tecnica  di  questa,  dell'uso  della  vaccina  umana 
e  dell'animale,  della  somma  utilità  degli  istituti  per  la  vaccinazione  animale, 
tributando  in  proposito  il  ben  meritato  elogio  all'Italia. 

Ampia  pertrattazione  ha  il  tema  dell'  igiene  scolastica ,  e  sebbene  nulla 
vi  si  trovi  di  nuovo,  vi  si'  vede  però  compreso  quanto  di  più  interes- 
sante fu  finora  pubblicato  in  proposito.  Il  discorso  incomincia  colle  ma- 
lattie proprie  della  scuola,  loro  eziologia  e  profilassi,  e  coli'  ispezione  sani- 
taria scolastica  ;  segue  poi  quello  sull'  igiene  dell'edificio  scolastico  ;  qui  ac- 
cennerò soltanto  al  fatto,  che  l'Autore,  non  saprei  con  quanta  ragione,  en- 
comia l'illuminazione  bilaterale  e  quella  dall'alto  per  le  sale  d'istruzione. 
La  quistione  dei  banchi  e  degli  altri  arredi,  come  quella  dei  libri  corri- 
spondono appieno  ;  così  pure  quella  riguardo  all'orario  scolastico,  ai  lavori 
domestici,  ai  piani  di  studio,  al  metodo  d'insegnamento,  alle  vacanze  ed 
infine  alla  ginnastica  ed  alle  punizioni.  In  seguito  l'Autore  tratta  degli  isti- 
tuti di  educazione,  dicendo  della  loro  costruzione  e  della  divisione  e  di- 
sposizione dei  locali,  del  mobiliare,  dei  dormito!,  dei  letti,  dei  refettori, 
dei  lavatoi,  dei  cessi  e  così  via  dicendo.  A  ragione  osserva  come  in  nessun 
istituto  di  tale  genere  debba  mancare  una  infermeria.  Subordinati  alle  esi- 
genze igieniche  devono  essere  il  genere  di  vita  che  conducono  gli  allievi,  e 
la  durata  dell'istruzione  e  dello  studio.  Si  chiude  questo  capitolo  col  di- 
scorso sui  giardini  froebeliani,  esponendovisi  il  modo  in  cui  debbono  essere 
costrutti  e  parlandovisi  delle  mobilie,  del  sistema  di  educazione,  e  da  ul- 
timo del  vantaggio  che  arrecano;  e  si  finisce  coli' accennare  alla  necessità 
di  una  sorveglianza  sanitaria. 

I  maggiori  encomi  merita  il  capitolo  sull'igiene  dei  fanciulli  impiegati  nelle 
fabbriche  e  nelle  officine,  nel  commercio  girovago  e  nell'  agricoltura.  Le 
principali  malattie  da  cui  vengono  afflitti  questi  fanciulli,  sono  la  debolezza 
generale,  i  morbi  costituzionali ,  specialmente  la  scrofolosi ,  le  affezioni  di 
petto,  quelle  dell'  apparato  locomotorio,  le  intossicazioni,  le  lesioni  che  pos- 
sono avere  cause  meccaniche,  chimiche,  o  fisiche.  Inutile  sarebbe  di  far 
emergere  la  necessità  di  una  tutela  speciale  per  questi  fanciulli,  la  quale  si 


-  67  — 

esplica  colle  seguenti  misure:  controllo  continuato  del  lavoro  dei  fanciulli; 
visita  medica  prima  dell'ammissione;  proibizione  dell'impiego  dei  fanciulli 
in  quei  rami  di  industria  che  per  essi  sono  a  preferenza  dannosi;  limite 
d'età  per  l'ammissione  (14  anni);  sorveglianza  sulla  durata  del  lavoro 
e  delle  pause  ;  proibizione  del  lavoro  notturno. 

L'igiene  pubblica  deve  prestare  speciale  cura  per  la  salute  dei  bambini 
di  genitori  poveri,  precipuamente  degli  operaj  nelle  città.  In  questo  riguardo 
ona  speciale  protezione  viene  esercitata  indirettamente  a  mezzo  di  quella 
che  si  accorda  alle  madri  ;  sia  col  regolare  V  impiego  di  esse  nel  lavoro 
industriale,  sia  colle  società  e  colle  casse  di  mutuo  soccorso,  sia  colla  pro- 
tezione e  coir  ajuto  concesso  alle  partorienti  ed  alle  puerpere.  Le  società  per 
la  protezione  dell'  infanzia  hanno  di  mira,  nella  loro  attività  umanitaria,  a 
preferenza  i  bambini  della  classe  meno  agiata  della  popolazione. 

L'Uffelmann  viene  indi  a  parlare  degli  asili  pei  bambini  poveri.  Discorre 
degli  stabilimenti  pei  lattanti  e  pei  bambini  più  grandi,  e  tocca  brevemente 
delle  relative  istituzioni  nei  diversi  paesi.  Dice  poi  della  protezione  che  ad 
essi  si  deve  accordare  sia  coli' ospitarli  negli  appositi  stabilimenti  di  bene- 
ficenza, negli  orfanotrofi,  sia  coli' affidarli  a  famiglie  private;  e  pei  primi 
due  casi  parla  della  conveniente  nutrizione  e  della  pulizia  del  corpo  dei 
bambini. 

Ospizi  per  trovatelli  esistono  ancora  in  Italia,  Francia,  Spagna,  Porto- 
gallo, Grecia,  Russia  ed  America  del  Nord.  Il  capitolo  che  tratta  della  pro- 
tezione dei  trovatelli,  e  quello  sulla  tutela  dei  bambini  dati  a  baliatico, 
comprendono  un'  esposizione  storica  di  quanto  viene  fatto  in  proposito 
presso  i  diversi  Stati,  e  contengono  tutte  le  norme  relative  suggerite  dal- 
l'igiene e  dall'economia  sociale  ,  molte  delle  quali  basate  su  dati  statistici. 
Ci  rincresce  che  il  breve  spazio  concesso  ad  una  semplice  rivista,  non  ci 
permetta  di  seguire  passo  passo  l'egregio  Autore  nella  sua  dotta  tratta- 
zione. 

La  protezione  pei  fanciulli  abbandonati  e  delinquenti  ha  un  speciale  ca- 
pitolo nel  libro.  Questa  protezione  si  esplica  negli  istituti  di  correzione  sor- 
retti dallo  Stato  e  dalla  beneficenza  privata.  Ricca  ne  è  l'Italia;  encomia- 
bili le  Colonies  agricoles  de  riforme  nel  Belgio,  le  Colonie s  péniientiaires 
df^ricoles  nel  Massachusset ,  alcuni  istituti  inglesi,  quello  presso  Amburgo, 
e  quello  di  San  Martino  in  Boppard.  Le  carceri  pei  delinquenti  giovani 
devono  essere  separate  da  quelle  per  adulti,  come  si  riscontra  in  diversi 
paesi.  Lo  spazio  cubico,  la  pulizia  del  corpo,  la  nutrizione,  l'esercizio  dei 
muscoli,  la  quantità  e  la  qualità  del  lavoro,  la  durata  del  sonno,  le  ricrea- 
zioni, l'orario  del  giorno  devono  essere  corrispondenti  alle  esigenze  del- 
l'igiene infantile. 

Né  rUffelmann  trascurò  di  dare,  forse  pel  primo,  precetti  igienici  sulla 
cura  che  si  deve  prestare  ai  bambini  durante  i  viaggi  per  mare  e  sulle 
ferrovie. 

Riguardo  all'assistenza  pubblica  ai  bambini  ammalati  ecco  quanto  espone 
l'Autore  :  istruzione  pediatrica  dei  medici  presso  le  Università  coli'  istituzione 
di  dbiche  e  policliniche  ;  istruzione  delle  infermiere  per  l'assistenza  ai  bam- 


—  68  — 

bini  ammalati;  assistenza  medica  pei  bambini  della  classe  povera  da  parte 
di  medici  comunali  e  dei  poveri  ;  erezione  di  ambulatori  e  di  ospitali  peri 
bambini  sofferenti ,  e  per    gli  ultimi   l'Autore  detta  le  più  precise  norme , 
dietro  le  quali  devono    essere    costrutti;  così  pure  dice  della  maniera    con 
cui  devono   essere  diretti,  e  del  trattamento   dietetico   ed  igienico  che  de- 
vono subirvi  i  bambini.  Desiderabile  è   1'  erezione  di  ospitali  in  cui  si  ac- 
colgano soltanto  i  bambini  afflitti  da  malattie  contagiose,  con  singoli  locali 
isolati  per  ciascuna    malattia.   In  molti  luoghi  esistono  stabilimenti  speciali 
pei  bambini  convalescenti,    pei    quali  la  terapia    consiste  a  preferenza  nel 
ricco    consumo   di    aria    fresca   e  pura  di    campagna  o  di  bosco,  e  nella 
somministrazione    di  abbondante,    razionale,  e  ben  preparato   vitto.    Qui  si 
aggregano  pure  le  colonie  feriali    per  scolari  afflitti  da  malattie  costituzio- 
nali ,    come  anco    gli    ospizi  marini  ed  i  termali.  Si  aggiungano  infine  gli 
istituti  pei  fanciulli  rachitici,  per  gli  idioti,  per  gli  epilettici,  per  i  ciechi  e 
sordo-muti. 

Con  questa  rivista  noi  abbiamo  voluto  presentare  lo  schema  dietro  il 
quale  l'Autore  compilò  il  suo  bellissimo  libro.  Lo  abbiamo  fatto  acciò  questo 
sia  conosciuto  anche  all'Italia,  e  nella  speranza  che  qualche  solerte  cultore 
dell'igiene  infantile  sia  animato  a  farne  una  traduzione,  nella  certezza  di 
arrecare  un  bene  alla  patria  e  nello  stesso  tempo,  ne  siamo  certi,  la  miglior 
ricompensa  alle   fatiche  del  chiarissimo  Autore. 

Dott.  De-Giaxa. 

L'Istituto  dei  Rachitici  in  Milano.  —  In  occasione  della  inaugurazione 
del  nuovo  edificio  dell'Istituto,  il  dottor  Pini,  che  lo  dirige,  lesse  un  lungo 
discorso  nel  quale  accennò  ad  alcuni  gravi  argomenti  che,  interessando  l' igie- 
nista, ci  sembra  opportuno  riassumere. 

L'Autore  ricorda  come  fino  dal  giorno  che  in  una  fuggevole  Appendice,  da 
lui  pubblicata  nella  Gazzetta  di  Miiatio^  egli  si  facesse  a  propugnare  la  neces- 
sità di  un  asilo  per  la  cura  gratuita  dei  bambini  rachitici,  e  come  subito 
sorgessero  dubbi  ed  opposizioni  se  il  rimedio  proposto  per  combattere  una 
malattia  assai  diffusa  nel  popolo,  fosse  opportuno  ed  efficace.  Taluno  temeva 
che  il  raccogliere  insieme  largo  contingente  di  fanciulli  deformi  avrebbe 
tristamente  impressionato  la  cittadinanza ,  e  nuociuto  alla  loro  educazione 
morale  ;  altri  reputava  che  sarebbe  stato  insufficiente  ai  bisogni  un  solo  asilo, 
e  citava  l'esempio  della  città  di  Torino  ove  le  scuole  per  rachitici  sono  dis- 
seminate nei  quartieri  più  popolosi.  Altri  dissentiva  sul  limite  dell'età  stabi- 
lita per  raccogliere  i  bambini  nell'Asilo  stesso;  altri  infine  disperava  che 
all'arditezza  del  concetto  potessero  corrispondere  i  mezzi  che  era  presumi- 
bile raccogliere. 

E  quasi  ciò  non  bastasse  l'Autore  ricorda  i  pregiudizi  che  per  lungo  tempo 
tennero  lontane  dall'Asilo  le  madri  infelici  per  prole  deforme,  le  quali  du- 
bitando della  efficacia  dei  mezzi  ortopedici,  o  questi  mezzi  giudicando  tor- 
mentosi, o  ritenendo  il  rachitismo  malattia  attaccaticcia,  provavano  repu- 
gnanza  di  condurvi  i  loro  figli  che  nascosti  e  negletti  languivano  in 
umidi  ed  oscuri  tuguri  ove  avevano  contratto  i  primi  germi  della  malattia 


—  73  — 

Anche  da  questo  rapido  sguardo  emerge  quindi  che  il  rachitismo  è  ma- 
tdi  dovuta  a  grandissimo  numero  di  circostanze  le  quali  è  in  nostro  po- 
re  rimuovere  e  che  la  civiltà,  l'educazione,  le  migliorate  condizioni  sociali . 
mtrìbuiranno  efficacemente  a  combattere. 

Ma  siccome  non  è  sempre  facile  sopprimere  immediatamente  la  fonte 
d  male,  cosi,  quando  non  si  arriva  ad  eliminare  le  cause,  si  procura  almeno 
i  ^porvi  rimedio  sorprendendo  il  morbo  devastatore  nelle  sue  manifesta- 
k)DÌ  iniziali,  e  dappoiché  è  ormai  dimostrato  essere  il  rachitismo  suscetti- 
ftlc  di  completa  guarigione  ove  se  ne  arresti  in  tempo  il  processo  evolu- 
ivo, così  egli  è  certo  che  quest'  Istituzione,  contribuirà  efficacemente  a  ri- 
dnne  di  molto  il  numero  degli  infelici  che,  vittime  innocenti  della  natura 
maitrigna ,  vediamo  ogni  di  per  le  vie  cittadine,  dare  miserando  spettacolo 
àeik  loro  deformità  o  che,  accolti  pietosamente  negli  ospizi  di  beneficenza, 
n  trascinano  vita  inutile  a  sé  e  gravosa  al  pubblico  erario. 

11  conseguimento  di  questo  altissimo  compito  spetta  precipuamente  all'o- 
jcra  del  medico  e  del  chirurgo  la  quale ,  mercè  le  nuove  conquiste  scien- 
i&àtf  può  oramai  toccare  tali  trionfi  che  un  giorno  si  sarebbero  chiamati 
nùacdi. 
E  l'Istituto  di  Milano,  malgrado  la  ristrettezza  dei  mezzi  e  l'angustia  dello 
^0  potè ,  anche  su  questo  campo ,    conseguire  già  confortevoli  risultati, 
come  lo  dimostrano    le  collezioni   dei  gessi   e    di   fotografie  ordinate  nel- 
risdtato  e  i  premi  cospicui  riportati  nelle  Esposizioni  Internazionali  di  Bruxel- 
les e  di  Parigi   e    la   medaglia  d' oro  ottenuta    nella    Mostra  Nazionale  di 

mm. 

D  discorso  del  dott.  Pini  termina  con  queste  parole  che  ci  piace  riportare  : 

«  In  una  delle  sale  dell'antico  Palazzo  del  Pubblico  a  Bologna,  già  sede 
tó  L^ati  apostolici,  oggi  residenza  del  Magistrato  governativo,  si  vede  un 
jondioso  dipinto  che  porta  scritta  la  seguente  leggenda:  Franciscus  primus 
GdHarum  rex,  Bononice  quatn  plurìmus  scrofulis  laborantes  sanai. 

«  Quel  quadro  ricorda  ad  evidenza  come  un  giorno  ai  numi  celesti  ed 
[«potenti  della  terra  spettasse  recar  sollievo  ai  mali  che  affliggevano  l'uma- 
■^  Il  popolo  ignorante  e  prostrato  credeva  allora  ai  miracoli  e  dalla  mano 
li  wi  re,  dalla  parola  di  un  sacerdote  sperava  conforto  alle  fisiche  sofferenze. 

«  Oggi  però  le  cose  sono  alquanto  cambiate  ;  la  scienza  ha  preso  il  posto 
ii  numi  e  quello  dei  sacerdoti,  ed  anche  i  potenti  ripetono  da  lei  la  forza 
Ripopoli  e  la  gloria  delle  nazioni. 

«  Nella  formola  sacramentale  dell'inaugurazione  invochiamo  dunque  prò* 
|BÌc  a  questo  Tempio  sacro  al  dolore,  la  Scienza  e  la  Carità  » . 

L'Uituto  Ortopedico  Rizzoli  a  Bologna.  —  Come  abbiamo  a  suo  tempo 

*B»ziato,   l'illustre  Chirurgo    prof.  Francesco    Rizzoli    lasciava    ogni  suo 
iB«R  affinchè  fosse  istituito  nella  Villa  di  San  Michele  in  Bosco  a  Bologna 
iB»  Istituto  ortopedico  a  beneficio  dei  poveri  della  Provincia  bolognese, 
il  ^Imputazione   provinciale,    desiderosa  di  mandare   tosto  ad   effetto,  le 
ijFwnde  disposizioni  del  munificente  testatore,  dopo   avere  voluto  il  parere 

■  persone competentissiroe  in  materia,  affidava  l'incarico  al  dott.  Gaetano 


—   70   — 

Con  tale  ordinamento  le  giornate  di  ospitalità  permanente  si  riducono  a 
numero  assai  limitato  per  ogni  fanciullo  e,  senza  troppo  grave  sacrifìcio, 
sarà  possibile  soccorrere  ogni  anno  circa  300  bambini  i  quali,  in  un  modo 
o  nell'altro  curati,  resteranno  in  continuo  rapporto  colle  loro  famiglie,  che, 
o  accompagnando  i  ragazzi  alla  scuola  o  all'ambulanza,  o  visitandoli  nelle 
infermerie  avranno  argomento  di  apprendere  utili  precetti  di  igiene  e  di 
amare  con  affetto  fecondato  dalla  speranza  quei  poveri  esseri,  ai  quali  non 
di  rado  vien  meno  persino  l'amore  dei  genitori  perchè  manca  loro  la  ro- 
bustezza del  corpo  e  l'armonia  delle  forme. 

A  taluno  potrà  forse  sembrare  soverchiamente  esclusivo  il  concetto  di 
circoscrivere  l'ambito  della  istituzione  ai  soli  bambini  e  specialmente  ai 
bambini  deformi,  perchè  queste  restrizioni  togliendo  all'Asilo  il  carattere  di 
vero  e  proprio  istituto  ortomorfico  lo  privano  del  pari  dei  molti  vantaggi 
che  si  hanno  dai  comuni  ospedali  pediatrici. 

Ma  a  questa  specie  di  accusa  è  facile  la  risposta  quando  si  pensi  al 
concetto  fondamentale  cui  si  informa  la  istituzione. 

Gli  ospedali  pei  bambini  sono  non  solamente  utili,  ma  necessari  e  il 
sorger  di  questo  nostro  asilo  non  impedirà,  di  provvedere  anche  a  questo 
bisogno. 

Lo  stesso  dicasi  per  gli  Istituti  ortomorfid  destinati  alla  cura  di  tutti  in- 
distintamente i  deformati  per  malattie  congenite  od  acquisite.  Ma  tanto  per 
gli  ospedali  dei  fanciulli,  come  per  gli  stabilimenti  ortopedici  occorrono  enormi 
capitali  e  risorse  straordinarie,  alle  quali  mal  potrebbe  sopperire  l'incerto  e 
limitato  sussidio  della  pubblica  carità,  per  costrurre  un  edificio  atto  a  con- 
tenere infermi  colpiti  da  morbi  disparatissimi  e  persone  di  sesso  e  di  età 
differente. 

Operando  in  tal  guisa,  non  si  sarebbe  fatto  che  imitare  l' esempio  di  con- 
simili istituzioni  già  diffuse  in  Italia  ed  all'  estero  e  perpetuare  quella  forma 
di  ospitalità  permanente  che  invece  è  necessario  combattere. 

Anche  le  scuole  sorte  in  questi  ultimi  anni  a  Genova ,  a  Mantova,  a 
Palermo  e  a  Cremona  accennano  chiaramente  a  questo  scopo  ed  assicurano 
il  trionfo  di  tale   idea. 

Quando  fu  proclamata  la  necessità  di  istituire  in  Milano  un  Ospizio  per 
i  fanciulli  rachitici,  il  dott.  Pini  aveva  già  la  coscienza  di  accennare  ad  una 
grave,  profondissima  piaga  che  affliggeva  la  citt\,  piaga  indarno  constatata 
41  anni  or  sono  dai  medici  curanti  degli,  asili  infantili  e  dal  benemerito 
marchese  Alessandro  Visconti  d'Aragona,  il  quale,  fino  dal  1850,  richia- 
mava su  questo  fatto  l'attenzione  dei  filantropi  e  quella  degli  scienziati. 

Né  mal  si  appose,  dappoiché  i  fatti  hanno  pur  troppo  dimostrato  come 
la  rachitide  sia  largamente  diffusa  in  Milano  diguisachè,  combattendo  i 
pregiudizi,  indagando  le  cagioni  del  male,  si  giunse  a  porre  allo  scoperto 
un  morbo  fatale  che  insidiosamente  serpeggia  fra  le  classi  meno  favorite 
dalla  fortuna  ;  un  morbo  che  esisteva  dapprima  come  ora  diffuso,  ma  che 
parca  circoscritto,  perchè  i  rachitici,  deboli,  malaticci,  derisi,  non  scendono 
clamorosi  per  le  vie,  non  frequentano  le  scuole,  fuggono  il  chiasso  e  la 
folla,  e  rimangono  accovacciati,  tristi,  sofferenti  nei  tuguri  del  povero,  nelle 


—  75  — 

dalla  grandiosità  dell'edifìcio  e  degli  annessi ,  dei  quali  andrà  ricco  il  se- 
condo. 

Tuttavia  non  giova  nascondere  che  nella  riduzione  della  Villa  ad  uso  di 
0qM2Ìo  si  dovranno  superare  non  poche  difficoltà  create  sopratutto  dal  vin- 
colo imposto  di  rispettare  quelle  parti  dell'edifìcio  sulle  quali  l'arte  ha  trac- 
ciato preziosissime  impronte.  Ma  questi  ostacoli  non  sembrano  insormonta- 
bis  e  se  pnre  qualche  cosa  si  dovrà  sacrificare  a  quell'ideale,  cui  certa- 
mente si  correrebbe  dietro  ove  si  trattasse  di  fabbricare  di  pianta  V  Istituto, 
non  v'ha  dubbio  che  esso  riuscirà  in  tutto  rispondente  ai  bisogni  pei  quali 
dere  essere  eretto  e  sarà  opera  degna  della  scienza  la  quale  ha  modo  di 
introdurre  nell'Istituto  Rizzoli  tutte  le  applicazioni  dell'igiene  edilizia. 

Chiarito  questo  punto  l'Autore  passa  a  dire  a  quali  determinati  scopi 
debba,  secondo  il  suo  giudizio,  servire  l'Istituto  Rizzoli  ed  entro  quali  con- 
fini esso  debba  restare  circoscritto. 

D  munificente  Fondatore,  nel  suo  Testamento,  ha  già  tracciato  con  molta 
dùarezza  il  concetto  generale  cui  si  deve  ispirare  la  grandiosa  opera  sua. 

Egli  volle  che  sorgesse  in  Bologna  un  Istituto  Ortopedico  a  prò  delPuma- 
mtà  sofferente,  a  vantaggio  della  scienza  e  dell'arte  salutare^  atto  a  svilup- 
farsi  in  modo  da  servire  a  decoro  di  tutta  la  Nazione. 

In  queste  parole  è  riassunto  il  programma  dell'Istituto,  e  chi  si  faccia 
per  poco  a  meditarle,  trova  subito  argomento  di  ammirare  l'altissima  ispi- 
nzione  del  Filantropo  Bolognese  il  quale  coli'  esercizio  di  una  carità  illu- 
Bsoata  volle  provvedere  altresì  al  beneficio  dell'arte  e  della  scienza  cut 
neva  con  vero  amore  dedicata  la  vita^  senza  punto  dimenticare  la  patria 
grandezza  che  dall'opera  sua  vuole  evidentemente  accresciuta. 

U  prof.  Rizzoli  ha  detto  che  l'Istituto  Ortopedico  deve  essere  eretto  a 
fro  deirumanità  sofferente  e  con  ciò  egli  ha  voluto  indubbiamente  indicare 
die  l'opera  sua  deve  innanzi  tutto  essere  opera  caritatevole  e  specialmente 
rirolta  a  beneficio  dei  poveri.  Ma  aggiungendo  di  poi  che  l'Istituto  deve 
altresì  mirare  al  vantaggio  della  Scienza  e  deirArte  salutare  e  che  deve 
icrrire  a  decoro  di  tutta  la  Nazione,  il  Fondatore,  a  mio  avviso,  ebbe  in 
mente  di  non  escludere  coloro  che  o  con  mezzi  propri,  o  col  sussidio  di 
altri  Comuni  o  di  altre  Provincie  potrebbero  essere  ricoverati  nell'Istituto 
senza  togliere  al  medesimo  neppure  una  parte  di  quei  redditi  patrimoniali 
die  il  Testatore  volle  chiaramente  fossero  tutti  consumati  a  vantaggio  dei 
poTcri,  anzi  con  beneficio  dei  medesimi.  Quindi  non  può  esservi  dubbio 
die  Egli  abbia  voluto  fondare  un  Ospizio  nel  quale  abbiano  ricetto  e  cura 
temporanea  o  permanente  tutti  coloro,  uomini  e  donne,  adulti  e  fanciulli, 
spedalmente  appartenenti  alla  Provincia  di  Bologna,  colpiti  da  deformità 
congenite  od  acquisite  o  da  altre  malattie  da  determinarsi  da  apposita  Com- 
missione. 

Resta  quindi  stabilito  a  priori  che  l' Istituto  dovrà  essere  un  Istituto  Or- 
tomorfico  nel  senso  più  esteso  della  parola  e  che  dovrà  avere  comparti 
speciali  per  gli  uomini,  per  le  donne,  per  i  fanciulli,  e  che  a  facilitare  le 
core,  ad  accrescere  senza  troppo  dispendio  il  numero  dei  beneficandi  si 
dovrà  provvedere  anche  alla  istituzione  di  un  Ambulatorio  speciale  al  quale 


-   76  — 

possano  trarre  i  sofferenti  che  per  una  ragione  o  per  l'altra  non    abbiano 
modo  di  essere  raccolti  nell'Istituto. 

Ammesso  questo  principio,  torna  quindi  indispensabile  stabilire  che  l'Isti- 
tuto  abbia  un  numero  di  letti  pei  poveri  proporzionato  ai  bisogni  della 
Provincia  di  Bologna,  non  senza  dimenticare  però  il  contingente  di  defor- 
mati che  saranno  inviati  all'Ospizio  a  spese  delle  altre  Provincie,  e  che 
annesso  all'edifìcio  generale  sorga  un  comparto  speciale  da  destinarsi  ad 
uso  di  quegli  ammalati,  appartenenti  a  famiglie  agiate,  che  ora  sogliono 
cercare  negli  Stabilimenti  Ortomorfici  stranieri,  cure  e  conforto. 

Con  ciò  il  voto  del  Rizzoli  che  l'Istituto  di  Bologna  sorga  a  prò  del- 
l'umanità sofferente,  a  vantaggio  della  scienza  e  dell'arte  salutare,  a  decoro 
di  tutta  la  Nazione,  avrebbe  facile  e  completa  attuazione. 

Tracciati  in  questo  modo  i  punti  principali,  poste  per  cosi  dire  le  pietre 
angolari  dell'edificio,  torna  utile  scendere  a  qualche  questione  secondaria. 

Il  professore  Rizzoli  da  quel  grande  scienziato  e  cultore  dell'arte  salu- 
tare che  Egli  era,  non  poteva  accontentarsi  di  fare  opera  esclusivamente 
benefica,  e  quindi  ebbe  in  mente  di  prendere  argomento  dalla  carità  per 
giovare  indirettamente  a  quella  scienza  alla  quale,  come  Egli  ebbe  a  scri- 
vere nel  suo  testamento,  aveva  con  vero  amore  dedicata  la  vita. 

Con  ciò  il  Rizzoli  accompagnando  il  sentimento  filantropico  a  quello 
scientifico,  volle,  non  solo  che  il  suo  Istituto  divenisse  palestra  nobilissima 
di  studi,  di  esperimentazioni,  di  ricerche,  ma  che  innanzi  tutto  dalla  scienza 
l'opera  sua  prendesse  inspirazione. 

Quindi  r  Igiene  applicata  con  tutto  il  rigore  nella  erezione  dell'edificio 
e  nella  riduzione  del  fabbricato;  quindi  aspetto,  forma  ed  essenza  di  un 
vero  e  proprio  Istituto  Ortomorfico,  munito  di  tutti  i  mezzi  necessari  alla 
cura  delle  svariatissime  malattie  cui  l'Istituto  stesso  dovrà  provvedere. 

Né  ciò  basta.  La  scienza  oggi  non  mira  solamente  a  curare  e  a  guarire 
ma  provvede  altresì  a  prevenire  i  mali  o  quanto  meno  ad  arrestarli  nel 
loro  inizio  in  modo  che  sia  più  facile,  e  men  dispendioso  opporvi  rimedio. 

Un  Istituto  Ortopedico  fondato  con  concetti  eminentemente  scientifici 
come  quelli  escogitati  dal  prof.  Rizzoli,  non  dovrà  pertanto  limitare  la 
propria  azione  alla  sola  cura  delle  malattie,  ma  dovrà  provvedere  a  che  le 
deformazioni  vengano,  per  quanto  è  possibile,  prevenute  e  limitate  colpen- 
dole all'atto  in  cui  si  producono,  curandole  a  tempo  opportuno,  vale  a 
dire  sopra  soggetti  teneri  e  prima  che  la  malattia  abbia  percorso  sopra  di 
essi  il  suo  terribile  ciclo. 

E  dappoiché  grandissimo  numero  di  deformazioni  deve  essere  attribuito 
al  rachitismo  che  in  breve  volger  di  tempo  deturpa  fanciulli  sulle  membra 
dei  quali  lascia  stigmate  profonde,  così  tornerà  opportuno  che  l'Istituto 
abbia  per  i  bambini  rachitici  una  speciale  sezione  nella  quale  essi  trovino 
fisico  e  morale  conforto  alle  loro  sofferenze  e  possano  in  breve  ora  gua- 
rire da  quelle  iniziali  deformità  che,  trascurate,  si  farebbero  più  tardi  gra- 
vissime e  forse,  non  senza  pericolo  della  vita,  riparabili. 

Tale  espediente  tornerà  col  tempo  anche  di  grande  vantaggio  econo- 
mico per  l'Istituto,    dappoiché  é  ovvio  dimostrare  come  la  cura   praticata 


—  75  — 

Anche  da  questo  rapido  sguardo  emerge  quindi  che  il  rachitismo  è  ma- 
lattia dovuta  a  grandissimo  numero  di  circostanze  le  quali  è  in  nostro  po- 
tere rimuovere  e  che  la  civiltà,  l'educazione,  le  migliorate  condizioni  sociali . 
contribuiranno  efficacemente  a  combattere. 

Ma  siccome  non  è  sempre  facile  sopprimere  immediatamente  la  fonte 
del  male,  così,  quando  non  si  arriva  ad  eliminare  le  cause,  si  procura  almeno 
di  apporvi  rimedio  sorprendendo  il  morbo  devastatore  nelle  sue  manifesta- 
zioni iniziali,  e  dappoiché  è  ormai  dimostrato  essere  il  rachitismo  suscetti- 
bile di  completa  guarigione  ove  se  ne  arresti  in  tempo  il  processo  evolu- 
tivo, così  egli  è  certo  che  quest*  Istituzione,  contribuirà  efficacemente  a  ri- 
durre di  molto  il  numero  degli  infelici  che,  vittime  innocenti  della  natura 
matrigna ,  vediamo  ogni  dì  per  le  vie  cittadine,  dare  miserando  spettacolo 
delle  loro  deformità  o  che,  accolti  pietosamente  negli  ospizi  di  beneficenza, 
vi  trascinano  vita  inutile  a  sé  e  gravosa  al  pubblico  erario. 

Il  conseguimento  di  questo  altissimo  compito  spetta  precipuamente  all'o- 
pera del  medico  e  del  chirurgo  la  quale ,  mercè  le  nuove  conquiste  scien- 
tifiche, può  oramai  toccare  tali  trionfi  che  un  giorno  si  sarebbero  chiamati 
miracoli. 

£  l'Istituto  di  Milano,  malgrado  la  ristrettezza  dei  mezzi  e  l'angustia  dello 
spazio  potè ,  anche  su  questo  campo ,  conseguire  già  confortevoli  risultati, 
come  lo  dimostrano  le  collezioni  dei  gessi  e  di  fotografie  ordinate  nel- 
ristituto  e  i  premi  cospicui  riportati  nelle  Esposizioni  Intemazionali  di  Bruxel- 
les e  di  Parigi  e  la  medaglia  d'oro  ottenuta  nella  Mostra  Nazionale  di 
Milano. 

Il  discorso  del  dott.  Pini  termina  con  queste  parole  che  ci  piace  riportare  : 

e  In  una  delle  sale  dell'antico  Palazzo  del  Pubblico  a  Bologna,  già  sede 

dei  Legati  apostolici,  oggi  residenza  del  Magistrato  governativo,  si  vede  un 

grandioso  dipinto  che  porta  scritta  la  seguente  leggenda:  Franciscus  primus 

Galliarum  rex,  BononicB  quam  plurvnus  scrofulis  laborantes  sanai. 

<  Quel  quadro  ricorda  ad  evidenza  come  un  giorno  ai  numi  celesti  ed 
ai  potenti  della  terra  spettasse  recar  sollievo  ai  mali  che  affliggevano  l'uma- 
nità. Il  popolo  ignorante  e  prostrato  credeva  allora  ai  miracoli  e  dalla  mano 
di  un  re,  dalla  parola  di  un  sacerdote  sperava  conforto  alle  fisiche  sofferenze. 

<  Oggi  però  le  cose  sono  alquanto  cambiate  ;  la  scienza  ha  preso  il  posto 
dei  numi  e  quello  dei  sacerdoti,  ed  anche  i  potenti  ripetono  da  lei  la  forza 
dei  popoli  e  la  gloria  delle  nazioni. 

e  Nella  formola  sacramentale  dell'inaugurazione  invochiamo  dunque  prò* 
pizie  a  questo  Tempio  sacro  al  dolore,  la  Scienza  e  la  Carità  ». 

L'Istituto  Ortopedico  Rizzoli  a  Bologna.  —  Come  abbiamo  a  suo  tempo 

annunziato,  l'illustre  Chirurgo  prof.  Francesco  Rizzoli  lasciava  ogni  suo 
avere  affinchè  fosse  istituito  nella  Villa  di  San  Michele  in  Bosco  a  Bologna 
un  Istituto  ortopedico  a  beneficio  dei  poveri  della  Provincia  bolognese. 

La  Deputazione  provinciale,  desiderosa  di  mandare  tosto  ad  effetto,  le 
provvide  disposizioni  del  munificente  testatore,  dopo  avere  voluto  il  parere 
di  persone  competentissiroe  in  materia,  affidava  l'incarico  al  dott.  Gaetano 


—  74  — 

Pini  di  presentarle  un  programma  completo  che  potesse  servire  di  base  alla 
compilazione  dello  Statuto  della  nuova  Opera  Pia.  Il  dott.  Pini,  dopo  studi 
preliminari  eseguiti  sul  luogo  che  dovrà  essere  ridotto  ad  uso  di  Istituto  or- 
topedico, sottoponeva  alla  Deputazione  provinciale  una  Relazione,  la  quale 
ha  avuto  il  plauso  degli  intelligenti  ed  è  stata  completamente  approvata 
dalla  Deputazione  stessa. 

E  dappoiché  si  ti;atta  d'argomento  nuovo  e  di  grandissima  utilità,  ci 
sembra  opportuno  riassumere  questo  lavoro. 

Senza  avere  la  pretesa  di  tracciare  un  vero  e  proprio  programma  del 
futuro  Istituto  Rizzoli,  l'Autore  dice  che  si  limiterà  dapprima  ad  esporre 
alcune  idee  generali  discusse  ed  approvate,  le  quali,  tornerà  facile  scendere 
ai  dettagli  delle  opere  che  dovranno  essere  eseguite  per  ridurre  lo  splen- 
dido edificio  di  San  Michele  in  Bosco  all'uso  designato  dal  prof.   Rizzoli. 

£  prima  di  tutto  premette  che  dopo  la  lunga  e  minuziosa  ispezione  da 
lui  praticata  sul  luogo  in  compagnia  di  due  egregi  Rappresentanti  la  De- 
putazione e  dell'Ingegnere  Capo  della  Provincia,  è  rimasto  convinto  che 
la  Villa  di  San  Michele  in  Bosco  ha  tutti  i  requisiti  per  essere,  senza  gra- 
vissime spese,  mutata  in  Istituto  ortopedico,  rispettando  altresì  quelle  parti 
dell'edificio  che  furono  dichiarate  monumentali. 

Sopra  di  ciò  a  lui  sembra  non  possa  nascere  dubbio  inquantochè  e  la 
ubicazione  saluberrima  e  gli  ameni  dintorni,  gli  spaziosi  passeggi,  il  vastis- 
simo fabbricato,  tutto  contribuisce  a  far  ritenere  come  felice  e  giudiziosissima 
la  scelta  fatta  dal  prof.  Rizzoli  nell* acquistare  l'antica  regale  residenza  per 
tramutarla  in  Tempio  sacro  all'umanità  soflferente. 

Un  solo  dubbio  sorse  al  primo  esame,  quello  cioè  che  nella  Villa  l'acqua 
potabile  non  fosse  di  buona  qualità  e  che  forse  vi  facesse  difetto,  propor- 
zionatamente ai  bisogni  di  un  grande  Istituto  che  per  la  sua  natura  dovrebbe 
invece  avere  grandissima  copia  di  acqua,  elemento  indispensabile  alla  cura 
di  molti  malati. 

A  tale  scopo  pertanto  furono  istituite  minuziose  ricerche  ed  analisi  chi- 
miche diligenti  dalle  quali  appare  evidente  che  1'  acqua  del  pozzo  esistente 
nella  Villa  di  San  Michele  in  Bosco  è  copiosa  e  di  assai  buona  qualità. 

Ciò  premesso ,  l'Autore  non  reputa  necessario  spendere  molte  parole 
per  porre  in  evidenza  come  ogni  difficoltà  che  venisse  opposta  alla  ri- 
duzione della  Villa  di  San  Michele  in  Bosco  ad  uso  di  Istituto  ortopedico, 
mancherebbe  di  fondamento  ;  dappoiché  è  facile  dimostrare  che  fra  la  spesa 
d' acquisto  e  quella  necessaria  al  riattamento  dei  locali,  occorrerà  una  somma 
di  gran  lunga  inferiore  a  quella  che  sarebbe  indispensabile  per  costruire  di 
pianta  l'Ospizio  ideato  dal  prof.  Rizzoli,  senza  tener  conto  della  difficoltà  di 
trovare  altrove  un'area  di  terreno  così  vasta  e  così  ben  situata,  che  da  sé  sola 
vale  la  somma  per  la  quale  venne  acquistato  l'intero  monumentale  edifìcio. 

Di  tutti  gli  Istituti  ortopedici  esistenti  all'  estero,  per  la  massima  parte 
eretti  con  mire  di  speculazione  e  quindi  in  ottime  località  e  in  tutto  ri- 
spondenti alle  esigenze  dei  paganti,  il  solo  Istituto  ortopedico  di  Lione,  di- 
retto dal  dott.  Pravaz ,  potrebbe  in  qualche  modo  competere  per  la  ubi- 
cazione  coir  Istituto    Rizzoli;  ma  egli  è  certo  che  il  primo    rimarrà    vinto 


—  79  — 

Comparto  E)  destinato  a  quei  fanciulli  che  dovranno  subire  operazioni 
più  0  meno  gravi,  a  quelli  che  ne  avranno  subite  e  che  rimangono  tut- 
oria soggetti  a  cure  ortomorfìche  gravi,  a  quelli  infine  pei  quali  si  usa  un 
tiattamento  speciale  senza  bisogno  di  atti  operativi,  ma  che  però  non  pos- 
sono eoumerarsi  nel  Comparto  A. 

Comparto  C)  destinato  agli  operati,  deve  servire  esclusivamente  pei  fan- 
diilli  che  furono  da  poco  sottoposti  ad  atti  operativi  di  qualche  importanza. 


Sezione  Uomini.  —  Questa    Sezione  è  destinata   alla  •  cura    degli  adulti 
Da«;chi  colpiti  da  deformazioni  congenite  ed  acquisite. 
È  capace  di  N.  jo  piazze. 
Essa  si  divide  in  due  comparti  : 

Comparto  A)  destinato  a  coloro  che  per  la  natura  e  gravità  della  tìia- 
tatb  Don  sono  obbligati  a  rimanere  in  letto  e  che  possono  passeggiare  e 
krorare,  non  che  ai  convalescenti. 

Qmparto  E)  destinato  agli  operandi  e  agli  operati. 


Sezione  Donne.  —  Eguale  nello  scopo  alla  Sezione  Uomini. 
È  capace  di  N.  30  posti  e  si  divide  in  due  comparti    simili   in  tutto  a 
Iqielii  destinati  ai  maschi. 


Sezione  Paganti.  —  Destinata  a  persone  d'ambo  i  sessi  colpite  da  de- 
lità  congenite  od  acquisite. 

£  capace  di  N.  20  posti  ed  è  situata  in  edificio    affatto    separato    dal- 
p Istituto  Ortopedico  propriamente  detto. 
Si  divide  in  due  comparti  : 
Maschile  e  femminile  assolutamente  separati. 

DIRITTO  SANITARIO. 


La  coltivazione  del  riso  dinanzi  ai  tribunali.  —  La  legge  del  1 2  giugno 

|i866,  n.  2967,  sulla  coltivazione  del  riso,  contempla  anche  le  risaie  pre- 
(Ksteod  alla  attuazione  di  essa.  Il  Regolamento  provinciale  approvato  col 
jl.  decreto  2  marzo  1879,  ^-  47^6,  per  la  coltivazione  del  riso  nella  pro- 
[ida  di  Milano ,  ha  abrogato  il  precedente  regolamento  approvato  col 
decreto  19  luglio  1868,   n.  4532,   tassativamente    nelle  parti   ritoccate 

id  aggiunte,  e  non  anche  in   quelle  (  come  l' art.   17)  a  cui   il  nuovo  re- 

iPbmento  si  è  tenuto  estraneo. 


-   76  — 

possano  trarre  i  sofferenti  che  per  una  ragione  o  per  l'altra  non    abbiano 
modo  di  essere  raccolti  nell'Istituto. 

Ammesso  questo  principio,  torna  quindi  indispensabile  stabilire  che  l'Isti- 
tuto abbia  un  numero  di  letti  pei  poveri  proporzionato  ai  bisogni  della 
Provincia  di  Bologna,  non  senza  dimenticare  però  il  contingente  di  defor- 
mati che  saranno  inviati  all'Ospizio  a  spese  delle  altre  Provincie,  e  che 
annesso  all'edificio  generale  sorga  un  comparto  speciale  da  destinarsi  ad 
uso  di  quegli  ammalati,  appartenenti  a  famiglie  agiate,  che  ora  sogliono 
cercare  negli  Stabilimenti  Ortomorfici  stranieri,  cure  e  conforto. 

Con  ciò  il  voto  del  Rizzoli  che  l'Istituto  di  Bologna  sorga  a  prò  del- 
l'umanità sofferente,  a  vantaggio  della  scienza  e  dell'arte  salutare,  a  decoro 
di  tutta  la  Nazione,  avrebbe  facile  e  completa  attuazione. 

Tracciati  in  questo  modo  i  punti  principali,  poste  per  cosi  dire  le  pietre 
angolari  dell'edificio,  torna  utile  scendere  a  qualche  questione  secondaria. 

Il  professore  Rizzoli  da  quel  grande  scienziato  e  cultore  dell'arte  salu- 
tare che  Egli  era,  non  poteva  accontentarsi  di  fare  opera  esclusivamente 
benefica,  e  quindi  ebbe  in  mente  di  prendere  argomento  dalla  carità  per 
giovare  indirettamente  a  quella  scienza  alla  quale,  come  Egli  ebbe  a  scri- 
vere nel  suo  testamento,  aveva  con  vero  amore  dedicata  la  vita. 

Con  ciò  il  Rizzoli  accompagnando  il  sentimento  filantropico  a  quello 
scientifico,  volle,  non  solo  che  il  suo  Istituto  divenisse  palestra  nobilissima 
di  studi,  di  esperimentazioni,  di  ricerche,  ma  che  innanzi  tutto  dalla  scienza 
l'opera  sua  prendesse  inspirazione. 

Quindi  r  Igiene  applicata  con  tutto  il  rigore  nella  erezione  dell'edificio 
e  nella  riduzione  del  fabbricato;  quindi  aspetto,  forma  ed  essenza  di  un 
vero  e  proprio  Istituto  Ortomorfico,  munito  di  tutti  i  mezzi  necessari  alla 
cura  delle  svariatissime  malattie  cui  l'Istituto  stesso  dovrà  provvedere. 

Né  ciò  basta.  La  scienza  oggi  non  mira  solamente  a  curare  e  a  guarire 
ma  provvede  altresì  a  prevenire  i  mali  o  quanto  meno  ad  arrestarli  nel 
loro  inizio  in  modo  che  sia  più  facile,  e  men  dispendioso  opporvi  rimedio. 

Un  Istituto  Ortopedico  fondato  con  concetti  eminentemente  scientifici 
come  quelli  escogitati  dal  prof.  Rizzoli,  non  dovrà  pertanto  limitare  la 
propria  azione  alla  sola  cura  delle  malattie,  ma  dovrà  provvedere  a  che  le 
deformazioni  vengano,  per  quanto  è  possibile,  prevenute  e  limitate  colpen- 
dole all'atto  in  cui  si  producono,  curandole  a  tempo  opportuno,  vale  a 
dire  sopra  soggetti  teneri  e  prima  che  la  malattia  abbia  percorso  sopra  di 
essi  il  suo  terribile  ciclo. 

E  dappoiché  grandissimo  numero  di  deformazioni  deve  essere  attribuito 
al  rachitismo  che  in  breve  volger  di  tempo  deturpa  fanciulli  sulle  membra 
dei  quali  lascia  stigmate  profonde,  così  tornerà  opportuno  che  l'Istituto 
abbia  per  i  bambini  rachitici  una  speciale  sezione  nella  quale  essi  trovino 
fisico  e  morale  conforto  alle  loro  sofferenze  e  possano  in  breve  ora  gua- 
rire da  quelle  iniziali  deformità  che,  trascurate,  si  farebbero  più  tardi  gra- 
vissime e  forse,  non  senza  pericolo  della  vita,  riparabili. 

Tale  espediente  tornerà  col  tempo  anche  di  grande  vantaggio  econo- 
mico per  l'Istituto,    dappoiché  é  ovvio  dimostrare  come  la  cura   praticata 


—  8i   — 

Ed  è  quindi  informato  a  cotesto  concetto  generale  ed  assoluto  della  legge 
il  n^olamento  che,  sotto  la  esatta  osservanza  delle  prescrìtte  formalità,  ne 
ebbe  ad  essere  in  esecuzione  deliberato  per  la  provincia  di  Milano  quella 
di  5000  metri,  e  dopo  aver  poscia  disciplinata  la  materia,  termina  coU'art.  1 7  : 

e  Le  risaje  attuali,  poste  a  distanze  minori  di  quelle  indicate  nell'art,  i, 
SODO  tollerate  solo  per  l'annata  in  corso  >. 

Frattanto  ebbe  la  esperienza  di  parecchi  anni  a  far  conoscere  che  cotesto 
regolamento  non  avrebbe  abbastanza  corrisposto  allo  scopo  tanto  neir  inte- 
resse della  salute  pubblica,  che  in  quello  4^11' industria  privata. 

Sopravvenne  perciò,  sempre  sotto  l'egida  delle  volute  formalità,  il  rego- 
lamento deliberato  dal  Consiglio  provinciale  di  Milano,  e  approvato  col 
4R.  decreto  del  2  marzo  1879,  che,  meno  quanto  alla  disposizione  dall'art.  17 
del  precedente  regolamento,  n'  ebbe  a  rimaneggiare  tutta  quanta  la  materia, 
iotroducendo  anche  rispetto  alle  distanze  coli' art.  i  variazioni,  ferma  però 
sempre  quella  di  5000  metri  per  la  città  di  Milano. 

Senonchè  aggiungeva  all'art.  1 8  ed  ultimo  una  importante  innovazione  : 
che  cioè  sarebbe  concessa  la  facoltà  di  coltivazione  a  riso  anche  nei  perimetri 
di  vietata  coltivazione  quanto  a'  terreni  che  sarebbero  riconosciuti  come 
paludosi  dal  Consiglio  provinciale  sanitario,  fino  a  che  i  terreni  stessi  si 
conserverebbero  in  quello  stato. 

Questo  nuovo  regolamento  pertanto  veniva  bensì  surrogato  al  precedente, 
ma  naturalmente  per  tuttociò  che  vi  era  stato  ritoccato  od  aggiunto  ;  ma  non 
mai  per  quella  parte  a  cui  si  era  tenuto  estraneo,  come  quella  che  nel 
precedente  regolamento  aveva  avuto  il  suo  esaurimento,  e  così  per  quantu 
concerneva  la  disposizione  transitoria  dell'art.   17  del  medesimo. 

Egli  è  quindi  dopo  tutto  ciò  ben  corretto  l'affermare,  che  le  risaie  entro 
il  perimetro  di  vietata  coltivazione  stabilito  per  ia  città  di  Milano  (non 
punto  variato  dal  recente  regolamento)  in  attualità  all'epoca  del  regolamento 
19  luglio  1868,  non  si  possono  mantenere,  siccome  tollerate  soltanto  dal- 
l'annata 1868,  salvo  l'eccezione  di  terreno  paludoso  nel  senso  dell'art.  11 
del  regolamento  2  marzo  1879. 

Ed  è  conseguenza  legittima  che  tali  coltivazioni  in  siffatte  contingenze 
costituiscono  una  contravvenzione  prevista  e  repressa  dall'art,  i  della  legge 
speciale,  combinato  coli' art.  i  tanto  del  regolamento  19  luglio  1868,  quanto 
deir altro  regolamanto  2  marzo  1879,  ^  coli' art.  17  di  detto  regolamento, 
nonché  dell'art.  5  della  legge  stessa. 

Attesoché  passando  ora  alla  specie  ^é  accertato  per  la  stessa  sentenza 
denunziata  : 

Che  certo  Rossi  Giuseppe  già  da  molti  anni  addietro,  come  si  esprime 
tale  pronunciato  senza  specificarne  meglio  la  data,  tiene  coltivato  a  riso 
terreno  di  ettari  2,52  entro  il  perimetro  di  vietata  coltivazione  determinata 
per  la  città  di  Milano. 

Ma  dopo  ciò  avendo  il  Collegio  di  merito  considerato  che  non  si  trat- 
tava di  coltivazione  a  riso  ex  novo,  veniva  implicitamente  a  porre  in  fatto: 
che  si  era  in  presenza  di  una  coltivazione  a  riso  in  attualità  ali*  epoca  del 
Regolamento  del  19  luglio  1868. 

6 


—    82    — 

Una  volta  pertanto  ciò  affermato,  diveniva  indiscutibile ,  per  le  conside- 
razioni dianzi  svolte,  l'esistenza  giuridica  della  contravvenzione. 

La  emanata  dichiarazione  di  non  farsi  luogo  a  pfocedimento  era  una 
potente  violazione  degli  articoli  di  legge  e  dei  Regolamenti  suaccennati. 

E  perciò  a  ragione  muove  doglianza  il  Procuratore  del  re  contro  cotesta 
sentenza. 

Il  Collegio  incorse  in  un  equivoco:  non  rilevò  che  la  legge  speciale 
coinvolgeva  nelle  sue  provvidenze  le  coltivazioni  a  riso  in  attualità  :  gli 
sfuggì  l'art.  17  del  Regolamento  del  19  luglio  1868:  e  avendo  trattato  la 
quistione  sul  terreno  delle  coltivazioni  preesistenti,  era  naturale  che  non  ne 
trovasse  nella  specie  applicabili  le  disposizioni  relative  alle  coltivazioni 
ex  novo  dell'art.    2  della  legge  e  dell'art.  9  del  recente  Regolamento. 

E  fece  poi  una  confusione  quando  alla  dichiarazione  fatta  dal  Rossi  nel 
febbrajo  1880  intorno  alla  sua  coltivazione  diede  importanza  tale  da  enunciare 
che  era  in  ogni  caso  in  forza  di  essa  sottratto  ad  ogni  responsabilità  penale. 

Imperocché  la  circolare  municipale  dell' 11  febbrajo  1880  emanata  per 
la  esecuzione  del  nuovo  Regolamento,  prescriveva  bensì  anche  ai  coltivatori 
aventi  risaje  in  attualità  congrua  dichiarazione  all'  uffizio  comunale;  ma 
all'uopo  di  inscriverne  i  fondi  autorizzati  nel  registro  del  Comune  e  in 
quello  della  Prefettura  in  osservanza  del  Regolamento. 

Ond'è  evidente  che  non  era  il  Rossi,  dal  momento  che  la  sua  coltiva- 
zione non  era  permessa,  fra  quelli  a  cui  alludeva  quella  circolare,  e  perciò 
la  dichiarazione  cui  egli  intese  di  fare  in  osservanza  della  medesima,  era 
del  tutto  inefficace  ed  improduttiva  a  suo  favore  di  alcun  giuridico  effetto. 

Vi  sarebbe  stato  solo  una  contingenza  che  avrebbe  potuto  giovargli,  e 
sarebbe  stata  quella  di  terreno  paludoso  ai  termini  dell'art.  18  del  recente 
Regolamento  :  ma  la  sentenza  è  al  riguardo  muta. 

Che  se  mai  per  avventura  la  coltivazione  in  disamina  non  avesse  ad  an- 
noverarsi fra  quelle  di  antica  data,  tollerate  soltanto  per  l'annata  1868,  in 
allora  si  verserebbe  in  materia  di  coltivazione  ex  novo:  e  la  contravvenzione 
alla  legge  non  sarebbe  meno  flagrante,  perchè  si  tratterebbe  sempre  di  col- 
tivazione a  distanza  minore  della  prescritta,  e  fuori  del  caso,  per  quanto 
appare  allo  Stato  delle  cose,  di  terreno  paludoso. 

Per  questi  motivi,  cessa  la  sentenza,  ecc. 

I  Regolamenti  per  la  coltivazione  del  riso  nelle  diverse  provincie  del 
Regno,  essendo  emanati  in  base  all'art,  i  della  legge  12  giugno  1866, 
n.  2967,  anziché  all'art.  146  della  legge  comunale  e  provinciale,  non  è 
applicabile  per  le  contravvenzioni  ai  medesimi  il  procedimento  della  obla- 
zione, di  cui  all'art.   148  di  quest'ultima  legge. 

La  legge  12  giugno  1866  sulla  coltivazione  del  riso  contempla  anche  le 
risaje  preesistenti. 

Va  punito  come  contravventore  colui  che  abbia,  nella  provincia  di  Mi- 
lano, oltre  l'anno  1868,  come  era  tollerato  dall'art.  17  del  Regolamento 
19  luglio  1868,  n.  4532,  conservato  preesistenti  risaie  nel  perimetro  proi- 
bito ,  ed  all'  infuori  delle  condizioni  stabilite  dall'  art.  1 8  del  Regolamento 
2  marzo  1879,  n..  4766. 


-  83  - 

La  disposizione  dell'art.  12  di  quest^ultimo  Regolamento,  che  l'autorizza- 
rione  alla  coltivazione  si  intenda  concessa  per  l'anno  in  corso,  (quando 
entro  il  febbrajo  non  sia  notificata  la  relativa  deliberazione,  si  applica  alle 
domande  per  coltivazioni  a  riso  ex  novo  fuori  delle  vietate  distanze  ;  e  nop 
già  alle  domande  per  coltivazione  a  riso  di  terreni  paludosi  entro  il  peri- 
metro vietato  —  art.  18  dello  stesso  Regolamento. 

In  questa  seconda  ipotesi  vi  ha  contravvenzione  qualora  siasi  coltivato 
in  qualunque  tempo  prima  di  ottenere  la  relativa  autorizzazione. 

L'art,  5  della  legge  12  giugno  1866,  n.  2967,  usando  l'espressione  — 
fine  pecuniarie  sino  alla  somma  di  L.  200  per  ogni  ettaro  di  risaia  in 
Gontrarveitzione  —  comprende  tanto  la  multa  quanto  l' ammenda  ;  e  va 
perciò  cassata  la  sentenza  che  nell'  applicare  la  pena  sia  partita  dal  con- 
cetto di  non  poter  discendere  al  di  sotto  di  L.  51. 

Udienza  del  31  marzo  1881.  —  Sul  primo  mezzo:  —  Attesoché  il  ricor- 
rente rileva,  a  pur  dar  l'essere  a  questo  mezzo,  l'omesso  preventivo  espe- 
rimento della  oblazione,  da  cui,  a  suo  mo'  di  vedere,  non  avrebbe  potuto 
prescindere. 

Ma  ogni  di  lui  argomentazione ,  per  quanto  ampia ,  s' infrange  ,  quando 
solo  semplicemente  si  osservi  che  non  si  versa  in  tema  di  quel  Regolamento 
cai  accenna  l'art.   146  della  legge  comunale  e  provinciale,  rapporto  ai  quali 
il  successivo  art.  148  prescrive   nei    casi  di  contravvenzione    che    abbia  a 
precedere  davanti  il  sindaco  l'esperimento,  a  seconda  de'  casi ,  di  conci lia- 
aone  o  dell'oblazione  ;  —  cui  riuscendo,  ogni  procedimento  viene  escluso. 
Il  Regolamento  in  esame,  approvato  col  R.  Decreto   del   2  marzo  1879, 
per  la  provincia  di  Milano,  è  voluto  dall'art,  i  della  legge  12  giugno  1S66 
sulla  coltivazione  del  riso,  che  è  legge  generale  per  lo  Stato;  è  completa- 
mento della  medesima  nei  rapporti  della  provincia  di  Milano,  e  ne  forma 
parte  integrante  ne'  rapporti  stessi  ;  a  differenza  di  quanto  osservasi  ordina- 
riamente per  i  Regolamenti  che  vengono  dal  potere  esecutivo  emessi  in  ese- 
cuzione di  altre  leggi  ;  e  non  può  essere  diversamente,  per  trattarsi  di  ma- 
teria,  che  dovendo  provvedere  e  coordinarsi  all'interesse  della  salute  pub- 
blica,  e  ad  un  tempo  a  quello  dell'industria  agricola,  deve  necessariamente 
subire  variazioni  locali  a  seconda  delle  diverse    condizioni  delle    provincie 
del  Regno  ;  ed  è  perciò   appunto    che  cotesti  Regolamenti  sono  circondati 
dalle  maggiori  garanzie,  e  cosi  deliberati  dai  Consigli  provinciali,  ma  sentiti 
prima  i  Consigli  comunali  e  sanitari  della  provincia,  e  non  vengono  appro- 
vati dal  re   che  previo  parere  del  Consìglio  superiore  di  sanità  e  del  Con- 
siglio di  Stato. 

Attesa  la  natura  pertanto  del  tutto  speciale  del  Regolamento,  non  mai 
nella  legge  comunale  e  provinciale  che  non  è  punto  quella  da  cui  emana, 
e  alla  quale  quindi  abbiasi  ad  uniformare,  ma  nella  legge  stessa,  da  cui  ha 
vita,  si  dovrebbe  rintracciare  la  prescrizione  del  preventivo  esperimento 
della  oblazione  per  l'interesse  pubblico. 

E  la  legge  nulla  sancisce  al  riguardo.  È  adunque  corretto  il  pronunciato 
del  collegio  di  merito  nella  parte  in  cui  ebbe  a  respingere  la  pretesa  di 
cotesto  esperimento. 


—  8o  — 

Conseguentemente  va  punito  come  contravventore  chi  abbia  oltre  l'anno 
iS6S,  come  era  tollerato  dall'art.  17  del  regolamento  del  1868,  conser- 
vato preesistenti  risaie  nel  perimetro  proibito  ed  all' infuori  delle  condizioni 
stabilite  dall'art.  18  del  regolamento  1879  e  cioè  non  in  terreni  ricono- 
sciuti paludosi  dal  Consiglio  provinciale. 

Udienza  del  27  gennaio  1881.  —  Sul  ricorso  del  Procuratore  del  re 
presso  il  Tribunale  civile  e  correzionale  di  Milano  per  l'annullamento  di 
.sentenza  4  novembre  1880  dal  medesimo  proferita,  portante  dichiarazione 
di  non  farsi  luogo  a  procedimento  contro  Rossi  Giuseppe,  imputato  di 
contravvenzione  agli  art.  4  e  5  della  legge  12  giugno  1866  sulla  coltiva- 
zione del  riso,  ed  all'art,  i  del  relativo  regolamento  per  la  provincia  di 
Milano  approvato   col  Regio  decreto  2  marzo   1879. 

Per  avere  nell'anno  1880  coltivato  a  riso  la  campagna  detta  Sbianco  di 
ettari  2,521  compresa  nel  perimetro  di  proibita  risicoltura  stabilito  per  la  città 
di  Milano;  coU'aggravante  della  recidiva  di  cui  all'art.  123  del  Codice  penale 

Su/runico  mezzo:  —  Violazione  degli  art.  i  e  5  della  legge  12  giugnc 
1866,  e   I  dei  regolamenti  19  luglio  1868  e  2  marzo  1879: 

Attesoché  l'art,  i  della  legge  12  giugno  1866  sulla  coltivazione  del  ris-» 
pone  a  base  delle  sue  provvidenze:  e  La  coltivazione  del  riso  è  permess 
alle  distanze  dagli  aggregati  di  abitazioni  e  sotto  le  condizioni  prescritfc 
neir  interesse  della  pubblica  igiene  da  regolamenti  speciali  che,  sentiti  i  Cok 
sigli  comunali  e  sanitarii  delle  provincie,  sono  deliberati  dai  Consigli  pr< 
vincìali  ed  approvati  dal  re,  previo  il  parere  del  Consiglio  superiore  di  sì 
nità  e  del  Consiglio  di  Stato  >. 

Ed  è  quindi  troppo  spontaneo,  di  fronte  ad  una  locuzione  cosi  generaJ 
ed  assoluta,  che  la  legge  ebbe  a  prendere  in  contemplazione  non  solo  J 
coltivazioni  a  riso  avvenire,  o  in  altri  termini  ex  novo,  ma  altresì  quell 
preesistenti,  ossia  in  attualità,  di  guisa  che  quelle  fra  esse  avrebbero  potut 
tuttavia  mantenersi,  che  avessero  avuto  a  trovarsi  a  distanze  maggiori  dall 
stabilite,  ma  non  mai  quelle  che  ne  fossero  state  poste  a  distanze  minori 
per  quanto  per  avventura  assistite  e  protette  dalle  leggi  o  regolamenti  an 
tenori.  Diversamente  la  legge  avrebbe  mancato  allo  eminente  primario  sue 
scopo,  a  quello  cioè  di  provvedere  avanti  tutto  alla  salute  pubblica  :  e  cosi 
la  cessazione  delle  risaje  preesistenti  entro  il  perimetro  di  vietata  coltivazione 
starebbe  nella  ragione  stessa  intrinseca  della  legge. 

£  a  cotesto  principio  generale  fondamentale  della  legge  sancito  dall'art.  i| 
si  coordinano  le  successive  disposizioni  circa  le  repressioni  penali  nei  casi 
di  contravvenzione,  espresse  in  termini  si  lati  da  escluderne  la  limitazione 
alle  coltivazioni  ex  novo. 

Coir  art.  4  infatti  è  disposto  senza  distinzione  di  sorta:  che  le  risaie  col- 
tivate entro  le  distanze  proibite  o  contro  il  divieto  dell'Autorità  governa- 
tiva, potranno  a  diligenza  di  questa  essere  fatte  distruggere  a  spese  dei 
contravventori. 

£  del  pari  coli' art.  31  che  alle  infrazioni  della  legge  e  dei  regolament 
emanati  in  esecuzione  della  medesima  saranno  applicabili  pene  pecuniarii 
sino  alla  somma  di  L.   200  per  ogni  ettaro  di  risaja  in  contravvenzione. 


—  8i   — 

Ed  è  quindi  informato  a  cotesto  concetto  generale  ed  assoluto  della  legge 
il  regolamento  che,  sotto  la  esatta  osservanza  delle  prescritte  formalità,  ne 
ebbe  ad  essere  in  esecuzione  deliberato  per  la  provincia  di  Milano  quella 
dì  5000  metri,  e  dopo  aver  poscia  disciplinata  la  materia,  termina  coU'art.  1 7  : 

e  Le  risaje  attuali,  poste  a  distanze  minori  di  quelle  indicate  nell'art,  i, 
sono  tollerate  solo  per  l'annata  in  corso  ». 

Frattanto  ebbe  la  esperienza  di  parecchi  anni  a  far  conoscere  che  cotesto 
regolamento  non  avrebbe  abbastanza  corrisposto  allo  scopo  tanto  neir  inte- 
resse della  salute  pubblica,  che  in  quello  4^11*  industria  privata. 

Sopravvenne  perciò ,  sempre  sotto  l' egida  delle  volute  formalità,  il  rego- 
lamento deliberato  dal  Consiglio  provinciale  di  Milano,  e  approvato  col 
«R.  decreto  del  2  marzo  1879,  che,  meno  quanto  alla  disposizione  dall'art;  17 
del  precedente  regolamento,  n'  ebbe  a  rimaneggiare  tutta  quanta  la  materia, 
introducendo  anche  rispetto  alle  distanze  coli' art.  i  variazioni,  ferma  però 
sempre  quella  di  5000  metri  per  la  città  di  Milano. 

Senonchè  aggiungeva  all'art.  18  ed  ultimo  una  importante  innovazione: 
che  cioè  sarebbe  concessa  la  facoltà  di  coltivazione  a  riso  anche  nei  perimetri 
di  vietata  coltivazione  quanto  a*  terreni  che  sarebbero  riconosciuti  come 
paludosi  dal  Consiglio  provinciale  sanitario,  fino  a  che  i  terreni  stessi  si 
conserverebbero  in  quello  stato. 

Questo  nuovo  regolamento  pertanto  veniva  bensì  surrogato^  al  precedente, 
ma  naturalmente  per  tuttociò  che  vi  era  stato  ritoccato  od  aggiunto  ;  ma  non 
mai  per  quella  parte  a  cui  si  era  tenuto  estraneo,  come  quella  che  nel 
precedente  regolamento  aveva  avuto  il  suo  esaurimento,  e  così  per  quanto 
concerneva  la  disposizione  transitoria  dell'art.   17  del  medesimo. 

Egli  è  quindi  dopo  tutto  ciò  ben  corretto  l'affermare,  che  le  risaie  entro 
il  perimetro  di  vietata  coltivazione  stabilito  per  la  città  di  Milano  (non 
punto  variato  dal  recente  regolamento)  in  attualità  all'epoca  del  regolamento 
19  luglio  1868,  non  si  possono  mantenere,  siccome  tollerate  soltanto  dal- 
l'annata 1868,  salvo  l'eccezione  di  terreno  paludoso  nel  senso  dell'art.  11 
del  regolamento  2  marzo  1879. 

Ed  è  conseguenza  legittima  che  tali  coltivazioni  in  siffatte  contingenze 
costituiscono  una  contravvenzione  prevista  e  repressa  dall'  art.  i  della  legge 
speciale,  combinato  coli' art.  i  tanto  del  regolamento  19  luglio  1868,  quanto 
dell'altro  regolamanto  2  marzo  1879,  ^  coli*  art.  17  di  detto  regolamento, 
nonché  dell'art.  5  della  legge  stessa. 

Attesoché  passando  ora  alla  specie  >è  accertato  per  la  stessa  sentenza 
denunziata  : 

Che  certo  Rossi  Giuseppe  già  da  molti  anni  addietro,  come  si  esprime 
tale  pronunciato  senza  specificarne  meglio  la  data,  tiene  coltivato  a  riso 
terreno  di  ettari  2,52  entro  il  perimetro  di  vietata  coltivazione  determinata 
per  la  città  di  Milano. 

Ma  dopo  ciò  avendo  il  Collegio  di  merito  considerato  che  non  si  trat- 
tava di  coltivazione  a  riso  ex  novo,  veniva  implicitamente  a  porre  in  fatto  : 
che  si  era  in  presenza  di  una  coltivazione  a  riso  in  attualità  all'  epoca  del 
Regolamento  del  19  luglio   1868. 

6 


—    82    — 

Una  volta  pertanto  ciò  affermato,  diveniva  indiscutibile ,  per  le  conside- 
razioni dianzi  svolte,  l'esistenza  giuridica  della  contravvenzione. 

La  emanata  dichiarazione  di  non  farsi  luogo  a  pfocedimento  era  una 
potente  violazione  degli  articoli  di  legge  e  dei  Regolamenti  suaccennati. 

E  perciò  a  ragione  muove  doglianza  il  Procuratore  del  re  contro  cotesta 
sentenza. 

Il  Collegio  incorse  in  un  equivoco:  non  rilevò  che  la  legge  speciale 
coinvolgeva  nelle  sue  provvidenze  le  coltivazioni  a  riso  in  attualità  :  gli 
sfuggì  l'art.  17  del  Regolamento  del  19  luglio  1868:  e  avendo  trattato  la 
quistione  sul  terreno  delle  coltivazioni  preesistenti,  era  naturale  che  non  ne 
trovasse  nella  specie  applicabili  le  disposizioni  relative  alle  coltivazioni 
ex  novo  dell'art.   2  della  legge  e  dell'art.  9  del  recente  Regolamento. 

£  fece  poi  una  confusione  quando  alla  dichiarazione  fatta  dal  Rossi  nel 
febbrajo  1880  intorno  alla  sua  coltivazione  diede  importanza  tale  da  enunciare 
che  era  in  ogni  caso  in  forza  di  essa  sottratto  ad  ogni  responsabilità  penale. 

Imperocché  la  circolare  municipale  dell' 11  febbrajo  1880  emanata  per 
la  esecuzione  del  nuovo  Regolamento,  prescriveva  bensì  anche  ai  coltivatori 
aventi  risaje  in  attualità  congrua  dichiarazione  all'  uffizio  comimale;  ma 
all'uopo  di  inscriverne  i  fondi  autorizzati  nel  registro  del  Comune  e  in 
quello  della  Prefettura  in  osservanza  del  Regolamento. 

Ond'è  evidente  che  non  era  il  Rossi,  dal  momento  che  la  sua  coltiva- 
zione non  era  permessa,  fra  quelli  a  cui  alludeva  quella  circolare,  e  perciò 
la  dichiarazione  cui  egli  intese  di  fare  in  osservanza  della  medesima,  era 
del  tutto  inefficace  ed  improduttiva  a  suo  favore  di  alcun  giuridico  effetto. 

Vi  sarebbe  stato  solo  una  contingenza  che  avrebbe  potuto  giovargli,  e 
sarebbe  stata  quella  di  terreno  paludoso  ai  termini  dell'art.  18  del  recente 
Regolamento  :  ma  la  sentenza  è  al  riguardo  muta. 

Che  se  mai  per  avventura  la  coltivazione  in  disamina  non  avesse  ad  an- 
noverarsi fra  quelle  di  antica  data,  tollerate  soltanto  per  l'annata  1868,  in 
allora  si  verserebbe  in  materia  di  coltivazione  ex  novo:  e  la  contravvenzione 
alla  legge  non  sarebbe  meno  flagrante,  perchè  si  tratterebbe  sempre  di  col- 
tivazione a  distanza  minore  della  prescritta,  e  fuori  del  caso,  per  quanto 
appare  allo  Stato  delle  cose,  di  terreno  paludoso. 

Per  questi  motivi,  cessa  la  sentenza,  ecc. 

I  Regolamenti  per  la  coltivazione  del  riso  nelle  diverse  provincia  del 
Regno,  essendo  emanati  in  base  all'art.  1  della  legge  12  giugno  1866, 
n.  2967,  anziché  all'art.  146  della  legge  comunale  e  provinciale,  non  è 
applicabile  per  le  contravvenzioni  ai  medesimi  il  procedimento  della  obla- 
zione, di  cui  all'art.   148  di  quest'ultima  legge. 

La  legge  12  giugno  1866  sulla  coltivazione  del  riso  contempla  anche  le 
risaje  preesistenti. 

Va  punito  come  contravventore  colui  che  abbia,  nella  provincia  di  Mi- 
lano, oltre  l'anno  1868,  come  era  tollerato  dall'art.  17  del  Regolamento 
19  luglio  1868,  n.  4532,  conservato  preesistenti  risaie  nel  perimetro  proi- 
bito, ed  all' infuori  delle  condizioni  stabilite  dall'art.  18  del  Regolamento 
2  marzo  1879,  n..  4766. 


PARTE   TERZA. 


VARIETÀ   ED   ANNUNZI. 


Z7  COBgrenO  Intemasionale  d' Igiene  a  Ginevra.  —  il  terzo  Congresso  intemazio- 
nale d' Igiene  riunito  a  Torino  nel  1880,  scelse  con  plauso  generale  la  città  di  Ginevra 
per  sede  del  quarto  Congresso. 

n  Gran  Consiglio  Federale  Svizzero,  non  che  le  Autorità  e  la  popolazione  ginevrina 
accettarono  con  viva  sollecitudine  questa  decisione,  e  apparecchiansi  ora  a  fare  il  migliore 
accoglimento  possibile  a  tutti  gì'  Igienisti  stranieri  e  nazionali  che  vorranno  assistere  alla 
rìnnipne  scientifica. 

n  Congresso  avrà  luogo  dal  4  al  9  settembre  18$ 2. 

Il  Comitato  cantonale,  incaricato  della  sua  organizzazione  dal  Consiglio  di  Stato,  non 
mini  ad  altro  che  a  renderlo  degno  de'  precedenti  Congressi  di  Brusselle,  di  Parigi,  e  di 
Torino. 

Sostenuto  dal  Comitato  nazionale  svizzero,  esso  s' indirizza  indistintamente  a  tutte  le 
persone  che,  sia  co'  loro  scritti,  sia  colla  loro  posizione,  sia  colle  loro  conoscenze  speciali 
concorrono  a  stabilire  o  ad  applicare  le  regole  dell'  Igiene. 

Ha  anche  deciso,  d'accordo  colla  Commissione  internazionale,  eletta  dal  Congresso 
demografico  di  Parigi  nel  1878,  che  una  sezione  di  demografia  sarà  aggiunta  al  Coogresso 
d*  I^ene. 

Gl'Igienisti  e  i  Demografi  di  tutte  le  nazioni  si  preparino  dunque  a  prestare  il  loro 
concorso  al  Congresso  di  Ginevra  coll'apportarvi  i  loro  lumi  e  la  lor  parte  di  lavoro. 

Hssi  possono  fin  da  adesso  farsi  iscrivere  come  membri,  e  ricevere  le  pubblicazioni 
del  Congresso  (  Vedasi  l'art.  3  del  Regolamento  qui  annesso). 

Sono  altresì  invitate  le  Società  scientifiche  e  le  Autorità  sanitarie,  ad  inviare  il  più 
presto  possibile  al  Comitato  d'organizzazione  le  materie  che  stimeranno  opportune  di  trat- 
tare nella  rianione  intemazionale. 

Già  sono  annunziati  parecchi  lavori,  e  quando  la  loro  lista  sarà  completa,  il  Comitato 
la  farà  pubblicare  cercando  sopratutto  di  accogliere  le  questioni  che  avranno  pregio  di 
attaalìtà. 

Vii*esposizion€  di  pubblicazioni,  di  piani,  di  disegni  ed  oggetti  diversi  relativi  all'Igiene 
o  alia  Demografia  verrà  aperta  a  Ginevra  dal  i.^  al  30  settembre.  Gli  autori,  gì'  inven- 


—  as- 
tori e  i  fabbricanti   d'ogni   paese   sono  pregati  di  far  conoscere  quanto  prima  se  hanno 
r  intenzione  dì  prendervi  parte. 

Il  Comitato  farà  il  poter  suo  per  ottenere  una  riduzione  del  prezzo  di  trasporto  sulle 
strade  ferrate  per  i  membri  del  Congresso  e  per  gli  oggetti  destinati  all'Esposizione. 


Il  Comitato  d'Organizzazione  a  Ginevra. 

Presidente:  Dott.  II.-Cl.  Lombard,  vice-presidente  del  Congresso  intemazionale  delle 
scienze  mediche  a  Ginevra  nel  1877. 

Vice-Presidente  :  Dott.  J.-L.  pREVOST,  professore  di  Terapeutica,  decano  della  Facoltà 
di  medicina. 

Segretario  generale:  Dott.  P.-L.  Dunant,  professore  d'Igiene. 

Segretari  aggiunti:  Dott.  A.  D*  Espine,  professore  di  Patologia  intema.  —  Dott.  G. 
IIalteniioff,  privato-docente  d'Oftalmologia. 

Membri:  Dott.  V.  Gautier,  protomedico  dell'infermeria  Butini.  —  Dott.  JULLiARD,  padre 
ex  medico-ispettore  della  pubblica  sanità.  —  Prof.  D.  Monnier,  professore  di  Chi- 
mica biologica,  —  Dott.  E.  Rapin,  già  presidente  della  Società  medica: 

Tutte  le  comunicazioni  relative  al  Congresso  devono  essere  indirizzate  al  signor  dot- 
tore prof,  Dunant^  segretario  generale  a  Ginevra, 

REGOLAMENTO. 

Art.  I."  Il  quarto  Congre<5so  internazionale  d'Igiene  si  riunirà  a  Ginevra  dal  4  set- 
tembre 1882,  sotto  gli  auspici  del  Consiglio  Federale  Svizzero  e  delle  Autorità  del  Cantone 
e  della  città  di    Ginevra. 

Art.  2.^  Scopo  di  questo  Congresso  è  di  riunire  gli  scienziati  di  tutti  i  paesi  per  di- 
scutere argomenti  che  si  riferiscono  ai  progressi  dell'  igiene,  e  agli  interessi  della  salute 
pubblica. 

I  governi,  i  municipi,  le  amministrazioni,  le  università,  le  accademie,  le  società 
scientifiche,  i  consigli  di  sanità  e  altre  autorità  sanitarie  sono  invitati  a  prestare  il  loro 
concorso  a  quest'opera  e  a  farvisi  rappresentare  da  delegati. 

Art.  3.^  Il  Congresso  si  comporrà  di  medici,  <l'  igienisti,  di  farmacisti,  di  chimici,  di 
fisici,  di  meteorologisti,  d'ingegneri,  d'architetti,  d'istitutori,  di  veterinari,  di  membri  dei 
consigli  d' igiene  stranieri  e  nazionali  che  si  saranno  fatti  inscrivere  e  a>Tanno  versato 
una  quota  di  20  lire.  Essi  riceveranno  un  esemplare  del  resoconto  dei  lavori  della  Sezione. 
La  quota  sarà  versata  dai  signori  aderenti  nel  medesimo  tempo  ch'essi  manderanno 
la  loro  adesione. 

II  segretariato  riceve  fm  d'ora  le  adesioni ,  nelle  quali  si  dovranno  scrivere  i  titoli 
e  l'indirizzo  esatto  degli  aderenti. 

Art.  4.^  I  lavori  del  Congresso  si  riferiranno  all'igiene  generale  e  internazionale;  alla 
profilassi  delle  epidemie  e  alla  polizia  sanitaria;  alla  demografia  e  alla  statistica  medica; 
all'  igiene  professionale  ed  industriale  ;  alle  applicazioni  igieniche  della  fisica,  della  chimica, 
dell'architettura  e  dell'arte  dell'ingegnere;  all'igiene  dell'infanzia,  all'igiene  pedagogica 
e  all'igiene  privata  (igiene  alimentare,  falsificazioni,  acque  potabili,  igiene  dei  sensi,  ecc.), 
air  igiene  pubblica  (città,  campagne,  ospitali,  armate,  ecc.),  all'  igiene  veterinaria. 


—  89  — 

n   nomerò    delle   sezioni  in  cui    saranno  ripartiti  i  lavori  sarà  fissato  più  tardi. 
Va'  Elsposizione  di  pubblicazioni  e  d'  oggetti  che  si  riferiscono   all'  igiene   e   alla  de- 
«c^ndb  avrà  luogo  durante  il  Congresso. 

Alt  sf*  I  temi   saranno    scelti    dietro  proposte  che  gli  igienisti  stranieri  e  nazionali,  le 
^Cbrid  sanitarie  e  i  corpi  scientifici  sono  invitati  a  sottoporre  al  Comitato, 

Aiu  6.^  Dei  relatori  scelti  dal  Comitato,  riferiranno  sulle  tesi  che  loro  saranno  state 
l&iate.  Ogni  relazione  terminerà  con  conclusioni  che  serviranno  di  base  alla  discussione. 
lU  co&dusioni  saranno  possibilmente  comunicate  ai  membri  del  Congresso  prima  della 
làalone. 

Art.  7.'*  Tutti  coloro^  che  desidereranno  fare   comunicazioni  dovranno  rivolgersi  al  Co- 
[■iitc  quindici  giorni    almeno  prima  dell'apertura  del   Congresso.  Il  Comitato    deciderà, 
inopportunità  o  meno  di  ammetterle  e  dell'ordine   col   quale    saranno   poste  all'ordine 
l&I  giorno. 

.AiL  S.'^  Il  Congresso  si  riunirà  due  volte  al  giorno  ;  la  prima  volta  pei  lavori  di  sezione, 
|c  b  seconda  volta  per  quelli  dell'assemblea  generale. 
.\rL  9.^  Le  sedute  dell'assemblea  generale  saranno  consacrate  ; 
i.^  alla  lettura  dei  processi  verbali ,  alle  relazioni   dei  lavori  delle  sezioni,  e  in  casi 
lipedaH  alla  discussione  di  queste  ultime. 

2.^  alle  conferenze  e  alle  comunicazioni  sopra  quistioni  d' interesse  generale. 
Alt  lo.*^  Le  sezioni  discuteranno  dapprima  le  quistioni  portate  dall'  ordine  del  giorno. 
|£  Comitato  costituirà  i  loro  uffizi  provvisori,  e  poscia  eleggeranno  i  relativi  uffizi  definitivi. 
Ac  11.^  Salvo  autorizzazione  dell'assemblea  (o  della  sezione)  gli  oratori  non  potranno 
re  più  di  due  volte  sul  medesimo  soggetto  ;  e  la  durata  dei  discorsi,  comunicazioni, 
>ne  o  rapporti  non  oltrepasserà  i  quindici   minuti. 
.\it  12.^  Tutti  i  lavori,  letti  o  presentati  al  Congresso  (sia  nelle  sezioni,    sia  davanti 
)lea  generale),  saranno  consegnati  alla  Presidenza. 
Il  Comitato  prima  di  procedere  alla  pubblicazione  degli  atti  del  Congresso,   deciderà 
lèD* inserzione  parziale  o  totale,  o  della  non  inserzione  delle  memorie,  comunicazioni,  ecc. 
Art.  13.'^  Quantunque  la  lingua  officiale  del  Congresso  sia  la  francese,  si  potrà  fare  uso 
delle  altre  lingue.  In  questo  coso,  ove  1'  oratore  ne  esprima  il  desiderio,  verrà  fatta 
traduzione  dei  discorsi  da  uno  dei  membri  presenti  alla  riunione.  , 

A.t  14.''  Il  Presidente  dirige  le  sezioni  e  i  dib^imenti,  seguendo  il  modo  adottato 
|i&  assemblee  deliberanti,  in  generale.  Egli  predispone  gli  ordini  del  giorno  concertan- 
lèacoU' uffizio. 


£spoddO&e  di  edifici  SCOlastioL  —  Essa  venne  inaugurata  a  Parigi  il  i.^  febbrajo  p.  p. 
r^i  SODO  esposti  i  progetti  dei  più  diversi  edifici  scolastici ,  colle  più  complete  indica- 
jiìoii  ìq  quanto  ne  riguarda;  i.^  la  disposizione  generale,  2.^  il  modo  di  costruzione, 
U  h  decorazione  interna  ed  estema,  4.°  il  mobilio,    5.^  la  stima   preventiva   molto  mi- 

^  Gli  Autori  dei  progetti  dovranno  conformarsi  per  i  dettagli  di  costruzione  ai  rego- 
|bKati  pubblicati  dall'Amministrazione  perla  costruzione  e  l' ammobigliamento  degli  edi- 
jid scolastici;  se  se  ne  allontanassero  dovranno  indicarne  i  motivi. 

Dopo  l'esposizione  potranno  venir  accordate  delle  ricompense,  consistenti  in  una  me- 
[^iia  e  nei  seguenti  premi  : 

Progetto  di  Liceo:  i.°  premio  10,000  franchi,  2.°  premio  5000  franchi;   più  due 

■"■noù  onorevoli  di  2000  franchi   l'una  ; 


—  86  — 

È  adunque  qualificata  precisamente  pena  pecuniaria,  e  non  multa,  quella 
che  vien  minacciata  a  coteste  infrazioni. 

Questa  speciale  denominazione  ha  una  gravissima  importanza  agli  effetti 
penali,  imperocché  rivela  che  si  può  discendere  fino  al  minimum  di  due  lire. 

Sarebbe  diversamente  ove  fosse  stata  la  pena  denominata  multa  :  in  quanto 
che  in  tal  caso  dovendosi  far  ricorso  alle  norme  generali  del  Codice  pe- 
nale comune,  la  pena  pecuniaria  non  avrebbe  potuto  essere  inferiore  alle 
lire  51,  siccome  minimum  della  multa,  giusta  l'art.  61  del  medesimo. 

Ora  il  pretore  lascia  travedere  abbastanza  chiaramente  nella  motivazione 
del  suo  pronunciato,  là  dove  parla  in  fine  della  pena,  d'essere  partito  dal 
concetto  di  aver  qualificata  la  minacciata  pena  quale  una  multa  nel  signi- 
ficato e  senso  ristretto  giuridico  della  parola,  anche  per  aver  citati  appunto 
gli  articoli  26,  34,  6 i,  64,  e  di  essersi  perciò  creduto  vincolato  a  non  poter 
applicare  meno  di  lire  51  per  ogni  ettaro  di  terreno  coltivato  a  riso,  mal- 
grado il  concorso  delle  svariate  circostanze  da  lui  addotte  a  favore  del- 
l' imputato. 

E  questo  erroneo  concetto  Tavrebbe  in  sostanza  implicitamente  raffer- 
mato ed  accolto  il  collegio  di  secondo  grado  con  quella  finale  considera- 
zione che  era  da  confermarsi  la  sentenza  pretoriale  anche  nei  rapporti  della 
l)cna,  essendosi  nella  commisurazione  della  medesima  già  tenuto  calcolo 
di  tutte  le  circostanze  attenuanti  che  militavano  in  favore  del  prevenuto. 

Onde  cotesta  sentenza  viene  ad  essere  infetta  di  quello  stesso  vizio,  che 
si  è  rilevato  in  quella  di  primo  grado,  e  perciò  non  può  essere  mantenuta. 

Per  codesti  motivi,  e  visti  inoltre  gli  art.  668,  680  del  Codice  di  prò 
ccdura  penale, 

Cassa  pel  quarto  mezzo,  respinti  gli  altri  tre,  la  sentenza,  ecc. 


—  gì  ~ 

la  ddla  città;  di  più  Ta  notato  che  affinchè  il  parafulmine  possa  senrire  senza  incon- 
ienti, resistendo  al  calore  della  scarica  elettrica,  deve  misurare   una  sezione  di  uno  a 
ceotimcCri  quadrati  (dal  Gesundhiit,  i88l.  l6). 

;  fugM  TOla&Oti  reti  innOOUL  (0  —  Leggesi  néWAnnée  scientifique :  Per  ogni  litro 
■equa  ci  vogliono  due  o  tre  cucchiajate  di  aceto  e  due  di  sale  greggio  ;  un  litro  di 
la  è  sufficiente  per  una  libbra  di  funghi  tftgliati  a  fette.  Gettata  l' acqua  (quanto  tempo 
«  durare  la  digestione  ?  ),  i  funghi  debbono  essere  lavati  in  acqua  dolce,  poi  messi 
la  fredda  (pare  che  l' acqua  dolce  debba  esser  calda  !  ?  ),  che  si  fa  scaldare  fino  all'  ebol- 
oae,  e  dopo  esservi  rimasti  mezz'  ora  si  tolgono  e  si  lavano  di  nuovo.  —  Gerard  mangiò 
5  libbre  di  fanghi  delle  specie  più  velenose  (  ?  ),  preparate  in  tal  modo,  nello  spazio  di 
sol  mese,  e  ne  somministrò  in  dose  strepitosa  ai  membri  del  Comitato  designato  dal 
Bsiglio  sanitario  di  Parigi.  Per  copia  conforme  (Vedi  il  Bollettino  delle  sdenu  mediche, 
obre,  iS8l). 

Arfiso  di  OoBOOno.  —  L'Accademia  medica  del  Belgio  ha  aperto  un  concorso,  con 
emio  di  lire  1,500,  a  tutto  il  15  febbrajo  1883,  sul  seguente  tema: 

«  Determinare,  in  base  a  precise  osservazioni,'  gli  effetti  dell'  alcoolismo,  sia  materiali 
e  psichici,  tanto  sull'  individuo  quanto  sulla  sua  discendenza. 

I  N'pta.  —  I  concorrenti,  servendosi  dei  dati  anatomo-patologici  e  dei  migliori  do- 
Bcnti  fomiti  dalle  esperienze  medico-legali,  dovranno  apprezzare  il  limite  che  separa 
gbfcriachezra  dalla  follia,come  pure  la  responsabilità  dell'  ubbriaco  nelle  sue  azioni  •. 

i?70frtmma  del  Comitato  intemazionale  della  Crooe  Bossa  sedente  in  Ginevra  pel 
jÉcono  di  tre  stodii  full'Arte  d'improvrisare  dei  measad  di  soooorso  pei  feriti  e 

pitti.  —  Il  Comitato  Intemazionale  della  Croce  Rossa,  sedente  in  Ginevra,  mette  a  con- 
^  tre  studi,  destinati  a  completarsi  vicendevolmente,  sull'or//  di  improvvisare  dei  mevU 
^merso  pH  feriH  e  malati. 

n  ]ffìmo  tratterrà  sull'improvvisazione  dei  mezzi  di  cura  ; 

n  secondo  snll' improvvisazione  dei  mezzi  di  trasporto  ; 

D  terzo  su  quella  dì  un  amàuianta,  o  d'uno  spedale  di  campagna, 
i?  Studio.  —  Si  comprendono  in  questo  l' impiego  degli  emostatici  d'apparecchi 

f  attore,  di  refrigeranti,  i  mezzi  pratici  d*  applicare  il  metodo  di  Lister  in  modo  effi- 
nl  campo  di  battaglia,  ecc. 
I  CòoTcrrà  passare  in  rivista  i  malati,  gli  utensili,  le  biancherìe,  gli  abiti,  i  prodotti 
^«ok),  ecc.,  ecc.,  che  variano  col  variare  del  clima,  della  stagione,  del  luogo,  ma  che 
ideile  risorse  frequenti;  converrà  pure  mostrare  ai  soccorrìtorì  il  partito  che  se  ne 
i^cmre.  secondo  la  sede  della  ferita,  o  la  natura  della  malattia. 

2,0  Siudùf»  —  Come  trasportare  dei  feriti  o  dei  malati,  quando  non  si  hanno  né 
^  né  carrozaCy  né  strumenti  d' alcuna  maniera  preparati  a  tal'  uopo  ? 
Molti  casi  possono  presentarsi: 

1  soccorritori  non  hanno  talora  altra  risorsa  infuori  delle  loro  braccia,  e  non  è  inutile 
èi^nar  loro  come  servirsene. 

Ma  più  spesso  essi  potrebbero  farsi  una  barella  elementare,  o  qualche  sedile  portatile 
hfeittf  armi,  abiti,  rami  d' albero,  o  qualche  altro  oggetto  trovato  in  luogo. 
Potrà  essere  una  bestia  da  soma  (cavallo,  mulo,  camello,  ecc.)  sul  cui  dorso  si  cer- 


—  88  — 

tori  e  i  fabbricanti   d'ogni    paese   sono   pregati  di  far  conoscere   quanto   prima  se  hanno 
r  intenzione  di  prendervi  parte. 

Il  Comitato  farà  il  poter  suo  per  ottenere  una  riduzione  del  prezzo  di  trasporto  sulle 
strade. ferrate  per  i  membri  del  Congresso  e  per  gli  oggetti  destinati  all'Esposizione. 


Il  Comitato  d'Organizzazione  a  Ginevra. 

Presidente:  Dott.  H.-Cl.  Lombard,  vice-presidente  del  Congresso  intemazionale  delle 
scienze  mediche  a  Ginevra  nel  1877. 

Vice-Presidente  :  Dott.  J.-L.  Prevost,  professore  di  Terapeutica,  decano  della  Facoltà 
di  medicina. 

Segretario  generale:  Dott.  P.-L.  Dunant,  professore  d'Igiene. 

Segretari  aggiunti:  Dott.  A.  D*  Espine,  professore  di  Patologia  intema.  —  Dott.  G. 
IIaltenhoff,  privato-docente  d'Oftalmologia. 

Membri:  Dott.  V.  Gautier,  protomedico  dell'infermeria  Butini. —  Dott.  Julliard,  padre 
ex  medico-ispettore  della  pubblica  sanità.  —  Prof.  D.  Monnier,  professore  di  Chi- 
mica biologica.  —  Dott.  E.  Rapin,  già  presidente  della  Società  medica; 

7'utte  le  comunicazioni  relative  al  Congresso  devono  essere  indirizzate  al  signor  dot- 
tore prof,  Dunant^  segretario  generale  a  Ginevra, 

REGOLAMENTO. 

Art.  iP  II  quarto  Congre=;so  internazionale  d'Igiene  si  riunirà  a  Ginevra  dal  4  set- 
tembre 1882,  sotto  gli  auspici  del  Consiglio  Federale  Svizzero  e  delle  Autorità  del  Cantone 
e  della  città  di    Ginevra. 

Art.  2P  Scopo  di  questo  Congresso  h  di  riunire  gli  scienziati  di  tutti  i  paesi  per  di- 
scutere argomenti  che  si  riferiscono  ai  progressi  dell'  igiene,  e  agli  interessi  della  salute 
pubblica. 

I  governi  ,  i  municipi  ,  le  amministrazioni ,  le  università,  le  accademie ,  le  società 
scientifiche,  i  consigli  di  sanità  e  altre  autorità  sanitarie  sono  invitati  a  prestare  il  loro 
concorso  a  quest'opera  e  a  farvisi  rappresentare  da  delegati. 

Art.  3.^  Il  Congresso  si  comporrà  di  medici,  d*  igienisti,  di  farmacisti,  di  chimici,  di 
fisici,  di  meteorologisti,  d'ingegneri,  d'architetti,  d'istitutori,  di  veterinari,  di  membri  dei 
consigli  d'igiene  stranieri  e  nazionali  che  si  saranno  fatti  inscrivere  e  avranno  versato 
una  quota  di  20  lire.  Essi  riceveranno  un  esemplare  del   resoconto  dei  lavori  della  Sezione. 

La  quota  sarà  versata  dai  signori  aderenti  nel  medesimo  tempo  eh'  essi  manderanno 
la  loro  adesione, 

II  segretariato  riceve  fin  d'ora  le  adesioni ,  nelle  quali  si  dovranno  scrivere  i  titoli 
e  l'indirizzo  esatto  degli  aderenti. 

Art.  4.®  I  lavori  del  Congresso  si  riferiranno  all'igiene  generale  e  internazionale;  alla 
profilassi  delle  epidemie  e  alla  polizia  sanitaria  ;  alla  demografia  e  alla  statistica  medica  ; 
all'  igiene  professionale  ed  industriale  ;  alle  applicazioni  igieniche  della  fisica,  della  chimica, 
dell'architettura  e  dell'arte  dell'ingegnere;  all'igiene  dell'infanzia,  all'igiene  pedagogica 
e  air  igiene  privata  (igiene  alimentare,  falsificazioni,  acque  potabili,  igiene  dei  sensi,  ecc.), 
air  igiene  pubblica  (città,  campagne,  ospitali,  armate,  ecc.),  all'  igiene  veterinaria. 


—  93  — 
(sigillale,  sìa  tradotte.  Il  Comitato  però  perderà  un  tale  diritto  OTe  nello  spazio  di 
anno  dalla  decisione  del  giari  non  avrà  preso  verso  gli  autori  V  impegno  d' usarne  in 

tempo. 
6.^  Se  il  rapporto  del  giuri  giudicasse  che  nelle  memorie  non    trovate  meritevoli  di 
DO  si  contengono  frammenti  degni  di  menzione  onorevole^  il  Comitato    Internazionale 
pobblicarli  in  seguito  ai  lavori    premiati,  dietro  il  consenso  degli  autori,  e  sotto  il 
some. 

Società  Pedagogica  Italiana.  —  Ooncono  per  una  prima  serie  di  Vanualetti  popo- 
di  eogniziosi  sdentiflolie  ad  nso  degli  operaj  : 

'  Norme    generali  per  gli   Autori. 

\ 

\P  I  Manualetti  dovranno  essere  dettati  in  modo  chiaro  e  preciso,  con  lingua  cor-* 

riìi  ed  esatta,  ed  i  compilatori  dovranno  attenersi  alla  esposizione  delle  cose  più  sicure 

\  pratiche  evitando  ogni  lusso  di  erudizione,  e  le  dimostrazioni  non  strettamente  necessarie. 

2.^  Le  spiegazioni,  quando  l'argomento  lo  richieda,  saranno  corredate  da  opportune 

3.^  Elsscndo  destinati  all'  istruzione  ed  alla  guida  pratica  dell'operajo  italiano,  si  avrà 

di  far  conoscere  e  descrivere  di  preferenza  le  materie  prime  del   suolo  italiano  e  le 

ie  nazionali. 
4.^  Onde  fissare   un  limite  di  estensione  a  ciascun   Manualetto ,  si  rende  noto  che , 

eccezione  pel  primo,  ogni  Manualetto  in  edizione   economica  non  dovrà  eccedere  il 

di  una  lira. 

Norme  pel   Concorso, 

Per  ciascuno  dei  sette  Manualetti  verrà  eletta  una  Commissione  di  persone  competenti 
giudicare  quale  dei  lavori  presentati  sia  degno  del  premio.  Questo  consiste  in  una 
Uà  d'argento  per  ciascun  Manualetto. 

11  termine  utile  per  la  presentazione  dei  lavori   viene   prorogato  al  31   luglio   1882. 

Le  memorie  manoscritte  con  ischeda  segreta  e  contraddistinta  da  un  motto  dovranno 

pervenire  alla  Presidenza  dell'Associazione  in  Milano-Presso  il  Presidente  della  me- 
rìtirandone  ricevuta. 

L'Associazione  Pedagogica  concede  ad  ogni  memoria  premiata  una  medaglia  d'argento. 

Nozioni  et  Igiene, 

Nozioni  generali  di  fìsica  prendendo  specialmente  in  considerazione  quelle  che  hanno 

colla  fìsiologia  dell'organisn^o  umano.  —  Anatomia  popolare  dei  diversi  apparati 

—  Fisiologia  di  questi  —  Precetti  Igienici  —  avendo  di  mira  in  modo  precipuo 

(questioni   pratiche,  ad  esempio  quella  delle    professioni  e  della  deteriorazione  di  queste 

corpo  umano,  del  modo  di  ripararvisi,    delle  bevande   alcooliche,   dei  cibi   adulterali, 

ecc. 


hai  Zftitniti  dal  fieale  Istituto  Lom'bardo  di  Scienze  e  Lettere.  —  Tema  Per 

Paino  1885.  —  Appoggiandosi   alla  grande  quantità  4i  osservazioni   e  di  pubblicazioni 

)]pgiche  fatte  in  Italia,  specialmente  negli  ultimi  anni,  riassumere,  in  un  volume  di 

gnude  mole  e  di  facile    lettura,  i  fatti  i  più   certi  e  più  importanti  che   riguardano 


~  90  — 

Progetto  di  Scuola  normale:  i.^  premio  ia,ooo  franchi,  2.^  premio  5000  francbi; 
dae  menzioni  onorevoli  di  franchi  2000  Tana; 

Progetto  di  Scuola  primaria  superiore  o  di  Scuola  professionale  :  i  .^  premio 
6000  franchi,  2.°  premio  franchi  3000;  due  menzioni  onorevoli  di  franchi  1000; 

Progetto  di  Scuola  primaria  urbana  a  più  classi  :  i.^  premio  5000  franchi,  zP  pre- 
mio franchi  2500  ;  due  menzioni  onorevoli  di  franchi  1000  ; 

Progetto  di  Scuola  primaria  rurale  a  una  o  due  classi  :  i  P  premio  franchi  2500^ 
2.^  premio  franchi  1200;  due  menzioni  onorevoli  di  franchi  600; 

Progetto  di  Scuola  materna  (sala  d'asilo)  o  classe  infantile:  i.^  premio  2000  franchi, 
2.^  premio  1000  franchi  ;  due  menzioni  onorevoli  di  franchi  500  ciascuna  ; 

Progetti  parziali  per  decorazione  di  locali  scolastici  :  i.^  premio  1500  franchi,  2.^  pre* 
mio  1000  franchi;  due  menzioni  onorevoli  di  500  franchi  l'una. 

AmooI azione  Keteorologioa  Italiana.  —  La  prima  Assemblea  generale  dell'Assodi* 
zione  Meteorologica  Italiana  avrà  luogo  ocUe  prossime  vacanze  autunnali  nella  città  di 
Napoli. 

Fulmini  e  TelefonL  —  L'esperienza  meteorologica  ha  stabilito  che  la  frequenza  dei 
temporali  in  una  data  regione  diminuisce  coli' aumentare  della  latitudine  di  quella;  e  di* 
minuisce  ancora  procedendo  dal  centro  della  terra  ferma  verso  le  coste  marittime.  Vi  som 
anche  certe  condizioni  di  suolo,  p.  es.  le  montagne,  che  ne  fanno  variare  la  frequenza:  ma 
si  tratta  fin  qui  di  condizioni  naturali.  Vi  sono  invece  circostanze  speciali,  artificiose,  create 
dall'uomo,  e  capaci  di  rendere  i  temporali  più  frequenti? 

Secondo  le  notevoli  ricerche  di  parecchi  tedeschi  (Kuhn,  Gutwasser,  Ahlefeld,  HOlsen, 
Iloltz),  ci  sembra  che  in  certe  regioni  sia  avvenuto  realmente  un  sensibile  aumento  dd 
numero  dei  temporali  ;  ma,  se  anche  ciò  è  spesso  di  difficile  affermazione,  si  può  al  tutto 
assicurare  che  è  aumentato  considerevolmente  il  numero  dei  fulmini  caduti.  Holtz  fa  di* 
pendere  tale  aumento  da  mutazioni  telluriche  artificiali,  come  li  estesi  diboscamenti,  l'in- 
vasione delle  reti  ferroviarie,  che  tendono  a  condurre  i  temporali  verso  T  abitato.  Nei  paesi 
poi  le  costruzioni  sono  troppo  generosamente  approvvisionate  di  arnesi  metallici  (tettoje, 
condotti,  ecc.)  e  a  loro  volta  favoriscono  lo  scoppio   del  fulmine  sul  fabbricati. 

Di  qui  la  necessità  di  munire  i  medesimi  con  buoni  parafulmini.  Forse  non  senza, 
ragione  molti  intelligenti  hanno  trovato  di  poter  dire  che  ai  nostri  giorni  si  studia  Fisti-' 
tuzione  di  tirafulmini  anziché  di  parafulmini.  Con  ciò  si  allude  ai  fili  degli  uffizt  telefonia^ 
i  quali  fanno  comunicare  fra  loro  i  più  diversi  punti  della  città  passando  al  di  sopra  dea 
tetti  delle  case  :  essi  offrono  gli  stessi  inconvenienti  dei  fili  telegrafici  in  confronto  all'  defc- 
tricità  che  vi  si  può  scaricare  dalle  nubi  temporalesche,  e  peggio  dai  fulmini  che  possono 
seguirne  il  corso  coli' aggravante  che  essi  trovansi  di  parecchi  metri  più  vicini  alle  nabì 
che  non  i  fili  telegrafici,  e  quindi  più  soggetti  a  venir  colpiti  dal  fulmine.  Arrogi  che  iJ 
fulmine  può  deviare  lungo  le  colonne  di  sostegno  del  filo,  e  più  presto  che  lungo  il  file 
telegrafico  invadere  l'esterno  o  l'interno  dei  fabbricati. 

I  mezzi  da  opporre  a  queste  nuove  condizioni  sono  evidentemente  riposti  nei  par»* 
fulmini ,  e  nella  scelta  di  opportuni  isolatori  del  filo  telefonico  ;  per  il  che  si  ebbe  uo.- 
esatta  cognizione  delle  condizioni  singolari  di  ogni  fabbricato  sul  tetto  del  quale  il  &1* 
deve  passare.  I  parafulmini  devono  essere  applicati  non  solo  al  filo,  ma  anche  ai  ^10^ 
metallici  di  sostegno,  e  condotti  sotterra  ;  oppurre  messi  in  comunicazione  coi  condotti    ^ 


—  95  — 


LIBRI    NUOVI 


ìàaao  ni  rnsaì  per  impedire  la  propagazione  del  vajuolo,  del  dott.  e.  D'Arpe  ; 

.,  Napoli,  1881.  —  Sotto  forma  di  lettera  indirizzata  al  dott.  De-Pietra  Santa, 
fteore  ribatte    le   parole  del  dott    Boens  sulla  inutilità  della  vaccinazione   e  1'  esclusiva 
profilattica  dell'  igiene  preventivo,  dal  dott.  Bdens  medesimo  appiccicate  a  guisa 
ioodiilla  relazione  di  un  caso  in  cui  appunto  la  toga  igienica  del  dott.  Bòens  avrebbe 
il  pericolo  di  un'epidemia  di  vajuolo.  Si  il  dott.  Boens,  senza  aspettare  il  ver- 
delle  generaxioni  mediche  avvenire,    potrebbe   accontentarsi  del  verdetto  odierno  di 
e  suoi  discepoli. 


iCantribation  à  lagóographie  médioale,  del  dott.  F.  Eklund;  opnsc.  di  46  pag.,  Stoc« 

18S1.   —  Sotto  questo  titolo  pomposo  non  si  trova  altro  che  una    minuziosa    de- 
della  nuova  caserma  delle  reclute  di  Skeppsholip  considerata  dal   punto  di  vista 
Se  essa  presenta  qualche  vantaggio  sulla  vecchia  caserma  di  legno  di  Castelholm, 
a,  una   fognatura  pia  accurata,  una  maggiore  ampiezza  di  locali,   tuttavia    essa  lascia 
a  deùderare  dal  punto  di  vista    della    ventilazione  :  cosi  ogni  marinajo   ha  appena 
n.  e.  d'aria  e  3  m.  di  suolo,  mentre  al  rinnovamento  dell'aria  non  v'ha  apparecchio  che 
—  di  notte  bisognerà  aprir  le  finestre.   Contrariamente    a   Tollet,  l'Autore    am- 
ia saperìorìtà  dei  piani  superiori  al  pian  terreno,  perchè    meno   umidi  e  non  infet- 
dalle  esalazioni  del  sottosuolo.  In  generale  le  camere  a  pian    terreno  in  Isvezia  sono 
insalubri  appunto  per  le  correnti  d'aria  che  sorgono  dal  suolo,  che  vanno  a  costituire  il 
'/^  delTatmosfera  loro  ;  mentre  al  primo  piano  non  ve  n'ha  più  del  2  ^/q,  e  al  secondo 
appena  se  ne  trova  traccia.  Ora,  il  suolo  stesso  contiene  i  germi  di  parecchie  ma- 
infettive,  i  quali  possono  venir  trascinati  nell'ambiente  abitato  dalle  dette  correnti,  e 
ingenerare   malattie  diverse,   ileotifo ,   febbre   intermittente,    scarlattina,  morbillo, 
ecc. 

Se  in  questo  opuscolo  vi  ha  qualche  cosa  degno  di  menzione,  h  l'eziologia  delle  dette 
^Mciali  alle  caserme.  Eklund  sostiene  l' innocenza  relativa  delle  condizioni  tellu-' 
dell'acqua   potabile  nella  produzione  dell' ileotifo ,  mentre  trova  nell'aria  viziata  dei 
di  caserma  una  forte   causa    disponente   ad  accogliere   i    germi   tifosi.   Eklund 
trovato  i  microbi  della  scarlattina  (P/ax  scindens\  del  morbillo    (Torula  morbil^ 
a  macrococchiX  della  febbre  intermittente  (Limnophysalis  hyalina,  mentre  il  Bacillus 
d'origine  italiana,    e   VOscillaria  malaria    d'origine  francese   sarebbero  due  im- 
iti osnrpatorì),    della  tisi   (Micrococcus  phtisis    irritans).    Immaginarsi    tutti  questi 
diffusi  nell'aria,  adesi  alle  muraglie,  seminati  nel  suolo  :  qual  meraviglia  se  l'uomo 
p«ò  arrivare  al  mezzo  secolo  d'età,  se  anche  i  guerrieri  diventano  fiacchi  ed  impo- 
ai  loro  colpi  ripetuti  ?    —  Nulladimeno  è  assai  probabile  che  la  lamentata  degenera- 
de' soldati  dipenda  non  solamente    dalla    poca    ventilazione  delle    caserme    e    dalla 
degli  schizomiceti ,    ma   anche   dipende    dall'  uso    ed  abuso  degli  spiritosi ,    dalla 
abitudine  del  masticar  tabacco,  dalle    gravi    abitudini   e   dall'immoralità.    Queste 
sarebbero  assai  diffuse  nella  Svezia,  specialmente   la  tabaccofagia,  al  punto  che  da 
dlooti  di  Eklund  risulterebbe  che  taluni  arrivano  ad  inghiottire  fino  a  duecentodue 
di  nicotina  all'annoi 


-  96  - 

Asiainissement  de  Paris,  di  A.  Durand-Claye  ;  opusc.  di  pag.  79  in  8°,  Saint-Gennuii, 
1881.  —  L'anno  scorso  i  giornali  si  sono  occupati  a  lungo  di  una  questione,  alla   qaik 
restò  poi  il  nome   singolare  di  questione  degli  odori  di  Parigi:  l'emozione  fu  assai   tìti 
nel  pubblico,  il  quale  temette  di  restar  avvelenato  da  certi  efHuvl  pestilenziali  che  in  mode 
straordinariamente  intenso  si  erano  riversati  sulla  gran  metropoli.  Il  governo  medesimo  do 
vette  occuparsene,  e  nominò  una  Commissione    in  seno    ai  Comitati  Consultivi    d'igieai 
pubblica  e  d'arti  e  mestieri,  perchè  studiasse  le  cause  e  suggerisse  i  rimedi  a  tale  sconcio 
Parturiet  tnons  et  nascetur  con   quel  che  segue  :  solo  dopo  parecchi  mesi  si  potè  coao 
scere  il  rapporto  della  Commissione,  il  quale,  indagate  le  cause  anche  troppo  note  ed  efi 
denti    degli    odori,  si   limitava    a    proporre    delle   misure  palliative    capaci  di  pronta  w^ 
plicazione,  ma  di  risultato  appena  mediocre  ;  tali  insomma  che  mantenendo  lo  stato  attnat 
delle  cause,  valesse  appena  a  modificarne  gli  effetti  tanto  da  non  offendere   più   cosi  fO 
lanamente  1'  olfatto.  La  Commissione  si  dichiara   partigiana  del   sistema  delle  botti  e  dr 
pozzi  neri  attualmente  in  uso,  solo  raccomanda  la  frequente  ed  attenta  sorveglianza  ddl 
fosse,  la  rigorosa  applicazione  delle  comuni  prescrizioni  amministrative  per  riguardo  al  k» 
espurgo,  e  destinazione  ulteriore  delle  materie  escrementizie  e  di  rifiuto. 

Destò    la   meraviglia    di   tutti  che    dopo   tanto    tempo    la    Commissione    speciale  off 
trovasse    nulla    di    meglio  da  suggerire  che  degli    espedienti    notoriamente    insolfidof 
e  per  di  più  di  difficile   esecuzione.  Le    fosse    fìsse  o  mobili  nelle  case,  lo  spurgo  neO 
strade,  il  maneggio  di  tante  sozzure  in  aperta  campagna  saranno   sempre  focolaj  di  eml 
nazioni  fetide,  e  ciò  che  è  peggio   morbigene;  per  quanto  si   tenti  di  circondarli  d'ofr 
misura  precauzionale,  non  si  riuscirà  a  sopprimerli:  mentre  vi  ha  un   mezzo   radicale  pc 
liberarsene,  quello  di  mandar    tutto    nelle   fogne  {tout  a  V  égout).  Tale  è  il  tema  che  t 
questo  prezioso  opuscolo  viene  svolto  con  molta  cognizione  dall'ing.  Durand-Claye,  e  va 
bene  ei  ne  parli    per  la  sola  città  di  Parigi,  si  può  dire  che,  muiatis  mutandis^  la  qnc 
stione  vi  è  trattata  nel  suo  significato  più  generale,  e  sotto  i  suoi  più  importanti  aspctt 
r  igienico  e    1'  economico.    Tutto   alle  fogne  è  il  sistema  propugnato  oggidì    strenuameni 
dagli  igienbti  ;  è  il  sistema  già  da  tempo  parzialmente  in  uso  da  noi,  a  Valenza,  a  Edis 
burgo,  e  recentemente  adottato   da    numerose    città   inglesi  e  tedesche.    Esatte    statisti^ 
hanno  messo  fuor  di  dubbio  che  ovunque  tale  sistema  fu  generalmente  accettato,  la  moi 
talità  generale  è  notevolmente  scemata,  e  sopratutto  è  scemata  la  frequenza  e  la  mortaBll 
delle  febbri  tifoidi.  Con  tutta  ragione  quindi  Durand-Claye,  in  nome  anche  degli  ingegiiB 
del  servizio  municipale  di  Parigi,   presenta  energiche  e  precise   osservazioni  contro  le  • 
serzioni  della  Commissione  governativa;  e  dimostra  che  il  sistema  non  solo  suscettibile^ 
rapida  e  larga  applicazione,  ma  anche  capace  di  dare  un  miglioramento  immediato'  e  Ws 
tevole  nelle  condizioni  igieniche  della  città,  si  riassume  in  questi  termini  :  evacuazione  in 
mediata,  per  mezzo  dell'acqua,  di  tutte  le  materie  di  rifiuto  fuori  dell'abitazione  ;  traspoil 
rapido  e  continuo  nella  massa  delle  acque  di  fogna  ;  filtrazione  e  purificazione  di  qaeH 
per  mezzo  del  terreno,  come  già  si  fa  a  Gennevilliers.  Allora  vengono  soppresse  le  folM 
i  tubi  di  sfogo  dei  gaz,  l'espurgo,  gli  stabilimenti  che  lavorano  le  materie  fecali  —  ofll 
vengono  necessariamente    tolti  tutti  i  focolaj  che   oltre    ad   appestare  l'aria  minacciano  1 
salute  dei  cittadini. 

Non  possiamo  analizzare  minutamente  il  lavoro  di  Durand-Claye ,  egli  coi  nomel 
alla  mano  convince  dell'entità  del  nemico  che  noi  ci  teniamo  in., casa  col  vecchio  d 
stema  delle  fosse  :  vi  contrappone  l' innocuità  non  solo  delle  fogne  impermeabili  ai  liqsU 


—  97  — 
»  gìLZ,  ma  anche  dei  terreni  irrigati  colle  acque  di  fogne  cosi  mescolate  ai  rifiuti  umani; 
combatte  vittoriosamente  l' obiezione  che  quei  campi  di  filtrazione  possano  diventare  fo- 
olaj  di  dififusione  delle  malattie  infettive,  cholera,  tifoide,  ecc.  Contro  tale  timore  sta  l'espe- 
ieoza  delle  molte  città  in  cui  il  sistema  è  già  in  uso,  e  l' affermazione  di  distintissimi 
gienisti,  i  quali  riconoscono  nel  terreno  la  proprietà  assoluta  di  purificare  le  acque  più 
mpore  Tersale  alla  sua  superficie. 

Malgrado  le  conclusioni  della  Commissione  governativa ,  il  Municipio  di  Parigi  con- 
tznna  nella  p>roprìa  via  e  la  rete  di  fognatura  va  continuamente  guadagnando  in  estensione  ;  e 
nccome  per  essa  va  facendosi  sempre  più  forte  il  bisogno  di  acqua,  cosi  si  sta  studiando 
dì  introdurre  in  Parigi  una  provvigione  d'acqua  ancora  più  abbondante.  Noi  sappiamo 
anche  già  che  la  Commissione  delle  abitazioni  insalubri  in  Parigi  ha  reclamato  che  d'ora 
innanzi  vengano  imposte  come  minitnun  necessario  nell'  interno  delle  abitazioni  le  seguenti 
quantità  d' acqua  :  3  decimetri  cubi  ogni  metro  cubo  di  fabbricato,  3  litri  ogni  metro  qua- 
drato  di  scuderìe  e  corti,  25  litrì  per  ogni  cesso,  —  ciò  che  fa,  in  cifra  rotonda,  1,500  litri 
d'acqua  per  una  costruzione  che  occupi  260  metri  quadrati.  Se  in  essa  abitano  30  indi- 
cai, si  avrà  dunque  50  litri  a  testa  —  ciò  che  rappresenta  un  minimun  veramente  esiguo 
(vedi  questo  giornale  pag.  566). 

fiécneil  cLm  travanz  dn  Comité  Consnltatif  d'hygiène  pubbliqtie  de  Franco,  —  Paris 

iSSi.  —  Questo  volume  raccoglie  i  numerosi  e  importantissimi  lavori  del  Comitato  Con- 
citativo d'igiene  pubblica  di  Francia,  nonchò  gli  atti  officiali  dell'Amministrazione  Sanitaria. 
Essi  sono  cosi  classificati  : 

I.®  Servizi  sanitari  in  paesi  stranieri; 

2P  Consigli  d'igiene  e  di  salubrità  dei  dipartimenti  ; 

3.^  Epidemie,  endemie,  malattie  contagiose  ; 

4.^  Salubrità,  polizia  sanitaria; 

5.^  Igiene  professionale  e  industriale  ; 

6P  Derrate  alimentarì  e  bevande  ; 

7.^  Esercizio  della  medicina  e  della  farmacia  ; 

8.^  Acque  minerali. 

Solla  Terapia  della  Difterite  ;  per  il  dott.  a.   Bottari  ,  opuscolo  di   14  pagine. 

Catania  1881.  —  Nulla  di  nuovo. 

n  progetto  di  legge  sul  lavoro  delle  donne  e  dei  fanoialli  in  rapporto  all'inda- 

itria  SOlfifera;  pel  dott. alfonso  Giordano.—  {Gazz.di  mcd,pubbl,,  1881,  Napoli).— 
I  paesi  più  industri  e  civili  hanno  tutti  intesa  la  necessità  di  garantire  la  salute  delle  po- 
.  polazioni  senza  nuocere  al  progresso  delle  industrie,  conciliando  possibilmente  la  suprema 
legge  dell'igiene  con  quella  dell'utile  e  del  tornaconto.  E  però  essi  hanno  emanato  delle 
apposite  leggi  sul  lavoro  nelle  fabbriche,  dove  specialmente  vengono  prescritte  limitazioni 
di  tempo  e  di  modo  al  lavoro  dei  fanciulli  e  delle  donne.  Anche  il  nostro  Governo, 
spiato  dalle  molte  e  molte  istanze,  ha  finalmente  formulato  un  apposito  schema  di  legge 
inteso  a  regolare  il  lavoro  industriale  iu  Italia. 

Vi  sarebbero  senza  dubbio  molte  osservazioni  a  fare  su  questo  progetto  di  legge,  che 
nel  voler  riformare  Arti  abusi  non  dispiega  molta  determinazione  e  sicurezza.  D'altronde 
tali  osservazioni  possono  e  devono  variare  a  seconda  del  caso  pratico;   bisognerebbe  che 

7 


—  94  — 

la  climatologia  del  nostro  paese.  Sebbene  non  si  abbia  riguardo  che  alla  parte  fisica  del 
l'argomento,  sarà  libero  ai  concorrenti  di  accrescere  il  pregio  delle  opere  loro  col  cosa 
prendere  nella  trattazione  anche  le  applicazioni  all'agricoltura  e  alla  salute  pubblica.  — 
Tempo  utile  per  concorrere ,  fino  alle  4  pom,  del  /°  giugno  iSSj,  —  Premio  L.  i2oa 

Tema  per  l'anno  1882.  —  Fondazione  Secco  Comneno  —  Considerazioni  e  proposUe 
circa  i  soccorsi  che  gli  Istituti  di  pubblica  beneficenza  sogliono  prestare  a  domicilio.  — ■ 
Tempo  utile  per  concorrerei  fino  alle  4  pom,  del  28  febbrajo  1882.  —  Premio  L.  864. 

Tema  per  l'anno  1882.  —  Fondazione  Gagnola  (Straordinario).  —  Dimostrare  eoe 
esperienze  se  la  materia  generatrice  dell'  idrofobia  sia    un  principio  virulento  (velenoso) 
o  un  germe  organizzato  (lissico).  —   Tempo  utile  per  concorrere^  fino  alle  4  pom,   del  té, 
febbrajo  1882.  —  Premio  L.  6000. 

Concorso  per  l'anno  1882.  —  Fondazione  Brambilla  —  Può  aspirare  a  qnest« 
premio  chi  abbia  inventato  o  introdotto  in  Lombardia  qualche  nuova  macchina  o  qual- 
siasi processo  industriale  o  altro  miglioramento,  da  cui  la  popolazione  ottenga  un  van 
taggio  reale  e  provato.  —  Tempo  utik  per  concorrere,  fino  alle  4  pom,  del  i^  maggio  i8$a 
—  Il  premio  sarà  proporzionato  all'  importanza  dei  titoli  che  si  presenteranno  al  concorsG 
e  potrà  raggiungere,  in  caso  di  merito  eccezionale,  la  somma  di  L.  4000. 

Tema  per  l'anno  1882.  —  Fondazione  Fossati  —  Rischiarare  con  nuove  indagin 
l'eziologia  del  cretinismo  e  della  idiozia.  —  Tempo  utile  per  concorrere,  fino  aUi  4  p» 
meridiane  del  31  maggio  1882.  —  Premio  L.  2000. 

XontunentO  a  Gfiovaxml  Folli.  —  L'n  settembre  dell'anno  decorso  nella  piccola  tem 
di  Oggebbio  sul  Lago  Maggiore,  fu  solennemente  inaugurata  una  lapide  commemoratifa 
con  effigie  in  onore  del  compianto  prof.  Giovanni  Polli.  Erano  presenti  i  rappresentasti 
di  corpi  scientifici,  la  famiglia  Polli,  molti  invitati  ed  all' infuori  dei  vecchi  e  degli  am- 
malati, tutti  i  terrieri  di  Oggebbio  erano  raccolti  sulla  Piazza  Maggiore. 

Il  dott  Giuseppe  Micotti  fece  l'elogio  scientifico  dell' illustre  professore  ;  il  dott.  Zucchi, 
rappresentante  della  Società  Italiana  d' Igiene  e  di  altre  Società  tenne  un  breve  e  commo* 
▼entissimo  discorso;  disse  pure  parole  accentuate  di  affetto  e  di  ammirazione  il  professoit 
Fazio  di  Napoli,  ed  a  nome  del  Sindaco  l'avvocato  Giovanni  Micotti  descrisse  a  vivi  oo< 
lori  la  vita  privata  del  Polli  e  le  sue  benemerenze  verso  il  suo  prediletto  Oggebbio,  oh 
trasse  origine  la  sua  famiglia. 

La  mesta  cerimonia  fu  chiusa  con  una  visita  alla  chiesuola  della  Villa  Solitudine,  d 
proprietà  del  defunto,  ove  era  stata  deposta  sull'altare  in  mezzo  a  freschissimi  fiorì  l'umi 
contenente  le  ceneri  dell'  insigne  scienziato,  del  vero  filantropo,  dell'  esemplare  cittadino. 


2 
CI 

3' 


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LIBRI    NUOVI 


Intono  ai  meni  per  impedire  la  propagazione  del  vajnolo,  del  dott.  e.  D'Arpb  ; 

ktten-oposc.,  Napoli,  i88i.  —  Sotto  forma  di  lettera  indirizzata  al  dott.  De-Pietra  Santa, 
FAntore  ribatte  le  parole  del  dott.  Boens  sulla  inutilità  della  vaccinazione  e  1'  esclusiva 
importanza  profilattica  dell'  igiene  pi'eventivn,  dal  dott.  Boens  medesimo  appiccicate  a  guisa 
di  coda  alla  relazione  di  un  caso  in  cui  appunto  la  toga  igienica  del  dott.  Boens  avrebbe 
scoogìiirato  il  perìcolo  di  un'epidemia  di  vajuolo.  Si  il  dott.  Boens,  senza  aspettare  il  ver- 
detto delle  generazioni  mediche  avvenire,  potrebbe  accontentarsi  del  verdetto  odierno  di 
Pasteur  e  suoi  discepoli. 

Cootribntion  à  la  géographie  medicale,  del  dott.  F.  Ekluxd  ;  opusc.  di  46  pag.,  Stoc* 

colma,  1881.  —  Sotto  questo  titolo  pomposo  non  si  trova  altro  che  una    minuziosa    de- 
.f-  scrizione  della  nuova  caserma  delle  reclute  di  Skeppsholq^i  considerata  dal   punto  di  vista 
igienico.  Se  essa  presenta  qualche  vantaggio  sulla  vecchia  caserma  di  legno  di  Castelholm, 
p.  es.  una   fognatura  più  accurata,  una  maggiore  ampiezza  di  locali,   tuttavia    essa  lascia 
Bolto  a  desiderare  dal  punto  di  vista    della    ventilazione  :  cosi  ogni  marinajo   ha  appena 
IO  m.  e.  d'aria  e  3  m.  di  suolo,  mentre  al  rinnovamento  dell'aria  non  v'ha  apparecchio  che 
J  piOTveda  —  di  notte  bisognerà  aprir  le  finestre.   Contrariamente    a   ToUet,  l'Autore    am- 
nette  là  superiorità  dei  piani  superiori  al  pian  terreno,  perchè    meno   umidi  e  non  infet- 
tati dalle  esalazioni  del  sottosuolo.  In  generale  le  camere  a  pian    terreno  in  Isvezia  sono 
Bolto  insalubri  appunto  per  le  correnti  d'aria  che  sorgono  dal  suolo,  che  vanno  a  costituire  il 
sf  fi  7o  dell'atmosfera  loro  ;  mentre  al  primo  piano  non  ve  n'ha  più  del  2  ^/q,  e  al  secondo 
piano  appena  se  ne  trova  traccia.  Ora,  il  suolo  stesso  contiene  i  germi  di  parecchie  ma- 
iittie  infettive,  i  quali  possono  venir  trascinati  nell'ambiente  abitato  dalle  dette  correnti,  e 
^nindi  ingenerare   malattie   diverse,   ileotifo ,    febbre   intermittente ,    scarlattina,  morbillo, 
tisi,  ecc. 

Se  in  questo  opuscolo  vi  ha  qualche  cosa  degno  di  menzione,  è  l'eziologia  delle  dette 
malattie  speciali  alle  caserme.  Eklund  sostiene  l' innocenza  relativa  delle  condizioni  tellu- 
ricbe  dell'  acqua  potabile  nella  produzione  dell'  ileotifo ,  mentre  trova  nell'  aria  viziata  dei 
dormitori  di  caserma  una  forte  causa  disponente  ad  accogliere  i  germi  tifosi.  Eklund 
avrebbe  trovato  i  microbi  della  scarlattina  (Piax  scindens)^  del  morbillo  (Torula  morbil" 
ìorum,  a  macrococchi),  della  febbre  intermittente  {Limnophysalis  hy alina,  mentre  il  Bacillus 
wialaria  d'origine  italiana,  e  VOscillaria  malaria  d'orìgine  francese  sarebbero  due  im- 
prudenti usurpatori),  della  tisi  (Aficrocoecus  phiisis  irritans).  Immaginarsi  tutti  questi 
germi  diffusi  nell'aria,  adesi  alle  muraglie,  seminati  nel  suolo  :  qual  meraviglia  se  l'uomo 
non  può  arrivare  al  mezzo  secolo  d'età,  se  anche  i  guerrieri  diventano  fiacchi  ed  impo- 
tenti ai  loro  colpi  ripetuti  ?  —  Nulladimeno  è  assai  probabile  che  la  lamentata  degenera- 
zione de' soldati  dipenda  non  solamente  dalla  poca  ventilazione  delle  caserme  e  dalla 
guerra  degli  schizomiceti ,  ma  anche  dipende  dall'  uso  ed  abuso  degli  spiritosi ,  dalla 
perversa  abitudine  del  masticar  tabacco,  dalle  gravi  abitudini  e  dall'immoralità.  Queste 
cause  sarebbero  assai  diffuse  nella  Svezia,  specialmente  la  tabaccofagia,  al  punto  che  da 
certi  calcoli  di  Eklund  risulterebbe  che  taluni  arrivano  ad  inghiottire  fino  a  duecentodue 
grammi  di   nicotina  all'annoi 


-  96- 

Asialnissement  de  Paris,  di  A.  Durand-Claye  ;  opusc.  di  pag.  79  in  8°,  Saint-Gennai. 
1881.  —  L'anno  scorso  i  giornali  si  sono  occupati  a  lungo  di  una  questione,  alla  qua 
restò  poi  il  nome  singolare  di  questione  degli  odori  di  Parigi:  l'emozione  fu  assai  vi-' 
nel  pubblico,  il  quale  temette  di  restar  avvelenato  da  certi  effluvi  pestilenziali  che  in  mo< 
straordinariamente  intenso  si  erano  riversati  sulla  gran  metropoli.  Il  governo  medesimo  d 
vette  occuparsene,  e  nominò  una  Commissione  in  seno  ai  Comitati  Consultivi  d'igiei 
pubblica  e  d'arti  e  mestieri,  perchè  studiasse  le  cause  e  suggerisse  i  rimedi  a  tale  sconci 
Partttriet  mons  et  nascetur  con  quel  che  segue:  solo  dopo  parecchi  mesi  si  potè  eoo 
scere  il  rapporto  della  Commissione,  il  quale,  indagate  le  cause  anche  troppo  note  ed  ei 
denti  degli  odori,  si  limitava  a  proporre  delle  misure  palliative  capaci  di  pronta  a 
plicazione,  ma  di  risultato  appena  mediocre  ;  tali  insomma  che  mantenendo  lo  stato  attaa 
delle  cause,  valesse  appena  a  modificarne  gli  effetti  tanto  da  non  offendere  più  cosi  vi 
lanamente  T  olfatto.  La  Commissione  si  dichiara  partigiana  del  sistema  delle  botti  e  d 
pozzi  neri  attualmente  in  uso,  solo  raccomanda  la  frequente  ed  attenta  sorveglianza  del 
fosse,  la  rigorosa  applicazione  delle  comuni  prescrizioni  amministrative  per  riguardo  al  lor 
espurgo,  e  destinazione  ulteriore  delle  materie  escrementizie  e  di  rifiuto. 

Destò  la  meraviglia  di  tutti  che  dopo  tanto  tempo  la  Commissione  speciale  uo 
trovasse  nulla  di  meglio  da  suggerire  che  degli  espedienti  notoriamente  insufficient 
e  per  di  più  di  difficile  esecuzione.  Le  fosse  fisse  o  mobili  nelle  case,  lo  spurgo  nell 
strade,  il  maneggio  di  tante  sozzure  in  aperta  campagna  saranno  sempre  focolaj  di  ems 
nazioni  fetide,  e  ciò  che  è  peggio  morbigene;  per  quanto  si  tenti  di  circondarli  d'ogc 
misura  precauzionale,  non  si  riuscirà  a  sopprimerli:  mentre  vi  ha  un  mezzo  radicale  pe 
liberarsene,  quello  di  mandar  tutto  nelle  fogne  (tout  a  t  égout).  Tale  è  il  tema  che  i 
questo  prezioso  opuscolo  viene  svolto  con  molta  cognizione  dall'ing.  Durand>CIaye,  e  set 
bene  ei  ne  parli  per  la  sola  città  di  Parigi,  si  può  dire  che,  mutatis  muiandis^  la  qac 
stione  vi  è  trattata  nel  suo  significato  più  generale,  e  sotto  i  suoi  più  importanti  aspett 
r  igienico  e  \  economico.  Tutto  alle  fogne  è  il  sistema  propugnato  oggidì  strenuamcnl 
dagli  igienisti  ;  è  il  sistema  già  da  tempo  parzialmente  in  uso  da  noi,  a  Valenza,  a  Edin 
bnrgo,  e  recentemente  adottato  da  numerose  città  inglesi  e  tedesche.  Esatte  statistici 
hanno  messo  fuor  di  dubbio  che  ovunque  tale  sistema  fu  generalmente  accettato,  la  mo 
talità  generale  è  notevolmente  scemata,  e  sopratutto  è  scemata  la  frequenza  e  la  mortali 
delle  febbri  tifoidi.  Con  tutta  ragione  quindi  Durand-Claye,  in  nome  anche  degli  ingegnc 
del  servizio  municipale  di  Parigi,  presenta  energiche  e  precise  osservazioni  contro  le  a 
serzioni  della  Commissione  governativa  ;  e  dimostra  che  il  sistema  non  solo  suscettibile 
rapida  e  larga  applicazione,  ma  anche  capace  di  dare  un  miglioramento  immediato*  e  n 
tevole  nelle  condizioni  igieniche  della  città,  si  riassume  in  questi  termini  :  evacuazione  ii 
mediata,  per  mezzo  dell'acqua,  di  tutte  le  materie  di  rifiuto  fuori  dell'abitazione;  traspoi 
rapido  e  continuo  nella  massa  delle  acque  di  fogna  ;  filtrazione  e  purificazione  di  que 
per  mezzo  del  terreno,  come  già  si  fa  a  Gennevilliers.  Allora  vengono  soppresse  le  fos: 
i  tubi  di  sfogo  dei  gaz,  l'espurgo,  gli  stabilimenti  che  lavorano  le  materie  fecali  —  osj 
vengono  necessariamente  tolti  tutti  i  focolaj  che  oltre  ad  appestare  l'aria  minacciano 
salute  dei  cittadini. 

Non  possiamo  analizzare  minutamente  il  lavoro  di  Durand-Claye ,  egli  coi   num« 
alla  mano  convince  dell'  entità  del   nemico  che  noi  ci  teniamo    in ..  casa  col   vecchio 
stema  delle  fosse  :  vi  contrappone  l' innocuità  non  solo  delle  fogne  impermeabili  ai  liqu 


-  99  — 

.  line  riposi.  Motto  affine  alln  francese 


[irodamaU    Ci>irrkaje  del   1874.   T.: 

i  Sviiier.1    sin  da 

pei  vati  C.iiil'ini  1:  per  determinate 

indurrle:.  La   >.(■ 

ohi:   ai    lavori,  e  iiitcri1i;?>L-    1'  opera 

notturna  a  cìii    : 

IVtà   di   am,t,i,«ìon.;  ;■  di    10  anni  coi 

mpiuti,   dai    10  : 

r.,...  ..i   liinila.oaor.  47,  con'/. 

ora  di  lipris-.:    ": 

urno  ì:  non  massiurc  .li   12  ori-,  coti 

1  due  rip'.*i  •■;     . 

>  L-stiro  e  quelli)  ilcgli    adulti  in  ani< 

one  alle  d-^t.:.-:  e 

-.ma  legge  •lei  1S73  in  cui  l'età  di  a 

mmiui'jite  r  f.v:.:'. 

1   f.-aò  oltreiiasKire  ,    pei  riasclii  fino 

ui   13  a„:.i,    V    :■■ 

giorno;  [.ti  majchi  dai   13  ai   iS  ani 

id,  e  per  ;■       -■■ 

rno.    S' iiilerdice  1'  opera    notlurna   ai 

i  maschi  f.:.-^  i    : 

,  [(Ut  troppo,  non  pensò  che  tardi  n  coniini''!  -r: 
;|.ii:lt  n  ciò  fare,  die  aiiyi  pireeeliie  disgrafie  t::t 
jv.Tiio  delle  rifOLise  inciiieste,  hanno  f»l!o  e.-.  ■ 
elle  fin  dal  1S75  il  ministro  l'inali  prese n'.u.:  .-.  \ 
dicendo  che  :z-i  dei  fjiiiiiilìi  era  /atlv  une  ■->-...■ 
ce  niente.  Ci  volle  ancora  un'altra  incili  e  ita  '.  ■j--l.; 
^>tl.^<>  d'agricoltura,  industria  e  commercia  ]>tr  if^. 
ulliva  ]jer  gli  istituti  di  ]>revidenza  e  \^:\  '.li:—. 
ora  si  el>l>e  in  mano  una  ricchissima  su p;''.^ -'.■..  -  - 
da  questa  il  K.  Ministero  fu  in  grado  di  g  i<''J»'-^ 
e  ilelli  .Sicilia  vengono  specialmeijte  ny^^u^r,- 
aliti  che  dall'esempio  e  ilalle  |>aTc>1e  ii^i.  »va:. 
.  ed  al  villo  ; 

irto  del  minerale  a  sptlti  dall'  intem»  idi  t«KK  1 
ulli  e  le  donne,  e  li  derorma  ; 

a  siETalto  lavoro  £lì  iateirogat!  (ODb  ^«mÌ  mh  $■■■ 
e  del  lavoro  per  leege  tatebbe  yt»**^  fm Im.  Jù— 

addentro  nelle  uiigolc  reluioni, 
r  i  ragazzi  dì  trovaiii  'lenlra^ 
}  quale  pouibili 

I  nel  più  fatìcoM  del 

a  un  figlio  in  tA  « 

i  una  data 


-  98  — 

per  ogni  genere  di  industrie  contemplato  sorgesse  un  individuo  competente  a  propugnarTe- 
L'esempio  del  dott.  Giordano  è  degno  di  ogni  encomio,  e  meriterebbe  di  venire  seguito* 
Né  il  suo  lavoro  h  di  così  piccola  portata  come  si  crederebbe,  perchè  non  solo  considera 
il  progetto  di  legge  rispetto  all'industria  solfìfera  di  Lercara ,  sua  patria ,  ma  si  può  dire 
di  tutta  la  Sicilia,  e  in  buona  parte  delle  cave  e  miniere  in  genere.  Vale  quindi  la  pena 
di  esaminarlo  un  po'  diffusamente. 

Per  poter  dare  un  giudizio  il  meno  inesatto  possibile  sul  merito  del  progetto  ministe- 
riale intomo  alla  legge  sul  lavoro  delle  donne  e  dei  fanciulli,  è  mestieri  anzitutto  esporre 
le  condizioni    peculiari    in  cui  versa  l'industria    solfìfera   nelle    attinenze    col    progetto  in 
esame,  coll'età  e  sesso  dei  lavoranti.  Non  vale  il  nasconderlo,  queste  condizioni  sono  in- 
compatibili coi  progressi  della   civiltà.  Di  vero ,  ragazzi  di  tenera  età,  al  disotto  dei  9  anni, 
cominciano  ad  essere  sottoposti  al  penoso  ed  improbo  lavoro  sotterraneo,  circondati  da  innu- 
merevoli pericoli  nascenti  e  dalla  natura  del  lavoro  e  dalla  loro  inesperienza.  Vedete  questi 
miseri  bambini,  non  escluse  le    fanciulle,  laceri  e  quasi  nudi,  abbandonati  per  una  specie 
di  tratta  ad  un  feroce  ed  ingordo  picconiere,  trascinarsi  su  per  l'erte  ed  interminabili  scale 
delle  miniere,  curvi  ed  ansanti  sotto  1'  enorme  peso  dai    40  ai  50    chilogrammi  in  mezzo 
ad  un'atmosfera  or  fredda  or  calda,  sempre  viziata  e  corrotta.  Vedeteli   per  8  o  io  ore  al 
giorno  logorarsi    sotto  questa    nuova    specie  di  tortura,    sanguinoso    affronto    alla   dignità 
umana,  ed  alle  leggi  ineluttabili  della    natura ,    che   vuole   riservate  le  fatiche    agli  esseri 
arrivati  nel  pieno    sviluppo  delle  proprie    forze.  Non  parliamo    poi  della  vita   a    cui   son 
dannati  per  il  resto  del  di  tra  le  pareti  della  miserabile  capanna  paterna.  E  se  dalle  os- 
servazioni economico-sociali  passiamo  ad  esaminare   lo  stato    fìsico  degli   individui  assog- 
gettati a  cosi  precoci  e  gravi  fatiche  ,    a  bella  prima  ci   si  pareranno  innanzi   tali  imper- 
fezioni permanenti  da'  potersi  considerare  come    l' impronta  caratteristica  del  mestiere  ,  ed 
un  marchio  indelebile,  muto  ma  eloquentissimo   testimonio  della  degradata   umana  perso* 
nalità.  Non  sono  vane  chiacchiere  sentimentali  ;  molte  autorità  competentissime  hanno  già. 
pensato  e  scritto  lo  stesso;  basti  interrogare  le  statistiche  militari.  La  classe  del   1860  nei 
diversi  mandamenti  dei  circondar!  di  Termini-Imerese,  Caltanisetta  e  Girgenti  comprendeva 
la  cifra  di  837  zolfatai;    orbene    su  quel    numero    ne    vennero   riformati    235  (più  di  un. 
quarto)  per  mancanza  di  statura,  e  30  per  gibbosità. 

Abbiam  detto  che  le  altre  nazioni  già  da  tempo  possiedono  leggi  speciali  sul  lavoro 
delle  donne  e  dei  fanciulli.  Prima  a  rivolgere  l'attenzione  a  questi  provvedimenti  fu  l'In- 
ghilterra ,  la  quale  entrò  coraggiosamente  fìn  nei  più  piccoli  dettagli ,  provvedendo  alla 
salute,  alla  sicurezza  dei  lavoranti,  al  tempo  ed  alle  ore  dei  pasti,  ai  giorni  festivi,  all'edu- 
cazione dei  fanciulli ,  ai  certificati  d'idoneità ,  ecc.  Gli  adolescenti  e  le  donne  ebbero  il 
lavoro  limitato  tra  10  e  12  1/2  ore,  eccettochè  al  sabato  è  di  7  1/3.  Più  energiche  sono 
le  leggi  in  Germania:  l'età  di  ammissione  pei  fanciulli  è  di  12  anni;  dai  12  ai  14  anni 
il  lavoro  non  deve  eccedere  6  ore  al  giorno;  chi  ha  più  di  14  e  meno  di  16  anni  può  la* 
vorare  io  ore  al  giorno  ;  il  lavoro  delle  donne  nei  sotterranei,  quello  notturno,  nelle  dome- 
niche e  nei  giorni  festivi  non  è  permesso.  In  Ungheria  vi  è  una  legge  del  1872 ,  che 
fissa  l'età  di  ammissione  ai  io  anni,  e  la  durata  del  lavoro  a  io  ore.  In  Francia  non 
andò  in  vigore  alcuna  legge  fuorché  nel  1874,  nella  quale  l'età  di  ammissione  è  stata 
fissata  a  12  anni,  con  una  eccezione  a  favore  di  12  industrie,  dove  i  fanciulli  possono 
essere  ammessi  anche  a  io  anni.  Però  per  essere  ammessi  ad  un  lavoro  regolare  che  non 
sia  quello  dell'apprendista,  debbono  i  fanciulli  aver  ricevuto  una  sufficiente  istruzione  ele- 
mentare. Le  ore  di  lavoro  sono,  da  10  a  12  anni,  di  6  ore,  dirise  con  due  riposi ,  e  da 


101    

Tali  sono  le  osservazioni  che  il  dott.  Giordano  trova  di  fare  al  progetto  di  legge  mi- 
ìsierule  ;  noi  le  abbiamo  riferite,  bene  spesso  colle  medesime  sue  parole  ;  le  quali  diven- 
p3o  tinto  piò  autorevoli,  l'Autore  essendo  proprietario  di  solfare  :  la  scienza  e  la  carità 
icxso  il  prossimo  hanno  fatto  tacere  ogni  altra  voce  di  particolari  interessi. 

Del  resto  quest'  importantissimo  tema  del  lavoro  delle  donne  e  dei  fanciulli  venne  trat- 
tilo nella  Riunione  degli  Igienisti  italiani  in  Milano  ;    negli  Atti  che    stanno   per  pubbli- 
L  onì^  il  lettore  potrà  vedere  la  relazione  che  ne  venne  fatta,  e  la  discussione  che  ne  se< 
fDfa,  Un  cenno  trovasene  già  nei  fascicoli  precedenti  (n.°  9  e  io  1881). 

U  OBI  malattia  dell'infanzia  probabilmente  non  trattata  dai  patolo£;i;  pel  dottor 

A.  Riga,  opuscolo  di  1 1  pagine.  —  Napoli,  1 88 1 .  —  Il  dott.  Riga  avrebbe  osservato 
speciale  malattia  dei  bambini  lattanti,  la  cui  descrizione  non  si  trova  nemmeno  sui 
tattaù  dei  morbi  infantili.  Egli  la  battezza  glossofrenulite  membranosa,  e  consiste,  come 
k  dice  il  nome,  nell'apparizione  di  una  membrana  perlacea  sotto  la  lingua,  tra  l'apice  di 
^iBti  e  il  frenulo,  della  grandezza  di  una  lenticchia,  diffìcile  a  distaccarsi,  e  sempre  li- 
ai  punto  suddetto.  Il  quadro  clinico  però  non  è  chiaro  altrettanto,  sebbene  i  bam- 
Vai  direntino  a  poco  a  poco  cachettici  al  punto  da  morirne.  Sintomo  quasi  costante  è 
hdiarrea.  La  durata  della  malattia,  può  essere  di  più  mesi.  L'Autore  si  diffonde  a  stabilirne 
i  criteri  differenziali  dalla  difterite,  dalla  stomatite  cruposa  e  pseudo-membranosa.  A  noi 
k glosso  frennlite  sembra  un  fenomeno  di  poca  importanza  del  genere  delle  lisse  nella 
Bbbia,  delle  vescichette  sottolinguali  nella  tosse  ferina  (se  mai  ne  sia  vera  l'esistenza). 

Scucca  e  le  Terme  Selinnntine;  del  dott.  G.  Licata.  —  Sciacca,  1881.  —  A  ren- 
èie  più  interessante  il  proprio  lavoro,  il  dott.  Licata  stimò  bene  di  premettere  alle  solite 
CBDsìderazioni  sulle  virtù  curative  delle  terme  solforose  una  breve  storia  della  città  di  Sciacca 

dd  caii  disgraziati  di  questo  avanzo  cartaginese.  E  certo  una  fortuna  per  il  paese  di 
ere  cosi  ricche  sorgenti  solforose  ;  ma  non  siamo  d'avviso  che  esse  abbiano  a  tornare 
pesto  all'antica  fama  se  i  Sciacchesi  aspettano  la  manna  dal  Governo. 

La  Stabilimento  delle  Acque  Albule  presso  Tivoli;  dell' ing.  G.  Sacheri.  ^  To- 
no, 1S81. —  «  Era  naturale  che  la  Roma  degli  Italiani,  ricercando  la  storica  grandezza  dei 

•  padri,  spiegasse  per  intimo  istinto,  confortato  dalla  ragione  e  dalla  scienza,  le  sue  industri 

•  ncercbe  su  quella  campagna,  abbandonata  da  secoli,  che  fu  un  giorno  il  giardino  del  Lazio. 
«  E  le  Albule,  che  storici  e  poeti  narrarono  al  mondo  come   Acque    espiatrici  e  sa- 

*HiberTÌme,  le  Albule,  uniche  terre  dell'antica  Roma,  illustrate  dalla  sapienza  Galenica  e 
■òdle  memorabili  guarigioni  di  imperatori  romani,  tornassero  al  prisco  splendore  per  la 
^MÌmie  a  Roma  rinnovata. 

<  Un  voto  unanime  degli  attuali    e    più  illustri  cultori  della  Medicina  fra  noi ,  con- 
"  ftoDgendo  l'antica  alla  sapienza  nuova,  fu  sprone  al  grandioso  e  vasto  stabilimento  che 

•  ima  Società  benemerita  va  oggi  nuovamente  erigendo  in  onore  di  queste  fonti  invidiate  *. 
Cosi  l'illustre    clinico  Baccelli,  l'attuale  Ministro^  scriveva    il    15  aprile  1880  come 

fce&zione  alla  guida  delle  Acque  Albule  del  dott.  Quagliotti. 

Oggi  il  grandioso  stabilimento  si  può  dire  compiuto ,  e  tanto  ò  già  in  onore  presso 

i  Romani  per  la  sperimentata  portentosa  efficacia  di   sue  acque ,  che  gli   antichi  appella- 

nio  Santìssime,  tanta  ne  è  l'aflluenza  dei  bagnanti  che  nel  corrente  anno  a  tutto  agosto 


—   zoo  

pubblica  preoccuparono  la  mente  del  Ministero  i  falsi  allarmi  degli  industriali,  e  lo 
dante  vocio  dei  proseliti  del  laisser  faire,  laisser  passer  », 

Limitandosi    al  proprio  argomento,  in  riguardo   air  industria   solfifera ,  l'Autore 
quanto  mai    necessario  che  fosse  elevato  il  limite  dell'età   di   ammissione    al  lavoro.  M'd" 
l'età  impubere,  né  lo  scheletro,  né  i  visceri  sono    sufHcientemente    sviluppati  si  da  poter 
rispondere  alle  fatiche  richieste;  in  quell'epoca  non  è  senza  pericolo  il  porre  in  qualsiasi 
modo  un  inceppamento  al  vigoroso  lavorio    del    ricambio  materiale.  L'Autore  invoca  die 
l'età  di  ammissione  al  lavoro  esterno  sia  elevata  per  lo  meno  ad    li  anni,   e  a  14  quella 
al  lavoro  sotterraneo;  più  che  l'orario  giornaliero  al   di  sotto  degli   anni  12  non  ecceda  le 
otto  ore,  con  due  intervalli  di  riposo  ,  di  un'ora  ciascuno  ;    e    pei  fanciulli  dagli  anni   12 
ai  1 5  non  sia  superiore  alle  1 2  ore  ,  con  due  riposi    di    almeno  un'ora  per  uno.  Quanto 
ai  lavori  notturni  e  delle  domeniche  devono  essere  assolutamente  vietati  ai  ragazzi  minori 
di   iS'  anni. 

La  disposizione  del  progetto  in  riguardo  alle  donne  è  affatto  manchevole  ;  invero  si 
limita  a  proibir  loro  il  lavoro  nelle  miniere  e  cave  nelle  prime  due  settimane  di  puerperio^ 
Occorre  invece  proibire  addirittura  il  lavoro  sotterraneo,  quello  delle  feste,  quello  nottnnio 
o  fatto  in  comune  coli' uomo;  e  bisogna  altresì  allargare  il  divieto  ad  un  mese  prima  e  ad 
un  mese  dopo  il  parto,  tanto  nell'  interesse  della  donna,  quanto  nell'  interesse  del  bambino* 
incapace  a  far  valere  i  propri  diritti  e  bisognoso  delle  più  assidue  cure  materne. 

Ma  altre  più  gravi  lacune  sono  da  segnalarsi  nel  progetto  di  legge  in  riguardo  al- 
l'assistenza  igienico-sanitaria. 

Chi  conosce  le  solfare  siciliane  e  le  condizioni  sanitarie  deplorevolissime    nelle  quali 
fin  da  mezzo  secolo  addietro  versano  gli  operai,  che  vi  stentano    duramente   la  vita,  non 
può  esser  dubbioso  nel  giudicare    suU'  imperioso    bisogno  che  per  disposizione   legislativa 
si  ottenga   quanto  la  scienza  e  l'umanità    hanno  inutilmente    invocato,  e  cioè    che  i  con- 
duttori delle  miniere  siano  obbligati  a  tenere  medici  stabili,  collocando    sotto  la  loro  di- 
rezione e  presso  le  miniere  i  materiali  di  soccorso  occorrenti  negli  infortuni  che  tanto  di 
frequente  vi  si  deplorano.  Ai  medici  sarebbe  affidato  l'ufficio  di  prevenire  e  curare  le  ma- 
lattie e  gli  accidenti  incontrati   nelle  solfare,  constatando  prima  dell'ammissione  al  lavoro 
lo  stato  di  salute  e  l' idoneità  al  medesimo  particolarmente  dei  fanciulli  e  delle  donne.  Né 
meno  importante  e  necessario  é  l'incarico  di  verificare  la  salubrità  e  sicurezza  dei  lavori, 
che  possono  divenir  per  varie    ragioni  fonti  di  pericolo;    ed   allora  potranno  suggerire  le 
norme  opportune,  d'accordo  coli'  ingegnere  direttore,  onde  sottrarre  l'operajo  ai  pericoli  che 
lo  minacciano.  • 

11  progetto  non  contiene  nessuna  disposizione  intorno  alla  fraUa  dei  fanciulli,  alle 
sevizie  ed  ai  maltrattamenti  sofferti  per  opera  dei  picconieri,  né  molto  meno  garanzie  per 
gli  scarsi  e  mal  retribuiti  salari  e  pei  pagamenti  in  viveri  oramai  adottati  in  quasi  tutte  le 
miniere  —  e  sarebbe  contrario  ad  ogni  principio  di  moralità  e  giustizia  non  contemplarle. 

Di  più  è  conforme  alla  logica  delle  cose  che  nella  legge  venga  introdotta  qualche 
disposi/ione  per  far  valere  contro  i  conduttori  delle  solfare,  eventualmente  responsabili, 
l'azione  di  risarcimento  che  possa  competere  all'operajo  ed  alla  famiglia. 

In  quanto  ai  provvedimenti  atti  ad  assicurare  1*  esecuzione  della  legge,  sarebbe  desi- 
derabile che  invece  degli  ingegneri  del  distretto  minerario  ne  fossero  incaricati  ispettori 
speciali,  retribuiti  dallo  Stato,  che  possano  sorvegliare  altri  rami  della  polizia  medica,  e 
che  abbiano  autorità  di  prescrivere  norme  conducenti  al  benessere  degli  operai,  e  di  farle 
prontamente  eseguire. 


—   I03   — 

senti  isttluzioni  non  sono  per  niente  impossibili  ;  e  noi  confidiamo  che  non  larderanno  ad 
essere  introdotti.  Il  Presidente  del  Comitato  Scolastico  di  Londra  riferisce,  che  mentre  nel 
XS69  si  ebbero  10,314  delinquenti  giovini  (al  disotto  dei  16  anni),  nel  1879  dopo  l'ado- 
xioDe  dell*  Industriai  SchooU  Ad  (  legge  sulle  scuole  industriali  ),  e  del  Reformatory  Act 
(legge  sui  riformatori),  non  se  n'avevano  più  che  6810,  ossia  il  25  ^/^  meno.  Negli  otto 
aiuii  1S71-79  vennero  condannati  al  carcere  65,384  giovani  al  disotto  dei  16  anni;  non 
è  vero  che  se  fossero  stati  mandati  nelle  scuole  e  nei  riformatori,  la  maggior  parte  di 
esii  sarebbe  ora  tornata  sulla  retta  via  ? 

a.°  La  Ugge  dei  poveri  {Poor  Laws).  —  In  questa  lettura  il  Reverendo  A.  O'  Connor 
studia  Torigine  della  Poor  Laws,  di  questa  vasta  azienda  del  patrimonio    dei  poveri  ,  ca- 
ratteristica dell'Inghilterra,  e  che  non  c'è  in  alcun  altro  paese.  Movendo  fin  dalla  invasione 
dei  Normanni,  la  storia  dimostra  che  i  conquistatori  si  sono  stabiliti  nel  paese  per  vivere, 
come  è  la  regola,  alle  spalle   degli   aborigeni  ;  soppiantati  questi,  la    proprietà  territoriale 
ptssò  tutta  nelle  mani  di  quelli  ;  e  per  guisa  di  compenso ,  il  pauperismo  che  ne  seguiva 
ebbe  la  Poor  Laws.  Questa  è  dunque  la  conseguenza  di  una  transazione  tra  il  feudalismo  e 
lo  stato  civile  ;  ossia  dello  speciale  modo  di  distribuzione  della  proprietà,  modo  che  esiste 
tuttavia  nella  sola  Inghilterra  :  in  Francia  sparve  colla  rivoluzione.  In  Inghilterra  il  popolo 
aon  ebbe  più  ad  occuparsi  che  d'industria  e  commercio,  di  guerre,  a  vantaggio  dei  pro- 
prietari —  e  in  contraccambio   si  ebbe  da    questi  una  legge  sui  liquori ,   che  arricchisce 
rerarìo,  e  la  Poor  Laws  ai    cui  gravami  essi    contribuiscono  solo   nominalmente  !    £  che 
tale  sia  l'origine  della  Poor  Laws  è  indicato  anche  dalle  primitive  disposizioni  della  me- 
desima, sul  principio  del  secolo  17.^  come  esamina    accuratamente    O' Connor.   La  si  di- 
lebbe  l'espressione  di  un  rimorso  sociale;  ma  essa  riesce    a   tutt'altro   che  a  raggiungere 
b  scopo  di  soccorrere  i  veri  bisognosi.  £lssa  ha  tutti  i  difetti  della    carità    officiale,  falsa 
k1  suo  principio    (che  lo  Stato    non  deve  ingerirsi  di  carità,  ed  obbligare  la  gente  ope- 
rosa a  mantenere  i  lazzaroni^  ruinosa  nelle  conseguenze  (che  fa  del  povero  il  figlio  favo- 
rito dello  Stato).  Tutti  seguono   con  occhio  vigilante  gli  effetti  della  Poor  Laws:  un  vero 
esercito  di  officiali  sanitari,  di  medici,  di  infermieri,  di  cappellani  è  addetto  a  tal  servizio, 
tutte  le  risorse    della  scienza    sono    invocate    per   il    sollievo  delle    sofferenze  dei  poveri. 
Talché  moriranno  gli  operai  a  ventine  senz'alcun  conforto,  ma  se  un  medico  o  un  cappel- 
lano negligessero  un  minimo    punto    della  legge ,    un  grido   d' indignazione    risuonerebbe 
dalFun  capo  all'altro  del  paese.  Nessuna  casa  d'operai  conosce  gli  agi  che  sono  introdotti 
negli  asili  dei  poveri  {workhoues^^  nessun   figlio  d'operaio  riceve    qucll'  educazione  che  lo 
Stato  dà  invece  ai  figli  degli  scialacquatori  e  beoni,   i  quali  sanno  benissimo  che  la  loro 
prole  non  mancherà  di  nulla.  Ora  se  la  carila  e  una  bella  cosa,  specialmente  se  soccorre 
li  non  colpevoli,  non  e  giusto  invece  che  ne  sia  lo  Stato  medesimo  il  dispensiere,  perchè 
l'atto  di  sommissione  che  se  ne  esige  non  può  non  essere  nocivo  alla  coscienza  pubblica  ; 
né  lo    Stato  può   imporre  a  chi  lavora  e  vive    stentamente  di    mantenere    gli  oziosi    e  i 
Tiziosi,  i  quali  aumentano  in  proporzione  dell'aumento  delia  carità  pubblica  :  non  è  la  ca- 
nta che  si  deve  distribuire,  ma  il  mezzo  di  rendere  ciascuno  abile  a  vivere  da  se.  In  virtù 
di  alcune  disposizioni  della  legge  in  discorso  precede  altresì  che  si  rallentino  i  vincoli  della 
famiglia,    comechè^   appaja  più  facile  il  sostentamento  di  questa  quando  manchi  il   capo; 
p^gio  quando  era  stato  destinato  ai  figli  illegittimi  un  maggior  sussidio  che  ai  legittimi. 
A  coloro  che  trovano  tale  stato  di  cose  necessario  sebben  difettoso,  O'  Connor  risponde 
che  realmente  la  Poor  Laws   ha  ragione  di  essere  nella  Land  law  (legge  sulla   proprietà 
fondiaria).  Occorrerebbe  anzitutto  inslillarc  una  maggior  previdenza  nelle  classi  laboriose'} 


102    

si  erano  già  fatti  N,  44,048  bagni,  oltre  le  cure  di  doccie ,  di  inalazioni ,  di  nebulizi 
zione,  ecc. 

Ma  queste  acque  preziosissime  e  che  sgorgano  in  tanta  copia  che  nessuna  altra  S4 
gente  minerale  in  Europa  tampoco  vi  si  avvicina  (  litri  5000  per  secondo),  a  motivo  d< 
r  ignoranza  e  dell'abbandono  per  tanti  secoli,  sono  ancora  poco  conosciute  fuori  del  t 
ritorio  romano,  eccetto  che  dagli  scienziati ,  e  spetta  ad  essi  e  specialmente  agli  Italis 
a  farne  rilevare  i  pregi  eminentissimi  a  vantaggio  della  medicina  e  dell'igiene. 

L'Associazione  Medica  Italiana  nel  nono  Congresso  generale  tenuto  nello  scorso  an 
in  Genova,  si  fece  parimente  un  dovere  d'occuparsi  di  queste  acque  ritornate  in  onore 
decretava  ad  esse  la  grande  medaglia  d'argento  (primo  premio  accordato  alle  acque  t 
nerali),  e  giudicava  le  Acque  Albule  le  più  pregevoli  fra  tutte  le  acque  solforose  ;  qu 
tunque  non  mancavano  all'Esposizione  i  campioni  delle  più  rinomate  acque  solfor 
d' Italia. 

L'attuale  opuscolo  dell'  ing.  Sacheri,  corredato  di  opportune  incisioni ,  è  destinate 
darne  un'esatta  idea  descrittiva.  Ne  abbiamo  veduto  il  modello  in  rilievo  alla  testé  chfi 
Esposizione  Nazionale. 

Transactions  of  the  Manohester  statisUcal  Society  {Atti  della  Società  Statistica 

Manchester,  1881).  —  La  Società  Statistica  di  Manchester  ha  per  iscopo  di  raccogli! 
i  fatti  illustrativi  della  condizione  della  Società  e  di  discutere  oggetti  di  economia  sodi 
politica,  esclusi  totalmente  i  partiti  politici.  La  presente  pubblicazione  ci  fa  conoscere 
statuto  della  Società,  e  insieme  gli  atti  della  4S.*  sessione,  tenuta  l'ottobre  1880,  a 
quale  furono  lette  parecchie  relazioni  di  non  poca  importanza.  Tali  —  il  sistema  de 
male  applicato  alla  coniazione  delle  monete,  ai  pesi,  alle  misure  —  le  finanze  indiane 
la  recente  legislazione  sulle  casse  di  risparmio,  ecc.  Di  due  poi  vogliamo  fare  speci 
menzione  : 

i.^  Trattamento  dei  giovini  delinquenti.  —  T.  Dickins  stigmatizza  il  sistema  attu 
di  giurisprudenza  criminale,  il  quale,  in  un  modo  stranamente  diverso  dalla  legge  dvi 
fa  già  risponsabile  l' individuo  appena  giunto  all'età  di  sette  anni.  Protesta  quindi  con 
r imprigionamento  di  giovini  delinquenti,  i  quali  non  sono  tanto  responsabili  del  m 
fatto,  quanto  i  parenti  e  la  Società  che  li  hanno  trascurati.  Nessuno  certo  obietterà  e 
entro  certi  limiti,  Dickins  non  abbia  ragione  ;  ma  la  prima  difficoltà  che  s' incontrerei 
nel  voler  modificare  la  legge  ,  sarebbe  quella  di  fissare  l'età  a  cui  si  può  ritenere  l'ii 
viduo  come  adulto,  definitivamente  risponsabile  ?  Fino  ai  1 2  anni  tutti  sono  d'accordo  ; 
Dickins  vuole  estenderla  ai  16  anni.  Per  un  sentimento  di  compassione  alla  gioventù 
viata,  e  per  una  speranza  che  il  ravvedimento  sia  possibile,  il  provvedimento  sarebbe  r* 
mente  necessario  :  la  compagnia  dei  delinquenti  adulti  è  ben  fatta  per  pervertire  defii 
vamente  l'anima  dei  giovani  ;  e  se  quelli ,  come  incorreggibili,  vanno  separati  per  f< 
dalla  necessità,  questi  vanno  prima  trattati  con  altri  mezzi  di  correzione  :  la  prigioni 
l'ultima  risorsa  della  legge,  e  non  va  applicata  se  non  quando  falliscono  gli  altri  m< 
Per  i  giovini  il  principale  trattamento  deve  consistere  nell'istruzione  e  nell'educazio 
nell'insegnamento  di  giusti  principi  religiosi  e  morali,  nell'incoraggiamento  al  lavor 
alla  persuasione  della  superiorità  della  vita  onesta  e  indipendente.  A  ciò  devono  ser 
i  Riformatori  e  le  Scuole  industriali ,  i  quali ,  dove  vennero  applicati ,  hanno  da 
migliori  risultati  :  non  si  tratta  dunque  che  di  generalizzare  un  sistema  cosi  proficuo 
la  gioventù  delincjuente  e  per  la  Società.  Le  modificazioni  necessarie  a  tal  uopo  nelle  ; 


—   103   — 

senti  istituzioni  non  sono  per  niente  impossibili  ;  e  .noi  confidiamo  che  non  tarderanno  ad 
essere  introdotti.  Il  Presidente  del  Comitato  Scolastico  di  Londra  riferisce,  che  mentre  nel 
1S69  si  ebbero  10,314  delinquenti  giovini  (al  disotto  dei  16  anni),  nel  1879  dopo  l'ado- 
zione dell'  Industriai  Schools  Ad  (  legge  sulle  scuole  industriali  ),  e  del  Reformatory  Ad 
(legge  sui  riformatori),  non  se  n'avevano  più  che  6810,  ossia  il  25  ^/^  meno.  Negli  otto 
anni  1871-79  vennero  condannati  al  carcere  65,384  giovani  al  disotto  dei  16  anni;  non 
è  rero  che  se  fossero  stati  mandati  nelle  scuole  e  nei  riformatori,  la  maggior  parte  di 
essi  sarebbe  ora  tornata  sulla  retta  via  ? 

%^  La  Ugge  dei  poveri  {Poor  Laws),  —  In  questa  lettura  il  Reverendo  A.  O'  Conno r 
studia  l'origine  della  Poor  Laws,  di  questa  vasta  azienda  del  patrimonio  dei  poveri  ,  ca- 
ratteristica dell'  Inghilterra,  e  che  non  c'è  in  alcun  altro  paese.  Movendo  fm  dalla  invasione 
dei  Normanni,  la  storia  dimostra  che  i  conquistatori  si  sono  stabiliti  nel  paese  per  vivere, 
come  è  la  regola,  alle  spalle  degli  aborigeni  ;  soppiantati  questi,  la  proprietà  territoriale 
passò  tutta  nelle  mani  di  quelli  ;  e  per  guisa  di  compenso ,  il  pauperismo  che  ne  seguiva 
ebbe  la  Poor  Laws,  Questa  è  dunque  la  conseguenza  di  una  transazione  tra  il  feudalismo  e 
lo  stato  civile  ;  ossia  dello  speciale  modo  di  distribuzione  della  proprietà,  modo  che  esiste 
tuttavia  nella  sola  Inghilterra  :  in  Francia  sparve  colla  rivoluzione.  In  Inghilterra  il  popolo 
non  ebbe  più  ad  occuparsi  che  d' industria  e  commercio,  di  guerre,  a  vantaggio  dei  pro- 
prietari —  e  in  contraccambio  si  ebbe  da  questi  una  legge  sui  liquori ,  che  arricchisce 
l'erario,  e  la  Poor  Laws  ai  cui  gravami  essi  contribuiscono  solo  nominalmente  1  E  che 
tale  sia  l'origine  della  Poor  Laws  h  indicato  anche  dalle  primitive  disposizioni  della  me- 
desima, sul  principio  del  secolo  17.^  come  esamina  accuratamente  O' Connor.  La  si  di- 
rebbe l'espressione  di  un  rimorso  sociale;  ma  essa  riesce  a  tutt'altro  che  a  raggiungere 
lo  scopo  di  soccorrere  i  veri  bisognosi.  £lssa  ha  tutti  i  difetti  della  carità  offìcialci  falsa 
nel  suo  principio  (che  lo  Stato  non  deve  ingerirsi  di  carità,  ed  obbligare  la  gente  ope- 
rosa a  mantenere  i  lazzaroni \  ruinosa  nelle  conseguenze  (che  fa  del  povero  il  figlio  favo- 
rito dello  Stato).  Tutti  seguono  con  occhio  vigilante  gli  effetti  della  Poor  Laws:  un  vero 
esercito  di  officiali  sanitari,  di  medici,  di  infermieri,  di  cappellani  è  addetto  a  tal  servizio, 
tutte  le  risorse  della  scienza  sono  invocate  per  il  sollievo  delle  sofferenze  dei  poveri. 
Talché  moriranno  gli  operai  a  ventine  senz'alcun  conforto,  ma  se  un  medico  o  un  cappel- 
lano negligessero  un  minimo  punto  della  legge ,  un  grido  d' indignazione  risuonerebbe 
dall'un  capo  all'altro  del  paese.  Nessuna  casa  d'operai  conosce  gli  agi  che  sono  introdotti 
negli  asili  dei  poveri  {workhoues^^  nessun  figlio  d'operaio  riceve  quell'  educazione  che  lo 
Stato  dà  invece  ai  figli  degli  scialacquatori  e  beoni,  i  quali  sanno  benissimo  che  la  loro 
prole  non  mancherà  di  nulla.  Ora  se  la  carità  e  una  bella  cosa,  specialmente  se  soccorre 
ai  non  colpevoli,  non  è  giusto  invece  che  ne  sia  lo  Stato  medesimo  il  dispensiere,  perchè 
l'atto  di  sommissione  che  se  ne  esige  non  può  non  essere  nocivo  alla  coscienza  pubblica  ; 
n^  Io  Stato  può  imporre  a  chi  lavora  e  vive  stentamente  di  mantenere  gli  oziosi  e  i 
viziosi,  i  quali  aumentano  in  proporzione  dell'aumento  della  carità  pubblica  :  non  è  la  ca- 
nta che  si  deve  distribuire,  ma  il  mezzo  di  rendere  ciascuno  abile  a  vivere  da  sé.  In  virtù 
di  alcune  disposizioni  della  legge  in  discorso  precede  altresì  che  si  rallentino  i  vincoli  della 
famiglia,  comechè  appaja  più  facile  il  sostentamento  di  questa  quando  manchi  il  capo; 
peggio  quando  era  stato  destinato  ai  figli  illegittimi  un  maggior  sussidio  che  ai  legittimi. 

A  coloro  che  trovano  tale  stato  di  cose  necessario  sebben  difettoso,  O'  Connor  risponde 
che  realmente  la  Poor  Laws  ha  ragione  di  essere  nella  Land  law  (legge  sulla  proprietà 
fondiaria).  Occorrerebbe  aiuitutto  inslillare  una  maggior  previdenza  nelle  classi  laboriose  ì 


—    104  — 

ma  come  ottener  ciò  se  in  pari  tempo  aumentano  le  tentazioni  all'imprudenza?  Coloro 
poi  che  biasimano  continuamente  ed  acerbamente  i  matrimoni  contratti  a  cuor  leggiero  fra 
i  poveri,  dimenticano  che  la  donna  e  la  famiglia  furono  e  saranno  sempre  i  piii  potenti 
slimoli  al  lavoro  ed  all'economia.  In  generale  l'uomo  è  spensierato  perchè  povero,  non 
povero  perchè  spensierato.  Come  esigere  che  proprio  il  povero,  perchè  povero,  si  sacrifichi 
completamente  pel  benessere  dei  privilegiati  della  fortuna,  e  diventi  virtuoso  per  conto 
esclusivo  di  questi?  La  spensieratezza  se  cosi  si  vuol  chiamarla,  è  tuttavia  pel  povero  una 
fortuna  :  egli  non  potrebbe  (e  non  vorrebbe)  sussistere  se  conoscesse  la  propria  abiezione 
e  la  immutabilità  del  suo  destino. 

Né  un  rimedio  è  certo  quello  di  aumentare  i  salari  ;  gli  operai  che  non  lavorano  che 
per  il  danaro,  cercheranno  ogni  modo  di  guadagnarne  molto  in  poco  tempo,  si  da  poter 
andar  in  cerca  delle  occasioni  di  goderlo  :  vorranno  l'aumento  di  stipendio,  ma  non  di  la- 
voro, e  volontìeri  si  daranno  all'ozio.  L'amore  al  lavoro  non  può  esser  dato  che  dal  poS' 
sesso  o  dalla  prospettiva  del  medesimo,  e  niente  di  meglio  della  proprietà  fondiaria.  In  In- 
ghilterra l'idea  del  lavoro  è  associata  unicamente  a  quella  del  salario,  onde  quanto  mag- 
giore questo,  tanto  minore  è  la  passione  per  quello;  anche  le  casse  di  Risparmio,  e  il 
proposto  sistema  di  assicurazione  obbligatoria,  non  avranno  per  risultato  che  di  rendere  il 
popolo  ancor  meno  attivo  e  più  spensierato;  è  una  tendenza  innata  degli  Inglesi. 

Il  mezzo  di  rimediare  a  tanti  inconvenienti  venne  già  più  di  una  volta  discusso  — 
p.  es.  quando  sotto  la  regina  Anna  venne  disposto  di  distribuire  i  terreni  ecclesiastici  tra 
i  poveri.  O' Connor  vede  pure  in  una  riforma  dt\  Land  act  l'unico  mezzo  di  distruggere 
il  pauperismo:  restituire  il  popolo  all'agricoltura.  Non  si  avranno  più  le  armate  di  mal- 
contenti della  patria,  valorosi  conquistatori  di  terre  straniere;  ma  si  sarà  raggiunto  quello 
scopo  per  il  quale,  e  non  peraltro,  si  intraprendono  le  deplorate  guerre  di  conquista. 

Annual  Beport  cf  the  Nat.  Board  of  Health.  —  Washingthon,  1881.  —  (Rapporto 

annuale  dell'ufficio  sanitario  nazionale  di  Washington).  —    Questo  ufficio  sanitario  esiste 
appena  da  due  anni,  essendo  stato  fondato   nell'aprile   1S79  ,  ma  ha   già  dato  delle  lumi- 
nose prove  della  sua  attività.  Sia  nell'  investigazione  delle  cause  morbose  per  via  sperimen- 
tale, sia  nello  studio  delle  misure   preventive  in  riguardo  delle  malattie  infettive  e  conta- 
giose, esso  ha  spiegato  un'attività  degna  dei  più  grandi  encomi;  ed  è  a  sperare  che  per 
opera  sua,  il  popolo  si  persuaderà  a  poco  a  poco  della  necessità  di   simili  studi  e  prov* 
vedimenti,  talché  penserà  anche  alla  creazione  di  uffici  sanitari  non  solo  per  ogni  Stato, 
ma  per  ogni  città.  Non  pochi   furono  gli  argomenti  affidati  allo  studio  dì  competenti  scien- 
ziati, e  pagali  dal  medesimo    Board  cf  health:  citiamo  quello  per  un  piano  di  organizza- 
zione della  medicina  pubblica  negli  Stati  Uniti  —  l' inchiesta  sulla  febbre  gialla  scoppiata 
neir  isola  di  Cuba  —  le  ricerche  suU'  attività  dei  disinfettanti  —  quelle  sulla  capacità  fil- 
trante dei  terreni  {vedi  il  nostro    giorn.  fase.  8.*^)  —    quelle    sulle  particelle    e  sui  germi 
sospesi  nell'aria  —  quelle  sull'adulterazione  degli  alimenti,   ecc.   Delle  Commissioni  sani- 
tarie furono  anche  incaricale  dì  visitare  dei  luoghi  malsani    o  sospetti.    Ma  soprattutto  le 
forze  del  Nat.  Boara  of  Health  dovettero  dispiegarsi  sotto  le  minaccie  di  un'epidemia  di 
febbre  gialla,  onde  e  studi  e  denari  vennero  prodigati  all'istituzione  delle  più  opportune 
misure  quarantenarie.  In  questo  rapporto  precisamente  è  discorso  a  lungo  della  quarantena 
marittima. 


—  105  — 
Kilano  idrografica  con  pianta  topografica,  —  Milano,  1881.  —  Da  questo  notevole 

oposcolo  dell' ìng.  Bignami  Sormani  togliamo  le  seguenti  notizie  sull'idrografia  del  Comune 
di  Milano  : 

Le  fonti  dell'  idrografìa  milanese  vanno  ricercate  nelle  Prealpi  che  ne  disegnano  l' oriz- 
zonte a  tramontana.  Le  acque  dei  laghi  prealpini  (Lario,  Ceresio,  Verbano,  ecc.)  si  ri- 
versano al  piano  nei  diversi  fiumi  che  lo  solcano  (Adda,  Ticino,  ecc.),  e  in  parte  pene- 
trano nel  suolo  fra  gli  strati  ghia] osi  del  terreno  quaternario  su  cui  sorge  la  città,  for- 
nendole a  3,  a  4,  a  12  metri  di  profondità  i  pozzi  d'acqua  potabile.  La  città  è  posta 
propriamente  sull'Olona,  ma  riceve  acqua  dall' Adda  (Naviglio  Martesana),  dal  Ticino  (Na- 
viglio Grande),  dal  Lambro  (Roggie  diverse),  ecc.  :  di  più  due  torrenti  la  toccano,  il  Seveso 
ed  il  Nirone.  L'inalveamento  e  la  regolarizzazione  di  queste  acque  determinò  la  costruzione 
di  tre  g^ndi  canali  artificiali,  che  in  oggi  collegati  nella  cosi  detta  Darsena  di  Porta  Ti' 
cìntH,  rendono  possibile  la  navigazione  dai  laghi  di  Lecco,  Como  e  Maggiore,  al  Po  ed 
all'Adriatico.  Questi  tre  canali  sono  il  Naviglio  Grande,  il  Naviglio  Martesana  ed  il  Na- 
viglio di  Pavia  :  il  primo,  oltre  che  alla  navigazione  serve  all'  irrigazione,  avendo  lungo 
il  suo  alveo  116  bocche  di  derivazione  d'acqua  (12  nella  zona  suburbana):  il  secondo  forma 
in  città  la  cosi  detta  Fossa  interna,  e  dà  origine  a  non  meno  di  46  canali,  che  servono 
e  per  fognatura  e  per  irrigazione  ;  il  terzo  dà  nel  Comune  di  Milano  6  bocche  d' acqua.  Oltre 
queste  roggie  e  canali ,  il  territorio  del  <  Comune  è  attraversato  da  numerosi  canali  detti 
Fontanili,  o  acque  sorgenti  del  sottosuolo  messe  allo  scoperto  mediante  la  formazione  di 
un  pozzo  artificiale.  Alcuni  tra  i  canali  sono  specialmente  canali  collettori  dei  canali  di  fo- 
gnatura della  città,  e  si  collegano  più  direttamente  coi  servizi  pubblici  :  tali  il  canale  Re« 
defossi,  il  canale  del  Castello,  il  canale  Civico,  il  canale  Balossa,  il  fontanile  Acqualunga. 
11  canale  Civico  è  quello  che,  dopo  la  fossa  interna,  si  può  veramente  chiamare  il  principale 
collettore  dei  canali  di  fognatura  e  canaletti  stradali  della  città  interna.  Infatti  nel  suo 
percorso  circolare,  quasi  interamente  coperto,  che  racchiude  le*  parti  più  centrali  e  popo- 
lose, riceve  gli  scoli  di  una  superficie  di  circa  un  chilometro  quadrato.  Esso  dicesi  anche 
Sevtso^  e  più  che  un  canale  si  può  dire  un  sistema  di  sette  canali  che  si  diramano  nei  di- 
versi quartieri  della  città. 

Finalmente  vi  è  il  canale  Vettabbia,  che  è  il  grande  scaricatore  della  città,  dove  con- 
fluiscono tutte  le  acque  del  Seveso,  della  Fossa  interna,  ecc.,  ecc.  «  Fino  dai  più  antichi 
tempi  la  storia  ricorda  questo  canale,  che  pare  fosse  un  vero  fiumicello  raccoglitore  dei 
minori,  Nirone  e  Seveso,  e  siccome  in  esso  si  versavano  anche  gli  scoli  lordi  della  città, 
così  fino  dal  secolo  12.°  gli  industri  monaci  di  Chiaravalle,  proprietari  di  vasti  terreni  a 
valle  della  città,  seppero  mettere  in  pratica  il  principio  ora  tanto  propugnato  dagli  igienisti 
^i  utilizzare  le  acque  di  fognature  per  l' agricoltura,  e  condussero  le  sue  acque  fertilizzanti  ad 
^gare  questi  loro  terreni,  e  formare  le  note  rigogliose  marcite.  »  Anche  ai  nostri  giorni  le 
^ue  della  Vettabbia  continuano  ad  irrigare  quei  terreni  ;  anzi  esse  vengono  godute  a  tale 
scopo  in  tre  successive  riprese:  cosicché  si  può  calcolare  che  le  acque  di  fognatura  della 
città,  nella  quantità  di  circa  170  mila  metri  cubici  al  giorno,  passano  sopra  una  superficie 
totale  di  ettari  1370  di  terreno,  e  le  acque  residue  arrivano  al  fiume  Lambro  completa- 
i&ente  chiarificate. 

Molto  a  proposito  l'Autore  completa  l' argomento  (che  noi  abbiamo  reso  appena  co^e 
ano  schizzo)  col  darci  brevi  notizie  sul  sistema  di  fognatura  della  città  di  Milano.  Questa 
^  costituita  da  altrettanti  canaletti  di  scolo  quante  sono  le  strade  sistemate  della  città,  i 


quali  scorrono  sotterranei   alle   strade  medesime  ed  hanno    generalmente  una  sezione  da 
m.  0.60  per  0,75  o  da  m.  1.00  per  m.  0.75.  Questi  canaletti  ricevono  le  acque  pluviali 
delle  strade  e  delle  case,  e  gli  scoli  degli  acquai,  delle  trombe  e  delle  corti  delle  case,  e 
dall'uno  all'altro,  secondo  la  pendenza  del  piano  delle  strade,  vanno  a*  scaricarsi  nei  nuovi 
canali  di  fognatura  o  nei  canali  di  acqua  viva  già  nominati.  A  questo  scopo  giova  la  già— 
citura  della  città,  la  quale  è  pressoché  su  un  piano  uniformemente  inclinato  da  N.  R  ^ 
S.  O.  Abbiamo  nominato  i  nuovi  canali  di  fognatura:  questi  sono  in  calcestruzzo  di  ce> 
mento  idraulico,  a  forma  ovoidale,  coU'asse  maggiore  verticale  di  m.  2,  e  il  minore  oriz- 
zontale di  m.  1,50;  corrono  sotto  il  corso  Garibaldi,  via  Broletto  —  via  Manzoni  e  Ro> 
magnosi  per  Santa  Margherita  e  Carlo  Alberto  —  corso  Vittorio  Emanuele  —  e  confluiscono 
in  Piazza  del  Duomo  per  andare  poi  nel  Canale  grande  Seveso  presso  il  teatro  Canobbiana. 
Un  altro  lungo  il  corso  Genova  immette  nell'  Olona.  Cosi  questi  canali,  che  insieme  hanno 
uno  sviluppo  di  circa  chil.  4,  e  pendenze    varie,  ma  sempre  superiori  al  0,50  per  mille, 
e  fino  al  3,  4  per  mille,  oltre  ricevere  le  immissioni  dei  canaletti  stradali,  possono  altresì 
caricarsi  delle  nevi  quando  si  dà  mano  al  loro  spazzamento. 

Ma  come  si  smaltiscono  le  materie  fecali? 

Abbiamo  già  detto  che  il  sistema  oggidì  favorito  dagli  igienisti  è  quello  di  immettere 
le  dejezioni  animali  direttamente  in  canali  ricchi  di  acqua  corrente,  che  le  portino  fuori 
di  città  e  le  facciano  servire  a  fertilizzare  la  terra.  Dicemmo  pure  che  questo  sistema  non 
è  nuovo  a  Milano:  del  12.^  secolo  a  non  molti  anni  or  sono  la  città  racchiusa  nella 
cerchia  dei  canali  Seveso  ed  in  quella  della  Fossa  interna,  versava  indistintamente  in  questi 
canali  tutte  le  acque  chiare^  e  lorde  di  scolo,  sia  direttamente,  sia  indirettamente  a  mezzo 
di  condotti  ciechi  detti  chiaviche  e  canterane,  e  quindi  al  canale  Vettabbia.  Però  questo 
sistema  soffre  per  Milano  di  parecchi  inconvenienti  gravi  :  i  .^  i  canali  sono  messi  in 
asciutta  due  volte  Tanno  e  per  molti  giorni  ;  2.°  i  canali  Fossa  intema  e  Vettabbia  corrono 
scoperti;  3.^  i  canali  non  hanno  sufficiente  pendenza  ed  un  fondo  impermeabile;  4.^  le 
chiaviche  non  portano  acque  vive,  e  permettono  perciò  lo  stagnamento  e  la  putreDuione 
delle  materie. 

Per  tali  motivi  si  stabilirono  anche  i  pozzi  neri;  anzi  dopo  il  1861  prevalse  il  con- 
cetto di  sostituire  questi  ultimi  al  sistema  indicato  ;  ed  ora  si  può  ritenere  che,  ad  ecce- 
zione di  circa  400  immissioni  tuttora  esistenti  nella  Fossa  interna  ed  altri  canali,  tutte  le 
case  della  città  e  del  suburbio  sono  dotate  di  pozzi  neri  a  fogne  mobili.  Valutando  a  circa 
7000  le  case  del  comune,  si  avrebbero  non  meno  di  15  mila  pozzi  neri. 

Questo  cambiamento  di  sistema  non  fu  certo  una  bella  cosa  per  l'igiene  della  città, 
sebbene  il  servizio  di  espurgo  sia  abbastanza  soddisfacente.  Se  si  trovasse  modo  di  far  cor- 
rere le  molte  acque  di  cui  è  ricca  in  canali  sistemati  e  regolati  in  modo  differente  dell'at- 
tuale, la  città  di  Milano  potrebbe  soddisfare  nel  miglior  modo  ai  dettami  della  moderna 
igiene,  e  vantare  un  sistema  di  circolazione  e  di  smaltimento  de'  suoi  rifiuti  quasi  perfetto. 

Bendiconto  morale,  sanitario  ed  axmninistrativo  dell' Istituto  Oftalmico  di  Xilano 

per  l'amiO  1880.  —  Milano,  1881.  —  Soddisfacente  è  l'andamento  di  questo  istituto  di 
beneficenza.  Fondato  nel  1873  con  appena  una  modestissima  sala  di  sei  letti,  il  suo  direttore, 
il  cav.  dott.  Giovanni  Rosmini,  ebbe  la  soddisfazione  di  vederlo,  mercè  le  sue  solerti  cure 
fiorire  ed  ingrandire  cosi  rapidamente  da  avere  attualmente  un  patrimonio  di  160  mila  franchi, 
e  uno  stabilimento  di  36  letti.  Questo  però  è  diventato  a  sua  volta  troppo  angusto,  e  da 
qualche  tempo  si  fa  sentire  assai  vivamente  il  bisogno  di  trasferirlo  in  più  ampio  ed  acconcio 


—   I07  — 

edificio.  Un  saccesso  cosi  incoraggiante  non  lascia  dubbio  che  questa  importante  manifesta* 
zione  della  beneficenza  pubblica  abbia  a  continuare  sulla  via  di  sviluppo  in  cui  già  si  trova# 
io  modo  che  essa  possa  rispondere  non  solo  alle  esigenze  dei  bisognosi,  ma  anche  della 
scienza;  dò  che  in  ultima  analisi  vuol  dire  ancora  giovare  ai  bisognosi  in  modo  più  illu- 
minato e  sicuro. 

A  dare  un'  idea  dell'  importanza  dell'  Istituto  Oftalmico  di  Milano,  riporteremo  alcune 
afre  dal  presente  rendiconto. 

Movimento  dell'ambulanza  : 

Ammalati  visitati nel  periodo  1873-79     N.°  16796;  nel  1880    N.°  2702 

Nomerò  complessivo  delle  visite  »  •    168765  ;  »  »    28029 

Movimento  della  clinica: 
Nel  1880:  numero  dei  letti  36;  ricoverati  per  cura  N.^  370. 

II  movimento  degli  anni  passati  accenna  ad  un  progressivo  e  rapido  incremento  dei  bi- 
sogni dell'  istituto  ;  e  gli  auspici  ne  sono  talmente  buoni,  che  molto  a  proposito  il  Con- 
siglio d'Amministrazione  decise  di  provvedervi  coli' erezione  di  un  altro  fabbricato  più 
idoneo.  Il  Consiglio  Comunale  ha  già  approvato  il  contratto  stipulato  dal  Consiglio  Am- 
ministrativo di  quest'Opera  Pia  colla  locale  Rappresentanza  municipale  per  l'acquisto  del 
l'area  sa  cui  dovrà  sorgere  fra  breve  il  nuovo  stabilimento  (in  via  Castelfidardo). 

Fercontnale  di  perdita  fra  il  peso  vivo  ed  il  peso  morto  e  netto  negU  animali 

da  macello;  pel  dott.  I.  Nosotti.  —  Milano,  1881.  —  Scopo  di  questo  lavoro  è  di  far 
rilevare  alcuni  difetti  gravissimi  dell'attuale  legge  sul  dazio  intemo  di  consimio  della  carne, 
i  quali  danneggiano  non  meno  l'economia  che  l'igiene  pubblica.  La  quasi  necessità  in  cui 
è  l'organismo  umano  di  assumere  della  carne  per  mantenersi  almeno  nello  stcUu  quo^  giù- 
sti6ca  le  fondatissime  osservazioni  dell'Autore.  Lussana  scrisse  che  nel  regno  animale,  come 
nelle  vicende  umane,  il  carnivoro  è  il  padrone,  l'erbivoro  la  vittima  ed  il  servo.  Dovere 
di  un  buon  governo  sarebbe  dunque  quello  di  procacciare  al  popolo  carne  buona  e  a 
baon  prezzo,  invece  di  farvi  gravitar  sopra  un'imposta  enorme:  per  lo  meno  dovrebbe 
incoraggiare  l' industria  dell'allevamento  del  bestiame  da  macello,  sorvegliare  gli  esercenti 
affinchè  le  loro  pretese  siano  limitate  ad  un  onesto  guadagno,  ed  infine  applicare  il  dazio 
in  modo  unico,  giusto  ed  equo  per  tutti. 

«  In  Italia  mancano  affatto  dati  statistici  sul  consumo  delle  carni,  ma  abbiamo  tut- 
tavia buone  ragioni  per  ritenere  che  sia  molto,  ma  molto  inferiore  a  quello  delle  altre 
nazioni  civili  —  giacché  il  nostro  popolo  minuto,  già  povero,  non  può  far  fronte  al  caro 
prezzo  cui  le  carni  si  mantengono,  restandone  quindi  immensamente  difettevole.  Questo 
fatto  è  reso  più  grave  dalla  mancanza  di  un  calmiere  o  meta,  dagli  abbonamenti  comu- 
nali, e  più  di  tutto  dagli  appalti  per  la  riscossione  della  tassa  o  dazio  consumo  delle  carni. 

«  Proclamata  la  libertà  di  commercio  scomparve  il  calmiere,  unico  mezzo  per  fre- 
nare r  ingordigia  e  la  venalità  "di  disonesti  esercenti  ;  nel  mentre  s'applicava  una  tassa  più 
gravosa  sul  consumo  delle  carni,  la  quale  veniva  cosi  quasi  a  giustificare,  rendendosi  com- 
piacevole mezzo,  l'elevato  prezzo  cui  le  carni  man  mano  si  portavano.  Questo  stato  di 
cose  fu  reso  anche  peggiore  dagli  stessi  Comuni,  sia  pel  modo  d'applicare  il  dazio,  sia 
coll'elevata  tassa  addizionale  aggiunta  da  alcuni  di  essi  a  quella  governativa.  In  tal  modo 
il  dazio  consumo  delle  carni,  come  avvenne  di  altre  tasse  (esempio  la  recente  soppressa 
del  macinato),  gravitò  doppiamente  o  meglio  triplamente  sulle  spalle  del    povero    consu- 


—    loS   — 

matore,  il  quale  paga  la  tassa  prescritta  dalla  legge,  l'addizionale  del  Comune  e  quella 
infine  aggiunta  dall'esercente,  l'unico  che  più  di  tutti  ci  guadagna.  Come  se  ciò  non  ba- 
stasse, la  riscossione  della  tassa  consumo  dal  Governo  (che  cercava  sottrarsi  ai  privati  la- 
menti) passò  nelle  mani  dei  veri  strozzini  con  gli  abbonamenti  comunali  e  più  di  tutto 
cogli  appalti  *.  Gli  appalti  sono  sempre  ruinosi  per  l'incremento  dell'  industria  e  del  com- 
mercio; e  di  seconda  mano  sottraggono  alla  statistica  la  conoscenza  del  consumo  nazio- 
nale, regionale  e  fino  ad  un  certo  punto  individuale,  della  carne  —  ciò  che  non  sarebbe 
senza  vantaggio  il  conoscere  per  il  vero  progresso  fisico  ed  intellettuale  della  nostra  patria. 

L'Autore  trova  quindi  necessario  di  abolire  gli  abbonamenti  comunali  e  gli  appalti,  e 
di  fare  all'applicazione  della  tassa-consumo  sulle  carni  alcune  modificazioni  per  renderla 
almeno  equa.  Invero  la  tariffa  vigente  (oltre  a  parecchi  gravi  inconvenienti,  come  sarebbe 
quello  di  aver  omesso  gli  equini,  di  non  aver  classificato  logicamente  i  singoli  capi  di 
bestiame)  è  poco  razionale:  sia  perchè  per  essa  il  contribuente  paga  il  dazio  anche  di 
ciò  che  viene  disperso  (sangue,  intestini),  o  di  ciò  che  non  dovrebbe  pagar  dazio  (pelle, 
unghie)  ;  sia  più  ancora  perchè  il  sistema  per  capo  pareggia  nella  tassa,  assai  ingiusta- 
mente, un  bue  piccolo  ad  uno  grosso  e  grasso  —  ciò  che  va  a  tutto  vantaggio  dei  ne- 
gozianti di  bestiame  ingrassato.  Sarebbero  occorse  maggiori  distinzioni  fondate  sulla  rizza, 
l'età,  il  sesso,  il  genere  d'alimentazione.  Anche  la  facoltà  lasciata  dalla  legge  a  quei  Co- 
muni, che  ne  facessero  richiesta,  di  riscuotere  la  tassa  sulle  bestie  a  peso  ed  in  base  alla 
tariffa  della  carne  macellata  fresca,  diminuita  del  20  ^/q,  è  ingiusta  :  primo  perchè  eguaglia 
fra  loro  tutte  le  carni,  poi  perchè  la  percentuale  di  perdita  fra  il  peso  vivo  ed  il  peso 
morto   negli  animali  da  macello  è  maggiore  del  20  ^/^  prescritto. 

L'Autore,  come  ispettore  del  pubblico  macello  di  Pavia,  ha  stimato  conveniente  di 
occuparsi  appunto  di  detta  percentuale,  e  con  molta  pazienza  riusci  a  determinarla  in 
modo  soddisfacente,  valendosi  dei  dati  di  1430  capi  di  animali  macellati.  Dai  prospetti 
uniti  a  questo  interessante  lavoro  risulterebbe  che: 

la  media  generale  di  perdita  fra  il  peso  vivo  ed  il  peso  morto  e  : 

nei  buoi  e  manzi di  chilog.  35  ®/o   di  peso  vivo 

nelle  vacche,  tori  e  civetti »         43 

nei  vitelli  e  vitelle »         26 

nei  majali *  14 

negli  ovini  e  caprini •         45 

nei  cavalli,  asini  (e  loro  meticci).  •         43 

e  quella  fra  il  peso  vivo  e  il  peso  netto  e  : 

nei  buoi  e  manzi • di  chilog.  45  ^/q  di  peso  vivo 

nelle  vacche,  tori  e  civetti »         53  • 

nei  vitelli  e  vitelle »         35  » 

nei  majali >         21  » 

negli  ovini  e  caprini »         52  * 

nei  cavalli,  asini  (e  loro  meticci).  «52  • 

Ossia  :  la  percentuale  di  perdita  media  di  tutti  gli  animali  da  macello  sarà  :  a  peso 
morto  il  34,33  7o»  *  P^^  ^*^'°  ^^  43  7o  ì  ^  ^*  rendita  media  degli  stessi  sarà  il  65,83  ^/^ 
a  peso  morto,  il  57  %  a  peso  netto. 

Queste  osservazioni  dimostrano  quali  modificazioni  occorrano  per  rendere  la  legge 
della  tassa-consumo  equa  e  razionale  ed  unica  per  tutti  i  Comuni.  Noi  non  possiamo  che 
associarci  all'opinione  dell'egregio  dott.  Nosotti,  ed  augurare  che  i  suoi  voti  siano  ascoltati 


—  Ili  — 

!i  tutto  il  mese.  In  seguito  ti  sopravvenire  della  corrente  d'aria  tiepida  degli  ultimi  giornii 
SS3  si  accrebbe  di  nuovo,  e  nel  29-30  raggiunse  il  massimo  termico  decadico ,  che  per 
iJTerse  stazioni  fu  pure  il  mensuale. 

Il  mese  terminò  come  era  incominciato,  mite  cioè  e  sempre  favorevole  all'italiana  agrì- 
siton,  che  potè  continuare  con  agio  i  lavori  dei  prati  e  delle  piantagioni  d'ogni  genere. 

Temperature  estreme  notate  in  Italia  nel  dicembre  iSSi, 


Temperatura      | 

Temperatura     | 

Città 

Città 

Massima 

Minima 

Massima 

Minima 

Belluno 

9^5 

—  6».  9 

Livorno  .... 

i5<>.o 

I»  I 

Vicenza  .... 

io<*.o 

-3».S 

Firenze 

14**.  0 

-i°.3 

Venezia  .... 

13^4 

-•"•s 

Perugia 

13**.  0 

—  o°.9 

Brescia 

13^.5 

-Ì.°.Z 

Roma 

15^0 

-o".4 

Bergamo.  •  •  • 

13^8 

-3°.  a 

Aquila 

11^  5"* 

-4».S 

Milano 

9^8 

-a».  6 

Foggia 

17**.  a 

o»,i 

Novara 

9^3 

-a°.S 

Caserta 

17**.  5 

a»,i 

Torino 

10°.  0 

—  S'.o 

Napoli 

i6<>.4 

3».  6 

Alessandria. . 

ii<>.6 

-4'».o 

Salerno 

17^5 

4».o 

Genova. .... 

16^.0 

3°.o 

Potenza  .... 

iao.3 

-4°.i 

Piacenza. . . . 

II**.  9 

-4°.  3 

Lecce  

19^.0 

5».  3 

Modena  .... 

ii^i 

-3°.  4 

Cosenza .... 

160.0 

o<>.8 

Bologna .... 

ii<>.8 

0«.3 

Palermo .... 

ao^7 

4».  a 

Urbino 

ii<>.8 

o".o 

Girgenti .... 

23^4 

3».  7 

Ancona. .... 

I4''.3 

3».  6 

Siracusa .... 

19*^.8 

s*».» 

DalF  Osservatorio  di  Afoncalieri^  20  gennaio  1882, 


Padre  F.  Dbnza. 


no 


Seconda  Decade. 


Lo  stato  meteorico  delle  contrade  italiane  fu  nella  seconda  decade  alquanto  più  con- 
turbato che  non  nella  prima,  giacché  maggiore  si  fu  l' influsso  che  su  di  esse  si  ebbero 
le  depressioni  atmosferiche  ;  epperò  le  pioggie  caddero  in  maggior  copia  e  con  frequenza 
maggiore,  e  la  temperatura  fu  più  mite. 

Nei  primi  due  giorni  perdura  sul  mare  toscano  la  depressione  degli  ultimi  di  della  de- 
cade precedente  e  nevica  in  tutta  l'alta  Italia  nell'  1 1 ,  convertendosi  nei  due  giorni  appresso 
in  pioggia,  la  quale  si  estende  su  tutta  la  Penisola,  con  temporali  al  mezzodì.  Intanto  la 
temperatura  diminuisce  e  si  ha  il  minimo  termico  decadico  in  molte   stazioni.   Dal  13  al 

16  una  nuova  ondata  di  depressione  si  avanza  dall'Africa  settentrionale  sul  Mediterraneo, 
la  quale,  passando  per  Malta  e  per  la  Sicilia  fa  sentire  la  sua  azione  sino  nella  Toscana,  ap- 
portando pioggie  e  cattivi  tempi  su  tutto  il  mezzodì  ed  in  alcuni  luoghi  del  centro,  in  quella 
che  al  Nord  il  cielo  si  rasserena  nelle  stazioni  più  elevate,  predominando  nelle  più  basse 
nebbie  e  cielo  nuvoloso.  La  temperatura,  dapprima  si  alza  alquanto,  poi  abbassa  di  nuovo 
e  genera  un  secondo  minimo  termico,  che  fu  il  più  basso  della  decade  per  diverse  stazioni. 
Quello  stesso  stato  di  cose  continuò  press'  a  poco  nella  seconda    metà  della  decade.  Dal 

17  al  20,  per  causa  di  un'ultima  ondata  di  depressione  apparsa  nel  16  al  17  al  Nord-Ovest 
del  Continente,  insieme  ad  un'altra  secondaria,  che  nel  19  era  sulla  Penisola  Iberica,  sul 
Golfo  di  Genova,  il  20,  sull'Ungheria.  Però  le  pioggie  furono  meno  copiose  al  mezzodì 
ed  al  centro  :  e  nel  settentrione  il  cielo  rimase  più  ingombro  da  nuvole  con  qualche  ne- 
vicata in  alto  e  poca  pioggia  in  basso,  massime  nel  bacino  del  Po. 

n  termometro  discese  sol  di  poco  sotto  zero  in  non  poche  stazioni  del  Nord ,  ed  in 
alcune  delle  più  elevate  del  centro  e  del  mezzodì  mantenendosi  molto  vacillante.  La  tem- 
peratura perciò  fu  assai  mite,  più  di  quello  desiderassero  gli  agricoltori  pel  buon  anda- 
mento delle  campagne,  le  quali  d'altronde  non  ebbero  a  soffrire  di  soverchio. 

Terza  Decade. 

Nella  terza  decade  le  pioggie  e  le  nevi  furono  in  Italia,  e  specialmente  nella  superiore, 
molto  meno  copiose  che  nelle  due  precedenti ,  e  1'  aria  rimase  più  asciutta  ;  e  ciò  per 
causa  sia  della  minore  frequenza  dei  movimenti  ciclonici,  sia  per  la  loro  relativa  distanza 
dalle  nostre  contrade. 

Invero  in  tutta  la  decade  non  si  presentarono  alla  Penisola  che  due  ondate  di  depres- 
sione, una  nel  22-23,  che  proveniva  dall'Ovest,  e  che  avanzandosi  nel  24  verso  il  mez- 
zodì vi  rimase  quasi  stazionaria,  sino  al  26,  diminuendo  sempre  di  intensità.  L'altra,  presso 
a  poco  della  stessa  origine,  dal  Capo-Béam  nel  31  viene  nel  Mediterraneo,  ed  approda 
nei  nostri  paraggi.  Ambedue  codeste  depressioni  apportarono  poca  acqua  nelle  nostre  re- 
gioni, al  mezzodì  assai  più  che  al  settentrione. 

In  tutti  i  giorni  intermedi,  dal  26  al  30,  le  alte  pressioni  che  dal  Nord  penetrarono 
in  Italia  attraverso  le  Alpi,  mantennero  la  stagione  calma  e  bellissima  dappertutto. 

L'andamento  della  temperatura  cammina  d'accordo  coi  descrìtti  movimenti  atmosferìcL 
Dapprincipio  piuttosto  elevata ,  andò  diminuendo  coli'  avanzarsi  del  ciclone  innanzi  ricor- 
dato, toccando  in  quasi  tutte  le  stazioni  nel  26  il  minimo  tuo  valore,  che  fu  quello  anche 


—   113  — 
sopra  ogni  classe  d'industria,  precisamente  come  la  scienza  dell'Igiene,  cui 
serve,  comprende  ogni  ordine   di  rapporti   naturali  e  sociali    con  la  salute , 
la  prosperità  ed  il  miglioramento  dell'uomo  e  della  specie  umana. 

Sgraziatamente  non  si  pensò  di  raccogliere  nell'Esposizione  nazionale  gli 
oggetti  deir  Igiene  in  un  solo  gruppo,  senza  riguardo  all'origine  di  loro  fab- 
bricazione. Alquanti  furono  collocati  nella  Classe  degli  istrumenti  chirurgici 
t  prodotti  della  tecnica  chirurgica  ^  ma  i  più  rimasero  disseminati  nelle  nu- 
merose classi  dei  gruppi  in  cui  venne  diviso  il  materiale  della  Mostra,  come 
si  rileva  da  una  pubblicazione  fatta  dalla  Società  Italiana  d'Igiene  (0. 

Con  tale  disposizione,  la  serie  abbastanza  ricca  degli  oggetti  igienici  esposti, 
avrà  giovato  all'insieme  delle  cognizioni  della  meccanica,  della  fisica,  della 
diimica  industriale  ;  ma  rispetto  alla  parte  loro  più  nobile,  quella  cioè  del- 
Icso  cui  furono  destinati,  necessariamente  scarsa  ed  imperfetta  doveva  riu- 
sdme  l'illustrazione. 

A  compensare  gl'industriali  italiani  che  impiegano  il  loro  ingegno  e 
i  loro  mezzi  nella  tecnica  igienica  ed  i  cultori  delle  scienze  sanitarie,  delle 
mancate  speranze  d'incoraggiamento,  di  profitto  e  di  studi,  abbiamo  la  com- 
piacenza di  annunciar  loro  che  il  1 5  di  maggio  del  corrente  anno,  sarà  inau- 
gorata  a  Berlino  \ Esposizione  generale  tedesca  d'Igiene  e  di  Salvamento, 
Fu  la  Società  tedesca  di  Tecnica  sanitaria  che,  riunita  in  Amburgo  nel 
1880,  animata  dall'ottimo  successo  che  ebbe  nel  1876  la  consimile  Esposi- 
aone  Internazionale  di  Brusselles  per  ricchezza  di  materiali  e  per  universale 
partecipazione,  propose  dì  tenerne  una  nuova.  La  proposta  fu  accolta  dalla 
Società  tedesca  di  Sanità  pubblica,  che  del  pari  era  convocata  in  Amburgo, 
e  furono  cosi  gettate  le  basi  per  la  progettata  Esposizione  igienica  ^di  Berlino, 
n  Comitato  centrale  dell'  Esposizione ,  non  potè  dare  alla  Mostra,  spe- 
cialmente per  la  brevità  del  tempo,  un  carattere  internazionale  ;  ma  con  ciò 
non  ebbe    in  animo    di    escludere  il   concorso  degli   espositori   stranieri. 

Il  programma  dell'Esposizione,  che  si  unisce,  è  serio,  pratico  ed  ampio. 
Si  divide  in  due  grandi  sezioni  :  Igiene  e  Tecnica  sanitaria  ;  Mezzi  di  Sai' 
vamefito.  Ognuna  delle  due  sezioni  si  scinde  in  due  divisioni:  quella  degli 
ometti  e  quella  della  letteratura  e  dei  disegni ,  componendo  noli'  insieme 
40  gruppi.  La  formazione  dei  gruppi,  a  differenza  di  quanto  si  usa  nella  mag- 
gbr  parte  delle  Esposizioni,  sarà  fatta  col  porre  in  vista  gli  oggetti  nel  luogo  e 
con  quella  connessione  in  cui  vengono  effettivamente  applicati  od  adoperati. 
1  provvedimenti  presi   per    la  Mostra    di    Berlino    sono    tali    da    assicu- 

(l)  Otiida  déif  Igienista  all' Espositione  Industriale  Italiana  del  188 1  in  Milano. 

8 


PARTE  QUARTA. 


ATTI 
DELLA  SOCIETÀ  ITALIANA  D'IGIENE. 


Seconda  Riunione  d' Igienisti  Italiani. 

A  norma  dello  Statuto  della  Società  Italiana  d'Igiene,  il  Consiglio  di 
Direzione  ha  deliberato  che  la  seconda  Riunione  d'Igienisti  Italiani  abbia 
luogo  a  Torino  nel  1884  in  occasione  della  Esposizione  generale  che  si  deve 
tenere  in  quella  città.  La  Sede  particolare  del  Piemonte  in  Torino  è  stata 
delegata  a  predisporre  ogni  cosa,  d'accordo  col  Consiglio  di  Direzione  della 
Società,  affinchè  la  Riunione  da  indirsi  riesca,  per  quanto  è  possibile,  so- 
lenne e  proficua. 

Esposizione  generale  Tedesca  d'Igiene  e  Salvamento  a  Berlino. 

Chiunque  nel  passato  anno  abbia  visitato  le  eleganti  e  spaziose  gallerie 
della  nostra  Esposizione  Industriale  Italiana ,  porterà  ancor  vivo  il  ricordo 
di  que*  tanti  congegni  e  di  quelle  poderose  macchine,  per  le  quali  l'Italia 
può  ormai  gareggiare  co'  popoli  più  industri ,  e  non  potrà  avere  obliato 
i  vaghi  prodotti,  ove  spiccava  il  genio  artistico  nazionale. 

Ma  noi  avremmo  pure  desiderato  che  ai  visitatori  fosse  rimasta  memoria 
di  un'altra  industria,  capace  per  sé  sola  di  sostenere  l'onore  di  Esposizioni 
nazionali,  internazionali  e  permanenti,  come  già  avvenne,  sì  copiosa  e  pre- 
gevole n'  è  la  produzione,  non  tanto  per  valore  di  materia  o  merito  di  la- 
voro, quanto  per  eccellenza  ed  altezza  di  scopi  e  per  benefiche  applicazioni. 

È  dessa  l' industria  dell'  Igiene  :  la  quale  chiamata  a  produrre  un'immensa 
quantità  di  oggetti,  di  forme  e  di  composizioni  svariatissime,  si  estende  quasi 


—  115   — 

Torino*  —  La  Sede  particolare  della  Società  Italiana  d'Igiene,  rappre- 
sentata dai  signori  Pagliani  prof.  Luigi  —  Cossa  prof.  Alfonso  — 
Morselli  prof.  Enrico. 

GenOTA*  —  Secondi  prof.  Riccardo,  Senatore  del  Regno  —  Du  Jardin 
prof.    Giovanni  —  Bertani  dott.  Agostino. 

Padora»  —  La  Sede  particolare  della  Società  Italiana  d'Igiene  rappre- 
sentata  dai  signori  De  Giovanni  prof.  Achille  —  Panizza  prof.  Ber- 
nardino —  D'Ancona  dott.  Napoleone. 

Tenezia*  —  Minich  dott.  Angelo  —  Vigna  dott.  Cesare  —  Musatti 
dott.  Cesare  —  Conte  Dante  Di  Serego  AUighieri  —  Barone  Giro- 
lamo Filiberti  Cattaneo. 

Modena.  —  La  Sede  particolare  della  Società  d'Igiene  rappresentata 
dai  signori  Casarini  prof.  Giuseppe  —  Malagoli  dott.  Teobaldo  — 
Cesari  prof.  Giuseppe. 

Pisa.  —  Cuturi  dott.  Carlo  —  Ballori  dott.  Achille  —  Minati  prof.  Carlo. 

Firenze*  —  Simi  prof.  Andrea  —  Roster  prof.  Giorgio  —  Michelacci 
prof.  Augusto. 

Napoli*  —  Turchi  prof.  Marino  —  Spatuzzi  prof.  Achille  —  De  Renzi 
prof.  Enrico. 

Palermo*  —  Federici  prof.  Cesare  —  Fasce  prof.  Luigi  —  Cardile 
Ciofalo  dott.  Giuseppe. 

Paria*  —  Sormani  prof.  Giuseppe  —  Brambilla  nob.  Camillo. 

Milano*  —  La  Sede  Centrale  della  Società  d'Igiene,  rappresentata  dai 
signori  Corradi  prof.  Alfonso  —  Zucchi  dott.  Carlo  —  Strambio 
prof.  Gaetano  —  Pini  dott.  Gaetano  —  Grandi  dott.  Edoardo  — 
Caporali  dott.  Vincenzo  —  Sapolini  dott.  Giuseppe  —  Berla  ing. 
Riccardo  —  Fano  dott.  Enrico,  Deputato  —  Mussi  dott.  Giuseppe, 
Deputato  —  Bignami  Sormanni  ing.  Emilio  —  Giachi  ing.  Giovanni 
—  De  Cristoforis  dott.  Malachia  —  Erba  Carlo  —  Lanzillotti  Buon- 
santi  prof.  Nicola  —  Sacchi  prof.  Archimede  —  Verga  prof.  Andrea, 
Senatore  del  Regno  —  Ritter  Paolo  —  Frizioni  Teodoro  —  Besana 
ing.  Giuseppe  —  Longhi  dott.  Giovanni. 

//  Presidente 

A.    CORRADI. 

//  Segretario 

G.  Pini. 


—  1x6  — 

PROGRAM MA 
DELLA  Esposizione  generale  tedesca  di  Igiene  e  Salvamento, 

L'Esposizione  internazionale  d'Igiene  e  Salvamento,  riuscita  cosi  felicemente  a  Brusselles 
nel  1876,  indusse  la  Società  tedesca  di  Tecnica  sanitaria  nella  speranza  che  un'altra  Espo- 
sizione,  anche  tenuta  dopo  un  breve  periodo,  avesse  a  riuscire  non  meno  bene.  Si  mise 
quindi  d'accordo  colla  Società  tedesca  di  Medicina  pubblica,  mentre  ambedue  le  Società 
trovavansi  riunite  ad  Amburgo  l'anno  1880,  ed  insieme  stabilirono  le  basi  per  un'Esposi- 
zione d'Igiene  e  Salvamento  da  tenersi  a  Berlino  nel  18S2.  L'adesione  degli  igienisti  più 
competenti  dimostrò  subito  V  immenso  favore  con  cui  si  sarebbe  svolto  il  progetto,  e  mal- 
grado le  esistenti  difficoltà,  non  disconosciute ,  il  Comitato  Centrale ,  costituitosi  appena 
nell'aprile  1881,  fu  presto  in  grado  di  rispondere  alle  simpatie  del  pubblico  intelligente. 
L'Esposizione  di  Brusselles,  come  internazionale,  fece  naturalmente  convenire  gli  Stati 
coi  loro  ministeri  ed  autorità,  i  comuni,  e  le  grandi  società  colle  loro  esposizioni.  La  Ger- 
mania vi  si  distinse  fra  le  altre  nazioni,  ed  alcune  private  industrie  non  ebbero  in  alcun 
rapporto  a  temere  il  confronto  con  quelle  d'Inghilterra,  di  Francia,  del  Belgio,  ecc.  ;  ma 
la  tecnica  sanitaria  non  si  era  ancora  avvicinata  al  suo  perfezionamento.  Quindi  l'oppor- 
tunità di  un'  Esposizione  puramente  tedesca  :  questa  sarà  generale  ^  cioè  estesa  a  tutti  i 
paesi  tedeschi  (Austria,  Svizzera)  ;  però  come  tale  non  esclude  il  concorso  di  espositori  esteri, 
principalmente  facendosi  rappresentare  da  case  tedesche,  ed  una  tale  partecipazione  ver- 
rebbe accolta  con  molta  soddisfazione ,  se  anche  l' interno  ordinamento  dell'  Esposizione 
non  permetta  una  distribuzione  per  nazione. 

Il  salvamento  in  guerra  ed  in  pace  ha  destato  un  generale  interesse  in  questi  ultimi 
decennt,  e  specialmente  congiunto  coi  più  forti  vincoli  alla  pubblica  igiene.  Già  da  tempo 
ha  cessato  la  Croce  Rossa  di  essere  un  simbolo  dell'umanità,  pronta  al  sacrificio  soltxmto 
in  guerra. 

L'Esposizione  è  posta  sotto  l'alto  patrocinio  di  S.  M.  l' imperatrice  Augusta,  la  quale 
ha  disposto  delle  medaglie  d'oro  per  gli  espositori  degni  di  premio.  La  materiale  impor- 
tanza di  questa  Esposizione,  sia  per  gli  espositori  stessi,  che  per  le  scienze  sanitarie  non 
ha  bisogno  di  venir  dimostrata. 

Ecco  ora  le  principali  disposizioni  per  l'Esposizione: 

Faranno  parte  dell'  Esposizione  gli  oggetti,  le  macchine,  gli  apparati  che  servono  agli 
scopi  dell'igiene  pubblica  e. privata,  del  salvamento,  alla  prevenzione  degli  accidenti,  al 
soccorso  dei  feriti  in  pace  ed  in  guerra;  e  quindi  l'analoga  letteratura,  i  disegni,  i  modelli, 
i  progetti. 

La  durata  dell'Esposizione  è  di  4  mesi,  dal  15  maggio  al  i.°  ottobre  1882. 

Gli  oggetti  verranno  disposti  non  dalla  comune  origine  di  fabbricazione,  ma  secondo 
le  esigenze  della  loro  applicazione,  dimodoché  anche  i  profani  potranno  facilmente  farsi 
un'idea  del  loro  modo  di  funzionare  in  rapporto  a  tutti  gli  altri  oggetti  od  apparati  d' igiene 
e  di  salvamento. 

Gli  oggetti  esposti  saranno  divisi  in  due  Sezioni:  la  Sezione  A.,  di  25  gruppi,  com- 
prenderà l'Esposizione  d'Igiene  e  di  Tecnica  sanitaria;  la  Sezione  B.,  di  1$  gruppi,  sarà 
riservata  all'  Esposizione  di  Salvamento. 


—  117  — 


RIPARTIMENTO  DEI  GRUPPI. 


Sezione  A.  —  Igiene  e  Tecnica  sanitaria. 
DIVISIONE  PRIMA.  —  Oggetti  di  esposizione. 

Gruppo   i.°    —    Terreno ^    suolo   ed  aria    atmosferica. 

Ap{>aratì  per  resplorazione  del  suolo. 

Apparati  per  l'osservazione  del  livello  delle  acque  sotterranee. 

Piante  prosciugatrìci  del  suolo. 

Dìànfettanti  del  suolo  e  dell'aria. 

Apparati  per  la  misura  dei  precipitati  atmosferici ,  dell'  umidità   e  della    composizione  ,  e 

rispettivamente  dell'impurità  dell'aria. 
Istnunenti  meteorologici. 

Gruppo  2.®  —  Sh'ade,  vie^  piazze  pubbliche. 
Presentazione  dei  metodi  e  del  materiale  per  la  solidità  delle  medesime. 

Gruppo  3.®  —  Rimozione  di  e/Jluvii,  di  materie  fecali  e  prodotti  di  rifiuto. 

Apparati  per  la  pulizia  delle  strade,  delle  acque  correnti  e  dei  canali. 

Macchine  ed  apparati  appartenenti  alle  opere  di  canalizzazione. 

Attrezzi  per  l'esportazione  delle  materie  fecali 

Ritirate  pubbliche. 

Disposizioni  per  l'utilizzazione  delle  materie  fecali  e  prodotti  ottenuti. 

Mezzi  di  rimozione,  di  distruzione  od  utilizzazione  dei  cadaveri  animali  (sardigne). 

Mezzi  ed  apparecchi  per  impedire  le  fughe  dei  canali  del  gaz. 

Gruppo  4.®  —  Approvvigionamento  delle  acque  d'uso  pubblico. 

Esami  di  acque  colle  relative  analisi. 
Apparati  per  l'analisi   dell'acqua. 

Macchine,,  materiali  ed  apparati  (pompe,  materiale  da  filtri,  tubi,  idrometri ,  galleggianti  , 
rubinetti  da  fuoco,  pozzi  pubblici,  fontane,  apparecchi  e  carri  d'inaffìamento,  ecc.,  ecc.). 

Gruppo  5.°  —  Illuminazione  pubblica. 

Macchine,  materiali  ed  apparati  per  l'illuminazione  comune  (apparati  di  preparazione  del 

gaz,  gazometri,  apparati  di  produzione   della  luce  elettrica  ,  tubi,  lanterne ,  candelabri). 
I 

Mezzi  per  prevenire  le  infiltrazioni  di  gaz  illuminante  nel  suolo. 

Apparati  per  l'analisi  del  gaz  illuminante  e  dei  liquidi  che  servono   all'  illuminazione ,  ri- 
spetto alla  contaminazione  ed  ai  pericoli  d' incendio  e  di  esplosione. 
Serbatoi  portatili  per  il  gas  illuminante. 

Gruppo  6.®  —  Approvvigionamento  delle  grandi  città  con  derrate  alimentari. 

Mercati,  stalle,  macelli,  mulini,  forni. 
Vendite  di  latte,  di  acque  minerali,  ecc. 


—  1x6  — 

PROGRAM MA 
DELLA  Esposizione  generale  tedesca  di  Igiene  e  Salvamento. 

L' Esposizione  intemazionale  d'Igiene  e  Salvamento,  riuscita  cosi  felicemente  a  Brusselles 
nel  1876,  indusse  la  Società  tedesca  di  Tecnica  sanitaria  nella  speranza  che  un'altra  Espo- 
sizione, anche  tenuta  dopo  un  breve  periodo,  avesse  a  riuscire  non  meno  bene.  Si  mise 
quindi  d'accordo  colla  Società  tedesca  di  Medicina  pubblica,  mentre  ambedue  le  Società 
trovavansi  riunite  ad  Amburgo  l'anno  1880,  ed  insieme  stabilirono  le  basi  per  un'Esposi- 
zione d'Igiene  e  Salvamento  da  tenersi  a  Berlino  nel  18S2.  L'adesione  degli  igienisti  più 
competenti  dimostrò  subito  l' immenso  favore  con  cui  si  sarebbe  svolto  il  progetto,  e  mal- 
grado le  esistenti  difficoltà,  non  disconosciute ,  il  Comitato  Centrale ,  costituitosi  appena 
nell'aprile  1881,  fu  presto  in  g^do  di  rispondere  alle  simpatie  del  pubblico  intelligente . 
L' Esposizione  di  Brusselles ,  come  internazionale ,  fece  naturalmente  convenir^  gli  Stati 
coi  loro  ministeri  ed  autorità,  i  comuni,  e  le  grandi  società  colle  loro  esposizioni.  La  Ger- 
mania vi  si  distinse  fra  le  altre  nazioni,  ed  alcune  private  industrie  non  ebbero  in  alcun 
rapporto  a  temere  il  confronto  con  quelle  d'Inghilterra,  di  Francia ,  del  Belgio ,  ecc.  ;  ma 
la  tecnica  sanitaria  non  si  era  ancora  avvicinata  al  suo  perfezionamento.  Quindi  l'oppor- 
tunità di  un'  Esposizione  puramente  tedesca  :  questa  sarà  generale  ^  cioè  estesa  a  tutti  i 
paesi  tedeschi  (Austria,  Svizzera)  ;  però  come  tale  non  esclude  il  concorso  di  espositori  esteri, 
principalmente  facendosi  rappresentare  da  case  tedesche,  ed  una  tale  partecipazione  ver- 
rebbe accolta  con  molta  soddisfazione ,  se  anche  l' interno  ordinamento  dell'  Esposizione 
non  permetta  una  distribuzione  per  nazione. 

n  salvamento  in  guerra  ed  in  pace  ha  destato  un  generale  interesse  in  questi  ultimi 
decennt,  e  specialmente  congiunto  coi  più  forti  vincoli  alla  pubblica  igiene.  Già  da  tempo 
ha  cessato  la  Croce  Rossa  di  essere  un  simbolo  dell'umanità,  pronta  al  sacri6cio  soltxmto 
in  guerra. 

L'Esposizione  è  posta  sotto  l'alto  patrocinio  di  S.  M.  l' imperatrice  Augusta,  la  quale 
ha  disposto  delle  medaglie  d'oro  per  gli  espositori  degni  di  premio.  La  materiale  impor- 
tanza di  questa  Esposizione,  sia  per  gli  espositori  stessi,  che  per  le  scienze  sanitarie  non 
ha  bisogno  di  venir  dimostrata. 

Ecco  ora  le  principali  disposizioni  per  l'Esposizione: 

Faranno  parte  dell'  Esposizione  gli  oggetti,  le  macchine,  gli  apparati  che  servono  agli 
scopi  dell'igiene  pubblica  e. privata,  del  salvamento,  alla  prevenzione  degli  accidenti,  al 
soccorso  dei  feriti  in  pace  ed  in  guerra  ;  e  quindi  l'analoga  letteratura,  i  disegni,  i  modelli, 
i  progetti. 

La  durata  dell'Esposizione  è  di  4  mesi,  dal  15  maggio  al  \P  ottobre  1882. 

Gli  oggetti  verranno  disposti  non  dalla  comune  origine  di  fabbricazione,  ma  secondo 
le  esigenze  della  loro  applicazione,  dimodoché  anche  i  profani  potranno  facilmente  farsi 
un'idea  del  loro  modo  di  funzionare  in  rapporto  a  tutti  gli  altri  oggetti  od  apparati  d'igiene 
e  di  salvamento. 

Gli  oggetti  esposti  saranno  divisi  in  due  Sezioni:  la  Sezione  A  ,  di  25  grappi,  com- 
prenderà l'Esposizione  d'Igiene  e  di  Tecnica  sanitaria;  la  Sezione  B.,  di  15  gruppi,  sarà 
riservata  all'Esposizione  di  Salvamento. 


—  119  — 

RifomuLtod. 

Prigioni  e  case  di  correzione,  ecc. 

Apparati  |>er  rtscaldamento,  ventilazione,  provvista  dell'acqua,  illuminazione,  fognatura 

Costrizione  delle  latrine. 

Impianto  delle  cucine  con  apparecchi  per  la  distribuzione  degli  alimenti. 

Oggetti  di  arredo  interno  (letti,  mobili,  servizio  di  bagni  e  di  lavatoi). 

Gruppo   12.®  —  Luoghi  dove  molti  individui  si  trattengono  temporariatnente. 

Chiese.  UTfict.  Teatri  e  sale  di  concerto. 

Asili  d'infianzia,  presepi. 

Csdne  popolari  e  stabilimenti  di  mendicità.  Asili  per  i  vagabondi. 

Apparati  di  riscaldamento,  ventilazione,  illuminazione,  fognatura,  disinfezione. 

Impianto  delle  cucine  con  apparecchi  per  la  somministrazione  dei  cibi. 

Servizio  di  bagni  e  di  lavatoi. 

Costruzioni  delle  latrine. 

Cretti  d'interno  assetto. 

Gruppo  13.°  —  Alberghi,  trattorie,  caffè,  ecc. 

Riscaldamento,  ventilazione,  provvista  dell'acqua,  illuminazione,  fognatura,  telegrafia. 
.Ascensori,  costruzioni  delle  cucine,  bagni,  latrine. 
Rimozione  delle  spazzature  e  dei  rifiuti. 

Gruppo  14.**  —>  Fabbriche,  laboratori,  fucine,  comprese  le  case  e  le  colonie  degli  operai. 

Ventilazione,  riscaldamento,  provvista  dell'acqua,  fognatura,  disinfezione,  illuminazione  e 
telegrafia. 

Stabilimenti  di  bagni  e  lavatoi  per  operai. 

Cucine  e  sale  da  pranzo  per  operai. 

Costruzioni  delle  latrine. 

Protezione  contiro  i  danni  e  i  pericoli  della  professione. 

Utilizzazione  e  trasformazione  innocua  delle  materie  di  rifiuto. 

Disposizioni  contro  l'inquinamento  delle  correnti  dei  fiumi  in  causa  dei  rifiuti  delle  fab- 
briche. 

Apparecchi  contro  la  diffusione  del  fumo  e  dei  gaz  nocivi. 

Gruppo  15.°  A.  —  Costruzioni  rurali. 

Case  dei  giornalieri. 

Edifici  per  mettere  al  coperto  il  bestiame  e  i  prodotti  agricoli. 

Cascine  e  latterìe. 

Ventilazione,  provvista  dell'acqua,  rimozione  del  letame  e  dell'orina. 

Disinfezione. 

Gruppo  15.*  B.  —  Riscaldamento  e  ventilazione. 

Apparati  relativi  non  compresi  nei  gruppi  precedenti. 

Gruppo   16.°  —  Sostanze  alimentari. 
Alimentazione  per  i  neonati. 


120    

Vettovaglie  per  i  militari  ed  i  marinai. 

Conserve. 

Apparati  per  perfezionare  la  preparazione    dei    cibi. 

Apparati  per  l' esame  delle  sostanze  alimentari. 

Gruppo  17.°  —  Circolazione  sulle  ferrovie  a  vapore,  a  cavalli^  elettriche. 

Riscaldamento,  illuminazione,  ventilazione. 

Carrozze  a  letti,  a  trattorie  :  mobilio  delle  carrozze  per  viaggiatori. 

Trasporto  di  materie  esplosive  e  di  cattivo  odore. 

Edifici  delle  stazioni  e  loro  ammobiliamento. 

Provvisione  dell'acqua  e  latrine. 

Gruppo  i8.°  —  Circolazione  sull'acqua. 

Allestimento  dei  battelli  a  vapore  sui  fiumi  e  sul  mare  ;  delle  navi   per  passeggieri  ,  pei 

emigranti,  da  guerra. 
Ventilazione  e  approvvigionamento  d'acqua  delle  navi  marittime. 
Lazzaretti  navali. 

Gruppo  19.°  —    Vestimento  e  cultura  della  pelle. 

Oggetti  di  vestiario  dal  punto  di  vista  delle  qualità  igieniche  (calzature,  ecc.). 
Vestiario  e  corredo  per  speciali  professioni  (per  militari,  per  il  personale  ferroviario  viag 

giante,  minatori,  marinai,  viaggiatori,  ecc.). 
Apparecchi  per  fregagioni. 
Oggetti  ed  istrumenli  di  carattere  igienico  per  la  tavoletta. 

Gruppo  20.°  —  Malattie  contagiose. 

Mezzi  di  trasporto  e  case  di  isolamento  per  i  colpiti  da  malattie  contagiose. 

Istrumenti  di  vaccinazione. 

Apparecchi  per  la  conservazione  della  linfa  vaccinica. 

Gruppo  21.^  —  Ospedali,  ospizi  e  case  di  salute. 

Ospitali  civili  e  militari. 

Case  per  convalescenti. 

Cliniche. 

Stabilimenti  di  maternità. 

Manicomi.  Ospitali  di  cronici. 

Riscaldamento,  ventilazione,  provvigione  dell'acqua,  fognatura,  disinfezione,  telegrafia. 

Oggetti  di  assetto  interno  ed  addobbamento. 

Apparecchi  per  la  distruzione  dei  germi  morbosi  e  degli  insetti  parassiti. 

Apparati  per  il  trasporto  dei  malati  e  dei  feriti  (ascensori). 

Apparati  e  istrumenti  medico-chirurgici. 

Istituzioni  di  fisirmacie. 

Gruppo  22.°  —  Seppellimento  dei  cadaveri,  case  mortuarie,  necroscopie 

e  sale  aneUomiche, 

Veicoli  per  il  trasporto  dei  cadaveri 


—  lai  — 

A{»ptnti  d'iniimazione. 

eterno  ordinamento  delle  case  mortuarie  e  sale  anatomiche. 

Adonti  per  la  cremazione  dei  cadaveri. 

Appuecdii  e  materiali  per  conservare  e  disinfettare  i  cadaveri. 

Uesi  per  purificare  i  cimiteri  e  i  campi  di  battaglia. 

Gruppo  23.°  —  Cose  di  veterinaria. 

Mezzi  di  protezione  contro  le  lesioni  degli  animali  (ferratura,  arnesi  da  tiro). 
Protezione  contro  le  malattie  contagiose  (museruole,  istnimenti  d'innesto   del  vajuolo  pe- 
corino e  della  polmonea). 
Apparati  di  bassa  chirurgia  veterinaria  ad  uso  dei  contadini. 
Mexzi  di  disinfezione  e  di  trasporto  di  cadaveri  d'animali  infetti  (digestori). 


DIVISIONE  SECONDA  —  Letteratura  e  disegni. 
Gruppo  24.°  —  Generalità, 

Scienza,  legislazione,  attività  ufficiale  e  delle  società,  istruzione  d'igiene  e  di  tecnica  sanitaria. 

Istituti  igienici  ;  carte  igieniche. 

Letteratura  generale  pel  riscaldamento  e  la  ventilazione;  riscaldamento  di  città  e  parti  di 

città  da  un  solo  luogo  centrale. 
Istituzione  del  servizio  sanitario  per  mezzo  di  autorità. 
UiHci  sanitari  locali,  laboratori  per  la  soluzione  di  temi    di    polizia   sanitaria ,    istituzioni 

sanitarie. 
Statistica  igienica. 
Società  d'igiene  e  di  tecnica  sanitaria,  pubbliche  e  private. 

Gruppo  25'.  —  Letteratura  e  disegni  relativi  ai  gruppi  i'2j. 

Al  gruppo  iJ*  Prosciugamento  di  terreni  paludosi,  regolazione  dei  fiumi,  costruzioni  di  canali, 
drenaggi,  assodamento  di  terreni  sabbiosi,  terreni  d'irrigazione. 

Al  gruppo  2,^  Piani  edilizi,  ordinamento  e  polizia  delle  costruzioni.  Costruzione  di  strade. 
Influenza  del  materiale  di  fortificazione  e  costruzione  sullo  stato  sanitario.  Parchi 
pubblici. 

Al  gruppo  S'^  Sistemi  diversi  di  fognatura  delle  città  e  di  esportazione,  come  pure  di  utiliz- 
zazione delle  materie  di  rifiuto,  colle  relative  statistiche,  tariffe,  condizioni,  ammi- 
nistrazione, ecc.  Influenza  del  drenaggio  sul  livello  delle  acque  del  sottosuolo. 

Al  gruppo  4.^  Sistemi  diversi  di  raccolta  e  di  approvvigionamento  d' acqua,  con  relative 
statistiche,  tariffe,  ecc. 

Al  gruppo  S'^  Sistemi  vari  di  illuminazione  pubblica,  con  statistiche,  tariffe  relative,  ecc. 

Al  gruppo  6.^  Sistemi  di  approvvigionamento  delle  grandi  città  di  mezzi  di  sussistenza, 
colle  relative  statistiche,  regolamenti,  tariffe  per  fiere,  mercati,  macelli,  ecc. 

Al  gruppo  7.*  Sistemi  diversi  di  lavatoi  ed  asciugatoi  pubblici  con  statistiche,  tariffe,  ecc. 

Al  gruppo  8J*  Sistemi  vari  di  bagni  pubblici  con  statistiche,  tariffe  relative,  ecc. 


122    — 

Al^ gruppo  g.^  Letteratura  dell'igiene    degli    stabilimenti    d'istruzione  e  disegni  di  edifid 
scolastici  d'ogni  specie.  < 

Al  gruppo  10.^  Progetti  di  case  d'abitazione  con  speciale  riguardo  all'ordinamento  igieniook 
Al  gruppo  12.^  Progetti  di  edifizl,  nei  quali  vivono  continuamente  molti  individui,  con  spe- 
ciale riguardo  all'ordinamento  igienico. 
Al  gruppo  12,"  Progetti    di  luoghi  in  cui  molti   individui  si  trattengono  temporariamentl 

con  speciale  riguardo  all'ordinamento  igienico. 

Al  gruppo  JS»^  Progetti  di  alberghi,  trattorie,  caffè,  con  riguardo  all'ordinamento  igieoioA» 

Al  gruppo  14.^   Progetti    di    fabbriche ,    laboratori ,   fucine ,    nonché    di   case    e    coloatt 

di  operai,  con  speciale  riguardo  all'ordinamento  igienico  e  al  miglioramento  ddÉ 

sorte  delle  classi  lavoratrici. 

Assicurazioni  sulla  vita  e  contro  gli  accidenti  ;  casse  di  soccorso  e  di  risparmio  ;  10» 

cietà  cooperative,  istituzioni  per  il  miglioramento  economico  degli  operai. 
Case  per  gli  operai  invalidi. 

Regolamenti  per  le  fabbriche  e  le  officine  dal  punto  di  vista  igienico. 
Organizzazione  della  sorveglianza    governativa   sulle    fabbriche   (lavoro  dei    fandolfi, 
delle  donne). 
Al  gruppo  75*.*  Progetti  di  fabbricati  agricoli  con  speciale  riguardo  all'ordinamento  igienica 
L'alimentazione  del  bestiame. 

La  distruzione  degli  animali  e  delle  piante  nocive,  protezione  degli  animali  utili. 
Metodi  per  conservare  i  prodotti  agricoli. 

Assicurazioni  del  bestiame  contro  la  grandine ,  tariffe,  condizioni  e  relativa  statistica. 
Al  gruppo  /ò.**  Teoria  dell'alimentazione.  Vegetarianismo. 

Vitto  per  i  giovani  nelle  case  d'educazione,  per  soldati  e  marinai,  per  le  diverse  class 

d'operai,  per  i  poveri,  i  prigionieri,  gli  ammalati,  gli  infermi. 
Società  di  temperanza. 
Metodi  per  riconoscere  le  adulterazioni. 

Metodi  per  il  perfezionamento  della  preparazione  delle  vivande. 
Al  gruppo  /7.0  Progetti   di    carrozze    ferroviarie   dal  punto    di  vista  igienico  ;    letteràtun 

relativa. 
Al  gruppo  18.^  Disposizione  sanitaria  degli  spazi  nei  bastimenti. 

Il  mal  di  mare.  Collocamento  degli  individui,  del  bestiame,  della  provianda. 
Condizioni  di  ventilazione  e  di  temperatura. 
Al  gruppo  jg,"  Letteratura  dell'igiene  della  pelle  e  dei  vestimenti. 
Al  gruppo  so,**  Diffusione  di  epidemie.  Sorveglianza  delle  comunicazioni,  quarantene. 

Stabilimenti  d'isolamento  e  di  disinfezione. 
Al  gruppo  21,*  Letteratura  e  progetti  relativi  ad  ospitali,  ospizi,   case  di  salate. 
Al  gruppo  32,*  Progetti  di  costruzioni  di  cimiteri,  case  mortuarie,  edifizi  anatomici,  crematori 

Statistica  della  mortalità. 
Al  gruppo  2j,9  Statistica  delle  epizoozie.  Malattie  contagiose  degli  animali    trasmissibili  a] 
l'uomo.  Misure  di  polizia  sanitaria  contro  la  difìfusione  di  epizoozie. 
Metodi  di  bardare,  domare,  addestrare  gli  animali. 


123    — 


Sezione  B.  —  Salvamento. 


DIVISIONE  TERZA    —    Oggetti  di  esposizione. 
Gruppo  26.°  —  Salvamento  in  caso  d'incendio, 

d  di  dimionire  la  combustibilità  del  legname,  del  vestiario,  ecc. 
[fnerrazioDe  contro  Taccensione  spontanea  di  carboni,  ecc. 
LÌ  assicurati  dal  fuoco, 
per  avvertire  in  caso  d'incendio, 
dùmiche  per  spegnere  il  fuoco.  Apparati  spegnitorì  e  di  salvamento. 
AiBxmento  delle  milizie  per  estinguere  gl'incendi.  Respiratori,  ecc. 


Gruppo  27,°  —  Preserva%ione  dal  pericolo  dei  fulmini* 


Imìni. 


Gruppo  28.°  —  Preservazione  contro  il  pericolo  dinondationi, 
imparati  e  disposizioni  per  notificare  le  piene. 

Gruppo  29.'*  —  Preservazione  contro  il  pericolo  di  esplosioni, 

Kcdpienti  per  serbare  e  trasportare  dei  gaz  esplodibili  ed  altre  simili  materie,  magazzini 

navi  di  polvere,  di  petrolio. 
Appaiati  indicatori  delle  raccolte  di  gaz  esplosivi. 

Gruppo  30.^  —  Precauzioni  nelle  comunicazioni  di  terra,  • 

Apparecchi  contro  o  nell'  imbìzzarrimento  dei  cavalli.  Tafani,  battitori. 

Ifìsore  di  sicurezza  per  l'esercizio,  il  personale  viaggiante  e  i  viaggiatori. 

Segnali  ferroviari.  Unione  automatica  delle  carrozze  ferroviarie. 

Mezzi  di  riconoscere  il  daltonismo. 

Apparecchi  di  chiusura  delle  vie  che  attraversano  i  binari. 

Allestimento  di  treni  all'immediato  soccorso  nei  casi  di  disgrazia. 

Gruppo  31.°  —  Difesa  contro  i  pericoli  nelle  comunicazioni  marittime 

e  sulle  acque  del  continente. 

Indicazione  dell'acqua  navigabile. 

Apparati  per  misurare  le  profondità,  ed  esplorare  il  fondo  d'ancoraggio. 

Hlmmnazione  delle  coste.  Segnali  delle  navi.  Segnali  della  nebbia. 

Mezzi  di  salvamento  dal  perìcolo  di  annegamento  (cintura  di  nuoto,  ecc.). 

Oggetti  di  fornimento  delle  stazioni  di  locatiere  e  di  salvamento. 

Gruppo  32,^  —  Difesa  dai  pericoli  nei  lavori  sottacqua. 

Apparecchi  da  palombaro. 

Conduzioiie  d'aria  sott'acqua.  Illuminazione  sott'acqua. 


122    

Al  gruppo  9."  Letteratura  dell'igiene    degli    stabilimenti    d' istruzione  e  disegni  di  editizt 

scolastici  d'ogni  specie. 
Al  gruppo  jo,^  Progetti  di  case  d'abitazione  con  speciale  riguardo  all'ordinamento  igienico. 
Al  gruppo  ti.^   Progetti  di  ediGzl,  nei  quali  vivono  continuamente  molti  individui,  con  spe- 
ciale riguardo  all'ordinamento  igienico. 
Al  gruppo  12.'*  Progetti    di  luoghi  in  cui  molti   individui  si  trattengono  temporariamcnte 

con  speciale  riguardo  all'ordinamento  igienico. 
Al  gruppo  ijj*  Progetti  di  alberghi,  trattorie,  caffè,  con  riguardo  all'ordinamento  igienico. 
Al  gruppo  14,^   Progetti    di    fabbriche ,    laboratori ,    fucine ,    nonché    di   case    e    colonie 
di  operai,  con  speciale  riguardo  all'ordinamento  igienico  e  al  miglioramento  della 
sorte  delle  classi  lavoratrici. 
Assicurazioni  sulla  vita  e  contro  gli  accidenti;  casse  di  soccorso  e  di  risparmio;  so- 
cietà cooperative,  istituzioni  per  il  miglioramento  economico  degli  operai. 
Case  per  gli  operai  invalidi. 

Regolamenti  per  le  fabbriche  e  le  officine  dal  punto  di  vista  igienico. 
Organizzazione  della  sorveglianza    governativa   sulle    fabbriche   (lavoro  dei    fanciulli, 
delle  donne). 
Al  gruppo  /j".*  Progetti  di  fabbricati  agricoli  con  speciale  riguardo  all'ordinamento  igienico. 
L'alimentazione  del  bestiame. 

La  distruzione  degli  animali  e  delle  piante  nocive,  protezione  degli  animali  utili. 
Metodi  per  conservare  i  prodotti  agricoli. 

Assicurazioni  del  bestiame  contro  la  grandine ,  tariffe,  condizioni  e  relativa  statistica. 
Al  gruppo  lòJ*  Teoria  dell'alimentazione.  Vegetarianismo. 

Vitto  per  i  giovani  nelle  case  d'educazione,  per  soldati  e  marinai,  per  le  diverse  classi . 

d'operai,  per  i  poveri,  i  prigionieri,  gli  ammalati,  gli  infermi. 
Società  di  temperanza. 
Metodi  per  riconoscere  le  adulterazioni. 

Metodi  per  il  perfezionamento  della  preparazione  delle  vivande. 
Al  gruppo  17  0  Progetti   di    carrozze    ferroviarie  dal  punto    di  vista  igienico  ;    letteratura 

relativa. 
Al  gruppo  i8.°  Disposizione  sanitaria  degli  spazi  nei  bastimenti. 

Il  mal  di  mare.  Collocamento  degli  individui,  del  bestiame,  della  provianda. 
Condizioni  di  ventilazione  e  di  temperatura. 
Al  gruppo  igJ*  Letteratura  dell'igiene  della  pelle  e  dei  vestimenti. 
Al  gruppo  20,^  Diffusione  di  epidemie.  Sorveglianza  delle  comunicazioni,  quarantene. 

Stabilimenti  d'isolamento  e  di  disinfezione. 
Al  gruppo  21»*  Letteratura  e  progetti  relativi  ad  ospitali,  ospizi,   case  di  salate. 
Al  gruppo  22,*  Progetti  di  costruzioni  di  cimiteri,  case  mortuarie,  edifizi  anatomici,  crematori. 

Statistica  della  mortalità. 
Al  gruppo  2ts,»  Statistica  delle  epizoozie.  Malattie  contagiose  degli  animali   trasmissibili  al- 
l'uomo. Misure  di  polizia  sanitaria  contro  la  diflfusione  di  epizoozie. 
Metodi  di  bardare,  domare,  addestrare  gli  animali. 


—    125    — 

DIVISIONE  QUARTA.  —  Letteratura  e  disegni. 

Gruppo  39.**  —  Generalità, 

cgcdazione,  attività  ufficiale  e  delle  società.  • 

iitizzione  del  salvataggio  in  generale, 
booai  meteorologiche. 

Gruppo  40.**  —  Letteratura  e  disegni  relativi  ai  gruppi  26-38, 

Wiruppa  26:*   Statistica.  TariflFa. 

Condizioni  dell' assicarazione  contro  gli  incendi. 

Letteratura  del  salvamento  dal  fuoco   (guardie  volontarie  del  fuoco,  ecc.). 
pTtppo  27,*   Letteratura  sui  parafulmini. 

Statistica  delle  cadute  dei  fulmini. 
^ruppc  28,^  Letteratura  e  piani  sulle  disposizioni  ad  impedire  il  pericolo   delle  inon- 

dazioni. 
gruppa  2gJ*  Letteratura  sulla  natura   delle  materie  esplosive   e  statistica   delle   esplo- 
sioni di  gaz. 
grappo  jo,^  Statistica  degli  accidenti  ferroviari. 

Assicurazione  di  viaggio  e  trasporto. 

Segnali  ferroviari. 

Letteratura  e  regolamenti  delle  assicurazioni  e  del  servizio  di  sicurezza  sulle  ferrovie. 
gruppo  ji,*  Statistica  degli  accidenti  marittimi. 

Organizzazione  del  servizio  di  locatiere  e  del  salvataggio  marittimo. 

Carte  marittime. 

Sanali  delle  navi. 

niaminazione  delle  coste. 

gntppo  S2,^  Presentazione  di  lavori  di  fondazione  sott'  acqua  ed  apparecchi  relativi. 
gruppo  jj.^  Statistica  degli  accidenti  nelle  miniere. 

Disegni    degli  apparecchi  fi  regolamenti  per  la  sicurezza  dell'esercizio  delle  miniere. 
gruppo  S4*  Statistica  degli  accidenti   nell'  esercizio   delle   macchine,  dei  mulini,   delle 

caldaje  a  vapore. 
puppo  SS"^  Organizzazione  delle  guardie  sanitarie  e  delle  stazioni  di  salvamento. 
gruppo  s^"^  Organizzazione  dell'attività  dello  Stato  e  dei  privati  per  i  soccorsi  in  guerra. 

Regolamenti  della  cura  ufficiale  dei  malati. 

Statuti  delle  società  volontarie. 

Rapporti  sull'attività  (inora  spiegata  dalle  medesime. 

Regolamento  delle  formazioni  dei  corpi  sanitari  militari  da  campo. 

Organizzazione  dei  corpi  sanitari  volontari. 

gruppo  jy.^  Letteratura  e  disegni  riguardo  agli  spedali  da  campo. 
gruppo  j8.*  Letteratura  sulla  cura  dei  feriti  iu  guerra. 


124   — " 

GKUPro  33.*^  —  Difesa  dai  pericoli  nell'esercizio  delle  miniere. 

J^t^ttKC^  di  sìcoresza  degli  elevatori  a  corda. 
AK<iM<xhì  d*aTnso  dei  temporali.  Lampade  di  sicurezza. 
)KMrt  p«r  pceTenire  la  malattia  dei  minatori. 

GHUFFO  34.**  —  Difesa  dai  pericoli  nell'esercizio  delle  macchine,  dei  mulini 

e  delle  caldaje  a  vapore, 

A|^p«ttc^i  di  precaiuione  per  ogni  genere  di  macchine. 

Mini  per  prevenire  e  togliere  i  depositi  delle  caldaje. 

S^IpMtU  d'allarme  per  indicare  il  bassissimo  livello  dell'acqua  nelle  caldaje. 

AlÙMBtatione  automatica  delle  caldaje.  Valvole  di  sicurezza.  Manometri,  ecc. 

Gruppo  35.**  —  Primi  soccorsi  in  caso  d'infortunio  e  di  lesioni. 

Metti  di  salvamento  dalla  morte  per  asfissia,  annegamento,  avvelenamento. 

One  di  salvamento,  ecc. 

Istitasione  di  guardie  sanitarie  e  stazioni  di  salvamento. 

Barelle,  cestoni,  carri  di  trasporto  (per  città,  ecc.). 

Gruppo  36.°  —  Primi  soccorsi  ai  feriti  ed  ammalati  in  guerra, 

Annamento  dei  corpi  sanitari  ufficiali  e  volontari  (buste  e  zaini  per  medicazione,  ecc.'. 

Barelle  ed  improvvisazione  di  simili  mezzi  di  trasporto.  Sedie  portatili,  basti,  basti  a  let- 
tiere. Barelle  a  ruota. 

Carri  agricoli  di  trasporto  ed  improvvisazione  di  simili  articoli.    Carri-cucine  o  cucine  di    l 
campo. 

Treni  completamente  allestiti  o  improvvisati. 

Apparecchi  per  sollevare  e  trasportare  i  feriti  sulle  navi. 

Gruppo  37.!*  —  Ambulanze,  spedali,  baracche,  e  navi^spedali  in  guerra. 

Ospitali  mobili  di  campo. 

Carri-magazzino.  Materiale  per  ospitali  da  campo  e  navi  da  guerra  nel  migliore  imbal« 
laggio  (Materiale  da  letto,  utensili  da  cucina,  sostanze  alimentari,  apparati  per  filtrare, 
oggetti  di  medicazione,  istrumenti  ed  attrezzi  chirurgici ,  oggetti  farmaceutici  e  medica- 
menti). 

Spedali  permanenti  e  baracche,  baracche  mobili,  tende^spedali,  ecc. 

Modelli,  prove  e  materiale  d'addobbamento. 

Gruppo  38.°  —  Apparecchi  e  regolamenti  per  la  cura  dei  feriti  in  guerra'. 

Apparecchi  di  medicazione  d'ogni  genere,  comprese  le  fasciature  che  s'induriscono. 

Schizzetti  da  ferite.  Irrigatori.  Bacinelle.  Apparati  di  riscaldamento. 

Vasche  da  bagno,  anche  per  bagni  locali.  Padelle. 

Ferule,  apparecchi  di  sospensione,    cassetta    per  le  fratture,  ecc.  Materiali  da  letto.    Letti 

da  anmialato  con  apparecchi   di  elevazione.  Cuscini   ad  acqua    e   ad  aria.  Poltrone  da 

ammalati,  ecc.  Arti  artificiali,   gruccie. 


, 


i 


127    — 


L'Articolo  371  del  Codice  civile. 

Il  prof.  Carlo  Maggiorani  ha  presentato  a  S.  E.  il  Ministro  di  Grazia  e 
Giustizia  r  indirizzo  che  riproduciamo  per  intero. 

L'onorevole  2^nardelli  ha  accolto  con  molta  cortesia  il  rappresentante  della 

letà  Itzdiana  d'Igiene,  il  quale  ha  dimostrato  al  Ministro  tutta  l'impor- 
della  riforma  reclamata  con  insistenza  dal  Sodalizio  nostro. 

D  Ministro  non  ha  dissimulato  le  difficoltà  che  si  incontreranno  prima  di 

cambiare   le  disposizioni  del  Codice  civile,    ma  ha   promesso   di    oc- 

i  subito  del  grave  argomento.  Ad  ogni  modo  noi  prendiamo  atto  di 

dichiarazioni  e  all'uopo   torneremo  a  ricordare  al  Ministro  di  Grazia 

Giustizia  le  istanze  della  Società.  Repetita  juvant. 


Eccellenza , 

La  Società  Italiana  d'Igiene  istituita  in  Milano  sotto  gli  auspici  di  S.  M. 

Re,  ebbe  l'onore  di  rivolgere,  verso  la  fine  del  1880  un'Istanza  all'ono- 

le  comm.  Tommaso  Villa,  allora  Ministro  di  Grazia  e  Giustizia. 

Tale  istanza  si  riferiva  ad  una  deliberazione    presa    dalla   Società,    sopra 

del  socio  avvocato  Angiolo  Friedmann  di  Modena,  colla  quale  in 

le   della    igiene  e  della  umanità   miravasi  a  conseguire  la  modificazione 

alcuni  articoli  del  Codice  civile  italiano,  nello  intento  di  non  rendere  fu- 

ai  neonati  d'Italia  l'applicazione  dell'articolo  371   del  Codice  stesso. 
La  modesta  dimanda,  fu  presentata  all'onorevole  Ministro  avvocato  Villa, 
senatore  Carlo  Maggiorani,  al  quale  l'onorevole  Rappresentante  il  Regio 
verno,    rivolse    sincere    parole    di    affidamento    che    si    sarebbe    trovato 
di  sostituire  alla  presentazione    dei    neonati,  la  visita  del   medico    in 
della  puerpera,  precisamente  come  la  Società  Italiana  d'Igiene  dimostrò 
i  presso  le  più  civili  nazioni. 
Le  vicende  della    politica   impedirono,  al  certo,    che    alle    buone    parole 
Ministro  corrispondessero  le  opere. 

Frattanto  la  proposta  della  Società  Italiana  d'Igiene  rimase  e  rimane  tut- 
un  pio  desiderio.  Sebbene  non  le  sieno  mancati  incoraggiamenti  e  lodi 
parte  della  stampa  nostrana  d'ogni  partito,  nonché  adesioni  di  autorevoli 
naggi,  e  di  noti  igienisti,  alcuni  dei  quali  ebbero   argomento  di  dimo- 
e  come  dalle  statistiche  nostre  resulta  che  su  28   milioni   d'abitanti  ab- 
^0  annualmente  in  Italia  un  milione  di  nascite  delle  quali    una    decima 
\ftr(e  si  spegne  innanzi  che  i  neonati  abbiano  raggiunto  il  primo  mese  di  vita. 


126    


REGOLAMENTO 


PER   l'ammissione   DEGLI  OGGETTI  DA  INVIARSI   ALLA   ESPOSIZIONE  GENERALE   TEDE 

d'Igiene  e  Salvamento  a  Berlino,  1882. 

i^®  Chi  desidera  partecipare  alla  Esposizione  che  verrà  inaugurata  a  I 
lino  nel  prossimo  maggio,  dovrà  farne  domanda,  scritta  sopra  tre  esemp 
sul  Modulo  prestabilito,  al  Comitato  Italiano  residente  in  Milano,  Via  S 
t*  Andrea,   18. 

2.°  Le  domande  si  ricevono  a  tutto  il  io  marzo,  e  gli  oggetti  dovrà 
essere  spediti  a  Berlino  non  più  tardi  del  giorno  30  del  mese  stesso. 

3.°  Nella  domanda  dovrà  essere  indicata  la  natura  degli  oggetti  da  espo 
lo  scopo  cui  sono  destinati  e  lo  spazio  che  approssimativamente  potrà 
occupare,  indicando  chiaramente  se  gli  oggetti  stessi  dovranno  essere  ce 
cati  nel  Palazzo  dell'Esposizione  o  sotto  i  portici  o  allo  scoperto. 

4.^  Le  spese  per  l'acquisto  dello  spazio ,  a  norma  della  tariffa  in  a 
riportata,  quelle  occorrenti  per  la  spedizione ,  collocamento ,  ritorno,  e 
degli  oggetti,  saranno  tutte  a  carico  degli  Espositori,  i  quali  rimetterai 
al  Comitato  l'unita  obbligazione  regolarmente  firmata. 

5.**  11  Comitato  si  riserba  pieno  diritto  di  accogliere  o  di  respingere 
domande  d'ammissione  ove  non  fossero  regolari  o  si  riferissero  ad  ogg 
non  contemplati  nel  Programma. 

6.°  Tostochè.le  domande  siano  state  accolte,  verranno  rimesse  agli  Es 
sitori  le  cedole  relative  unitamente  alle  norme  da  seguirsi  per  la  spedizi* 
degli  oggetti  a  Berlino,  allo  scopo  di  ottenere  il  libero  transito  sulle  i 
rovie  tedesche  e  tutte  le  possibili  franchigie  doganali. 

T,^  Il  pagamento  delle  tasse  per  l'acquisto  dello  spazio  necessario  : 
Espositori  dovrà  essere  fatto,  appena  che  l'Espositore  avrà  ricevuta  la  cr 
d'ammissione,  direttamente  a  Milano  presso  la  Sede  del  Comitato  Centi 
che  ne  rilascerà  ricevuta. 

8.°  Nelle  città  ove  risiedono  Membri  del  Comitato  Centrale,  gli  Espc 
tori  potranno  rivolgersi  ai  medesimi  per  ottenere  tutte  quelle  dilucidazi 
delle  quali  avranno  bisogno. 

TARIFFA  PER  L'ACQUISTO  DELLO  SPAZIO. 

Nel  Palazzo  della  Esposizione  .  Superficie  del  suolo. .  Mq,  '  Lire  37.  50 

Idem »         parietale. . .  »         »      18. 75 

Sotto  i  portici  coperti »         del  suolo. .  »          »      18.  75 

Allo  scoperto »                »        . .  •          »       6. 25 


A 


—    129   — 

fasaao  b  prima  ginnastica,  che  andò  poi  mano  mano  prendendo  forme 
fiferse.  Gli  Egizi,  gli  Israeliti,  i  Greci  ne  fecero  una  specie  di  rito  e  con 
csK)  educarono  le  genti  meno  civili.  Presso  gli  Etruschi,  il  dott.  Bazzoni, 
{Sevo  una  Danza  antichissima  nazionale  assumendola  da  preziosi  Monumenti 
et  oggi  tuttora  si  conservano  di  questi  vetusti   abitatori  d' Italia. 

Parlò  in  seguito  delle  Danze  presso  i  Romani,  della  loro  corruzione,  e 
del  loro  sfacelo  morale.  Goti,  Vandali,  Teutoni  fatti  padroni  d' Italia  v'  in- 
trodussero anche  i  loro  modi  di  danzare.  Nei  secoli  del  Risorgimento 
coOa Danza  e  colla  Musica  s* introdusse  un'arte  divertente  epura.  S'inven- 
tuono  balli  sotto  svariate  forme,  ma  sempre  in  dolci  e  tranquilli  ambienti. 

D  dott.  Bazzoni  descrive  i  moderni  balli  popolari  e  da  elegante  convegno, 
btrodottisi  da  oltremonte  e  che  per  la  maniera  vorticosa  e  frettolosa,  al 
dott  Bazzoni,  sembrano  recar  danno  alla  salute  comune  e  li  vorrebbe  o  pro- 
loitti  0  almeno  modificati. 

Nella  seconda  parte  e  cioè  nell*  Igiene  applicata  al  ballo,  dimostra  con 
q^erìmenti  tutti  di  attualità,  come  le  Danze  in  uso  oggigiorno  eseguite  con 
Umpi  affrettati  o  troppo  stretti  arrechino  un  danno  non  lieve,  massime  alle 
bnciulle  le  quali  per  eseguire  una  moda  tutta  antigienica  si  dispongono  a 
malori  affatto  impreveduti,  ma  pur  troppo  reali. 

Il  dòtt.  Bazzoni  combatte  le  Danze  fatte  a  rovescio  della  propria  persona 
come  quelle  che  oltre  al  pericolo  d'inciampi  e  cadute  predispongono  alle 
congestioni.  Deplora  Tuso  delle  bibite  di  sostanze  ghiacciate  nel  momento 
della  maggior  traspirazione.  Prescrive  l'età  e  le  norme,  sotto  la  cui  guida 
può  concedersi  il  ballo  sia  ai  giovani  come  alle  fanciulle.  Chiude  finalmente 
la  sua  conferenza ,  appoggiata  alle  esperienze  fisiologiche  del  prof.  Nick  e 
di  altri  illustri  igienisti,  provando  come  gli  smodati  e  vertiginosi  esercizi 
degli  odierni  balli  possano  lentamente  condurre  a  malattie  che  poi  lenta- 
aiCDte  si  fanno  letali. 

Una  nuova  Sede  della  Società. 

Per  iniziativa  di  egregi  cittadini  è  stata  costituita  anche  a  Firenze  una 
Sede  della  Società  Italiana  d'Igiene,  il  cui  ufficio  di  Presidenza  è  compo- 
sto dai  signori:  Principe  Tommaso  Corsini,  Presidente,  —  Prof.  Andrea 
SisH,  Vice-Presidente.  —  Dott.  Raffaello  Zannetti,  Segretario,  —  Leo- 
hda  Giovannetti,  Cassiere, 

La  Sede  sorge  sotto  ottimi  auspici  e  con  numeroso  concorso,  e  quindi 
giova  sperare  che  al  pari  delle    altre    sarà   di   lustro   per  la  Società. 

9 


128    

Nell'accennata  istanza  che  i  sottoscrìtti  si  pregiano  di  sottoporre  di  nuovo 
alla  E.  V.,  il  nostro  socio  avvocato  Angiolo  Friedmann,  a  viemeglio  confor- 
tare la  sua  tesi,  con  paziente  cura,  ricercò  presso  le  varie  legislazioni  del 
mondo  civile  se  e  quanto  e  dove  differissero  da  quella  in  vigore  attual- 
mente in  Italia  per  ciò  che  concerne  la  registrazione  degli  Atti  di  nascita, 
e  noi  vivamente  raccomandiamo  alla  perspicacia  della  E.  V.  le  resultanze  di 
tali  confronti. 

La  nostra  Società  com*  era  suo  dovere  ha  fatto  e  seguiterà  a  fare  tutto 
il  possibile  perchè  1*  igiene  sia  curata  dalle  popolazioni.  Dove  però  finisce  il 
suo  utile  apostolato,  incominciar  deve  Topera  efficace  del  Legislatore  e  quindi 
la  Società  torna  di  nuovo  a  richiamare  l'attenzione  del  Governo  sopra  i 
fatti  già  posti  in  luce,  sperando  che  al  male  deplorato  si  voglia  e  si  possa 
opporre  sicuro  rimedio. 

Coirattuare  V  invocata  modificazione  dell'art.  371  del  Codice  civile  V.  E. 
contribuirà  a  togliere  all'  Italia  il  fristg  primato  che  di  fronte  alle  altre  na- 
zionit  ha  nella  mortalità  dei  bambini,  ed  è  perciò  che  rivolgendosi  ali*  E.  V. 
nutriamo,  più  che  fiducia,  certezza  che  la  Istanza  della  Società  Italiana  d'Igiene 
troverà  nell'E.  V.  un  convinto  patrocinatore  della  invocata  riforma. 

Milano,  li  30  novembre  1881. 

//  Presidente 

A.   CORRADI. 

//  Segretario 

G.  Pini. 

A  Stia  Eccellenza 
Il  Signor  Afinistro  di  Grazia  e  Giustizia 
Comm.  .\vv.  Giuseppe  Zanardelli 

ROMA. 


LE    CONFERENZE   DELLA   SOCIETÀ 


Igiene  della  Danza. 

Conferenza   tenuta   dal    dottor    Carlo   Bazzoni. 

Alla  presenza  di  numeroso  e  scelto  pubblico  e  di  molte  Signore,  il  dot- 
tore Bazzoni  ha  tenuto  in  Milano  una  Conferenza  suU'  Igiene  della  Danza. 
Il  Conferenziere  espose  le  proprie  idee  sui  danni  e  sui  vantaggi  della  Danza. 

Divise  il  suo  discorso  in  due  parti  ;  nella  prima  fece  la  storia  del  ballo 
presso    molti  popoli   antichi  e   tnoderni ,   disse    come -il  canto   ed  il  ballo 


—    131    — 

A-ifmòlea  i^enerale  dei  Membri  della  Società  Italiana  diviene  tenutasi  in  Milano 

il  2g  gennajo  1882. 

Presidenza  del  dott.  Carlo  Zucchi. 


ORDINE  DELLE  MATERIE  DA  TRATTARSI  : 


i.'^  Comunicazioni  della  Presidenza. 

2."  Discussione  ed  approvaziotie  del  Bilancio  preventivo  pel  1882, 

3."  Conferimento  dei  Premi. 

\?  Elezione  di  quattro  membri  del  Consiglio  in  sostituzione  degli  uscenti 
di  carica  prof.  Alfonso  Corradi,  Presidente;  dott.  Carlo  Zucchf, 
Vice- Presidente;  dott.  Vincenzo  Caporali,  Vice-Segretario;  ing.  Ric- 
cardo Berla,  Bibliotecario^  i  quali  a  norma  delPart.  14  dello  Sta* 
tutOj  recentemente  modificato,  sono  tutti  rieleggibili. 

Il  prof.  De-Giovanni  domanda  per  lettera  che  venga  modificato  il  pro- 
cesso verbale  della  penultima  Assemblea  generale  in  un  punto  in  cui  si  rife- 
lìrono  poco  esattamente  i  suoi  pensieri  perciò  che  riguardava  la  proposta 
di  rendere  rieleggibile  il  Presidente  anche  dopo  il  primo  triennio. 

Il  prof.  De-Giovanni  in  luogo  di  farsi  egli  stesso  autore  di  questa  pro- 
posta, dopo  di  avere  riferito  a  nome  della  Commissione  incaricata  di  stu- 
diare le  modificazioni  proposte  della  Sede  Particolare  di  Pisa,  si  sarebbe 
espresso  in  questi  termini:  e  Ora  a  nome  mio,  mi  permetto  di  richiamare 
lila  memoria  degli  onorevoli  soci ,  che  nel  prossimo  dicembre  dobbiamo 
d^ere  il  nostro  Presidente  e  che  sarebbe  bene  che  per  allora  avessimo 
risolta  la  questione,  già  sollevata  fra  noi,  sulla  opportunità  o  meno  di  mo- 
dificare quell'articolo  dello  Statuto  che  stabilisce  che  il  Presidente  che  scade 
Scarica  non  è  rieleggibile  che  dopo  tre  anni.  E  non  intendo  pregiudicare 
la  questione,  ma  soltanto  di  sollecitare,  parendomi  conveniente,  la  sua 
solniione  ;  quindi  vorrei  che  se  ne  occupasse  l'adunanza  >. 

L'Assemblea    delibera  che  il  verbale    dell'Assemblea   del  di  5  settembre 
venga  modificato  nel  senso  voluto  dal  prof.  De-Giovanni. 

11  Cassiere  dott.  Safolinj   dà    lettura  del  bilancio    preventivo    pel  1882 
che  viene  approvato  senza  discussione, 
il  Segretario  dott.  Pini  legge  le  relazioni  riguardanti  il  conferimento  dei 

premi  istituiti  dalla  Società. 


—  X3*  — 

RAPPORTO 
DELLA  Commissione  incaricata  di  giudicare  le  memorie 

AL   concorso   del    PREMIO    RiTTER. 

Tem\  :    //  Sonno    sotto    il  rispetto  fisiologico    ed  igienico,  —  L.    500   ed 
un  Diploma  d'onore  della  Società  Italiana  cT Igiene, 

A  questo  concorso  furono  presentate  nove  memorie. 

/  Memoria^  portante   l'epigrafe:    U  uomo  col  proprio  studio  e  P uomo 
istesso. 

Vi  mancano  le  cognizioni  scientifiche  ed  anche  la  proprietà  di  linguaggio, 

//  Memoria,  portante  l'epigrafe  :  A  nighfs  sleep,  ecc. 
È  uno  scritto  molto  leggiero,  ove  si  espongono  cose  volgarmente    note, 
assieme  a  non  poche  inesattezze  scientifiche. 

///  Memoria,  portante  l'epigrafe:    Uti  sed  non  abuti. 
Nelle  II  pagine,  alle  non  poche  scorrettezze  nella  dizione,  si  associano 
numerose  scorrettezze  della  parte  scientifica. 

IV  Memoria^  portante  l'epigrafe:  Kcpa^  ròv  ctfvj. 
Con  uno  stile  ampolloso  e  con  inutili  di  vagamenti  cosmici  e  con  con- 
cetti astratti  del  fluido  nerveo  vitale  e  degli  spiriti  animatli,  l'Autore  crede 
troppo  facilmente  di  avere  sciolto  l'ancora  astruso  problema,  come  i  -|-  i 
=  2  (pag.  io),  e  quando  per  lui  il  fluido  galvanico  spiega  tutti  i  fatti, 
sonno  e  veglia,  stato  fetale,  sogno,  magnetismo,  ecc.,  egli  non  mostra  nem- 
meno di  conoscere  le  notorie  ricerche  sulla  misura  del  tempo  nelle  opera- 
zioni nervose,  e  sulla  loro  trasmissione,  milioni  e  milioni  di  volte  più  lenta 
di  quella  dell'elettricità;  e  ovunque  si  mostra  digiuno  delle  cognizioni  ana- 
tomo-fisiologiche . 

V  Memoria^  portante  l'epigrafe  :  Meminisse  juvabit. 
L'Autore  consacra  le  15  pagine  del  suo  scritto,  quasi  intieramente,  alla 
ipotesi  della  asfissia  del  sangue  o  deficienza  di  ossigenazione  nei  tessuti  nel 
sonno.  E  non  curandosi  del  molto  che  ha  fatto  la  scienza  sull'argomento 
fisiologico  del  sonno,  e  non  avvertendo,  che  la  teoria  della  asfissia  cerebrale 
sostenuta  già  da  Ranke,  è  in  contraddizione  cól  fatto,  dimostrato  da  Voit, 
di  un  relativamente  maggiore  approvvigionamento  dell'ossigeno  e  di  una 
relativamente  minore  esalazione  di  acido  carbonico  durante  il  sonno,  tra- 
scorre eziandio  a  gravi  errori  anatomo-fisiologici  ,  come  quando  alle  pa- 
gine  3-4  attribuisce  lo  stringersi  della  pupilla  al  rilasciamento  del  suo  j/f«- 


—   131    — 

Assemblea  generale  dei  Membri  della  Società  Italiana  d Igiene  tenutasi  in  Milano 

il  2g  gennajo  1882. 

Presidenza  del  dott.  Carlo  Zucchi. 


ORDINE  DELLE  MATERIE  DA  TRATTARSI  : 

i.*^    Comunicazioni  della  Presidenza, 

2.*^   Z>iscus5Ìoru  ed  appr ovazione  del  Bilancio  preventivo  pel  18S2, 

3.*^    Conferimento  dei  Fremì. 

4.°  Elezione  di  quattro  membri  del  Consiglio  in  sostituzione  degli  uscenti 
di  carica  prof.  Alfonso  Corradi,  Presidente;  dott.  Carlo  Zucchi, 
Vice-Presidente;  dott.  Vincenzo  Caporali,  Vice-Segretario;  ing.  Ric- 
cardo Berla,  Bibliotecario,  i  quali  a  norma  delPart.  14  dello  Sta* 
tutOj  recentemente  modificato,  sono  tutti  rieleggibili. 

Il  prof.  De-Gio VANNI  domanda  per  lettera  che  venga  modificato  il  pro- 
cesso verbale  della  penultima  Assemblea  generale  in  un  punto  in  cui  si  rife- 
rirono poco  esattamente  i  suoi  pensieri  perciò  che  riguardava  la  proposta 
di  rendere  rieleggibile  il  Presidente  anche  dopo  il  primo  triennio. 

Il  prof.  De -Giovanni  in  luogo  di  farsi  egli  stesso  autore  di  questa  pro- 
|>osta,  dopo  di  avere  riferito  a  nome  della  Commissione  incaricata  di  stu- 
diare le  modificazioni  proposte  della  Sede  Particolare  di  Pisa,  si  sarebbe 
espresso  in  questi  termini  :  e  Ora  a  nome  mio,  mi  permetto  di  richiamare 
alla  memoria  degli  onorevoli  soci ,  che  nel  prossimo  dicembre  dobbiamo 
eleggere  il  nostro  Presidente  e  che  sarebbe  bene  che  per  allora  avessimo 
risolta  la  questione,  già  sollevata  fra  noi,  sulla  opportunità  o  meno  di  mo- 
dificare quell'articolo  dello  Statuto  che  stabilisce  che  il  Presidente  che  scade 
di  carica  non  è  rieleggibile  che  dopo  tre  anni.  E  non  intendo  pregiudicare 
la  questione,  ma  soltanto  di  sollecitare,  parendomi  conveniente,  la  sua 
soluzione   ;  quindi  vorrei  che  se  ne  occupasse  l'adunanza  >. 

L'Assemblea  delibera  che  il  verbale  dell'Assemblea  del  di  5  settembre 
venga  modificato  nel  senso  voluto  dal  prof.  De -Giovanni. 

Il  Cassiere  dott.  Safolin;  dà  lettura  del  bilancio  preventivo  pel  1882 
che  viene  approvato  senza  discussione. 

Il  Segretario  dott.  Pini  legge  le  relazioni  riguardanti  il  conferimento  dei 
premi  istituiti  dalla  Società. 


—  X3*  — 

RAPPORTO 
DELLA  Commissione  incaricata  di  giudicare  le  memorie 

AL   concorso   del   PREMIO    RiTTER. 

Tem\  :    //  Sonno    sotto    il  rispetto  fisiologico    ed  igienico,  —  L.   500  ed 
un  Diploma  d'onore  della  Società  Italiana  (T Igiene, 

A  questo  concorso  furono  presentate  nove  memorie. 

/  Memoria^  portante   l'epigrafe:    U  uomo  col  proprio  studio  è  r  uomo 
istesso. 

Vi  mancano  le  cognizioni  scientifiche  ed  anche  la  proprietà  di  linguaggio. 

II  Memoria^  portante  l'epigrafe  :  A  nighfs  sleep^  ecc, 
È  uno  scritto  molto  leggiero,  ove  si  espongono  cose  volgarmente    note, 
assieme  a  non  poche  inesattezze  scientifiche. 

///  Memoria f  portante  l'epigrafe:    Uti  sed  non  abuti. 
Nelle  II  pagine,  alle  non  poche  scorrettezze  nella  dizione,  si  associano 
numerose  scorrettezze  della  parte  scientifica. 

IV  Memoria^  portante  l'epigrafe:  Kcpa^  xòv  c^vj. 
Con  uno  stile  ampolloso  e  con  inutili  di  vagamenti  cosmici  e  con  con- 
cetti astratti  del  fluido  nerveo  vitale  e  degli  spiriti  animatli,  l'Autore  crede 
troppo  facilmente  di  avere  sciolto  l'ancora  astruso  problema,  come  i  -j-  i 
=  2  (pag.  io),  e  quando  per  lui  il  fluido  galvanico  spiega  tutti  i  fatti, 
sonno  e  veglia,  stato  fetale,  sogno,  magnetismo,  ecc.,  egli  non  mostra  nem- 
meno di  conoscere  le  notorie  ricerche  sulla  misura  del  tempo  nelle  opera- 
zioni nervose,  e  sulla  loro  trasmissione,  milioni  e  milioni  di  volte  più  lenta 
di  quella  dell'elettricità;  e  ovunque  si  mostra  digiuno  delle  cognizioni  ana- 
tomo-fisiologiche. 

V  Memoria^  portante  l'epigrafe  :  Meminisse  juvabit, 
L'Autore  consacra  le  15  pagine  del  suo  scritto,  quasi  intieramente,  alla 
ipotesi  della  asfissia  del  sangue  0  deficienza  di  ossigenazione  nei  tessuti  nel 
sonno.  E  non  curandosi  del  molto  che  ha  fatto  la  scienza  sull'argomento 
fisiologico  del  sonno,  e  non  avvertendo,  che  la  teoria  della  asfissia  cerebrale 
sostenuta  già  da  Ranke,  è  in  contraddizione  cól  fatto,  dimostrato  da  Voit, 
di  un  relativamente  maggiore  approvvigionamento  dell'ossigeno  e  di  una 
relativamente  minore  esalazione  di  acido  carbonico  durante  il  sonno,  tra- 
scorre eziandio  a  gravi  errori  anatomo-fisiologici  ,  come  quando  alle  pa- 
gine 3-4  attribuisce  lo  stringersi  della  pupilla  al  rilasciamento  del  suo  j/fit- 


—   133   — 
ierc^    e  J   il   meccanismo    dell'  accomodamento   visivo    alla    mutabile    convessità 
delia   cornea^  e  parla  di  7  litri  di  aria  introdotta    nella    veglia   verso    ad   i 
litro   nel  sonno.  Abbastanza  enigmatici  sono  in  si  breve  scritto  intorno  alla 
fisiologia  ed  igiene  del  sonno,  i  concetti  dominanti  deireccitamento  magne- 
tico  cosmico  e  dei  poli  contrari  affacciati   dalle  molecole,    e    del  passaggio 
<^  molecole  di  ferro  dal  corpo    magnetizzante  per    esercitare  la  sua  azione 
tonica  ed  astringente  sui  vasi. 

VI  Afemoriay  portante  l'epigrafe:  Le  sage  suffit  à  lui  mème. 

Quantunque  il  materiale  scientifico  sia  di  vecchia  data  e  piuttosto  scarso 

anche  in  questa  memoria,  tuttavia  lo  stile  vi  è  in  genere    corretto,    piano, 

chiaro.   L'Autore  parla  piuttosto  da  filosofo.  Egli  si  palesa  estraneo  a  tutto 

il  movimento  della  fisiologia  sperimentale  dell'ultimo  mezzo  secolo  —  quindi 

gli  erronei  concetti  del  cervello  come  centro  della  vitalità  (pag.  2),  di  muscoli 

affranti,  inerti^  non  contrattili  nel  sonno    —  di  ripristino  del  fluido  nervoso  o 

vitale  —  di  sangue  più  acquoso   nel   sonno  —  di  antagonismo  di  funzioni^ 

di  troppa    abbondanza  di  sangue  sopraccarico  di  principi  fibrinosi ,  plastici  e 

carbonosi  (pag.   55). 

E  mentre  non  conosce  tampoco  la  fisiologia  delle  azioni  nervose  riflesse^ 
invece,  con  una  speculazione  ultra  psicologica,  ci  descrive  l'anima  che  so- 
spende il  suo  governo  del  corpo  e  vi  rinuncia  per  lasciarlo  ristorare  nel 
riposo  e  poi  richiamarlo  al  lavoro  nello  svegliarsi  (pag.  48-49).  L'Autore 
non  trattò  fisiologicamente  l'argomento,  e  non  si  è  occupato  della  2*  parte 
del  tema,  cioè  dell'  igiene, 

VIT  Memoria^  portante  l'epigrafe  :    Viribus  unitis. 

Questa  memoria,  dettata  con  uno  stile  piuttosto  fantastico,  è  ricca  di 
letteratura  vecchia  e  filosofica,  massime  per  citazione  di  nomi  (non  di  testi). 
Di  rincontro  mostra  poca  profondità  di  scienza,  anzi  cade  in  parecchi  errori, 
ripetendo  anche  oggidì  con  Magendie,  che  il  V  sia  un  nervo  auditivo 
(pag.  Il)  ed  appoggiandosi  all'antagonismo  delle  due  vite  intellettiva  ed 
organica,  ed  asserendo  che  nel  sonno  il  polso  sia  più  disteso,  robusto, 
concitato  (pag.  96),  aumentato  il  calore  (pag.  19),  rinvigorita  V  universale 
riproduzione  (pag.  19).  D'altra  parte  mette  troppo  in  scena  T anima  e  lo 
spirito,  e  tesse  divagamenti  ipotetici  sulle  allucinazioni,  sull'ipnotismo,  sul 
sonnambulismo,  suir  estasi ,  sul  mesmerismo  ;  mentre  invece  si  accontenta 
di  pochi  volgari  aforismi  per  la  parte  igienica  del  programma. 

Fin  qui  nessuna  delle  esaminate  memorie  merita  considerazione  per  ri- 
guardo al  premio,  né  tampoco  ad  onorevole  menzione. 


—    134   — 
Vili  Memoria^  portante  l'epigrafe:*  Come  ia  fwtu  è  il  sonno  della  na- 
tura ^  così  il  sonno  è  la  notte  deli' animale. 

In  questo  lavoro  è  trattato  l'argomento  del  Concorso  nelle  diverse  sue 
parti,  con" esposizione  piana  e  chiara,  e  conforme  alle  nozioni  dello  stato 
attuale  della  scienza  sperimentale,  quantunque  le  quistioni  moderne  vi  sieno 
esposte  forse  un  po'  fuggevolmente  e  senza  concetto  originale ,  impernian- 
dosi troppo  sull'ipotetica  disposizione  e  direzione  dei  movimenti  molecolari 
(di  Richerand).  Anche  la  trattazione  igienica  ha  dei  tocchi  felici,  abbenchè 
per  molta  parte  compongasi  del  riepilogo  di  reputati  libri  popolari.  Salve  le 
accennate  imperfezioni,  la  memoria  è  meritevole  di  lode,  e  corrisponde 
anche  allo  spirito  del  programma  del  concorso.  Avrebbe  forse  potuto  aspi- 
rare al  premio,  se  la  palma  non  gliene  venisse  assolutamente  contesa  dal- 
l'altra seguente  memoria.  Epperò  noi  ci  permettiamo  di  raccomandarla  per 
una  menzione  onorevole. 

IX  Memoria^  portante  l'epigrafe  :  Valgono  più  i  fatti  che  le  parole. 
In  questo  lavoro  si  sente  lo  scienziato  sperimentatore ,  che  con  mano 
maestra  e  forte  affronta  le  molteplici  difficoltà  del  quesito.  Si  potrà  non 
convenire  forse  in  tutte  le  alte  questioni  che  vi  sono  sperimentalmente 
trattate,"  ma  lo  spirito  originale  vi  domina  in  tutte  le  ricerche  relative  alla 
fisiologia  del  sonno.  È  una  sfortuna  che  vi  manchi  per  intiero  la  parte 
igienica  la  quale  pur  si  esige  dal  programma  del  concorso.  Ma  d'altro  lato 
sarebbe  un  torto  alla  scienza  il  negare  il  premio  a  questo  lavoro  dì  ori- 
ginale ed  alto  valore  scientifico.  Laonde  la  Commissione  propone  che  al- 
l'Autore venga  definitivamente  decretato  il  premio,  quand'egli  vi  aggiunga 
la  suddetta  parte  mancante. 

Padova,  8  gennajo  1882. 

A.  De- Giovanni 

B.  G.  Panizza 

Filippo  Lussana,  relatore, 

RELAZIONE 
DELLA  Commissione  incaricata  di  giudicare  le  Memorie 

AL  CONCORSO    DI   ISTITUZIONE  TaLINI. 

Tema  :  //  Latte  considerato  dal  punto  di  vista  della  Dietetica  e  del- 
r Igiene^  avendo  speciale  riguardo  alle  possibili  adulterazioni  ed  ai 
modi  pia  opportuni  per  riconoscerle,  —  L,  300  ed  un  Diploma 
d'onore  della  Società  Italiana  d'Igiene, 


—   137  — 

A  pag.  IO  si  legge  che  €  nello  stato  attuale  della  scienza  la  trasmissi- 
bilità delle  malattie  per  mezzo  del  latte,  non  è  per  anco  dimostrata  >  :  il  che 
Ttramente  è  mal  detto  per  la  malattia  aftosa  dei  bovini  :  ed  al  più,  rispetto 
iDa  tubercolosi,  avrebbesi  potuto  notare  i  dubbi  che  ancora  esistono  sulla 
tasmissibilità  sua  per  il  latte  di  vacche  inferme  di  malattia  perlacea  o 
tubercolosi. 

Lo  Scrittore  di  questa  memoria,  il  quale  nella  introduzione  dice  e  sapere 
di  scrìvere  con  modi  punto  scientifici  »,  ha  dimenticato  la  esposizione  ragio- 
mta  dei  modi  diversi  della  dietetica  lattea  in  riguardo  a'  singoli  stati  di 
lolattia  ed  alle  diverse  maniere  e  cagioni  della  individuale  intolleranza  per 
k  dieta  lattea. 

CoDcludiamo  dichiarando  che  questa  memoria  non  manca  di  alcuni  pregi, 
e  h  testimonio  di  molto  studio  nello  Scrittore. 


IV  Memoria  —  //  latte  non  è  solo  t alimento  degli  esseri  dalla  bocca 
mmpUta^  ma  di  ogni  età. 

In  questo  scritto  non  abbiamo  pur  troppo  a  lodar  nulla.  Vi  sono  nu- 
merosi gli  errori  scientifici,  oltreché  mal  ordinata  è  la  stessa  esposizione 
dei  fatti,  e  piena  di  improprietà  ed  inesattezze. 

A  conferma  del  severo  giudizio  gioverà  qualche  citazione.  A  pag.  25  è 
scritto  che  e  il  latte  in  virtù  dello  zucchero  che  contiene  ,  può  subire  le 
fementazioni  alcoolica,  acida,  putrida:  »  ma  è  ovvia  la  derivazione  di 
quest'ultima  dalle  materie  sue  albuminoidi,  non  dallo  zucchero.  A  pag.  42 
M  dice  che  i  il  latte  di  vacca  è  V  unico  che  ha  molta  somiglianza  col 
muliebre,  »  dovechè  la  cosa  vorrebbe  esser  detta  piuttosto  del  latte  di 
asina:  del  quale  a  pag.  53  si  asserisce  che  <  è  indicato  nelle  infiammazioni 
croniche,  il  latte  di  bufala  nei  soggetti  esausti  >,  le  quali  espressioni  fanno 
testimoDianza  di  nozioni  cliniche  indeterminate,  o  superficiali  e  manchevoli 
in  estremo.  A  pag.  60  si  legge  che  €  il  latte  di  donna  mestruante  altera 
i  lineamenti  del  bambino  :  >  e  nella  pagina  seguente  e  che  i  mestrui  trasci- 
nano fuori  dal  corpo  gran  quantità  di  fosfato  di  calce  »,  come  se  ì\  sangue 
mestruo  contenesse  fosfati  più  del  sangue  ordinario. 

In  questo  scritto  fanno  pure  sgradita  impressione  le  sperticate  esagerazioni, 
che  in  numero  assai  grande  vi  s'incontrano.  Tale  è  l'affermazione  che 
«  alle  sole  donne,  le  quali  non  danno  punto  di  latte,  si  deye  concedere  il 
baliatico  mercenario  >.  A  pag.  35  sta  scritto  che  <  la  donna  colla  lattazione 
impartisce  al  figlio  un  non  so  che  di  imponderabile,  ragione  per  la  quale 
nel  bambino  fatto  adulto  si  trova  riprodotto  il  sentimento  materno   ».  Alle 


—  136  — 

stintamente  determinando  i  casi  nei  quali  il  latte  deve  esser  dato  come  cibo 
esclusivo,  dagli  altri  in  cui  il  latte  viene  dato  come  aggiunta  ai  cibi  comuiù. 
Finalmente  sono  esposti  solamente  in  modo  incompleto  i  modi  di  conser- 
vazione del  latte,   coli' aggiunta  pur  troppo  di  inesattezze  ed  errori.  Così  è 
detto  per    es.  che  il  latte  da  conservare  si  ha   da  far  bollire    ogni  giorno 
una  volta  per  iscacciarne    1*  ossigeno,    d' onde    appare    essere  allo  scrittore 
ignoti  gli  studi  del  Pasteur  sulle  fermentazioni.  E  più    avanti  si  legge    che 
il  latte  da  conservare  può  essere  messo  in  bottiglie  metalliche,  senza  indi- 
cazione dei  metalli  da  evitare  e  di  quelli  da  preferire.  Nelle    bottiglie  poi 
il  latte  dovrebbe  essere  versato  dopo  averne  scacciata  V  aria     mercè  l' ev-»-' 
porazione  (1).  Le  critiche  osservazioni,  che  finora  abbiamo  esposto  (orarne^' 
tendone  più  altre  di  minor    conto),  ci  conducono  a  giudicare    questa   m^' 
moria  immeritevole  di  lode  non  che  di   premio. 

///  Memoria  —  In  labore  gloria. 
Più  favorevole  giudizio  ci  compiacciamo    dover  dare   sulla  memoria   d^-^ 
motto    suaccennato  :  la  quale  in    eflfetto  è  commendevole    per  chiarezza  di 
esposizione,  per  abbondanza  di  utili  nozioni  :  ma  la  parte   scientifica,  fisio- 
logica e  chimica,  è  deturpata  da  alcuni  errori  grossolani,  i  quali  pur  troppo 
non  sembrano  potersi  apporre  semplicemente  a  scrivere  scorretto  od  a  di* 
strazione  di  mente.  A  pag.  3  si  legge  che  «  ove  le  condizioni  di  irrigazione 
sanguigna  si  mantengano  per  un  certo  tempo  propizie,  si  potrà  pur  avere 
produttività  di  latte  dalle  atrofiche  poppe  dell'  uomo  >  e  premesso  che  avreb- 
besi  dovuto  dire  dalle  rudimentarie  glandole  mammarie  dell*  uomo,   anziché 
dalle  atrofiche ,  si  vuol  notare  la  grave  incompiutezza  del  concetto  ,    ossia 
la  dimenticata  influenza  capitale  della  innervazione  eccitata  da  un  acconcio 
succhiamento.  A  pag.  8  è  asserito  niente  meno  che  il  burro  è  la  sostanza 
azotata  del  latte.  A  pag.   25  si  legge  in  aperta  contraddizione  colla  chimica, 
che  <  il  latte  dei  carnivori  è  alcalino  per  prevalenza  di  sali  alcalini ,  acido 
negli  erbivori,  forse  per  la  maggior  copia  d'acido  lattico  svoltosi  dallo  zuc- 
chero di  latte  che  nei  carnivori  è  in  deficienza  rispetto  agli   albuminati  >. 
È  noto  al  contrario  che  il  latte  ha  negli  erbivori  reazione    alcalina,   acida 
nei  carnivori  :  ma  che  pure  gli  erbivori  possono  dare  latte  di  reazione  aci- 
dula se  pasciuti  con  biade  abbondantemente. 

Certamente  fu  effetto  di  distrazione  lo  scrivere  di  <  una  nutrice  di  27 
anni,  puerpera  da  undici  mesi  >  e  non  crediamo  possono  trovarsi  medici 
pratici  i  quali  si  affidino  per  la  cura  dell'  incontinenza  notturna  delle  orine 
alla  dieta  lattea,  escludendo  del  tutto  la  carne  dall'  alimentazione. 


—   139  — 

sdtozìonali  e  discrasiche,    quale    sarebbe  la  malattia  di  Bright,  la  furonco- 
k>5Ì,  ecc. 

n  dovere  dell'imparzialità  ci  obbliga  a  notare  anche  in  questa  memoria, 
del  resto  lodevole,  alcune  espressioni  scorrette.  A  pag.  4  è  detto  che  «  nelle 
lacche  si  intrattiene  ad  arte  la  secrezione  lattea  col  succhiamento  metodico  », 
e  certamente  l'Autore  intendeva  piuttosto  il  mungiraento.  Non  è  poi  vero 
ciò  che  si  legge  a  pag.  12  e  il  latte  contenere  nella  minor  massa  la  mag- 
pore  possibile  quantità  di  principi  alimentari  »  :  anzi  ne  è  grave  difetto, 
,pff  "alimentazione  dell'adulto,  la  condizione  opposta.  Similmente  non  pos- 
tino acconsentire  all'utilità  incondizionata  di  mescere  caffè  o  cioccolatte 
jlktte,  pag.  29,  giacché  se  dall' un  lato  gli  si  partecipano  vantaggiosa- 
Bcnte  qualità  eccitative,  dall'altro  il  tannino  del  caffè  può  rendere  il  latte 
Ben  facilmente  digeribile.  E  così  altre  poche  mende  sarebbero  da  notare, 
che  ommetteremo  per  brevità. 

Questa  memoria,  a  nostro  avviso  degna  d'incoraggiamento  e  lode,  dovrà 
essere  presa  in  considerazione  anche  rispetto  al  premiarla  :  del  che  lasciamo 
illa  Presidenza  la  decisione. 

VI  Memoria  —  Mens  sana  in  corpore  sano, 

« 

E  la  più  breve  di  tutte,  e  pur  troppo  ancora  la  più  scorretta,  sicché  non 
crediamo  opportuno  di  neppure  farne  una  critica  particolareggiata. 

Bologna,  li  28  gennajo   1882. 

Giovanni  Brugnoli 

Adolfo  Casali 

Francesco  Roncati,  Relatore, 


n  Presidente  mette  ai  voti  le  conclusioni  della  Commissione  per  ciò 
che  riguarda  il  Premio  Ritter^  le  quali  vengono  approvate  a  condizione  però 
die  il  premio  venga  conferito  all'Autore  della  Memoria  premiata  sola- 
acnte  quando  abbia  completato  la  Memoria  stessa  dal  punto  di  vista  igienico. 

Si  procede  quindi  all'  apertura  delle  schede.  A  quella  che  porta  per  epi- 
grafe il  motto:  Valgono  piti  i  fatti  che  le  parole,  si  trova  unito  il  nome  del 
4)tt  Angiolo  Mosso,  professore  nella  R.  Università  di  Torino. 

La  scheda  che  porta  per  titolo:  Come  la  notte  è  il  sonno  della  natura^ 
ecc.,  racchiude  il  nome  del  dott.  G.  B.  Verga  medico  nel  Manicomio  di  Mom- 
bello  al  quale  verrà  conferita  una  Menzione  Onorevole. 

Relativamente  alle  conclusioni  della  Commissione  incaricata  di  riferire  in- 
torno al  Premio  Talini,  non  essendo  le  conclusioni  stesse  tassative,  il  Presta 


—    138  — 
madri   malsane    dà  consiglio  di  non  allattare  i  loro  bambini,  aggiungendo 
che   «  spargano  pel  suolo    tale    infame    liquore,    se    non    vogliono    vedere 
stecchito  il  proprio  bambino  »   così  a  pag/  37  e  due  pagine  appresso  san— 
tenzia  che   e  comunque  venga  fatta  la  scelta    della   balia,  il  suo  latte  noi 
potrà  mai  sostituire  il  materno  ».  A  pag.    44   e  il    latte  che   vien   portat' 
in  città  è  quasi  sempre  nocivo  allo  stomaco  perchè  portatovi  più  ore  dop« 
munto  e  perchè  fornito  da  animali  mal  nutriti;  >  ed  a  pag.  52,  e  insorgend 
la  stitichezza,    fisiologica    conseguenza  della  esclusiva  alimentazione    latte 
fa  d'uopo  combatterla  con  tutti  i  mezzi  della  scienza,  >   quasi  che  un  ci 
stere  d'acqua    schietta    non    bastasse  da  solo  nel  più  dei  casi  e  subito, 
pag.  55  lo  Scrittore  mette  in  avviso  dal   e   somministrare  il  latte  nelle  m^«-- 
lattic  con  sonnolenza  »,  quasiché  dopo  esperienze  decisive    in  contrario  ^i 
potesse  anche  credere  all'azione  sonnifera  dell'acido  lattico,  la  quale   cre- 
denza è  tanto  in  lui  ferma  che  venendo  in  discorso  dei  e  bagni  di  latte    ^ 
teme  che  il  latte  «  attraversando  la  cute  diventi  pericoloso  per  azione  del- 
l'acido lattico  delle  glandole   sudorifere:  »   così  a  pag.   57. 

Ed  in  questa    memoria    sono    parimente    a    lamentare    gravi  ommissioni 
sulla  dietetica  del  latte,  come  nelle  altre  finora  passate  in  rassegna. 

V  Memoria  —  La  e  et  prò  cibo  et  pi  o  medicamento. 
Questa  memoria,  la  migliore  fra  tutte  le   presentate,  non  offre  molta  oc- 
casione a  critica,  ed  è  chiara,  ordinata,  corretta,   bene  rispondente  al  pro- 
gramma del  concorso,  se  non  quanto  un  po'  manchevole  rispetto  alle  indica- 
zioni o  maniere  della  dietetica  lattea.   Avrebbero  meritato  un  cenno  le  se- 
guenti   particolarità,  rilevantissime    per  la  pratica:  Il  latte  riesce  più  facil- 
mente digerito  se  soprabevuto  ad  altro  cibo  di  quello  che  ingerito  schietto 
od  a  stomaco  vuoto.  11  latte  taluna  volta  torna  indigesto  pel  suo  troppo  ra- 
pido e  fitto  coagulare  nello  stomaco:    donde  l'indicazione  di  mescergli  un 
alcalino,  od  anche  farinacei,  tanto  da  farne  un  intriso.  Quinci  pure  si  de- 
riva la  più  facile  digeribilità  del  latte  fatto  coagulare  e  poi  sbattuto  per  una 
rottura  del  coagulo  in  minuzzoli:  ovvero  a  questo  latte  disgustoso  e  cattivo 
si  surroga  il  latte  fresco  cotto  a  condizione  che  venga  desso  ingerito  o  perdi- 
tempo a  cucchiajate  staccate,  si  che  ogni  porzioncella  abbia  tempo  dì  coa- 
gulare separatamente.  E  quando  sarà  indicata  l'esclusiva  dieta  lattea?  Quando 
invece  il  latte    dovrà    esser   dato  in  aggiunta  a  cibi  comuni?  Quest'ultima 
maniera    risponde  ai  casi  nei  quali  si  vuole  col  latte    aumentare   semplice- 
mente la  nutrizione  del  corpo:  l'altra  maniera  invece  è  voluta  dalle  malattie 
ulcerose  ed  infiammatorie  del  tubo  digerente,  oppure  da  certe  malattie  co- 


—   139  — 
stituzionali  e  discrasiche,    quale    sarebbe  la  malattia  di  Bright,  la  furonco- 
losi,  ecc. 

Il  dovere  dell'imparzialità  ci  obbliga  a  notare  anche  in  questa  memoria, 
del  resto  lodevole,  alcune  espressioni  scorrette.  A  pag.  4  è  detto  che  «  nelle 
vacche  si  intrattiene  ad  arte  la  secrezione  lattea  col  succhiamento  metodico  >, 
e  certamente  l'Autore  intendeva  piuttosto  il  mungiraento.  Non  è  poi  vero 
ciò  che  si  legge  a  pag.  1 2  e  il  latte  contenere  nella  minor  massa  la  mag- 
giore possibile  quantità  di  principi  alimentari  >  :  anzi  ne  è  grave  difetto, 
per  l'alimentazione  dell'adulto,  la  condizione  opposta.  Similmente  non  pos- 
siamo acconsentire  all'utilità  incondizionata  di  mescere  caffè  o  cioccolatte 
al  latte,  pag.  29,  giacché  se  dall' un  lato  gli  si  partecipano  vantaggiosa- 
mente qualità  eccitative,  dall'altro  il  tannino  del  caffè  può  rendere  il  latte 
men  facilmente  digeribile.  E  così  altre  poche  mende  sarebbero  da  notare, 
che  omm  ette  remo  per  brevità. 

Questa  memoria,  a  nostro  avviso  degna  d'incoraggiamento  e  lode,  dovrà 
essere  presa  in  considerazione  anche  rispetto  al  premiarla  :  del  che  lasciamo 
alla  Presidenza  la  decisione. 

VI  Memoria  —  Mens  sana  in  corport  sano, 
E  la  più  breve  di  tutte,  e  pur  troppo  ancora  la  più  scorretta,  sicché  non 
crediamo  opportuno  di  neppure  farne  una  critica  particolareggiata. 

Bologna,  li  28  gennajo   1882. 

Giovanni  Brugnoli 

Adolfo  Casali 

Francesco  Roncati,  Relatore. 

Il  Presidente  mette  ai  voti  le  conclusioni  della  Commissione  per  ciò 
che  riguarda  il  Premio  Ritter^  le  quali  vengono  approvate  a  condizione  però 
che  il  premio  venga  conferito  all'Autore  della  Memoria  premiata  sola- 
mente quando  abbia  completato  la  Memoria  stessa  dal  punto  di  vista  igienico. 

Si  procede  quindi  all'  apertura  delle  schede.  A  quella  che  porta  per  epi- 
grafe il  motto:  Valgofio  piti  i  fatti  che  ie  parole^  si  trova  unito  il  nome  del 
<lott.  Angiolo  Mosso,  professore  nella  R.  Università  di  Torino. 

La  scheda  che  porta  per  titolo:  Come  la  notte  è  il  sonno  della  natura^ 
ecc.,  racchiude  il  nome  del  dott.  G.  B.  Verga  medico  nel  Manicomio  di  Mom- 
hello  al  quale  verrà  conferita  una  Menzione  Onorevole. 

Relativamente  alle  conclusioni  della  Commissione  incaricata  di  riferire  in- 
torno al  Premio  Talini,  non  esseri  do  le  conclusioni  stesse  tassative,  il  Presta 


—  140  — 

dente  se  ne  rimette  all'Assemblea,  la  quale  previa  discussione  cui  partecipano 
i  dott.  De-Cristoforis,  Lanzillotti,  Pini,  Zucchi,  Longhi,  Marzari,  l'in- 
gegnere Gallico  e  il  sig.  Massara,  delibera  venga  conferito  a  titolo  di 
incoraggiamento  il  premio  di  L.  300  alla  Memoria  portante  il  motto:  Lac  prò 
cibo  et  prò  medicamento^  fatto  obbligo  all'Autore  di  introdurvi,  prima  della 
pubblicazione,  quelle  modificazioni  richieste  dalla  Commissione. 

Aperta  la  scheda  relativa  se  ne  trovano  autori  i  signori  dott.  Carlo  Rai- 
mondi assistente  alla  Cattedra  di  Materia  nella  Università  di  Pavia  e  Gio- 
vanni Pietra  assistente  alla  Scuola  di  Chimica  del  R.  Istituto  Tecnico  di 
Pavia. 

Finalmente  si  procede  allo  spoglio  delle  schede  per  la  elezione  dei  mem- 
bri del  Consiglio  di  Direzione,  scrutatori  i  signori  dott.  Galli  e  Marzari. 
Terminato  lo  spoglio  il  Presidente  proclama  il  seguente  risultato  finale  della 
votazione  alla  quale  hanno  altresì  partecipato  le  Sedi  Particolari  rimettendo 
ciascuna  i  rispettivi  verbali: 

Numero  dei  votanti  138. 

Presidente  prof.   comm.   Alfonso  Corradi  con  voti  137 

-    Vice- Presidente  dott.  cav.  Carlo  Zucchi..  »  »  136 

Vie  e- Segretario  dott.  Vincenzo  Caporali.  .  >  >  1 2  2 

Bibliotecario  ing.  Riccardo  Berla »  »  134 

La  seduta  è  sciolta  a  ore  41/2  pom. 


//  Vice- Presidente 
C.  ZUCCHI 


//  Segretario 
G.  Pini. 


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§      1 


—   142  — 


SEDE  PARTICOLARE   PER  IL  PIEMONTE  IN  TORINO 


Seduta  del  ly  dicembre  1881. 
Presidenza  del  prof.  Luigi  Pagliani. 


ORDINE    DELLE    MATERIE   DA   TRATTARSI; 

i.°  Comunicazioni  della  Presidenza. 

2.°  Morselli  prof.  Enrico.  —  Gli  Asiii- Scuole  per  idioti  ed  imbecilli, 

3.°  Pagliani  prof.  Luigi  e  dott.  Bovero.  —  SuiP  importazione  e  trasmis- 
sione deirinfezione  tifica  in  una  villa  isolata, 

4.®  Pagliani  prof.  Luigi.  —  Presentazione  di  un  nuovo  banco  per  gli  asili 
infantili, 

I .°  All'aprirsi  della  seduta  il  Presidente,  fatta  la  presentazione  di  1 2  nuovi 
membri  della  Sede,  comunica  il  risultato  della  seduta  generale  tenutasi  in 
Milano  il  5  settembre  p.  p.  circa  le  modificazioni  richieste  da  soci  allo  Sta- 
tuto e  Regolamento  della  Società,  Non  si  potè  ammettere  la  distribuzione  del 
Giornale,  a  tutti  i  membri  della  Società,  perchè  ciò  avrebbe  importato  un 
aumento  nella  quota  annua,  che  non  si  stimò  opportuno. 

Fu  invece  approvata  la  votazione  a  domicilio  dei  singoli  membri  per  tutte 
le  questioni  e  nomine  importanti,  affine  di  evitare  una  preponderanza  nelle 
decisioni  da  prendersi  in  riguardo,  per  parte  dei  soci  a  cui  riesce  più  comodo 
portarsi  alle  sedute  generali  della  Società,  che  si  tengono  alla  Sede  centrale 
in  Milano. 

Annunzia  in  seguito  alla  Società  come,  incoraggiati  dallo  splendido  suc- 
cesso avuto  nello  scorso  inverno  dalle  Conferenze  pubbliche  popolari  tenute 
in  questa  città ,  anche  nel  prossimo  anno  parecchi  soci  siano  disposti  a 
continuarle  ;  per  cui  se  i  convenuti  lo  stimano  opportuno,  si  incomincerebbe 
la  loro  serie  nel  prossimo  febbrajo. 

Per  ultimo  partecipa  alla  Società  come  egli  abbia  ricevuto  invito  dal  Co- 
mitato per  r  Esposizione  dei  prodotti  dei  lavoro  nazionale ^  che  si  vorrebbe 
attuare  in  Torino  nel  1884,  di  appartenere  alla  Commissione  esecutiva  per 
la  Sezione  degli  Istituti  di  previdenza  e  di  pubblica  assistenza;  come  egli 
sia  lieto  ed  orgoglioso  di  poter  prendere  così  parte  attiva  all'attuazione  di  un 
concetto  che  onora  Torino  e  che  apporterà  al  paese  benefici  incalcolabili, 
ma  che  ciò  vorrebbe  fare,  col  consenso  della  Sede  sociale,  in  qualità  di 
Presidente  della  stessa  e  come  suo  rappresentante,  per    avere    cosi  in  seno 


—  143  — 
alla  suUodata  Commissione  maggior  autorevolezza  a  richiedere  per  la  Sede 
dì  Torino  della  Società  Italiana  d'Igiene?  la  maggior  ingerenza  possibile 
neir  organizzare  ed  effettuare  l' Esposizione  per  quanto  si  riferisce  all'  Igiene, 
alla  Statistica  demografica  ed  all'Antropologia.  Egli  ritiene  che  nessun  altro 
corpo  sociale  possa  avere  maggiori  mezzi  per  attuare  degnamente  tali  espo- 
sizioni che  il  nostro,  come  quello  che  tiene  nel  suo  seno  i  principali  cul- 
tori di  questi  rami  di  scienze  applicate,  e  che,  fornito  di  un  proprio  Gior- 
nale, può  per  esso  ottenere  la  massima  pubblicità. 

Prega  quindi  la  Sede  a  volerlo  autorizzare  a  continuare  le  pratiche  già 
avviate  per  raggiungere  questo  intento. 

La  Sede  mentre  applaude  al  concetto  dell'  Esposizione  Nazionale,  delega 
con  voto  unanime  il  Presidente  a  rappresentarla  nelle  Commissioni  esecutive, 
proferendo  tutto  il  suo  appoggio  morale  e  materiale  all'attuazione  del  con- 
cetto stesso. 

Il  Presidente  dà  quindi  la  parola  al  prof.  Morselli  per  la  sua  comuni- 
cazione. 

1 .°  Il  prof.  Morselli,  medico  primario  del  R.  Manicomio,  ricorda  come 
presso  le  nazioni  più  colte  d'Europa  e  d'America  si  dibatta  oggi  la  questione 
ài^  Assistenza  pubblica  per  gli  idioti  e  gli  imbecilli.  Espone  le  fasi  attraversate 
dalla  questione,  dal  giorno  in   cui  il  Séguin  per  primo  dimostrò  la  educa- 
bilìtà  degli  individui   arrestati  nel  loro  sviluppo    mentale,  e  si  basa  special- 
mente sui  dati  statistici  per    dichiarare  che    anche  in  Italia    deve  rivolgersi 
maggiore  attenzione  ai  bisogni  di  una  classe  così  sventurata  e  così  numerosa. 
Secondo  il  censimento   1871,   esistono  in  Italia   25,000    idioti  ed  imbecilli, 
compresi  i  cretini,  sia  dalla  nascita,  sia  divenuti  tali  solo  nella  infanzia  per 
malattie  del  cervello  e  delle  sue  meningi.   Ora,  di  costoro,    appena  un  mi- 
gliajo  trova  ricovero,  assistenza,  cura  nei  Manicomi  ed  Ospizi  comuni  :  tutti 
gli  altri  rimangono  fra  la  popolazione  libera,  dove  per  lo  più  sono  di  peso 
e  di  vergogna  alle  loro  famiglie  e  talora  anche  di  pericolo  alla  società. 

Il  Morselli  crede  che  contro  un  simile  stato  di  cose  occorra  provvedere. 
In  Inghilterra,  in  Germania,  in  Olanda,  negli  Stati  Uniti  d'America  si  è  già 
pensato  a  istituire  speciali  Asili  •  Scuole,  ove  i  fanciulli  idioti  vengono  istruiti 
ed  educati,  in  modo  da  rendersi  più  utili  e  men  bisognosi  di  assistenza.  Anche 
in  Francia  negli  ultimi  anni  si  è  iniziata  una  riforma  nel  medesimo  senso  ; 
riforma  che  potrebbe  del  resto  cssjre  promossa  anche  dall'interesse  indivi- 
duale se  si  pensa  che  all'estero  molti  Asili -Scuole  per  idioti  sono  di  origine 
privata  e  servono  per  le  classi  ricche. 


—   144  — 

In  Italia,  neppure  gli  idioti  di  famiglia  agiata,  hanno  mezzi  di  istruirsi  e 
di  educarsi,  perchè,  secondo  l'esperienza  del  prof.  Morselli,  messi  assieme 
cogli  individui  di  ordinaria  intelligenza  nei  Ginnasi,  nei  Licei,  nei  Convitti, 
i  fanciulli  di  corto  sviluppo  mentale,  fanno  assai  meno  profitto  che  sottoposti 
ai  metodi  speciali  di  insegnamento  descritti  dal  Séguin,  dalla  Platz,  dall'Ire - 
land,  dal  Kind. 

Presenta  poi  il  Socio  la  carta  grafica  della  distribuzione  dell'  idiotismo  in 
Italia,  dalla  quale  si  rileva  che  le  provincie  settentrionali  (Lombardia,  Pie- 
monte, Liguria)  sono  le  più  cariche  di  frenastenici,  e  conchiude  coli' espri- 
mere il  voto  che ,  se  deve  anche  in  Italia  prestarsi  finalmente  un  Asilo  «e 
una  Scuola  agli  idioti  ed  imbecilli,  il  filantropico  movimento  sia  incomin- 
ciato appunto  in  quelle  regioni  ove  il  bisogno  è  più  sentito  e  manifesto.  Egli 
desidererebbe  che  Torino,  città  ricca  ed  eminentemente  caritatevole,  ne  pren- 
desse l'iniziativa;  ciò  che  certamente  assicurerebbe  dell'esito  dell'intrapresa. 

Il  Presidente,  mentre  ringrazia  il  Morselli  della  sua  interessantissima  co- 
municazione, approva  pienamente  le  sue  conclusioni  intorno  alla  opportunitk 
di  tentare  l'istituzione  degli  Asili- scuole  da  esso  proposti  in  Italia  ed  anzitutto 
a  Torino,  dove  la  filantropia  fa  giornalmente  miracoli  di  beneficenza. 

n  prof.  CoNCATO  si  associa  a  questi  sentimenti  e  propone  anzi  che  la 
Società  stessa  di  Igiene  si  faccia  promotrice  dell'effettuazione  di  questa  filan- 
tropica impresa. 

La  Sede  approva  unanimamente  questa  proposta,  e  delega  i  professori 
CoNCATO,  Morselli  e  Pagliani  a  studiare  i  mezzi  più  opportuni  per  met- 
terla in  atto. 

3.^  Il  prof.  Pagliani  riferisce  quindi  come  egli  abbia  avuto  ad  osservare 
nell'ora  passato  autunno  insieme  col  dott.  Bovero  ,  sanitario  del  comune 
di  Pecetto  Torinese,  lo  sviluppo  di  sette  casi  di  febbre  tifoidea  in  una  villa 
affatto  isolata  da  ogni  altro  abitato,  in  condizioni  e  circostanze  tali  da  me- 
ritare l'attenzione  degli  igienisti,  sia  per  quanto  riguarda  l'eziologia  di  queste 
febbri,  come  l' influenza  che  i  difetti  nelle  costruzioni  delle  abitazioni  e  loro 
annessi  possono  avere  sugli  individui  che  vi  dimorano.  Questa  circoscritta 
epidemia  ebbe  origine  da  un  primo  caso  da  cui  fu  colpita  una  signorina 
proveniente  da  Torino  pochi  giorni  dopo  il  suo  arrivo  alla  villa,  verso  il 
16  luglio  1881.  Gli  altri  casi  si  succedettero  nel  seguente  ordine  :  il  i  2  ago- 
sto fu  colpita  una  giovane  contadina  di  anni  20,  la  quale  al  17.°  giorno  di 
malattia  moriva:  il  i.^  ottobre  ne  fu  colpita  una  sorella  di  anni  22,  che 
guarì  in  tre  settimane:  il  28  ottobre  un'altra  sorella  di  anni  17,  e  nel  no- 


—  MS  — 
vembre  successivo  il  padre  di  anni  40,  e  finalmente  un  fratello  di  anni   16, 
tutti  e  tre  molto  gravemente. 

Dalle  indagini  fatte  sulla  località,  risultò  che  i  contadini  addetti  ai  lavori 
della  villa,  ì  quali  tutti,  ali* infuori  della  vecchia  madre,  furono  colpiti  dal 
tifo  addominale ,  si  servono  per  il  loro  uso  ordinario  di  un  pozzo  situato 
dietro  la  casa,  il  quale  raccoglie  l'acqua  piovana  d' infiltrazione  della  sopra- 
stante collina,  formata  di  terreno  di  trasporto  e  di  sedimento,  sulla  cui  falda 
la  villa  stessa  è  situata.  Risultò  inoltre  che  da  qualche  anno  viene  a  immet- 
tersi entro  questo  stesso  pozzo  l'acqua  raccolta  da  un  canale  di  drenaggio 
costnitto  parallelamente  alla  casa  stessa  per  impedire  trapelazione  d'acqua 
nelle  cantine  ;  e  che  lo  stesso  canale  di  drenaggio  a  un  dato  punto  passa 
rasente  e  più  in  basso  del  pozzo  morto  in  cui  mette  il  condotto  della  la- 
trina del  proprietario.  Una  tale  disposizione  di  cose ,  lascia  per  il  riferente 
nessun  dubbio  circa  la  via  seguita  dall'infezione  per  colpire  l'intiera  fami- 
glia dei  contadini.  Evidentemente  lo  stesso  canale  di  drenaggio  che  racco- 
glie l'acqua  di  infiltrazione  della  collina ,  raccoglie  pure  *  le  acque  trapelate 
attraverso  alle  pareti  del  pozzo  morto  e  le  porta  con  quelle  nel  pozzo  di 
acqua  viva,  inquinandola  con  materie  fecali  ed  orinose  in  decomposizione. 
L' importante  dal  punto  di  vista  dell'  eziologia  delle  febbri  tifoidi  si  è,  che 
questa  acqua  così  inquinata,  la  quale  non  cagionò  malanni  seri  per  parecchi 
anni,  tutto  ad  un  tratto  determinò  questa  sequela  di  tifi  addominali,  appena 
venne  un'ammalata  di  tifo  a  portarvi  i  germi  specifici  dell'  infezione.  Si  ag- 
giunge, a  meglio  spiegarne  l' importanza  specifica,  il  fatto,  che  vi  fu  un  in- 
tervallo di  quasi  due  mesi  in  cui  non  si  manifestarono  casi,  dopo  il  primo 
che  aveva  avuto  esito  letale,  e  questo  intervallo  corrisponde  precisamente 
coli' agosto  e  settembre,  epoca  in  cui  non  vi  furono  pioggie.  Il  pozzo,  in 
tale  frattempo,  non  fu  quasi  più  alimentato,  e  sopratutto  nt)n  ricevette  più 
acqua  che  avesse  lavato  il  condotto  di  drenaggio,  in  cui  si  arrestarono 
perciò  le  poche  materie  sporche  infiltrate  dal  pozzo  nero.  Ma  appena  sul 
fine  di  settembre,  in  seguito  ad  abbondanti  pioggie  che  si  ripeterono  a  brevi 
tratti,  passò  sufficiente  l'acqua  nel  condotto  stesso  da  esportarvi  questi  ma- 
teriali infetti  e  versarli  nel  pozzo,  ricomparvero  i  casi  di  tifo  e  si  succes- 
sero rapidamente  in  modo  da  colpire  tutti  che  se  ne  servivano. 

Dei  proprietari,  i  quali  mandavano  a  prendere  la  loro  acqua  per  bevanda 
ad  una  fonte  lontana  dall'abitato,  nessuno  fu  affetto  dal  tifo  addominale, 
dopo  la  signorina  che  ne  aveva  subita  l'infezione  a  Torino,  benché  le  ca- 
mere del  loro  alloggio  si  trovassero  nello  stesso  corpo  di  casa  di  quelle  dei 
loro  contadini,  e  si  adoprassero  caritatevolmente  alla  loro  cura. 

IO 


' —  14^  — 

Dal  punto  di  vista  pratico  il  prof.  Pagliani  dice  essere  evidenti  le  dedu- 
zioni da  trarsi  circa  l' importanza  che  gli  ingegneri  e  costruttori,  non  badino 
solo  alla  solidità,  alla  bellezza  ed  alla  comodità  delle  abitazioni,  ma  essen- 
zialmente alle  loro  condizioni  igieniche. 

L'adunanza  applaude  a  queste  conclusioni,  e  parecchi  degli  ingegneri  pre- 
senti alla  seduta  si  associano  al  voto  che,  l'igiene  venga  insegnata  anche 
nelle  loro  Scuole  di  Applicazione. 

4.**  n  prof.  Pagliani  presenta  per  ultimo  tm  modello  di  Banco  per  asili  in- 
fantili il  cui  sedile  può  trasformarsi  a  volontà  in  un  comodo  appoggiatoio 
per  il  tempo  in  cui  durante  le  ore  di  scuola,  si  vuol  lasciare  dormire  i  ra- 
gazzi. Con  tale  trasformazione  del  sedile,  si  viene  ad  evitare  la  compressione 
siti  torace  e  sui  vasi  sanguigni  della  regione  anteriore  del  collo,  la  quale  è 
inevitabile  nella  posizione  che  prendono  i  ragazzi  sui  cattivi  banchi  ora  in 
uso,  e  che  non  può  a  meno  di  avere  molta  parte  nel  causare  le  malattie 
che  abbastanza  spesso  si  osservano  nei  bambini  che  frequentano  gli  asili. 

Dopo  alcune  osservazioni  del  dott.  Bergesio  e  del  prof.  Concato  intomo 
alla  influenza  che  le  posizioni  cattive  nei  banchi  possono  avere  sulla  forma 
del  bacino  e  sulle  curve  della  colonna  vertebrale,  si  scioglie  la  seduta. 

Le  memorie  riferentisi  a  queste  singole  comunicazioni,  sono  in  disteso 
pubblicate  nel  Giornale   della  Società  Italiana  d'Igiene, 

Il  Presidente 

L.    PAGLIANI 

n  Segretario 

E.  Morselli. 


SEDE   CENTRALE   DI    MILANO 


Seduta  del  di  io  dicembre  188 1 
Presidenza  del  dott.  G.  Sapolini. 


ordine  degli  oggetti  da  TRATTARSI: 

I.**  ZuccHi  dott.  Carlo.  —  Considerazioni  intorno  al  progetto  di  legge  sugli 
Alienati  e  sui  Manicomi  pubblici,  privati  e  criminali, 

2.°  Pini  dott.  Gaetano.  —  Una  sentenza  della  Corte  di  Cassazione  di  To- 
rino riguardante  la  Legge  12  giugno  1866  sulla  coltivazione  del  riso. 


~   147  — 

I.®  11  dott.  Carlo  Zucchi  dà  lettura  della  prima  parte  della  sua  Me- 
moria volgendo  uno  sguardo  retrospettivo  ai  ripetuti  conati  di  igienisti,  di 
freniatri  e  di  legislatori  italiani  nell'intento  di  ottenere  una  legge  speciale 
pel  governo  dei  pazzi,  rimontando  fino  al  1847.  Il  seguito  della  Memoria 
sarà  svolto  nella  successiva  riunione  e  poscia  la  Memoria  vedrà  per  intero 
la  luce  in  uno  dei  prossimi  fascicoli  del  Giornale, 

2."  Il  dott.  Gaetano  Pini  prende  argomento  da  una  recente  sentenza 
della  Corte  di  Cassazione  di  Torino  la  quale  dichiarando  che  debbansi  con- 
siderare come  pene  pecuniarie  e  non  come  multe  quelle  che  vengono  minac- 
ciate all'infrazione  della  Legge  12  giugno  1866  sulla  coltivazione  del  riso, 
la  sì  che  d'ora  innanzi,  riducendosi  a  '  pochissima  cosa,  la  pena  da  infliggersi 
ai  contravventori  alla  Legge,  questi  avranno  tutto  T  interesse  di  coltivare 
abusivamente  il  riso  e  di  pagare  le  ammende  col  maggiore  ricavo  che  so 
gliono  ottenere  da  questa  specie  di  coltura. 

Il  dott.  Pini  ricorda  come  il  Regolamento  sanitario  venga  di  continuo 
violato  per  la  mancanza  appunto  di  disposizioni  penali  e  pel  fatto  che  la 
legalità  del  Regolamento  è  stata  non  ha  guari  posta  in  dubbio  dalla  sen- 
tenza di  una  Corte  di  Cassazione  del  Regno  secondo  la  quale  il  Regola- 
mento sulla  Sanità  Pubblica  6  settembre  1874,  non  avrebbe  forza  di  Legge. 
Da  ciò  le  difficoltà  di  procedere  contro  gli  abusi  e  gli  attentati  che  ven- 
gono di  continuo  commessi  a  danno  della  pubblica  salute;  da  ciò  la  im- 
punità dei  contravventori  che  anche  tradotti  dinanzi  ai  Tribunali,  trovano 
sempre  modo  di  cavarsela  con  ammende  illusorie  e  con  assoluzioni  de- 
plorevoli. 

L'Oratore  ricorda  come  per  le  contravvenzioni  alla  Legge  del  Bollo,  il 
Governo  proceda  per  via  direttissima  ed  applichi  multe  gravissime  senza 
neppure  adire  la  via  dei  Tribunali,  mentre  che  l'attività  e  lo  zelo  che  si 
spiega  per  esigere  odiosi  balzelli  dovrebbero  piuttosto  essere  usati  a  consta- 
tare le  contravvenzioni  di  coloro  che  non  di  rado  per  negligenza,  per  ava- 
rìzia^ e  molto  spesso  per  mire  di  lucro,  attentano  alla  salute  e  talora  per- 
fino alla  vita  dei  cittadini. 

In  questo  senso  l'Oratore  deplora  che  anche  la  Legge  sulla  coltivazione 
a  riso,  contro  la  quale  non  era  possibile  sollevare  i  dubbi  messi  innanzi 
circa  la  costituzionalità  del  Regolamento  sanitario,  abbia  trovata  appo  i 
Tribunali,  Giudici  che,  certo  senza  volerlo,  ma  per  la  smania  di  sottili  ar- 
gomentazioni, danno  modo  ai  contravventori  di  eluderne  le  disposizioni  se- 
vere rìducendo  quasi  a  nulla  le  pene. 

L'Oratore  si  diffonde  a  dimostrare   come  il  disposto  dell'art.  4  di  detta 


—  148  — 

Legge  abbia  difficilmente  pratica  applicazione  pel  fatto  che  quando  vengono 
denunciate  ai  Prefetti  le  contravvenzioni,  il  riso  è  già  rigoglioso  e  TAutorità 
di  mal  animo  si  piega  a  compiere  opera  vandalica  distruggendo  una  risaja 
e  privando  del  raccolto  per  un  anno  intero  terreni  che  non  possono  in 
altra  guisa  essere  utilizzati.  Per  questi  motivi  quindi  il  dott.  Pini  vorrebbe 
che  i  Sindaci  denunciassero  alle  Autorità  le  contravvenzioni  appena  che 
sono  terminati  i  lavori  della  risaja  o  la  seminagione  nello  intento  appunto 
di  poter  prontamente  rimuovere  una  causa  di  insalubrità,  non  essendo  giusto 
che  l'Autorità  si  riserbi  il  diritto  di  punire  i  colpevoli  lasciando  che  l'aria 
infetta  produca  malattie  e  danni  alla  salute  pubblica ,  quando  ha  il  modo 
di  prevenire  il  diffondersi  dei  miasmi  vietando  fin  da  principio  la  coltiva- 
zione del  riso  là  dove  non  è  permessa. 

Sacchi.  —  Si  associa  alle  lamentanze  del  dott.  Pini,  ma  non  crede  facile 
ottenere  dai  pretori  quella  severità  di  provvedimenti  che  pur  sarebbero  ne- 
cessari, pel  fatto  che  i  pretori  sono  molto  meno  indipendenti  di  quello  che 
si  supponga  a  causa  della  loro  posizione  difficile  e  modestissima.  Anche  il 
medico-condotto  cui  potrebbe  deferirsi  la  tutela  delle  leggi  sanitarie  non  è 
libero,  ma  dipendente  da  quelle  Autorità  locali  che  troppo  spesso  sono  le 
prime  a  violare  le  disposizioni  legislative. 

Aporti.  —  Scagiona  la  Corte  di  Cassazione  di  Torino  dalle  accuse  mos- 
sele dal  dott.  Pini.  La  Corte  non  ha  fatto  che  giudicare  il  modo  con  cui 
la  Legge  12  giugno  1866  fu  applicata  e  se  la  Legge  è  troppo  mite,  se  ne 
incolpi  il  legislatore  non  i  giudici  che  debbono  applicarla.  Egli  vorrebbe 
che  i  pretori  potessero  esercitare  efficacemente  la  loro  azione,  ma  per  ot- 
tenere ciò,  è  necessario  che  ricevano  dalle  autorità  superiori  disposizioni 
severe  e  tassative  che  dieno  forza  al  pretore  di  resistere  a  tutte  le  influenze 
interessate  locali. 

Giachi  e  Zucchi.  —  Opinano  che  senza  il  concorso  dell'Autorità  giudi- 
ziaria sia  difficile  riparare  agli  inconvenienti  segnalati  dal  dott.  Pini  e  quindi 
voteranno  quella  mozione  che  contenga  esplicitamente  questo  concetto. 

Dopo  alcune  repliche  dei  signori  Pini,  Aporti,  Sacchi  e  Zucchi  viene  posto 
ai  voti  ed  approvato  il  seguente  ordine  del  giorno  presentato  dal  dott.  Pini: 

e  La  Sede  centrale  della  Società  Italiana  d' Igiene  deplorando  che  nella 
maggior  parte  delle  provincie  del  Regno  rimanga  inosservato  il  disposto 
della  Legge  12  giugno   1866  per  la  coltivazione  del  riso; 

e  Considerando  che  le  sentenze  emanate  dai  pretori  contro  i  contravven- 
tori, anche  recidivi,  anziché  togliere  argomento  ai  contravventori  stessi  di 
incorrere  in  nuove  violazioni  della  Legge  e  dei  relativi  Regolamenti,    favo- 


~   149  — 
cono  l'abusiva  coltivazione  del  riso  a  danno  della  salute  pubblica,  a  di- 
oro  della  Legge  e  a  scapito  di  coloro  che  alla  prescrizione  della  Legge  si 
tengono  ; 

e  considerando  che  la  sentenza  31  maggio  1881  della  Corte  di  Cassa- 
Dne  di  Torino  escludendo  nell'art.  5  della  Legge  12  giugno  1866  il  con- 
ilo della  multa  e  riducendo  a  semplici  pene  pecuniarie  quelle  che  sono 
linacciate  alle  infrazioni  della  Legge  stessa,  ammette  il  caso  che  si  possa 
iscendere  fino  a  pene  insigni 6canti  e  sproporzionate  al  danno  che  producono 
)Ioro  che  abusivamente  coltivano  il  riso; 

€  considerando  che  per  misure  di  prudenza  e  non  di  rado  per  riguardi 
ìt  condizioni  dei  lavoratori  della  terra,  è  difficilmente  applicabile  1'  arti- 
>Io  4  della  Legge  la  quale  autorizza  il  Prefetto  a  distruggere  le  risaje  a 
jjcse  dei  contravventori,  quando  la  risaja  è  già  fiorente  e  promette  lauto 
Kcolto  ; 

e  considerando  che  energici  provvedimenti  siano  necessari  per  conse- 
pire  la  scrupolosa  osservanza  alla  Legge  in  parola. 

e  Per  tutti  questi  motivi  la  Sede  centrale  della  Società  Italiana  d' Igiene 
«spnme  il  voto  che  l'Autorità  giudiziaria  applichi  più  rigorosamente  la  Legge 
til  Regolamento  suUe  risaje,  che  le  Autorità  governative  invigilino  alla  os- 
Krvanza  dei  medesimi  e  che  a  cura  dei  Sindaci  vengono  segnalate  per  tempo 
li  prefetti  le  coltivazioni  abusive  del  riso  affinchè  i  medesimi  possano,  ap- 
(ena  cominciati  i  lavori,  impedire  la  seminagione  del  riso  e  far  constare 
k  contravvenzione  ». 


Seduta  del  S  febbrajo  1882, 
Presidenza  del  dottor  C.    ZuccHi 


ORDINE  DEGLI  OGGETTI  DA  TRATTARSI: 

.*  Dott.  Gaetano  Pini.  —  Progetto  degli  ingegneri  Erotti  e  Mazzocchi  di 
un  niurvo  Cimitero  per  la  città  di  Alitano  in  sostituzione  degli  attuali 
cimiteri  succursali. 

'  Dott.  Carlo  Zucchi,  —  Considerazioni  intorno  al  progetto  di  legge  sugli 
Alienati  e  sui  Manicomi  pubblici^  privati  e  criminali  (Continuazione). 

Il  dott.  Pini.  —  ricorda  le  precedenti  deliberazioni  e  gli  studi  istituiti 
Uà  Sede  centrale  della  Società  relativamente  ai  cimiteri  di  Milano.  Dice 
e  la  questione    rimase    fin   qui  nel  campo  delle  astrazioni,  ma  che  final- 


—  150  — 

mente  pare  si  possa  scendere  a  qualche  pratica  conclusione.  Gli  egregi  in- 
gegneri Erotti  e  Mazzocchi  hanno  presentato  alla  Società  dei  progetti  per 
la  erezione  di  un  grande  cimitero  ad  uso  della  città  di  Milano;  egli  rias- 
sumerà brevemente  colle  parole  stesse  degli  Autori  in  che  consistano  questi 
progetti,  per  poi  passare  alla  discussione  dei  medesimi. 

Scopo  precipuo  degli  autori  sarebbe  quello  di  sostituire  agli  attuali  cimi* 
teri  succursali  situati  nell'abitato  dei  sobborghi,  un  unico  cimitero  d'aprirsi 
ad  una  conveniente  distanza  dalla  città,  a  servizio  dell'intero  Comune,  ca- 
pace  per  una  rinnovazione  decennale  e  suscettibile  di  futuri  ampliamenti 
qualora  eventuali  circostanze,  nel  volgere  di  molti  anni,  lo  richiedessero. 

La  costruzione  poi  di  quel  cimitero  mentre  deve  rispondere  colla  gran- 
diosità  del  suo  assieme  e  de'  suoi  principali  accessi,  alla  importanza  della 
Metropoli  a  cui  deve  servire,  viene  ideata  in  modo  che,  qualora  favorevoli 
evenienze  generalizzassero  e  sostituissero,  all'odierno  seppellimento  dei  cada- 
veri, la  cremazione,  già  fra  noi  felicemente  iniziata,  si  possa ,  dopo  il  pre- 
scritto periodo  di  riposo  ed  il  consueto  spoglio  delle  sepolture,  ritornare 
all'  agricoltura  il  terreno  del  cimitero  stesso,  senza  che  perciò  si  abbia  a 
rimpiangere  il  sacrifizio  di  costose  e  monumentali  costrurioni. 

Oltre  la  deficienza  d'area  degli  attuali  cimiteri,  rendono  necessaria  l'at- 
tuazione del  progetto,  speciali  ragioni  riguardanti  la  pubblica  igiene  ed  il 
comune  interesse  della  città. 

Riguardo  alla  pubblica  igiene  va  considerata  anzitutto  la  condizione  del 
terreno  di  quei  cimiteri  succursali,  che,  ormai  saturo  di  elementi  organici, 
trovasi  inetto  all'assorbimento  ed  all' assimilamento  delle  decomposizioni  dei 
cadaveri,  rendendo  così  lentissima  l'opera  della  loro  disorganizzazione  ;  nonché 
l'infiltrarsi  di  quelle  decomposizioni  negli  strati  sotterranei  sino  ad  inqui- 
nare le  sorgive  che  alimentano  i  pozzi  della  città. 

Inoltre  va  aggiunto  il  viziarsi  dell'aria  pei  miasmi  che  si  sviluppano  da 
quei  cimiteri  circuenti  sì  davvicino  Milano  e  l' incalcolabile  pregiudizio  che, 
al  verificarsi  di  un  contagio  o  di  una  epidemia,  apporterebbe  alla  cittadi* 
nanza,  l'accumulamento  di  tanti  cadaveri  infetti,  in  località  così  attigue  agli 
abitati. 

Rendono  poi  importante  1'  attuazione  del  progetto  dal  lato  economico  ; 
la  possibilità  di  facilitare,  mercè  la  soppressione  dei  cimiteri  succursali,  an 
più  largo  sviluppo  edilizio  nei  sobborghi  ove  tende  continuamente  ad  espan- 
dersi r  industria  ed  il  commercio  della  città,  levando  gli  ostacoli  frapposti 
dall'esistenza  dei  cimiteri  stessi,  all'aprimento  di  vie  di  comunicatone  ed 
all'erezione  di  nuove  fabbriche;   nonché,  l'utile  conseguibile  dal  Comune 


—  151  — 
pelle  maggiori  imposte  che  verrebbe  a  percepire  quando  su  quei  terreni, 
sorgessero  case  ed  opifìcii,  e  nel  rendere  in  seguito  utilizzabili  e  profìcue 
&nche  le  aree  dei  soppressi  cimiteri  dopo  trascorso  un  corrispondente  pe- 
riodo di  riposo,  come  già  venne  praticato  coli' area  del  soppresso  cimitero 
di  San  Rocco  fuori  Porta  Romana. 

Riconosciuta  anzitutto  l' impossibilità  pratica  di  ampliare  i  cimiteri  attuali, 
giacché  a  ciò,  oltre  le  loro  anormali  condizioni  igieniche  sovraccennate,  si 
oppongono  espressamente  gli  articoli  60  e  146  del  Regolamento  sanitario 
6  settembre  1864,  si  venne,  dopo  maturo  esame,  nella  ferma  convinzione 
che  la  sostituzione  di  quei  cimiteri  si  debba  fare,  salvo  qualche  particolare 
e  temporanea  eccezione  (0;  con  un  unico  cimitero  posto  ad  opportuna  di- 
stanza dalla  città  e  capace,  come  già  si  disse,  al  bisogno  continuo  e  cre- 
scente deir  intero  Comune. 

Infatti,  i  soli  argomenti  che  sembrerebbero  militare  in  favore  della  mol- 
tiplicità  dei  cimiteri  si  riferiscono:  alla  maggior  comodità  di  trasporto 
conseguibile  colla  distribuzione  dei  cimiteri  in  diversi  punti  all' ingiro  della 
città;  ed  alla  tema  Che  V  agglomerazione  in  una  sola  località  di  molti  ca- 
daveri possa,  nel  caso  d' un'  epidemia,  portare  maggior  pregiudizio  alla  città. 

Orbene,  se  il  primo  di  tali  argomenti  può  avere  qualche  valore  coi  mezzi 
attualmente  impiegati  nel  trasporto  dei  convogli  funebri,  esso  viene  a  per- 
dere affatto  ogni  importanza  voltachè,  come  nel  presente  progetto  si  prò» 
pone,  vengano  resi  i  trasporti  più  agevoli  e  spediti  mediante  una  guidovia 
a  cavalli  od  anche  a  vapore. 

Circa  la  ragione  del  secondo  dei  detti  argomenti,  essa  è  affatto  appa- 
rente ed  erronea;  giacché  evidentemente  deve  riuscire  di  maggiore  pregiu- 
dizio alla  città  il  distribuire  in  vari  punti  intorno  alla  stessa  diversi  centri 
d' infezione ,  che  non  quello  di  limitarli  e  ridurli  ad  un  solo  in  località 
prescelta,  a  fronte  d' ogni  altra,  nei  riguardi  che  più  direttamente  influiscono 
a  proteggere  la  città  dall' espandersi  di  quei  miasmi. 

Inoltre  colla  moltiplicità  dei  cimiteri  aumentandosi  le  difficoltà  di  prov- 
vedere alla  loro  scrupolosa  e  costante  sorveglianza,  rendonsi  più  facili  e 
gravi  gli  abusi  che  con  maggiore  frequenza  verificansi  appunto  nelle  scia- 
gurate contingenze  di  contagi  o  di  epidemie. 

Nei  riguardi  economici   poi  é  evidente   che  la  formazione   di  più  cimi- 

(i)  Il  cimitero  di  Porta  Vittoria,  il  solo  fra  i  cinque  succursali  non  completamente 
occupato  da  sepolture,  potrebb'essere  tollerato  sino  al  suo  esaurimento,  a  speciale  servizio 
dell'  Ospedale. 


—  153  — 
teri    richiede    una    somma   di   aree  di  gran  lunga    superiore  a  quella   che 
occorre  per  un  cimitero    solo  ;  e  inoltre    anche   a  parità   di  superficie ,  la 
servitù  creata  al  terreno  adiacente  ai  cimiteri  stessi,  sempre  più   aumenta 
col  crescere  del  loro  numero. 

Nei  riguardi  di  esecuzione  finalmente,  oltre  la  difficoltà  materiale  di  tro- 
vare diverse  località  adatte  a  questo  genere  di  costruzioni,  si  aggiunge  il 
maggiore  dispendio  voluto  dal  necessario  ripetersi  delle  opere  per  manu- 
fatti d' ogni  genere,  edifici  d*  ingresso,  difese  e  strade  tanto  di  accesso 
esterne  che  di  distribuzione  interne  dei  campi  mortuari. 

Indiscutibili  air  opposto  è  numerose  sono  le  ragioni  in  favore  della  for- 
mazione di  un  unico  cimitero  ;  e  principalissima  riguardo  alla  salubrità, 
voluta  anche  dall'art,  60  del  Regolamento  citato,  è  quella  che  si  riferisce 
alla  (direzione  dei  venti  dominanti  rispetto  alla  città,  per  la  quale  non  può 
esservi  evidentemente  che  una  sola  plaga  di  terreno  a  priori  indicata. 

Nei  riguardi  sanitari  ancora  e  negli  amministrativi  ed. economici,  la  sor- 
veglianza di  un  sol  cimitero  riuscirà  più  oculata,  ed  il  suo  esercizio  facile 
e  semplice  renderà  meno  dispendioso  e  più  perfetto  l''andamento  di  questo 
importante  ramo  della  civica  amministrazione. 

In  questi  sensi  appunto  le  più  cospicue  città  d'  Europa  stanno  per  ri- 
solvere questa  importante  questione  dei  cimiteri,  abbandonando  il  vecchio 
sistema  della»  loro  moltiplicità  e  allontanandoli  dai  centri  di  popolazione. 

Ciò  premesso,  fu  oggetto    principale    dello    studio  del  progetto  la  scelta 
della  località,  la  quale  doveva  anzitutto  soddisfare  alle  seguenti  condizioni  : 
i.°  Nei  rapporti  igienici, 

a)  ubicazione  favorevole  rispetto  alla  città  per  riguardo  alla  direzione 
delle  sottocorrenti  ed  a  quella  dei  venti  dominanti  nella  stagione  estiva  ; 

b)  situazione  segregata  ed  opportunamente  lontana  da  ogni  abitato, 
e  giacitura  elevata  del  suolo  rispetto  ai  corsi  d'  acqua  ed  alle  circostanti 
sorgive  ; 

e)  natura  del  terreno  più   possibilmente  idonea  all'assorbimento  ed 
all'assirailamento  delle  decomposizioni  organiche; 
2.^  Nei  rapporti  di  comodo  e  di  viabilità  : 

a)  distanza  conveniente  dalla  città  in  modo  di  non  rendere  malco- 
modi  e  costosi  i  trasporti  dei  cadaveri  e  le  visite  dei  dolenti  ;  ma  tale  però 
da  non  impedire  qualsiasi  sviluppo  edilizio  della  città  stessa  oltre  i  suoi 
limiti  attuali  ; 

b)  moltiplicità  di  strade  e  di  facili  mezzi  di  trasporto  già  esistenti, 
e  prossimità  di  una  stazione  ferroviaria  pei  casi  di  straordinaria  mortalità; 


—  153  — 

()  possibilità  di  attivare  senza    gravi  ostacoli   una  speciale  comuni- 
Guione  fra   il  cimitero  e  la  città  mediante  un  ampio  e  decoroso  accesso, 
itto  all'attivazione  di  speciale  guidovia  pel  trasporto  dei  convogli  funebri. 
3."  Nei  rapporti  di  economia: 

d)  minimo  valore  del  fondo  ove  stabilire  il  cimitero  ed  aprire  le 
Boore  strade; 

f)  possibilità  d' impianto  del  medesimo  a  norma  delle  prescrizioni 
£  legge  senza  incorrere  in  gravi  spese  per  demolizioni  e  per  compensi 
^edalL 

Dall'  esame  deUa  carta  topografica  ed  idrografica  e  dialle  moltiplici  ispe* 
soni  praticate  in  differenti  località  dei  dintorni  di  Milano ,  risultò  come 
nef^o  rispondente  al  complesso  delle  suesposte  condizioni,  l'area  posta  nei 
territori  di  Musocco  e  Garegnano  Marcido ,  compresa  fra  la  ferrovia  e  la 
iteida  provinciale  del  Sempione,  in  vicinanza  della  Certosa  di  Garegnano, 
distante  cinque  chilometri  dalla  città.  In  seguito  però,  nella  tema  che  Tes- 
Kre  quella  località  fuori  del  territorio  del  Comune  di  Milano  potesse  dar 
hogo  a  difficoltà  d'attuazione ,  ed  anche  per  raggiungere  la  maggior  eco- 
Bornia  Delle  spese  di  primo  impianto  si  è  indicata  un'altr'area  giacente  nella 
oedesima  plaga  d'orientamento  della  prima,  ma  situata  nel  nostro  Comune 
faori  di  Porta  Magenta  alla  distanza  di  circa  tre  chilometri  dalle  mura, 
ai  pressi  di  San  Siro  ed  in  confine  col  territorio  di  Lampugnano. 

Per  ciascuna  di  queste  due  località  venne  dettagliatamente  sviluppato  il 
progetto  del  nuovo  cimitero. 

Progetto  Primo 
Cimitero  alia  Certosa  di  Garegnano, 

In  tale  località,    posta  a  N-0  della    città  e   da   questa    distante    cinque 
chilometri,    il  nuovo  cimitero  verrebbe    costruito    sopra  una  plaga  di  ter- 
reno, alquanto  elevato ,  totalmente  asciutto  e  di  natura   calcareo-siliceo ,  il 
era  piano    è    superiore  di    oltre    quattro    metri    al    massimo    livello    delle 
sorgenti. 

La  sua  situazione,  rispetto  ai  circostanti  centri  d'abitazione  è  tale  da  non 

riuscire  di  pregiudizio  alcuno  alla  loro  salubrità,  trovandosi,  relativamente 

ai  medesimi  ad  una  distanza  assai  maggiore  di  quella  prescritta  dalla  Legge 

e  dai  Regolamenti  Sanitari.  Infatti  esso  dista  da  Musocco  di  m.  750,  dalla 

Certosa  di  Garegnano  di  m.  620  e  di  circa    m.  200  dai  piccoli    cascinali 

della  Vemasca  e  di  Roncavazzo. 


—   IS4  — 

La  zona  di  terreno  sulla  quale  ha  sede  il  nuovo  cimitero ,  è  compren- 
tra  la  ferrovia  Milano-Torino  al  Nord,  la  strada  provinciale  del  Sempione 
al  Sud,  la  Certosa  di  Garegnano  all'Est ,  ed  i  terreni  dissodati  dei  BcscK 
della  Merlata  ad  Ovest. 

L*  area  complessiva  occupata  dal  nuovo  cimitero  è  di  mq.  373,000  di 
cui  mq.  123,000  pei  viali  interni,  fossato  e  strade  perimetrali,  ed  i  rimi» 
nenti  mq.  250,000  per  le  tumulazioni. 

Tale  superficie  di  mq.  250,000  venne  fissata  in  base  alla  massimi 
mortalità  che  potrebbe  verificarsi  nel  Comune ,  ed  alla  rinnovazione  peno» 
dica  di  un  decennio. 

Il  campo  mortuario ,  è  di  forma  rettangolare ,  lungo  m.  648  e  largo 
m,  560,  suddiviso  in  ottanta  campi  minori  con  viali  fra  loro  ortogonali, 
in  guisa  di  utilizzare  la  massima  area  e  rendere  più  agevole  il  servizio. 
Esso  è  difeso  tutto  all' ingiro  da  un  fossato  profondo  e  da  un  muro  d 
sostegno  formante  semplice  parapetto  sul  perimetro  intemo  del  cimitero. 

Lungo  il  ciglio  del  detto  fossato,  verso  la  campagna,  corre  una  stradft 
di  servizio  larga  m.   io  sul  lato  frontale  e  di  soli  m.   2  sugli  altri  tre   lati 

Un  edificio  all'ingresso  di  stile  semplice  e  severo  comprendente  l'atrio, 
la  camera  mortuaria,  1'  ufficio  e  le  abitazioni  dell'  Ispettore  e  del  Custode^ 
nonché  gli  altri  occorrenti  locali  di  servizio,  costituisce  la  sola  costruzione 
architettonica  del  nuovo  cimitero. 

Colla  suindicata  disposizione  del  campo  mortuario  e  colla  sostituzione  di 
regolari  ordini  di  adatte  piantagioni  d'  alberi  ed  arbusti  ai  consueti  edifid 
dei  cimiteri,  si  verrà  a  raggiungere,  col  minimo  dispendio,  quell'  impronta 
di  austera  semplicità  che  meglio  risponde  al  carattere  ed  alla  destinazione 
dell'opera. 

H  grandioso  stradone  del  Sempi  one  dall'arco  al  rondò  ed  in  seguito 
un  nuovo  viale  largo  venti  metri,  formano  la  via  di  comunicazione  fra  la 
città  ed  il  nuovo  cimitero. 

In  corrispondenza  alla  Certosa  di  Garegnano  il  nuovo  viale,  allargandosi 
di  altri  dieci  metri,  raggiunge  l'ampio  piazzale  che  s'apre  dinanzi  all'edificio 
d'ingresso  del  cimitero,  e  si  coordina  opportunamente  con  due  altri  viali 
l'uno  prospiciente  e  l'altro  parallelo  alla  fronte  del  pregievole  tempio  della 
Certosa. 

In  vicinanza  al  piazzale  esterno  all'arco  del  Sempione  verrà  eretta  una 
stazione  funeraria  alla  quale  dovranno  far  capo  tutti  i  convogli  mortuar! 
provenienti  dai  diversi  punti  della  città,  e  dove,  mediante  un'apposita  gui 
dovia    esercita  a  cavalli,    con    carri    funebri  appositi  e  carrozze  di  seguite 


—   IS5  — 
e  ,  ^  dirìgeranno  al  nuovo  cimitero    percorrendo  il  lato  sinistro  del 
Cofso  Sempione  ed  il  marciapiede  pure  sinistro  del  nuovo  viale. 

Con  una  lùodificazione  a  questo  primo  progetto  la  comunicazione  colla 
città  si  avrebbe  mediante  una  strada  che  dipartendosi  dal  piazzale  del  Ci- 
mitero  Monumentale  si  dirìgerebbe  al  rondò  del  Sempione,  ove  imboc- 
dierebbe  il  progettato  gran  viale  al  nuovo  cimitero. 

Progetto    Secondo. 
Cimitero  a  San  Siro, 

Anche  questa  località  è  a  N-0  di  Milano  da  cui  dista  di  tre  chilometri. 
La  natura  e  V  elevazione  del  suolo  e  la  sua  situazione  rispetto    alle  sotto- 
correnti    ed    alla    distanza  dai  circostanti    abitati,  trovansi  pressoché  nelle 
stesse  favorevoli    condizioni    dell*  altra    indicata  plaga  di  terreno  presso  la  * 
Certosa  di  Garegnano. 

Siccome  anzitutto  ragioni  di  economia  consigliarono  questo  secondo  pro- 
gettOf  il  cimitero  avrebbe  quivi  un'estensione  minore  del  sopradescritto,  li- 
mitando la  sua  superfìcie  totale  a  mq.  300,000  da  cui  levati  circa  metri 
q.  100,000,  per  viali  interni,  fossato  e  strada  perimetrali,  rimarrebbero  per 
le  tumulazioni  mq.  200,000,  che  è  quanto  necessita,  nelle  attuali  circo- 
stanze,   pel  servizio  del  nostro  Comune. 

La  forma  e  la  disposizione  del  campo  mortuario,  salvo  come  si  disse  le 
dimenàoni  ridotte,  nonché  delle  opere  di  riparo,  di  decorazione  e  dell'edi- 
fìcio d'ingresso,  sono  simili  alle  descritte  pel  cimitero  progettato  alla  Cer- 
tosa di  Garegnano. 

La  principale  comunicazione  dalla  città  al  cimitero  progettato  a  San  Siro,  si 
(  avrebbe  mediante  un  nuovo  viale  largo  metri  venti,  dipartendosi  dal  piaz- 
I  zale  all'ingresso  del  Cimitero  Monumentale  ove  verrebbe  stabilita  la  stazione 
1  fanerarìa  di  partenza  degli  appositi  convogli  a  mezzo  di  guidovia. 
I  Una  opportuna  rettifica  ed  allargamento  della  strada  di  San  Siro,  che 
'  presso  alla  chiesa  di  San  Pietro  in  Sala  verrebbe  a  coordinarsi  col  Corso 
Vercelli  e  con  una  nuova  via,  che  si  progetta  in  prolungamento  del  gran 
rettilineo  del  tronco  della  circonvallazione  tra  la  ripa  di  Porta  Ticinese  e 
la  Tenaglia  del  bastione  di  Porta  Magenta,  formerebbe  un  secondo  accesso 
a  quel  cimitero. 

Con  questi  due  accessi  viensi  a  ripartire  efiìcacemente  il  servizio  dei  fu- 
nebri trasporti,  prestandosi  il  principale,  cioè  quello  che  si  diparte  dal  Ci- 


—  156  - 

mitero  Monumentale,  per  il  servizio  della  parte  orientale  e  settentrionale 
dell'intero  Comune  e  Taltro,  quello  da  Porta  Ticinese  e  Porta  Magenta  colla 
strada  di  San  Siro,  per  il  servizio  delle  altre  due.  parti  meridionale  ed  oc» 
cidentale. 

n  cimitero  alla  Certosa  di  Garegnano  favorito  anche  dalla  vicinanza  di 
questo  prezioso  tempio,  presentasi  più  grandioso;  oltreché  la  sua  distanza  di 
cinque  chilometri  dalla  città  adattasi  convenientemente  a  soddisfare,  colla 
comodità,  le  esigenze  di  una  giusta  lontananza  anche  nella  ipotesi  che  la 
città  di  Milano  prenda  uno  sviluppo  straordinario  verso  quella  direzione. 

Col  cimitero  San  Siro  il  concetto  primitivo  si  piega  e  si  restringe  allo 
scopo  di  una  maggior  economia  e  facilità  d'attuazione  dell'opera,  restando 
però  in  massima  bastantemente  soddisfatte  le  condizioni  di  igiene  e  di  co- 
modità pel  servizio  dei  funebri  trasporti. 

Dopo  questi  cenni  il  dott.  Pini  fa  un  esame  critico  dei  due  progetti.  Egli 
avrebbe  desiderato  che  la  scelta  della  località  fosse  stata  fatta  verso  quella 
parte  bassa  della  città  che  forse  presenterebbe  le  migliori  condizioni  topo- 
grafiche, ma  tenuto  conto  che  fuori  di  Porta  Romana  e  San  Celso  le  acque 
sorgive  si  trovano  a  poca  profondità,  non  sarebbe  opportuno  stabilirvi  un 
cimitero.  Quanto  alla  località  di  San  Siro  il  dott.  Pini  non  la  ritiene  ab- 
bastanza lontana  dalla  città  dovendosi  considerare  il  rapido  e  continuo  in- 
cremento di  Milano  ed  opina  che  anche  dal  punto  di  vista  dello  spazio  a 
San  Siro  non  se  ne  avrebbe  a  sufficienza.  Non  vi  ha  quindi  dubbio  che 
la  Certosa  di  Garegnano  presenti  le  migliori  condizioni  e,  coll'aiuto  di  una 
grande  carta  di  Milano  sulla  quale  sono  segnate  le  giornate  in  cui  i  venti 
estivi  soffiarono  sulla  città,  dimostra  come  da  questo  punto  di  vista  la 
Certosa  di  Garegnano  si  trovi  in  posizione  relativamente  buona  di  fronte 
alle  altre,  e  che  quindi  non  possano  elevarsi  dubbi  molto  seri  suH'argomento. 

Il  Relatore  termina  col  dire  che  non  crede  ancora  giunto  il  momento 
che  la  Società  debba  pronunziare  un  giudizio  definitivo  sui  progetti  degli 
ingegneri  Erotti  e  Mazzocchi,  ma  opina  si  debbano  solamente  enunciare 
principi  generali  che  possano  servir  di  guida  alle  Autorità  nella  scelta  dei 
progetti. 

Ing.  Mazzocchi.  —  Fa  osservare  che  il  terreno  della  località  scelta  è  di 
natura  tale  da  favorire  la  dissoluzione  dei  cadaveri.  Dà  quindi  un'idea  del 
muro  di  cinta  che  egli  propone  e  che,  approfondendosi  assai  nel  terreno  per 
maggiormente  isolare  questo  dalla  campagna  vicina,  si  eleverebbe  di  poco 
sul  livello  del  suolo,  per  favorire  il  ricambio  dell'aria  sovrastante  al  cimitero. 


—  IS7  — 

Ing.  Galuco.  —  Esprime  il  desiderio  che  il  cimitero  sia  posto  lontano 
assai  dalla  città,  e  vorrebbe  adottato  per  trasportarvi  i  cadaveri,  un  tubo 
pneumatico  la  cui  apertura  d'ingresso,  vicina  alla  città  potrebbe  avere  una 
cx>struziotìe  d'aspetto  monumentale  in  guisa  di  rispettare  il  sentimento  dei 
dolenti  altrimenti  offeso ,  dall'  idea  di  caricare  la  salma  di  un  loro  caro, 
per  portarla  lontano  cogli  ordinari  mezzi  di  trasporto. 

Dott.  Galli.  —  Ritiene  che  la  distanza  anche  grande,  non  debba  costi- 
tuire un  ostacolo.  Espone  l' idea  di  costruire  anche  due  cimiteri ,  per  me- 
glio provvedere  ai  bisogni  della  città  ed  insiste  perchè  in  essi  sieno  fatte 
estese  piantagioni  a  migliorare  specialmente  le  condizioni  dell'aria  ambiente. 

Ing.  Mazzocchi.  —  Risponde  che  nel  progetto  da  lui  presentato  fu  già 
preveduto  alla  necessità  di  piantagioni,  e  disposto  perchè  nel  cimitero  ab- 
biano ad  esservi  grandi  viali. 

Dott.  MoRONi,  —  Trova  insufficiente  la  proposta  distanza  di  cinque  chi- 
lometri per  un  nuovo  cimitero,  che  egli  vorrebbe  portata  almeno  a  dieci; 
e  raccomanda  che  nella  scelta  dell'area,  a  questo  scopo ,  si  calcoli  il  pre- 
sumibile incremento  della  popolazione  della  città  nostra, 

Ing.  Mazzocchi.  —  Fa  notare  che  la  ubicazione  del  nuovo  cimitero 
proposto,  permette  un  eventuale  ingrandimento.  —  Soggiunge  poi  che  l'area, 
in  progetto  da  lui  e  dall'  ing.  Erotti  presentato,  offre  già  una  estensione 
di  50,000  mq.  superiore  al  bisogno,  in  vista  appunto  di  una  eccezionale 
mortalità  o  di  un  aumento  di  popolazione. 

Dott.  Giani.  —  Fa  voto  perchè  il  nuovo  cimitero  si  istituisca  nelle  bru- 
ghierie  di  Gallarate,  per  usufruire  di  terreni,   altrimenti  non  utilizzabili. 

Dott,  Pini.  —  Risponde  al  dott.  Galli  che  la  istituzione  di  più  cimi- 
teri riescirèbbe  dannosa  al  servizio  funerario  ed  alla  sorveglianza  contro  le 
manomissioni.  Ammetterebbe  la  opportunità  di  una  maggior  lontananza ,  ma 
avverte  il  pericolo  che  ne  verrebbe  ad  altri  centri  abitati,  i  quali  d'altronde 
giustamente  si  opporrebbero  alla  erezione  di  una  vasta  necropoli. 

Non  accetta  l'idea  di  un  cimitero  nelle  brughiere  ritenendo  queste,  ter- 
reno inopportuno  alla  tumulazione.  Si  dimostra  contrario  al  cimitero  di 
San  Siro,  perchè  a  troppo  piccola  distanza  (3  chilometri).  Infine  propone, 
un  voto  di  ringraziamento  agli  ing.  Erotti  e  Mazzocchi  e  formula  il  se- 
guente ordine  del  giorno  che  viene  approvato. 

€  La  Sede  centrale  della  Società  Italiana  d' Igiene  confermando  il  voto 
emesso  nella  seduta  del  29  maggio  1881,  dichiara  assolutamente  necessario 
che  gli  attuali  cimiteri  succursali  della  città  di  Milano  vengono  a  poco 
a  poco  soppressi  ; 


-  158  - 
c  Inoltre  la  Società  esprìme  il  voto  che  nella  scelta  di  una  località  atfc 
alla  istituzione  di  un  nuovo  e  grande  cimitero,  si  tenga  conto  delle  seguem.' 
condizioni  : 

€  Che  il  cimitero   non  debba  distare  meno  di  5  chOometrì  dslla  cittàj 

€  Che  debba  sorgere  in  posizione  faivorevole  riguardo  alla  direzione  dd 
venti  e  delle   sottocorrenti; 

€  Che  si  faccia  preventivamente  un'accurata  analisi  chimica  del  terreno 
affinchè  esso  risulti  di  natura  tale  da  prestarsi  a  pronta  e  rapida  decom* 
posizione  dei  cadaveri  ; 

€  Finalmente  la  Società  ringrazia  gli  ingegneri  Brotti  e  Mazzocchi  dd 
progetti  presentati  ed  augura  loro  che,  giungano  a  dare  alla  città  di  Milano 
un  cimitero  rispondente  alle  esigenze  della  igiene,  della  civiltà  e  del  sen- 
timento. > 

Essendosi  latta  tardissima  Fora  la  seduta  è  levata  alle  4  pomeridiane. 


//  Preddentt 
C.   ZUCCHI 


II  SeirtUariù 
£.  Grandl 


LA  SEDE  DI  PADOVA 


Xdla  riunione  ordinaria  del  passato  dicembre  il  prof.  DE-dovANm,  pre- 
sidente della  Sede,  rese  noto  che  era  già  compiuto  e  coHaudato  il  primo 
carro  per  trasporto  à,t^  ammalati  allo  Spedale  (i),  commissione  del  locak 
Mucicipio;  che  dedse  già  di  porlo  testo  in  uso  nel  suburbio.  Con  ciò,  ì 
raggiunto  E  voto  della  Sede,  e  giova  sperare  che  il  carro  sia  prontamiente 
dimxso  e  adottato  àal  Comuni  ruralL  Succe&>tvamente  annunziò  che  anche 
in  quest'anno  si  daranno  pubbliche  conferenze  di  igiene  popolare,  e  che 
dietro  deliberazione  dell*  UtEdo  ^  Presidenza  si  intraprendoà  1*  insegna- 
mento  dell'igiene  negli  Istituti  privati,  incominciando  (>er  primo  dall*  Orla- 
nocrono  delle  Grazie  ;  il  prof.  Paniz  j  si  è  incaricato  ^  impartire  un 
breve  corso  dì  lezio  ìiL 

Prsciesse  queste  co  mnn  fra  rio  ni,  il  Presidente  apri  La  discussione  sulla  gii 
nota  Relasiam  dsLi  Ciìmmzsrtcfu  fer  si^Jz  suìSj /^JJia;^a^  E  Relatore  prof.  Te- 
balde  illustrò  Le  calarne  oiriccU  ptr  i  fella^jszy  con  esposizione  ^  cìiDne  e 

(i)  Vedi  ni>rrmtù  ùHa  Stcùùt  Ita^cmz  ^TrUmi.  —  Aaih?  HL 


—  159  — 
con  la  mostra  dei  viveri  in  quelle  usati  ;  fece  vedere  il  grande  beneficio 
éc  le  colonie  apportano  nella  cura  dei  pellagrosi ,  mentre  procurano  una 
considerevole  economia;  accennò  a  tutti  i  particolari  più  minuti  osservati 
e  studiati  sul  luogo  stesso,  e  chiuse  con  parole  di  alta  lode  per  il  dott.  Pe- 
nsim  di  Udine,  creatore  benemerito  e  sapiente  di  quésta  istituaione. 

n  dott.  Sacerdoti,  preside  della  Commissione,  ricordò  l'interesse  con  cui 

fi  accolta  la  relazione  tanto  dal  pubblico  come  dalle  autorità,  e  riconosce 

id  essa  dovuta  in  gran  parte   V  azione    che  si  manifestò   in    questi    ultimi 

topi  ;  nota    che    il    vedere  già    attuate    dalle    autorità    provinciali  alcune 

tra  le  conclusioni  ammesse  dalla    Commissione ,  e  nominato  segretario  del 

Comitato  provinciale  lo  stesso  Relatore,  deve   essere  argomento   di   giusto 

conforto  e  di  onore  non  solo  per  la  Commissione,  ma  per  la  stessa  Sede 

della  Società  Italiana  d'Igiene. 

La  discussione  susseguente  si  aggirò  su  dilucidazioni  chieste,  e  sulla  pos- 
sibilila  da  parte  della  Società  di  Igiene  di  promuovere  nuove  fonti  di  azione 
per  la  profilassi  della  pellagra,  sul  quale  argomento  fu  deliberato  di  occu- 
parsi in  altra  seduta.  La  relazione  venne  posta  ai  voti  e  approvata  alPu* 
nanimità. 

Ebbe  quindi  la  parola  il  prof.  Ciotto,  relatore  della  Commissione  per 
gli  studi  sulla  istituzione  di  un  laboratorio  chimico  municipale ,  il  quale 
lesse  la  sua  elaborata  relazione.  H  Presidente,  ringraziato  il  Relatore  e  la 
Commissione  per  il  lavoro  importantissimo  eseguito ,  apri  la  discussione. 
Ebbero  la  parola  i  signori,  dott  D'Ancona,  prof.  Rosanelli,  dott.  Fanzago, 
prof.  Andreasi,  ing.  Dionese,  dott.  Sacerdoti,  il  Presidente  e  il  Relatore,  e, 
convenendo  ognuno  sulla  necessità  di  tale  provvedimento,  la  discussione  si 
limitò  soltanto  ai  vari  metodi  di  applicazione.  Dopodiché,  messe  ai  voti, 
furono  approvate  le  seguenti  conclusioni  della  Commissione: 

i.°  È  utilissima  ed  urgente  la  istituzione  di  un  laboratorio  chimico 
municipale  ; 

2.**  La  istituzione  potrebbe  essere  fatta  a  tutte  cure  e  spese  del  Mu- 
tdcipio,  o  con  apposite  combinazioni  presso  il  laboratorio  dell'Università, 
o  dell'Istituto  tecnico; 

3.^  La  istituzione  di  pianta  di  un  laboratorio  a  tutte  spese  e  cure  del 
Municipio,  sarebbe  da  preferirsi ,  se  i  bisogni  del  servizio  sanitario  per  il 
Comune,  giustificassero  l'aggravio  economico  ;  ma  questo  aggravio,  riuscendo 
eccessivo  di  fronte  ai  bisogni  e  all'utile,  non  si  può  proporre  un  tal  modo 
di  provvedimento; 

4.^  L'appoggiarsi  ad  uno  dei  laboratori  sunnominati,   è,  per  i  riguardi 


—  i6o  — 
economici    la   migliore    soluzione   del    problema^    pur  ottenendo    buon 


VIZIO  ; 


S.°  Corrisposta  dal  Municipio  una  retribuzione  annua  complessiva 
il  personale  ed  il  materiale,  il  Laboratorio  dovrebbe  prestarsi  a  qualunqw 
operazione  chimica  od  affine  nei  riguardi  sanitari,  richiesta  dal  Municipio  j 

6.^  Il  Laboratorio,  nella  sua  qualità  di  Istituzione  municipale,  è  obb^ 
gato,  esclusivamente  per  fine  di  sanità,  alle  analisi  che  gli  fossero  richiesti 

ì 

dai  privati ,  i  quali  dovrebbero  pagare  un  moderato  compenso  in  base  i 
tariffa  determinata  dal  Municipio ,  o  col  consenso  del  Municipio ,  da  ve>' 
sarsi  a  prò  dell'amministrazione  che  possiede  il  laboratorio. 


Membri  Effettivi  della  Sooiet&  Italiana  d'Igiene 

ammessi  nel  mesi  di  dicembre  1881,  gennajo  e  febbrajo  18S2. 


Anelli  Parroco  Rinaldo,  Brembate  Ticino 
Brioschi  prof.  Francesco,  Senatore,  Milano 
Beisso  prof.  Torquato,  Genova 
Borromeo  conte  Emilio,  Milano 
Casanova  comm.  Giuseppe,  Roma 
Cannizzaro  prof.  Stanislao,  Roma 
Colombo  dott.  Giuseppe,  Milano 
Casali  prof.  Adolfo,  Bologna 
Fantina  dott.  Emilio,  Somma  Lombarda 
Franceschi  prof.  Giovanni,  Bologna 
Fenchini  prof.  Lorenzo,  Padova 
Ferrini  prof.  Rinaldo,  Milano 
Funaioli  dott.  Paolo,  Siena 
Guzzoni    degli  Ancarani  dott.  Arturo  , 
Modena 


Inzani  prof.  Giovanni,  Parma 
Lampertico  Fedele,  Senatore,  Vicenza 
Luciani  prof.  Luigi,  Firenze 
Moro  dott.  Ettore,  San  Giorgio  (Provindt 

di  Padova) 
Montalti  dott.  Ciro,  Ravenna 
Mazzotti  dott.  Luigi,  Bologna 
Pavesi  Carlo,  chimico,  Mortara. 
Pellizzari  prof.  Giorgio,  Firenze 
Porro  Lambertenghi   conte  Giulio,  Se- 
natore, Milano 
Pagello  dott.  Pietro,  Belluno 
Violini  dott.  Marc' Antonio,  Verona 
Zambianchi  dott.  Antonio,  Roma. 


V/S/«,A/^/\A/VA^^^A>AA  ^^^  ^-^  ^  >■ 


%  ^^k^^A^-s^^^/\^.y^  rf\^^^A^.^/\^^k^>^^^  ' 


1  ^^  A^-A  A^k^^  ^ 


Dott.  Gaetano  Pini,  Gertntt. 


Milano,  i88a.  —  Sub.  G.  Ci  velli. 


PARTE   PRIMA, 


MEMORIE  ORIGINALI. 


LE   CASE   MORTUARIE. 

Memoria 
del  Dott.  G.  Gianni  e  Prof.  L.  Galli. 

I, 

La   questione  delle  Case  Mortuarie  si  ridesta  oggi  con  larghezza  e  serietà 
di    discussioni    circa    T importanza  loro,    e  con    studi   ripetuti    e   diligenti 
quanto  alla  miglior  disposizione  da  darsi  a  questi  stabilimenti.  Richiama  l' at- 
tenzione  de*  cultori  dell'igiene  pubblica  per  T  intendimento  altamente  mo- 
rale   che  in  sé  racchiude,  e  pei  vantaggi  igienici  che  con  la  soddisfazione 
di  quello  possono  ritrarsene.  Prova  ne  siano  le  belle,  e,  si  può  dire,  com- 
plete  discussioni  avvenute  sull'argomento  :  V  una  nel  Congresso  d' Igiene  di 
Stoccarda  del    1879  (i),  di  cui  ^^^   chiara  brevità   e  con    esattezza  ci  dà 
conto  il  dott.  Bonfigli  nel  nostro  Giornale  (2),  e  nel  seno  della  Società  di 
Medicina  Pubblica  e  d' Igiene  professionale  di  Parigi  ;  Taltra,  suscitata  da  una 
memoria  presentata  nel  finire  dello  stesso  anno  1879  ^^^  ^^^^*  ^^  Mesnil  sulla 
Creazione  di  Case  o  Depositi  mortuari  a  Parigi  (3). 

Pareva,  dopo  la  grandiosa  iniziativa  presa  dalla  città  di  Francoforte  nel 
1823  con  la  costruzione  della  sua  famosa  Casa  Mortuaria  sulle  traccie  delle 

(i)  Compie  rendu  du  Congrh  <fhy glene,  à  Stuttgard,  en  1879  (Deutsche  Vierteijahrschrift 
fur  àff,   Gesundheitspflege,  t.  XII,  fase.  2.  pag.  160-266^  —  Revue  dJIygiene  et  de  Polke 
Sanitaire:  Deuxième  année  1880,  pag,  728-729-730. 

(2)  Giornale  della  Società  Italiana  irigiene,  —  Anno  II,  N.*^  364,  pag.  372-373-374. 

(3)  Revue  tfllygiène  et  de  Police  Sanitaire,  —  Première  année  1879,  pag,  90S, 

II 


idee  di  Hufeland  (i)  e  dopo  la  costruzione  di  alcune  altre  in  Prussia  (2)  ^ 
di  qualcuna  pure  in  Italia  (s),  tutte  più  o  meno  inspirate  al  concetto  di  socr^ 
correre  i  casi  di  morte  apparente,  che  la  questione  non  meritasse  più  aX* 
cuna  considerazione,  perchè   ormai  i  nuovi  ordinamenti  civili  nelle  divers^e 
nazioni,  e  le  disposizioni  di  legge  e  dei  regolamenti  locali  escludessero  ^sl 
possibilità  di  cotesto  tristo  avvenimento;  e  ben  può  dirsi  che  esse  davvero 
lo  rendano  quasi  impossibile.  Però  T incremento  dell'igiene,  il  favore  dkxe 
va  guadagnando  nelle  moltitudini  e  presso  i  Governi,  per  il  benefizio  inces- 
sante d*  insegnamenti  direttamente  utili  alle  popolazioni,  ha  fatto  si  che    la 
scienza  tutelare  che  lavora  e  studia  per  il  maggiore  dei  beni,  che  è  la  sa- 
lute, trovi  un  altro  lato  nella  questione  da  mettere  in  evidenza  come  argo- 
mento  irrecusabile  della  utilità,  e  della  necessità  assoluta  nelle  città  delle 
Case  Mortuarie.    Il  fervore   del  bene   sorretto  dal  favore,  dalla   gratitudine 
de*  beneficati  è  sprone  e  nobile  incitamento  a  sempre  nuove  ricerche,  ed 
a  migliori  opere.    Si  è  accertato  con  le    cifre  (la  statistica  è  potente  au« 
siliaria  all'igiene)  come   nelle  città,  e  più  particolarmente  ne'  considerevoli 
centri  di  popolazione,  il  numero  delle  abitazioni  con  poche  stanze,  ed  anche 
con  una  sola  stanza  è  grande,  grande  più  che  non  si  creda.  Da   ciò  pro- 
miscuità de'  morti  co'  vivi  là  dove  non  esistono  depositi  mortuari  per  tutto 
quel  tempo  che  la  legge  esige  prima  della  inumazione.  £  da  questa  promi- 
scuità  grave  jattura  per  la  salute  pubblica.  Che  non  tutti  i  casi  di  decesso 
per  malattie  da  infezione  e  contagiose  vengono  in  fatto  trattati  con  tutti  i 
riguardi  e  con  l'anticipazione,  del  sotterramento,  che  può  dal  medico  veri- 
ficatore  della  morte  essere   ordinata  a  forma  di  legge.    Né  per   gli  altri  è 
da  ritenersi  cosa  innocua  in  ambienti  già   in    pessime  condizioni  igieniche 
la  presenza   di  tm  cadavere   per  molte   ore   anche   prima  che  si   abbiano 
segni  di  putrefazione.  Senza  saggi  microscopici  e  chimici  dell'aria  in  quelli 
contenuta,  l'olfatto  ci  dice  spesso  che  tale  opinione  è  vera.  Si  aggiunga  poi 
la  influenza  morale  penosa,  dolorosa,  che  esercita  sull'animo  dei  superstiti 
la  vista  per  un  tempo  lungo  dell'estinto  in  quella  stanza  che  fu  il  nido,  ed 
è  stata  la  culla  di  affetti  forti  e  gentili,  giacché  anche  il  popolo  sa  amare, 
e  si  avrà  nuova  ragione  da  annoverare  tra  gli  effetti  nocevoli  prodotti  da 
quella  promiscuità. 


(i)  Tardieu:  Dictwnnaire  éTHygiene  pubìique.  —  Paris  1862,  T.  IL  Pag.  628-629-630-631. 

(2)  /^ftnté  iTHygune  sopra  citata.  Denxième  année  1880,  pag.  230. 

(3)  A  Lucca  ove  la  precedente  Casa  Mortuaria  demolita  nel  1871  per  ampliare  lo 
dale  fu  edificata  nel  1850. 


—  103  — 

Ecco  il  vero  lato  della  questione  che  dee  pigliarsi  in  considerazione  al 
presente.  £  sotto  questo  rispetto  ci  proponiamo  di  studiarla  brevemente,  ac- 
cemondo  quindi  al  miglior  modo  di  costruzione  di  un  asilo  mortuario. 

II. 

Posta  cosi  la  questione  dobbiamo  vedere  se  realmente  il  danno  grave, 
quale  da  nói  si  dichiara,  esista  sia  pel  numero  cospicuo  di  abitazioni  tanto 
infelici  da  ricoverare  nelle  città,  e  specialmente  nelle  popolose,  in  una  sola 
0  poche  stanze  tutta  una  famiglia,  sia  per  la  più  facile  diffusione  di  malattie 
«c|  infettive  e  contagiose,  e  pel  deterioramento  igienico  che  induce  in  generale 
la  permanenza  de'  cadaveri  nel  domicilio. 

E  relativamente  alla  prima  ragione  del  danno  a  dimostrarla  ci  basteranno 
pochi  dati  numerici,  che  si  riferiscono  ad  una  grandissima  e  ad  una  pic- 
cola città  in  condizioni  di  vita  sociale  ed  economica  quasi  opposte  tra  loro, 
perchè  viva  l'una  ed  attiva  per  numerosissime  industrie  manifatturiere,  ed 
attraente  popolazione  delle  diverse  parti  della  nazione  e  dall'estero,  pochissimo 
manifetturiera  Taltra,  e  vivente  più  che  del  lavoro  industriale,  dei  prodotti 
di  quello  agricolo.  A  Parigi,  secondo  le  asserzioni  del  dott.  E.  R.  Perrin  (i), 
in  una  città   di   2,000,000  di  abitanti,    sopra    684,952  locali  che  servono 
all'abitazione,  468,641  hanno  un  valore  locativo  minore  di  300  lire  annue, 
ed  in  alcuni  circondari  popolosi  tali  abitazioni  molto  ristrette,  a  tener  conto 
del  prezzo  in  un  sì  grande  centro ,  rappresentano  nove  decimi  del   totale. 
Ed  niUL  parte  poi  di  esse  viene  destinata  in  secondo  affitto  a  camere  am- 
mobiliate che  raccolgono  in  7244  di  quei  refugi  insalubri  circa  100,000  per- 
sone. A.Lucca,  città  di  21,286  abitanti,  esistono  350  abitazioni  di  una  sola 
0  di  due  stanze  occupate  da  circa  1000  persone  (2). 

Da  tale  agglomeramento  in  qualunque  città  restando  evidente  la  neces- 
sità della  permanenza  de'  cadaveri  tra  i  vivi,  ove  non  esistano  depositi  mor- 
tuari, ne  emerge  la  vera  ragione  del  danno  che  igienicamente  devono  averne 
le  popolazioni  povere  delle  città  stesse,  reso  anche  maggiore  dal  fatto  che 
già  vivono  in  mezzo  a  condizioni  insalubri  di  ogni  maniera.  Nelle  classi  a- 

(f)  Revue  d^Hygtkne  sopra  citata  —  Deuxième  année,  1880,  pag.  231. 

(2)  Questi  dati  si  raccolsero  da  una  Commissione  nominata  dal  Consiglio  Municipale  quando 
nel  1873  il  medesimo  studiava  la  convenienxa  di  non  riedificare,  per  una  veduta  economica» 
la  Casa  Mortuaria  compresa  nelle  demolixioni  rese  necessarie  daU'ampliazione  dello  spedale. 
Furono  raccolti  parrocchia  per  parrocchia  e  passando  in  rivista  strada  per  strada  e  ad  una 
ad  una  le  diverse  abitazioni  de'  poveri. 


—    104   — 

giate,  e  tra  i  privilegiati  della  fortuna  l'ampiezza,  e  la  vastità  delle  case,  i& 
la  perfetta  esecuzione  delle  prescrizioni  igieniche  suggerite  dal  medico  ne  pc^^ 
trebberò  assicurare  nei  casi  comuni  per  la  permanenza  del  cadavere  al  do^ 
micilio  fino  al  momento  del  trasporto  al  cimitero.  Ma  è  in  quelle  anguste 
case  del  povero,  dove  mal  tenute  latrine  e  sporcizie  d'animali  domestici,  ctxe 
spesso   per  ignoranza  ed  invincibile  consuetudine  si  tengono  ad  appuzzare 
gir  ambienti,  ed  emanazioni  dall'esterno  in  oscure  e  luride  viuzze  accumix- 
lano  tanta  causa  di  malsania,  è  in  coteste  che  dovrebbe  giacere  sopra  ixn 
lurido  e  spesso  unico  letto  per  molte  ore,  e  talvolta  per  necessità  inesora- 
bile di  serviamo    anche  per  un  intiero  giorno,  il  cadavere  del  difterico,  d^ 
tifoso,  della  donna  morta  d' infezione  puerperale  ;  che  nelle  piccole  città  per 
pregiudizio  non  ancora  vinto  raro  è  che  la  madre  legittima  ricorra  per  sgra- 
varsi all'Ospizio  di  Maternità.  Or  com'  è  possibile  che  la  presenza  di  esso, 
non  solo  non  aumenti  le  ragioni  d'insalubrità  in  quelle  stanze,  ma  non    vi 
diffonda  altresì  più  abbondanti  i  germi  specifici  di  ima  malattia  infettiva  e 
talora  contagiosa  già  accumulatisi  durante  la  vita?  I  cadaveri  poi  tenuti  in 
condizioni  simili  anche  senza  che  siano  il  prodotto  di  una  infezione  acuta 
dell'organismo,   e  senza  che  presentino  alcun  segno  di  putrefazione  bisogna 
che  diano  luogo  allo   svolgersi  di    esalazioni  inquinanti    l'aria  dovute   allo 
scomporsi  dei  liquidi  organici  ed  alle  emanazioni  del  corpo  che  già  imbrat- 
tarono il  letto  nell'ultimo  periodo  della  malattia.  Né  in  tali  circostanze  di 
persone  e  di  luoghi  è  facile,  per  non  dire  che  è  impossibile,  avere  la  puli- 
tezza del  cadavere  come  si  costuma  tra  le  persone  agiate,  e  che  intendono 
certe  esigenze  igieniche,  ed  intendendole  hanno  modo  di  sopperirvi.  Non  ^ 
quindi  da  negarsi  la  necessità  igienica  della  sollecita  rimozione  de'  cadaveri 
dalle  case  del  povero  per  qualunque  malattia  sia  avvenuto  il  decesso. 

Non  è  poi  neppure  da  discutere  sulla  convenienza  della  rimozione  anch^ 
più  sollecita  di  essi,  e  per  tutti  i  cittadini  indistintamente,  nelle  morti  di 
malattie  infettive  (zimotiche)  anche  quando  non  abbiano  mostrata  indole  ma 
nifesta  di  contagiosità  in  una  singola  epidemia,  essendo  tale  rimozione  utit 
misura  igienica  suggerita  dalla  più  elementare  saviezza.  Né  parleremo  dell^^ 
assolutamente  contagiose  per  le  quali,  dominino  o  no  con  genio  popolare^^' 
sempre  dai  Municipi  e  dalle  Autorità  Governative  si  pigliano  prowediment 
speciali  per  le  inumazioni,  onde  queste  riescano  pronte  e  circondate  da  qùélU 
cautele  che  valgono  a  circoscrivere  e  limitare  l'epidemìa. 

Ma  oltre  queste  ragioni  per  raccomandare  alle  Amministrazioni  Municipali 
la  costruzione  delle  Case  Mortuarie  nelle  città,  non  parlano   forse,  ed 
bastanza  eloquentemente,   i  casi  di    morte   improvvisa   che    accadono  sulh 


—  i6s  — 

pubblica  via,  ed  i  suicidi  fuori  della  propria  abitazione,  e  le  asfissie  da 
qualunque  causa  ?  In  tutti  questi  casi  se  lo  spedale  non  apra  le  sue  porte, 
cosa  che  per  onore  del  vero  dobbiam  dire  non  frequente  ad  avvenire, 
occorre  un  rifugio  all'  individuo  spesso  in  istato  di  dubbia  morte,  e  spe- 
cinlmente  se  non  ha  in  città  famiglia  o  stabile  dimora.  £  pel  caso  di 
«sposizione  di  un  cadavere  per  la  necessaria  identificazione  non  possono 
esse  prestare  un  utile  servizio  ?  Possono  prestarlo;  ed  ammessa  per  altre 
ragioni  la  necessità  delle  medesime,  l'utile  che  se  ne  può  trarre  ad  altri 
fini  è  incontestabile,  molto  più  che,  come  mostreremo,  la  spesa  per  rag- 
giungerli non  aumenta  affatto  nella  costruzione. 

III. 

Ma  prima  di  dire  del  miglior  modo  di  costruire  una  casa  mortuaria, 
convien  porsi  il  quesito  :  se  debbono  tali  stabilimenti  esser  per  l' uso  ob- 
hlì^atorì  o  facoltativi. 

Per  noi  non  devono  essere  obbligatori  \  perchè  per  certi  riguardi  igienici, 
che  possono  avere  in  altro  modo  una  piena  soddisfazione  nel  domicilio 
privato  là  dove  le  angustie  della  casa  e  de'  mezzi  economici  non  li  vietano, 
e  le  cognizioni  ormai  abbastanza  divulgate  su  argomenti  d'igiene  per  di 
più  li  suggeriscono,  non  si  deve  impedire  a  tutti  indistintamente  una  ma- 
nifestazione rispettabile  d'affetto  che  si  vuole  esprimere  da  molti  con  il 
rendere  gli  estremi  uffici  di  pietà  verso  i  loro  cari  estinti  fino  a  compome 
1^  salma  nella  cassa  mortuaria  in  quella  istessa  stanza  in  cui  l'amata  per- 
sona moriva,  di  là  avviandola  direttamente  al  Cimitero.  Solo  eccezionalmente 
possono  essere  obbligati  tutti  i  cittadini  a  deporre  i  loro  morti  nella  Casa 
Mortuaria  nel  caso,  come  dicevamo,  di  decessi  per  malattie  da  infezione 
^ta  con  indole  di  contagiosità,  sebbene  non  ancora  dimostrata  per  ripe- 
tiaone  di  altri  casi.  Nell'occasione  poi  luttuosa  di  morbi  popolari,  deve 
l'Autorità  cui  fa  debito  l'Amministrazione  Sanitaria,  sia  nel  Governo  sia 
nel  Comune,  provvedere  secondo  le  circostanze  esigono.  Né  devono  essere 
<>bbligatori  per  un'  altra  ragione,  che  è  quella  di  diminuire  la  spesa  per 
lunpianto  di  essi,  la  quale  facendo,  carico  ai  Municipi  desterà  sempre 
difficoltà  maggiore  ad  esser  deliberata  quanto  più  sia  alta.  £  più  sarà  alta 
<ltianto  più  sia  grande  il  numero  de*  cadaveri  che  dev'essere  ospitato,  ed 
«levato  il  grado  delle  esigenze  circa  l'interna  sistemazione  e  l'addobbo 
PW  parte  delle  famiglie,  anche  privilegiate  della  fortuna,  costrette  ad  usarne. 

Noi  stimiamo  giusto  e   consentaneo   alle  ragioni   suddette   che  gli  Asili 


—  i66  — 

■ 

Mortuari  nelle  città  abbiano   ad   essere  facoltativi.   E  V  esperienza  che 
parecchi  anni  abbiamo  di  quanto  succede  a  Lucca,  ove  funziona  una  Ca 
Mortuaria  di  modeste   proporzioni,  ma  sotto    ogni   rispetto  rispondente 
bisogni  pe'  quali  fu    istituita,    ci   conferma  pienamente    nella    bontà    de 
espressa  opinione.  Ciò  che  non  s' impone  per  obbligo   viene    più  volontic 
eseguito,  e  lasciando  libertà  alle  famiglie  ne'  casi  ordinari  di  portare  o  i 
i  cadaveri  alla  Casa  Mortuaria,  si  ottiene  che    vi    siano    trasportati    qu; 
tutti.  Poiché  sanno  che  in  quel  luogo  a  tutto  è  provvisto  per  il  rispetto  n 
solo,  ma  per  il  decoro  altresì,  e  per  ogni  evenienza  anche  di  morte  ap] 
rente.  A  Lucca  sopra  una  totalità  di   looo,  e   poco   più    cadaveri,   che 
città  fornisce  all'  anno  (0,  900  circa    sono    deposti  nella  Casa    Mortuai 
Municipale.  In  questi   nove   decimi  della  dolorosa   schiera    sono    compri 
cadaveri  provenienti  dalle  famiglie  più  rispettabili  per  coltura,  per  gentilez 
d'  animo  e  di  costume,  e  per  censo. 

IV. 

Dove,  e  come  dee  esser  costruita  una  Casa  Mortuaria,  perchè  rispondendo 
ogni  esigenza  igienica  soddisfi  nel  miglior  modo  all'ufficio  per  cui  viene  eretl 

Stando  agi'  igienisti  più  coscienziosi  e  diligenti  nel  tener  conto  di  o§ 
cagione  d' insalubrità  e  di  ogni  inconveniente  ne'  servizi  di  questo  gene 
dovrebbe  scegliersi  per  la  costruzione  di  un  Asilo  Mortuario  luogo  amei 
e  lontano  dall'  abitato,  nelle  città  alla  periferia.  Dovrebbe  T  Asilo  aver  s 
veglianza  continua  per  il  caso  remoto,  ma  pur  possibile,  di  morte  apparei 
e  per  altre  gravi  ragioni  di  verificabile  violazione  del  luogo  (2X  Per  la  inte 
disposizione  a  darglisi  chi  predilige  il  sistema  cellulare  presente  vigent 
Francoforte  (3),  ed  a  Chemnitz  (4),  e  suggerito  in  Francia  alla  Società 
Medicina  Pubblica  e  d'Igiene  professionale  dai  sigg.  Bonnamaux  ,  Gast< 
Trélat,  e  Lafallye  (5),  chi  il  sistema  a  sale  adottato  in  Baviera  (6). 

Niun    dubbio    che    dovendo    determinarsi    a  priori   il  sito  per   le  C 
Mortuarie  le  qualità  accennate  non  avessero  sempre   a  ricercarsi.   Ma 
determinazione  nel  caso  concreto  cpnvien  farla  cercando  sempre   di  co 

(i)  Fra  questi  figurano  i  decessi  dello  spedale  civile  che  riceve  gli  ammalati  di  I 
la  provincia,  e  quelli  delle  milizie  stanziate  nella  città. 

(2)  Roncati:  Compendio  tf/gUne,   —  Napoli  1876,  pag.  468. 

(3)  Tardieu  :  Luogo  citato.  , 

(4)  Giornale  della  Società  Italiana  tt  Igiene, —  Anno  II,®  N.  3  e  4,  pag.  373. 

(5)  Revue  d'Hygiine:  Luogo  citato  —  pag.  47-48-239. 
{6)  Tardieu  :  Luogo  citato. 


—  107  — 

jpte  tali  stabilimenti  con  il  rimanente  del  servizio   mortuario    di  cui   sono 
ìk  parte.  Ora  i  Cimiteri ,  verso  i  quali  essi  sono   propriamente  la  prima 
tttboe,  in  obbedienza  alle  giuste  esigenze  dell'  igiene  si  costruiscono  fuori 
t  lontani  più  che  sia  possibile    dalle  città,  e  si  cerca  di    spingerli   sempre 
fi  kmtam.  Affinchè  siano  soddisfatte  le  necessità  ineluttabili  del  giornaliero 
rniino  occorre  che  le  Case  Mortuarie  si  edifichino  o  presso  quelli  o  sulla 
ndie  vi  conduce,  adattandosi  all'impero  della  necessità.  Altrimenti  dovendo 
e    il    luogo    con    le  migliori    condizioni    igieniche ,  il  più   delle 
lalte  si  moltiplicherebbe  tanto  il  servizio  da  renderlo   inattuabile.  Ma  alla 
cfificazione  presso  i  Cimiteri  opponendosi  la  legge  che  non  vuole  in  Italia 
iama  abitazione  (e  quella  del   custode   non  può    non   considerarsi    come 
tfele)  dentro  il  raggio  di  metri  200  da  loro  (i),  non  resta  che   attenersi  a 
^  luoghi    più  adatti  che  si  trovino  tra  la  città  ed  il  suo  Cimitero  ;   alla 
periferìa  ed  in  parte  abitata  per   le    piccole  città,   ne'  circondari   popolosi 
delle  grandi,  se  in  queste  occorra  costruire  più  d' una  Casa  Mortuaria,  cer- 
cando possibilmente   luoghi    ove   meno   spesseggi   il  caseggiato.  L'assoluta 
ÌDoocuità  di  tali  stabilimenti  è  pienamente  garantita  dai  provvedimenti  che 
s  adottano  nel  costruirli. 

Nel  confronto  tra  la  interna  disposizione  a  ce//ule  ed  a  sa/e  e  per  la  minore 
ipesa,  e  per  la  ragione  estetica  sarebbe  preferìbile  il  tipo  a  sale.  La  ripetizione 
per  ogni  cellula  non  solo  degli  utensili  di  assoluta  necessità  per  la  conve- 
niente deposizione  del  cadavere,  ma  altresì  dei  mezzi  di  rìscaldamento  e  d'illu- 
ninirìone  non  può  non  accrescere  la  spesa  occorrente.  E  dal  lato  estetico 
la  cellula  desta  troppo  viva  l' immagine  della  tomba  ;  sia  pure  abbellita  dai 
fktti  e  ravvivata  dalla  luce,  come  quelle  di  Francoforte,    è  una    tomba  di 
pandi  dimensioni,  abbellita,  ed  infiorata.  E  tale  dee  mostrarsi  al  visitatore 
dalla  firedda  e  lugubre  sala   di  veglia  spingendovi  lo  sguardo.  Mentre   una 
lala  grande  dipinta  a  colori  chiari,  provvista  di  molta  luce,  da  ampie  fine- 
stre munite  d' inferriate  di  bella  forma,  con  letticciuoli  in  ferro  ricoperti  di 
materasso  e  circondati  di  una  cortina  in  tela  a  foggia  di  zanzariere,  da  ab- 
bassarsi quando  il  letto  è  in  servizio,  ha  più  l' aspetto  di  un  bel  dormentorio 
da  operai  molto  propri  e  provvidi,  che  pensino  alla  salute  ed  insieme  alla 
pulitezza,  ricorda  più  una  ridente  sala  di  un  modesto  spedalino  di  qualche 
boigata  campagnola,  che  l'asilo  della  morte.    Due    sale  sole   possono   ba- 
stare, una  per  i  comuni  decessi,  l'altra  pei   decessi  da  malattie  infettive  e 
contagiose.  Per  il  resto  della  intema  disposizione,  sia  pel  numero  come  per  la 

(i)  Alt.  65  del  Regolamento  di  Sanità,  23  giugno  1874. 


—  i6S  — 

destinazloixe  ed  ampiezza  delle  altre  stanze,  i  bisogni  della  dttà,  e  la  po] 
zione  di  essa  debbono  esser  guida  nel  redigere  un  progetto  di  Casa  Mortu 
che  possa  ben  rispondere  in  ogni  caso  allo  scopo  per  cui  s'istituisce. 

Ecco  come  a  Lucca,  città  di  20,421  abitanti  secondo  1  risultati  del 
simento  del  x88i,  con  la  mortalità  media  nell'ultimo  quinquennio  di  < 
1000,  fii  costruita  la  nuova  Casa  Mortuaria,  da  noi  ideata  e  diretta,  e  e 
funziona  con  il  suo  sistema  a  sale. 

Alla  periferìa  della  città  presso  le  mura  in  luogo  poco  abitato  verse 
nente,  sopra  una  piazza  donde  si  accede  alla  porta  che  guida  al  Cimil 
sorge  su  i  disegni  dell'architetto  comunale  signor  Ciro  Bastianoni,  e  sopra 
area  di  m.  q.  324.24  ombreggiata  dagli  alberi  e  dalle  verdi  pianta^ 
del  viale  delle  prossime  mura  passeggiabili,  la  nuova  Casa  Mortuaria 
architettura  d'ordine  dorico,  severo,  quale  si  addice  al  suo  ufficio  m 
e  pietoso,  ma  al  tempo  stesso  per  la  correzione  e  la  semplicità  delle  1 
piacevole.  È  elevata  sul  suolo  circa  30  centimetri,  non  ha  alcun  p 
sopra  di  sé,  che  la  casa  del  custode  sopra  un'  area  di  m.q.  94.05 ,  le 
al  fianco  di  mezzodì,  indietro  però  dalla  linea  di  fronte  tanto  da  scop 
quasi  per  intiero,  come  per  intiero  è  scoperto  quello  di  settentrione,  ce 
che  isolata  per  tre  lati  ben  si  presenta  all'occhio. 

Figura  i.* 


X.  Ingresso. 

3.  Sala  comune  di  deposito, 

3.  Detta  speciale. 

4.  Detta  da  dissexioni. 

5.  Abitazione  del  custode. 


6.  Passaggio  alle  Infermerie. 

7.  Caloriferi.  . 

8.  Vasche. 

9.  Giardinetto. 


C2 


•^    169     — 

La  interna  disposizione  (  V,  Fig.  I)  ne  è  semplice,  mentre  risponde  in 
tatto  ai  bisogni  del  servizio.  Un  vestibolo  al  centro  di  m.  13.20  in  lungo 
€0Q  m.  5.10  di  larghezza  ed  alto  m.  7.85  {V.  Fig.  I,  i)  per  quattro  grandi 
pone,  due  per  lato,  provviste  di  cristalli  opachi  ed  a  rosta  fissa,  dà  accesso 
dd  lato  di  mezzodì  alla  sala  più  grande  (  V.  Fig.  I,  2),  pe'  decessi  comuni 
<m.  15.70  su  m.  5.90  di  larghezza  ed  alta  m.  7.85;  dall'altro  di  setten- 
trione ad  una  più  piccola  sala  (  V.  Fig.  I,  3),  che  può  servire  a*  decessi 
fi  malattie  epidemico-contagiose,  e  ad  una  seconda  sala  (K  Fig.  I,  4) 
fi  minor  grandezza  destinata  alle  sezioni  pel  fisco,  non  che  del  vicino  spe- 
=1  (Uè  che  ha  per  sé  locale  apposito.  Il  vestibolo  serve  di  sala  d*  aspetto 
fi  sodalizi  religiosi  e  civili  che  compiono  ed  associano  il  trasporto,  e  può 
(Rie  aperto  al  pubblico  per  il  caso  di  qualche  esposizione  di  cadavere 
ad  modo  che  di  sotto  è  accennato. 

U  luce  vi  penetra  copiosa  dalle  ampie  finestre  a  cristalli  opachi  tutte 
ìk^  meno  quelle  della  sala  destinata  alle  sezioni  del  fisco,  e  soltanto  nella 
potè  superiore  mobili  per  la  rosta.  Durante  i  servizi  notturni  il  locale 
iillnminato  largamente  dalle  fiammelle  del  gas  portate  da  eleganti  bracci. 
Alla  ventilazione  dello  stabilimento  è  provveduto  naturalmente  per 
l'ampia  porta  del  vestibolo  chiusa  solo  nella  parte  mobile  da  cancello 
con  lamiera  di  ferro  ed  aperta  nella  rosta  in  comunicazione  con  le  aper- 
tnre  superiori  delle  finestre  nelle  sale,  e  con  la  porta  che  dalla  gran 
sala  conduce  al  passaggio  per  lo  spedale  dietro  la  casa  del  custode 
{V.  Fig.  I,  6).  Il  qual  passaggio  al  di  là  del  muro  di  mezzodì  della  casa 
stessa  (  V.  Fig.  I,  5)  diviene  un  corridojo  scoperto,  che  guida  ad  un  giar- 
dino appartenente  al  vicino  spedale.  Questo  modo  di  ventilazione  può  essere 
osato  quando  le  sale  sono  vuote,  ed  anche  quando  vi  siano  cadaveri  deposti, 
se  piaccia.  Che  del  resto  un  altro  modo  di  ventilazione  è  stabilito  artificial- 
oiente  mercè  una  conduzione  aerea  che  comincia  per  varie  bocche  aperte 
nello  spessore  del  muro  Del  contorno  esterno  delle  finestre,  e  termina, 
percorrendolo,  nell'interno  delle  sale  a  terra  per  piccole  aperture  corri- 
spondenti ad  una  per  ogni  lato  di  finestra  (0,  messa  in  attività  tale  con- 
duzione dall'attrazione  esercitata  dai  caminetti ,  che  sono  in  tutte  le  sale 
(^Fig.  I,  I)  a  tale  oggetto,  oltreché  per  servire  al  riscaldamento.  Ausib'ario 
poi  di  tale  ventilazione  artificiale,  ausiliario  debole  si  ma  pur  nondimeno 
efficace,  è  il  modo  di  disinfezione  dell*  ambiente    che  circonda  immediata- 

.  (i)  Vedansi  nella  Fig.  I  i  piccoli  punti  bianchi  ai  lati  delle  finestre  delle  due  sale  di 
ffeposito  nello  spessore  del  muro,  e  nella  metà  intema  difesso.  - 


—  ryo  — 
mente  il  cadavere  in  deposto,  mentre  garantisce  il  Tidoato  dall'emanazioni 
della  Casa  Mortuaria,  e  che  tosto 


"^z^~Wji\».ìSAr=  ^ 


Semplice  ne  è  la  mobilia,  ma  linda  e  dicevole  al  rispetto  che  impone  L 
più  grande  delle  umane  sventure.  I  letticciuoli  di  ferro  {V.  Fig.  II,  D)  d 


—  171  — 

m.  2  in  lungo,  su  m.  0.60  di  largo,  a  piano  leggermente  inclinato,  e  con 
dolce  rilievo  alla  testata  che  simula  il  capezzale,  sono  tinti  in  nero  e  muniti 
di  materasso  di  crine  vegetale  vestito  di  gomma  elastica.  Hanno  al  di  sopra 
ano  zanzariere  (F.  Fig.  U,  E)  color  di  tela  di  canapa  greggia,  guarnito  in 
nero  e  sostenuto  da  un  intelajatura  in  ferro  mobile  sul  muro ,  che  si  ab- 
bassa e  si  alza  col  mezzo  di  una  carrucola  dal  basso  ;  sul  muro  al  di  sopra 
dello  aanzarìere  il  numero  progressivo  del  letto  in  majolica.  Una  lampada 
ad  olio  pendente  al  centro  della  sala,  quando  è  in  servizio,  i  termometri 
alle  pareti,  brune  tende  alle  finestre  per  evitare  con  i  raggi  solari  il  so- 
verduo  riscaldarsi  delle  stanze,  lo  completano.  Il  mobilio  ed  insieme  la 
cEspoaizfone  de'  colori  alle  pareti  fatte  a  somiglianza  dello  stucco  venato  in 
chiaio,  con  basamento  non  tanto  scuro,  danno  alle  sale  un  carattere  emi- 
nentemente serio,  ma  non  lugubre. 

A  limnovere  ogni  possibile  emanazione  dannosa  ad  ogni  capoletto  è  un 
piccolo   finestrino  (  V,  Fig.  II,  G) ,  donde  incomincia  un  condotto  d'aria  che 
con  fiognatura  della  parete  corrispondente,  e  poi  del  pavimento  (F.  Fig.  I,  2, 
3,  e  4),  e  quindi  della   parete    del  vestibolo   ascende    fino  al  tetto,  al  di 
sopca  del  quale  sbocca  con  altrettanti  fumajoli.  Nella  parete  del  vestibolo 
ginafeo  all'altezza  di  un  metro  e  cinquanta  centimetri  circa  dal  pavimento 
inoontra  nna  piccola  cameretta  chiusa  con  sportellino  a  cristallo  (  V,  Fig.  Ili,  C)^ 
ove  aide  un  forte  getto  di  gas,  che  aspirando  l'aria  dal  di  sotto  dello  zan- 
zariere quando  è  abbassato,  ne  promuove   il  rinnovamento,    mentre  l'avvia 
aU'uata  dopo  averne  distrutto,  abbruciandolo,  ogni  germe  dannoso  che  per 
avtentura  potesse  contenere. 

Cotesti  getti  di  gas  dee  ritenersi  che  abbrucino  realmente  i  prodotti  di 
scomposizione  del  cadavere,  giacche,  oltre  non  avere  mai  nelle  sale  alcuna 
cattiva  esalazione,  il  nostro  custode  asserisce  di  avere  costantemente  osser- 
vato che  ove  in  qualche  cadavere  comincia  alcun  segno  di  putrefazione  la 
fiammrfli^  corfispondente  del  gas  abbrucia  con  maggior  vivezza  di  luce  e 
eoa  nn  fiiscio  luminoso  doppio  delle  altre  che  hanno  la  stessa  pressione. 


Figura  3.' 


—   172   — 

Quando  si  depone  un  cadavere  viene  abbassato  lo  zanzarieie,  ed  ac 
il  gas  nella  corrispondente  cameretta  che  porta  sopra  di  sé  eguale  il 
mero  d'ordine  del  letto.  In  casi  straoidinarl,  quando  vi  ha  anche  il  rei 
dubbio  di  molte  apparente,  s' infilano  alle  dita  delle  mani  del  cada 
dubbio,  incrociate  prima  sul  venUe,  gli  anelli  destinati  a  mettere  in  gii 
un  apparecchio  elettrico  semplicissimo 
che  servirebbe  ove  si  desse  mai  l'oc- 
casione, a  dar  l' allarme  al  custode. 
Cotesti  anelli  per  mezzo  di  un  cor- 
doncino di  seta  fanno  capo  all'estre- 
mila inferiore  di  una  S  metallica  con 
la  curva  inferiore  assai  più  piccola  della 
superiore  articolata  sopra  una  tavoletta 
che  è  a  capo  del  letto  (  V.  Fig.  II,  F), 
Per  una  trazione  anche  dell'  estensione 
minima  di  un  centimetro  la  S  manda 
innanzi  la  estremità  superiore  della  cur- 
va pili  grande,  e  chiude  un  circuito 
elettrico,  dentro  il  quale  sta  una  suo- 
«lerla  d'allarme  continuo,  che  trovasi 
in  casa  del  custode  con  una  tavola  in- 
dicativa de'  numeri  de'  letti  nelle  sale. 
Il  custode  ed  il  suo  servo  sono  anche 
istruiti  perfettamente  nel  modo  di  pra- 
ticare la  respirazione  artificiale  col  mi- 
glior metodo  (0.  Di  più  ad  eccesso 
di  cautela  al  di  sotto  della  tavola  elettrica  indicatrice  de'  Ietti  trova 
bottone  di  un  campanello  elettrico  che  per  mezzo  di  lungo  filo  va,  tra^ 
-al  giardino  dello  spedale,  a  far  capo  in  una  delle  inferroerìe  per  gl'in 
diati  soccorsi  in   qualunque  evento. 

Per  il  caso,  che  pur  si  è  dato,  di  esposizione  di  un  cadavere,  al  p 
d'intersezione  del  terzo  verso  il  mezzogiorno  con  gli  altri  due  della  gr; 


(i)  n  mEglioT  metodo  k  per  l' esperienza  fallane  con  resultali  meravigliosi  quell< 
prof.  Facini  di  Firenze.  Con  es(o  anche  di  leccate  qui  a  Lucca  si  t  avuta  la  resurre 
di  un  neonato  asfittico  dopo  65  minuti  di  manovn.  Il  caso  particoUreggiato  t  nurati 
esattezia  dall'ostetrico  assistente  doti.  G.  Lippi  aù\' Impaniale  di  Firenze  N.  30,  18S1. 1 
i  diversi  casi  che  fanno  convinti  dell'eccellenza  di  cotesto  metodo  sugli  altri  veggoi 
sposti  in  dettaglio  nello  SptrimiHtali  del  1876,  N.  I, 


—  »73  — 
sala  si  stabilisce  una  provvisoria  divisione  per  mezzo  di  un'alta  cortina,  sì 
coglie  an  cristallo  appositamente  mobile  ad  ognuno  de'  due  battenti  della 
pofta  più  vicina  all'ingresso  estemo  nel  vestibolo,  e  questo  si  apre  al  pub- 
blico dopo  avere  esposto  il  cadavere  sopra  un  letticciuolo  nello  spazio  della 
sda  cosi  delimitato  verso  mezzodì,  togliendone  gli  altri. 

Questa  Casa  Mortuaria  che  funziona  dal  maggio  del  1876  per  la  libera- 
lità intelligente  del  Consiglio  comunale  di  Lucca  cui  piacque   imporsi  una 
spesa,  grave  per  avere   un   servizio  modello,  e  trovasi  in  città,  se  non  nel 
fitto  ddl'  abitato,  però  vicino  assai  alle  abitazioni,  dalle  quali  è  divisa  dalla 
casa  del  custode  (F.  Fig.  I,  5)  e    dal   lungo  corridojo  scoperto    ricordato 
di  sopra  per  una  parte,  e  per  V  altra  da  un  giardinetto  (  F.  Fig.  I,  9),  non  ha 
recato  danno  e  neppure  molestia  ai  vicini.  Si  mantiene  con  poca  spesa,  che 
sole  50  lire  al    mese  ha  il  custode,  e  30  il  suo  servo;  meno  di  100  lire 
all'umo  costa  per  il  gas,  e  per  il  servizio  elettrico  pochissime  lire  bastando 
i  xnmovamento  completo  degli  elementi  della  pila  ogni  quattro  anni,  e  del 
flOrtennto  di  essi  ogni  due.  Quanto  al  mobiliare,  mercè  le  lavande  che  con 
h  buona  distribuzione  dell'acqua  in  ogni  stanza  (K  Fig.  I,  8)  possono  farsi 
e  sono  fatte  con  larghezza,   specialmente  sui   materassi   di  gomma  elastica 
può  dirsi  esser  nuovo.  Costò  L.  32,881.68,  ma  di  queste  L.  13,728.80  furono 
spese  nell'acquisto  di  una  casa  contigua  per  ridurla  ad  abitazione  del  custode, 
e  di  un*  altra  dal  lato  di  levante  per  il  conveniente  isolamento  mediante  il 
giardinetto  (0. 

Di  fronte  al  tipo  a  cellule  al  quale  possono  riferirsi  tutti  i  diversi  pro- 
getti di  Case  Mortuarie  presentati  ultimamente  dall'architetto  Bonnamaux  e 
dai  signori  Gastone  Trélat  e  Lafollye  alla  Società  di  Medicina  Pubblica  e  d'  I- 
giene  professionale  a  Parigi  (2),  e  nel  seno  della  stessa  ampiamente  discussi, 
il  tipo  delle  Case  Mortuarie  a  sale  non  merita  ancora  l'abbandono.  Oltre 
le  ragioni  addotte  d'ordine  estetico  ed  economico  (poiché  noi  ci  permet- 
tiamo di  dubitare  che  l'ingegnoso  e  grandioso  progetto  dell'architetto  Bon- 
namaux e  l'altro  del  signor  Gastone  Trélat  possano  esser  condotti   a  com- 

(i)  Di  questa  Casa  Mortuaria  furono  presentati  all'Esposizione  Medica  di  Genova  del 
1880  in  altrettante  fotografie  il  prospetto,  la  pianta,  e  l'interno  in  scorcio  sia  del  vesti- 
bolo, sia  della  sala  pei  decessi  comuni.  Di  più  da  uno  dei  sottoscritti  ne  fu  dato  un 
cenno  nella  Sezione  IV  del  Congresso  Medico.  Ma,  o  che  sembrasse  cosa  non  meritevole 
£  speciale  considerazione,  o  che  nella  moltiplicità  degli  oggetti  da  vedersi  e  discutersi 
sfoggisse  all'attenzione  del  Giuri  della  classe  stessa,  fatto  si  è  che  non  ebbe  l'onore  nep- 
pure di  una  semplice  menzione  onorevole. 

(2)  Revue  (Tlfygiìne  et  di  Police  Sanitaire,  —  Deuxième  année  1880,  pag.  47,  239. 


—   174  — 
pietà     esecuzione  con  la  somma  presunta    di    35,000  lire  il  primo,    e 
25,000  il  secondo,  specialmente  se  edificabili  con  espropriazione  di  case 
giato) ,  stanno  per  questo  altresì  i  resultati  dell'esperienza.  E  quando  in  i 
pubblico  servizio,  come  il   mortuario  geloso  per  il  lato  igienico  e  moral< 
possono  aversi  soddisfatte  le  ragioni  severe  delU  scienza,  e  quelle  sante  de 
Tafietto,  con  una  spesa  relativamente  minore  ed  anche  con  la  certezza 
non  averne  inconvenienti,  è  molto.  È  tutto,  potrebbe  dirsi,  per  il  fine  ci 
si  vuole  raggiunto  con  1*  istituzione  di  tali  stabilimenti. 

Non  può  negarsi  il  merito  alla  iniziativa  venutaci  dalla  Germania  sul 
scorcio  del  secolo  passato  e  nella  prima  metà  del  presente  con  le  sue  gra 
diose  Case  Mortuarie  a  tipo  cellulare^  ma  non  deve  dimenticarsi  che  il  megli 
sostenuto  dai  continui  progressi  delle  scienze,  vien  fiipri  sempre  dai  co 
fronti  esattamente  fatti,  e  molto  più  se  aiutati  dall'esperienza. 


—   '75  — 


DELLA   PELLAGRA   NELLA   PROVINCIA  DI   MILANO. 


Relazione 
del  dott.  Edoardo  Qonsales 

im  nume  della  Commissioni  nominata  dal  J?«  Prefetto  di  Milano, 


(ndro  Riassuntivo  dei  Pellagrosi  della  Provincia  di  Milano  ricavato  da 
Idòmazioni  avute  nel  1880  dalla  Società  Italiana  d'Igiene  e  nel  1881 
àBa  Regia  Prefettura. 


CIRCONDARIO 

Numero 
dei  Comuni 

che  lo 
compongono 

Popolasione 

secondo 

il 

censimento 

187X 

Pellagrosi   indicati  alla 

Società  d'Igiene                 Beglm  PrefBttnn 
(1880)                                   (1881) 

laichi 

Fenniioe 

Totale 

lucili 

FeiBBlÌD6 

Totale 

MHinft  . 

78 
56 
52 
44 

77 

419,786 
172,080 
142,063 
102,519 

173.345 

1,006 

335 
422 

543 
1,225 

772 
346 
380 

384 
799 

1.778 
681 
802 
927 

2,024 

824 

274 

301 

364 

672 

664 

187 

284 

291 

505 

1,488 
461 

585 
655 

1.I77 

Mflfus*  •«..•■■■• 

Gallirate 

Abbiategrasso .... 
Lodi 

Totale.  . . 

307 

1,009,793 

3,531 

2,681 

6,212 

2,435 

1,93 1 

4,366 

I  sottoscrìtti,  chiamati  dall'  illustrissimo  signor  Prefetto  della  Provincia  a 
costituire  la  Commissione  che  avesse  a  suggerire  i  mezzi  più  efficaci  per 
bire  gli  effetti  della  pellagra  col  togliere  o  diminuire  le  cause  che  la  prò- 
<iocono,  credono  di  meglio  corrispondere  al  mandato  anteponendo  alle  loro 
«senrazioni  un  quadro-  statistico,  dal  quale  risulti  il  numero  dei  pellagrosi 
die  Del  1880  e  nel  1881  esistevano  nella  Provincia:  questi  (del  188 1)  furono 
tolti  dai  documenti  consegnatici  dalla  Regia  Prefettura,  quelli  (del  x88o)  dal 
qaestìonario  che  la  benemerita  Società  d'Igiene  indirizzava  ai  vari  comuni,  e 
ciò  allo  scopo  di  promuovere  un'  inchiesta  sulla  fatale  malattia  che  pur  troppo 
domina  fra  la  popolazione  agricola  e  quale  rovinosa  valanga  distrugge,  in- 
ddx)lendo  quella  povera  casta  che  è  tanto  necessaria  e  tanto  benemerita! 

L'organismo  dei  poveri  contadini  va  sempre  più  logorandosi  e  per  l'in- 
Abso  ereditario  e  per  la  miseria,  per  le  condizioni  anti-igieniche  alle  quali 


—  174  — 
pietà  esecuzione  con  la  somma  presmita  di  35,000  lire  il  primo,  e  di 
25,000  il  secondo,  specialmente  se  edifìcabili  con  espropriazione  di  caseg- 
giato) ,  stanno  per  questo  altresì  i  resultati  dell'esperienza.  E  quando  in  un 
pubblico  servizio,  come  il  mortuario  geloso  per  il  lato  igienico  e  morale, 
possono  aversi  soddisfatte  le  ragioni  severe  delU  scienza,  e  quelle  sante  del- 
l'afietto,  con  una  spesa  relativamente  minore  ed  anche  con  la  certezza  di 
non  averne  inconvenienti,  è  molto.  È  tutto,  potrebbe  dirsi,  per  il  fine  che 
si  vuole  raggiunto  con  l'istituzione  di  tali  stabilimenti. 

Non  può  negarsi  il  merito  alla  iniziativa  venutaci  dalla  Germania  sullo 
scorcio  del  secolo  passato  e  nella  prima  metà  del  presente  con  le  sue  gran- 
diose Case  Mortuarie  a  tipo  cellulare^  ma  non  deve  dimenticarsi  che  il  meglio, 
sostenuto  dai  continui  progressi  delle  scienze,  vien  fiipri  sempre  dai  con- 
fronti esattamente  fatti,  e  molto  più  se  aiutati  dall'esperienza. 


—   175  — 


DELLA  PELLAGRA   NELLA   PROVINCIA  DI   MILANO. 


Relazione 
del  dott.  Edoardo  Qonzales 

in  nome  della  Commissione  nominata  dal  J?«  Prefetto  di  Milano, 


Quadro  Riassuntivo  dei  Pellagrosi  della  Provincia  di  Milano  ricavato  da 
informazioni  avute  nel  1880  dalla  Società  Italiana  d'Igiene  e  nel  1881 
dalla  Regia  Prefettura. 


CIRCONDARIO 


Milano 

Monza 

Gallarate 

Abbiategrasso .... 
Lodi 

Totale.  . . 


a      e 

O  3   _   O 

^—  "  B 


78 
56 
52 
44 
77 


307 


Popolasione 

secondo 

il 

censimento 

187Z 


419,786 
172,080 
142,063 
102,519 

173,345 


1,009,793 


Pellagrosi  indiceiti  alla. 


Società  d'Igiene 
(1880) 


Begim  PrefiBttiin 
(1881) 


laschi 


1,006 

335 
422 

543 
1,225 


3,531 


Femmioe 


772 

346 
380 

384 
799 


2,681 


Totale 


1,778 
681 

802 

927 

2,024 


6,212 


laichi 


824 

s274 
301 

364 
672 


2,435 


FemmiDe 


664 
187 
284 
291 

505 


1,931 


Totale 


1,488 
461 

585 

655 

1,177 


4,366 


I  sottoscritti,  chiamati  dall'illustrìssimo  signor  Prefetto  della  Provincia  a 
costituire  la  Commissione  che  avesse  a  suggerire  i  mezzi  più  efficaci  per 
lenire  gli  effetti  della  pellagra  col  togliere  o  diminuire  le  cause  che  la  pro- 
ducono, credono  di  meglio  corrispondere  al  mandato  anteponendo  alle  loro 
osservazioni  un  quadro-  statistico,  dal  quale  risulti  il  numero  dei  pellagrosi 
che  nel  1880  e  nel  i88x  esistevano  nella  Provincia:  questi  (del  1881)  furono 
tolti  dai  documenti  consegnatici  dalla  Regia  Prefettura,  quelli  (del  1880)  dal 
questionario  che  la  benemerita  Società  d'Igiene  indirizzava  ai  vari  comuni,  e 
ciò  aUo  scopo  di  promuovere  un'  inchiesta  sulla  fatale  malattia  che  pur  troppo 
domina  fra  la  popolazione  agricola  e  quale  rovinosa  valanga  distrugge,  in- 
debolendo quella  povera  casta  che  è  tanto  necessaria  e  tanto  benemerita! 

L'organismo  dei  poveri  contadini  va  sempre  più  logorandosi  e  per  l' in- 
flusso ereditario  e  per  la  miseria,  per  le  condizioni  anti-igieniche  alle  quali 


-   178  - 

che  regnano  anche  là  dove  la  pellagra  non  esiste  e  quindi  non  possono  aver< 

importanza  che  come  agenti  predisponenti? 

Ora  prima  di  esporre  quanto  crediamo  utile  per  mitigare  gli  efifetti  delh 

pellagra  si  dovrebbe  rivolgere  l'attenzione  alla  eziologia   della  medesima,  e 

quindi  passare  in  rassegna  quanto  in  proposito  fu  detto  ed  insegnato  da  CaaL. 

che  primo   conobbe    la  pellagra  (0,  fino  a  coloro  che  in  oggi   cercarono: 

di  sciogliere  la  questione  e  con  studi  clinici,  fisiologici  e  chimici,  dando  cqd . 

a  questa  nostra  relazione  un'  impronta  puramente  scientifica  il  che  non  cat» 

risponderebbe  al  quelito  impostoci. 

Solo  crediamo  necessario  dichiarare  di  appartenere  alla  schiera  di  cobro 

che  €  considerano  il  maiz  come  un  alimento  incompleto  ed  insufficiente  a 

€  restituire  all'organismo  i  materiali  necessari  alla  riparazione  delle  perdite 

e  perchè  poco  assimilabile,   ritenendo   la    miseria  con  tutte  le  altre  conse-. 

€  guenze  che  la  circondano    circostanza   favorevole  al  progredire  degli  di» 

€  fetti  della  causa  primitiva  ». 

Dal  che  risulta  anzitutto  la  necessità  di  limitare  l'alimentazione  escla^ 
siva  del  maiz,  che  o  sotto  forma  di  pane,  o  di  polenta,  o  di  focaccia  co^ 
stituisce  quanto  il  povero  della  gleba  ha  da  offrire  a  sé  stesso  dopo  # 
averla  irrorata  col  sudore  della  propria  fronte. 

Ed  a  ciò  non  si  arriva  se  non  promovendo  su  maggior  scala  la  coltK 
vazione  di  cereali  più  assimilabili  e  più  capaci  di  giungere  a  completa  m» 
turanza  :  frumento  e  segale,  : 

Diffatti  per  la  importazione  che  oggi  avviene  nel  nostro  paese  di  grandi 
quantità  di  frumento  d'oltre  mare,  importazione  che  sempre  più  pur  troppa 
lascia  temere  abbia  ad  aumentare  per  la  produttività  di  terreni  colà  bonificaci 
il  nostro  fi^mento  è  scaduto  al  punto  di  quasi  raggiungere  il  valore  d(f 
maiz;  per  cui  non  è  naturale  la  domanda  se  al  contadino  non  conveng|t 
aumentarne  la  seminagione  conservandone  una  discreta  quantità  per  sé,  oc^ 
cupando  in  questa,  parte  di  quel  terreno  in  oggi  totalmente  occupato  per- 
la coltivazione  del  maiz? 

Gran  parte  della  popolazione  agricola  tiene  in  deprezzamento  la  segalìf 
e  ne  coltiva  ben  poca,  trascurandola  anche  ove  per  terreni  sabbiosi,  asciuttL^ 
mancanti  di  concime,  la  sua  coltivazione  riuscirebbe  più  conveniente  ddfe 
l'avena  e  del  grano  turco  richiedenti  terreni  fertili,  concimati  ed  irrigatoitg 
per  cui  non  sarebbe  forse  necessario  persuaderla  quanto  per  la  salute  all'ift^ 
contro  sia  conveniente,  e  cosi  metterla  nella  condizione  di  preparare  un  paiMk. 

(i)  Nel  1735  in  Oviedo. 


—  179  — 
di  TMÌz,  frumento  e  segale,  certo  molto  più  nutriente  di  quello  che 
[i  adoma  il  troppo  frugale  suo  desco  ? 

Dall' aumentata    coltivazione  del  frumento  e  della  segale  ne  deriverebbe 
un  altro    vantaggio,    cioè  di  poter  limitare  quella  del  quarantino  e 
mtino  a  quantità  sufficiente  per  usi  industriali  e  sopratutto  al  nutri- 
degli  animali  bovini,  suini  e  da  cortile,  e  cosi  estendere  anche  un'  in- 
necessaria pei  bisogni  dell'agricoltura  in  generale  e  pel  conseguente 
lento  della  condizione  economica  dei  contadini. 
Dalle  risposte  date  al  questionario  della  Società  di  Igiene  risultò  che  in 
inni  ove  è  possibile  la  nutrizione  alternata  di  zea-maiz  coi  latticini,  coi 
a  e  colle  rane,  la  pellagra  o  non  esiste,  o  in  proporzioni  molto  limitate, 
B  primi  è  necessario  l'allevamento  su  larga  scala  del  bestiame,  il  che  non 
si  ottenere  senza  aumentare  la  superfìcie    del    suolo  irrigatorio  e  colti- 
le a  prato;  quindi,  sìne  qua  non,  la  derivazione  di  canali  onde  irrigare 
asciutte,  e  cosi  avere  anche  il  primo  elemento,  qual'  è  l'acqua,  per 
movere  la  riproduzione  razionale  dei  pesci  e  delle  rane. 
La  stagionatura  del  granoturco  è  certamente   una  di  quelle  più  soggette 
peripezie,    perchè   raccogliendosi  in  ottobre  ed  anzi   gran    parte  di  esso 
seconda  metà  di  detto  mese,  in   Lombardia    difficilmente   questa  sta- 
è  favorita  da  belle    giornate  che  ne  permettono  un  perfetto    essicca- 
per  cui   ogni  anno  sui  mercati   esistono    grandi   quantità  di  maiz 
Ito.  Un  rimedio  a  tale  inconveniente  sarebbe  senza  dubbio,  l'aumen- 
deIl*uso  delle  aje  pavimentate,  o  per  lo  meno  l'ammettere  i  coloni  ad 
di  quelle  già  costrutte  per  uso  padronale  :  tale  rimedio  però  non  sa- 
ancora  radicale,  perchè  negli  anni  molto  piovosi,  come  per  esempio 
scorso  autunno,  il  succedersi  di  cattive   giornate  è  talmente   prolun- 
che  anche  le  aje  pavimentate    rimangono   inoperose  e  non  sono    che 
piccolissima  utilità. 

Molto  maggior  vantaggio  potrebbero  invece  apportare  gli  essiccatoi  a  ca- 
irtifidale  ;  questi  però  fino  ad  ora  furono  da  noi  poco  o  punto  studiati 
^uelK  attualmente  in  uso  si  riducono  a  grandi  forni  che  riscaldano  diret- 
il  grano ,  per  cui  se  riescono  ad  esportare  sufficiente  umidità 
permettere  al  cereale  di  restare  per  moltissimo  tempo  in  granajo  senza 
ulteriori  avarie,  devono  comunicare  però  un  sapore  di  bruciaticcio, 
trasmette  alla  farina  un  amarognolo  da  renderla,  benché  sana,  un  ali- 
poco  gradito. 
A  togliere  anche  questo  difetto  dovrebbero  riuscire  gli  essiccatoi  ad  aria 
i,  ed  a  priori  si  comprende  che  il  grano  debitamente  essiccato  con  tali 


-  178  - 

che  regnano  anche  là  dove  la  pellagra  non  esiste  e  quindi  non  possono  avere 
importanza  che  come  agenti  predisponenti? 

Ora  prima  di  esporre  quanto  crediamo  utile  per  mitigare  gli  effetti  delh 
pellagra  si  dovrebbe  rivolgere  Tattenzione  alla  eziologia  della  medesima,  e 
quindi  passare  in  rassegna  quanto  in  proposito  fu  detto  ed  insegnato  da  Casal, 
che  primo  conobbe  la  pellagra  (i),  fino  a  coloro  che  in  oggi  cercarono 
di  sciogliere  la  questione  e  con  studi  clinici,  fisiologici  e  chimici,  dando  cosi 
a  questa  nostra  relazione  un*  impronta  puramente  scientifica  il  che  non  cor- 
risponderebbe al  quesito  impostoci. 

Solo  crediamo  necessario  dichiarare  di  appartenere  alla  schiera  di  coloro 
che  €  considerano  il  maiz  come  un  alimento  incompleto  ed  insufficiente  a 
€  restituire  all'organismo  i  materiali  necessari  alla  riparazione  delle  perdite 
e  perchè  poco  assimilabile,  ritenendo  la  miseria  con  tutte  le  altre  conse- 
€  guenze  che  la  circondano  circostanza  favorevole  al  progredire  degli  ef- 
€  fetti  della  causa  primitiva  ». 

Dal  che  risulta  anzitutto  la  necessità  di  limitare  l'alimentazione  esclu- 
siva del  maiz,  che  o  sotto  forma  di  pane,  o  di  polenta,  o  di  focaccia  co- 
stituisce quanto  il  povero  della  gleba  ha  da  offrire  a  sé  stesso  dopo  di 
averla  irrorata  col  sudore  della  propria  fronte. 

Ed  a  ciò  non  si  arriva  se  non  promovendo  su  maggior  scala  la  colti- 
vazione di  cereali  più  assimilabili  e  più  capaci  di  giungere  a  completa  ma- 
turanza  ;  frumento  e  segale, 

Diffatti  per  la  importazione  che  oggi  avviene  nel  nostro  paese  di  grande 
quantità  di  frumento  d'oltre  mare,  importazione  che  sempre  più  pur  troppo 
lascia  temere  abbia  ad  aumentare  per  la  produttività  di  terreni  colà  bonificati, 
il  nostro  finimento  è  scaduto  al  punto  di  quasi  raggiungere  il  valore  del 
maiz;  per  cui  non  è  naturale  la  domanda  se  al  contadino  non  convenga 
aumentarne  la  seminagione  conservandone  tma  discreta  quantità  per  sé,  oc- 
cupando in  questa,  parte  di  quel  terreno  in  oggi  totalmente  occupato  per 
la  coltivazione  del  maiz? 

Gran  parte  della  popolazione  agrìcola  tiene  in  deprezzamento  la  segale 
e  ne  coltiva  ben  poca,  trascurandola  anche  ove  per  terreni  sabbiosi,  asciutti, 
mancanti  di  concime,  la  sua  coltivazione  riuscirebbe  più  conveniente  del- 
l'avena e  del  grano  turco  richiedenti  terreni  fertili,  concimati  ed  irrigatori  ; 
per  cui  non  sarebbe  forse  necessario  persuaderla  quanto  per  la  salute  all'in- 
contro sia  conveniente,  e  cosi  metterla  nella  condizione  di  preparare  un  pane 

(i)  Nel  1735  in  Oviedo. 


—  179  — 
misto  di  maiz,  frumento  e  segale,  certo  molto  più  nutriente  di  quello  che 
oggi  adoma  il  troppo  frugale  suo  desco? 

Dair  aumentata  coltivazione  del  frumento  e  della  segale  ne  deriverebbe 
andie  un  altro  vantaggio,  cioè  di  poter  limitare  quella  del  quarantino  e 
cJBqnantino  a  quantità  sufficiente  per  usi  industriali  e  sopratutto  al  nutri- 
mento degli  animali  bovini,  suini  e  da  cortile,  e  cosi  estendere  anche  un'  in- 
dustria necessaria  pei  bisogni  dell'agricoltura  in  generale  e  pel  conseguente 
miglioramento  della  condizione  economica  dei  contadini. 

Dalle  risposte  date  al  questionario  della  Società  di  Igiene  risultò  che  in 
comuni  ove  è  possibile  la  nutrizione  alternata  di  zea-maiz  coi  latticini,  coi 
pesci  e  colle  rane,  la  pellagra  o  non  esiste,  o  in  proporzioni  molto  limitate, 
pei  primi  è  necessario  l'allevamento  su  larga  scala  del  bestiame,  il  che  non 
puossi  ottenere  senza  aumentare  la  superfìcie  del  suolo  irrigatorio  e  colti- 
vabile a  prato;  quindi,  sine  qua  noHy  la  derivazione  di  canali  onde  irrigare 
plaghe  asciutte,  e  cosi  avere  anche  il  primo  elemento,  qual'  è  Tacqua,  per 
promuovere  la  riproduzione  razionale  dei  pesci  e  delle  rane. 

La  stagionatura  del  granoturco  è  certamente  una  di  quelle  più  soggette 
a  peripezie,  perchè  raccogliendosi  in  ottobre  ed  anzi  gran  parte  di  esso 
nella  seconda  metà  di  detto  mese,  in  Lombardia  difficilmente  questa  sta- 
gione è  favorita  da  belle  giornate  che  ne  permettono  un  perfetto  essicca- 
mento, per  cui  ogni  anno  sui  mercati  esistono  grandi  quantità  di  maiz 
avariato.  Un  rimedio  a  tale  inconveniente  sarebbe  senza  dubbio,  l'aumen- 
tarsi dell'uso  delle  aje  pavimentate,  o  per  lo  meno  l'ammettere  i  coloni  ad 
osare  di  quelle  già  costrutte  per  uso  padronale  :  tale  rimedio  però  non  sa- 
rebbe ancora  radicale,  perchè  negli  anni  molto  piovosi,  come  per  esempio 
nello  scorso  autunno,  il  succedersi  di  cattive  giornate  è  talmente  prolun- 
gato che  anche  le  aje  pavimentate  rimangono  inoperose  e  non  sono  che 
di  piccolissima  utilità. 

Molto  maggior  vantaggio  potrebbero  invece  apportare  gli  essiccatoi  a  ca- 
lore artificiale  ;  questi  però  fino  ad  ora  furono  da  noi  poco  o  punto  studiati 
e  quelli  attualmente  in  uso  si  riducono  a  grandi  forni  che  riscaldano  diret- 
tamente il  grano ,  per  cui  se  riescono  ad  esportare  sufficiente  umidità 
da  permettere  al  cereale  di  restare  per  moltissimo  tempo  in  granajo  senza 
subire  ulteriori  avarie,  devono  comunicare  però  un  sapore  di  bruciaticcio, 
che  trasmette  alla  farina  un  amarognolo  da  renderla,  benché  sana,  un  ali- 
mento poco  gradito. 

A  togliere  anche  questo  difetto  dovrebbero  riuscire  gli  essiccatoi  ad  aria 
calda,  ed  a  priori  si  comprende  che  il  grano  debitamente  essiccato  con  tali 


—  i8o  — 

apparecchi   dovrebbe  in  nulla    differenziare  da  quello  stagionato   dai   raggi 
solari  su  una  buona  aja  pavimentata. 

Resta  a  conoscersi  se  economicamente  per  la  spesa  di  costruzione  e  di 
riscaldamento  tali  essiccatoi  possano  riuscire  convenienti  e  su  questo  punto 
nulla  si  può  asserire  con  certezza ,  perchè  se  vari  ne  furono  immagi- 
nati, neppur  uno  fu  fino  ad  ora  esperimentato,  e  sarebbe  anzi  desiderabfle 
che  il  Governo,  le  Società  Agrarie,  i  sodalizi  che  si  occupano  del  filantro- 
pico scopo  di  migliorare  il  pane  del  povero,  avessero  a  favorire  mediante 
concorsi  a  premi  l'invenzione  od  il  perfezionamento  di  tali  apparecchi.  Il 
loro  benefico  effetto  dovrebbe  essere  sicuro  perchè  coadiuvati  dalle  sgrana* 
trìci,  renderebbero  possibile  il  raccogliere  e  far  stagionare  perfettamente  il 
maiz  anche  negli  autunni  piovosi. 

Il  pane  del  contadino,  preparato  nelle  famiglie  ogni  sette  od  otto  giorni^ 
di  peso  superante  i  due  chilogrammi,  privo  di  sale  e  di  lievito,  riesce  cotta 
solo  al  contorno  e  quindi  assolutamente  anti-igienico.  A  tanto  male  do- 
vrebbe porvi  riparo  la  diminuzione  del  prezzo  del  sale,  considerato  come 
alimento  fisiologico,  e  V  istituzione  di  forni  (i)  consorziali  e  comunali  nei 
quali,  sotto  la  diretta  sorveglianza  o  del  sindaco,  o  del  medico  condotto^ 
si  avesse  a  preparare  pane  ogni  due  giorni,  di  prescrìtta  dimensione  e  colle 
dovute  regole  della  panizzazione. 

Case  umide,  insufficienti  per  aria,  e  capacità,  non  pavimentate,  contor- 
nate  da  letamaj,  prive  di  pozzi,  costituiscono  per  lo  più  il  misero  e  squal* 
lido  tugurio  deir  infelice  contadino,  delle  quali  si  dovrebbe  compilare  im  T 
elenco  colF  indicazione  del  numero  delle  persone  che  vi  abitano  e  a  ter- 
mine del  regolamento  d' igiene  pubblica  prescritto  dalla  Legge  comunale  e 
provinciale  (Art.  138)  e  dalla  Circolare  ministeriale  18  settembre  1874 
N.  20700-2,  obbligare  il  padrone  a  quei  provvedimenti  che  l'umanità  e 
la  Legge  impongono,  e  cosi  allontanare  tanto  accumulo  di  circostanze  che 
ailche  isolate  valgono  a  distruggere  costituzioni  sane,  tanto  più  facilmente 
quelle  già  deteriorate  dalla  cattiva  ed  insufficiente  alimentazione,  od  offrile 
air  incontro  premi  ed  incoraggiamenti  d' ogni  genere  ai  proprietari  del  suolo 
che  miglioreranno  le  condizioni  dei  loro  coloni. 

Quando  sulla  fine  del  secolo  scorso  (giugno  1784)  la  pellagra  infieriva 
più  che  mai  nell*  agro  Lombardo,  Giuseppe  II  convertiva  in  apposito  Ospe- 
dale pei  pellagrosi  V  ampio  monastero  di  Santa  Chiara  in  Legnano,  affidan- 
dolo alla  direzione  dell'  illustre  Gaetano  Strambi©,  e  ciò  al  doppio  intento 
e  di  ritirarvi  per  la  cura  non  solo  i  pellagrosi  conclamati,  ma  anche  quelli 

(i)  Panetterie. 


—   i8i   — 

che  presentavano  sintomi  iniziali  della  malattia,  la  quale  certamente,  come 
qualunque  altra,  ha  un  periodo  acuto,  che  trascurato  passa  allo  stato  cronico 
deteriorandone  la  costituzione  al  punto  da  renderla  bene  spesso  inguaribile. 
Molte  volte  alcuni  pellagrosi  dopo  razionale  cura  in  un  Ospedale  rltor- 
iiano  alla  propria  famiglia  se  non  guariti,  per  lo  meno  di  molto  migliorati, 
ma  restituiti  alle  medesime  cause,  ben  presto  li  atterra    una  recidiva  e  ciò 
perchè  privi  di  mezzi  per  continuare  quella  cura  riparatrice  e  ricostituente 
^e  ebbero  al  Nosocomio.  Come  rimedio  al  primo  fatto  sarebbe  utilissima, 
<dtremodo    vantaggiosa  la  erezione  di  Ospedali    circondariali  pei  pellagrosi 
o?e  il  male  fosse  curato  fino-  da'  suoi    primordi.  La  pellagra   non  si  cura 
na  si  previene,  disse  Zambellì  I    Si  allontanerebbe  poi  la  probabilità  delle 
recidive  qualora  i  Comuni  con  pochissimo  sacrificio  avessero  al  povero  pel- 
lagroso dimesso  dall'  Ospedale,  continuare   giornalmente  ,    per  un  lasso  di 
tempo  da  stabilirsi  dal  medico  condotto,  distribuzione  di  vitto  variato,  igie- 
nico e  nutriente. 

La  Commissione  ha  seguito  col  massimo  interesse  e  pari    attenzione  la 
istituzione  in  vari  Comuni  dei  forni  Anelli,  e  mentre  nei  medesimi  conosce 
ì  vantaggio  ed  il  bene  che  potrebbero  arrecare,  non  può  esimersi  dal  di- 
^faiatare  come  mancano  al  loro  scopo  laddove  vengono  lasciati  privi  di  sor- 
veglianza necessaria,  e  non  vorrebbe  si  credessero  sufficienti  i  suddetti  forni 
per  ritenere  risolta  la  questione  della  pellagra,  che  è  questione  molto  com- 
plessa perchè  complessi  i  vari  interessi  economici  coi  quali  s*  innesta  e  s*  imme- 
ilesima,  e  mal  s*  appiglierebbe  al  vero  colui  che  credesse  scioglierla  d'  un 
tratto,  ma  riesce  di  conforto  il  riflettere  che,  come  tutte  le  questioni  sociali, 
sarà  a  poco  a  poco  soccorsa  dal  progresso,  da  questa  mistica  forza,  della 
quale  nessuna  potenza  d'ingegno  umano  può    arrestarne   il  decorso  e  che 
stabilisce  gli  elementi  e  la  garanzia  dell'  ordine  e  della   moralità. 

Ecco  quanto  i  sottoscritti  dichiarano  frutto  di  loro  convinzione  pratica 
e  scientifica ,  e  non  possono  por  fine  alle  loro  parole  senza  francamente 
esporre  il  voto  che  è  ormai  tempo  di  dare  il  bando  alle  inchieste  da  tavolo 
per  sostituire  quelle  ife  visu ,  dalle  quali  solo  è  permesso  sperare  risultati 
che  abbiano  per  base  e  punto  di  partenza  la  realtà. 
Li   37  gennajo  1882. 

"^  Firmati:  Dott.  Gaetano  Strambio 

Dott.  Malachia  De-Cristoforis 

Dott.  Gaetano  Pini 

Dott.  Edoardo  Gonzales,  Relatore. 


—     l82    — 


I     DISTURBI    DEL  L'  UDITO 

Appunti  d'igiene  pedagogica 
del  dottor   Cesare   Musatti 

In  verità  ogni  qualvolta  m'accade  di  leggere  nelle  diligenti  relazioni  del 
chiarissimo  dott.  Janssens  quanto  concerne  l'ispezione  sanitaria  delle  scuole 
a  Brusselles  io  mi  rattristo  pensando  al  nulla  o  quasi  che  si  fa  da  noi» 
malgrado  i  voti  di  tanti  Congressi,  malgrado  le  calde  e  dotte  sollecita- 
zioni del  prof.  Alfonso  Corradi ,  malgrado  infine  le  migliori  intenzioni 
esternate  ripetutamente  vuoi  dal  De-Santis,  vuoi  (e  ancora  più)  dal  ministro 
Baccelli,  intomo  alla  necessità  di  promuovere  con  efficacia  la  fìsica  educa- 
zione, sicché  proceda  armonica  e  parallela  con  quella  intellettuule  e  morale. 

Quante  volte,  per  esempio,  non  venne  domandata  dagli  igienisti  rintro-' 
duzione  dell'  insegnamento  dell'  igiene  nelle  scuole,  e  quale  altra  disciplina 
meglio  di  questa  varrebbe  ad  abbattere  pregiudizi,  a  tutelare  la  salute  degli 
individui,  a  rendere  di  più  agevole  applicazione  i  dettami  della  pubblica  igiene, 
tanto  ancor  oggi  ostacolata  dall'incuria,  dall'ignoranza  e  da  tante  superstizioni  ^ 
In  Francia  a  buon  conto,  tale  insegnamento  e  obbligatorio  venne  introdotto, 
per  ora,  nei  licei:  da  noi  l'igiene  figura  nei  programmi  scolastici,  ma  né 
costituisce  una  istruzione  a  parte,  né  viene  insegnata  da  un  medico,  come 
pur  si  dovrebbe;  tutt'al  più  se  ne  dice  qualche  cosa  dal  professore  di  scienze 
naturali  (che  btne  spesso  è  anche  quello  di  greco  o  di  matematica!),  quando 
glie  se  ne  presenta  l'occasione,  ^  ne  discorre  così  di  passaggio,  come  una 
semplice  applicazione  di  quelle  scienze. 

Tali  cose  mi  si  riaffacciarono  alla  mente  in  questi  giorni,  leggendo  nella 
Gesundheit  di  Lipsia  (  i  )  i  risultati  di  un  esame  fatto  dal  dott.  Weil,  otoiatra 
a  Stuttgart,  in  ben  4500  scolari,  dai  7  ai  14  anni  di  età;  esame  da  cui 
rilevò  : 

i.^  Che  l'orecchio  sano  ode  normalmente  ad  una  distanza  da  20  a  25 

(i)  Si   legge   un    sunto   di   questa    Memorìa    anche   nel   Journal   <t  Hygiene    N.   274^ 
Dicembre,  1881. 


—  183  — 
metri    una    conversazione    tenuta  a  un    medio  tono  di  vóce,  a  condizione 
(s'intende)  che  ci  sia  sufficiente  silenzio  all'intorno; 

2.^  Che  i  disturbi  dell'udito  sono  frequentissimi  :  in  una  scuola  di  bam- 
bini del  popolo,  la  proporzione  dei  fanciullii  che  ci  udivano  poco  o  da  un 
orecchio  o  da  entrambi,  s'elevava  fino  al  33  per  cento; 

3.^  Che  i  fanciulli  di  famiglie  agiate  si  trovano  in  condizioni  migliori 
di  quelli  dei  poveri  ;  cosi  a  Catherinenstift  (collegio  frequentato  da  bambini 
di  buone  famiglie)  la  proporzione  di  malattie  dell'udito  non  era  che  del  io 
per  cento; 

4.^  Che  la  proporzione  dei  malati  cresce  colFetà; 

5.®  Che  infine  le  scuole  rurali  danno,  relativamente,  risultati  più  fa- 
vorevoli. 

Circa  poi  alle  malattie  dell'udito  in  particolare,  il  Weil  trovò  : 

Perforazione   del   timpano   con   suppurazione   più   o   meno  estesa  nel 

=»  p.  7o; 

Tappi  cerumi  nosi  nel  13  p.  V^  ; 
Piega  posteriore  (0  nel  5  p.  °/o' 

La  maggior  parte  di  questi  fanciulli  non  erano  mai  stati  sottoposti  a  trat- 
tamento curativo  di  sorta  alcuna;  molti  di  essi  nemmeno  sapevano  di  aver 
gli  orecchi  ammalati;  parecchi  passavano  per  distratti,  e  venivano  come 
tali  puniti  ;  il  qual  fatto,  a  dire  del  Weil,  corrobora  una  sua  vecchia  opi- 
nione che  cioè  ogni  scolaro  distratto  dovrebbe  venir  esaminato  nella  sua 
fiicoltà  uditiva,  molti  bambini  essendo  appunto  distratti  per  questa  ragione, 
che  odono  male.  Anzi  conclude,  esprimendo  il  voto  che  al  cominciare  delle 
scuole,  tutti  gli  scolari  indistintamente,  vengano  anche  nelle  loro  orecchie 
esaminati. 

Ora  noi  ai  giusti    voti    del  Weil  uniamo  i  nostri  pure,  per  quanto  con- 

(i)  La  piega  posteriore  (hintere  Falle),  com' anche  l'anteriore  non  sono  affezioni  pro- 
priamente dette,  ma  costituiscono  uno  dei  sintomi  dell'infossamento  della  membrana  tim- 
panica, causato  sia  da  occlusione  della  tuba  eustachiana,  sia  da  retrazione  del  muscolo  del 
martello,  sìa  da  aderenze  della  membrana  timpanica  col  promontorio,  ecc.  Quando  (ci  scrive 
un  distinto  nostro  otoiatra)  la  membrana  timpanica  si  infossa,  il  suo  infossamento  (ein- 
liehong)  non  può  avvenire  completamente  a  motivo  di  que'  piccoli  nastrini,  che  si  dipar- 
tono in  vicinanza  del  collo  del  martello,  e  che  si  portano  uno  anteriormente  e  uno  poste- 
riormente alla  periferia  della  membrana,  limitando  (per  tale  guisa)  inferiormente  la  mem- 
brana flaccida  di  Schrappnell,  la  quale  forma  le  due  borse  anteriore  e  posteriore,  site  sulla 
parte  superiore  della  faccia  intema  della  membrana  timpanica  medesima.  Su  questi  na- 
strini, e  massime  sul  posteriore,  la  membrana  timpanica  è  costretta  ad  urtare  nell*  infos- 
sarsi, e  cosi  si  forma  la  piega  in  questione. 


—  i84  — 

cerne  le  scuole  italiane,  o  per  meglio  esprìmerci  per  quanto  concerne  la 
valutazione  fisica  completa  dei  nostri  scolari.  Di  quanta  importanza  infatti 
non  dev'  essere  e  non  è  1*  integrità  dell'  udito,  di  questo  senso  sociale  per 
eccellenza,  per  ottenere  che  nel  cervello  vengano  portate  sensazioni  chiare, 
e  se  ne  formino  quindi  anche  chiare  idee  ?  Come  potrà  effettuarsi  una  lim- 
pida appercezione^  cioè  un  netto  e  pronto  passaggio  della  percezione  al  punto 
di  mira  della  coscienza  (Wundt)  ;  se  T  ingresso  della  impressione  uditiva 
nel  campo  visivo  della  coscienza  stessa,  cioè  la  percezione  si  opera  imper- 
fettamente? Quanti  ragazzi  che  i  maestri  puniscono  perchè  distratti,  non  si 
correggeranno  sul  serio  e  non  potranno  approfittare  assai  di  più  dell'in- 
segnamento, che  viene  loro  impartito,  una  volta  che  vengano  curati  con 
adatta  cura  dal  medico  anzicchè  con  irrazionali  ed  ingiusti  castighi  dal  pre- 
cettore? £  oltreché  restituire  alle  società  un  maggior  numero  di  svegliate 
intelligenze,  quanto  non  si  sarà  per  tal  guisa  contribuito  a*  risparmiarle  un 
maggior  numero  di  sordi  e  di  sordastri? 


PARTE  SECONDA. 


RIVISTA. 


IGIENE  PUBBLICA. 


Mb  condizioni  sanitarie  dei  carcerati  in  italia;  pel  dott.  Enrico  Ra- 

i —  Roma,  Botta,  1 88 1,  4*.  —  (Estratto  dagli  Annali  di  Statistica,  Serie  II, 

foL  25).  —  Ecco  una  buona  Nota,  ecco  un  lavoro  che  direbbesi  tutto 
?,  e  che  perciò  difTìcilmente  può  compendiarsi,   sì  le  parole  sono  mi- 

ite,  e  copiose  invece  le  notizie  raccolte  in  tabelle  od  in  altra  forma  sta- 
I  quali  numeri  poi  formano  del  lavoro  più  che  l'ossatura  il  corpo, 
lè  nulla  potrebbesi  dire  di  esso  senza  riferire  molta  parte  di  quelli. 

L'Autore  volendo  studiare  quale  influsso  abbia  la  triste  vita  del  carcere 
salute»  dei  rinchiusi,  si  è  valso,  né  poteva  far  altrimenti,  delle  notizie 

ccolte  e  pubblicate  dal  Ministero  degli  affari  intemi  in  modo  uniforme 
lugli  undici  anni  trascorsi  dal  1866  al  1876,  e  che  riguardano  i  detenuti 
[Mi  bagni,  nelle  case  di  pena  per  uomini  e  per  donne,  e  nelle  case  di  cu- 
[HDdia  pei  minorenni.  £  queste  osservazioni  proseguite  per  un  tempo  abba- 
luanza  lungo ,  messe  in  relazione  con  gli  studi  già  fatti  sulla  popolazione 
rirente  allo  stato  di  libertà,  come  pure  sui  detenuti  di  altri  Stati  d'Europa, 
|iuiDo  modo  di  stabilire  utili  confronti. 

Ma  innanzi  tutto  occorre  di  vedere  il  numero  dei  malati  e  dei  morti  negli 
\^limenti  penali  del  Regno  Ti€ÙL2XiT\!^t\\.o  undicennio  :  e  ciò  faremo  abbre- 
viando la  prima  tavola  della  Nota  (V.  a  pagina  seguente). 

Le  case  di  custodia  pei  minorenni  maschili  sono  quelle  che  danno,  rela- 
tiramente  alla  popolazione  presente,  il  maggior  numero  di  malati  all'anno  ; 
vengono  quindi  le  case  di  pena  maschili,  poi  le  stesse  due  categorie  di  sta- 
Uimenti  penali  per  le  femmine,  e  per  ultimo  i  bagni. 

n  numero  delle  malattie  recidive  tiene  presso  a  poco  lo  stesso  ordine  ; 
lolo  appajono  più  frequenti  nei  bagni  che  nelle  case  di  custodia  femmi- 
BiU  (0. 


fi)  Maschi  entrati  nei  Bagni 

Femmine  entrate  nelle  Case  di  custodia 


Dina  volta 

due  Tolte 

tre  0  più  volte 

33,482 

8,921 

6,046 

236 

57 

25 

—  i86  — 


Case  di  custodia 
(18CS-7S) 


Maschi 


Femmine 


Case  di  pena 
(18SS-7S) 


Maschi 


Femmine 


Bagni 
(18S8-7C) 


Maschi 


Cifre    effettive. 


Popolazione  media  giornaliera  nel 
carcere 

Totale  dei  malati  (entr.  -\-  esist).  . 

Numero  delle  malattie  degli  entrati 
Malattie  di  esistenti  più  gli  entrati 

guariti 

Esito         )  traslocati 

morti 

rimasti  in  cura  . . 
Giornate  di  malattia 


delle  malattie 


720 
4,435 
6,216 

6,246 
5.942 

II 

253 

306 
138,250 


75 
318 

428 
428 
407 

20 

31 
13,460 


10,000 

51,930 

78,668 

79.230 
72,695 

431 

5.597 

452 

2,336,942 


720 
2,930 

4,277 

4,277 

3,865 

18 

364 
52 
■  245.341 


12,290 
49,169 

71,930 

72,650 

68,987 

123 

4,303 
882 

1,906,893 


Cifre    proporzionali. 


Anunalati  entrati  più  gli  esìstenti 
al  i^  gennaio  1866  per  looo  di 
popolazione  media  presente. . . . 

Numero  delle  malattie  degli  entrati 
più  gli  esistenti  al  i^  gennaio 
1866  per  1000  di  popolazione 
media  presente 

(per  1000  dipopolaz. 
media  presente . . 


Guariti . . 


Morti 


per  1000  casi  di  ma- 
lattia   

.  per  1000 dipopolaz. 
\      presente 

(per  1000  casi  di  ma- 
lattia   


Giornate 


i 


per  1000  di  popolnz. 
presente 


di  malattia   i  pg,.  q^^  ^j^^q  ^jj  m^- 
V       lattia 


560 


787 


750 


950 


32 


40.5 


1.750 


22 


385 


5'5 


493 


950 


24.  I 


46.6 


I.  620 


31.5 


471 


723 


661 


915 


51 


70 


2.  130 


29  5 


372 


541 


491 


905 


46 


85 
2.850 


52.8 


364 


537 


510 


945 


31.9 


59.1 


1.415 


26.3 


La  gravità  delle  malattie  è  massima  nelle  case  di  pena  maschili  e  fem- 
minili, nelle  quali  si    ebbe    rispettivamente    una   mortalità  di  51    e  di  46 


—  i87  — 

per  1000  presenti:  molto  minore  nei  bagni  e  nelle  case  di  custodia  ma- 
schili, nei  quali  la  mortalità  scende  a  32  per  1000;  minima  nelle  case  di 
custodia  femminili,  nelle  quali  è  limitata  a  24  per  1000.  Questa  minore 
mortalità  nei  bagni,  in  confronto  alle  case  comuni  di  pena,  era  già  stata 
notata  dal  dott  Baer  (i)  in  Germania,  e  fu  da  lui  attribuita  a  che  la  po- 
polazione vivente  nei  bagni  è  d'ordinario  più  avvezza  alla  vita  del  carcere 
die  non  quella  delle  case  di  pena.  Egli  avverti  che  in  uno  stesso  stabili- 
mento penale  la  mortalità  è  maggiore  nei  primi  anni  del  castigo  che  non 
oegli  ultimi,  e  che  quanto  più  grave  fu  il  misfatto,  tanto  maggiore  era  la 
SfcxzDZSL  di  vita  nel  carcere.  Lasciando  da  parte  Teffetto  morale  che  la  con- 
danna può  avere  sul  colpevole,  effetto  che  può  anche  ripercuotersi  sul  fisico 
di  esso,  pare  accada  qui  una  specie  di  selezione  vitale ^  onde  coloro  che 
Don  sono  adatti  alla  vita  del  carcere  soccombono  ben  presto ,  mentre 
gli  altri ,  malgrado  delle  condizioni  poco  igieniche  dell'ambiente  di  vita  , 
Ttnno  acquistando  una  resistenza  sempre  più  grande  alle  cause  perturba- 
trici della  loro  salute.  Lo  stesso  fatto  si  ripete  in  altra  classe  ed  assai  diversa 
di  persone,  nei  soldati  cioè.  Per  essi  pure  le  informazioni  statistiche  rac- 
colte in  tutti  gli  Stali  d' Europa  provano  che  la  mortalità  diminuisce  a  mi- 
nra  che  si  succedono  gli  anni  di  servizio,  quantunque  i  contingenti  dei 
vai!  anni  vivano  in  eguali  condizioni. 

Il  dott.  Raseri  per  altro  crede  che  tale  spiegazione  del  Baer  non  debba 
accettarsi  che  con  qualche  restrizione,  perocché  nei  carcerati  di  età  avan- 
zata la  mortalità  è  gravissima,  quantunque  una  buona  parte  dei  vecchi  debba 
già  essere  avvezza  alla  vita  del  carcere.  Sulla  migliore  condizione  sanitaria 
che  si  osserva  nei  bagni  deve  influire  non  poco  la  vita  all'aperto  in  con- 
fronto alla  rinchiusa  delle  case  di  pena. 

La  maggior  durata  delle  malattie  si  osserva  sempre  nelle  case  di  pena. 
Iq  quelle  femminili  si  calcolano  in  media  2.85  giornate  perdute  per  ogni 
presente;  nelle  maschili  2.13;  mentre  nelle  case  di  custodia  maschili 
sono  1.75,  nelle  femminili   1.62  e  nei  bagni  solo   1.4 1. 

Finalmente  ogni  malattia  durò  in  media  giornate  52.8  nelle  case  di  pena 
femmioili ,  31.5  nelle  case  di  custodia  pure  femminili,  29.5  nelle  case  di 
pena  maschili,   22  nelle  case  di  custodia  maschili  e  26.3  nei  bagni. 

Le  malattie  nelle  femmine,  rispetto  ai  maschi,  sono  più  frequenti  e  più 
lunghe  ed  hanno  invece  corso  meno  grave.  L'età,  infuori  di  qualsiasi  altra 
cagione,  ha  parte  grandissima  sì  nel  disporre  alla  malattia ,  come  nell'atti- 
tudine a  superarne  le  offese;  e  però  il  diligente  autore  ha  cercato  come  i 
inalati  e  i  morti  si  ripartiscono,  riguardo  .all'età,  nei  nostri  stabilimenti  penali. 

Se  non  che  le  Statistiche  pubblicate  da  chi  ha  la  direzione  delle  carceri 
non  danno  la  popolazione  media  giornaliera  in  quelle  presente  per  ciascun 
gruppo  di  età,  ma  solo  la  presente  l'ultimo  giorno  dell'anno.  Fatte  pertanto 
su  questa  le  proporzioni  necessarie,  il  Raseri  trova  che  in  ciascuna  catego- 


Cl)  Le  prigioni^  gli  stabilimenti  e  i  sistemi  penali  considerati  dal  lato  igienico  nel  lor^ 
crdinamento  e  nei  loro  effetti,  pel  doU.  Baer,  traduzione  del  dott.  I.  Roggero.  —  Rivista 
delie  discipline  carcerarie,  anno  1872-73. 


—  i.sa  — 

ria  di  stabilimenti  penali,  il  numero  dei  malati,  per  mille  presenti  in  fine 
d*anno,  va  aumentando  a  misura  che  l'età  si  fa  più  avanzata.  Lo  stesso  è 
circa  il  numero  dei  morti,  fatta,  una  leggiera  eccezione  per  le  case  di  pena 
femminili,  dove  nelle  giovani  fino  a  20  anni  di  età,  la  mortalità  è  alquanto 
pili  grave  che  nei  gruppi  di  età  consecutivi. 

Né  si  tratta  di  lievi  differenze  dall'uno  all'altro  gruppo.  Nelle  case  di 
custodia,  mentre  non  si  conta  neppure  un  morto  fra  i  fanciulli  inferiori  a 
9  anni,  se  ne  hanno  31.  2  per  mille  presenti  dai  16  ai  18  anni,  e  poi 
quasi  il  doppio  cioè  61.6  oltre  i  18  anni.  £  cosi  è  delle  fanciulle:  fra 
quelle  che  hanno  meno  di  9  anni  neppure  un  caso  di  morte,  dai  9  ai  12 
anni  invece  la  mortalità  è  di  13.  i  per  mille  presenti,  e  nelle  giovani  oltre 
i  18  anni  quasi  si  raddoppia  (25.  6). 

Considerando  separatamente  i  vari  gruppi  di  età,  si  fa  più  evidente  la 
differenza  di  mortalità  fra  l'uno  e  l'altro  sesso;  in  certi  casi  nei  maschi  è 
più  che  doppia  che  fra  le  femmine. 

Nelle  case  di  pena  maschili  la  mortalità,  che  è  di  37.  i  per  mille  pre- 
senti di  età  inferiore  a  20  anni ,  aumenta  gradatamente  fino  a  94.  3  per 
mille  che  abbiano  varcato  i  60  anni. 

Anche  qui  le  femmine  hanno  un  notevole  vantaggio  sui  maschi,  sovrat- 
tutto  nelle  età  alquanto  avanzate. 

Nei  bagni  la  mortalità  è  relativamente  lieve  fino  all'età  di  50  anni;  po- 
scia le  condizioni  si  fanno  presso  a  poco  eguali  a  quelle  delle  case  di  pena 
maschili. 

Volendo  quindi  vedere  quale  sia  presso  a  poco  la  morbosità  e  la  mor- 
talità nei  corrispondenti  gruppi  di  età  della  popolazione  libera,  tornano  op- 
portune  le  ricerche  istituite  sulle  condizioni  sanitarie  dell'esercito  e  sulla 
morbosità  degli  operai  iscritti  nelle  sodetà  di  mutuo  soccorso  (i),  non  che 
le  notizie  fornite  dal  movimento  dello  stato  civile.  Da  tali  raffronti  si  trae 
che  mentre  fra  la  popolazione  libera  il  numero  dei  malati  nell'anno  varia 
da  28  a  35  per  cento  con  tenue  differenza  fra  i  maschi  e  le  femmine,  nei 
carcerati  di  rado  è  inferiore  a  50  per  cento,  ed  in  certi  casi  arriva  persino 
a  70  e  ad  80  per  cento.  Questa  differenza  nel  1876  fu  di  i  r.  24  e  nel  1877 
di  10.56  (2);  nondimeno  non  va  tutta  ascritta  a  conseguenza  speciale 
della  vita  del  carcere ,  ma  dipende  in  parte  anche  dalla  maggior  facilità 
con  cui  i  medici  delle  carceri  accettano  come  malati  nelle  infermerie  gente 
la  quale,  se  fosse  in  istato  di  libertà,  potrebbe  tuttavia  attendere  alle  pro- 
prie occupazioni,  senza  danno  della  salute. 

Rispetto  alla  mortalità  il  divario  è  anche  maggiore,  tanto  che  nelle  car- 
ceri|  prese  insieme,  la  somma  proporzionale  dei  morti  in  qualunque  grappo 

(i)  Statistica  della  morbosità  negli  operai  ascritti  alle  società  di  mutuo  soccorso,  ^^'Romz^ 
tipografia  Cenniniana,  1880. 

(2)  Reiezione  medica  statistica  sulle  condizioni  sanitarie  de Jf  esercito^  compilata  dal  Comi- 
tato di  Sanità  militare,  1876-1877  —  Le  proporzioni  indicate  forse  sono  ancora  superiori 
al  vero  per  le  gravi  difficoltà  che  si  incontrano  nello  stabilire  la  forza  media  delle  tmppe 
in  ogni  giorno  dell'anno  (V.  Atti  della  Giunta  centrale  di  statistica  nella  sessione  del- 
l'anno 1879.  Annali  di  Statistica,  Serie  2.*,  Voi.  15). 


—  i89  — 

di  età  è  da   tre  a  quattro   volte  maggiore   che  fra   la  popolazione    libera. 
Anche  confrontata  colla  mortalità  dell'esercito  la  differenza  é  notabilissima 
perchè  nelle  case  di  pena  maschili,  fra  i  carcerati  dell'età  da  20  a  30  anni 
k  mortalità  fu  di  44  per  mille  e  nei  bagni  di  33  per  mille. 
Ma  quali  le  cause  di  si  grave  mortalità? 
L^fedM  essenziaii  cagionano  il  massimo   numero  di  malattie   fra  i  mi- 
Doienni;  meno  frequenti  .sono  nelle  case  di    pena,    ma  poi  aumentano  di 
BOOTO  nei  bagni.    Queste  febbri ,   peraltro ,  di  rado   sono   causa  di  morte  , 
filorchè  nei  bagni  dove  pur  frequentemente  vestono   forme  gravi. 

Le  cause  di  morte  più  frequenti  in  tutte  e  tre  le  specie  di  prigionia  (case 
di  custodia,  case  di  pena,  bagni)  sono  le  malattie  deli*  apparato  respiratorio; 
ad  esse  specialmente  è  dovuta  V  eccessiva  mortalità  che  si  osserva  nelle  case 
é.  pena.  Vengono  quindi  per  ordine  d' importanza  le  malattie  deli*  apparato 
Sgerente  le  quali,  soltanto  fra  i  condannati  ai  bagni,  sono  superate  nella 
malignità  dalle  febbri  essenziali.  Fra  i  minorenni  vediamo  tenere  un  posto 
cospicuo  le  malattie  del  sistema  nervoso  e  suoi  involucri^  che  poi  si  fanno 
jOT  rare  e  più  miti  fra  la  popolazione  adulta,  mentre  per  le  malattie  cardio- 
vascolari succede  l'opposto.  Le  malattie  ùqW apparato  orinario  sessuale  acqui- 
stano certa  importanza  soltanto  fra  le  femmine  delle  case  di  pena. 

Nel  trattare  delle  malattie  che  sorgono  fra  i  carcerati,  un  argomento  che 
chiama  in  ispecial  modo  l'attenzione  del  medico,  del  fisiologo  e  del  legi- 
slatore è  la  frequenza  delle  alienazioni  mentali,  sia  per  l'attinenza  più  o 
meno  diretta  che  hanno  colla  tendenza  al  delinquere,  sia  per  l' influenza  che 
la  vita  del  carcere  ha  sulle  funzioni  cerebrali. 

Ora  dal  1871  al  1876,  con  una  popolazione  media  giornaliera  nelle  car- 
ceri giudiziarie  di  39,384  persone,  il  numero  dei  pazzi  fu  di  473  ,  cioè 
433  maschi  e  40  femmine,  vale  a  dire  si  ebbero  200  pazzi  per  100,000 
presenti.  Dal  1868  al  1876  il  numero  dei  pazzi  nei  bagni  fu  di  153,  nelle 
cast  di  pena  per  uomini  di  349,  e  nelle  case  di  pena  per  donne  di  7,  cioè 
di  509  nelle  tre  categorie  di  stabilimenti  penali.  Siccome  in  questi  la  po- 
polazione media  giornaliera  fu  di  23,010,  ne  risultano  246  maniaci  per 
100,000  presenti. 

Il  censimento  del  1871  annoverò  in  Italia  44,102  pazzi,  di  cui  25,616 
maschi  e  18,446  femmine,  cioè  164  pazzi  per  100,000  abitanti.  Si  sarebbe 
dunque  da  queste  cifre  indotti  a  conchiudere  che  le  alienazioni  mentali  siano 
più  frequenti  fra  i  detenuti.  Ma  conviene  tener  conto  che  le  cifre  dei  cen- 
simenti riescono  sempre  alquanto  inferiori  al  vero,  che  la  popolazione  delle 
carceri  è  tutta  adulta,  e  finalmente  che  vi  predominano  di  molto  i  maschi 
salle  femmine ,  le  quali  in  Italia  almeno  per  buona  ventura  meno  delin- 
quono e  meno  ancora  dell'  altro  sesso  (in  ciò  non  forte)  impazziscono.  Per 
queste  considerazioni  prudentemente  il  dott.  Raseri  reputa  debba  tenersi 
sospeso  il  giudizio  sulla  maggiore  frequenza  delle  alienazioni  mentali  fra  i 
prigioni. 

E  quando  si  distinguono  i  detenuti  secondo  il  luogo  d*  origine  si  trova , 
come  regola  generale  per  tutte  e  tre  le  categorie  di  stabilimenti  penali  e 
per  ambo  i  sessi,  che  i  provenienti  dalle  provincie  meridionali  soffrono  un 


—  190  — 

numero  dì  malattìe  e  di  mortì  relaUvamente  minore  degli  altri  provenienti 
dalle  Provincie  settentrionali. 

Nelle  Provincie  toscane'  v'  ha  bensì  lieve  morbosità  fra  i  detenuti,  ma  le 
malattie  hanno  relativamente  un  corso  molto  grave  . 

Le  grandi  differenze  che  passano  da  regione  a  regione  nella  mortalità  dei 
detenuti  provano  che  qui  influiscono  delle  circostanze  accidentali,  di  cui  deve 
essere  possibile  moderare  V  azione. 

Se  poi  invece  di  paragonare  solo  l'una  regione  con  T  altra  del  Regno 
s'istituisca  un  parallelo  fra  le  condizioni  sanitarie  dei  detenuti  negli  stabili- 
menti penali  d' Italia  e  quelli  di  altri  Stati  d'  Europa,  le  differenze  si  fanno 
più  spiccate  ancora,  come  si  può  vedere  nella  tavola  seguente,  la  quale  ci 
piace  ripetere  quasi  per  intero  essendo  molto  istruttiva. 

Parallelo  fra  le  condizioni  sanitarie  dei  detenuti  negli  stabilimenti  penali 

di  vari  Stati  d* Europa, 


STATI 


ItaUa 

Francia 

Austria  Cisleitana 
Ungheria  ....... 

Inghilterra 

Belgio 

Olanda 

Svezia 

Wurtemberg  . . . . 
Danimarca 


Tempo 

di 
osserva- 
zione 


1871-76 
1872-75 
1872-77 
1874-76 
1872-77 

1874-75 
1872-77 

1873-77 
1873-76 

1874-75 


Cifre  effettive 


Cu        g 

o  E  *j  a 


bA 


fi 


28,354 
18,635 
10,492 

3.I7I 
9,819 

801 

1.465 
2,469 

1,464 

201 


::  .sì 

«  u  *- 

i5  ••*  ^ 

=5  '«5 


2,886,811 
969,487 


1,099,207 

18,106 

193,102 

146,078 

14,968 


Cifre  proporzionali 
per  zooo  detenuti 


<«  «  a  V 

e  «.««•a 

.2  6  =  -S 
:3  "  o 

u 

V 

o. 


O 


17 
13 


18 
II 
22 
12 

37 


-  2  « 

U  CI  u 


V  a 


38.5 


49.  I 

28.7 

16 

23.6 

IO.  2 


S.3C- 

m  « 

e 


39- 1 

40 

59.2 

49.2 
31 

29.4 
16.2 

23.8 

28.5 

"4 


Le  differenze  fra  Tuno  e  1* altro  Stato,  sono  molto  grandi;  né  ciò  dev( 
recar  maraviglia  quando  si  pensi  alle  condizioni  tanto  anormali  di  vita  de 
detenuti.  Una  semplice  variazione  del  sistema  penitenziario  basta  talvolta  a  fa 
diminuire  della  metà  la  mortalità  fra  i  detenuti!  Cosi  il  consigliere  W.  Stark 
trovò  che  col  sistema  cellulare  la  mortalità  negli  stabilimenti  penitenziari  de 
Belgio  era  scesa  da  29.  5  a  16.   i  per  mille  (0.  A  ogni  modo,   conclud 


(i)  Beltrani-Scalia  :  La  riforma  penitenziaria  in  Italia,  —  Roma,  1879,  pag,    174, 


—  191  — 
il  Kaserì,  in  quegli  Ststì  nei  quali  è  minore  la  mortalità  nell'  insieme  della 
popolazione  anche  la  vita  dei  detenuti  si  fa  più  sicura.  Ma  noi  crediamo 
debba  qui  nuovamente,  rispetto  all'  Ingente  somma  delle  giornate  di  malattie, 
rìpetem  l' avvertenza  fatta  qui  sopra  ;  cioè  che  i  medici  delle  carceri  come 
iccettano  con  facilità  i  prigionieri  per  malati,  con  uguale  benigniti  li  trat- 
tengono per  tali  nelle  infermerie. 

Compie  il  diligente  studio  un  cenno  intorno  ai  suicidi  commessi  o  tentati 
dai  detenuti,  distinti  secondo  il  luogo  d'origine,  comprendendo  oltre  le 
anndetce  carceri  anche  le  giudiziarie,  per  le  quali  le  notizie  sono  limitate 
il  solo  sessennio  1871-1876,  laddove  che  per  le  altre  abbracciano  nove  anni 
iacominciando  dal  1868. 

In  tale  tempo  i  prigioni  che  attentarono  alta  propria  vita  furono  323,  e 
39  riuscirono  nello  sciagurato  proposito.  Paragonando  il  numero  dei  suicidi 
di  ciascuna  regione  col  numero  medio  dei  detenuti  si  hanno  le  seguenti 
proporzioni. 


PROVINCIE  D'ORIGINE 
DEI   DETENUTI 

J  i 

M 
tri 

n 

Pub 

P<R 

li 

1 

ili 

11! 

"     ss 

■sz- 

w 

4,09» 

=,630 

■.63 

a,97 

8,97 

2.91 

5.93 

Antiche  conlinenlali 

Z.848 

1,746 

7,62 

4,4S 

7,62 

".54 

S,o7 

Docili  di  Parma,  Piaceli 

eModena 

i.oSi 

657 

3,oS 

1,69 

- 

„ 

1,73 

TOKU.* 

1,713 

1.033 

4,S4 

11,86 

9.159 

6,46 

it,6o 

Piovincie  Romane 

6,070 

4,=B3 

1,09 

o.ss 

2.19 

1,04 

1,74 

NipolBlane 

i6,97z 

n,t39 

o,«9 

1,00 

1.13 

'.99 

1.67 

Sciliane  e  Sarde 

6,445 

4.O03 

°,5« 

3,«S 

J.33 

4.09 

3,7* 

Totale  di!  Regno .... 

39.3S4 

26,075 

l,4S 

2,17 

3.13 

2.47 

3.34 

I  suicidi  consumati  nelle  carceri  giudiziarie  furono  nella  ragione  di  i.  48 
pef  10,000  detenuti,  e  nei  bagni  e  case  di  pena  (uominij  di  z.  17  per 
10,000  detenuti.  Nelle  case  di  pena  per  le  donne  si  ebbe  in  9  anni  appena 
un  suicidio  consumato  e  due  tenuti. 

I  suicidi  registrati  nel  Regno  per  la  popolazione  maschile  al  dì  sopra 
•^^ì  15  anni,  furono  in  media  752  in  ciascun  anno  del  sessennio  1871-76 
e  siccome  i  maschi  al  disopra  di  15  anni  nel  censimento  del  1871  arri- 
vatano  »  8,795,874,  la  media  dei  suiddi  fra  di  essi  arriva  appena  ad  i 
Pst  11,700,  rapporto  molto  inferiore  a  quello  trovato  per  i  detenuti. 


.^—   192  — 

Questa  conclusione  .contraddice  quanto  asserisce  il  dott.  Bonomi  (0  che 
la  statistica  delle  prigioni  dimostra  come  i  malfattori,  prodighi  delia  vita 
degli  altri,  non  attentino  che  di  rado  alla  propria. 

Un'altra  particolarità  degna  di  nota  è  il  disaccordo  nella  proporzione  dei 
suicidi  per  le  varie  regioni  del  Regno,  che  si  osserva  fra  i  dati  del  movi- 
mento generale  della  popolazione  e  quelli  relativi  ai  soli  detenuti.  Le  Pro- 
vincie degli  antichi  Ducati  che  contano  il  massimo  numero  di  suicidi  in 
generale,  ne  danno  il  minimo  invece  fra  i  delinquenti,  e  per  contro  la 
Sicilia  e  la  Sardegna  che  ne  offrono  nel  primo  caso  im  numero  scarsissimo, 
ne  danno  poi  uno  abbastanza  rilevante  nel  secondo.  La  cifra  dei  suicidi  fra 
i  detenuti  toscani  supera  di  gran  lunga  quella  delle  altre  regioni,  mentre 
nella  popolazione  totale  suole  differire  poco  dalla  media  del  Regno.  Da 
un  lato  il  carcere  cellulare  di  Torino,  dall* altro  i  sistemi  cellulari  com* 
pleti  o  misti  dei  penitenziari  toscani,  devono  aver  avuto  su  di  ciò  influenza 
non  piccola. 

Mettendo  a  confronto  il  numero  degli  omicidi  consumati  nelle  varie  re- 
gioni del  Regno  con  quello  dei  suicidi,  il  predetto  dott.  Bonomi  avrebbe 
trovato  che  questi  due  fatti  erano  in  antagonismo  fra  di  loro,  vale  a  dire 
che  là  dove  maggiore  è  il  numero  degli  omicidi  è  minore  quello  dei  sui- 
cidi ;  e  però  conchiudeva  che  la  tendenza  al  suicidio  esige  un  certo  sviluppo, 
un  certo  grado  di  civiltà,  il  quale  se  altera  e  corrompe  gli  istinti  piti  natu- 
rali, induce  anche  una  mitezza  di  costumi,  ni  può  che  diminuire  la  cifra  dei 
reati  di  sangue.  Dello  stesso  avviso  è  il  prof.  Morselli  (2),  quantunque  da 
un  esame  fatto  sopra  diversi  Stati  avesse  dovuto  dedurre»  che  non  vi  era 
esatto  rapporto  fra  criminalità  specifica  e  tendenza  suicida  delle  varie  nazioni. 

Ma  poiché  si  è  visto  che  i  suicidi  sono  più  frequenti  fra  i  detenuti  che 
fra  la  popolazione  libera,  e  sono  frequenti  soprattutto  fra  i  '  detenuti  di  quelle 
regioni  d'Italia  nelle  quali  abbondano  i  casi  di  omicidio,  non  pare  al  dott.  Ra- 
seri  che  dalle  ricerche  statistiche  possa  essere  confermata  l'opinione  dianzi 
citata  dei  due  egregi  autori:  ei  s'accontenterebbe  per  ora  di  accettare  quella 
cui  era  arrivato  lo  stesso  prof.  Morselli  nell'esame  statistico  intemazionale. 

L' importante  questione  rimane  dunque  a  risolversi  ;  e  il  dott.  Raseri  che, 
se  non  l'ha  fatta  sorgere,  l'ha  vie  più  messa  in  vista,  deve  chiarirla,  o  per 
lo  meno  raccogliere  i  materiali  che  meglio  possono  servire  a  risolverla.  Co- 
testa  mutabilità  di  un  fatto,  che  dai  più  è  dato  come  triste  e  fatale  sequela 
della  civiltà,  per  il  semplice  variare  di  condizioni  estrinseche  e  meramente 
circostanti  è  di  molto  peso  per  chi  voglia  indagare  se  non  le  intime  ca- 
gioni di  tanta  disperazione,  i  modi  più  acconci  per  distornarne  gli  effetti. 

Prof.  A.  Corradi. 


(i)  Filalete:  Del  suicidio  in  Italia,  —  Milano,   1878. 
(2)  //  Suicidio,  —  Milano,  1879,  pag.  245. 


—   A93   — 


DIRITTO  SANITARIO. 


Rapporto  su  rordinamento  della  Medicina  pubblica  in  Francia  —  {Creazione 

Am  Direzione  di  sanità  pubblica).  —  La  Commissione  nominata  dalla  Società 
i Medicina  pubblica  e  d'Igiene  professionale  in  seguito  ad  una  brillante  ed 
adita  relazione  del  dott.  J.  A.  Martin  ha  votato  la  seguente  mozione  : 
Considerando  che  i  modi  con  cui  s'esercita  oggidì  in  Francia  la  Medicina 
sono  ìmpari  alle  necessità  cui  deve  rispondere,  e  ai  continui  sforzi, 
al  progresso  della  scienza  medica  ; 

Considerando  che  la  Medicina  pubblica  non  riacquisterà  tutta  la  sua  auto- 
se  non  quando  un  potere  conveniente  sia  incaricato ,  in   tutti  i  gradi 
Amministrazione,  di  far  eseguire  le  prescrizioni,  le  sentenze  delle  Commis- 
i  consultative  ; 

Considerando  come  questa  riforma  non  possa  avanzare  utilmente,  ed  avere 
no  pieno  effetto  se  non  dall'antecedente  unione  in  un  centro  comune, 
i  servii  d'igiene  e  d'assistenza,    formante  cosi  una  Direzione  di  sanità 

Hca,  come  già  si  pratica  presso  altre  nazioni  ; 

Li  Società  di  Medicina  pubblica  e  d'Igiene  professionale  fa  voto  che  il 

del  Commercio  ed  il  Ministro  dell'Interno  s'accordino  per  formare 

breve  tempo  la  Commissione  mista^  la  cui  creazione  già  venne  domandata, 

sono  quattro  mesi,  allo  scopo  di  investigare  come  e  in  qual  modo  possa 

i  in  Francia  una  Direzione  di  sanità  pubblica  ; 
Li  Società  richiama  di  più  l' attenzione  dei  Ministri  sul  progetto  e  sulle 
^oni  addotte  in  appoggio,  sviluppate  nel  presente  Rapporto. 

La  Vaccinazione  obbligatoria  in  Svizzera.  —  Nella  seduta  del  21  di- 

ibre  1881,  il  Consiglio  Nazionale  Svizzero  discusse  la  Legge  sulle  epidemie. 

i  discorsi  di  Bruggisser  e  Tschudi,  il  Consiglio  addotto,  con  90  voti 

itro  23,  il  principio  della   vaccinazione   obbligatoria.   Ecco   come    sono 

^piti  gli  articoli  13  e  14  della  Legge  sulle  epidemie  votati  dal  suddetto 

[consiglio  : 

Art  13.°  —  Ogni  bambino  nato  in  Svizzera  dovrà,  secondo  regola,  essere 
[neonato  nel  suo  primo  anno  di  vita  o  al  più  tardi  nel  secondo.  Un  più 
\o  indugio  non  verrà  tollerato ,  se  non  per  ragioni  di  salute  e  dietro 
[certificato  medico.  I  bambini  nati  all'  estero  e  non  vaccinati  condotti  in 
[Srizzera,  saranno  soggetti  alle  medesime  prescrizioni.  La  seguita  vaccina- 
lioQe  dovrà  esser  provata  mediante  certificato  autenticato  da  un  medico 
fjitentato. 

Art.    14.^  —  Nessun  fanciullo  sarà   ammesso  a  frequentare   una  scuola 
Ijnbblica  o  privata,  senza  essere  munito  di^Questo  certificato. 


Assistenza  pubblica    internazionale.  — ^er  porre  un  termine   alle   con- 
inae  difficoltà  originate  dall'assistenza  agli  HJflfoieri  nel  Belgio,  il  Parlamento 

13 


—   194  — 

adottava  il  14  marzo  1S74  una  Legge  uguagliante  rispetto  a  questo  lo  stra- 
niero al  regnicolo.  Il  diritto  all'  assistenza  ed  al  ricovero  si  acquistavano  dai 
Belgi  pel  fatto  della  loro  nascita  in  patria,  e  di  poi  per  una  dimora  di 
cinque  anni  in  una  località,  che  non  sia  il  comune  nativo;  ora  la  nuova 
legislazione  riconosce  parimente  un  diritto  al  ricovero  per  lo  straniero,  di- 
ritto determinato  o  dalla  nascita  sul  territorio  belga,  o  dalla  continuata  di- 
mora per  cinque  anni  in  un  comune  del  regno. 

Le  spese  di  soccorso  che  prima  toccavano  allo  Stato  sono  messe  a  ca- 
rico dei  comuni.  Lo  Stato  però  continuerà  a  provvedere  a  sue  spese  all'as- 
sistenza di  quegli  stranieri  che  non  avranno  ancora  ottenuta  dimora  sul 
territorio  belga  per  un  legale  domicilio.  Il  bambino  nato  all'estero  da  genitori 
belgi,  e  avente  di  conseguenza  nessun  luogo  d'origine  nel  Belgio,  è  ugua- 
gliato per  questo  allo  straniero;  egli  è  soccorso  dallo  Stato. 

Questa  Legge  è  compita  da  una  disposizione  che  accorda  al  Governo  il 
diritto  di  far  ricondurre  a'  confini  qualunque  indigente  straniero,  che  tomi 
a  carico  dell'Assistenza  pubblica,  e  pel  quale  venga  da  un  comune  doman- 
data l'espulsione.  Questo  provvedimento  però,  non  sarà  preso  che  con  qu^li 
stranieri  il  cui  Governo  non  ha  finora  concluso  col  Belgio  la  Convenzioni 
di  rimpatriazione  prevista  dalla  Legge  14  marzo  1874.  I  Governi  stranieri 
sono  invitati  a  trattare,  in  proposito,  col  Governo  belga  pel  rimpatrio  di 
quei  loro  nazionali  i  quali  siano  .a  carico  dell'Assistenza  pubblica.  I  soccorsi 
provvisori  e  le  spese  necessarie  al  rimpatrio,   toccheranno  al  paese  nativo. 

Medici  dello  stato  civile  —  Nuovo  modo  di  nomina.  —  n  Prefetto  della 

Senna  ha  pubblicato  la  seguente  ordinanza  : 

Art.  i.^  —  I  Medici  di  stato  civile,  in  ciascun  circondario,  verranno 
'nominati  dal  Prefetto  dietro  proposta  del  Sindaco. 

Art.  2.®  —  Quando  una  Condotta  si  farà  vacante,  il  Sindaco  spedirà  senza 
indugio  al  Segretariato  generale,  sezione  del  Personale,  la  nota  de*  candidati 
che  crederà  di  dover  presentare.  Questa  nota  conterrà  il  nome  di  quattro  can- 
didati, due  scelti  fra  i  Medici  addetti  all'ufficio  di  beneficenza,  e  due  fira 
i  Medici  ispettori  delle  Scuole  comunali  ed  Asili  del  Circondario. 

Art  3.°  —  Il  Medico  dell'ufficio  di  beneficenza  o  il  Medico  ispettore 
delle  Scuole  che  verrà  nominato  Medico  di  stato  civile,  sarà  sostituito  nel 
suo  primo  impiego. 

Lo  stregone  di  Saint-Aubin.  —  Diamo  qui  in  riassunto  il  Rapporto  di 
un  processo  per  illegale  esercizio  della  medicina,  il  quale  sollevò  una  que- 
stione di  Medicina  legale  senza  precedenti,  e  di  grande  interesse  per  la  pub- 
blica salute.  Questo  processo  mise  poi  alla  luce  del  giorno  un'altra  cosa, 
cioè  il  lavorìo,  l'agitarsi  d'una  certa  Società  fisiologica  di  Medicina  e  Chi- 
rurgia :  ecco  innanzi  tutto  come  avvennero  i  fatti  incriminati. 

Giovanni  Battista  HeUer,  muratore,  più  conosciuto  col  nome  di  e  Stre- 
gone di  Saint-Aubin  >,  si  era  acquistata  notorietà  come  medico.  Nel  1877 
e  1879  il  Tribunale  di  Poitiers  lo  multava  per  illegale  esercizio  della  me- 
dicina. Nel  1881  il  Tribunale  di  Loudun,  ancorché  85  suoi  clienti  attestas- 


—  195  — 

sero  del  suo  valore  come  medico,  lo  multava  in  L,  1350 ,  per  esercizio 
ill^^ale  della  medicina,  farmacia  e  spaccio  di  medicinali.  Questo  processo 
rivelò  alcune  curiose  pratiche  e  carte  dell'accusato.  Fra  varie,  preghiere  ci- 
tiamo questa  scritta  su  pergamena,  destinata,  senza  dubbio,  ad  esser  appli- 
cata su  le  piaghe  : 

€  Dio  santo  -}-  forte  -{*  e  immortale  e  misericordioso  -j*  mio  salvatore,  non 
permettete  punto  che  noi  siamo  esposti  ad  una  morte  -}"  molesta  e  crudele  : 
ricordatevi  di  questa  Società  che  v'appartiene  dall'eternità  >. 

Dietro  un'altra  preghiera  si  vedono  disegnati  due  circoli:  il  più  grande 
ha  nel  mezzo  l' Heller  sopra  una  croce  ;  il  più  piccolo  il  motto  spiritus 
iocus.  Insieme  alle  preghiere  si  trovarono  anche  formule  cabalistiche  la  cui 
traduzione  è  un  po'  difficile  e  Anzilou  —  Aiouhn  —  el  —  Djcnni  —  evrisja  — 
ti  —  Djennoum  —  Anzilou^  ecc.  >  Heller  è  oggigiorno  comparso  nuova- 
mente dinanzi  la  Giustizia  per  le  cure  da  lui  prestate  a  quattro  malati,  uno 
de'  quali  mori  malgrado  le  cure  sollecite  del  medico.  Heller  dice  che  dopo 

Ila  multa  di  L.  1350  abbandonò  la  pratica  dell'arte  medica,  ma  che  si  fece 
ajatante  di  sanità  dietro  diploma  della  Società  fisiologica  di  Sanità,  diploma 
che  presenta  in  sua  difesa,  insieme  alla  carta  d'esercizio. 

Trascriviamo  qui  il  Diploma  rilasciato  dalla  e  Società  fisiologica  di  Me- 
dicina e  Farmacia,  ecc.  >.  Esso  reca  in  testa  il  monogramma  H  -  X. 

Signor  Heller, 

Ho  il  piacere  d' informarla  che  la  Società  fisiologica  di  Medicina  e  Par- 
mada,  volendo  ricompensare  il  vostro  raro  talento  nel  vigilare  T  ammini- 
strazione domestica  dei  medicinali  ordinati  dai  nostri  medici -pratici  della 
medicina  naturale,  ha  decretato  per  voi  il  Certificato  di  idoneità  ad  ajutante 
ài  Sanità  o  infermiere  di  merito.  Vogliate,  ecc.  Per  il  Presidente  :  Il  Segretario 
generale. 

Benard. 

18  dicembre  1881. 

Da  un  lungo  programma  del  fondatore  di  questa  Società,  Hureaux,  ab- 
biamo estratto  brevemente  quanto  segue  : 

Creazione  universitaria 

della  Facoltà  libera  di  medicina  domestica  naturale  fatta  dalla  Società  del- 
l'Istituto 

per  r  emancipazione  umana. 

Considerazioni  :  I  miei  lavori  che  abbracciano  quarant'  anni  di  cultura 
di  una  scienza  superiore,  hanno  cons^uito  oggigiorno  : 

Al  nostro  corpo  :  l' esser  libero  dalla  malattia,  per  il  rinascimento  del- 
l'arte di  guarire  ; 

Al  nostro  spirito  :  l' esser  libero  dai  pregiudizi,  per  la  ragione  divenuta 
maggiore  ; 

Al  nostro  cuore  :  l'esser  libero  dall'egoismo  per  l'esatta  conoscenza  delia 
legge  suprema  dell'umanità. 


—  196  — 

n  programma  seguita  narrando  come  Tidea  della  fondazione  sia  veni 
da  questa  triplice  conquista;  come  la  ragione  dimostri  che  se  noi  trascuriaa 
di  aver  cura  della  nostra  ed  altrui  salute,  ci  rendiamo  colpevoli  dinii 
alla  legge  universale  di  solidarietà,  e  le  pene  sono  le  malattie  e  i  dolo 
che  fatalmente  affliggono  l' umanità ,  ecc.,  ecc.  Firmato  :  Hureaux ,  lite 
professore,  autore  della  e  Salute  >,  ecc. 

L' immaginazione  dell'  autore  e  fondatore  sogna  poi  cose  impossibili  ;  di 
che  il  numero  dei  discepoli  potrà  valutarsi,  senza  esagerazioni,  a  mille,  cj 
scuno  de'  quali  spacciando  circa  L.  12,000  all'anno  in  medicinali,  ne  vcf  ; 
alla  Società  un  utile  annuo  totale  di  sei  mih'oni.  E  la  fantasia  accresceni 
i  sogni  di  grandezza,  egli  vede  il  numero  de'  discepoli  aumentare  man  imi 
a  IO,  a  20,000,  la  nuova  scuola  estendersi  a  tutta  la  Francia,  al  moqi 
intiero,  e  l'utile  annuo  ricavato  ammontare  a  sessanta  milioni. 

Come  non  potevano  questi  sogni  dorati  turbar  la  mente  del  povero,  del 
plice  Heller  ?  Sicuro  nella  parola  del  maestro  egli  si  dedicò  intieramente] 
l'ufficio  affidatogli.  Continue  domande  di  rimedi  naturali,  unitamente  ai 
gnostici  delle  varie  malattie  stesi  su  module  stampate  perchè  la  Società 
gliesse  i  farmaci  più  adatti,   erano  da  lui   inviate  alla   Sede   della 
(Mont-Valérien ,   vicino  alla  stazione  di  Suresnes  (Scine)  ),   dalla  quatej 
venivano   poi    mandate    collezioni  di  rimedi ,  con   istruzioni  sul  m( 
servirsene. 

La  semplicità  nei  rimedi  sembra  la  qualità  speciale  della   nuova 
Come  tutti  i  rimedi  suoi  si  possono   comprendere  nella  categorìa  de' 
sativi  e  purgativi,  così  era  delle  cure.  Ad  esempio ,   Heller  ai  quattro 
ammalati,  affetti  ciascuno  da  ben  dififerente  malattia,   aveva  ordinato  a, 
di  presso  i  medesimi  rimedi. 

In  seguito  alla  requisitoria  del  sostituto  Bourgueil,  che  domandavi^ 
severa  applicazione  della  Legge,  il  Tribunale  dichiarò  Heller  colpevokj 
illegale  esercizio  della  medicina  pel  fatto  d'aver  scritto  il  diagnostico 
malattia  ed  averlo  inviato  ad  una  Società  medica,  dalla  quale  riceveva 
i  rimedi  per  la  relativa  cura,  condannandolo  perciò  a  tre  giorni  di 
per  ciascuna  delle  quattro  contravvenzioni,  non  che  alle  spese  del  proceiii 
Da  questa  sentenza,  dopo  aver  discorso  sulla  questione  medica  sollef§^ 
dal  processo,  il  Droit  cava  le  seguenti  conclusioni  : 

Il  fatto  per  parte  d'una  persona  non  laureata  d'essere  corrispond< 
un  farmacista  dal  quale  riceve  delle  module  stampate  pel  quadro  de' 
da  consultarsi,  module  ch'egli  dovrà  riempire  colla  diagnosi  della 
e  rimandarle  al  farmacista,  dal  quale  riceverà  poi  i  rimedi  per  la   n 
cura,  costituisce  un  atto  d'esercizio  illegale  della  medicina.  Il  fatto  d< 
legale  esercizio  della  medicina,    anche  se  l'accusato   non  siasi  attribuito! 
titolo  di  medico,    costituisce  una  contravvenzione  di   polizia    punibile 
multa ,  e  in  caso  di  recidiva  colla  prigione  da  uno  a  cinque  giorni.  Si 
sono  sentenziare  tante  pene  speciali,  quanti  sono  i  fatti  d'illegale 
La  recidiva  risulta   dal  compiersi  di  una   nuova    infrazione  nel  periodo 
dodici  mesi  dalla  condanna.  Poco  importa  che  l'accusato  abbia  o  no 
vuto  compenso  dall'ammalato.  —  {Le  Progrh  Medicai,  N.   8.    1882). 


MdMfeAHI 


PARTE  TERZA. 


VARIETÀ   ED   ANNUNZI. 


mftdiOO  di  SÌ7Ìglia.  —  Un  Congresso  di  medici  e  chirurghi  si  terrà  in  Si- 
li 9  aprile  1882. 
Le  sedate    dtà  Congresso  avverranno  dal    io  al    15   aprile  inclusi vamente ,  e  nelle 

non  si  potranno  trattare  che  argomenti  relativi  alle  scienze  mediche. 

Le  Memorie,  Comunicazioni  od  altri  lavori  destinati   al    Congresso  dovranno  perve- 

alU  Commissione  ordinatrice    del    medesimo    prima  del  31  marzo  prossimo.  Nessun 

Terrà  ricevuto ,  scorso  questo  tempo ,  se  non  dietro  unanime   accordo   della  Com- 

le. 

Dal  programma   dei    quesiti  proposti  pel  Congresso,  trascriviamo    quelli  relativi  al- 

«  Delle  cause  della  grande  mortalità  dei  bambini  nelle   grandi  città  e  dei  mezzi  di 
ria. 

I      «  Profilassi  delle  malattie  infettanti  ;  dell'  isolamento  e  della  disinfezione  ;  modi  d'ap- 
Bdi  perche  riescano  più  efficaci. 

l     V  Determinazione  dei  mezzi  più  opportuni  per  prevenire  la  scrofola  delle  caserme  e 
m  ospedali  >. 

^tettodro  d'ZgiOM.  —  L'Ateneo  veneto  in  seguito  ad  una  brillante  relazione  dell'av* 
■cHo  Eugenio  Boncinelli,  ha  votato  la  seguente  mozione  : 

t  L'Ateneo  veneto,  udita  la  lettura  dell'avvocato  Boncinelli  stdla  necessità  dell'inse*» 
obbligatorio  dell'igiene  e  medicina  navale  pei  capitani  marittimi,  fa  voti  acciò 
Governo  provveda  di  tale  cattedra  tutti  gli  istituti  nautici  del  Regno,  acciò  che  il  Con- 
provinciale di  Venezia  mantenga  intanto    tale   insegnamento   nel  nostro  Istituto ,  e 
che  la  città  di  Venezia  mandi  un  suo  rappresentante  al  prossimo  Congresso  Inter- 
le  igienico  che  si  terrà  a  Ginevra  ». 

I  hopoito  dal  dott.  Pionmi  per  preyenire  le  lesioni  oagionate  dai  tramvayi.  — 

I  iott.  Fiorani,  dopo  di  avere  osservato  che  chi  casca  da  un  convoglio  in  movimento 
jbcrive  nn  arco  di  cerchio  in  cui  il  corpo  h.  da  raggio,  colla  testa  alla  periferia  ed  i 
fisfi  al  centro ,  sicché  finisce  al  suolo  colla  testa  verso  il  mezzo  della  via ,  ma  al  con- 
^fb  tanto  vicino  che  necessariamente  le  gambe  vanno  a  finire  sotto  le  ruote,  propone 
s^^nente  rimedio: 


—  198  — 

Se  i  carri  e  le  carrozze  avessero  le  pareti  laterali  fatte  in  modo  da  scendere  fin' 
poca  distanza  dal  suolo,  appunto  come  si  vedono  cosi  in  basso  scendere  le  pareti  di  o 
macchine,  le  ruote  resterebbero  nascoste,  e  il  terribile  accidente  sarebbe  schivato,  o  per 
meno  tutto  finirebbe  con  qualche  contusione ,  o  nel  peggior  caso,  c^on  fratture  sempiì 
sicché  la  conservazione  dell'arto  sarebbe  possibile. 

La  spesa  per  tale  innovazione  non  sarebbe  rilevante,  e  le  autorità  dovrebbero  imp 
a  salvaguardia  dei  viaggiatori.  Le  imprese  dei  tramways  avrebbero  il  loro  tornaconto  : 
l'offrire  cosi  una  maggiore  sicurezza  nel  loro  servizio,  giacché  tali  disgrazie  impression 
vivamente  il  pubblico  e  suscitano  ritrosia  per  un  mezzo  di  trasporto  nel  quale  ai  vants 
dell'economia  e  della  comodità  è  pur  troppo  unita  la  possibilità  di  imponenti  sventui 

Terzo  censimento  dei  manioomi  d' Italia.  —  Il  primo  censimento,  come  è  noto, 

eseguito  alla  fine  del  1874,  il  secondo  alla  fine  del  1877. 

I  pazzi  che,  tre  anni  dopo,  la  notte  del  31  dicembre  1880,  nei  diversi  manicomi 
ospitali  del  Regno,  raggiunsero  il  numero  di  17,471,  maschi  9,000,  femmine  8,471,  ri] 
titi  come  segue: 

Maschi  Femmine  Totali 

Piemonte 1*093 9^9 •  2,062 

Liguria 31 1 423 734 

Lombardia 1,582 i»5i7 3i099 

Veneto 890 i  ,292 2,181 

Emilia 1,322 i>259 2,581 

Umbria 176 143 319 

Marche 548 443 991 

Toscana 1,008 1,108 2,116 

Roma 449 330 779 

Napoletano X|Oi3 572 1,585 

Sicilia 531 369 900 

Sardegna. 77 46 1 23 


Regno 9,000 8,471 i7»47i 

L'Alcoclisxno  in  Italia,  —  Fu  citata  nei  giorni  scorsi  alla  Camera,  nell'occasion 
cui  si  discuteva  la  proposta  di  abolire  o  ridurre  l'imposta  del  sale,  una  statistica  dei  e 
per  alcoolismo  in  Italia. 

Quella  citazione  non  era  esatta;  poiché  le  cifre  date  finora  dalla  Statistica  ufficiale 
rappresentano  che  le  morti  accidentali  avvenute  per  abuso  di  bevande  spiritose.  Sono  a 
que  quei  disgraziati,  che  trovandosi  in  istato  di  ubbriacfaezza,  sono  caduti  in  un  fiun 
sotto  le  ruote  di  un  carro,  ecc.  ;  non  sono  gli  individui  che  muoiono  per  delirium  tren 
o  per  altra  affezione  cronica,  in  seguito  a  lento  avvelenamento  alcoolico.  Codeste  i 
non  sono  generalmente  subitanee,  ma  si  verificano  dopo  lunghe  sofferenze,  il  più  S| 
nei  manicomi. 

La  sola  Statistica  delle  morti  impro>vvbe  {accidentali)  e  dei  suicidi  veniva  pubb] 
finora  in  appendice  al  Movimento  annuale  dello  Stato  civile;  mentre  una  Statisti^ 
tutte  le  cause  di  morte  non  fu  iniziata  nel  Regno  che  a  cominciare  dal  i.^  gennaio  i 
e  fu  limitata  per  ora  ai  Comuni  capoluoghi  di  Provincia  e  capoluoghi  di  Circondar 


ri 


—  199  — 

KrtRttD  dd  Veneto)  cIm  sono  in  complesso  284;  ed  anche  in  tal  guisa  circoscrìtta  essa 
an  poCè  htn  fino  ad  oggi  di  pubblica  ragione,  mancando  le  cifre  del  dicembre  1881 
per  li  maggior  parte  di  quei  ComunL 

Tatiana,  lÌKeiido  le  somme   delle  cifre  parziali  raccolte    pei  primi   undici  mesi   del- 
>,  possiamo  riconoscere  la  frequenza  delle  morti  per  alcoolismo  nei  Comuni  suddetti; 
in  coofironto  a  dò  che  si  osserva  in  altrì  Stati  d'Europa  e  d'America. 
Infitti  dal  i.^  gennaio  a  tutto   il  novembre,   si  contarono    304  morti   per  alcoolismo 
e  delirium  trtmens  sopra  184  mila  casi  di  morte  avvenuti  nei  284  comuni  accennati. 
Qoelbi  cifra  corrisponde  ad   1.65  per  mille  morti  di  qualunque  causa. 
Inoltre  In  quegli  stessi  Comuni  e  nello  stesso  perìodo  di  1 1  mesi  si  contarono  33  morti 
'fidmtali    di  individui   in  istato   di  ubbriachezza,  per   cui  se   si  credesse    di   aggiungere 
numero  all'altro  dei  morti   per  alcoolismo,  le  proporzioni   si  eleverebbero   di  circa 
decimo. 
Le  304  morti  per  alcoolismo  sono  però  ripartite  molto  disegualmente  nelle  vane  Re* 

e  Provincie. 

Cosi,  mentre  nel  Veneto  alla  causa  loro  accennata  vanno  ascrìtti  89  casi  di  morte 
(3-3  p.  ®/oo  morti),  nella  Lombardia  61  (2.7  p.  7ooÌ»  ^"^  Ligurìa  19  (3.  13  p.  7oo)  «  ^'^ 
PiMBonte  29  (1.85  p.  7oo)'»  i^  Calabria  se  ne  ebbero  solo  2  (o.  40  p.  %o)  «  in  Sicilia  7 

HXS»  P.  7oo)- 

Per  confrontare  poi  la  diffusione  dell'ulcoolismo  in  Italia,  quale  risulta  dalle  cifre  qui 
dferite,  con  quella  che  si  è  riscontrata  in  altri  paesi  d' Europa  e  d'America,  si  sono  rias- 
RDte  nella  tavola  seguente  le  principali  notizie  sull'argomento,  fomite  da  pubblicazioni 
ufficiali. 


NOME    DELLO    STATO 
O    DELLA    CITTÀ 


Inghilterra  e  Galles  (O. . . . 

Smia  (Regno)  (2) 

Id.     8  città  principali  (3). 

Belgio  (4) 

Svizzera  (7  cantoni)  <5). ... 
Id.       (9  cantoni)  (6). . . . 

Svezia  (città)  (7> 

Norvegia  (8) 

Kcw-York  (città)   (9) 

Massachusset  («f» 


ANNI    DI 
OSSERVA- 
ZIONE 


1877-79 
1875-76 
1879-80 
1875-76 
1876-77 

1878-79 
1877-78 

1875-78 

1872 
1875-80 


POPOLAZIONE 


24.899.343 

3.495.000 
1,266,327 

5.336;i85 

697,712 
852,803 

663,204 

(") 
1,657.265 


NUMERO  DEI  MORTI 


p«r  qualunque 

1        , 

per  alcoo- 

causa 

Uwao 

1,566,623 

3190 

155.907 

513 

55.975 

173 

234.102 

781 

35.436 

112 

39.379 

131 

28,229 

176 

58.307 

142 

32.647 

416 

200,225 

470 

Morti  per 

alcoolismo 

su  1000 

morti 


2,04 

3,29 
3.09 

3,33 

3.05 

3,83 
6,25 

2,60 

12,08 

2.35 


(Il  Aftnual  rep&rt  ofthe  BtgiMtrar-gtneral  ofbirths.  deaths  and  marriages  tn  Bngland  and  Walei,  1877-79. 

09  Anwual  report  of  the  RegUtrar-general  of  birlhs  9tc   Scotland.  187S-76 

A  DwttHIed  report  of  the  Registrar  general  on  the  birthe  etc:  in  eightpriucìpal  tosvus  of  Scotland.  1879-80. 

{^  Ai^nuaire  statitiquè  de  la  Betgique  1877. 

(5)  Mtmvement  de  la  population  de  la  Sui$$e,  1876-77. 

|8|  M.  id,  id.  id.  1878-79 

(3)  Sveriges  offìeiela  Statistih-Medieinal'Stjfreltetts  Underddniga  Beràttelse.  1877 

m  Beretning  on  Sundhedstilttanden  og  Medicina l~rorhnldene  i  Iforge.  187S-78 

(I)  IX  A.  Baer.  Ber  aleohoiiamuM  eie.  pag.  tSj 

(Ifl)  Report  to  the  legislature  of  Massachusetts  relating  to  the  Registra  of  births  etc.  1880. 

(II)  La  statistiea  delle  cause  di  morte  ai  fa  per  la  popolazione  di  tutto  il  Regno,    ma  solo  pvr  poco  più  della 
BctA  delle  morti  viene  fkita  la  diohiarasione  medica  :  le  altre  risiano  ignote 


200    

Del  resto  non  h  cosa  fisicile  detenninare  quante  volte  l'abuso  d^Ii  alcootici  abbia 
prodotto  la  morte;  poiché  oltre  ai  casi  di  delirium  tremens  e  di  altre  forme  di  alcoolismo 
cronico;  oltre  alle  morti  accidentali  che  avvengono  di  individui  in  istato  di  ubbrìachesza, 
è  noto  che  qualunque  malattia  insorta  in  un  beone  per  una  causa  qualsiasi,  ha  sempre 
un  decorso  più  grave .  che  nelle  persone  sobrie,  e  può  avere  più  facilmente  un  esito  letale. 

Cosi  i  vizt  di  cuore,  le  apoplessie  cerebrali,  le  malattie  di  fegato  sono  facilissime  a 
riscontrarsi  nei  beoni;  e  quando  uno  di  costoro  sia  morto  per  una  delle  malattie  anzi- 
dette, può  nascere  il  dubbio  se  la  morte  sia  da  ascrìvere  alla  causa  immediata,  ovvero 
all'abito  del  bere. 

Indi  una  cotale  incertezza  o  difetto  di  omogeneità  nelle  statistiche  necrolog^che,  e  la 
necessità  di  procedere  molto  cauti  nel  tirarne  delle  conclusioni. 

Sulla  mestruaiione  negli  istituti  femminili.  —  Il  dott.  Oallippe  ha  toccato  un  ai^ 

gomento  igienico  che  è  deUa  massima  importanza.  Le  direttrici  degli  educandati  femminili, 
in  generale  vogliono  fare  mistero  della  mestruazione,  giudicando  questa  funzionalità,  emi- 
nentemente psicologica,  cosa  ributtante  e  vergognosa.  In  seguito  a  questa  stupida  idea  hanno 
orìgine  molti  errori  contro  le  regole  della  igiene.  Gallippe  nota  molto  a  proposito  che  le 
fagazzine,  anche  quando  sono  mestruose,  rimangono  sedute  per  due  o  tre  ore,  e  perciò 
sono  in  contatto  colla  camicia  fredda  umida  e  per  lo  più  non  azzardano  di  lagnarsi  quando 
soffrono  d'incomodi  mestruali.  Da  ciò  la  completa  trascuratezza  del  processo  mestruale 
che  può  essere  fonte  di  disordini  generali  e  locali,  che  si  sviluppano  nel  sistema  nervoso 
e  negli  apparati  digestivi,  o,  come  avviene  il  più  delle  volte,  nell'utero  stesso.  In  questi 
casi  le  ragazze  non  dovrebbero  stare  sedute  per  più  di  un'  ora,  e  poscia  pulirsi  convenien- 
temente, inoltre  sarebbe  necessario,  e  facilmente  effettuabile,  di  preservarle  dal  bagnarsi  i 
piedi  con  bagni  locali  o  generali,  e  dalle  lunghe  passeggiate. 

Cono  libero  di  pellagrologia.  —  Col  corrente  anno  scolastico  il  prof.  Tebaldi,  co- 
minciò nel  R.  Istituto  di  psichiatria  in  Padova,  un  corso  libero  di  pellagrologia.  L' im- 
portanza dell'inseg^namento  attrasse  molti  giovani  studiosi.  Il  prof.  Tebaldi  proluse  un 
cenno  storico  sullo  studio  della  pellagra,  sull'importanza  che  ha  esso  studio  come  scopo 
scientifico  ed  umanitario.  Proponendosi  di  dare  un  indirizzo  tutto  pratico  e  clinico  al  suo 
insegnamento,  dopo  due  o  tre  lezioni,  come  prolegomeni,  prese  ad  esaminare  nelle  suc- 
cessive, varie  individualità  morbose,  illustrandole,  seguendole  nelle  fasi  loro,  e  rìserban- 
dosi  a  riassumerne  i  risultati  in  una  sintesi  alla  fine  del  suo  corso.* 

Crediamo  che  niente  più  sano  possa  praticarsi  che  correre  l'arduo,  ma  eloquente  e  fé* 
condo  campo  clinico  ;  e  speriamo  veder  seguito  l'esempio  dato  dal  psichiatro  padovano. 

Beneficenza.  —  il  conte  Galeazzo  Massari  ha  elargito  centodiecimila  lire  in  tanta  ren- 
dita a  beneficio  dei  pellagrosi  della  provincia  di  Ferrara,  e  ventisettemila  a  prò  degli 
Asili  infantili.  Ecco  un  uomo  che  sa  spendere  bene  i  suoi  quattrini 

Società  di  Xedicina  pubblica  di  Parigi.  —  Il  dott  Brouardel  è  stato  nominato 
Presidente  di  questo  Sodalizio  pel  1882. 

Onoranze  al  prof.  Coletti.  —  A  Padova  è  stato  inaugurato  solennemente  U  busto  del 
prof.  Ferdinando  Coletti  eretto  alla  memoria  del  caro  estinto,  dall'affetto  e  dalla  ammi- 
razione degli  amici.  L'Autorità,  i  professori  della  Università,  la  scolaresca,  la  cittadinanza 


20I    

presero  parte  Tiyissima  alla  cerimonia  che  riasci  commovente  e  degna  dell'uomo   egregio 
che  si  Toleva  onorare. 

HodagHa  d'oro»  —  Al  Comitato  milanese  di  vaccinazione  animale,  sopra  proposta  del 

Consiglio  provinciale  di  Sanità  in  Milano,  è  stata  dal  Governo  conferita  la  Medaglia  d'oro, 

È  una  nuova,  meritatissima  distinzione  che  deve  confortare  i  dottori  NoUi,  Grancini,  Rez- 

*onico  e  Dell'Acqua  a  perseverare  nei  nobili  sforzi  fatti  fin  qui,  per  dare  al  loro  Comitato 

funna  e  carattere  di  vera  istituzione  sanitaria. 

Conferenze  sulla  Cremazione.  —  il  dott  Gaetano  Pini  ha  ripreso  le  sue  conferenze 
suUa  Purificazione  dei  morti.  La  prima  fu  tenuta  il  5  marzo  in  Milano  nel  Ridotto  del  teatro 
dulia  Scala  in  mezzo  ad  una  eletta  di  oltre  900  persone. 

n  conferenziere  parlò  per  un'  ora  e  mezza  dei  progressi  fatti  dal  principio  della  Cre- 
mazione in  questi  ultimi  anni  tanto  in  Italia  che  fuori.  Egli  fece  una  minuta  rassegna  di 
avvenimenti,  pubblicazioni,  apparecchi  relativi  alla  cremazione.  Le  parole  dell'oratore  fe- 
cero profonda  impressione  nel  pubblico  composto  di  quanto  Milano  ha  di  più  distinto. 

Quanto  prima  il  dott.  Pini  terrà  a  Novara  ed  a  Como  altre  conferenze  sullo  stesso 
'argomento. 

Iitituzione  d'nn  deposito  mortuario  a  Bmzelles.  —  Con  deliberazione  del  25 

aprile  1881,  il  Consiglio  Comunale  di  Bruxelles  votava  l'istituzione  di  un  deposito  mor- 
tuario destinato  a  ricevere  i  cadaveri  che  non  si  possono  conservare  a  domicilio.  Però  non 
VI  SI  accettano  1  cadaveri  in  putrefazione  o  quelli  morti  per  malattie  trasmissibili,  i  quali 

• 

invece  sono  inviati  d'urgenza  al  deposito  mortuario  stabilito  nel  Cimitero  comunale.  Il 
<leposito  mortuario  è  aperto  dalle  5  antim.  alle  9  pom.  in  estate,  dalle  7  antim.  alle  8  pom. 
Qcl  verno.  Non  vi  si  possono  far  autopsie.  L'invio  dei  corpi  non  può  aver  luogo  senza 
il  consenso  del  capo  della  famiglia,  e  dietro  requisitoria  del  medico  di  stato  civile  ;  in  caso 
<l'nrgenza  basta  il  certificato  del  medico  curante.  Il  medico  di  stato  civile  stende  la  requisitoria 
iQ  doppia  copia,  e  ne  fa  pervenire  una  copia  al  commissario  di  polizia  della  divisione  o  al- 
'  iifficio  delle  inumazioni  ;  questi  invitano  allora  il  guardiano  del  deposito  a  far  operare  la 
stazione  del  corpo,  la  quale,  salvo  i  casi  d'urgenza,  si  fa  di  sera,  e  con  veicolo  apposito. 
Una  delle  requisitorie  va  ai  guardiano  del  deposito,  il  quale  ne  tiene  nota  insieme  ai  dati 
^  stato  civile  del  cadavere,  ed  al  tempo  in  cui  se  n'è  effettuato  il  trasporto.  Senza  auto- 
rizzazione speciale  dell'officiale  dello  stato  rivile  il  cadavere  non  può  restare  al  deposito 
più  di  48  ore.  La  sepoltura  è  a  carico  della  famiglia  o  dell'Amministrazione  di  benefì- 
^^^^^  Il  guardiano  del  deposito,  sotto  la  direzione  immediata  del  servizio  d'igiene,  è  inca- 
"cato  dell'esecuzione  delle  misure  prescritte  per  prevenire  la  decomposizione  rapida  dei 
^veri  e  per  assicurare  lo  stato  salubre  del  locale.  Con  ciò  vengono  soppressi  i  mor- 
''^  stabiliti  nelle  chiese  per  i  poveri. 

b  Sala  per  le  autopsie  nel  Cimitero  Xontimentale  di  miano.  —  Come  già  abbiamo 

vmnnciato  nel  n.  5  1881  del  nostro  Giornale,  il  signor  P.  M.  Loria,  noto  filantropo  e  membro 
^ettivo  della  Società  Italiana  d'Igiene,  ha  messo  a  disposizione  della  Giunta  Municipale 
^  Milano  una  rendita  annua  di  L.  1000,  affinchè  la  sala  mortuaria  esistente  nel  Cimi- 
tero monumentale,  venga  fornita  di  quanto  è  necessario  per  eseguire  le  autopsie  cadave- 
nche  con  la  diligenza  maggiore  e  con  tutti  i  sussidi  scientifici  reputati  necessari. 

Noi  abbiamo  già  lodato  questo    nuovo  munificentissimo    atto  del  Loria;  ma   perchè 


202    

appaja  chianrmeate  l'idea  nobile  ed  illuminata  della  donaxione,  riportiamo   integralmente 
la  lettera  che  il  Loria  ha  diretto  alla  Giunta  Municipale  di  Milano  : 

e  II  sottoscrìtto  P.  M.  Loria,  pensando  che  le  sezioni  cadaveriche  sono  sempre  utili 
al  progresso  della  scienza,  e  desiderando  d'altra  parte  che  cada  uno  dei  più  forti  ostacoli 
che  ancora  incontra  la  pratica  della  cremazione ,  che  è  la  tema  che  per  essa  abbiano  a 
scomparire  per  sempre  le  traccie  di  un  delitto,  ha  deliberato  di  donare  alla  Città  di  Mi- 
lano, ove  la  cremazione  ebbe  il  primo  e  più  largo  culto ,  la  somma  di  Lire  Mille  Ren- 
dita Italiana  5  ^/^^ ,  godimento  i  .^  luglio  prossimo,  alle  seguenti  condizioni  : 

V  i.^  n  capitale  dovrà  rimanere  intangibile  ; 

e  zP  Gli  interessi  annui  saranno  impiegati  a  fornire  riccamente  di  quanto  occorre  la 
Sala  mortuaria  del  Cimitero  monumentale,  onde  possa  praticarsi  un  esame  anatomico  per- 
fetto, non  escluse,  ove  occorressero,  le  indagini  chimiche  e  le  osservazioni  microscopiche  ; 

«  3.^  A  sostenere  le  spese  occorrenti  onde  ogni  cadavere  destinato  alla  cremazione, 
la  cui  autopsia  non  incontri  ostacoli  assolutamente  rispettabili,  o  per  la  quale  non  abbia 
già  provveduto  il  Tribunale  o  la  rispettiva  famiglia ,  sia  per  cura  del  Municipio  sotto- 
posto ad  un  accuratissimo  esame  interno  ed  estemo ,  allo  scopo  di  constatare  che  il  de- 
funto non  soccombette  a  nessuna  violenza,  a  nessun  trauma,  a  nessun  venefìcio. 

e  Oltre  quelli  destinati  alla  cremazione,  anche  i  cadaveri  destinati  alla  tumulazione,  pei 
quali  il  medico  curante,  nella  fede  mortuaria  dichiarasse  importante  l'autopsia,  e  non  con- 
trastata dagli  aventi  causa,  verranno  egualmente  per  cura  del  Municipio  sezionati  come  sopra, 
e  S' intende  che  ciò  avvenga  fìno  alla  concorrenza  della  somma  che  il  Municipio  avrà 
disponibile,  risultante  dagli  interessi  di  dette  L.  1000  di  consolidato,  e  dalle  eventuali 
oblazioni  che  il  Municipio  ricevesse  in  seguito  allo  stesso  scopo. 

e  4.^  Di  ciascuna  sezione  si  compilerà  chiaro  ed  ordinato  processo  verbale  cUi  con- 
servarsi in  apposita  cartella,  negli  Archivi  del  Municipio,  a  comodo  degli  studiosi. 

e  5.^  Tuttociò  che  di  particolare  e  di  rimarchevole  per  Tanlropologia  e  per  l'ana- 
tomia patologica,  si  troverà  in  ciascuna  sezione,  verrà  diligentemente  preparato  per  cura 
del  Municipio  e  destinato,  secondo  il  caso ,  al  Museo  civico ,  oppure  al  Gabinetto  Ana- 
tomico-Patologico dell'Ospitale  Maggiore  per  l'opportuna  conservazione.  Anche  in  questo 
caso,  semprechè  non  s'incontrino  ostacoli  assolutamente  rispettabili. 

e  6.^  Le  sezioni  saranno  dirette  dal  chiarissimo  signor  prof.  Andrea  Verga  o  da 
un  suo  incaricato,  e  dopo  di  lui  da  chi  egli  nominerà.  In  caso  ch'egli  non  avesse  a  prov- 
vedervi, vi  prowederà  il  Municipio. 

e  7.°  Fornita  che  sarà,  come  si  disse,  la  Sala  ,  e  sostenute  le  spese  per  autopsie 
ed  altro,  gli  eventuali  risparmi  annui  che  il  Municipio  avesse  a  verificare,  saranno  devo- 
luti alla  Società  per  la  Cremazione  dei  Cadaveri,  siccome  la  più  adatta  a  farsi  che  il  suo 
esempio  trovi  imitatori,  e  che  per  esso  la  pratica  dell'autopsia  e  della  cremazione  vada 
sempre  più  diffondendosi. 

e  Tostochè  codesta  spettabile  Rappresentanza  renda  edotto  il  Municipio  della  sua 
accettazione  e  dell'approvazione  che  all'uopo  si  vorrò  procurare  dall'autorità  competente, 
la  relativa  Cartella  di  Rendita,  sarà  dal  sottoscritto  depositata  presso  quest'ufficio  dei  Debito 
Pubblico  del  Regno,  per  essere  convertita  in  un  certificato  inscritto  nel  Gran  Libro  inte- 
stato a  nome  del  Municipio,  valendo  frattanto  la  presente  a  di  lui  obbligazione,  e  per 
quanto  lo  concerne. 

Il  Consiglio  municipale  di  Milano  ha  accettato  la  donazione  Loria  e  la  Giunta  sta 
provvedendo  per  la  istituzione  della  Sala  per  le  autopsie. 

P.  M.  Loria. 


203    — 

OsMemiione  d«llo  ceneri  dei  cadaveri  cremati.  —  Crediamo  far  cosa  gradita  ai 

Boitri  lettori  pabblicaodo  il  testo  del  provvido  parere  emesso  sopra  nn'  argomento  di  tanta 
inportanza  dai  Consiglio  di  Stato,  Setiom  dell* Interno,  nell'adunanza  del  giorno  13  feb- 
bi^  1881. 

La  Sezione, 
Vista   la    relazione    del    Ministero    dell'  Interno    in    data    del    1 5    febbraio    corrente 
X.  21 138-6- 1423 16  Divisione  5.^  Sezione  2.^  relativa    all'istanza    del    signor  Cuniberti, 
fretta  ad  essere    autorizzato  a  trasportare  le  ceneri  di  una  sua  figliuola    dal  cimitero   di 
Mikno  ove  il  cadavere  fu  cremato,  alla  sua  abitazione  ove  intende  di  custodirle  ; 

Vista  l'istanza  e  il  rapporto  del  Prefetto  di  Milano  che  l'accompagna; 
Sentito  il  Relatore  e  considerato: 

Che,  sebbene  in  forza  delle  modificazioni  introdotte  nel  regolamento  sanitario  col  De* 
ofto  reale  del  14  gennaio  1877  1  ^^^  ^  modi  di  distruzione  dei  cadaveri  sia  ammessa 
ncbe  la  cremazione  eseguita  con  le  debite  autorizzazioni  e  nei  modi  riconosciuti  i  più 
aditti,  pure  nulla  si  h  innovato  quanto  a  ciò  che  si  dispone  nella  legge  sulla  sanità  pub- 
bfia  nel  Regolamento  del  1874,  sull'obbligo  di  deporre  gli  avanzi  umani  nei  pubblici 
duiteri; 

Che  però  il  silenzio  della  legge  sulla  custodia  delle  ceneri  che  resultano  dalla  ere- 
MBOBe  dei  cadaveri,  non  può  autorizzare  il  Governo  a  concessioni  analoghe  a  quella 
éoooodata  dal  Cuniberti  perchè  anche  le  ceneri  vanno  soggette  alla  regola  generale; 

Che  questa  regola  non  ha  solo  il  suo  fondamento  nelle  ragioni  attinenti  alla  sanità 
pabblica  ma  anche  nel  rispetto  dovuto  ai  cadaveri  umani,  i  quali  furono  riguardati  come 
COR  fuori  del  dominio  privato  presso  tutti  i  popoli  ; 

Che  anche  ammesso  il  sistema  della  cremazione,  se  si  concede  che  le  ceneri  si  sot- 
tiaggino  al  Cimitero  ove  hanno  garanzia  e  perpetua  custodia,  per  essere  trasportate  nelle 
OK  private,  niuno  può  dire  che  cosa  avverrà  di  questi  avanzi  umani  nel  processo  del 
tempo; 

Che  se  si  può  credere  che  saranno  custoditi  con  geloso  culto  finché  vivono  coloro 
cbe  ebbero  affetto  e  stretti  legami  di  sangue  con  la  persona  della  quale  avanzano  le  ce- 
sai, si  può  agevolmente  supporre  che  i  loro  eredi  e  successori  troveranno  incomodo  quel 
deposito,  che,  privo  di  pubblica  tutela,  verrà  forse  disperso  o  dimenticato  tra  le  cose  inu- 
tfli  della  casa  ; 

Che  i  Romani  e  gli  altri  popoli  antichi  presso  i  quali  era  in  uso  la  cremazione  non 
Miono  di  trasportare  le  ceneri  nelle  proprie  abitazioni,  ma  le  riponevano  nelle  celle  se- 
polcrali della  famiglia  le  quali  erano  luoghi  sacri  e  resi  inviolabili  dalla  legge  ; 

Che  perciò  il  desiderio  di  custodire  nelle  case  le  ceneri  dei  cari  parenti  se  può  es- 
sere scusato  da  un  eccesso  di  affetto  nei  superstiti ,  non  sembra  che  possa  essere  soddi- 
<^  dal  Governo  nello  stato  presente  della  nostra  legislazione  ; 

E  per  questi  motivi  avvisa  : 

Che  ristanza  del  Cuniberti  non  possa  essere  accolta. 

In  seguito  a  questa  deliberazione  è  avvenuto  che  due  egregi  cittadini  milanesi  avreb- 
^  disposto  di  lasciare  larga  parte  dei  loro  averi,  che  toccano  somma  cospicua,  a  van- 
^>ggb  di  un  Istituto  di  beneficenza ,  a  condizione  però  che  i  loro  resti  mortali ,  previa 
Cfcnuuicoe,  vengano  deposti  in  un  tempietto  da  erigersi  in  un  angolo  remoto  del  giar» 
^  dell'Istituto,  ove  la  gratitudine  dei  beneficati  custodirebbe  con  intelletto  d'amore  la 
'licnioria  e  le  ceneri  dei  Benefattori. 


204    — 

Prima  però  di  provvedere  con  atto  formale  a  tale  disposizione,  e  nell'  intento  di  evitare 
mir Istituto  controversie  dopo  la  loro  morte,  i  Signori  di  cui  h  parola,  hanno  desiderato 
avere  assicurazione  formale  che  alcun  ostacolo  non  si  frapponga  al  compimento  di  tale 
^lesiderio  per  ciò  che  riguarda  la  tumulazione  delle  loro  ceneri  in  un  luogo  che  non  sia 
il  cimitero. 

Per  ottemperare  a  questo  desiderio  la  Rappresentanza  dell'  Istituto  in  questione,  ha  ri- 
volto al  Prefetto  della  Provincia  di  Milano  un  memorandum  allo  scopo  di  poter,  quando 
<che  sia,  conseguire  il  permesso  di  conservare  in  apposito  sacrario  i  resti  mortali  dei  prov- 
vidi benefattori. 

In  questo  documento  vengono  esaminati  i  motivi  che  indussero  il  Consiglio  di  Stato 
alla  sopra  riferita  deliberazione,  e  i  petenti  ne  deducono  che  tali  argomenti  si  riferiscono 
esclusivamente  al  caso  della  conservazione  delle  ceneri  nelle  case  private,  e  quindi  non 
potrebbero  essere  invocati  contro  la  domanda  che  due  egregi  cittadini  avanzano  ora  per 
ottenere  che  le  ceneri  loro  vengano  deposte  in  un  tempietto  eretto  sopra  terreno  di  pro- 
prietà di  un'Opera  Pia  regolarmente  riconosciuta,  per  esser  di  poi  conservate  con  tutto  il 
rispetto  ed  il  decoro  che  il  sentimento  della  riconoscenza  inspirerà  ai  beneficati. 

Escluso  pertanto  che  dal  punto  di  vista  sanitario  possano  sorgere  opposizioni  alla  con- 
servazione delle  ceneri  dei  cadaveri  cremati  anche  in  mezzo  all'abitato,  è  del  pari  mani- 
festo che  nessun  ostacolo  possa  esistere  quando  si  tratti  di  deporre  le  dette  ceneri  nei 
tempi  dedicati  al  culto ,  nelle  cappelle  gentilizie  e  nei  sacrari  che  gli  ospizi ,  gli  istituti , 
gli  asili  potrebbero  erigere  appunto  nell'intento  di  conservare  con  religioso  rispetto  gli 
avanzi  di  coloro  che,  vivi  o  morti,  beneficarono  i  poveri  e  i  derelitti. 

Già  per  lungo  volgere  di  secoli  i  cadaveri  furono  inumati  nei  sotterranei  delle  chiese 
e  nel  recinto  dei  chiostri ,  e  pietosa  costumanza  rendeva  preferibile  questo  sistema  come 
quello  che  dava  ai  dolenti  maggiore  garanzia  di  rispetto  per  le  tombe  dei  loro  cari  e 
meglio  di  ogni  altro  manteneva  fra  i  superstiti  ed  i  trapassati  quella  corrispondenza  di 
amorosi  sensi,  che  al  dire  del  Foscolo ,  celeste  dote  è  negli  umani.  Ragioni  igieniche  di 
attissimo  valore  indussero  i  Governi  a  prescrivere  la  erezione  dei  cimiteri,  togliendo  cosi 
agli  abitati  innumerevoli  focolai  d'infezione,  e  per  tale  provvidissima  disposizione  la  po- 
destà civile  dovette  sostenere  contro  il  potere  ecclesiastico  e  contro  il  sentimento  pubblico, 
fierissima  lotta. 

Ma  la  cremazione  dei  corpi  rimuove  ora  tutte  le  cause  di  malsania  e  le  ceneri  dei  tra- 
passati possono,  senza  offesa  alla  pubblica  salute,  aver  tomba  nei  templi  e  nei  sepolcreti 
sui  quali  l'autorità  ha  modo  di  esercitare  attiva  sorveglianza  nell'intento  precipuo  che  la 
religione  delle  urne  si  mantenga  viva  nel  sentimento  del  popolo. 

Che  anzi  da  questa  provvida  e  pietosa  disposizione,  il  principio  dell'  incinerimento  dei 
morti  avrà  più  larga  e  facile  applicazione,  e  le  Opere  Pie,  per  tante  ragioni  stremate  di 
mezzi ,  avranno  da  ciò  argomento  di  accrescere  il  patrimonio  loro  e  il  caso  appunto  cui 
dà  origine  questa  domanda,  prova  luminosamente  come  il  desiderio  di  avere  tomba  ne) 
recinto  di  un  Pio  Istituto,  possa  spronare  la  generosità  dei  filantropi  a  compiere  azioni 
generose. 

La  domanda  della  Pia  Istituzione,  vivamente  appoggiata  dal  Consiglio  Provinciale  Sa* 
nitario  di  Milano,  è  stata  trasmessa  al  Ministro  dell'Interno. 

L' Inumazione  dei  CadayerL  —  Registriamo  due  voti  di  fiducia,  alla  inumazione,  dati  noi 
ha  guari  uno  a  Parigi  e  l'altro  in  Ungheria  : 


—   205   — 

i.^  Ad  esanrìmento  del  qaesìto  proposto  dal  Municipio  di  Parigi  sull'importante 
pfoUema:  installatwn  des  Cimeiiers  et  leur  ajfaiViiii^m^»/ una  Commissione  scientifica  ve- 
im  a  tal  nopo  nominata  dal  Prefetto  della  Senna,  la  quale,  dopo  lungo  studio,  nel  de- 
cano mese  di  gingno,  dava  fine  al  mandato  ricevuto.  Il  programma  formulato  dal  Consiglio 
nonidpale  si  aggirava  sui  quattro  punti  seguenti  : 

i.^  Se  possa  ottenersi  il  risanamento  dei  cimiteri  attuali,  associando  l'azione  di  so^ 
stme  fisiche  o  chimiche  a  quella  del  drenaggio  ; 

2.^  Se  il  risanamento  dei  cimiteri  possa  con  siffatti  elementi  prometter  bene  anche 
per  Tavrenire  ; 

3.°  Se  r  addizione  delle  sostanze  chimiche  od  altre,  nei  feretri  o  nel  suolo  dei  ci- 
miteri, fiivorisca  o  no  la  scomparsa  delle  parti  organiche  dei  corpi  inumati  ; 

4.°  Se  questa  addizione  si  renda  capace  di  trar  seco  notevoli  inconvenienti. 
La  Commissione,  per  rispondere  a  cosi  importante  argomento  d' igiene  pubblica,  divise 
ani  tatto  il  suo  studio  in  due  parti  ;  occupandosi  prima  della  dottrina  della  innocuità  dei 
dsiteri;  in  secondo  luogo  iniziando  analisi  intorno  al  terreno  ove  vengono  situate  le  ne- 
cropoli, all'aria  atmosferica  circostante,  alle  acque  che  ne  traversano  il  sottosuolo. 

Dopo  i  vari  studi  di  Belgrand,  Schloesing,  Schutzenberger,  Miquel,  Carnot,  su  questi 
die  ponti  di  vista ,  fondati  sopra  locali  esperimenti,  iniziati  e  condotti  a  termine  nei  vari 
cimiteri  di  Parigi,  dell'  Est,  del  Nord,  di  Grenelle,  Vaugirard,  del  Sud  e  d' Ivry,  sottomet- 
tendo a  speciale  analisi  la  natura  del  terreno  e  delle  acque  che  ne  provenivano,  i  singoli 
commissari  sono  giunti  a  formulare  i  seguenti  pareri  : 

i.^  Che  se  nei  pressi  delle  fosse  camarie,  e  specialmente  quando  le  inumazioni 
forono  eseguite  nelle  chiese,  si  sono  osservati  dei  casi  risultanti  dallo  sviluppo  dei  gaz  di 
putrefazione,  questi  pericoli  si  rendono  assolutamente  illusori,  ogni  qualvolta  questi  gaz  pos- 
uno  sprigionarsi  all'  aria  libera.  Questo  si  ottiene  quando  sieno  scrupolosamente  adem- 
pnte  le  prescrizioni  relative  all'  apertura  delle  fosse,  loro  separazione,  latitudine  del  terreno 
che  devono  occupare,  e  periodi  d' anni  necessari  per  l' istallazione  di  nuove  sepolture  ; 

2.^  Che  i  gaz  deleteri  o  incomodi,  prodotti  dalla  decomposizione  dei  cadaveri  inu- 
mati a  I  metro  e  50,  non  arrivano  alla  superficie  del  suolo; 

3.°  Che  nello  spazio  di  cinque  anni  la  quasi  totalità  della  materia  organica  rimane 
dòtrntta.  Consegue  da  ciò  che  nelle  condizioni  attuali  delle  inumazioni  parigine,  la  terra 
<lei  cimiteri  non  diviene  satura,  attesa  la  sufficiente  provata  permeabilità  del  suolo  ; 

4.^  Che  r  opportuno  metodo  di  drenaggio  dei  terreni  consacrati  all'  inumazione,  potrà 

rendere  più  rapida  la  rotazione,  che  potrebbe  essere  con  ogni  ragionevolezza  abbreviata  ; 

5.^  Che  nello  stato  presente  dei  cimiteri,  non  havvi  ragione  di  temere  l'infezione 

dei  pozzi  del  vicinato,  dacché  questi  cimiteri  sono  situati  a  distanza  dell'  abitato,  secondo 

le  nonne  prescrìtte  dalle  leggi. 

A  sua  volta ,  il  Consiglio  generale  d' Igiene  pubblica  del  regno  d' Ungheria  ,  inteso  il 
Apporto  del  prof.  Fodor,  ha  preso  le  seguenti  decisioni  riguardo  all'inumazione  dei  ca- 
daveri: 

l.^  n  seppellimento  costituisce  il  metodo  il  più  pratico  per  isbarazzare  i  campi  di 
battaglia  dei  cadaveri  dei  caduti  durante  la  zuffa  (?)  (Viceversa  poi  dopo  le  grandi  battaglie 
^  ^  tempre  ricorso  all'  abbruciamento  dei  cadaveri)  ; 

2.^  Eseguito  con  adatte  precauzioni  il  seppellimento  non  può  presentare  alcun 
pericolo  ; 

Z^  Le  misure  da  adottarsi  a  questo  scopo  dovrebbero   essere   stabitite  da  un  ac- 


—   2o6  

xx>rdo  internazionale,  di  cui  il  Governo  ungherese  prenderebbe  l'iniziativa,  per  concordare 
il  modo  di  seppellimento>  dei  cadaveri  sai  campi  di  battaglia,  come  pm«  ciò  che  riguarda 
la  sorveglianza  sui  mezzi  impiegati  ; 

4.^  La  cremazione  facoltativa  dei  cadaveri,  domandata  dai  particolari,  può  enere 
autorizzata  ogni  qualvolta  i  processi  d' incinerimento  siano  conformi  alle  ben  calcolate  esi- 
genze dell'  igiene  pubblica  ; 

5.^  La  cremazione  potrà  divenire  obbligatoria  nelle  circostanze  eccezionali  di  cala- 
mità pubblica  o  di  gravi  epidemie,  allorché  esista  un  considerevole  ingombro  di  cadaveri  ; 

6.^  Non  é  assolutamente  necessario  l'adottare  in  principio  la  cremazione  obbligatoria; 
perchè  questo  sistema  non  è  superiore  al  seppellimento  abituale,  e  d' altronde  è  di  difficile 
attuazione  pratica  (?  ?)  (Il  prof.  Foder  ignora  senza  dubbio  che  una  cremazione  esegoka  a 
Milano  costa  meno  di  una  inumazione). 

Concorso  a  premio  della  Sooietà  promotrioe  di  esplorasioni  soientiflohe.  ~  impor- 
tante per  l'Igiene  è  il  tema  che  questa  benemerita  Società  ha  messo  a  concorso  pd  cor- 
rente anno  ;  cioè,  lo  studio  microscopio  tUlle  acque  potabili  cUi  passi  di  Lombardia  in  cui 
il  gono  e  maggiormente  endemico.  Le  osservazioni  dovranno  essere  illustrate  da  opportuni 
disegni  e  ripetute  in  luoghi,  che ,  pure  essendo  nelle  medesime  condizioni  topografiche  e 
geologiche,  sono  poco  o  punto  infette  da  gozzo  ;  a  questo  studio  sarà  accordato  un  premio 
di  almeno  L.  1000.  Il  tempo  utile  per  la  presentazione  delle  Memorie  e  degli  stud!  ter- 
mina il  giorno  21  ottobre  1882. 

La  Consulta  scientifica  in  prima  e  successivamente  l'Assemblea  generale  dei  Soci  acco* 
glievano  questo  tema  proposto  dal  Prof.  A.  Corradi,  considerando  che  gli  studi  recenti 
intomo  ai  protisti ,  e  particolarmente  quelli  del  prof.  Klebs  di  Praga ,  farebbero  credere 
che  le  acque  potabili  possano  essere  cagione  del  gozzo  non  tanto  per  la  loro  composi- 
zione chimica,  quanto  per  speciali  infimi  organismi  (monades  e  naviculae)  in  esse  conte- 
nuti. L'argomento  poi  ha  speciale  interesse  per  la  Città  di  Milano. 

Conoorso  a  premi  della  Sooietà  franoese  d'Igiene: 

i.*'  Igiene  ed  educanione  fisica  della  seconda  in/antia  (6  a  12  anni).  I  concorrenti 
dovranno  studiare,  in  quattro  capitoli  speciali ,  il  fanciullo  nella  casa  ,  nella  scuola,  nei 
campi  e  nell'officina. 

2P  Della  pulitena  della  casa  e  della  persona.  Studiare  la  pulitezza  della  persona  e 
della  casa  nelle  differenti  età  nei  due  sessi ,  e  nelle  diverse  condizioni  sociali ,  si  nella 
città  che  nella  campagna. 

Condizioni  generali  dei  due  concorsi: 

i.^  Le  Memorie  non  dovranno  sorpassare  le  30  a  50  pagine  di  stampa  in   12^; 

2.°  Le  Memorie  verranno  spedite,  in  forma  accademica,  alla  Sede  della  Società  frm- 
cese  d'Igiene,  rue  du  Dragon,  so,  prima  del  i.^  settembre  1882  (gli  autori  che,  sia  di- 
rettamente o  indirettamente,  si  faranno  conoscere,  verranno  esclusi  dal  concorso). 

3.^  Le  Memorie  premiate  diverranno  proprietà  della  Società,  la  quale  sarà  libera  di 
darle  alla  stampa,  sia  per  intero  che  in  parte  ;  essa  tuttavia  s'obbliga  di  pubblicare  il 
nome  del  premiato  dinanzi  dell'opuscolo,  al  quale  cercherà  di  dare  la  maggior  possibile 
pubblicità.  I  due  quesiti  costituiscono  due  distinti  concorsi ,  ciascheduno  dei  quali  verrà 
premiato  con  una  medaglia  d'oro,  una  medaglia  d'argento  e  due  di  bronzo. 


207    — 

LIBRI    NUOVI 


/ 

La  igiene  dei  bambinL  Conferenze  pubbliche  per  Francesco  Lamanna,  opuscolo  di 
46  pagine.  —  Bari,  1881.  —  È  una  sene  di  conferenze  alla  portata  di  tutte  le  madri, 
in  cui  l'Autore  svolge  con  buoni  criteri  pratici  la  tesi  dell'allattamento  :  dimostrata  la  pre- 
minenza dell'allattamento  materno,  insegna  anche  con  quali  norme  va  condotto.  Ove  poi 
determinate  circostanze  ne  impedissero  l'attuazione,  Lamanna  insegna  in  qual  modo  l'al- 
lattamento mercenario  o  l'artificiale  possano  rimpiazzarlo  il  meno  male  possibile. 

Denti  decidili  e  denti  permanenti;  deldott.  Gustavo  Winderling.  —  Milano,  1881. 

—  Sotto  il  titolo  di  V  Avvertimenti  alle  madri  »  l'A.  pubblica  questo  lavoro  di  piccola  mole, 
ma  di  grande  importanza,  in  cui  è  provata  la  necessità  per  tutti  di  sapere  qualchecosa 
in  fatto  della  dentizione.  L'odontogenesi,  le  due  dentizioni,  che  l'Autore  divide  in  quattro 
perìodi,  vi  sono  chiaramente  espresse  ed  illustrate  da  tavole  accuratamente  eseguite.  — 
L'Autore  saviamente  si  sforza  a  provare  il  bisogno  di  sorvegliare  il  bambino  nella  prima 
dentizione,  a  risparmio  di  sofferenze  in  questi  periodi  della  prima  età  e  di  mali  conse- 
cutivi nelle  altre  :  fa  un  cenno  delle  alterazioni  più  comuni  che  colpiscono  la  dentizione 
(deviazioni,  carie,  periostite),  ne  ricorda  le  cause  e  ne  dà  precetti  curativi;  infine  chiude  que- 
sto interessante  opuscolo,  dettando  le  norme  più  necessarie  a  seguirsi  per  l'igiene  della  bocca, 
n  lavoro  del  dott  G.  Winderling  è  quale  doveva  essere,  per  lo  scopo  cui  h  desti- 
nato ;  sarebbe  ottima  cosa  se  fosse  portato  a  cognizione  di  tutti ,  massime  delle  madri , 
alle  quali  appunto  è  dedicato. 

n  male  perforante;  del  dott.  G.  Badaloni.  —  Bologna,  1881. 

Note  òliniche  ed  anatomiche  sulla  lepra;  per  il  prof.  R.  Campana.  —  Milano,  1881. 

Snll'abolizicne  graduale  della  tassa  del  sale.  —  Discorsi  del  deputato  dott.  Giuseppe 

Mussi  —  Un  opuscolo,  Roma,  1882.  —  L'Autore  ha  pubblicato  i  discorsi  da  lui  pronun- 
ciati in  Parlamento  per  propugnare  la  graduale  abolizione  di  un  balzello  esiziale  alla  sa- 
late delle  classi  povere  e  dannoso  all'agricoltura.  Sono  dotte  arringhe  nelle  quali  è  diffì- 
cile dire  se  predomini  maggiormente  il  cuore  o  l'intelletto  dell'oratore. 

Società  Romana  di  soccorso  agli  Asfittici.  ~  Un  opuscolo,  Roma,  1881. 

Le  Bisaje.  —  Relazione  di  Giuseppe  di  A.  Ferrario. —  Un  opuscolo,  Mtlmo,  1881. 

&li  Ospizi  marini  pei  fanoinlli  poveri  rachitici  e  scrofolosi  della  città  e  provincia 

di  Boma.  —  Relazione.  —  Un  opuscolo,  Roma,  1881. 

Belaiione  del  prof.  Stanislao  Oannizzaro  sull'analisi  di  alotme  acque  potabili, 
&tte  per  cnra  del  Xnnioipio  di  Padova.  —  Un  opuscolo,  Roma,  1881.  —  Prege- 
vole e  coscenzìoso  lavoro  che  può  servire  di  modello  agli  studi  preliminari  per  la  scelta 
d'ona  buon'acqua  potabile. 

Ke  opinioni  per  togliere  la  pellagra.  —  Lettera  del  dott.  Paolo  Predieri  al  Prefetto 
^  Bologna.  —  Un  opuscolo,  Bologna,  1881.  —  Ci  riserbiamo  tener  parola  di  questa  let- 
^  in  una  Rivista  sulla  Pellagra  che  si  sta  disponendo. 

L'homme  oriminel  comparée  à  Thomme  primitif;  pel  prof.  Lacassagne.  •— Un  opu« 

«colo,  Lione,  1882. 

Hna  rivoluzione  nelle  scienze  mediche;  traduzione  di  Alvise  Mocenigo  di  San  Stek. 

^  Un  opuscolo,  Conegliano,  1882. 

La  coltivazione  del  riso  nei  comuni  di  Bomporto,  Camposanto,  San  Felice,  Modella 

«  San  Prospero.  —  Relazione  del  prof,  dott  Giuseppe  Cesari,  a  nome  degli  altri  com- 
ponenti la  Commissione  provinciale,  e  Relazione  tecnica  dell' ing.  Giovanni  Messori- 
Roncaglia.  —  Un  opuscolo,  Modena,  1882. 


—   2o8   


RIVISTA  METEOROLOGICA  DEL  MESE  DI  GENNAJO  1882- 


Lo  stato  meteorico  del  mese  di  gemiajo  fii  per  molte  contrade  italiane,  ed  in  mod^y 
speciale  per  quelle  del  Nord,  al  tutto  singolare  sotto  diversi  aspetti.  Salvo  alcuni  pochi 
giorni  in  sul  cominciare  e  l'ultimo  di  tal  mese,  in  tutto  il  rimanente  la  stagione  fu  bella 
oltremodo  e  quasi  di  primavera.  Il  cielo  persistette  sempre  sereno,  l'aria  tranquilla,  l'umi- 
dità moderata  anzi  che  no,  e  la  temperatura  mi^issima.  —  Causa  di  ciò  si  furono  le  pres- 
sioni altissime  che  persistettero  per  tutto  il  tempo  anzidetto ,  toccando  il  loro  massimo 
verso  la  metà  del  mese,  nel  16-17,  i^  quale  massimo  fu  del  tutto  straordinario,  non  ri- 
scontrandosene altro  cosi  alto  che  nel  1821  in  qualcuna  delle  stazioni  del  Nord,  e  nes- 
suno simile  in  quelle  del  Sud,  che  pos8^;gono  lunghe  serie  di  osservazionL  Né  le  pres- 
sioni furono  insolite  solamente  pei  loro  valori  elevati ,  ma  più  ancora  per  la  loro  persi- 
stenza, per  modo  che  esse,  soprattutto  nell'Alta  Italia,  rimasero  in  media  le  maggiori  avute 
sinora  da  che  si  registrano  e  si  calcolano  tra  noi  osservazioni  meteoriche. 

Codesto  stato  di  cose  non  riusci  per  nulla  nocivo  né  all'agricoltura,  né  all'igiene,  anzi 
fu  propizio  in  modo  speciale  alla  prima. 

Prima  Decade. 

Nei  primi  sette  giorni  della  decade  frequenti  burrasche  attraversano  il  Nord  dell'Europa 
occidentale,  mantenendosi  il  barometro  molto  basso,  sino  a  725  mm.  Codeste  bufere  este- 
sero  il  loro  influsso  sino  nelle  nostre  regioni ,  dove  perciò  la  stagione  fu  nei  giorni  sud- 
detti alquanto  sconcertata.  Nel  primo  giorno  le  pioggie  cadevano  in  gran  parte  d'Italia, 
ed  in  diverse  del  mezzodì  nel  giorno  2  ,  per  causa  di  un  centro  secondario  di  depres- 
sione formatosi  nel  golfo  di  Genova,  derivazione  dei  cicloni  del  Nord  d'  Europa.  —  Nei 
giorni  appresso,  dal  3  al  4,  le  due  onde  cicloniche  avanzatesi  dall'Oceano  Atlantico  sul 
Nord  e  sul  Sud,  sulla  Norvegia  e  sul  Portogallo  ,  si  estesero  nel  4  su  tutto  il  Mediter- 
raneo occidentale ,  cagionando  pioggie  dovunque  dal  3  al  4 ,  con  neve  nei  luoghi  più 
elevati  / 

Nel  5  codesta  ondata  depressa  si  restringeva  man  mano,  avendo  suo  centro  in  Sardegna, 
e  nel  6  si  dileguava  del  tutto  verso  il  Sud  ;  in  quella  che  un  altro  duplice  movimento 
ciclonico  dalla  Russia  e  dall'Africa  producevano  dal  7  all' 8  un  altro  centro  di  depres- 
sione tra  Roma  e  Napoli,  che  volse  poi  verso  il  Jonio  ;  fu  perciò  che  le  pioggie  dopo 
il  4  andarono  poco  a  poco  restringendosi  verso  il  Sud-Est,  cessando  del  tutto  il  giorno  8. 

Intanto  sino  dal  5  il  tempo  cominciava  ad  addivenire  bello  nell'Alta  Italia  per  le  alte 
pressioni  che  arrivavano  dall'Ovest,  le  quali  protendendosi  verso  il  Sud  ,  resero  dall'  8  in 
poi,  la  stagione  buona  su  tutta  Italia. 

La  temperatura ,  in  complesso ,  fu  mite ,  specialmente  nei  paesi  del  Nord  ;  il  massimo 
accadde  al  passaggio  della  corrente  equatoriale  di  depressione,  dove  dal  4  al  6,  dove  dal- 
l'8  al  9;  il  minimo  accompagnò  le  correnti  polari  degli  ultimi  giorni. 

La  campagna  rimase  quasi  dappertutto  scoperta  ,  salvo  che  nei  luoghi  addossati  alle 
Alpi,  dove  la  neve  cadde  in  maggior  copia,  e  dovunque  procedette  in  condizioni  favorevoli. 


— p   209   — 


Seco;nda  Decade. 

La  stagione  calma  e  mite,  cominciata  verso  la  metà  della  decade  precedente,  continua 
er  tntta  la  seconda,  per  modo  che  si  direbbe  di  essere  ancora  agli  ultimi  tepori  di  au- 
,  n  cielo  persiste  quasi  sempre  sereno  ,  ed  in  generale  anche  limpido ,  il  che  aju- 
la  radiazione  solare,  yale  a  mantenere  tiepida  l'aria   durante  il  giorno.  Non  fecero 
poè  fifietto ,  specialmente  nei  luoghi  più  bassi,  caligini  e  nebbie ,  le  quali   talora  furono 


Codesto  stato  atmosferico  in  Italia  fu  effetto  immediato  delle  alte  pressioni  che  si  estende- 
WM  in  gran  parte  dell'Europa  occidentale  e  sull'Africa  e  TAsia  Minore.  Esse  toccarono 
H  loto  colmine  dal  15  al  17,  ed  il  centro  trovavasi  nel  16  sulla  Polonia,  dove  il  baro- 
atto,  al  fiTcIIo  età  mare,  era  salito  sino  a  789  mm. ,  mentre  in  Italia  varia  dal  Nord 
d  Sbd  da  787  a  778  mm. 

Ifentre  le  pressioni  crescevano  cotanto  su  tutto  TOvest,  una  leggiera  depressione  awe- 
riia  nello  stesso  giorno ,  z6  ,  sul  Mediterraneo  orientale ,  verso  Porto-SaYd,  la  quale  fu 
fidla  che  cagionò  il  solo  sconcerto  atmosferico  che  siasi  notato  nelle  nostre  contrade  in 
Mta  la  decade ,  arrecando  poca  pioggia  e  passaggiera  nei  paesi  più  meridionali ,  nelle 
Gslabrie  doè  e  nella  Sicilia,  dove  tuttavia  le  pressioni  erano  sempre  elevate. 

ColTanmentar  delle  pressioni  decrebbe  alquanto  la  temperatura,  mantenendosi  però  sem- 
ptt  mite  ;  ed  il  minimo  termico  della  decade  andò  insieme  al  massimo  barometrico ,  av- 
verandosi dal  16  al  17  con  qualche  ritardo  al  Sud;  influendovi  ancora  le  depressioni  di 
Sad-Est,  che  in  questi  giorni  attivarono  dal  Nord-Ovest  la  corrente  polare.  Le  brine  co- 
larono in  molti  luoghi  le  campagne  in  questa  prima  metà  della  decade.  Nei  giorni  ap- 
»,  le  alte  correnti  di  Sud-Ovest,  sentite  nelle  nostre  montagne,  fecero  risalire  la  tem- 
per  guisa  che  il  massimo  calore  decadico  accadde  nella  più  gran  parte  dei  luoghi 
ia  sol  terminare  della  decade. 

Lo  stato  delle  campagne  e  le  condizioni  igieniche  continuarono  in  Italia  sempre  buone 
sotto  r  influsso  di  una  stagione  cosi  propizia. 

Terza  Decade. 

Le  condizioni  meteoriche  della  seconda  decade  continuarono  pressoché  le  stesse  per 
tatta  la  terza  decade  sia  in  Italia  come  altrove  nell'Europa  Occidentale.  La  stagione  si 
■antenne  sempre  bella  e  mite  dovunque,  con  qualche  nebbia  nelle  valli  e  nelle  pianure 
ddl'AIta  Italia,  specialmente  dal  23  al  25,  e  con  parziali  annuvolamenti,  soprattutto  nelle 
regioni  appennine. 

Solamente  nell'ultimo  giorno,  31,  si  ebbe  un  passaggiero  cangiamento,  che  arrecò  pò- 
cMipme  pioggie  in  alcune  stazioni  e  poca  neve  in  qualdie  punto  delle  Alpi. 

La  temperatura  persistette  anch'essa  mite ,  al  Nord  {)iù  che  al  Sud  relativamente  alla 
stagione,  ed  in  media  fu  poco  diversa  da  quella  della 'dècade  scorsa.  Come  per  ordinario, 
ia  queste  circostanze  atmosferiche,  nelle  pianure  e  nelle  yaHi  alpine  il  calore  fu  maggiore 
m  luoghi  più  elevati  che  non  nei  più  bassi.  Fu  perciò  che  in  questi  ultimi  le  brine 
fiaono  quotidiane,  estendendosi  dal  26  al  3 1  anche  sulla  riviera  Ligure  di  ponente,  ed  il 
freddo,  sebbene  non  intenso ,  tuttavia  permise  di  fare  il  ghiaccio ,  cotanto  ora  richiesto 
negli  usi  igienici  e  terapeutici.  I  minimi  termici  della  decade  accaddero,  in  generale,  nella 
pnma  metà,  i  massimi  nella  seconda. 

14 


210    — 

Come  nelle  decadi  precedenti,  cosi  anche  in  questa,  le  descrìtte  Ticende  meteoriche 
▼anno  d'accordo  collo  stato  barometrico  che  predominò  sul  Continente  nel  tempo  mede- 
simo. Le  pressioni,  comechè  alquanto  minori  della  seconda  decade,  persistettero  tnttaria 
sull'Europa  occidentale,  e  specialmente  al  Sud  del  50.^  suo  parallelo,  col  centro  (780  mm.) 
or  qua  or  là  sulla  centrale.  Quindi  le  temperature  meno  elerate  della  prima  metà  della 
decade. 

Nel  di  27  le  basse  pressioni  apparse  al  Nord-Ovest  ed  al  Nord,  attivarono  il  flusso  equa- 
toriale, il  quale  innalzò  poco  a  poco  la  temperatura,  donde  la  stagione  più  tiepida  della 
seconda  metà  della  decade.  Intanto  questa  corrente  di  mezzodì  abbassa  leggiermente  il 
barometro,  ma  in  modo  costante  al  Sud  d'Europa  sino  al  31,  nel  qual  giorno  una  larga 
zona  di  pressione,  poco  intensa  però,  si  estende  dalla  Spagna  al  Mar  Nero,  e  dall'Africa 
alle  Alpi,  con  tre  centri  di  maggiore  intensità  all'Alicante  nella  Spagna,  nel  Golfo  di  Ge- 
nova in  Italia,  e  ad  Hermanstadt  nella  Transilvanìa.  Fu  questa  la  causa  del  momentaneo 
cangiamento  di  stagione  nell'ultimo  giorno  del  mese. 

Le  condizioni  agricole  ed  igieniche  continuarono  sempre  buone,  specialmente  al  Nord, 
e  le  condizioni  meteoriche  di  gennajo  non  furono  tenute  per  nulla  sfavorevoli  agli  inte* 
ressi  del  paese  da'  versati  in  queste  materie. 

Temperature  estreme  notate  in  Italia  nel  gennajo  1882, 


Temperatura 

Temperatura     | 

Città 

CittA 

Massima 

Minima 

Massima 

Minima 

Udine 

I8^8 

-4».  7 

Firenze 

IS^O 

-3°.  7 

Belluno 

I0^2 

-s».s 

Siena 

is^'.s 

o».S 

Venezia  . . . . 

ii*>.5 

-3°.i 

Perugia. .... 

14^7 

0°.2 

Brescia 

11^8 

-6°.  2 

Roma 

15^5 

-l".© 

Bergamo. . . . 

13^6 

-a^o 

Aquila 

11°.  2 

-3*.  3 

Milano 

11^9 

-5°.o 

Foggia 

14^4 

-I».2 

Novara 

10°.  6 

-5°.  9 

Napoli 

I5''.4 

3°.  4 

Torino 

9^.2 

-4°.  6 

Salerno 

17^5 

S».o 

Alessandria.. 

9^1 

-4°.  8 

Potenza  .... 

13^6 

-4».  7 

Genova. .... 

17^9 

3».  6 

Lecce 

i6^o 

l'a 

Piacenza. . . . 

10O.3 

-4».  9 

Cosenza .... 

14^2 

0°  © 

Modena  .... 

\\^,2. 

-5°.  9 

Reggio  CaUb. 

16O.9 

4».i 

Bologna .... 

I2<>.3 

-4».o 

Palermo .... 

20®.  9 

a».  7 

Urbino 

I2^0 

o<».o 

Siracusa .... 

16O.7 

5».o 

Ancona. .... 

10^.7 

a».© 

Cagliari  .... 

16O.5 

4°.o 

DedT  Osservatorio  di  Monealieri^  febbrafo  1882, 


Padre  F.  Denza. 


21  ì 


RIVISTA  METEOROLOGICA  DEL  MESE  DI  FEBBRAJO  1882. 


la  cttìeiiofiale    stagione    del   pestato    gennajo    contìnuo   ancora    per    quasi    tutto    il 

ne  di  Cebbrajo.  Le  pressioni  quasi  costantemente   elevate ,  meno  però   che  in  gennajo, 

4Ì  fl  lieve  dislivello  delle  altezze  barometriche ,  mantennero  il  cielo  assai  spesso  sereno , 

Ws  csfana,  l'umiditi  moderata  ed  anche  scarsa.  Solo  nei  primi  e  negli  ultimi  giorni  cad- 

te  pioggie  in  Italia,  scarse  e  poco  estese  nel   primo  periodo ,  più   abbondanti  e  gene- 

wM  ad  secondo.  Anche  le  nevi  furono  poco  copiose  nei  nostri  monti,  dove  il  tempo  fu 

ade  più  bello.  U  calore,  relatìvamente  alla  stagione,  non  fu  né  in  eccesso,  né  in  difetto  ; 

ed  il  termometro,  basso  piuttosto  al  cominciare  del  mese,  specialmente  nelle  contrade  del 

■enodi,  segui  appresso  il  suo  consueto  andamento  per  questa  stagione,  elevandosi  man 

Codeste  condizioni  atmosferiche  non  furono,  nel  loro  complesso,  sfavorevoli  all'agrìcol- 
bra,  se  si  eccettui  la  scarsezza  d'acqua  in  molti  luoghi.  Non  riescirono  però  di  troppo 
fmtaggiose  alla  salute  pubblica. 

Prima  Decade. 

Per  tntta  la  prima  decade  la  nostra  Italia,  del  pari  che  tutta  Europa,  rimase  sotto  l'in- 
Anso  di  pressioni  elevate,  o,  come  suol  dirsi,  di  un  anti-ciclone ,  per  cui  la  stagione  fu 
qoasi  oostantemente  bella.  Le  più  alte  pressioni  accaddero  nei  primi  tre  giorni  provenienti 
dil  Nord  ;  il  barometro  toccava  i  780  rom.  ;  esse  apportarono  nei  nostri  paesi  un  flusso 
à  tramontana,  che  diede  nei  giorni  suddetti  i  maggiori  freddi  della  decade.  Nei  giorni 
appresso  diminuirono  alquanto,  per  quindi  rialzarsi  negli  ultimi  quattro  giorni,  £  fu  la 
addetta  leggiera  depressione  che  produsse  verso  la  metà  della  decade  il  massimo  termico 
dicadico  e  scarsa  pioggia  in  qualche  rara  località ,  specialmente  'della  Sicilia.  In  alcuni 
paesi  la  massima  temperatura  fu  registrata  in  sul  terminar  della  decade. 

In  generale  però  il  freddo  fii  nella  media  e  bassa  Italia  più  sentito  che  nell'alta,  ed  i 
f£  e  le  brine  dal  9  al  io  si  estesero  sino  alla  Sicilia,  dove  anzi  furono  più  persistenti 
ed  intensi.  Di  nebbie  però  non  se  ne  ebbero  quasi  nessun  in  luogo. 

Le  brine  ed  i  freddi  non  permisero  ancora  alcun  movimento  vegetativo  alla  campagna, 
cautnnque  per  la  maggior  parte  scoperta  ;  ed  arrecarono  qualche  danno  ai  prati,  privan- 
doli di  erbe  e  rendendoli  arsicci  anzi  che  no.  Dalla  Riviera  ligure  si  annunzia  precoce  la 
fioritma  delle  piante  fruttifere. 

Seconda  Decade. 

Piessochè  le  stesse  condizioni  meteoriche  continuano  nella  seconda  decade. 

Ndla  prima  metà  il  tempo  fu  bello,  il  cielo  sereno  e  l'aria  tranquilla  ed  asciutta,  ma 
:  h  temperatura  bassa  in  quasi  tutta  Italia,  e  ciò  per  causa  delle  alte  pressioni  che  persi- 
stenno  sempre  al  Nord  ed  all'  Est,  protendendosi  sino  a  Nord.  Leggiere  depressioni  esi- 
benti sul  Mediterraneo  cagionarono  pioggie  passaggiere ,  dapprima ,  nell'  1 1  nell'estrema 
Calabria  ed  in  Sicilia,  e  poi,  dal  13  al  16  in  alcune  stazioni,  soprattutto  del  centro. 


212    

Dopo  il  15,  in  quella  che  le  pressioni  crescevano  all'Ovest,  giungendo  il  20  sino  » 
785  mm.  nell'Arcipelago  inglese;  all'Est  diminuirono  e  le  burrasche  si  avricendavano  al 
Nord.  Da  questo  dislirello  della  presnone  barometrica  soli*  supeitóe  d'^Europa,  trasse  ori- 
gine il  flusso  tiepido  da  Ovest,  che  perdurò  in  tutta  la  seconda  metà  della  decade  con  tem» 
peratura  e  giornate  primaverili  ;  e  nelle  regioni  elevate  delle  Alpi  il  vento  era  veramente 
caldo,  specialmente  dal  17  al  19.  I  massimi  termici  adunque  avvennero  in  questi  ultimi 
giorni  quasi  dappertutto,  mentre  i  minimi  si  erano  avverati  nella  prima  metà  deua  decSide. 

Le  condizioni  agrìcole  del  nostro  paese  continuano  aàch'esse  come  nella  decade  pre- 
eedente,  ed  in  alcuni  luoghi,  come  nel  Monferrato,  si  veggono  delle  piante  già  fiorite,  come,  i 
mandorli,  e  verdeggianti  le  località  bene  esposte.  La  pioggia  caduta  però  ilon  (h  sufficiente 
ai  bisogni  di  alcune  contrade,  come  le  Marche  e  V  Cmbrla,  ed  il  Lombardo- Veneto. 

TmZA  DVCADB. 

Nei  primi  quattro  giorni  di  quest'ultimo  e  pia  corto  periodo  di  febbrajo,  il  barotUu 
rimase  alto  sul  Nord  d' Italia,  come  su  tutto  1*  Ovest  del  Continente,  ed  invece  è  bosso  al 
Sud  della  Penisola.  Perciò  mentre  nelle  Regioni  Alpine  si  ha  bd  tempo;  in  quelle  del- 
l'Appennino specialmente  del  Sud,  il  cielo  è  coperto  e  piowiginoso,  e  nel  21  eadde  acfvft  sai 
luoghi  elevati  di  questi  monti. 

Nel  25  una  larga  ondata  di  depressione  si  avanza  sul  Nord  e  sull'  Ovest  d' Europa  ;  esten- 
dendosi sino  a  noi  con  minore  energia,  nel  26  e  27  ;  nel  quale  ultimo  giorno  il  baro- 
metro era  disceso  sino  a  750  mm.  sul  Mare  Ligure,  da  Nizza  a  Firenze,  mentre  altroie 
e  soprattutto  al  Sud,  si  manteneva  più  alto.  Fu  perciò  che  le  pioggie  addivennero  generali 
nel  26;  ma  furono  quasi  dovunque  di  breve  durata.  Tuttavia  in  questi  ultimi  giorni  la 
stagione  trascorse  meno  bella,  per  causa  dell'anzidetta  depressione  che  perdurò  sol  Golfo 
genovese  sino  al  28,  calmandosi  man  mano. 

La  temperatura,  bassa  nei  primi  due  giorni,  favorita  in  seguito  dalla  calma  e  dal  sereno, 
e  poi  ancora  dalle  aure  tiepide  del  Sud,  specialmente  nel  26  e  27,  andò  poco  a  poco 
aumentando,  per  guisa  che  anche  in  quest'  ultimo  periodo  avvenne  come  nel  precedente,  cioè 
il  minimo  calore  si  ebbe  nei  primi  due  giorni,  il  massimo  negli  ultimi.  È  giova  notare 
che  nell'Alta  Italia  i  massimi  calori  delle  stazioni  continentali,  come  queUe  del  Remonte, 
furono  pia  elevati  di  quelli  delle  marittime  della  Liguria. , 

Le  pioggie,  sebbene  non  copiose  e  per  alcuni  luoghi  ancora  scarse,  furono  dovmique 
di  vantaggio  alle  campagne  il  cui  stato  persiste  soddisfacente  ;  e  continuano  le  notizie , 
per  certo  piacevoli,  della  fioritura  di  alberi  fruttiferi,  anche  in  regioni  poste  in  messo  alle 
Alpi,  come  nelle  Valli  della  provincia  di  Torino  e  di  Cuneo. 


213    — 


Ttn^ertUure  estreme  notate  in  ItaHa  nel  febbrajo  1S82. 


Tbmpbratura 

Tbmpksatura 

CmÀ 

Città 

ICatsùna 

Minima 

Bfasitina 

Minima 

Benimo  .... 

14^9 

-7*.  6 

Pisa 

18O.9 

-5°.o 

Padora 

12O.8 

-4°.  8 

Firense 

i6<>.3 

—  3*.  8 

Verona 

15^.6 

-4°.  4 

Perugia. .... 

13^0 

-3°.» 

BreKÌa 

I5^4 

-3».  6 

Roma 

i7®.o 

-3°.  a 

Como 

14^4 

-4°.o 

Aquila 

14*^.0 

-7».  6 

Milano 

15°.  5 

-3°.  6 

Foggia 

180.7 

-a°.o 

Norara 

14^  a 

-4».i 

Caserta 

17**.  5 

-i'.O 

Moocalierì  ». 

Io*».» 

-3°.  4 

Ayellino .... 

15^6 

—  6»  6 

Alessandria. . 

15°.  7 

-4°.  7 

Napoli 

15^7 

©".o 

Genova 

15**.  7 

■ao.s 

Potenza  . , , . 

13^5 

-6».  a 

Piacenia.... 

15^6 

-7».  3 

Lecce 

17^9 

o'.a 

Modena  •  •  •  • 

15**.  9 

-4».  9 

Cosenza .... 

17^0 

-i».6 

Bolc^na .... 

14^6 

—  3°.o 

Palermo .... 

20^4 

0°.  2 

Urbino 

13^2 

—  4».  8 

Caltanisetta  . 

14^1 

-•-.4 

Ancona 

i6^7 

o».? 

Cagliari  .... 

l8^2 

«••s 

DalT Osservatorio  di  Moncalierif  marzo  1882, 


Padre  F.  Dbnza. 


PARTE  QUARTA. 


ATTI 
DELLA  SOCIETÀ  ITALIANA  D'IGIENE 


Esposizione  generale  tedesca  di  Igiene  e  Salvamento  di  Berlino. 

Il  concorso  degli  Italiani  a  questa  esposizione  è  ormai  assicurato  e  se 
non  per  numero,  certamente  pel  valore  delle  cose  esposte,  l'Italia  non  fari 
a  Berlino  cattiva  figura.  Malgrado  la  ristrettezza  del  tempo,  malgrado  infi** 
nite  difficoltà,  alcuni  nostiì  Istituti,  alcune  nostre  istituzioni  si  presenteranno 
alla  Mostra  tedesca  in  modo  da  richiamare  l'attenzione  degli  stranieri. 

La  Società  di  Cremazione  di  Milano  manda  a  Berlino  una  ricca  colle- 
zione di  modelli,  disegni,  piani,  relazioni  che  senza  dubbio  le  assicureranno 
il  primato  su  questo  funebre  campo. 

La  Società  Italiana  d'Igiene  si  distinguerà  per  larga  copia  di  pubblica* 
zioni  e  per  una  bella  vetrina  contenente  pezzi  anatomici  e  carni  alimentari 
preparate  col  processo  Toninetti.  Anche  il  Comitato  milanese  di  vaccima* 
zione  animale^  X Istituto  dei  Rachitici  di  Milano  e  molte  altre  istituzioni  sani 
tane  e  caritative  saranno  rappresentate  alla  Esposizione  di  Berlino. 

Alcuni  industriali  hanno  del  pari  risposto  all'invito  del  nostro  Gomitate 
e  fra  questi  notiamo  il  cav.  Paolo  Porta  che  manderà  a  Berlino  due  dell< 
sue  grandissime  scale  di  Salvamento  che  già  riportarono  cospicue  distin* 
zioni  nelle  Mostre  nazionali  e  straniere.  Fra  municipi  quelli  di  Napoli  e  d 
Venezia  primeggiano  fin  qui  per  larga  copia  di  pubblicazioni,  piani,  di- 
segni, ecc. 

Finalmente  molti  chiari  igienisti  e  cultori  di  tecnica  sanitaria  hanno  in 
viato  a  Berlino  le  loro  opere  le  quali  attesteranno  come  anche  fra  no 
questa  specie  di  studi  abbia  cultori  intelligenti  e  appassionati. 

Nel  prossimo  numero  daremo  l'elenco  degli  Espositori  italiani. 


—  215  — 

Commissario  italiano  alla  Esposizione  di  Berlino. 

11  cav.  Paolo  Ritter  ha  accettato  graziosamente  rincarìco  di  rappresentare  a 
BoIìdo  il  Comitato  Italiano  costituito  nel  seno  della  nostra  Società  per  la 
Mostra  generale  tedesca  d'Igiene  e  Salvamento.  Il  cav.  Ritter  ha  avuto  dal 
Comitato  larghissime  attribuzioni  ed  egli  curerà  con  zelo  ed  intelligenza, 
pili  al  non  facile  ufficio  che  si  è  assunto,  gli  interessi  degli  espositori  ita- 
tiani  ed  il  decoro  della  patria  nostra. 

Il  Disegno  della  Legge  Comunale  e  Provinciale 
e  l'Amministrazione  Sanitaria. 

La  Presidenza  della  Società  Italiana  d' Igiene  ha  diretto  a  tutti  i  Sena- 
tori e  Deputati  i  seguenti  documenti  nell'interesse  dei  Medici  condotti  e 
dd  miglioramento  della  Amministrazione  Sanitaria.  -Con  questo  primo  atto 
il  Consiglio  di  Direzione  della  Società  intende  promuovere  seria  ed  attiva 
agitazione  in  favore  della  riforma  di  quelle  leggi  e  di  quei  regolamenti  che 
toccano  più  dawicino  la  pubblica  salute.  Alcuni  Senatori  e  Deputati  auto- 
revolissimi sono  stati  ufficiati  perchè  vogliano,  nei  due  rami  del  Parlamento, 
difendere  e  propugnare  le  riforme  invocate  dalla  Società. 

Onorevoussimo  Signore, 

Ci  pregiamo  trasmettere  alla  S,  V.  la  Relazione  di  speciale  CommiS' 
turni  a  cui  venne  affidato  Pincarico  di  esaminare  il  disegno  della  Legge 
C§munale  e  Provinciale  che  sta  per  essere  discusso  nel  Parlamento^  per  ciò 
die  riguctrda  la  posizione  degli  addetti  al  Servizio  Sanitario  dei  Comuni. 

Caldamente  ci  raccomandiamo  perchè  la  S,  V,  si  adoperi  a  conseguire 
fuatUo  la  Commissione  suddetta  propone^  e  cioè  di  impegnare  il  Governo  a 
fresentare  una  Legge  speciale  ed  in  correlazione  colla  Legge  Sanitaria^  la 
fuali  Migliori  la  posizione  dei  Medici  comunali^  ne  definisca  le  attribuzioni  e 
metta  i  medesimi  in  grado  di  potere  efficacemente  prender  parte  alla  Ammi- 
straùom  igienico-sanitaria  dello  Stato  ed  assicurarne  i  benefici  effetti. 

Colla  maggiore  osservanza^ 
Della  S.    V.  devotissimi 

Il  Presidente 

A.    CORRADI. 

Il  Segretario 
G.  Pini. 


2X6    

.ti 

RELAZIONE  ' 


*•- 


DELLA  Commissione  incaricata  di  esaminare  il  Disegno  della  Legge 

Comunale  e  Provinciale. 

Ci  facciamo  premura  di  soddisfare  all'onorevole  incarico  ricevuto  da  cotesto. 
Consiglio  direttivo  della  Società  Italiana  d'Igiene  di  esaminare  se  nel  progetti* 
di  riforma  della  Legge  Comunale  e  Provinciale,  che  sta  per  essere  discusM 
nel  Parlamento  naeionale,  sia  stata  debitamente  considerata  la  posizione  deifi' 
addetti  al  servizio  sanitario  dei  comuni,  e  sia  stato  provveduto  a  migliorarne  s 
le  condizioni. 

II  succitato  progetto  non  introduce  veruna  modificazione  a  quanto  è  detto 
in  proposito  degli  impiegati  in  genere  comunali  nel  N.  2.^  dell'articolo  87 
della  Legge  20  marzo  1865,  che  è  appunto  quella  su  cui  cadono  le  rìfonne. 
Né  nulla  aggiunge  la  Relazione  della  Commissione  dei  deputati  ad  esaminare 
il  disegno  della  Legge,  sebbene  apportino  in  questa  non  poche  e  rilevanti, 
modificazioni  sotto  altri  rispetti. 

La  Presidenza  dell'Associazione  nazionale  dei  Medici  comunali,  composta  ' 
di  tre  mila  soci,  stendeva  un  Memorandum  agli  onorevoli  Deputati  al  Par- 
lamento, nel  quale  vivamente  raccomandava  di  propugnare  in  particola!^ 
modo  un' aggiunta  all' articolo  87  della  Legge  comunale  e  provinciale  del  i86Si' 
al  fine  di  conseguire  e  che  le  nomine  ed  il  licenziamento  degK  addetti  al 
€  servizio  sanitario,  del  pari  che  le  norme  uniformi  per  il  servizio  stesso  ^ 
€  siano  regolate  da  un  regolamento  speciale  da  approvarsi  con  Regio  Decreto  t. 

Noi  uniamo  copia  di  questo  Memorandum,  ed  in  massima  consentiamo 
alle  considerazioni  che  in  esso  vengono  svolte  per  dare  ragione  della  propo* 
bta  aggiunta.  Senonchè  pare  a  noi,  che  l' inciso  relativo  alle  norme  uniformi 
per  il  servizio  sanitario^  tocchi  argomento  di  spettanza  della  Legge  sanitaria. 

D*altra  parte  il  voler  estendere  ai  Medici  condotti  ciò  che  la  Legge  con* 
cede  al  Segretario  comunale,  sarebbe  congiungere  insieme  fiinzionarì  i  quali 
hanno  servizi  affatto  distinti  ;  oltreché,  per  semplice  regolamento,  non  verrebbe 
assicurata  quella  posizione  decorosa  e  libera,  che  si  vuole  giustamente  per 
il  Medico  condotto  ;  posizione  che  già  venne  data  mediante  Legge  speciale 
ad  altri  stipendiati  comunali,  come  i  Maestri  e  le  Maestre  elementari. 

Laonde  nello  stato  presente  delle  cose,  parrebbe  miglior  espediente  quello 
di  promuovere ,  per  mezzo  principalmente  dei  Medici  che  seggono  nel 
Parlamento  un  voto  che  formalmente  impegni  il  Governo  a  presentare  una 


—    217    — 

Ltggt  speciale,  ed  in  correlazione  colla  Legge  sanitaria,  la  quale  migliori 
b  porzione  dei  Medici  condotti,  ne  definisca  le  attribuzioni,  e  metta  i 
mffintiiiii  in  grado  <^i  poter  efficacemente  prender  parte  nella  amministra- 
ikme  ^ienico-sanitaria  dello  Stato,  ed  assicurarne  i  benefìci  effetti. 

Prof.  Alfonso  Corradi 

Prof.  Giuseppe  Sormani 

Dott.  Cesare  Cazzani 

Profl  Carlo  Francesco  Ferraris. 


Ait  OmarevoU  Conngliif  Direttivo 
Società  Italiana  tT  Igiem 

Milano. 


■Mnorandum  presentato  dalla  Presidenza  deirAssociazione  Nazionale 
del  Medici  comunali  agli  onor.  Deputati  al  Parlamento. 

Roma,  gennajo  1882. 

Onorevoli  Signore, 

La  condizione  professionale  dei  Medici  addetti  al  servizio  dei  comuni 
imid  particolare  argomento  di  studio  di  tutti  i  Congressi  generali  della 
Assodasione  dal  1874  a  tutt'oggi,  e  furono  a  questo  riguardo  am- 
discussi  e  approvati  alcuni  prìncipi  di  legislazione  sanitarìa  co- 
mmale  da  raccomandarsi  al  Governo  e  al  Parlamento.  Tra  questi  princi- 
peliniiiiD  è  quello  che  si  riferisce  alla  necessità  di  un  regolamento  organico 
àt  ttabiliica  le  norme  relative  alla  nomina,  al  licenziamento  e  alle  attrì- 
bttiom  del  personale  sanitario,  i  rapporti  di  questo  colle  autorità  comu- 
niliy  e  tutte  le  altre  condizioni  necessarie  per  assicurare  ai  comuni  un  ben 
cnfinato  servizio  medico-igienico,  che  è  la  base  fondamentale  della  sanità 
pÉbblica  dello  Stato. 

n  detto  servizio  oggi  in  Italia  è  totalmente  subordinato  all'arbitrio  dei 
commii,  e  i  Medici  condotti  sopraccarichi  di  oneri  e  di  doveri  sono  lasciati 
WL  ma  sitoazione  che  confina  colla  schiavitù.  Essi  difatti  come  ufficiali  di 
mmUà  ptitbtiea  hanno  le  mani  legate,  dipendenti  sempre  dai  voleri  delle 
istorità  comunali  che  fanno  e  disfanno  a  loro  modo.  Come  uomini  di  scienza 
«DO  il  bersaglio  dell'ignoranza  e  dei  pregiudizi  popolari.  Come  professio- 
md  poi  la  loro  carriera  si  riassume  in  una  gioventù  ed  in  una  virilità  di 
ommoatì  im^gli    corrisposti  bene    spesso  coli' ingratitudine,  col  disprezzo 


—    8l8   — 

« 

e  coir  ostracismo,  e  in  una  vecchiaja  non  di  riposo,  ma  di  disinganni  €  di 
amarezze,  e  per  molti  senza  panel 

Noi  non  esagerammo,  ma  esponemmo  fedelmente  alla  S.  V.  una  dolo^ 
rosa  realtà.  Se  vi  sono  dei  Medici  condotti  che  non  hanno  ragione  di 
lagnarsi  della  loro  sorte,  questi  costituiscono  rarissime  eccezioni.  La  grande 
maggioranza  di  essi  rappresenta  una  vera  iriòù  nomade  sparsa  in  ogni  angola 
d'Italia,  confinata  in  una  situazione  sociale  la  più  umiliante. 

Se  la  S.  V.  si  compiacerà  interpellare  a  questo  riguardo  i  Medici  più  rispet* 
tabili  del  suo  Collegio,  si  persuaderà  della  verità  di  quanto  da  noi  si  disse^ 
non  per  ripetere  sterili  querimonie,  ma  per  fare  appello  alla  coscienza  dd 
nostri  legislatori  perchè  si  provveda  una  bupna  volta  a  rialzare  moralmente 
una  classe,  a  cui  è  affidato  nel  consorzio  civile  un  compito  altìssimo,  qual'è 
quello  di  tutelare  la  prosperità  fisica  del  popolo,  che  è  primissima  sorgente 
di  forza,  di  ricchezza,  di  benessere  di  uno  Stato. 

Nella  prossima  discussione  del  progetto  di  riforma  alla  Legge  comtinale 
e  provinciale  si  presenta  opportimissima  al  Governo  l'occasione  di  soddis&xe 
ai  voti  dei  Medici  comunali,  voti  espressi  solennemente  in  sette  Congressi 
generali,  voti  che  uomini  politici  autorevolissimi  riconobbero  giustissimi, 
voti  che  noi  raccomandiamo  particolarmente  alla  S.  V.  e  ai  suoi  Colleghi 
della  Camera,  fidenti  nell'appoggio  e  nella  benevole  cooperazione  di  tutti. 

I  medici  comunali  non  domandano  privilegi:  essi  si  limitano  a  chiedere 
che  il  servizio  sanitario  dei  comuni  sia  uniformemente  ordinato  in  tutto  lo 
Stato,  e  siano  garantiti  nei  limiti  di  un'equa  tutela  i  diritti  e  la  dignità 
del  personale  addetto  al  servizio  stesso. 

Al  che  il  Governo  può  provvedere  mediante  una  disposizione  di  legge 
da  aggiungersi  all'ortìcolo  87  della  Legge  comunale  e  provinciale  nel  senso 
che  €  la  nomina  e  il  licenziamento  degli  addetti  al  servizio  sanitario,  del 
pari  che  le  norme  uniformi  per  il  servizio  stesso  siano  regolate  da  un  rego- 
lamento speciale  da  approvarsi  con  Regio  Decreto  ». 

£  questo  regolamento  s'ispirerà,  noi  ne  siamo  sicuri;  ai  principi  di  gin* 
stìzia  e  di  una  corretta  amministrazione,  provvedendo  alla  stabilità  del  me- 
dico  nel  suo  ufficio  dopo  un  limitato  periodo  di  esperimento,  salvo  sempre 
il  diritto  al  comune  di  licenziarlo  nei  casi  di  provata  insufficienza,  o  man* 
canza  in  fatto  di  retto  esercizio  o  di  onestà  nella  vita  civile.  In  questi 
stessi  casi  le  deliberazioni  consiliari  di  licenziamento  di  un  impiegato  sani* 
tario  per  ragioni  di  competenza  non  dovrebbero  essere  esecutìve  senza  il 
parere  del  Consiglio  provinciale  di  sanità. 

Ciò  non  costituirebbe  un  privilegio  per  i  Medici  comunali,  mentre  un'a* 


—    219    — 

laloga  disposizione  di  legge  molto  provvidamente  fu  attuata  per  i  Maestri 
elementari.  Ora  se  il  Governo  accordò  una  tutela  al  personale  insegnante» 
potrà  aver  ragioni  per  negarla  ai  Medici  condotti?  Se  coi  regolamenti  in 
vigore  sui  Maestri  addetti  all'istruzione  primaria  non  si  credette  mai  offesa 
k  libertà  dei  comuni,  si  crederà  violata  questa  libertà  soltanto  quando  con 
egiuH  guarentigie  si  vuol  coprire  sotto  l'egida  della  Legge  la  dignità  della 
Bostra  classe? 

Siano  pur  liberi  e  autonomi  quanto  si  vuole  i  comuni,  ma  la  loro  libertà 
dev'essere  illuminata  e  coordinata  al  bene,  non  deve  essere  l'esercirio  cieco 
di  un  diritto  che  molte  volte  può  trascinarli  all'arbitrio  e  alla  prepotenza, 
la  libertà  del  comune  in  tal  guisa  non  sarà  menomamente  vulnerata,  esso 
resterà  sempre  libero  nel  suo  dominio  e  nella  sua  azione  nel  campo  della 
Legge  e  della  giustizia,  senza  pericolo  di  trascendere  nella  licenza  e  nell'ar- 
bitrio, come  avvenne  spessissimo  fino  ad  oggi,  segnalandosi  di  continuo  alla 
pubblicità  fatti  d'indebiti  licenziamenti  di  sanitari  distintissimi,  che  dopo 
on  lungo  ed  onorato  esercizio  furono  condannati  all'ostracismo  da  certi 
comuni,  le  cui  deliberazioni  s' ispirarono  non  alle  ragioni  supreme  di  giustizia 
e  dd  pubblico  bene,  ma  al  soffio  d'ire  partigiane,  di  meschini  intrighi,  di 
basse  vendette. 

Finché  il  Medico  comunale  sarà  mancipio  dell'autorità  municipale,  finché 
vivrà  neir  incertezza  del  domani,  finché  vedrà  pendere  sul  suo  capo  la  spada 
di  Damocle  di  un  licenziamento  che  può  gittarlo  sul  lastrico  a  qualunque 
ora,  finché  dovrà  passare  ogni  anno  sotto  le  forche  caudine  di  conferme 
e  riconferme,  egli  é  indubitato  che  quest'uomo  sia  pur  di  una  fibra  la  più 
forte  dovrà  avvilirsi,  dovrà  accasciarsi  sotto  il  peso  di  una  situazione  cosi 
umiliante,  e  non  potrà  riconoscere  nella  sua  nobile  missione  altro  che  un 
ginepraio  di  disinganni,  di  amarezze,  e  di  sterili  sagrifizl. 

Lodevolissima  pertanto  sarà  l'opera  dello  Stato  ove  con  speciali  guaren- 
tigie di  legge  intenda  a  migliorare  la  condizione,  e  a  tutelare  la  dignità 
degli  impiegati  sanitari,  i  quali  sparsi  in  ogni  angolo  della  penisola  eserci- 
tano un  vero  apostolato  di  carità  e  di  civiltà  in  mezzo  al  popolo,  e  con* 
corrono  potentemente  a  conservare  le  forze  vive  e  produttrici  del  paese. 

Se  nel  desiderato  ordinamento  del  servizio  medico  comunale  il  Corpo 
legislativo  riconoscerà  nei  comuni  anche  il  dovere  di  provvedere  alla  pen* 
sione  degli  impiegati  sanitari  colle  stesse  norme  in  vigore  per  gl'impiegati 
governativi,  o  in  altro  modo  che  sarà  giudicato  più  conforme  ai  rispettivi 
interessi  delle  parti,  sarà  questo  il  coronamento  di  quelle  riforme  che  la 
giustizia  e  la  civiltà  reclamano  da  molti  anni  a  vantaggio  della  nostra  classe. 


220    

Noi  non  sappiamo  se  nel  progetto  di  riforma  alla  Legge  comunale  e 
provinciak  presentato  al  Parlamento  si  è  pensato  ai  Medici  condotti.  Ab- 
biamo ragioni  per  credere  che  non  siano  stati  dimenticati.  Il  partito  di 
governo  che  oggi  è  al  potere  in  molte  occasioni,  affermò  la  necessità  di  mi- 
gliorare la  situazione  dei  sanitari  addetti  al  servizio  dei  comuni.  L'onore- 
vole Villa  quando  era  ministro  dell'Interno  dichiarò  che  il  Medico  condotto 
deve  essere  libero  e  indipendente  nella  sua  missione  come  igienista,  e  g^ 
rantifo  nel  suo  officio  dagli  arbitri  e  dalle  fazioni  municipali.  Dopo  il  VOla 
altri  ministri  e  uomini  politici  autorevoli  ci  promisero  il  loro  appoggio.  Nu- 
triamo fiducia  che  quelle  promesse  non  rimarranno  sterili,  e  che  le  bene- 
voli disposizioni  del  Governo  a  nostro  riguardo  saranno  confermate  dai  fottL 

Noi  intanto  interessiamo  la  S.  V.  a  nome  dei  3000  Medici  che  fanno 
parte  della  nostra  Associazione,  e  particolarmente  a  nome  dei  Medici  òsA. 
suo  Collegio,  perchè  in  occasione  che  alla  Camera  sarà  agitata  la  questione 
dei  Sanitari  condotti.  Ella  faccia  valere  tutta  la  sua  influenza  per  ottenere 
dal  Corpo  legislativo  le  desiderate  riforme  a  vantaggio  dei  medesimi,  riforme 
che  segneranno  un  grande  progresso  nell'amministrazione  sanitaria  dello  Stato. 

Il  Presidente 
DONARELLl 

n  Segretario  GeneraU 
LEONI. 

Conferenze  della  Società. 

Il  dott.  Malachia  De  Cristoforis  terrà  in  Milano  un  corso  di  conferente 
nelle  quali  svolgerà  il  tema  dtW Assistenza  degli  ammakUi  in  famiglia. 

In  queste  conferenze,  delle  quali  due  hanno  già  avuto  luogo  con  molto 
successo,  l'egregio  oratore  ha  svolto  la  prima  parte  deirargomento  con  chia- 
rezza e  con  ordine  tale  da  riscuotere  vivissimi  applausi.  Le  signore  della 
classe  più  elevata  costituirono  la  maggioranza  dell'uditorio  attento  ed  intel- 
ligente che  onora  le  conferenze  del  dott.  De  Cristoforis. 


221 


PROCESSO  VERBALE 


SEDE  PARTICOLARE  PER  IL  PIEMONTE  IN  TORINO 


Seduta  del  ii  febbrajo  1882. 
Presidenza  del  prof.  Luigi  Paguani. 


ORDINE  DEGLI  OGGETTI  DA  TRATTARSI: 

i.^  Rendiconto  della  Presidenta  intorno  ai  lavori  della  Sede. 

2?  Seconda  Riunione  d^  Igienisti  Italiani  in  Torino. 

3.*  MoRSSLU  prof.  E.  —  Intorno    a  un  letto  pei  maniaci  sudici^  proposto 

dal  dott.  Perotti. 
4°  Bono  dott.  —  Dei  pericoli delPuso  delle  lenti  troppo  divergenti  net  miopi. 

I.®  II  Presidente  apre  la  seduta  coli* esposizione  delle  condizioni  morali 
e  finanziarie  della  Sede  sociale,  che  compie  ora  il  primo  suo  anno  di  vita. 
Dice  come    questa  Sede  possa  andar    soddisfatta  del    suo   operato.    Essa  è 
sorta  sotto  i  più  lieti  auspici,  compiendo  un  atto,  che  per  quanto  natura- 
lissimo, non   cessa  di    essere    altamente   patriottico.   Il   Piemonte   che    nel 
campo  politico  in    Italia    fu   sempre    uso  a  dominare  e  che    accobe    con 
plauso  le  annessioni  delle  Provincie    sorelle,  nello  studio  di  compiere  igie- 
nicamente questa  Italia   che  esso  ha  abbozzata,  si  è  annesso  col  più  gran 
cnore  a  quelle  tra  esse  provinole,  che  prima  mise  in  atto  il  comune  gene- 
rale desiderio  di  raccogliere  in  Società  quegli  elementi    che  a  tale  intento 
fossero  meglio  adatti.    La  nostra  Sede  non  ha  fatto   questione  di  predomi- 
nio nella  direzione  di  questo  consorzio,  felice  che  anche  in  esso  si  sancisse 
il  concetto  della  nazionalità  italiana;  ma  si  è  permessa  l'emulazione  con  le 
altre  Sedi  sociali  nelFattività  del  lavoro.  Ed  essa  può  ben  dire  di  non  esser 
rimasta  ad  altre  seconda.    In  questo    primo  anno    salirono  a  più   di  cento 
le  iscrizioni  fra  i  soci,  ed  altre  arrivano  giorno  per  giorno.  Le  sedute  ordi- 
narie furono  sei,  dopo  quelle  riferentesi    alla  costituzione   della  Società,    e 
dodici  le  comunicazioni  originali  intomo  a  questioni  interessanti  l'igiene. 

La  pubblicazione  e  distribuzione    ai  soci  degli   Atti  Io  dispensa  dal  fare 
on  riassunto  di  tali  comunicazioni  che  furono  riportate  in  esteso  sul  Gior- 


— •    222    

nate  delia  Società;  constata  solo  come   in  esso   si  sia  sptciato   nei  diversi 
campi  più  pratici. 

Alle  indagini  sui  modi  di  diffusione  delle  malattie  infettive,  si  è  aooop* 
piato  lo  studio  dei  mezzi  adatti  ad  impedirle;  l'analisi  chimica  e  micro?' 
scopica  delle  sostanze  alimentari  portò  il  suo  contributo  di  lavoro;  si 
trattò  il  tema  importante  delValimentazione  nelle  classi  meno  agiate,  e  nel 
campo  ancora  dell'igiene  sociale  si  discusse  il  tema  dell'assistenza  pubblica 
degli  scemi  di  mente;  non  furono  per  ultimo  dimenticate  le  scuole  e  gli 
studi  antropologici  che  hanno  uno  stretto  nesso  cogli  igienici. 

Mentre  poi  così  si  svolgeva  l'attività  individuale  di  alcuni  fra  i  soci,  non 
si  trascurava  l'attività  collettiva  della  Sede.  Essa  si  era  prefissa  nel  suo 
regolamento  speciale  di  studiare  le  condizioni  sanitarie  del  Piemonte,  chia- 
mando il  concorso  dei  medici  dei  comuni;  e  preparò  a  tale  intento  un 
Questionario,  che,  spedito  in  gran  numero  in  tutte  le  provincie  piemontesi, 
sta  ora  raccogliendo  una  ricca,  importantissima  messe  di  osservazioni  e 
fatti,  che  porgerà  il  mezzo  di  preparare  un  lavoro  nuovo  nel  suo  genere  e 
di  grande  valore  per  chi  si  interessa  al  benessere  del  nostro  paese. 

La  Sede  poi  non  limitò  il  suo  compito  a  studi  e  indagini  che  rimanes- 
sero nella  cerchia  scientifica,  ma  volle  iniziare  il  stio  apostolato  di  educa- 
zioné  popolare  su  questioni  interessanti  la  vita  di  ogni  giorno.  Le  sei  con- 
ferenze  pubbliche  che  essa  tenne  nella  scorsa  primavera  furono  accolte  con 
tale  simpatia  dal  pubblico,  che  fu  pienamente  dimostrato  compiessero  un 
bisogno  e  desiderio  generalmente  sentito. 

Passa  quindi  a  dare  un  rapido  resoconto  dell'andamento  finanziario,  che 
non  ostante  le  molte  spese  necessarie  nella  fondazione  della  Sede,  si  trova 
in  condizioni  abbastanza  rassicuranti. 

Partecipa  a  tal  riguardo  all'adunanza  che  un  nuovo  socio  della  Sede, 
l'ingegnere  Victor  A.  Zienkowicz,  all'atto  dell'iscrizione  versava  L.  200 
come  concorso  alle  spese  occorrenti  per  gli  studi  iniziati  dalla  Sede  sociale; 
del  che^  gliene  porge  vivi  ringraziamenti  a  nome  della  Sede  stessa  procla- 
mandolo socio  perpetuo.  L'adunanza  accoglie  con  applausi  questa  parteci- 
pazione. 

2.°  Comunica  in  seguito  una  lettera  del  Presidente  della  Sede  centrale  della 
Società  Italiana  d' Igiene  prof.  comm.  Alfonso  Corradi,  riferentesi  alla  se- 
conda Riunione  della  Società  da  tenersi  nel  1884  ^^  Torino.  Il  Consiglio 
direttivo  sarebbe  venuto  a  tale  decisione  in  seduta  del  26  gennajo  e  inter- 
pella in  proposito  la  Sede  particolare  di  Torino  per  sapere  se  la  proposta 
verrebbe  bene  accetta. 


223     — 

L'Adananza  accoglie  con  plauso  la  proposta,  e  persuasa  che  essa  incon- 
trai  0  £urore  dei  corpi  scientifici  ed  amministrativi  e  della  cittadinanza 
^,  incarica  il  Presidente  di  rispondere  ringraziando  la  Direzione  della 
e  di  preparare  d'accordo  con  essa  T effettuazione  della  progettata 
Snmione. 

PUsa  quindi  n  Presidente  alla  comunicazione  di  una  lettera  del  Comi- 
ttto  promotore  per  l'erezione  di  un  crematojo  nel  cimitero  di  Torino; 
adla  quale  chiedesi  gentilmente  l'appoggio  della  Sede.  Parecchi  dei  pre- 
senti all'Adunanza  avendo  espresso  l'opinione,  in  vista  dell'importanza  della 
qoesdone,  essere  conveniente  di  porre  tale  discussione  all'ordine  del  giorno 
per  ottenere  un  voto  più  autorevole,  venne  accolto  questo  desiderio  e  si 
ddibera  di  occuparsene  in  una  prossima  seduta. 

3.^  n  prof.  Morselli  fa  in  seguito  una  breve  esposizione  delle  condizioni 
ia  cui  si  tenevano  non  è  molto  i  maniaci  sudici  nei  Manicomi  e  dei  mezzi 
proposti  per  migliorarle  senza  troppo  aggravare  le  spese  occorrenti. 

Tra  questi  giudica  molto  pratico  e  lodevole  quello  proposto  dal  dottore 
or.  Perotti,  membro  della  Direzione  del  manicomio  di  Torino,  che  consiste 
ia  un  letto  ordinario  in  ferro  a  sponde  mobili;  con  rete  metallica  a  soste- 
gno di  un  materasso  di  lana,  coperto  da  un  lenzuolo  di  tela  cerata  bianca 
tfente  nel  mezzo  un'apertura  che  mette  in  un  canale  fatto  colla  stessa 
teb;  il  quale  canale  attraversando  il  materasso  e  la  rete  metallica  suddetti, 
Tiene  ad  aprirsi  in  im  apposito  recipiente  in  zinco,  sospeso  sotto  il  letto. 

L'Adunanza,  riconoscendo  l'utilità  pratica  del  letto  ideato  dal  dott.  Perotti, 
e  riconoscendo  come  l'adozione  di  esso  nel  manicomio  sia  un  lodevolis- 
amo  passo  nelle  vie  di  riforme  in  cui  si  è  istradata  l'onorevole  direzione  di 
quell'importante  istituzione,  sulla  proposta  del  Presidente,  vota  unanime 
regressione  di  plauso  alla  sullodata  Direzione  per  la  sua  nobile  iniziativa 
odi' introdurre  nel  R.  Manicomio  tutti  quei  miglioramenti  che  possono  prò- 
onare  una  più  caritatevole  e  razionale  assistenza  ai  poveri  pazzi ,  e  favo- 
rire ad  un  tempo  r  insegnamento  di  questo  ramo  cosi  essenziale  della  me- 
à'dna. 

4.^  U  dott.  Bono  comunica  per  ultimo  la  storia  clinica  di  un  giovine  miope 
m  cui  si  erano  sviluppati  fenomeni  di  astenopia  simulanti  affatto  l'ordinaria 
ittenopia  degli  ipermetropi,  in  seguito  all'uso  di  lenti  troppo  divergenti. 
Ritiene  frequenti  gli  errori  di  simile  genere  per  l'ignoranza  di  chi  smercia 
le  lenti  e  del  pubblico  che  ne  abbisogna,  intorno  agli  elementi  della  diot- 
trica fisiologica.  Propone  per  ovviare  questi  inconvenienti  :  i .°  Si  sorvegli  lo 
snerdo  delle  lenti,  col  richiedere   dagli  ottici  prove  di  sufficiente  capacità 


224    

e  col  prescrìvere  che  ogni  lente  porti  inciso  il  suo  valore  diottrico;  2.^  Si 
diffondano  nel  pubblico  cognizioni  elementari  in  proposito  perchè  possa  farsi 
un  criterio  d^li  utili  effetti  delle  lenti  e  dei  loro  pericoli. 

Le  memorie  del  prof.  Morselli  e  dott  Bono  saranno  pubblicate  in  distesa 
nel  Giornale  della  Società, 

Stante  l'ora  tarda  si  rimanda  il  s^;uito  della  discussione  dell'ordine  del 
giorno  ad  ima  prossima  riunione. 


Il  Presidenti 
L.    PAGLIANI 


//  Segretario 
£.  Morselli. 


»  ..1 


Membri  Effettivi  della  Scoiata  Italiana  d'Igiene 


ammessi  nel  mese  di  marzo  1882. 


Adriani  dott.  Roberto,  Penigia 
Bellini  dott  Francesco,  Torino 
Bizio  prof.  Giovanni,  Venezia 
Calazzo  dott  Michele,  Castiglione-Tinella 


Calderini  prof.  Giovanni,  Parma 


Cavallbri  dott  Giuseppe,  Torino 


Ceccarel  dott  Matteo,  Venezia 


Fedeli  prof.  Fedele,  Senatore,  Pisa 
Moleschott  prof.  Giacomo,  Sen.,  Roma 


NosoTTi  dott  Innocente,  Pavia 


Pasquali  dott  Ferdinando,  Padova 


Spantigati  dott  Giovanni,  Torino 


Traversa  ing.  Ebcanuele,  Torino 
Ubertis  dott.  Ambrogio,  Casale. 


*''%^^>o^»i^\^^>t^^m^^^.^*^*^>^*-^s^^0sr>-^sa's^é 


Dott.  Gabtano  Pini,  Gerentt, 


MiUno,  x88b.  —  Stab.G.  Civ«lli. 


PARTE  PRIMA- 


MEMORIE  ORIGINALI. 


L'ALIMENTAZIONE   DEL    SOLDATO   ITALIANO, 


Annotazioni 


del  Dott.  Vincenzo  Superchi 

Capitano  Medico. 


Parte   Prima. 


Alimentazione  in  tempo  di  pace. 


L'alimentazione  del  soldato  è  un  tema  molto  ampio  e  assai  diHìcile: 
ampio  ]>erchè  in  sé  comprende  una  delle  principali  basi  dell'organizzazione 
militare,  difficile  perchè  deve  camminare  per  la  strada  stretta  e  spinosa  del- 
reconomia.  In  un  articolo  non  è  possibile  che  di  tracciare  poche  linee  del 
grande  disegno  :  e  queste  linee  potrebbero  essere  tirate  tanto  dal  geometra 
qnanto  dal  disegnatore  di  professione.  Io  mi  propongo  di  fare  la  parte  di 
quest'ultimo/ mi  propongo  cioè  di  non  uscire  dal  campo  pratico.  Basta  per 
il  preambolo  ed  entro  in  argomento. 

I  corpi  elementari  che  entrano  a  far  parte  d,el  nostro  organismo  sono  i 
Kgnenti:  idrogeno,  ossigeno,  carbonio,  azoto,  solfo,  fosforo,  cloro,  fluoro,  po- 
tassio, sodio,  calcio,  magnesio,  ferro. 

Questi  corpi  diversamente  combinati  formano  i  nostri  tessuti  e  i  nostri  or- 
gani; e  secondo  un  quadro  di  Moleschott  mille  parti  in  peso  del  corpo 
umano  ne  contengono  152  di  albumina,  49  di  gelatina  derivata  dalle  so- 
stanze albuminoidi,  25  di  grasso,  6  di  materia  estrattiva,  92  di  sali,  676 
d'acqua. 

15 


226    

Il  nostro  corpo  per  l'esercizio  delle  sue  funzioni  fisiologiche  e  professio* 
cali  subisce  delle  perdite  ;  e  tutto  ciò  che  vale  a  riparare  tali  perdite  è 
ciò  che  si  intende  per  alimento. 

L'aria  e  l'acqua  sono  .alimenti  je  fra  i  più  indispensabili,  ma  da  soli  non 
valgono  a  sostenere  la  vita.  L'organismo  fissa  in  sé  l'ossigeno  che  inspim 
dall^atmosfera,  ma  non  ha  il  potere  di  fissare  l'azoto  e  il  carbonio  dell'acide 
carbonico  che  non  manca  mai  nell'aria.  Il  carbonio  adunque  e  l'azoto  che 
sono  sue  parti  integranti  non  può  riceverli  dall'aria.  Dall'acqua  riceve  l'idro* 
geno  e  tutti  gli  altri  corpi  elementari  che  entrano  a  costituirlo  ad  eccezione 
del  carbonio  e  dell'azoto.  £  se  fosse  possibile  di  dare  al  corpo  il  potere 
di  introdurre  ed  assimilare  questi  due  corpi  dall'aria,  il  problema  dell'ali- 
mentazione dell'uomo  e  di  tutti  i  mammiferi  sarebbe  sciolto  dall'aria  e  col* 
Tacqua  cbe  la  natura  con  profusione  ha  messo  a  disposizioni  di  Jtutti.  Ma 
è  legge  pur  di  natura,  e  sarebbe  inutile  ed  inopportuno  il  discuterne  la  ra- 
gione, che  l'uomo  debba  rifornire  l'azoto  e  il  carbonio  che  va  sempre  per- 
dendo da  altri  corpi  elaborati  negli  organismi  vegetali  ed  animali.  £  intro- 
ducendo questi  nel  suo  organismo  a  scopo  di  alimentarsi  ne  consegue  la 
naturale  classificazione  dei  suoi  alimenti  in  aria,  acqua,  cibi  vegetali  e 
cibi  animali. 

Gli  alimenti  sotto  il  rapporto  fisiologico  si  dividono  in  quelli  che  ripa- 
rano le  perdite  dell'organismo,  in  quelli  che  favoriscono  la  digestione  e  in 
quelli  che  promuovono  le  funzioni  nervose. 

Gli  alimenti  riparatori  o  servono  a  mantenere  il  calore  animale  e  ven- 
gono chiamati  respiratori;  o  servono  in  principal  modo  a  rinnovare  i  tes- 
suti e  si  chiamano  plastici. 

La  divisione  fisiologica  degli  alimenti,  prescindendo  dall'acqua  e  dal- 
l'aria è  adunque  la  seguente  :  alimenti  respiratori,  alimenti  plastici,  alimenti 
digerenti  e  alimenti  nervosi. 

I  respiratori  vengono  facilmente  abbruciati  o  ossidati  dall'ossigeno  atmo- 
sferico; e  comprendono  i  grassi,  le  sostanze  amidacee  e  le  zuccherine. 

I  plastici  comprendono  le  carni,  i  cereali  e  i  legumi  secchi.  Fra  gli  ali- 
menti digerenti  il  principale  è  il  sai  di  cucina  e  dopo  di  esso,  la  lunga  e 
svariata  serie  delle  droghe,  e  degli  aromi.  Degli  alimenti  nervosi  i  più  im- 
portanti sono  il  caffè,  il  thè  ed  il  vino. 

Anche  la  Chimica  volle  classificare  gli  alimenti;  e  coll'analisi  trovò  che 
alcuni  alimenti  contengono  azoto  e  li  chiamò  azotati,  che  altri  non  ne  con- 
tengono e  li  chiamò  inazotati.  Trovò  l'azoto  nelle  carni,  nei  cereali  e  nei 
legumi,  ma  non  ne  trovò  ne'  grassi  e  nello  zucchero. 


—  2^7  — 
.  Ora  ecco  quali  risultati  si  ebbero  nell'alimentare  animali  onnivori  e 
che  pia  si  avvicinano  all'uomo  nelle  abitudini  dell'alimento^  con  sola  carne. 
«  con  soli  grassi  o  soltanto  con  zucchero.  Non  si  è  sperimentato  la  sola 
^omioinistrazione  del  sai  di  cucina,  delle  droghe,  degli  aromatici  e  del  cafifè 
<  del  vino  perchè  è  troppo  evidente  l'effetto  che  se  ne  sarebbe  ottenuto, 
voglio  dire,  l'immancabile  e  sollecita  morte  per  inedia.  Da  questi  studi 
«sperimentali  ne  è  risultato  che  i  cani  alimentati  con  sola  carne,  con  sola 
fecola  o  zucchero  o  con  soli  grassi  deperiscono  e  muojono;  e  che  invece 
riescono  di  peso  e  diventano  vigorosi  con  un  regime  in  cui  entrano  tutte 
le  tre  specie  suddette  di  cibi. 

.  Per  istinto  e  per  migliaja  e  migliaja  d'anni  di  esperienza  l'uomo  ha  sempre 
cercato  e  cerca  un  regime  misto;  e  se  spesso  si  limita  a  soli  cibi  vegetali 
non  è  per  elezione  ma  per  necessità.  Prima  che  la  scienza  lo  dimostrasse 
Toomo  sapeva  che  mangiando  carne,  uova,  formaggio  e  pane  il  suo  corpo 
^icquista  consistenza  e  robustezza;  ma  la  stienza  gli  è  venuta  in  aiuto  per 
stabilire  in  quale  misura  e  in  quale  modo  deve  servirsi  dei  cibi  idrocarbu- 
Tati,  delle  carni  e  dei  grassi.  Lo  stabilire  poi  la  quantità  e  la  modalità  di 
liciti  alimenti  è  di  grande  interesse  per  l'esercito  perchè  dal  soldato  si  deve 
ritrarre  il  massimo  di  forza  col  minimo  di  spesa  senza  pregiudicarlo  nella 
sua  vita  di  cittadino  una  volta  che  abbia  pagato  il  suo  tributo  militare. 

n  pane,  la  carne,  le  paste,  il  riso,  le  patate,  i  legumi,  i  condimenti,  le 
bevande  ecco  i  generi  alimentari  che  in  varia  misura  e  modo  vengono  con- 
snunati  dagli  eserciti  odierni.  La  segale  entra  nel  pane  del  soldato  tedesco, 
le  patate,  il  burro,  il  thè,  la  birra,  il  rhum  fanno  parte  delle  razioni  degli 
inglesi  e  degli  americani  del  Nord  ;  per  il  nostro  soldato  è  prescritto  il 
pane  di  frumento,  la  carne  bovina  e  di  montone,  la  pasta,  il  riso,  i  legumi 
secchi,  i  grassi,  i  condimenti,  le  verdure  e  le  bevande.  Questi  sono  i  pro- 
<iotti  del  nostro  paese,  e  sarebbe  ozioso  ed  assurdo  il  discutere  sulla  con- 
venienza della  segale,  delle  carni  salate,  delle  patate,  della  birra,  del  burro, 
dal  momento  che  abbiamo  il  frumento,  le  carni  fresche,  il  vino,  gli  olii  ed 
il  lardOy  generi  alimentari  relativamente  più  abbondanti  di  quelli  usati  dagli 
altri  eserciti,  alimenti  a  cui  siamo  abituati  e  che,  per  fortuna,  sono  anche 
i  migliori. 

Al  soldato  si  deve  dare  il  necessario  per  renderlo  forte  e  robusto,  ma 
mila  che  sia  al  di  là  del  necessario.  Ora  è  egli  possibile  di  stabilire  con 
sorme  scientifiche  il  necessario  quantitativo  del  suo  alimento? 

Io  risparmierò  al  lettore  l'enumerazione  dei  molti  sistemi  che  si  sono 
seguiti   per  fissare  questo  quantitativo,  e  solo    dirò  che   il  più  attendibile» 


—  ^28  — 

]^rchè  confermato  dalla  pratica,  è  quello  di  analizzare  le  perdite  dell'adulto^ 
che  lavora  e  sia  alimentato  normalmente    nello  spazio   di   24  ore.    Queste' 
perdite  sono  calcolate  dall'acido  carbonico  espirato  dal  sudore,  daH'orìna'fr^ 
dalle  feci.   Per  queste  diverse  vie  si  perdono  2800  grammi  d'acqua,  280  dr 
carbonio,  18  di  azoto,  650  di  ossigeno  combinato  coll'acido  carbonico  dei  ' 
polmoni   e  6  grammi   di  idrogeno    combinati  coli' azoto    dell'urea  e  deglF 
altri  corpi  azotati.  In  totale  la  perdita  media  di  un  adulto  ascende  a  3  chilog. 
e  750  grammi,  cioè  ad  un  diciottesimo  del  suo  peso  medio  che  è  calco* 
lato  63  chilog.  La  respirazione,  secondo  i  calcoli  del  Vierordt,  elimina  circ:k 
32  per  cento  di  sostanze  escrementizie,  l'evaporazione  della  pelle  17,  l'o- 
rina 46  */a,   le   feci  4  Ya.    Per   la  via  dei  polmoni  e  della   pelle  si  per- 
derebbero un  chilog.  e  900  grammi    di  materie   escretive,  per   quella  deii* 
reni  1766,  dagli  intestini  172  grammi. 

In  base  a  questi  diligenti  e  coscienziosi  esperimenti  se  ne  è  dedotto  che 
al  soldato,  che  sotto  il  rapporto  alimentare  si  può  paragonare  all'operajo^ 
adulto,  si  debbano  somministrare  almeno  tante  sostanze  alimentari  da  co- 
prire i  18  grammi  di  azoto  e  i  280  grammi  di  carbonio  contenuti  ne'  suor 
escrementi.  Dissi  almeno  questa  quantità  giacché  è  d'uopo  notare  che  norv 
tutto  l'idrogeno  degli  alimenti  viene  combinato  coll'ossigeno  atmosferico  per 
faine  acqua,  ma  una  parte  è  combinato  nei  corpi  azotati  e  deve  essere  perciò 
fornito  da  alimenti  in  cui  stia  combinato  col  carbonio  o  coll'azoto.  —  Tutte 
le  sostanze  alimentari  più  comuni  come,  la  carne,  la  pasta,  il  pane,  il  riso> 
contengono  azoto  e  carbonio,  ma  in  proporzioni  diverse. 

Cosi  la  carne  fresca  su  100  parti  ne  ha  2.  43  di  azoto  e  io  di  carbo- 
nio, la  pasta  i.  80  del  i.^  e  29  del  2.^,  il  pane  i.  20  di  azoto  e  30  dì- 
carbonio,  il  riso  I.  08  di  azoto  con  43  di  carbonio.  Tutte  queste  sostanze 
possono  servire  allo  scopo  alimentare  anche  prese  isolatamente,  ma  ciban- 
dosi di  sola  carne  per  avere  la  necessaria  quantità  di  carbonio  sarebbe 
necessario  mangiarne  almeno  3  chilog.  al  giorno,  obbligando  lo  stomaco  ad 
un  lavoro  inutile  per  digerire  le  eccedenti  sostanze  azotate.  Al  contrario 
mangiando  soltanto  riso  ne  occorrerebbero  quasi  2  chilog.  per  avere  T  in- 
dispensabile quantità  di  azoto;  e  si  creerebbe  la  necessità  di  un'abnorme 
quantità  di  ossigeno  per  ossidare  l'eccedente  carbonio.  Per  queste  conside- 
razioni d'ordine  scientifico  e  per  quella  che  ha  insegnata  la  pratica  dei 
secoli  si  è  stabilito  la  razione  del  soldato  con  alimenti  che  fornissero  la 
richiesta  quantità  di  azoto  e  di  carbonio  senza  obbligare  l'organismo  ad  un-  - 
lavoro  inutile  e  spesso  dannoso. 

Nel  1850  il  soldato  piemontese  riceveva  155  grammi  di  carne,  880  di  pane^  ' 


229    

13S  ^  pasta,  o  rìso,  15  di  lardo,  30  di  sale.  Aveva  poi  due  giorni  della 
«ttimana  in  cui  mangiava  di  magro  e  per  ogni  pasto  aveva  155  grammi 
di  pasta  o  rìso,  15  di  butirro,  15  di  sale.  Del  vino  se  ne  potevano  fare 
^0  distrìbuzioni  annue  nella  quantità  di  35  centilitri  per  volta. 

Questa  rarìone  fu  rìconosduta  insufficiente,  subì  modificazioni  e  miglio- 
nmeiiti  dal  1850  al  1875,  anno  in  cui  la  razione  della  carne  fu  portata  da 
i3o  a  200  grammi  per  la  fanteria,  da  300  a  220  per  le  armi  speciali,  e  il 
pane,  per  tutte  le  armi,  fu  stabilito  nella  quantità  di  918  grammi. 

Le  90  distrìbuzioni  di  vino  furono  portate  a  100  almeno,  ma  non  tutte 
di  vino,  ma  fra  vino  e  caffè.  Dice  poi  il  Regolamento  di  Amministrazione 
^he  facendo  un  sol  pasto  è  conveniente  di  fare  una  distribuzione  di  caffè 
nelle  ore  più  adatte.  <  In  generale,  seguita  il  Regolamento,  si  preferisce  il 
•ciflfè  al  vino  a  meno  che  circostanze  igieniche,  non  consiglino  quest'  ultimo.  » 
il  Ministero  della  Guerra  poi  con  sua  circolare,  in  data  21  dicembre  u.  s.. 
aumenta  di  20  grammi  la  razione  della  carne  in  guarnigione,  di  15  nei 
campi  d'istruzione  e  di  20  nelle  grandi   manovre. 

Le  distribuzioni  di  vino  e  caffè  che  dapprima  dovevano  essere  almeno 
<ento  non  dovranno  in  seguito  oltrepassare  questo  numero.  Per  gli  erbaggi  e 
sale. vengono  stabiliti  due  centesimi  e  cosi  costando  12  millesimi  i  20  grammi 
•di  sale  non  restano  che  8  millesimi  per  gli  erbaggi  e  il  pepe,  mentre  dap- 
|>rìma  si  spendeva  un  centesimo  di  verdura  per  ogni  razione. 

Il  Ministero  pK)i  saggiamente  avverte  che  i  più  recenti  studi  e  le  espe- 
rienze fattei  in  questi  ultimi  tempi  misero  in  chiaro  che  il  valore  degli  ali- 
menti non  si  può  apprezzare  dal  loro  contenuto  in  azoto  e  carbonio,  bensì 
dalla,  proporzione  delle  sostanze  adatte  e  qualificate  che  quegli  alimenti 
contengono.  Ciò  equivale  a  dire  che  il  valore  nutritivo  di  alimento  non 
si  può  desumere  strettamente  dall'analisi  chimica,  ma  dall'effetto  che  pro- 
duce ia  chi  ne  fa  uso. 

La  Chimica  ha  prestato  un  positivo  servizio  alla  bromatologia  nel  dimo- 
iare la  convenienza  di  unire  ai  cibi  vegetali  quelli  animali  ;  si  è  resa  be- 
Tiemerìta  dell'igiene  nel  classificare  gli  alimenti  in  espiratori  e  in  quelli  pla- 
stici; nel  dimostrare  che  l'alcool  delle  bevande  distillate  e  fermentate  non 
U  parte  integrante  di  nessun  tessuto.  Ha  spiegato  il  perchè  gli  erbivori  dai 
vegetali  ne  possono  ricavare  le  loro  carni;  perchè  i  carnivori  possono  vi- 
vere senza  vegetali  ;  ha  insegnato  a  conservare  per  un  tempo  indefinito 
quasi  tutte  le  sostanze  alimentari  ed  ha  fornito  preziosissimi  insegnamenti 
all'arte  di  fare  il  pane,  di  fabbricare  il  vino,  ed  a  quella  del  cuciniere;  ma 
la  Chimica  è  stata  impotente,  e  forse  lo  sarà  sempre,  di  precisare  la  quantità 
del  cibo  che  un  uomo  deve  assumere  nelle  mille  contingenze  della  sua  vìtau 


—  330  —  ' 

Dall'urea  dell'orina,  dalle  materie  colloidi  delle  feci,  dall' ammoniaca^ dd   ^ 
sudore  e  del  respiro,  la  Chimica  seppe  dire  che  l'uomo  adulto   perde,   iilì    ' 
24  ore,    circa  20  grammi  di   azoto.  Ma  di  questi    20  grammi   quanti   nt- 
spettano  ai  tessuti  vecchi  dell'  organismo,  quanti  ai  cibi  che  furono  usati?    ~ 

La  Chimica  finora  non  lo  sa  dire. . .  La  razione  del  nostro  soldato  è  saf«' 
ficiente  ?  Non  esito  a  rispondere  che  la  razione  vitto  per  il  nostro  soldato»  * 
basta  a  mantenerlo  forte  e  robusto  in  guarnigione,  nei  campi  d' istruzione  e  - 
nelle  grandi  manovre.  In  quanto  alla  razione  di  guerra  si  dovrebbe  inten-  - 
dere  che  fosse  eguale  a  quella  stabilita  per  le  grandi  manovre,  ma  nulla  è- 
prccisato  dai  nostri  Regolamenti  a  proposito -di  viveri  di  guerra;  ed  è  saggio»  - 
questo  silenzio  perchè  si  tratta  di  vincere  :  e  non  sarebbe  soltanto  spilor*  ' 
ceria,  ma  un  delitto  contro  la  patria  scarseggiare  di  carne  e  di  vino  a  obi  - 
versa  il  suo  sangue  per  difenderla.  Il  tempo,  il  luogo,  le  circostanze  sug^  - 
geriscono  ai  Comandanti  dei  grandi  riparti  in  che  misura  si  debbano  sook  - 
ministrare  ai  combattenti  i  cibi  e  le  bevande.  : 

La  nostra  razione  di  pace  è  forse  la  più  razionale  di  *  tutti  gli  eserciti^  ■ 
perchè  oltre  del  pane  e  della  carnè  è  composta  di  pasta  o  riso  per  forne  - 
una  minestra  a  cui  siamo  abituati  nella  vita  civile,  e  che  riesce  a  rìstorure-  - 
e  a  riparare.  Nelle  altre  armate  o  si  eccede  nella  carne  scarseggiando  nel 
pane  e  nella  pasta,  o  viceversa.  L'Inghilterra  p.  es.  dà  454  grammi  di  carne-  - 
e  67 1  grammi  di  pane  e  la  colazione  col  thè.  L'Austria  non  dà  che  1x3  grank> 
mi  di  carne,  ma  tra  pane,  riso  e  grasso  dà  altri  1 1  ettogrammi  di  alimenti. 

La  nostra  razione  è  dunque  sufficiente  ed  anche  razionale  :  e  che  sia.  : 
sufficiente  senza  l'aumento  di  carne  ultimamente  concesso  dal  Ministero^ 
lo  desumo  dal  fatto  che  il  nostro  soldato  è  in  generale  ben  nutrito.  Net- 
primi  mesi  che  i  coscritti  sono  sotto  le  armi ,  in  generale ,  ingrassano  ;  e- 
se  qualcuno  invece  deperisce  non  appartiene  già  alla  classe  dei  contadini*  . 
ma  a  quella  di  condizione  civile,  abituati  a  qualche  agiatezza  in  ^miglia^ 
I  figli  dei  negozianti,  dei  professionisti,  dei  proprietari  arrivano  ben  nutriti 
e  poi  dimagrano  benché  sieno  sempre  provvisti  di  denaro  per  procurarsi* 
cibi  e  bevande  dal  cantiniere.  Per  ispiegare  questo  fatto  bisogna  ricorrere 
ad  altre  ragioni,  che  qui  non  è  luogo  di  enumerare.  Quello  che  mi  preme 
di  far  notare  è  il  fatto  che  i  coscritti  che  mangiano  piuttosto  male  in  fa-- 
miglia  ingrassano  al  Reggimento. 

Il  fatto  di  ingrassarsi  col  vitto  del  soldato  l'ho  anche  osservato  nei  sol- 
dati di  milizia  mobile  che  nell'estate  scorso  furono  chiamati  sotto  le  armii. 
La  stagione  non  era  favorevole  all'ingrassamento,  le  fatiche  erano  molte ^ 
eppure  quelli  rientrarono  in  famiglia  cresciuti  di  peso.  È  indubitato  adunque 


—    23t    — 

la  iasione  stabilita  col  Regolamento  d'Amministrazione  del  1875,  ^l^^" 
gato  B,  è  sufficiente.  A  viemmeglio  confermare  la  sufficienza  del  nostro  vitto 
militare  ho  fatto  il  confronto  del  peso  di  23  soldati  del  78.^  Fanterìa  della 
7.^  Compagnia  e  di  20  soldati  del  13.^  Artiglierìa  8.^  Compagnia  della 
classe  1859.  I  23  fantaccini  al  loro  arrivo  al  corpo  pesavano  chilog.  1459 
doè  in  media  chilog.  63.4  per  ciascuno  e  nel  marzo  x88i  cioè  13  mesi 
dopo,  chilog.  i533>  cioè  chilog.  66,6  per  testa.  I  20  artiglieri  pesavano 
14 15,  media  individuale  chilog.  70  7  e  13  mesi  dopo  chilog.  1494,  con  una 
media  di  chilog.  74.7. 

Da  questo  fatto  poi  ne  derìva  la  conseguenza  pratica  che  non  è  legitti- 
mata la  razione  supplementare  pane  che  si  suole  accordare  a  parecchi  sol* 
dati  in  tutti  i  corpi. e  che  riesce  di  aggravio  non  indifferente  alla  massa 
vitto.  Quale  è  infatti  il  criterio  da  cui  si  parte  per  concedere  la  razione 
supplementare  ?  Un  tale  mangia  tutta  la  sua  razione  pane ,  ne  compera , 
se  ha  danari  e  non  avendone  mangia  gli  avanzi  di  quella  de'  suoi  com- 
pagni. Si  lamenta  di  fame  ed  ecco  che  gli  viene  suggerito  di  dimandare 
il  supplemento.  Un  sergente  e  due  soldati  attestano  con  una  formula  già 
conosciuta  che  il  Tizio  mangia  pane  non  suo  in  camerata,  il  medico  di 
senrizio  considerando  le  sue  precedenti  abitudini  alimentari  e  lo  sviluppo 
anormale  dello  stomaco  e  degli  intestini,  emette  il  parere  che  ne  abbia  bi  • 
sogno,  ed  il  Consiglio  d* Amministrazione  lo  accorda.  Ma  ammesso  che 
avesse  l'abitudine  di  ingojare  molti  cibi  poco  nutrìtivi  non  ne  con- 
segue  che  debba  assumerne  la  stessa  dose  di  più  nutritivi  ;  il  suo  stomaco 
e  i  suoi  intestini  si  adattano  presto  e  volentieri  agli  ultimi.  La  sua  non  può 
essere  vera  fame,  ma  pervertimento  di  appetito  che  si  deve  correggere  col 
non  rimpinzare  il  ventre;  ed  è  quindi  falsa  pietà  lo  assecondare  la  sua  di- 
manda. Vi  è  un  solo  crìterio  che  può  legittimare  la  razione  supplementare, 
ed  è  quello  che  chi  lo  chiede,  presenti  una  progressiva  denutrizione. 

Se  però  la  nostra  razione  è  sufficiente  non  è  per  questo  che  non  reclami 
dei  miglioramenti,  e  per  legittimare  l'importanza  esporrò  brevemente  i 
dilètti  e  gli  inconvenienti  che  si  osservano  nel  vitto  del  nostro  soldato. 

La  carne,  il  pane  e  il  brodo  sono  sempre  consumati,  ma  non  è  cosi 
della  pasta  e  rìso  che  d'altronde  sono  necessari  per  completare  la  ra- 
zione. Chi  è  pratico  dei  quartieri  sa  che  il  rancio  di  sola  pasta  o  di  solo 
riso  con  pochi  erbaggi  non  finisce  tutto  nello  stomaco  dei  soldati,  ma  in 
buona  parte  in  quel  luogo  lurido  che  ben  altra  roba  accoglie  e  che  non 
occorre  nominare.  Se  però  la  pasta  sia  di  buona  qualità  e  con  molta  verdura 
si  mangia,  se  il  riso  sia   unito  in  parti  uguali  con  fagioli,  ceci  o  lenticchie. 


—    23?    

si  mangia.  E  ^e  invece  di'  150  grammi  dì  pasta*  o  riso  se  ne  dessero 
{)er    potervi   unire    legumi   secchi  o    abbondanti   erbaggi  si  consuniex 
sempre  con  piacere  e  con  vantaggio  anche  la  minestra.  La    pasta,   qu 
è  ricca  di  glutine  cresce,  piace  ed  è    mangiata.   Se    è  di  qualità    sca( 
non  è  piaciuta,  non  cresce  e  non  è  mangiata  se  non  dai  poveri    affai 
'  Sia  adunque  la,  pasta ,  poca,  ma  bupna. 
<    Tanto  il  brodo  quanto  la  pasta  dei  soldati  hanno  un. odore  ed  un  ss 
sui  generis  che  non  sono  punto   piacevoli.  Ma    se  si  cucinano    due  < 
razioni  in  un  piccolo   vaso  quest'odore  non  compare»  Anche  a  Parigi 
cucine  economiche  si  è  osservato  che  il  brodo    preparato   in  grandi 
mitte  per  risparmiare  combustibile  assumeva  cattivo  gusto  e  si  ritornò 
2)iccole>  Forse  dipende  dalla  /stessa  causa  1*  odore  spiacevole  del  rancie 
nostro  soldato  ;  e  se  invece  di  ^re  il  rancio  per  compagnia  o  per  più 
pagnie  si  facesse  per  squadre,  l'inconveniente  sarebbe  tolto. 

La  carne,  il  lardo  e  gli  erbaggi  cuocendo   abbandonano  alcuni  di 
corpi  eterei  e  vplatili  che  li  rendono  disgustosi  mangiandoli  crudi.  Ciò 
messo  si  capisce    che  cuocendoli  in  piccoli    vasi,  i  liquidi  in  cui   nuc 
vengono  a  presentare  all'aria  libera  un  numero  di  superfìci  le   quali 
<mate  insi^eme  superano  quella  dei  grandi  recipienti  e  quindi  possono  i 
modo  sprigionare  i  suaccennati  effluvi.  Del  vino  non  se  ne  danno  in  n 
che  50  razioni  di  25  centilitri  ^air  anno,  e  del  caffè  se  ne  fanno  oltre  5 
stribuz4oni«  Non  dimenticando  mai  il  rispetto  e  la  deferenza  che  debl 
3uperiore(  dicastero  della  Querra,  mentre  mi  sembra  inutile  l'aumento  di  < 
Ailtinjiamente   stabilito,  credo    insufficienti   le  distribuzioni  di  vino  e   < 
Nell'economia  animale  .non  tutto  si  può  calcolare  colla  bilancia  del 
Jiiico  ;  ^  il  vino  ed  il  caffè  dispiegano  sull'  organismo  degli  effetti  non  i 
salutari  degli  alimentari  plastici  e  respiratori. 

Mrintegazza  insistette  sulla  necessità  che  ha  l'organismo  umano  degl 
menti .  nervosi.  Ma  prima  che  ei  ne  parlasse  in  tutti  i  luoghi  e  in  ti 
tempi  si  sono  usati  gli.  alimenti  dei  nervi.  Non  farò  un'  escursione  st 
né  .geografica  per  enumerare  questi  alimenti,  ma  farò  osservare  che  il 
stro  papere  e  il  giostro  contadino  in  mancanza  di  caffè,  di  thè,  di  li^ 
e  di^  vino  ricorrono  al  peperone ,.  alla  cipolla,  alle  spezie  aromatiche 
pepe.  Ma  jl  caffè  ed  il  vino  sono  i  sovrani  degli  alimenti  nervosi, 
il  Qhimico  fa  osservare  che  il  vino  noq  è  che  un  alimento  respirat 
perchè  risparmia  col  suo  alcool  il  grosso  dell'organismo,  che  il  caffè 
sé  solo  non  nutre  che  pochissimo,  perchè  scarseggia  di  principi  immc 
^zptati,  idrQcarburati  e  grassi,  il  fisiologo  e  l'igienista  vi  rispondono  ci 


—  233  — 
ym  ed  il  caffè  Bon  in  virtù  dei*  loro  principi  respiratori  e  plastici,  ma  ia 
fona  della  loro  azione  dinamica,  non  misurabile  colla  bilancia,  limitano  il  con* 
^omo  dell'organismo  e  lo  rendono  forte  a  resistere  a  molte  influenze  morbose. 

Le  febbri  intermittenti  miasmatiche  sono  le  malattie  predominanti  nel  nostro 
esercito,  ma  ne  ho  sempre  osservato  scarsissimo  il  numero  nei  sott*  ufficiali 
e  negli  ufficiali  ;  e  ciò  anche  a  Roma,  a  Foggia  e  a  Mantova.  Ed  ho  poi 
anche  osservato  che  raramente  ammalano  di  febbre  intermittente  quei  ca* 
poiali  e  soldati  che  hanno  denaro  per  comprarsi  vino  e  caffè.  Circa  poi  il 
jKìtere  che  ha  il  vino  di  limitare  il  consumo  dell'  organismo  mi  piace  di 
citare  un  fatto  occorso  l'anno  scorso  nel  13.°  Artiglieria. 

Si  trattava  di  stabilire  il  prezzo  della  mensa  degli  Ufficiali  alla  scuola  di 
tiro.  Il  vino  è  sempre  stato  il  genere  che  ha  dato  luogo  a  lagnanze  e  per  evitarle 
si  propose  al  caiitiniere  di  fissare  il  prezzo  della  mensa  senza  il  vino.  Di- 
mandava,  ed  ottenne  3  franchi  per  ogni  giornata  di  presenza  alla  mensa  e 
gliene  furono  offerti  3.50  per  il  solo  vitto.  Era  obbligato  di  dare  un  litro 
t  mezzo  al  giorno  per  individuo  di  vino  scelto  da  tavola  che  non  poteva 
costare  meno  di'  un  franco.  Il  cantiniere  accettava  volentieri  di  sommini- 
strare per  un  franco  di  vino,  ma  non  volle  saperne  che  fosse  calcolato  per 
soli  Cent.  50  per  chi  non  ne  prendesse.  E  sapete  il  perchè  del  paradosso? 

Perchè,  diceva  l'analfabeta  ma  pratico  cantiniere,  perchè  chi  non  beve 
vino  o  ne  beve  poco  mangia  molto  di  più  di  quegli  che  ne  beve  :  e  quel 
tanto  che  mangia  in  più  ha  un  valore  superiore  ai  Cent,  50  che  mi  pro- 
pongono per  chi  non  beve  vino.  Senza  poi  ricorrere  al  cantiniere  del  13* 
^artiglieria  è  da  tutti  risaputo  che  chi  è  sano,  lavora  e  non  beve  vino  mangia 
^sai  più  di  chi  non  ne  beve. 

L'alcool  in  cui  siano  immersi  tessuti  morti  sono  conservati  e  l'alcool  che 
<ntra  nell'  organismo  se  viene  ossidato  risparmia  i  grassi,  se  passato  integro 
•per  le  orine  dopo  aver  circolato  per  tutto  il  corpo,  o  esalato  integro  dai  pol- 
*^oni,  non  è  inverosimile  che  eserciti  sopra  i  tessuti  vivi  un'  azione  analoga  a 
<iuella  che  dispiega  sopra  i  tessuti  morti,  che  cioè  ne  impedisca  od  almeno 
5^6  limiti  il  consumo.  L'  alcool  preserva  dalla  putrefazione  perchè  uccìde  i 
«microorganismi  dei  corpi  organizzati  e  dell'  aria  ;  ora  di  microorganismi  ab- 
Ijondano  anche  i  tessuti  vivi  che  l'alcool  libererebbe  dai  microscopici   pa- 
'issiti.  Il  caffè  pure  diminuisce  il  consumo  dei  tessuti^  fa  tacere  la  fame  e 
i^OQ  ripugna  allo  stomaco  vuoto  come  spesso  fa  il  vino.  Ed  è  per  questo 
«notivo  che  il  nostro  Regolamento    d'Amministrazione   suggerisce  di  distri- 
buirlo nelle  occasioni  in  cui  si  fa  un  solo  rancio. 
Se  adunque  venisse  ogni  giorno  fatta  una  distribuzione  di  vino  si  potreb^ 


—  234  — 
1)ero  diminuire,  senza  danno,  gli  alimenti   carnei  ed    amidacei.  Un  qu 
di  litro  di  buon  vino  ha  un    valore  nutritivo  diretto  ed  indiretto  ben 
periore  a  30  grammi  di  carne. 

Le  100  distribuzioni  di  vino  e  caffè  valgono  in  media  io  lire,  20  grai 
al  giorno  di  carne  costano  all'anno  L.  7.  50  ;  cioè  senza  aggravio  di  s] 
e  mutando  l'ultimo  aumento  di  carne  in  vino  per  questo  titolo  si  pot 
bero  spendere  5  centesimi  al  giorno.  £  con  un  soldo ,  e  forse  anche 
meno,  si  potisebbe  fare  una  quotidiana  distribuzione  di  25  centilitri  di  l 
vino  ;  di  riho  cioè  che  avesse  oltre  il  i  o  ®/o  ^^  alcool ,  come  lo  ha 
tutti  i  vini  dell'  Italia  meridionale  e  della  Sardegna.  Il  Commissariato  s 
miiiistra  al  soldato  918  grammi  di  ottimo  pane  con  2  5  centesimi  ;  gli 
Irebbe  del  pari  somministrare  con  5  centesimi  2  5  centilitri  di  ottimo  v 
n  soldato  sarebbe  ancora  meglio  nutrito  di  quello  che  lo  è  adesso,  san 
arcicontento  del  suo  trattamento  alimentare,  e  quello  poi  che  più  imp< 
si  ammalerebbe  meno.  E  l'enorme  somma  che  ora  si  spende  in  chinii 
che  gravita  ora  sulla  massa  vitto,  ora  sulla  massa  generale,  potrebbe  in  1 
o  in  parte  essere  erogata  in  distribuzioni  di  caffè  in  quelle  circostanz 
tempo  e  di  luogo  in  cui  fossero  reclamate  dall'  igiene. 

Dagli  igienisti,  dai  fisiologi  e  da  tutti  è  riconosciuto  ed  ammesso  la  ( 
venienza  di  variare  i  cibi  ;  e  il  Regolamento  d'Amministrazione,  in  oroa; 
a  questo  principio,  concede  ai  Comandanti  di  Corpo  la  più  ampia  fac 
e  rintiera  responsabilità  circa  la  mensa  dei  sott'ufìfìciali  ed  il  vitto  dei  e 
rali  e  soldati.  £  se  poi  le  compagnie  fanno  un  fondo  di  risparmio  di  L.  2< 
gli  squadroni  e  le  batterie  di  3000,  i  Comandanti  di  Corpo  ponno  miglic 
il  vitto  a  loro  piacimento. 

QvLtst! ampia  facoltà  si  assomiglia  molto  alla  libertà  che  ha  il  pover 
spendere  a  suo  beneplacito.  Animati  dal  più  lodevole  zelo ,  ho  visto 
Colonnelli,  allo  scopo  di  variare  e  rendere  più  aggradito  il  vitto ,  d 
preparare  il  merluzzo  in  umido^  il  ragout  di  montone,  la  pasta  asciutta 
anche  la  polenta  con  fricot;  ma  dopo  poche  prove  tutti  sono  ritorna 
tradizionale  lesso  ed  alla  solita  minestra.  Il  perchè  si  intende  facilm< 
Per  preparare  un  arrosto,  un  umido  o  una  minestra  asciutta  non  basta  a 
le  materie  prime,  ma  è  necessario  avere  i  mezzi  per  prepararle  e  chi  sa 
prepararle.  Ora  le  nostre  cucine  per  i  caporali  e  soldati  non  hanm 
armadi,  né  utensili  per  preparare  né  l'umido,  né  l'arrosto,  né  la  min< 
asciutta,  le  sole  varietà  a  cui  si  può  aspirare,  dopo  il  bollito,  è  la  min< 
al  brodo.  Oggidì  ogni  soldato  deve  sapere  cucinare  ;  ma  il  cucinare  é  un 
che  è  necessario  imparare.  £  tanto  è  vero  che  in  molti  corpi  vi  sono 


—  235  — 
cudmen  fissi,  che  però  non  sono  scelti  fra  i  cuochi  di  professione  né  fra 
i   soldati  o  caporali  più  intelligenti.  La  stessa  semplicissima  preparazione  del 
riestro  rancio  è  retta  da  tradizioni  che  chi  cucina  deve  conoscere  ;  e  se  per. 
disgrazia  non  le  conosce  guasta  il  brodo,  la  carne  e  la  minestra.   Sarebbe 
a.daDqae  conveniente  che  questo  importante  ramo  di  servizio  fosse  affidata 
a  chi  è  del  mestiere  ;  e  che  questo  ranciere  di  professione  avesse  i  mezzi 
necessari  per  esercitare  la  sua  arte.  Neir  esercito  abbiamo  i  panettieri ,  gir 
inferaiieri,  i  ferrovieri  e  telegrafisti  ;  e  non  vi  sarebbe  nulla  di  assurdo  che 
vi  fossero  anche  i  soldati  rancieri.  Questi  rancieri  potrebbero  essere  fomiti 
dai  Distretti  in  ragione  di  uno  per  compagnia,  squadrone  o  batteria;  scelti 
fra  i  giovani  coscritti  o  cuochi  camerieri  e  mandati  ai  Corpi  dopo  che  aves- 
sero ricevuta  la  normale  istruzione  di  soldati  rancieri  dall'Ufficiale  medico 
<iel  Distretto.  Coli' istituzione  dei  soldati  rancieri  sarebbe  meglio  assicurato* 
l'importantissimo  servizio  di  cucina  si  in  guerra  che  in  pace  e  in  tutte  le 
contingenze  della  vita  militare  ;  non  sarebbe  diminuito  il  numero  dei  com- 
l>attenti  e  si  dififonderebbero  fra  le  file  dell'  esercito  ed  in  conseguenza  fra 
h  popolazione  delle  idee  utili  e  pratiche  che  poi  si  convertirebbero  in  tanta, 
forza  ed  in  altrettanta  prosperità.  Non  intendo  con  questo  di  fare  un  prò- 
?etto  ma  solo  di  tirare  una  linea  di  un  disegno  da  compiersi  e  colorirsi  daL 
tanti  che  sono  più  di  me  autorevoli  e  competenti. 

Parte  Seconda. 

* 

Alimentazione  del  soldato  in  guerra  ò  del  soldato  ammalato. 

L' alimentazione  del  soldato  in  guerra  e  quella  del  soldato  ammalato  deve- 
^fferire  necessariamente  da  quella  che  riceve  da  sano  in  tempo  di  pace.  K 
Ut  differenza  non  deve  soltanto  cadere  sulla  quantità  ma  anche  sulla  qualità. 
In  generale  in  guerra,  la  carne  si  aumenta  di  un  quinto  e  si  dà  un  air- 
^euto  nervoso,  come  caffè,  thè,  vino  e  liquori  secondo  i  paesi.  All'aprirsi 
^  una  campagna,  si  porta  sempre  qualche  variante  alla  razione  che  fu  usata. 
^Ua  precedente  ed  altri  cambiamenti  vengono  introdotti  che  sono  suggeriti 
^le  circostanze  e  dalle  località.  E  dìffatti  sarebbe  assurdo  it  voler  presta- 
bilire la  quantità  e  la  qualità  del  vitto  e  delle  bevande  in  guerra  se  nott 
^  è  sicuri  di  poterne  in  ogni  caso   disporre,  e  se  le  circostanze ,  gli  acci- 
aiti, insomma,  l' impreveduto  sia  la  regola,  il  prevedibile  l'eccezione.   E. 
^  finalmente  si  rifletta  che  la  facoltà  data  ad  un  Comandante  di  una  grossa 
^tà  tattica  di  disporre  a  suo  piacimento  della  razione  può  essere  una  ri* 


—  236  — 

-sorsa  per  vincere.  Non  dimentichiamoci  la  massima  del  gran  Napoleone  che 
<liceva  che  :  le  soldat  a  le  cosur  dans  restomac. 

Non  è  utile  anzi  non  è  possibile  di  precisare  la  conveniente  mai^izione 
•da  bocca,  ma  si  ponno  però  indicare,  a  grosse  pennellate,  gli  alimenti  e 
le  bevande  che  meglio  si  prestano  per  il  nostro  soldato  in  guerra. 

Le  carni  fresche  bovine  tengono  il  posto  d'onore;  vengono  in  seguito 
in  ordine  discendente  quella  di  vaccina,  le  ovine,  le  cavalline.  Anche  queUe 
<lei  gallinacei  servirebbero  egregiamente  se  fosse  possibile  provvederne  in 
<iuantità  sufficiente. 

Il  merluzzo  può  pure  impiegarsi  ed  of&e  il  solo  inconveniente  di  non  pre- 
starsi per  una  pronta  preparazione. 

Le  carni  conservate  nelle  scatole  sono  una  preziosissima  risorsa  quando 
non  sia  possibile  di  avere  o  di  cuocere  la  carne  fresca. 

Mangiata  per  parecchi  giorni  di  seguito  viene  a  nausea:  la  si  deve  quindi 
impiegare  come  espediente  mai  come  cibo  ordinario. 

I  prussiani  usano  in  campagna  una  spede  di  salsiccia  che  in  poco  volumi 
racchiude  molti  elementi  plastici  e  respiratori.  Questo  salsiccione  analizzate 
<lal  dott.  Parthes  ha  dato  in  100  parti  16.  2  d* acqua,  7.  19  di  sale,  12.  20^ 
-di  materie  azotate,  35.  65  di  materie  grasse,  330.  663  di  fecola.  I  prus^an 
lo  chiamano  erhswurst  e  pare  che  abbia  fatto  ottima  prova.  Da  noi  si  son< 
fatti  tentativi  per  imitarlo  ma  non  si  è  riusciti  a  nulla  di  pratico.  Le  cara 
salate  ed  affumicate  presteranno  forse  un  buon  servizio  agli  eserciti  del  Nord 
ma  il  soldato  italiano  non  le  mangia  o  mangiandole  per  necessità  non  ]< 
nutrono.  E  se  non  nutrono,  dicono  i  chimici,  ciò  dipende  dalla  salamoja  ch< 
vien  gettata  e  che  si  appropria  gran  parte  dell'albumina,  della  creatina  < 
dell'acido  inosico,  fattori  principali  del  lord  potere  alimentare. 

L*  infelice  risultato  della  carne  salata  fu  notato  durante  la  guerra  di  Crimea 
Cosi  dicasi  della  carne  secca  o  polverata.  Il  lardo  salato  e  la  carne  suini 
salata  furono  impiegati  con  miglior  successo  nella  stessa  campagna.  —  li 
mancanza  di  carni  o  per  alternarlo  colle  carni  in  conservja  o  salate  pu^ 
servire  il  formaggio  duro  tanto  nazionale  che  svizzero. 

II  pane  di  frumento  è  a  tutti  gli  altri  preferìbile,  ma  occorrendo  si  pai 
usare  quello  mescolo  di  frumento  e  segale,  quello  d'orzo,  quello  di  farina 
^i  patate  e  fagioli.  La  polenta  può  mangiarsi  per  molti  giorni  senza  incon 
venienti  e  piace  sempre  se  mangiata  con  carne  o  merluzzo  e  inaffiata  co 

.vino.  Il  pane  biscotto,  sotto  forma  di  galletta,  è  ottimo  come   alimento  d 

rìserva;  mangiato  insieme  al  pane  fresco  non  porta  nessun  inconveniente,  m; 

.inangiandone  soltanto  di  questa    qualità  per  parecchi  giorni  di  seguito»  k 


—  237  — 
stomaco  Io  rifiuta  e  non  riesce  nutritivo.  Il  riso  è  un'eccellente  derrata  ii> 
tempo  di  gueira  perchè  di  facile  trasporto  e  poco  soggetto  alle  avarie. 
Come  cibo  in  tempo  di  guerra  le  paste  ed  i  legumi  secchi  tengono  un  po- 
sto secondario  ;  le  prime  si  guastano  facilmente,  i  secondi  richieggono  troppo» 
tempo  per  prepararli. 

Il  vino  ed  il  caffè,  non  dovrebbero  mal  mancare  al  soldato  in  campagna. 
Gli  impediscono  un  rapido  consumo  de*  suoi  organi,  gli  accrescono  le  forze,  gU 
rialzano  il  morale  e  lo  preservano  da  molte  malattie  specialmente  infettive^ 

In  Crimea  si  esperimentò  il  rhum  e  l'acquavite  in  sostituzione  al  vino^ 
ma  il  nostro  soldato  non  li  aggradiva  e  spesso  non  ne  faceva  uso.  Circa 
il  caffè  mi  sia  lecito  di  fare  un'osservazione  pratica.  La  sveglia  in  campa- 
gna, d'ordinario,  ha  luogo  nelle  prime  ore  mattutine;  e  appena  che  il  sol- 
dato sia  svegliato  e  vestito  gli  si  dà  il  brodo  ordinandogli  di  conservare 
la  carne  nel  gamellino.  Ora  succede  che  pochissimi  lo  bevono  tutto,  alcuni 
lo  assaggiano  appena  e  la  maggior  parte  ne  ingrassano  il  terreno  del  campo.. 
E  dò  è  naturale,  se  si  riflette  che  il  soldato  è  svegliato  durante  il  sonno, 
od  periodo  cioè  in  cui  l'organismo  sta  sbarazzandosi  dei  suoi  materiali  inu- 
tili per  convertirli  in  escrementi.  —  Si  offre  al  soldato  un  alimento  in  un 
momento  in  cui  il  suo  organismo  elimina  il  superfluo  per  equilibrarsi;  e 
per  conseguenza  se  dà  non  può  ricevere  e  se  riceve  non  ne  ha  benessere  ; 
e  rifiutandosi  a  riceverlo  può  mancare  ad  un  ordine,  ma  ubbidisce  ad  una 
legge  fisiologica.  —  Il  caffè  invece  lo  prende  volentieri  e  se  ne  intende  la 
ragione  fisiologica.  Il  caffè  passa  per  l'organismo,  lo  stimola,  ma  non  vi  si 
fenna;  e  se  sia  intento  a  spogliarsi  del  superfluo  continua  la  sua  opera  e  noi> 
è  contrariato  dal  lavoro  opposto  di  dovere  assimilare.  Che  poi  il  sonno  prepara 
gli  escrementi  è  provato  dal  fatto  generale  che  si  depositano  nel  mattino. 

I  legumi  verdi  od  erbaggi  non  dovrebbero  mai  far  difetto  in  campagna  ; 
e  siccome  non  è  sempre  facile  di  farne  provvista,  le  verdure  in  conserva  e 
compresse  dovrebbero  sempre  trovarsi  nei  depositi  viveri  di  riserva. 

Gli  erbaggi  hanno  la  preziosa  prerogativa  di  rendere  più  aggraditi  gir 
alimenti  mediante  il  loro  aroma  e  di  preservare  da  quel  terribile  flagello 
che  non  manca  mai  nelle  lunghe  campagne,  che  è  lo  scorbuto. 

I  grassi,  cioè  il  lardo,  il  burro  e  l'olio  d'uliva  sono  un  condimento  ed 
insieme  un  alimento  respiratorio  efficacissimo.  In  guerra  non  dovrebbero 
mai  mancare  pensando  alle  estese  praterie,  ai  grandi  oliveti  e  ai  moltissimi 
^>oschi  che  l'Italia  ha  la  fortuna  di  possedere. 

Fra  le  contingenze  possibili  anzi  probabili  della  guerra  vi  è  quella  di 
«ssere  stretti  d'assedio  e  quella  di  trovarsi  isolati  in  una  posizione  che  sia 
importante  di  mantenere  ad  ogni  costo.  • 


—  238  — 

Si  nell'uoo  die  nell'altro  caso  le  munizioni  da  bocca  hanno  un'impo 
lonza  capitale  ;  e  da  questo  ne  segue  il  dovere  di  esaminarle  sotto  tali  rap^rt 

Una  osservazione  che  hanno  fatto  i  fisiologi  e  che  ciascuno  può  ripetei 
-si  è  che  nello    stato  normale  i  limiti   fra  i  quali   oscilla  lo  scambio  del 
materia  sono  molto  ampi.  Se  fosse  diversamente  gli  animali  che  .non  rio 
Tono  l'alimento  dall'uomo,  ma  che  se  lo  debbono   procurare    in  mezzo 
mille  difficoltà  perirebbero  tutti  o  quasi  tutti. 

Anche  l'uomo  senza  ammalarsi  può  vivere  e  dispiegare  una  certa  att 
irità  usando  una  quantità  di  cibi  molto  inferiore  a  quella  che  usa  d'ordi 
nario.  A  questo  proposito  si  è  notato  che  diminuendo  gradatamente  l'ai] 
mento,  il  corpo  perde  di  peso  e  deperisce  ;  le  funzioni  si  fanno  languide 
le  perdite  minori  ;  arriva  poi  un  punto  che  tra  le  poche  perdite  e  h 
scarso  alimento  si  stabilisce  V  equilibrio,  e  II  corpo  dimagrito  rimane  pò 
in  questa  nuova  condizione  stazionario ,  e  se  la  diminuzione  degli  alimenl 
non  è  stata  che  moderata ,  vi  resta  nello  stato  di  una  relativa  sanità 
Se  poi  gli  alimenti  vengono  notevolmente  diminuiti  o  mancano  afiatto,  i 
<:orpo  dimagra  nel  i.**  caso  lentamente,  nel  2.®  più  presto  diviene  sempr 
più  inabile  a  funzionare  e  muore  per  inedia  >  (Vierordt). 

Adunque  non  solo  si  può  vivere,  ma  si  può  anche  guerreggiare  con  un 
quantità  di  cibi  inferiori  all'ordinaria ,  ma  è  d*uopo  decrescerli  gradatr: 
mente. 

In  tutti  1  grandi  assedi  si  è  osservato  questa  norma,  e  si  seguirà  sempi 
tutte  le  volte  non  si  sia  sicuri  di  avere  una  sufficiente  provvisione  da  boccs 

Il  Papin  che  colla  sua  famosa  pentola  ha  trasformato  il  mondo,  tentò  < 
ricavare  dalle  ossa  un  alimento  che  chiamò  osseina.  Dai  tendini  poi,  d. 
legamenti  e  dalla  pelle  di  molti  animali ,  è  da  tempo  immemorabile  cb 
si  ricava  la  gelatina.  Tanto  la  gelatina  quanto  1'  osseina  ebbero  fautori 
<ietrattori  ;  ma  essendosi  fra  questi  ultimi  schierato  un  illustre  fisiologo , 
Magendie,  perdettero  di  credito  e  furono  considerate  come  sostanze  ne 
nutritive.  Nonostante  il  responso  del  Magendie  nelle  case  e  negli  ospedr 
si  è  sempre  continuato  la  preparazione  e  l'uso  della  gelatina  ;  e  in  occ 
sione  dell'ultimo  assedio  di  Parigi,  lo  studio  della  questione  fu  ripreso  < 
altri  valenti  scienziati ,  quali  il  Gherardt  e  Dumas ,  e  ne  conclusero  ci 
e  l'osseina  e  la  gelatina  sono  un  alimento,  che  convenientemente  preparat 
nutre  e  piace.  Infatti,  durante  l'assedio  se  ne  fece  esteso  commercio. 

Ma  la  quistione  della  gelatina  e  delle  sostanze  gelatinoidi  come  alimen 
deve  pur  essere  riguardato  sotto  altro  aspetto,  e  cioè  se  provvedendo  ag 
imperiosi   bisogni  della  fame  ,    siano    pure  in  grado  di  riparare   le  perdil 


—  239  — 
contìnue  dell'  organismo ,  di    sostenerne  le  forze   e  di  porgere  i  materiali 
neceatuì  al  suo  incremento  e  sviluppo  siccome  è  proprio  del  vero  nutrimento. 

Molte  sostanze  alimentari  che  nei  tempi  ordinari  non  sono  mangiate  per 
avarìe  sofferte,  possono  venire  utilizzate  in  circostanze  di  penuria.  U  calore, 
tanto  per  via,  umida  che  per  via  secca,  può  risanare  la  carne  in  via  di  pu- 
trefazione, quella  d'animali  morti  per  malattia,  il  pane  ammuffito,  le  farine 
alterate.  Le  eventualità  di  guerra  privando  delle  risorse  che  si  possono  rica- 
vare dalle  ossa,  dal  sangue,  dalle  pelli,  dal  cacao,  zuccaro  e  caffè,  ve  ne  sono 
altre  offerte  dalle  frutta  e  dai  vegetali  che  ordinariamente  non  servono 
di  alimento  all'  uomo. 

Tutti  i  semi,  i  frutti,  i  tuberi,  le  radici  e  le  erbe  fresche  possono  servire 
di  alimento.  Eccezione  fatta,  ben  inteso,  di  quelle  qualità  che  sono  noto- 
riamente velenose  o  che  al  gusto  si  sentono  acri,  e  nauseabonde.  Le  erbe 
vogliono  esser  cotte  o  condite  con  sale  o  nitro.  Infatti  nei  tempi  di  carestia 
si  sono  osservati  individui  morti  di  fame  collo  stomaco  ripieno  di  erbe 
crude.  I  licheni  e  le  alghe  tanto  d'acqua  di  mare  quanto  di  acqua  dolce 
possono  in  casi  estremi  servire  di  alimento.  L' illustre  viaggiatore  Ron- 
<^ole  Gessi  quando  si  trovò  isolato  nel  Nilo  circuito  dagli  Ambasc,  restò 
senza  viveri  coi  500  suoi  compagni  e  si  lui  che  questi  dovettero  nutrirsi 
di  un'alga  d'acqua  dolce  che  cresce  in  quei  luoghi;  ma  pur  troppo  su  500, 
450  morirono  II 

Ora  poche  parole  circa  T  alimentazione  del  nosfro  soldato  ammalato. 

Fra  gli  esercenti  la  difficile  arte  del  guarire  non  regna  un  perfetto  accordo 
^irca  il  modo  di  alimentare  gli  infermi.  Alcuni  pochi,  stanno  per  l'aliraen- 
^ione  scarsa  e  poco  nutriente  partendo  dal  principio  che  il  tessuto  am- 
njalato  dovendo  eliminare  il  principio  morboso  per  guarire  non  v'è  di  meglio 
^^e  lasciarne  l'incarico  all'ossigeno  dell'aria  ed  all'acqua.  A  conferma  della 
^oro  massima  citano  il  fatto  che  l'ammalato  e  soprattutto  l'ammalato  di 
*^alattia  generale  {morbus  totius  sub  stantìa),  per  istinto  non  mangia. 

Altri  invece,  convenendo  che  l' organismo  ammalato  debba  espellere  quella 
parte  di  tessuto  che  è  alterata,  consigliano  di  introdurre  nel  corpo  la  mag- 
gior  quantità  possibile  di  alimenti  respiratori  e  plastici  allo  scppo  di  com- 
partirgli la  forza  sufficiente  per  eliminare  la  parte  incongrua.  Ma  seguendo 

*  tutto  rigore  le  loro  teorie  succederebbe  che  i  primi  farebbero  morire  l'am- 
^3lato  d'inedia,  e  i  secondi  d'indigestione.  Si  gli  uni  che  gli  altri  con- 
tengono che  il  cibo   per  gli  ammalati  deve  essere  di  facile  digestione.  Ma 

*  assurdo  il  negarglielo  o  darne  pochissimo  quando  l'ammalato  abbia  fame, 
sotto  la  speciosa   ragione  che  prima  di  mangiare  debba  liberarsi  di  quelle 


—  14°  — 
parti  che  non  sono  sane;  ed  è  parimente  assurdo  di  dare  una  costoletta 
quando  lo  stomaco  non  ha  succo  gastrico  per  digerirla  o  dargli  degli  alcoca 
liei  quando  brucia  di  calore,  sempre  per  la  speciosa  ragione  che  Talcocia 
ossidaildosi  risparmia  I*  organismo  e  che  perciò  non  si  indebolisce.  Come  i  : 
tutte  le  cose  fra  i  due  cammini  opposti  ed  entrambi  pericolosi ,  ve  n'è  i& 
terzo  che  conduce  senza  precipizi  ad  una  meta  che  se  non  è  V  ideale  è  per- 
soddisfacente.  Non  negherete  all'ammalato  un  alimento  respiratorio  legge:] 
mente  eccitante,  come  un  brodo,  una  zuppa,  una  minestra  di  riso,  un  caC 
quando  non  solo  lo  tollera  ma  lo  appetisce;  dargliene  dei  respiratori,  A< 
plastici  e  dei  nervosi  per  riparare  le  perdite  indotte  dalla  malattia  se  di^  « 
riti  o  desiderati ,  ecco  la  giusta  via  suggerita  dalla  pratica  e  dalla  scienr^i 

Nei  nostri  ospedali  militari  si  segue,  in  get^erale,  questa  strada,  ma  ià<d 
mi  posso  tacere  dal  segnalare  un  fatto  che  mi  sembra  un  difetto.  Molti  di 
nostri  ammalati  per  malattie  locali  mangiano  i  tre  quarti  della  porzione  i 
due  pasti  eguali.  Il  i.°  verso  le  io  del  mattino,  il  2.°  alle  4  y,  della  se r^ 
Dalle  4  ^3  pom.  alle  io  ant.  passano  quasi  18  ore  senza  che  il  pover 
ferito,  oftalmico  o  venereo  possa  confortare  il  suo  stomaco  con  un  cibo  < 
con  una  bevanda.  Ben  è  vero  che  coli*  autorizzazione  del  Direttore  gli  si  pu< 
dare  un  caffè  e  latte  o  una  zuppa  prima  della  visita  del  mattino;  ma  ì 
caffè  e  latte  disturba  spesso  i  calcoli  economici  del  Direttore  e  non  vien< 
sempre  accordato.  E  la  zuppa  non  si  accorda  o  non  si  prescrive  sapendo  i? 
che  le  zuppe  del  mattino  dimagrano  il  brodo  che  deve  servire  per  1 
minestre. 

Coi  tre  quarti  della  porzione  d'ordinario  è  prescritto  il  vino  nella  do^^ 
di  25  centilitri.  Questo  vino  è  scelto  e  perciò  piace  molto,  pure  non  pas^ 
giorno  senza  che  gli  ammalati  dimandino  di  non  riceverlo  per  avere  in  su^ 
vece  una  zuppa  o  un  caffè  al  mattino. 

Nei  grandi  ospedali  di  Parigi  e  di  tutta  la  Francia,  prima  della  visita  cL 
mattino,  salvo  casi  eccezionali,  si  dà  una  zuppa  di  magro,  con  burro,  cioè, 
con  olio. 

Negli  ospedali  civili  di  Bologna,  di  Verona,  di  Padova,  di  Rovigo  e    ^ 
quello  pure  di  Mantova,  e  forse  in  molti  altri  d'Italia,   si  dà  una  zup^ 
col  brodo,  col  latte,  od  il  caffè  prima  della  visita   mattutina.  E  faccio  v 
perchè  qualche  cosa  di  analogo  si  faccia  anche  nei  nostri  ospedali  milit 
dove  il  soldato  deve  guarir  presto,  bene  e  colle  minori  sofferenze  possibii 


—  a4x  -^ 


TOPOGRAFIA 
E  STATISTICA   MEDICA   DEL    COMUNE   DI  RAPOLANO 

del  Dott.  Vittorio  Rovini. 

{Memoria  premiata), 

INTRODUZIONE. 

Qaanto  elevato  ed  importante  sia  il  concetto. di  una   Geografia    Medica 
""llibnay  non  avvi  alcuno,  per  quanto  poco  versato  nelle  mediche  discipline, 
|de  non  sappia  apprezzare  in  tutta  la  sua  estensione.  Basterà  accennare  a 
I  fwto  proposito ,  come  egregiamente    diceva  il  dott.  Zampa  Raffaello   nel 
1S7S  rivolgendosi  a  tutti  i  medici  condotti»  che    una    delle  questioni  che 
(i  di  sovente  si  affacciano  alla  mente  del   medico  il  quale    cerca  di  rag- 
pngere  le  cagioni  dei  morbi  e  della  loro  fenomenologia,  è  quella  di  sa- 
yere  non  solo  secondo  quali  condizioni  individuali  si  manifestano  le  malattie, 
m  eziandio  se  esse  si  osservino  in  qualunque  luogo,  colla  stessa  frequenza, 
colk  stessa  forma,  col  medesimo  andamento  e  colla  medesima  intensità.  Ne 
fiene  da  ciò  che  a  raggiungere  tutte  queste  condizioni  illustrative  dei  morbi 
die  si  verificano  nelle  singole  regioni,  debbano  di  preferenza  tutti  i  medici 
condotti  concorrere  colFopera  loro,  illustrando  ciascuno  il  territorio  nel  quale 
esercita  Tarte  salutare,  per  venire  cosi  con  una  sintesi   giudiziosa  raggrup- 
pindo  ciascuna  di  queste  parziali  topografie,  a  gettare  le  basi  di  una  Geo- 
grafia Medica  Nazionale. 

Opera  lunga  ed  ardua  sarà  questa  Certamente,  ma  non  per  questo  dob- 
biamo noi  medici  sgomentarci  in  faccia  a  siffatte  difficoltà,  pensando  che 
opere  di  ben  altra  importanza,  sia  scientifica  che  materiale,  sono  state  com- 
piate dagli  stranieri.  Valgano  per  tutte,  le  topografie  e  statistiche  mediche 
oniversali  siccome  quelle  dell'Hersch  e  del  Boudin.  Non  aspettiamo,  seguitava 
benissimo  a  dire  il  sunnominato  dott.  2^mpa ,  che  un  qualche  straniero 
venga  a  favorirci  di  un*  opera  in  faccia  a  cui  i  nazionali  avessero  indie - 
txcggiato. 

Con  questo  nobile  fine,  e  neirinteresse  pure  del  Comune  che  forma  sog- 
getto di  questa  illustrazione,  mi  accingo  ancor*  io  a  portare  il  mio  piccolo 
sassolino  al  grandioso,  gigantesco  edifìcio  nazionale. 

16 


242    — 


PARTE  PRIMA 


CAPITOLO  L 

Cenni  storici,  giacitura  e  confini  del  Comune  di  Rapolano. 

Rapolano  è  una  terra  della  Provincia  superiore  senese,  situata  nella  "^ 
d'Ombrone,  quindici  miglia  distante  da  Siena  per  il  lato  di  levante  a  4 
17/  ^f\  ^  latitudine  e  29^  16',  18"  di  longitudine.  Appartenne  t 
volta  con  tutte  le  sue  dipendenze  all'antica  e  potente  famiglia  dei  Co 
Cacciaconti,  più  generalmente  conosciuti  còl  nome  di  Conti  delFAscialei 
o  Scialenghi.  Avendo  però  costoro  tentato  di  scuotere  il  giogo  della  1 
pubblica  Senese,  a  ciò  ajutati  /dal  vescovo  di  Arezzo,  e  ricuperare  V  al 
castello  di  Asciano,  già  da  loro  donato  nel  1168  alla  medesima  Repubbli 
si  sbigottirono  dell'armata  che  nel  febbrajo  del  1197  i  Senesi  mandare 
in  Asciano,  e  rinunziando  al  dominio  dispotico  e  feudale  di  molte  tei 
fra  le  quali  Rapolano,  si  sottomisero  al  Comune  di  Siena  ed  obbligaro 
a  restituire  ai  Conti  Baroti  le  terre  di  Farneta,  Montalceto  e  San  Gii 
gnanéllo. 

Da  quest'epoca  in  poi  dovette  Rapolano  subire  gli  eventi  fortunosi  ed 
giogo  della  Repubblica  Senese,  tanto  che  nel  1205,  o  come  altri  dice 
1209,  fu  occupata  ed  intieramente  distrutta  dai  Fiorentini. 

Nel  1267  quando  già  questa  terra  era  ritornata  a  risorgere  e  popola: 
e  fino  dall'anno  avanti  vi  era  stato  insediato  un  Podestà,  fu  nuovame: 
assediata  dai  Senesi  per  cacciarne  Ranieri  e  Aldobrandino  da  CaccÌ2 
della  famiglia  Ricasoli,  allora  cittadini  senesi,  ma  ribelli  perchè  seguiva 
la  parte  guelfa  e  si  erano  impadroniti  a  tradimento  di  Rapolano,  d( 
Serre  e  di  Armajolo,  e  dopo  quindici  giorni  d'assedio  fu  nuovamente 
condotta  sotto  il  dominio  della  Repubblica  Senese.  Erano  già  i  Sen 
passati  al  partito  guelfo,  quando  nel  1306  temendo  che  i  Ghibellini  ri 
giatisi  in  Arezzo  s'impossessassero  di  Rapolano  per  far  danno  a  Siena,  < 
cretarono  di  demolirne  le  mura. 

Nel  1 3  3 1  però  essendo  i  Rapolanesi  in  unione  dei  Senesi  valorosamei 
riusciti  nell'impresa  contro  i  Conti  Aldobrandeschi  di  Santa  Fiora,  furo 
loro  concedute  dalla  Repubblica  di  Siena  privilegi  ed  immunità,  e  nel  13 


—  «43  — 
nlero^  dietro  deliberazione  del  Consiglio  generale,  ricostituite  nuovamente 
kloro  mura.  Gli  ultimi  avvenimenti  fatali  a  Rapolano  furono  quelli  stessi 
'dienei  1554  spensero  la  libertà  senese:  e  passata  Siena  in  possesso  della 
osa  Medicea»  non  ebbe  più  parte  alcuna  nella  storia  politica»  né  presentò 
altro  che  meritasse  una  particolare  commemorazione. 

la  quanto  al  suo  significato  etimologico,  potrebbe  darsi,  come  dice  un 
asooimo  scrittore,  che  da  Ara  apud  Anum  (vecchiarda)  derivasse  il  nome 
<ii  Rapolano,  non  trovandosi  altra  plausibile  ragione  etimologica  che  valga 
1  sostenere  il  significato  delle  voci  che  lo  compongono:  e  ciò  dalle  prime 
ose  o  capanne  che  avranno  preso  il  nome  dall'Ara  della  Fata  o  Dea,  al- 
togatrice  del  fonte  prodigioso. 

I  confini  di  questo  Comune  sono  :  a  tramontana  col  Comune  del  Monte 
Sm  Savino,  a  levante  con  Sinalunga  e  in  parte  con  Lucignano,  a  ponente 
COQ  Asciano  e  in  parte  con  Castelnuovo  Berardenga,  ed  a  mezzogiorno  con 
Asciano. 

Nella  sua  parte  di  nord-ovest  è  traversato  dal  fiume  Ombrone  che  ha  la 
SK  origine  nei  vicini    monti  del    Chianti  e  va  direttamente  al   mare  al  di 
flopfa  di  Grosseto.  I  monti  che  Tattraversano  da  nord  a  sud  sono  dirama- 
Àni  dell'Appennino  Toscano  e  prendono  nome  dallo  stesso  paese  di  Ra- 
polano. Essi  hanno  al  loro  versante  occidehtale  una  piccola  pianura  deno* 
minata  della  Bestina  dal  nome  di  un  torrente    che  vi  scorre ,  e  attraverso 
U  quale  passa  la  strada  ferrata  che  si  dirige  verso  Grosseto,  ed  al  versante 
di  levante  altra  non  estesa  pianura  denominata  del  Sentino,  dal  nome  pure 
di  nn  piccolo  torrente,  e  per  la  quale  passa  la  ferrovia    che   va   a  Chiusi. 
Quest'ultima  pianura  si  vuole  che  in   antico    costituisse  un  lago,  chiusa 
come  è  d'ogni  intorno  da  colline;  ed  infatti  questa  tradizione  non  ripugna 
anche  oggi  nient'affatto  alla  mente,  osservando  la  topografia  della  medesima. 
Fra  i  colli  poi  di  Modanella  e  di   Monte-Martino   è  situato    altro    piccolo 
piano  attraversato  dal  torrente    Foenna   che  tra    Rigomagno    e    Farnetella 
-sbocca  nella  bella  e  fertilissima  Val  di   Chiana,  giusto  nel  fiume   che   dà 
nome  a  questa  valle.  In  generale  adunque  può  dirsi  che  il  territorio  rapo- 
lanese  sia  costituito  da  monti  e  da  vallate,  attraverso  delle  quali  scorrono 
dei  corsi  d'acqua  di  più  o  meno  importanza. 

Oltre  i  centri  prindpali  di  Rapolano  e  le  Serre  che  formano  due  Frazioni 
dbtintey  dascuna  delle  quali  elegge  separatamente  nel  suo  seno  i  propri 
Configlieri,  ma  che  però  formano  unitamente  un  medesimo  Consiglio  Co- 
munale, esistono  altri  quattro  casali  o  villaggi ,  due  dei  quali  Armajolo 
e  Poggio  Santa    Cecilia,  posti  nella    frazione    di    Rapolano,  gli  altri   due 


—  244  — 
Modandla  e  San  GemigDatiello   in  quella    delle  Setre.  Cla^CUfio  di  q«e^fi 
villaggi ,  tolto  Armajolo,  è  posseduto    intieramente  da  un    proprietaria  che 
vi  tiene  ia  sua  (attoria  con  casa  d'abitazione,  e  vari  quartieri  che  vengonc 
affittati  ai  suoi  dipendenti  e  che  lavorano  giornalmente  nei  propri  poderL. 

CAPITOLO  II. 

Natura  geologica  del  terreno. 

Risiede    il    paese    di   Rapolano   sopra    una  collinetta    o  promontorio  di 
travertino  elevato  sul  livello  del  mare    metri    403,129,  ed  è  posto  in  una. 
specie  di  valle  o  bacino,  limitato  a  ponente  dal   fiume  Ombrone,  ed  a  le- 
vante dalla  catena  dei  monti  detti  di  Rapolano  che  da  Palazzuolo  si  estende 
fino  a  Montalceto  in  direzione  dal  nord  al  sud,  e  separa  la  Val  di  Chiana, 
dalla  vai  d*Ombrone,  di  cui,  come  ho  detto,  forma  parte.    Il    castello  poi 
delle  Serre,  posto  circa   al  medesimo  livello  di  Rapolano,  è   fabbricato  iik 
parte  sopra  degli  strati  di  calcarea   compatta    grigia    alternati  da    altri   df 
pietra  cornea  ora  verdi,  ora  neri,  ora  rossastri,  come  si  osserva  specialmente* 
fuori  di  una  porta  posta  al  suo  scirocco.  Vi  regna   però    molto    ancora  il 
travertino  che  si  avanza  anche  al  di  là  del  castello  medesimo. 

Lateralmente  al  suddetto  promontorio  di  travertino  su  cui  è  poggiato* 
Rapolano,  si  trovano  pure  delle  incrostazioni  di  travertino  che  si  estendonoi- 
lateralmente  alla  medesima  terra,  con  qualche  irregolarità  ed  interruzione,, 
ed  a  molta  distanza  fino  al  limite  dell'Ombrone.  Queste  incrostazioni  tra- 
vertinose  in  alcuni  punti  sono  ricoperte  da  terreno  argilloso  posto  a  colti- 
vazione, in  altri  punti  sono  queste  masse  calcaree  più  montuose  e  più  ir- 
regolari. Alcune  di  queste  incrostazioni  medesime  appartengono  al  periodo» 
recente  e  sono  state  formate  dai  sedimenti  delle  copiose  acque  minerali  che- 
vi  scorrono,  altre  poi  rimontano  ad  un*  epoca  più  lontana,  giacché  vediamo- 
in  alcuni  punti  giacere  sopra  esse  la  ghiaja  marina  sciolta,  la  breccia  ghiajosa 
e  altre  deposizioni  del  mare,  che  costituiscono  quei  vasti  terreni  del  Senese 
chiamati  col  nome  di  crete.  Dal  suesposto  si  vede  chiaramente  che  queste 
deposizioni  marine  si  sono  colà  formate  sopra  il  travertino  stesso,  per  con- 
seguenza ]nù  antico  delle  medesime,  poiché  non  é  possibile  supporre  che 
quello  sia  venuto  a  formarsi  sul  fondo  del  mare  da  sorgenti  di  acque  ter- 
mali colà  situate.  Ed  infatti  come  accozzare  l'idea  di  sorgenti  calde  in  fòndo- 
«gli  abissi  del  mare?  Eppoi  come  combinarvi  la  decomposizione  di  quelle 
acque  termali  ed  una  tranquilla  deposizione  di  quelle  particelle  terrose  senza. 


—  245  — 
-'•B  <bperÀne  e  senza  miscela?  Vi  ha  di  più  che  non  si  vede  mai  mischiato 
ib  sostanza  del  travertino  qualche  prodotto  marino,  non  conchiglie ,  notfi 
fbaja,  noB  tufo  o  arena  né  altre  materie  insomma  che  ora  scorgiamo  stra- 
tiicate  in  quei  tratti  di  paese  che  le  acque  del  mare  già  lasciarono  a  secco. 
Delle  acque  minerali  tanto  termali  che  potabili  che  copiosissime  sgorgano 
alia  superficie  di  questo  territorio,  parlerò  a  suo  tempo  :  mi    basterà  per 
adesso  accennare  che  dalla  deposizione  di  esse  vien  formato  il  tartaro  cai- 
l«w  specialmente  dall'acqua    termale  di  Armajolo,  il  tartaro  o    sedimento 
ìMìurio  s^fi^ioso,  dairacqua  termale  di  Rapolano  (come  comunemente  viene 
flttuiiato  il  Bagno  caldo),  ambedue  composti  di    carbonato  di    calce  e  da 
J/ktoìà  dose  di  solfato  di  calce  con  tenuissima  quantità  di  silice.  Si  trova 
>8K  un  tartaro  giallognolo  ondato  e  dello   zolfo  cristallizzato  e   terriforme 
jwr  la  deposizione  della  surriferita  acqua  termale  detta  di  Rapolano. 
'  La  maggior  parte  dei  monti  di  questo  Comune  sono  formati  da  calcarea 
«ompatta,  bigia,  ed  alcuni  punti  più  alti  da  breccia  mista,  vale  a  dire  com« 
a  di  pietre  fluitate  selciose  di  cui  rimpasto    durissimo    che   le    lega  è 
imMto  da  calce  carbonata  e  silice,  e  di  cui  si  servono  per  le  costruzioni 
^  macine  da  mulino. 

'  I  minerali  che  si  rinvengono  in  questi  terreni  sono:  la  pietra  calcarìa 
essile  dendritica  nei  monti  di  Modanella,  il  bolo  rosso,  il  bolo  giallo,  la 
astice  ccMmea  cavata  fra  i  filoni  di  pietra  calcaria  presso  le  Serre ,  ed  in 
«ohi  punti  l'ossido  nero  di  manganese  disposto  a  filoni  verticali  o  paral- 
Icfi  o  intersecati  da  piccole  ed  ineguali  elevazioni  di  galestro  rosso,  verde 
«  giallo.  Quest'ossido  di  manganese  in  alcuni  luoghi  si  trova  compatto, 
in  altri  celluioso  e  ripieno  di  ossido  rosso  terriforme  di  ferro  che  tinge  come 
rematile  terrosa;  in  altri  punti  invece  cratiforme  ed  a  cellette  vuote  per 
essersi  disperso  l'ossido  di  ferro  che  le  riempiva. 

Unitamente  al  manganese  si  rinviene  nel  galestro  e  nel  diaspro  di  questi 
monti ,  specialmente  in  quello  di  Monte-Martino  e  della  Selva ,  piccola 
^santità  di  rame  sotto  forma  di  iniezioni  di  calcopirite,  spesso  convertita 
in  malachite. 

Come- era  naturale,  tanta  ricchezza  di  manganese  non  poteva  andare 
ignorata,  e  già  per  cinque  anni  continui  (dal  1875-79)  due  Società  hanno 
praticato  1* escavazione  di  questo  minerale  contenuto  nei  monti  della  Buo- 
nimegna  presso  Poggio  Santa  Cecilia,  in  quelli  della  Selva  e  di  Monte* 
Martino.  Queste  Società  mentre  pagavano  ai  proprietari  delle  miniere  circa 
dodici  mila  lire  in  tutto,  estraevano  annualmente  due  mila  tonnellate  di 
mfoerak,    ed  impiegavano  fra  uomini  e  donne  circa  350  a  400  individui^* 


—  246  — 

Da  ciò  ognuno  capisce  come  queste  due  lavorazioni  costituissero  per  j 
Comune  di  Rapolano  un  immenso  vantaggio,  avuto  riguardo  alle  condizioa 
economiche  degli  operai,  e  come  la  cessazione  delle  medesime,  sia  stati 
assolutamente  un  disastro,  giacché  nell'anno  susseguente,  vuol  per  la  scar- 
sità delle  raccolte,  vuoi  per  la  mancanza  di  altri  lavori,  si  verificò  in  questi 
paesi  una  miseria  tale  che  da  molto  tempo  non  era  stata  osservata. 

In  conseguenza  di  queste  lavorazioni  se  i  freni  del  buon  costume;,  per 
la  promiscuità  del  sesso  negli  operai,  venivano  d'alquanto  rallentati,  si  avevti- 
però  un  grandissimo  vantaggio,  oltre  che  nell'economia,  nella  conservazione, 
della  salute  :  e  ciò  dico,  perchè  dotato  come  è  il  manganese  potentemeatft 
di  un'azione  ricostituente  e  antisettica,  faceva  si  che  le  malattie  di  infe^ 
aione  come  tifoidee,  ecc.,  e  di  consunzione  come  tubercolosi,  clorosi,  ecc.a^ 
erano  rarissime  ad  osservarsi  negli  operai  addettL 

Anche  l'estrazione  e  lavorazione  del  travertino  costituisce  una  grande 
risorsa  per  Rapolano.  Il  travertino  di  questi  luoghi  è  di  un  bel  bianco  o 
dotato  di  una  maggiore  compattezza,  per  cui,  di  preferenza  del  travertinok 
proveniente  da  altri  luoghi,  viene  impiegato  per  fabbriche  ed  ornamenti  di^ 
architettura,  e  per  macine  da  uliviera. 

Tanto  celeremente  avviene  la  deposizione  del  tartaro  dall'acqua  di  Rapo- 
lano sopra  i  vari  oggetti  che  si  espongono  ad  esserne  rivestiti,  che  l'industriai 
ne  ha  tratto  profitto  per  costruirne  alcuni  lavori  graziosi,  intessendo  co&r 
ginepri,  pungitopi  ed  altri  vegetali,  dei  panieretti  e  dei  mazzetti  che  esposta 
allo  spruzzo  di  quelle  acque  acciocché  si  incrostino  del  candidissimo  tar^ 
taro,  in  '  pochi  giorni  compariscono  come  se  fossero  fatti  di  bianco  marmo» 

CAPITOLO  III. 

Acque. 

Onde  facilitare  la  descrizione  delle  acque  che  si  rinvengono  in  questo 
Comune,  credo  opportuno  fame  le  seguenti  distinzioni  cioè  : 

Corss  d acqua.  —  Acque  potabili.  —  Acque  termali  o  medicinali. 
Il  corso  principale  di  acqua  che  attraversa  questi  terreni  è,  come  ho 
detto  di  sopra,  il  fiume  Ombrone  il  quale  molto  prossimo  qui  alle  sue  sor* 
genti  dei  monti  del  Chianti,  non  ofire  un  letto  molto  largo  né  profondo, 
e  non  dà  per  conseguenza  alimento  ad  alcun  stabilimento  industriale.  Ne 
viene  quindi  il  torrente  Foeuna  che  in  direzione  da  nord  a  sud  bagna  i 
piedi  del  colle  di  Modanella,  e  fra   Rigomagno  e  Farnetella  sbocca,  come 


—  247  — 
^  *b  gft  accennato^  nel  fiume  Chiana  portandovi  le  sue  torbide  ed  impetuose 
|ieBe.  Altri  torrenti  di  molta  minore  importanza  sono   la  Sestina  ed  il 
latino  influente  quest'ultimo  della  Foenna. 

.  A  proposito  del  Sentino,  è  prezzo  dell'opera  il  notare  come  avendo  esso 

■  kcto,  se  non  ad  uguale  livello,    certamente  di   poco   inferiore  a  quello 

ddfe  fosse   della  pianura   che  vi  immettono,  ne  consegue  che  in   queste 

jndette  fosse  abbiamo  un  ristagno  generale  delle  acque  che  nell'estate  di- 

mgono  limacciose  e  fetenti,  e  formano  un  valido  coefficiente,  come  sotto 

(bòg   per  k>  sviluppo  delle  febbri  da  malaria.    Già  la    temperatura  stessa 

notti  che  subentrano  alle  stesse  giornate  le  più  calde  del  luglio  e  del- 

H^fOBto,  è  fredda,  e  molto   differente   in   questa   pianura  ancora    a   quella 

si  verifica  nell'interno  del  paesello  delle  Serre  che  vi  sovrasta. 

Le  acque  che  si  usano  per  bevanda  e  per  gli  usi  domestici  sono  :  l'acqua 

ynma,  l'acqua  proveniente  da  stillicidio  nei  bottini,  l'acqua  d' infiltrazione 

ì  posa  e  l'acqua  di  sorgente  o  di  vena. 

Di  q[iieste  quattro,  specie  di  acqua,   distinte   secondo  la   loro  immediata 

yoTCMcnza  e  modo  di  raccoglierle,  la  più  generalmente  usata  per  bevanda 

è  l'acqua  piovana;  ne  viene  quindi  l'acqua  di  stillicidio  nei  bottini,  e  final- 

l'acqua  di  sorgente.  In  ben  pochi  luoghi  si  usa  l'acqua  d'infiltrazione 


n  finto  solo  dell'uso  cotanto  esteso  che  qui  si  fa  dell'acqua  piovana,  è 
fk  ma  implicita  dichiarazione  che  nella  maggior  parte  del  nostro  Comune 
■aiif  lino  copiose  sorgenti  di  acqua,  o  se  vi  sono,  non  riescono  buonissime 
a  beversi  od  offrono  il  difetto  della  lontananza,  inquantochè  il  ricorrere 
alTacqua  che  cade  dall'atmosfera  sotto  forma  di  pioggia  per  provvedere 
alla  comune  bevanda,  importa  di  necessità  continue  cure  alle  quali  l'indi- 
vìdoo,  la  famiglia  e  l'Amministrazione  Comunale  non  vi  si  sottopongono 
se  non  vi  sono  spinti  dalla  necessità.  Quest'acqua  piovana  viene  raccolta 
sai  tetti  e  da  questi  guidata,  per  mezzo  di  canali  di  latta  o  di  terra  cotta, 
■die  cisterne  o  pozzi  scavati  più  o  meno  profondamente  nel  suolo,  e  rive- 
stiti da  muro  formato  di  mattoni.  Per  l'abbeveramento  degli  animali  viene 
accolta  l'acqua  in  piccoli  laghetti  artificiali  escavati  nel  terreno  ed  in  pros- 
sinità  delle  case  coloniche,  l'acqua  dei  quali  si  mantiene  generalmente  tor- 
bida e  limacciosa,  per  la  terra  che  continuamente  vi  rimane  sospesa,  e  per 
le  piante  o  avanzi  vegetali  che  vi  nuotano. 

Le  altre  specie  di  acqua  non  vi  entrano  che  come  sussidiarie,  e  solo  in 
campagna  le  acque  provenienti  da  stillicidio  nei  bottini,  acquistano  un  certo 
fndo  d'importanza.  Tutto  compreso  però  manca  assolutamente  la  quantità 


^ 


-=—  248  — 

déir  acqua    per  i  bisogni  della  popolazióne,  e  quando  abbondanti    pioggfS^ 
nell'estate    non  vengana  a  rinnovare  le  provviste  delle  cisterne  pubblidi^^ 
adagio  adagio  -anche  quelle  private  vengono  ad  essiccarsi,  quindi  la  nrrc»!' 
sita  di  ricorrere  per  gli  usi  domestici  all'acqua  di  vena  la  quale  è  alquanit^ 
distante  dai  paesi,  malagevole  n'esce  il  trasportarla  e,  non  essendo  rìpaml^ 
non  offre  neppure  una  certa  sicurezza  riguardo  alla  pulizia.  'fe* 

Vi  sono  pure  due  sorgenti  di  acqua,  una  nei  pressi  di  Armàjolo,  l'alMlft 
ih  prossimità  delle  Serre,  chiamata  quest'ultima  Fonteluco,  le  quali  meòOfl 
nelle  grandissime  siccità,  danno  un  getto  perenne  di  acqua.  Per  uso  alimeÉ^ 
tare  però  non  se  ne  usa  di  quest*  acqua  che  poca,  a  cagione  dei  mateiìi 
sòlidi  di  cui  è  ricchissima,  tanto  da  lasciare  nel  bollore  delle  incrost 
di  tartaro  nei  diversi  utensili.  Queste  acque  più  che  altro  servono  all'i 
di  pubblici  lavatoi. 

Ritornando  a  parlare  delle  acque   piovane  che  si  raccolgono  nei 
mi  dimenticavo  di  notare  come  esse  potrebbero  riuscire  migliori  se  maggie 
fosse  la  cura  nel  raccoglierle,  riButando  a  mo'  d*esempio  quelle  proveDÌ< 
da  pioggie  dopo  una  lunga  siccità  e  quando  i  letti  sono  sporchi  di  imraòtt^^ 
dizie,  come  pure  evitando  di  fabbricare  i  pozzi  troppo  in    prossimità  deU^^ 
stalle,  onde  evitare  l'infiltrazione  di  quei  materiali  putridi  -che    per   qudPBfc 
vicinanza  ne  succede.  ^  •        .     -*■ 

■  Delle  acque  termali  e  potabili  che  servono  ad  uso  terapeutico,  difiRai?— 
meifite  ne  parlerò  al  capitolo  Bagni.  Solo  mi  basterà  accennare  per  adesifti^ 
che  ricchissimo  di  queste  acque  è  il  territorio  rapolanese,  e  che  da  moM^ 
sècoli  sono  conosciute  ed  entrate  nel  dominio  della  terapeutica.  Sono  pci^ 
tanto  abbondanti,- che  nel  loro  decorso  danno  forza  a  ben  quindici  mifiàfi^ 
da  frumento  ed  altri  cereali.  .      .    ...'i; 

(.■'....  .  !  ; 

CAPITOLO  IV. 

Meteorologia. 

Le  condizioni  meteorologiche  in  generale  del  Comune  di'  Ra poiane  este* 
samente  si  possono  conoscere  osservando  le  seguenti  tavole  annesse  Rappre- 
sentanti un  settennio.  E  tanto  più  questo,  inquantochè  posti  i  paesi  ék' 
Kapolano  e  delle  Serre  al  medesimo  livello  ed  a  piccola  distanza  dalle 
città  di  Siena,  senza  che  monti  o  selve  ne  attraversino  la  vista,  si  ^  può 
assolutamente  assicurare  che  le  osservazioni  meteorologiche  fatte  nella.  Regie 
Università  di  Siena,  equivalgono  perfettamente  a  quelle  che  potrebbero  imi 


—   «49  — 
«el  Comune  di  Rapolano,  salirò  lievissime  differenze  per  le  condizioni  idtair-^ 
Jiche  dei  terreni. 

I.mesi  più  freddi  dell'anno  sono  il  novembre,  dicembre  e  gennajo  nei 
<)uali  la  temperatura  minima  è  stata —  6^  70  il  31  gennajo  1880  e  la 
massima  i7>^  1*8  novembre  del  medesima  anno.  La  temperatura  massima 
deD'estate  è  stata  37°  1*8  luglio  1881  e  la  minima  8°,  20  1*8  di  settembre 
del  1877  (s'intende  che  queste  temperature  sono  prese  col  termometro 
centigrado). 

Se  ben  si  osserva  si  vedrà  un  frequente  sbilancio  di  temperatura  da  un 
giorno  ad  un  altro:  questo  sbilancio  io  lo  reputo  la  ragione  per  cui  si  rendono 
cosi  frequenti  le  polmoniti  in  questo  territorio.  Il  maggior  numero  di  esse  è 
^to  nel  maggio  del  1879  quando  la  temperatura  di  questo  mese  era  rela- 
tivanaente  bassa,  tanto  da  avere  una  minima  di  5^  20  e  molto  abbondante 
la  pioggia  caduta  nei  diciannove  giorni  in  cui  si  verificò.  Anche  nel  primo 
trimestre  del  1881  abbiamo  frequenti  le  polmoniti,  nel  qual  trimestre  avemmo 
«na  minima  di  —  4**,  e  prevalsero  i  giorni  con  nebbia  alternativamente 
con  pioggia  e  vento  forte.  In  quei  mesi  dell'anno  nei  quali  predomina 
l'asciuttore,  anche  con  una  temperatura  molto  bassa,  rare  sono  le  malattie 
di  petto  ed  in  special  modo  le  polmoniti. 

Riguardo  allo  sviluppo  delle  febbri  intermittenti,  noterò  per  adesso,  che 
il  più  spesso  si  verificano  quando  alle  abbondanti  pioggie  della  primavera, 
succede  un'assoluta  siccità  nell'estate  e  nell'autunno.  A  confortare  questa 
luia  affermazione  derivata  dalla  pura  esperienza  di  tutti  vgli  anni,  son  lieto 
^  venga  in  aiuto  l'osservazione  della  tavola  V,  dove  si  vede  che  nel  1879 
^opo  le  abbondanti  pioggie  del  maggio  e  dei  mesi  precedenti,  succede  una 
siccità  tale,  che  nei  sette  mesi  che  corrono  dal  giugno  al  dicembre,  per 
^oli  ventisette  giorni  cadde  la  pioggia,  e  pochissimo  abbondante,  tanto  da 
'^^^e  tempo  ai  pantani  di  essiccarsi  e  dar  luogo  allo  sviluppo  della  malaria, 
l^a  dò  ne  accadde  che  i  casi  di  febbre  intermittente  salirono  in  quell'anno 
all'enorme  cifra  di  SS 4»  numero  questo  che  è  il  più  alto  del  quinquennio 
^877-81. 

^-a  pertosse  e  le  parotidi  dominarono  più  che  altro  nei  primi  cinque 
mesi  dell'anno  1879,  quando  la  pioggia  cadeva  interrottamentc,  e  nei  primi 
^**e  trimestri  del  1881  nei  quali  sempre  prevalsero  i  giorni  con  pioggia  e 
nebbiosi.  La  scarlattina  al  contrario  ebbe  sviluppo  nel  mese  di  giugno  e 
seguitò  fino  all'ottobre  durante  la  grande  siccità  del  1879.  Lo  stesso  dicasi 
^^:?ari  casi  di  miliare.  In  quanto  alla  difterite  la  vediamo  dominare  cpn 
gualche  ^so  in  ogni  stagione  :  più  che  altro  però  si  è  verificata  nel  secondo 


—  tso  — 
p  Mèo  uimestre  del  iSSi»  quando  U  temperatura  era  molto   calda    tante 
(U  «vvre  rs  luglio  una  massima  di  37.* 

01  tutt«  le  stagioni  qiirila  die  si  rende  la  pia  salnbre  è  1*  inverno,  m 
\ÌPM  quindi  in  secondo  luogo  Fantonno,  e  meno  di  tatto  Testate  per  li 
(pbbd  da   malaria  e  la   pcimaTera   per  le  malatiir  esantematiche  e  le  poi 

mpuiti. 

Ki|Kuardo    ad   altri    particolari   rimando  il  lettore   all'osBerrazione  delk 

lav(>l«  K\\xi  annesse  (>^ 


(1)  Debbo  alla  cortesia  del  caT.  prof.  Cesare  Toscani,  Direttore  delI'Ossenratorio  meteo* 
di  Siena,  i   dati   per  la  compilazione   delle  annesse   tavole,  dd  quali   pubblica 


—  25^  — 


Tsv^a  /: 


Ktssanfo  di  Osservazioni  meteorologfclie  fatte  a  Siena  nell'Osservatorio 

della  Regia  Università  nell'anno  1875.- 


PERIODO 

TEMPERATURA 
CENTIGRADA 

9I 

74.4 
90,0 

64.2 

ACQUA 

caduta 

NUMERO  DEI  GIORNI 
con 

STATO 

VML  CIKU) 

giorni 

VENTI 
dooii- 
aanli 

li 

1 

4 

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,  I*  Decade 

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5.51 
8.36 

6.37 

10.20 
13.20 
12,70 

7 
8 

6 

1,00 
5,00 
0,30 

I 
1 

4 

16,52 

10,20 

3.18 

2 
2 

4 

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3 

2 

I 

2 

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2.87 

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13.00 

7.70 

2 

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8 

3.60 
4,60 
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9 

2 

3 

59.6 
61.0 
82,1 

1,80 
16,65 
40.72 

I 

3 

5 

I 

2 

2 

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7 
6 

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2 

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I*  Decade 

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7.26 

5.87 

13,20 

12.10 
16.00 

8 
I 

7 

1.30 
1,90 

1,90 

6 

IO 

3 

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65.5 
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40,19 
16,22 

9,29 

5 
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3 

2 

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1 

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I*  Decade 

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10.96 
9.20 

12,55 

16,40 

17,80 

21,16 

2 
10 

IO 

5»  20 
1,00 
5.90 

5 

5 
6 

63.9 
54.5 
63.1 

13.55 
25,14 
26,62 

4 
3 

4 

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1 
1 

2 

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2 
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6 

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1 

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EN-E 

1 

I*  Decade 

16.19 

19.57 
21,50 

27,70 
27,00 
29,40 

IO 

1 
3 

8,30 
12.30 
14,10 

1 

3 
9 

68.2 
46,9 
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9.29 

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I*  Decade 

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1 

22.47 
22,24 

19.40 

30,70 
29.80 

28,00 

8 
6 

3 

14.40 
14.20 
"3.00 

6 

9 

1 

52,8 

58,3 
71.1 

7.07 

32,37 
58.00 

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1 

24.27 
21,23 
22,50 

34,80 
29.70 
29.40 

7 

2 

11 

17.00 
14,00 
17,00 

I 
8 

5 

590 
62,2 

51,5 

3.25 

32,44 

3.32 

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4 

I 

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I 

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1 

20,99 
26,91 

24.35 

28,70 
33.00 

3«.8o 

10 

9 
I 

14.80 
«9.30 
15.30 

5 

I 

II 

69,2 

44.1 
55.0 

48,80 
44.61 

6 

2 

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1 

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20,01 
19,11 

26.50 
28,00 
26,30 

10 

4 
4 

14.20 
12.40 
12,00 

4 
8 

6 

56,8 
54.0 
57,7 

0.28 
1.77 
3.55 

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18,20 

9 

9 

I 

10,30 
7.80 
5.40 

3 

3 
II 

63.0 

83.1 
78,4 

15.05 
129,48 
133,78 

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1 

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4.76 

1640 

17,00 

8,80 

IO 

5 

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4.00 
4.90 
1,30 

4 
7 
3 

74.2 
96,0 

85.9 

7.50 
10,34 
53,55 

3 
3 

7 

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5.55 

9.90 

9,00 

10,60 

2 

9 

4 

2,30 

I.OO 

0,50 

9 

2 

II 

89.4 
92,6 

94.5 

90.80 

13.69 

1.55 

6 

2 
2 

I 

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4 

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4 

4 

2 

8 
4 
5 

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E 

EN-E 

25.2    

Tavola  II, 

Riassunto  di  Osservazioni  meteorologiche  fatte  a  Siena  nell'Ossenratorit 

della  Regia  Università  nell'anno  1876. 


TEMPERATURA 

NUMERO  DEI  GIORNI 

STATO 
DSL  ctnjt 

1 

CENTIGRADA 

<    ^ 

con 

f 

fiorai 

V 

MESI 

PERIODO 

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1.74    9.20 

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57.6 

17.85 

5 

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1.     ,     , 

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5.34 

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0,90 

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7,41 

11,00 

3 

2,10 

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60,27 

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I 



2 

2 

2 

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I 

I 

8 

1 
1 

Febbraio.  ]  2^       » 

6,25 

14.50 

IO 

1,00 

3 

80.6 

4,77 

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2 

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3:4 

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17.30 

2 

4.00 

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74.8 

3.25 

2 

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Osservazioni  meteorologiche  deirar.no  1877. 


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Osservazioni  meteorologiclie  deiranno  1878. 


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Osservazioni  meteorologiche  deiranno  1879. 


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Osservazioni  meteorologiche  dell'anno  1880. 


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I*  Decade 
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61,3 
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75.6 
63.0 

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46.4 
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81,7 


1,40 


7.46 
22,07 


',85 
34.60 

78,50 
12,80 

7,05 

93.18 

72.74 
2,00 

41,90 
3.92 
7,15 


68,47 

50,36 

1,25 
3>,>2 

1,35 

46,75 
68,46 


120.70 
26,30 

59.83 

0,36 

10,40 

8,63 


NUMERO  DEI  GIORNI 

con 


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STATO 

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5 

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6 

2 

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8 


—  257  — 


Osservazioni  meteorologiche  delfanno  1881. 


Tavola  Vii. 


PERIODO 

TEMPERATURA 
CENTIGRADA 

a  fi 

2    § 
<   3 

NUMERO  DEI  GIORNI 
con 

STATO 

DU.  CIELO 

giorni 

VENTI 
domi- 
nand 

1 

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3 

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9 
9 

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-1.90 
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89,0 

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65.55 
33,35 

7 
6 

5 

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15,30 

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—  258  — 
CAPITOLO  V. 

Coltivazioni. 

Volendo  brevemente  descrivere  lo  stato  dell*  agricoltura  nel  Comune 
Rapolano,  accennerò  in  primo  luogo  le  qualità  diverse  di  terreno  agrar 
che  costituiscono  questo  territorio,  quindi  le  rotazioni  che  sono  in  uso  s 
in  collina  che  pianura,  accennerò  alle  due  razze  affatto  diverse  di  vacci 
che  si  allevano,  e  finalmente  toccherò  succintamente  della  coltura  del 
diverse  piante  arbofee  e  dei  boschi  e  delle  altre  coltivazioni,  come  pa 
al  contratto  di  colonia  parziaria  che  è  in  uso  fra  di  noi. 

Tra  i  terreni  di  collina,  Punico  che  possa  dirsi  terreno  sciolto  e  sotti 
è  quello  denominato  tufo  e  dai  geologi  sabbie  gialle:  questo  che  ricop 
molto  spesso  la  parte  superiore  di  molti  piccoli  poggi,  si  presta  facilmen 
alla  coltivazione  delle  piante  legnose  e  dei  cereali,  richiede  frequenti  lei 
mazioni  di  concimi  grossolani,  e  rigogliosamente  dà  vita  alle  piante  art 
ree,  benché  con  un  periodo  di  vita  meno  lungo  che  nei  terreni  contenei 
r  argilla.  Il  vino  e  Tolio,  provenienti  da  piante  che  si  coltivano  in  ques 
terreno,  vanno  distinti  per  il  loro  gusto  squisito,  ed  il  vino  specialmei 
per  quel  pregio  particolare  che  gli  fa  acquistare  il  nome  di  vino  asciuft 

La  creta  primeggia  fra  i  terreni  di  collina  grossi  e  tenaci,  anzi  presen 
alcuni  caratteri  speciali  e  ricopre  una  larga  zona  di  terreno  solcato  • 
profondi  burroni  :  presenta  in  generale  un  colore  cenerognolo,  qualche  yóì 
giallastro  in  modo  da  simulare  uno  strato  di  tufo.  Questa  parte  di  territ 
rio,  che  forma  pure  un  buon  tratto  della  provincia  senese,  fu  un  temp 
produttivo;  ma  la  guerra  e  la  pestilenza  ne  cacciarono  e  distrussero  g 
abitanti  per  cui  le  acque  cadenti  su  quelle  colline  ed  abbandonate  a  loi 
stesse,  le  dilavarono  del  terreno  arabile,  e,  ponendo  allo  scoperto  il  sott( 
suolo  infecondo,  ne  sbandirono  la  produzione.  Questo  terreno  offre  singc 
lari  condizioni  di  tenacità  e  di  impermeabilità,  a  cagione  dell'allumina  et 
contiene  abbondantemente  allo  stato  di  silicato,  s'impasta  sotto  Fazione  del 
pioggia  e  difficilmente  permette  che  Tumidità  penetri  nel  sottosuolo;  pe 
lochè  avviene  che  l'umidità  stessa  non  potendosi  eliminare  che  per  eflfet 
dell'evaporazione,  lungamente  vi  stanzia  con  nocumento  delle  piante,  con 
ben  di  frequente  impedisce  che  a  tempo  opportuno  vi  si  possano  esegui 
i  lavori.  Inoltre  disseccandosi  per  i  calori  estivi,  fortemente  indurisce, 
presenta  allora  serie  difficoltà  per  essere  questa  terra   maneggiata  e  prep 


—  259  — 
xata  alla  sementa.  Per  A  carattere  poi  speciale  dèirargilla  di   diminuire  di 
Tolume    per    effetto   del  calore  nei  mesi  d'estate,  la  creta  si  apre  con  più 
o  meno  larghe  crepe,  per  cui  questo    terreno    non    è    adatto    alla    coltura 
delle  piante  arboree,  ma  piuttosto  a  quella  del  frumento. 

11  grano  è  il  prodotto  più  importante  della  creta,  ed  è  pregevole  perchè 
j&ondo  di  altri  semi.  Questa  proprietà  però  è  subordinata  alle  seguenti  con- 
dizioni, cioè:  che  il  suolo  sia  arabile,  profondo,  e  ben  modificato  dagli 
agenti  atmosferici;  giacché  la  ragione  prima,  non  della  sterilità,  ma  della 
produzione  della  creta,  sta  nella  mancanza  o  nella  spessezza  del 
molo. 

Tra  i  prodotti   che    offrono    queste    crefe,   non    debbono    passarsi   sotto 

[lileDzio  i  caci  fatti  col  latte  delle  pecore  che  pascolano   queste   qualità  di 

^toreni  argillosi,  nei  quali  vegetando  molte  piante  aromatiche,  ed  in  ispecial 

[aodo  Tass^nzio  {artemisia  absiniium)^  per  esse   i    formaggi    acquistano    un 

ed  un  aroma  particolare  che  li  fa  molto  ricercare  ed  apprezzare  dai 

imatorì. 

Anche  l'alberese  ed  il  galestro  costituiscono  molti  dei  nostri  rilievi  mon- 

i,  e  con  il  loro  disfacimento    danno   luogo,  il  primo  ad  un  terreno  di 

ra  piuttosto  argillóso,  il  secondo  a  quelli  che  si  denominano  col  titolo 

terreni  mezzani.  % 

Quanto    alla    pianura,  predominando,  come    è    stato    notato,    nelle    col- 

e  nei  poggi  l'elemento  argilloso,  viene    manifesto    che    questi    terreni. 

Iti  da  più  o  meno  recenti  alluvioni,  e  composti  perciò  delle  particelle 

rose  trasportate  dalle  acque,  debbano   risentire    dell'elemento    principale 

[tìlé  terre  da  cui  queste  si  distaccarono. 

Enumerate  così  brevemente  le  principali  qualità  di  terreno,  verremo  ora 

dire  dell'ordine  e  degli  intervalli  con  cui  si  succedono  le  varie    colture. 

n  maggese  completo  è  in  pratica  nelle  terre  compatte  e  nelle  crete  sovra- 

|lÉto,  dove  diviene  una  necessità;  giacché  r^uesto    terreno    ha    bisogno    di 

lungamente    modificato    dagli  agenti  atmosferici  per  divenire  adatto 

jalla  coltura.    Nelle    terre  meno  argillose  al  maggese  nudo  si  sostituisce  la 

delle  baccelline,  le  quali  mentre  in  questo  terreno    vi.  prosperano, 

Itacono  ancora  a  fertilizzarlo  per  la  coltura  del  grano. 

Kdle    colline   poi  di  tufo  e  nei  piani  si  rimirano  i  campi  ora  lussureg- 

[futi  di  frumento,  ora  ricoperti  di  altre  variate    colture.  Si    preferisce    in 

I faggio   far    seguire    al    grano    le    fave  e  talvolta  alcune  graminacee  come 

roRo  o  fecandella. 

In  pianura  poi  gli  erbai  autunnali  e  invernali,  e  di  primavera  i  fagiuoli. 


—  26o  — 

i  siciliani  e  alcuna  volta  le  cucurbitacee,  occupano  il  terreno  che  fu  Fan: 
innanzi  destinato  alla  sementa  del  grano. 

Per  eseguire  i  lavori  rurali  ed  a  corredo  dell*  azienda  rurale,  abbiac 
due  razze  di  vaccine  differenti  ed  affatto  distinte  fra  di  loro,  vale  a  di 
la  razza  chianina  e  la  maremmana  ;  delle  quali  Tuna  si  adopra  preferìb 
mente  per  la  pianura  e  per  l'ingrasso,  e  l'altra  per  le  terre  più  dure  e  ss 
sose  perchè  produce  animali  più  forti  e  robusti. 

L'allevamento  delle  pecore  pure  costituisce  un  ramo  di  industria  agrico 
assai  importante,  e  per  mezzo  di  questi  animali,  che  si  nutrono  all'aperti 
e  solo  si  ricoverano  di  notte  alla  stalla,  si  utilizzano  le  erbe  naturali  e  spi 
cialmente  quelle  delle  sodaglie  che  più  frequentemente  s'incontrano  Del 
crete  lasciate  a  prati  naturali. 

Abbiamo  pure  due  razze  differenti  di  suini,  detta  una  gentile^  l'altra  neri 
per  i  quali  animali  destinati  all'ingrasso  si  ricava  un  notevole  profitto  dal 
nostre  quercete  e  leccete. 

Una  poi  delle  principali  risorse  di  questo  Comune  è  la  vite  e  l'ulivo  ci 
formano  l'ornamento  dei  ^nostri  campi  ed  allietano  le  apriche  pendici  • 
quelle  colline  il  cui  terreno  agrario  è  costituito  dal  tufo,  dall'alberese 
galestro.  Le  viti  si  coltivano  basse  e  a  filari  in  collina,  alte  ed  a  testu< 
chio  in  pianura  ;  però  non  si  prodigano  ad  ei^e  cure  particolari,  in  speci 
modo  per  la  qualità  dei  concimi,  che  come  ognun  sa  tanto  influisce  sul 
qualità  dei  vini.  Vi  sono  però  delle  eccezioni,  e  non  è  infrequente  il  ca; 
di  vedere  delle  colline  coltivate  a  cosi  detta  vigna  francese^  e  dalle  qu: 
si  ricava  un  buon  prodotto  di  vini,  sia  per  la  quantità  che  per  la  quali 
dei  medesimi. 

L'ulivo  è  coltivato  sulle  colline  d'alberese  e  galestro,  e  ancora,  ma  ce 
minore  successo,  nel  tufo.  Gli  olii  che  se  ne  ricavano  formano  uno  d 
principali  redditi  del  paese,  e  sono  giustamente  apprezzati  e  ricercati.  Alcu: 
di  questi  hanno  ancora  ottenuto  dei  diplomi  d'onore  in  varie  Esposizion 
come  accadde  al  compianto  sig.  Giustiniano  Gabbrielli  distinto  proprietari 
delle  Serre,  testé  defunto,  che  riportò  coi  suoi  prodotti  la  medagUa  d'ai 
gento  all'Esposizione  intemazionale  di  Parigi  del  1878  ed  altre  onorìficenj 
alle  Mostre  di  Melbourne,  Roma  e  Milano. 

Anche  la  coltura  del  gelso  e  l'allevamento  dei  filugelli  costituisce  in  ques 
luoghi  una  discreta  risorsa.  A  questo  scopo,  mentre  i  proprietari  dei  gel 
somministrano  la  foglia,  il  seme  vien  pagato  per  metà  dai  soci  che  si  ine 
ricano  dell'allevamento  dei  bachi  da  seta,  e  per  metà  vien  diviso  il  guadagni 

In  quanto  alle  norme  che  regolano  il  contratto  di  mezzeria  ed  al  sisten 


201    

<&  coHan,  dirò  che  i  poderi  o  colonie  sono  dal  padrone  del  fondo  córre* 
-dati  di  proporzionato  numero  di  semi  ed  animali,  ed  affidati  per  la  colti- 
ovazione  ad  una  famiglia  di  lavoratori  o  coloni,  i  quali  dividono  per  metà 
col  padrone  tutte  le  raccolte. 

Le  disposizioni  emanate  da  Pietro  Leopoldo  allo  scopo   di    promuovere 
ragricoltora  e  l'industria  rurale,  sono  quelle  che  tuttora  regolano  il  contratto 
i<&  colonia  parziaria.  Lasciato  libero  campo   alle    parti    contraenti,  cioè    a) 
judrone  del  fondo  ed  al  colono,  di  convenire,  però    in  autentica  e  valida 
forma,  quei  patti  e  condizioni  che  reputassero  più  opportune  e  convenienti 
^  comune  interesse,  si  stabili  che,  in   mancanza   di  patti  speciali,  la  niez- 
Jena  fosse  annuale,  con  disdetta  a  tutto  novembre,  cioè   dopo   eseguita  la 
^sbmenta  del  grano,  e  che  l'uscita  dal  podere  del  vecchio   lavoratore  avve- 
insse  entro  il  mese  di  febbrajo  ;  infine  si  prescrissero  le  norme  con  cui  do- 
vevano regolarsi  i  rapporti  reciproci  fra  il  vecchio  ed  il  nuovo  lavoratore» 
aa  per  la  sementa,  sia  per  quando  il  primo  si  porterebbe  ad   eseguire   la 
xurcolta  dei  cereali  già  seminati  nel  passato  autunno  nel  podere. 

Chiuderemo  questa,  ormai  lunga,  descrizione,  dicendo  che  le  imposizioni 
-de  gravitano  sulle  proprietà,  tanto  enormi,  sono  forse  la  cagione  per  cui 
i  proprietari  diffìcilmente  si  inducono  a  promuovere  i  lavori  agrari  per  il 
L<oiitinuo  e  progressivo  sviluppo  dei  loro  beni. 

CAPITOLO  VI. 

Animali  nocevoli. 

Non  essendovi  nel  comune  di  Rapolano  Fuso  della  coabitazione  cogli 
«oimali,  ne  viene  per  conseguenza  che  animali  nocevoli  o  pericolosi  per 
figiene  non  abbiamo  da  constatarne  :  lo  stesso  dicasi  per  ciò  che  riguarda 
Tagricoltura.  Animali  poi  che  si  rendano  pericolosi  col  loro  morso  a  cagione 
•é  un  virus  venefico,  non  ve  ne  sono,  se  si  eccettua  qualche  rarissima 
v^>era  o  qualche  scorpione  nelle  vecchie  muraglie.  È  largamente  difiuso 
jKrò,  specialmente  nella  popolazione  agricola  (che  riguardo  a  pulizia  lascia 
4ache  essa  molto  a  desiderare),  fra  gli  altri  insetti  un  emittero,  voglio  dire 
h  cosi  detta  cimice  o  Acanthia  Uctularia^  che  mentre  dà  luogo  colla  sua 
jxmtva  ad  un  rilievo  papuloso  o  tubercoloso  rosso,  e  le  cui  conseguenze 
nulla  hanno  che  meriti  la  nostra  particolare  attenzione,  si  rende  nauseante 
però  col  suo  ributtante  odore  e  talvolta  ancora  è  cagione  delle  più  gravi 
€onsq;ttefize.  Non  è  poi  tanto  raro  il  caso  che  uno  di  questi  animali  pene- 


262    

tnmdo  neirorecchio  medio  vi  abbia  deposte  le  sue  uova  e  sia  stato  causi 
che  il  disgraziato  a  cui  sia  toccato  ciò,  abbia  dovuto  morire  in  mezzo  agì 
spasimi  più  atroci.  È  per  questo  che  non  cesserò  mai  abbastanza  di  lac 
comandare  a  coloro  che  ne  hanno  infetta  Tabitazione,  di  usare  tutte  le 
immaginabili  precauzioni  atte  a  distruggere  questo  ospite  malaugurato  e 
jiericoloso,  o  almeno  durante  la  notte  introdursi  nelle  orecchie  del  cotone 
per  impedirne  Tingresso.  ^ 

CAPITOLO  VII. 

Malattie. 

Prima  di  entrare  a  parlare  singolarmente  di  ciascuna  classe  di  malattie» 
accennare  se  qualcuna  abbia  presentato  qualche  cosa  di  interessante,  e  dietro 
quali  rimedi  curativi  abbia  sortito  buon  effetto,  credo  utile  riportare  prima 
di  tutto  i  prospetti  delle  malattie  verificatesi  durante  il  quinquennio  1877- 
1881  nelle  due  condotte  medico-chirurgiche  del  comune  di  Rapolano,  ónde 
trame  poi  quelle  deduzioni  che  più  saranno  al  caso. 


Malattie  verificatesi  nel  comune  di  Rapolano  nei  quattro  Irimestri 
dell'anno  1877. 


MALATTIE 


i  ì  ì 


Febbre  periodìta. 
Febbre  pemidOE* 
Febbre  tifoidea., 
febbre  lii 
Febbre  sì  nuca  gastii 
Eolmoaile, 

Anilina  caurrale  . . . 

Difterile 

Fmlisi  difterica  . . , 
MUiare 

Tabercolosi  miliare  acuta 

laduinieDlo  cellalare  dei 
neonati 

^lide '. 

Ipeilrofia  di  CDore  per 
iamfEcieoza  della  mi- 
trale  

Morbillo 


t.  60 
8.45 
0-13 


Malattie  verificateli  nell'anno  1878. 


MALATTIE 

I 

TRIMESTKE 

II 
TKttlESTKB 

III 

TWMESTRE 

IV 

TRIUESTES 

TOTAU 

lì 

Ì 

-= 

II 

"i 

1 

la 

1^ 

1 

■i 

S 

IJII 

1 

j 

S 

Febbre  periodica, 

Febbre  perniciosa 

Febbre  tifoidea 

Febbre  wnoca  tennutica. 

|6 

"+ 
9 

.  S 

>4 
9 

5 

» 

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>.58 

o 

3 

33 

35 

38 

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33 

35 

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7 
38 

- 

3-2 

a 

55 
6 
S 

30 

i 

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4 

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50 

Si 

6 

7 

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I 

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I 

0 
12 

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5 
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3 
16 

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3 
S 

30 

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a 
S 

1,6 

_° 

133 

7S 
3d 

43 
^o 
a 
"S 
38 

3S 

38 

; 

Angina  caUnale 

Paralisi  difterica  ...... 

Islerismo 

Enleroperitonite 

Catarro  gaitra-ìntcstiDole 

' 

Ernia  sliozzala 

Avvelenanicn.''per  funehi 

Cancro  cteDa  ttomaco. . 

Medi.  p»c«lui]>  dti  mabli 

Idem  dei   morti    lull"  ini  ieri 

„„„ 

—    205    — 


1  X, 


tlattie  verificatesi  nell'anno  1879  nella  Condotta  medico-chirurgica 

di  Rapolano. 


>Ialattie 
xid«miclie 


Malattie 
■pidemicbe 


Klalattie 
sporadiche 


Semplici 
Febbri  da  malaria 

Perniciose. 

Febbre  tifoidea 

Pertosse. 

Parotidi 

Difterite 

Polmonite 

Bronchite 

*  •  • . 

Febbre  sin«ca-reumatica. , 
»  »  gastrica. 

Angina  catarrale 

Catarro  gastro-intestinale  . 


Num. 
dei  cali 


224 

58 


124 


150 


IO 


Guariti 


224 


53 


114 


150 


41 
20 

3S 

40 

15 
34 


36 
19 

35 
40 

15 
30 


Morti 


IO 


S 
I 

o 

o 

o 

4 


—  266  — 

Tavola  XJ 

Malattie  verificatesi  nell'anno  1879  nella  Condotta  medico-chirurgica 

delle   Serre. 


Malattie 
endemiche 


Malattie 
epidemiche 


Malattie 
sporadiche 


Semplici 
Febbri  da  malaria 

Perniciose 

Febbre  tifoidea 

Pertosse 

Scarlattina 

-  Nefrite  cruposa  da  scarlattina ........... 

Nefrite  parenchimatosa  idem , 

Morbillo 

Parotidi , 

Polmonite 

Bronchite , 

Angina  catarrale , 

Miliare ....••..•, 

Catarro  gastro- intestinale , 

Sclerosi  della  spina. , 

Erisipela. ., 

Meningite , 

Ipertrofìa  di  cuore*  per   insufficienza   della 
mitrale , 

Congestione  cerebrale • , 

Carcinoma  dello  stomaco 

Cangrena  del  piede 


Num. 
dei  casi 


330 


12 


13 


60 

54 

'   IO 

6 

2 
36 


23 


4 
6 

2 

2 

I 

3 

I 

2 
2 
I 


Guariti 


330 


IO 


8 


60 
54 

IO 

o 
I 

36 


22 

5 

4 
6 

I 

o 

o 

o 

o 

2 

o 
o 


Morti 


O 
O 
O 
6 
I 

o 


I 
I 
o 

O 
I 

2 
I 

3 

I 
o 

2 
I 


verificafesi  nef  cornane  dì  Rapolano  nei  quattro  trimestri 
dell'anno  1880. 


MALATTIE 

I 
TRIMESTRE 

II 
TRIMESTRE 

m 

rv 

l^^Jif 

3 

K 

i 

S" 
'5 

'ì 

8 

S 

'1 

SO 

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IO 

e 
s 

1.87 

■5 
2 

i 

13 

5 

5 

4 

229 

'7 
13 

5 

2 

J3 

5 

.80 

S 

3 
4 

5 

|3 

71 
16 

'S 
'5 

38 
9 

62 
3 

i 

71 
14 

S 

>s 

'5 

34 
9 

4 

3 

4 

-^4 

4 

4 

6 

J_ 

377 
3' 

87 

43 

2S 

so 
66 
'S 

3 

3 
JS 

135 

0 

S 
0 
4 

7 

fi    : 

5 

"3  ! 

1 
2 
a 

F(bbre  periodica 

Febbre  perniciosa 

Ftbbre  tifoidea 

Febbre  sinoca  reumatica. 
Febbre  siDoc.  g^'f '^^  ■ 

«7 
3 

i6 

4 

3 
Ù 

±1 
•3 

le 

19 

3 

6 

.18 

Angina  catarrale 

MilUre 

Antrace             ...        . 

Catarro  gastro-enlcrico, , 
Meningite  .... 

Feriliflite 

Apoplessia  cerebrale... 
Gastro-enleritE   acuta. . . 
Citcinonui  dello  stomaco 

«*■  d«  morti  .«  ™  .m- 

Klm  dei    merli   n11  bijcra 

1 

1 

l 

—  a68  — 

TMutU  xn 
Malattìe  verificatesi  nel  comune  di  Rapolano  l'anno  1880  e  diviM 
secondo  il  sesso  e  perìodi  di  vita  degli  ammalati. 


MALATTIE 

UOMINI 

DONNE 

GUADITI 

Morti 

Guarite 

MOKT£ 

1 

i 

J 

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3 

^ 

1 

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1 

1 

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3 

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5 

3 

4 

3 

3 

I 

3 

3 

5 

4 
3 
4 

5? 

• 

Meningite 

- 

PerililliM 

ApopleMÌa  cerebrale 

Cvcinoma  dello  stomaco 

- 

verificilesl  nel  comune  di  Rapolano  nei  quattro  trimestri 
dell'anno  1881. 


TRIMESTRK 


Febbre  periodic 
ìMn  siDoc:i  I 
ttbbrt  lifoidca 
hiaoiàte. . ... 

Kktòi 
lokui 

[jmiìil!!!!!!!!!!!!. 

cerebrale  . . . 

Vineéna. 

^atrofia  di  cuore 

Mnite 

Febbre  periodica  perni- 

^lKlnrile, 

Ciluio  eastro-intestiiiale 

unno-peritonite 

Tilt  del  polmone 

Ftbbre  gucrìca 

Circinom»  del  retto  . . . 

Ciano  bronchiale 

Morbo  maculoso  del  Ver- 
loff 

Uà  ^occnlule  dei  nudati 
MTimkn  ptipuluioafl. . . . 


6.52 
3.64 

O,  23 


8.99 
5.87 


3.3S 
9.79 
0.33 


.—    270    — 

Malattie  verificatesi  nel  comune  di  Rapolano  nell'anno  1881,  e  divisi 
seconda  il  sesso  e  periodo  di  vita  degli  ammalati. 


MALATTIE 

UOMINI 

DONNE 

Guariti 

MOKTI 

Guarite 

Morte 

1 
J_ 

H 

? 

3 
61 

3 
39 

I 
<S 

3 

1 

33 
4 
31 

36 
17 
23 

3 

27 

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7 

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2 

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S 

3 

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5 
S 

9 

9 

6 

9 

4 

Febbre  sinoo-teumatica 

Paialisi 

Apoplessia  cerebrale 

Albuminuria 

Ipertrofia  di  cuore 

- 

- 

Antrace 

Catarro  gastro-intestinale 

Tisi  del  polmone 

Carcinoma  del  retto 

Catarro  bronchiale 

Morbo   maculoso  del  Verloff. . . . 

Peticaidile 

- 

—   271   — 

Non  tutti  gli  anni  abbiamo  in  questo    territorio  uno  sviluppo  cosi  con- 
siderevole, come  si  è  dovuto  verificare  nell'estate  dell'anno  1879,  di  febbri 
da  malaria,  che  anzi  vi  sono  degli  anni  in  cui  o  non  si  sono  avute  nien- 
l'affatto,  come  mi  viene  riferito,  o  in  molto  minori  proporzioni.  Cosa  que- 
sta ch^  ben  a  ragione  ci  fa  supporre  dover  tenere  lo  sviluppo  delle  mede- 
sime, fra  le  altre  ragioni,  in  prima  linea  alle  condizioni  meteorologiche  ed 
a  quelle  idrauliche  del  terreno.  Da  molto  tempo  però  si  osservano  le  feb- 
bri in  questi  paesi,  giacché  il  Santi,  professore  di  scienze  naturali  nelU  Uni- 
versità di  Pisa,  scriveva  nel  1801,  parlando  dei  suoi  viaggi  per  la  Toscana, 
che  passando  attraverso  il  territorio  compreso  fra  FOmbrone  fino  alla  Val 
di  Chiana,  ritenne  il  proprio  coraggio  posto  in  non  piccolo  cimento.  Altro 
non  sentivamo,  cosi  si  esprime,  che  lugubre  suon  di  campane  or  per  via- 
tico or  per  mortorio. 

Queste  febbri  però,  dirò  subito  che  se  sono  frequentissime  nella  campa- 
gna, riescono  un  caso  eccezionale  nei  centri  principali  abitati,  vale  a  dire 
Rapolano  e  le  Serre. 

In  quanto  alle  cagioni  produttrici  della  malaria,  credo  sieno  molte  e  com- 
plesse. In  primo  luogo  dobbiamo    ricercarle  nelle  condizioni    idrauliche  dì 
^uei  piani  che  sono  attraversati  dai  fiumi  o  torrenti  più  sopra  nominati;  e 
per  citare    uno    di  questi    piani,  ma    che  certamente    però  è  il   peggiore, 
quello  del  Sentino,  dirò,  cosa  già  di  sopra  accennata,  come  riempiendosi 
'e  fosse  del  medesimo  durante  le  pioggie  primaverili  o  per  l'acqua  di  sor- 
bente che  vi  pullula,  non  giungono  però  mai  a  scaricarsi  del  tutto  nel  tor- 
rente a  cagione  del  suo  letto  che,  se  non  al  medesimo  livello,  certamente 
^nto    poco  inferiore    che   il  decorso    delle  acque    verso  il  medesimo  vi  è 
appena  appena  accennato.  Ad  aumentare    questo  ristagno    di  acque    nelle 
^osse,  vi  concorre  molto  la  cattiva  costruzione  delle  medesime,  essendovene 
foltissime  che  chiuse  da  ambo  le  parti  da  colmate,  ricevono  l'acqua  che 
proviene  dai  campi,  e  non    posseggono  un'uscita    per  scaricarsi  o  nel  tor- 
rente 0  in  qualche  altra  fossa  che  v'immetta.    Accade    da  ciò    che   questi 
^^3iiali  durante  i  mesi    dell'estate   si  cambiano    in  tante    piccole  paludi   di 
^cqua  stagnante,  verificandosi  così  per  lo  sviluppo  delle  febbri  quelle  me- 
desime cagioni  che  le  producono  nella  nostra  Maremma.  Se  durante  l'estate 
avvengono  delle  pioggie  che  riempiendo    queste  fosse,  permettano   loro  di 
Caricarsi  nel  fiume  e  rinnovare  le  loro  acque,  ne  consegue    allora  che  il 
s^olo  essendo  sempre  ricoperto  di  uno  strato  più  o  meno  spesso  d'acqua, 
^  per  di  più  non  limacciosa,  non  sviluppasi  dal  medesimo  in  grande  quan- 
^^  il  miasma    palustre.  Se    al  contrario,  come  avvenne    nell'anno    1879, 


—  272  — 
dopo  le  pióggie  torrenziali  di  primavera  succede  una  prolungata  siccità^  le 
acque  già  stagnanti,  limacciose  ed  esalanti  un  fetido  odore,  a  poco  a  poco- 
vengono  assorbite  dal  suolo  sottostante,  e  lasciando  un  pantano  semiasdutto- 
e  screpolato,  permettono  l'esalazione    del  miasma    palustre,  il  quale    o  si 
chiami  palmella  come  vuole  il  Salisbury,  o  alga  miasmatica  del  Balestra,  o 
monilia  penicillata  del  Lanzi,  o  per  non  chiamarlo  con  altri  nomi,  si  chiami 
esso,  come    recentemente   si  vuole  bacillus  malaria^  è  certo  che  esiste,  e 
ritengo  certo  del  pari    che  si  sviluppi    più  che  altro  nelle   suddette  condi- 
zioni di  terreno  ed  atmosfera. 

£  che  veramente  una  delle  più  forti  cagioni  produttrici  di  malaria  sia  la. 
pianura  del  Santino,  lo  dimostra  ancora  il  numero  straordinario  di  febbri 
nella  Frazione  Serre  (vedansi  le  tavole  delle  malattie  riferentisi  al  1879  ^ 
che  a  bella  posta  ho  diviso  a  seconda  delle  due  Condotte)  :  Frazione  questa, 
delle  Serre  che  conta  nel  suo  seno  un  numero  molto  minore  di  abitanti». 
Infatti  nella  Condotta  medica  di  Rapolano  abbiamo  nel  censimento  del  1881 
N.  2488  abitanti  e  nell'altra  delle  Serre  N.  1714:  i  casi  poi  di  febbre 
furono  224  nella  prima  e  330  nella  seconda.  Orbene  se  con  questo  numero^ 
tanto  minore  di  abitanti,  la  Condotta  medica  delle  Serre  ha  sorpassato  net 
numero  delle  febbri  l'altra  di  Rapolano,  logica  vuole  che  si  debba  ammet- 
tere nella  prima  una  cagione  più  prossima  ed  immediata  produttrice  di  ma» 
laria.  Questa  cagione,  lo  ripeto,  è  il  cattivo  stato  idraulico  del  Sentino  che 
è  posto  quasi  nel  bel  mezzo  della  Frazione  Serre:  ed  a  comprovare  sempre 
più  il  mio  asserto,  dirò  che  le  case  coloniche  poste  su  questa  foce,  come 
quelle  denominate  il  Sodo,  le  Pievi,  la  Selva,  Ficaiole,  ecc.,  ecc.,  sono  quelle 
che  danno  sempre  un  maggior  contingente  di  ammalati.  £  quello  che  dico 
di  questa  pianura  valga  altrettanto,  sebbene  in  minore  proporzione,  del  piano 
della  Sestina  e  della  Fuenna,  come  pure  di  quei  piccoli  laghetti  artificiali 
che  sono  in  prossimità  delle  case  coloniche,  e  che  servono  per  l'abbevera- 
mento  del  bestiame ,  ì  quali  pure  quando  rimangono  asciutti  durante  una 
prolungata  siccità,  agiscono  egualmente  da  cagioni  febbrigene.  Né  mi  si  dica 
che  queste  medesime  condizioni  idrauliche  dovrebbero  esser  comuni  a  ttitto 
l'esteso  territorio  in  cui  hanno  dominato  o  dominano  le  febbri  intermittenti, 
inclusive  lo  stesso  monte  Amiata,  che  ordinariamente  offre  un  delizioso  sog- 
giorno durante  l'estate,  e  che  ciò  non  ostante  l'anno  1879  è  ^^^^  infettato 
dalle  febbri  periodiche.  Io  non  so,  rispondo,  se  questi  paesi  saranno  nelle 
nostre  identiche  condizioni:  so  però  che  non  una  sola  è  la  sorgente  del 
miasma,  e  che  certamente  altre  ne  esisteranno  oltre  la  predetta,  forse  non 
abbastanza  studiate  o  conosciute.  Il  monte  Amiata  poi  è  troppo  vicino  alla 


—    273  — 
Maremma  per  non  risentire  i  tristi  effetti  del  n^iasma,  durante  gli  anni  in 
cui  sviluppasi  in  maggior  copia  in  quella  regione.    D'altra  parte  anche  in 
4|Besto  Comune  non  credo  che  la  cagione  detta  di  sopra  sia   Tunica   sor- 
gente di  infezione  malarica.  Vi  contribuisce  moltissimo  anche  il  cattivo  stato 
in  cui  è  tenuto  il  terreno  circostante  alle   case   coloniche.    Air  intorno    di 
queste  case  havvi  il  costume  di  gettare,    sia  nei  cortili   che   ^Itrove,   uno 
«tiato  di  avanzi  vegetali  a  infracidire,   onde  ricavarne  con  piccola  spesa  e 
fiere  fatica  un  buon  letame  per  la  sementa.  Non  è  a  dirsi  quale  sviluppo 
(fi  fetore  abbiasi  nei  mesi  dell'estate  da  questi  focolai  d'infezione. 

Altro  coefliciente  alla  produzione  del  miasma  febbrile,  ritengo  essere  quei 
borri  o  pozzanghere,  dove  i  coloni  hanno  per  costume  di  tenere  in  mace- 
adone  la  canape  e  che  tramandano  un  nauseante  e  ributtantissimo  odore. 
Come  cagione  predisponente  di  queste  febbri    periodiche,    credo   agisca 
iidto  lo  stravizio,  specialmente  dietetico  ed  un  conseguente  catarro  gastro- 
intestinale. £  a  provare  la  verità  di  quanto  affermo,    citerò   il   fatto  che  i 
contadini  nostri,  facendo  l'operazione  della  trebbiatura  a  mezzo  di  macchine 
trebbiatrici,  coloro  che  durante  quei  giorni  di  lavoro   si    sono    esposti   ad 
«gni  specie  di  strapazzo,  come  straordinario  e  non  interrotto  lavoro,  inso- 
lazione continua,  pulviscolo  che  li  ricopre  da  capo  ai  piedi,  ecc.,  ecc.,  sono 
af^nto  quelli  che  di  preferenza  hanno  contratto  la  febbre.  Né  a  ciò  s'ar- 
resta lo  stravizio  di  questi  operai  durante   la  trebbiatura.   Onde  rifocillarsi 
ddle  durate  etiche,  mangiano  cibi   più  appetitosi  e  in  maggior  copia  del- 
l'ordinario,  bevono  vino  ed  acqua  fredda  a  corpo  sudante,  si  espongono  a 
correnti  d'aria  per  modificare  l'arsura  da  cui  son  travagliati,  insomma  agi- 
wono  in  loro  durante  quei  giorni  tutte  quelle  cagioni  che  si  reputano  le  più 
falevoli  a  produrre  il  catarro  gastrointestinale.  D'altronde  come  spiegare  il 
fittto  che  dopo  manifestatasi  in  un  individuo  la  febbre  con  tutte  le  sue  mo- 
dalità, nn  purgante  talvolta  e  del  semplice  bismuto  hanno  bastato  senz'altro 
a  troncare  la  febbre,  senza  che  il  chinino,  ripetutamente  somministrato  per 
l'avanti,  avesse  spiegato  valevole  effetto  ?  Come  spiegare  l'altro  fatto  che  una 
fiuaiglia  colonica  essendo  rimasta  per  l'avanti  immune  dalla  febbre,  dopo  i 
gioroi  di  trebbiatura,  costantemente,  salvo  poche  o  punte  eccezioni,   molti 
componenti  di  essa  vi  sono  andati  incontro?    Sarà    una  cagione  complessa 
qneUa  che  agirà  da  predisponente,  saranno  le  fatiche  unite  al  catarro  gastro- 
àtcstinale,  ma  ciò  non  toglie  che  quest'ultimo  figuri  per  una  buona  parte 
aeDo  sviluppo  delle  febbri. 

n  tipo  che  maggiormente  ha  dominato  è  stato  il  terzanario,    in  secondo 
taogo  il  quotidiano  e  per  ultimo  il  quartanario,  per  cui  molti  debbono  lan- 

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guire  durante  tutto  l'inverno  susseguente  all'estate  in  cui  hanno  contratto  la 
febbre.  Indistintamente  però  tutte  le  febbri  con  qualunque  tipo,  mentre  con 
una  grande  facilità  vengono  troncate,  con  altrettanta   facilità  ne  accade  la 
recidiva.  Riguardo  all'età  non  vi  è  nessuna  predilezione,  avendosi  avuta  la 
febbre  in  individui  dai  nove  mesi  fino  alla  vecchiezza.    Se    pure  una  certa 
immunità  vi  è  stata,  l'ha  avuta  la  vecchiezza,  messa  in  confronto  cogli  altri, 
periodi  di  vita:  certamente,  io  credo,  perchè  i  vecchi   meno  si  espongon<^ 
che  i  giovani  alle  fatiche  ed  a  tutte  quelle  cagioni  che  ho   detto  agire  d^^ 
predisponenti. 

Ancora  i  bambini  non  si  espongono  a  queste  cagioni,  eppure  hanno  con^ 
tratta  la  febbre,  mi  si  obbietterà  forse  da  alcuno.  Si  pensi  però  come  facO — 
mente  i  lattanti  vanno  nell'  estate  incontro  al  catarro  gastro -intestinale,  ^ 
come  molto  minore  sia  in  essi  la  resistenza  organica.  Gli  uomini  hanncs 
contratto  la  febbre  di  preferenza  che  le  donne:  sempre  io  credo  per  le  hl— 
gioni  dette  di  sopra. 

Veramente  straordinaria,  è  d'uopo  ammettere,  avvenga  in  certi  individaJ 
r  infezione  malarica,  se  si  pensa  al  numero  stragrande  di  perniciose  che  ab^ 
biamo  avuto  in  certi  anni,  segnatamente  nel  1877  e  nel  79.  La  forma  pre — 
valente  jdelle  medesime  fu  il  genere  atasso-adinamico  e  nevralgico. 

Prima  di  lasciare  ciò  che  si  riferisce  alla  etiologia  e  semiologia  di  questa 
febbri,  mi  piace  accennare  ad  un  genere  particolare  di  febbre  che  frequen- 
temente si  è  verificato  alle  Serre  nel  1879,    e  che  mentre  a   tutto    rigore 
apparteneva  sul  principio  alla  quotidiana  intermittente,  in  seguito  continua^ 
avendo  decorso  però,  sia  per  la  durata  che  per  i  sintomi  egualmente  che? 
una  tifoidea,  si  sarebbe  potuto  ragionevolmente  denominare  febbre  continut^ 
pseudo-tifoidea.  Di  questo  genere  di  febbri  due  splendidi  esempi   si   verifica^ 
rono  in  certo  Donato  Milaneschi  ed  Annunziata  Gerii,  nel  primo  dei  quaJL 
iniziata  la  febbre  quotidiana  intermittente,  nella  seconda  con  tipo  terzanario 
e  quindi  continuo,  e  dopo  che  venuti  in  scena  fenomeni  atasso-adinamici, 
diarrea,  estese  ipostasi  polmonali,  lingua  priva  di  epitelio,  coriacea  ed  asciutta, 
e  dopoché  gradatamente  la  temperatura  fu  salita  a  41^  2  e  con  poca  dif- 
ferenza a  cagione  del  chinino,  mantenutasi  costante  per  diversi  giorni,  in- 
cominciò lentamente  la  defervescenza,    fino  a  che  la  febbre  terminò  dopo 
circa  diciannove  giorni  nel  primo  e  venticinque  nella  seconda»    Il    curioso 
poi  si  fu  che  terminata  la  febbre  continua  e  cessati  i  fenòmeni  tifoidei,  la 
febbre  medesima  riprese  il  tipo  con  cui  aveva  iniziato,  quotidiana  intermit- 
tente nel  primo,  terzana  nel  secondo  caso,  fintantoché,  dopo  ripetuta  som- 
ministrazione di  chinino,  avvenne  la  stabile  apiressia.    Anche  riguardo  alla 


—  275  — 
<:tiia  per  queste  febbri  particolari  fu  la  medesima  che  ordinariamente  si  mette 
in  opera  per  le  tifoidee,  vale  a  dire,  eccitanti,  revulsivi,  idroterapia  ed  an- 
tipiretici. Di  tutti  questi  mezzi  però  quello  che  dopo  il  solfato  di  chinino 
maggiormente  giovò,  fu  il  ghiaccio,  come  quello  che  soddisfa  alle  maggiori 
indicazioni  terapeutiche,  avuto  riguardo  alla  temperatura,  alle  azioni  del  cuore, 
dio  stato  delle  funzioni  cerebrali,  ai  fenomeni  addominali,  alle  ipostasi  e 
all'edema  polmonale,  e  che  pure  sono  i  principali  sintomi,  di  cui  dobbiamo 
tener  conto  in  una  febbre  tifoidea. 

Per  la  cura  di  queste  febbri  miasmatiche  in  generale  (ed  a  proposito  dì 
terapeutica  chiedo  venia  se  mi  dilungo  più  del  dovere,  ma  reputo  necessario 
il  criterio  terapeutico  per  caratterizzare  sempre  più  una  data  forma  morbosa, 
^mto  riguardo  alla  sua  entità),  mi  studiai  in  vista  sia  dell'elevato  prezzo 
<lel  chinipo,  sia  per  somministrarlo  in  quei  casi  in  cui  i  pazienti  si  rifiuta- 
vano  ad  una  ripetuta  somministrazione  del  chinino  medesimo,  se  in  altro 
medicamento  si  fosse  potuto  rinvenire  per  avventura  un  succedaneo  al  me- 
<iesimo  :  e  naturalmente  quello  che  formò  per  il  primo  soggetto  di  studio, 
fa  l'acido  salicilico  e  salicilato  di  soda.  Già  era  conosciuta  la  spiegata  azione 
dell'addo  salicilico  quando  venga  unito  al  solfato  di  chinino,  poiché  fino 
dal  1876  ne  avevo  fatto  esperimento  :  ma  dell'acido  salicilico  solo  come 
febbrifugo,  non  possedevo  che  pochissimi  esempi.  Di  preferenza  venne  usato 
il  salicilato  di  soda,  come  quello  che  solubilissimo  e  di  sapore  dolciastro, 
trova  minore  repugnanza  nella  sua  somministrazione.  I  risultati  ottenuti 
sono:  trenta  gli  individui  nei  quali  fu  somministrato  l'acido  salicilico  e  sa- 
licikto  di  soda,  dei  quali  17  affetti  da  febbre  terzana,  io  da  quotidiana  e 
3  da  quartana.  Si  è  avuto  effetto  positivo  in  soli  1 4,  dei  quali  7  affetti  da. 
<}uotidiana  e  7  affetti  da  terzana.  In  tutti  gli  individui  nei  quali  è  stata  fu- 
gata la  febbre  coll'acido  salicilico,  si  è  avuta  in  seguito  la  recidiva  e  pronta, 
non  ostante  somministrazione  pure  di  chinino.  Dietro  l'osservazione  di 
questi  fatti,  non  devesi,  io  credo,  inferire  che  l' acido  salicilico  sia  dotato 
di  una  valida  azione  febbrifuga,  essendo  meno  della  metà  gli  individui  che 
ebbero  fugata  la  febbre  con  questo  medicamento  :  si  deve  notare  però,  come 
1k)  detto  di  sopra,  che  le  febbri  di  queste  località  hanno  quasi  tutte  il  ca- 
ntiere di  esser  troncate  colla  massima  facilità,  non  ostante  l'egualmente  facile 
recidiva. 

Non  starò  poi  a  dire  in  quanti  altri  medicamenti  sperassi  trovare  un 
^ccedaneo  al  chinino:  debbo  confessare  però  che  rimedio  sovrano  ed  al 
<lttale  ho  sempre  dovuto  ricorrere  per  avere  una  più  stabile  apiressia  è  stato 
il  solfato  e  bisolfato  di  chinino.  . 


—  276  — 

E  qui  basti  delle  febbri  da  malaria. 

Ricercando  nella  storia  delle  malaUie  epidemiche  che  di  preferenza  si  sono 
sviluppate  in  questo  Comune,  si  trova  che  sempre  a  memoria  d*  uomini  è 
stato  immune  dall'invasione  colerica,  mentre  questo  morbo  già  infieriva  e 
mieteva  vittime  nei  luoghi  circonvicini.  Questo  è  un  fatto  molto  importante 
per  confermare  la  nota  teoria  del  Pettenkofer,  secondo  la  quale  un  terreno 
non  poroso  (come  quello  di  Rapolano,  composto  per  la  maggior  parte  di 
travertino)  e  che  non  lasci  facilmente  filtrare  il  cont^enuto  liquido  dei  cessi- 
e  delle  fogne  commiste  con  germi  colerosi,  offre  le  condizioni  le  più  svan- 
taggiose alla  diffusione  dell'epidemia  colerosa.  ^ 

Nel  1869  si  ebbe  alle  Serre  una  epidemia  di  tifo,  non  so  se  ileotifo  o 
dermotifo,    che  in  fieri   in   modo  straordinariamente   maligno,  mietendo   sp>e- 
cialmente  la  più  robusta  gioventù.  Ebbe,  come  tutte  l'epidemie,  ui£*|{tnòd]p    ; 
di  incubazione,  manifestato  da  qualche  raro  caso,  uno  di  invasione  e  svi- 
luppo, uno  di  stazionarietà  e  l'ultimo  finalmente  di  decremento. 

Nel  1874  vi  regnò  epidemica  la  difterite,  ma  sembra  che  non  fosse  di 
natura  oltremodo  maligna,  pochi  essendo  stati  i  decessi. 

Anche  la  miliare  regnò  epidemicamente  nella  Condotta  di  Rapolano 
nel  1866.  L'egregio  mio  collega  dott.  Ildebrando  Caifassi,  titolare  di  quella 
Condotta,  ne  incolpò  giustamente  come  cagione.  Tessere  andati  gli  abitanti 
in  una  certa  epoca  dell'anno,  a  soddisfare  agli  obblighi  reb'giosi  in  una 
chiesa  dove  si  aveva  la  cattiva  abitudine  di  fare  le  inumazioni  ;  tanto  è  ciò 
vero  che  l'epidemia  continuò  per  diversi  anni  ancora  di  seguito,  e  non  cessò 
che  quando  fu  costruito  il  nuovo  cimitero  di  Rapolano. 

Dopo  le  precedenti,  le  malattie  che  hanno  regnato  epidemicamente  sono 
le  seguenti,  delle  principali  delle  quali  passerò  brevemente  a  rilevare  qualche 
particolare. 

La  prima  che  si  verificò  fu  la  pertosse.  Incominciò  nell'estate  del  187S 
prima  con  qualche  caso  isolato,  fino  a  che  senza  tener  nessuna  regola  nel 
suo  sviluppo  relativamente  a  località  ed  influenze  igieniche,  prese  poi  un 
tal  grado  di  estensione,  che  dopo  sette  mesi  circa  dalla  sua  comparsa  non 
vi  fu,  si  può  dire,  nessun  piccolo  bambino  che  non  ne  fosse  affetto.  Negli: 
adulti  qualche  raro  caso.  Quando  nei  centri  principali  del  Comune  la  per- 
tosse era  in  decrescenza,  incominciò  a  serpeggiare  per  la  campagna,  ed. 
al  solito  dopo  un  mese  tutti  i  piccoli  bambini  ne  furono  attaccatL 

Riguardo  a  terapia,  io  non  vo'  dire,  come  volgarmente  si  dice,  che  la- 
guarigione  della  pertosse  si  abbia  dopo  il  diciottesimo  e  ventesimo  sette- 
nario, superstizione  che,  come  dice  bene  il  Niemeyer,  deve  fare  arrossire  il 


—  277  — 
medico,  e  invita  gli  ignoranti  alle  imprudenze  ed  al  nocivo  laisser  aller^ 
<lirò  solo  che  questa  affezione  si  mostrò  molto  restia  ad  essere  dominata^ 
non  ostante  i  più  svariati  mezzi  terapeutici  messi  in  opera.  Un  certo  giova- 
mento si  trovò  più  che  altro  nel  siroppo  Delayés,  che  come  ognuno  sa  è 
composto  di  una  forte  infusione  di  caffè,  belladonna,  ed  ipecacuana:  anad 
fa  questo  siroppo  che  di  preferenza  venne  usato  nella  gran  maggioranza 
dei  casi  alle  Serre. 

Abbenchè  però  la  maggior  parte  dei  piccoli  bambini  già  facesse  od  avesse 
fitto  uso  della  belladonna,  che  entra  nel  siroppo  Delayes,  a  cagione  della 
pertosse,  questo  medicamento   non  agi  per  nulla  come    mezzo    profilattico» 
qualmente  da  molti  si  ritiene,  e  la  Scarlattina^  more  solito^  fedele  compagna 
della    pertosse,  non    tardò  a  mostrarsi    prima  con    qualche    caso  isolaf5  e 
quiudi  contemporaneamente  con  vari  casi  fra  i  bambini,  già  per  la  maggior 
parte  debilitati  dalla  pertosse.  Carattere  di  questa  epidemia  fu  di  svilupparsi 
e  infierire  in  certi  dati  centri  del  paese  delle  Serre,  senza  che  questi  offris- 
sero alcun  che  di  particolare  al  suo  sviluppo  :  o  per  meglio  dire  i  casi  di 
scarlattina  non  furono  sparsi  per  grande    estensione  nelle  Serre,  ma  bastò 
che  in  una  casa  dove  abitavano    diversi    fanciulli  si  sviluppasse  in  uno  di 
questi  la  scarlattina,  perchè  tutti  i  rimanenti  della  casa  ne  fossero  affetti  e 
quelli    delle    case    circonvicine ,   non   ostante  le  suffumigazioni   antisettiche 
adoperate. 

Lx>  stadio  acuto  di  questa  affezione  veniva  superato  con  facilità,  a  cagione 
<lella  non  grande  malignità  della  medesima  e  della  rara    complicanza    del* 
r angina  difterica.  Però  l'infezione  maggiore  e  più  maligna   essendo  il  più 
spesso  avvenuta  nei  reni,  la  maggior  parte  dei  casi   letali  si  dovettero  ap- 
punto  alla  nefrite-parenchimatosa  e  conseguente  uroemia  sviluppatasi  quando 
^ià  gli  individui  malati  di  scarlattina  si  erano  alquanto  rimessi  ed  inoltrati 
nella  convalescenza.    Cessata    questa    epidemia  nel  decorso  di  un    mese  e 
mezzo  circa  alle  Serre,  si  verificarono  subito  contemporaneamente  sette  od 
otto  casi  nel  villaggio  di  San  Gemignanello  senza  che  mi  fosse  dato  conoscere 
se  il  contagio  vi  fosse  stato  importato  da  qualcuno  del    paese,  o  come  al- 
trimenti. -  Quivi  furono   affetti  ancora  tre  adulti ,    mentre  per   1*  innanzi    ciò 
non  era  mai  accaduto. 

Riguardo  all'altra  epidemia  di  parotidi^  nulla  si  presentò  degno  di  una 
particolare  attenzione. 

Fra  tutte  le  malattie  sporadiche  osservate  nel  quinquennio  1877-81,  mi 
jiiace  di  preferenza  accennare  alla  polmonite^  come  quella  malattia  che  for* 
4exueDte  in  taluni  casi  viene  modificata  dall'azione  della  malaria  e  che  de-^ 


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-corre  in  questi  paesi  con  una  straordinaria  jgravezza.  A  questo  scopo  dir^ 
che  289  furono  le  polmoniti  osservate  nelle  due  Condotte  di  Rapolano» 
La  maggior  parte  di  esse  furono  unilaterali  e  la  forma  prevalente  fu  la  ge- 
nuina cruposa  sopra  la  catarrale.  La  durata  della  malattia  fu  varia  :  ordi- 
nariamente la  risoluzione  avvenne  dopo  il  settimo  o  l'ottavo  giorno,  quando 
con  brusca  defervescenza,  quando  con  lento  e  progressivo  declinare  della 
medesima.  Oltre  queste  franche  manifestazioni  però  della  polmonite,  non  è 
infrequente  una  misteriosa  forma  di  essa  che  più  dovrebbesi  riportare  ad 
una  passiva  ipostasi  che  ad  una  vera  e  propria  polmonite.  Questa  forma  mor- 
bosa si  osserva  quasi  sempre  in  chi  ha  sofferto  di  febbri  intermittenti,  e- 
decorre  con  tale  subdolo  apparato  fenomenologico,  che  credo  bene  accen- 
nafla,  giusto  perchè  è  facilissimo  di  scambiarla  con  una  febbre  continua 
remittente. 

Riguardo  alla  cura  della  polmonite,  si  rende  spesso  in  questi  luoghi  una- 
necessità  il  trattarla  col  chinino,  essendo  non  frequente  il  caso  di  poter 
eliminare  con  sicurezza  la  pregressa  infezione  da  malaria.  ^ 

Anche  il  salasso  mi  ha  dato  molto  spesso  buonissimi  risultati,  però  debba 
dire  colle  seguenti  indicazioni:  l'ammalato  sia  giovine  o  robusto,  la  pol- 
monite cruposa,  gagliarda  la  febbre  al  disopra  dei  40^  l'idrorrea  collaterale 
minacci  da  vicino  la  vita,  e  quando  al  valido  impulso  del  cuore  non  cor- 
risponda nella  medesima  maniera  quello  delle   radiali. 

In  vari  casi  ho  usato  la  cura  perfrigerante  colle  borse  di  ghiaccio  suV 
petto  o  colle  posche  ghiacciate,  quando  la  temperatura  saliva  verso  i  40.5: 
e  a  vero  dire  questa  è  una  cura  che  ha  dei  vantaggi  indiscutibili  sul  chi- 
nino e  sul  salasso,  quando  si  vogliano  considerare  quest'ultimi  come  mo- 
deratori in  generale  della  temperatura  ;  essendoché  il  primo  più  che  tonic» 
ha  una  azione  tossica  sul  cuore,  e  quindi  affretta  la  paralisi  cardiaca  ;  il 
secondo  poi  quando  venga  giornalmente  praticato  per  avere  quel  mezzo 
grado  di  meno  di  temperatura  giornaliera,  finisce  collo  spossare  affatto- 
l'ammalato  e  col  non  risolversi  più  la  polmonite. 

Dai  pochi  casi  di  scorbuto  osservati  nel  1880  e  neppure  sempre  in  per- 
sone esposte  alle  cagioni  che  si  reputano  le  più  atte  allo  sviluppo  di  questa 
malattia,  non  credo  debbasi  inferire  che  quest*  affezione  sia  endemica  ii> 
questo  territorio,  avendola  osservata  solamente  nell'anno   predetto. 

Nella  tabella  poi  delle  malattie  relative  al   1877  figurano  cinque  casi  di 
edema  o  indurimento    cellulare  dei  neonati,  senza  che  lo  stato    dell*  atmo-^ 
sfera  relativamente  a  quell'epoca  dia  ragione  del  contemporaneo  sviluppo  di 
-questi  cinque  casi  morbosi. 


—   279  — 

Prima  di  termiDare  questo  capitolo  riguardante  le  malattie,  credo  utile 
l'accennare  come  quelle  che  l'esperienza  ha  insegnato  predominare  in  questi 
hzoghi  sono  :  nell'inverno  le  polmoniti  a  cagione  dei  frequenti  e  bruschi 
cambiamenti  atmosferici;  nella  primavera  pure  le  polmoniti  e  le  malattie 
crotrivc  ;  nell'estate  le  febbri  da  malaria  e  nell'autunno  sempre  le  febbri 
periodiche  con  qualche  rara  polmonite. 

Ripeterò  pure,  repetita  juvant,  che  le  cagioni  principali  della  mortalità  in 
questo  Comune  sono  due  :  la  febbre  intermittente  ed  il  catarro  gastro  •  inte- 
stinale nei  bambini  :  e  ciò  non  solo  per  queste  due  malattie  di  per  sé  stesse, 
quanto  per  la  gravezza  con  cui  decorrono  le  malattie  intercorrenti  ad  esse 
a  cagione  del  forte  debilitamento  dell'  organismo. 

Di  malattie  chirurgiche  poche  son  quelle  che  vengono  curate  a  domicilio  ;  ed 
in  quanto  ad  operazioni  solo  vengono  eseguite  quelle  d'urgenza,  e  fra  queste 
di  preferenza  quelle  riferentisi  all'ostetricia.  La  ragione  di  ciò  sta  nel  non  avere 
questo  Comune  un  Ospedale  in  proprio,  per  cui  vengono  i  pazienti  inviati 
all'Ospedale  civile  di  Siena;  ed  ognuno  capisce  come  certe  operazioni  di 
alta  chinirgia  abbisognano  di  un  corredo  di  istrumenti  ed  assistenza  tale, 
da  non  potersi  ritrovare  che  in  un  Ospedale  ;  molto  più  che  la  maggior 
parte  degli  abitanti  traendo  dal  lavoro  ogni  risorsa,  certe  spese  riuscirebbero 
loro  disastrose. 

n  trasporto-  degli  ammalati  a  Siena,  si  fa  per  mezzo  di  una  lettiga,  che 
sia  per  il  lato  igienico  sia  per  sicurezza  o  comodità,  nulla  lascia  davvero 
a  desiderare,  tanto  da  dover  encomiare  l'Autorità  comunale  che  nella  co- 
struzione della  nuova  lettiga  prese  di  mira  principalmente  questi  indispen- 
sabili  vantaggi. 

(Continue^. 


i 

"I 

*■ 

PARTE  SECONDA. 

1 


RIVISTA. 


IGIENE  GENERALE. 


NONO    CONGRESSO    DELLA   SOCIETÀ    TEDESCA 

DI    MEDICINA    PUBBLICA. 


Questo  Congresso  fu  tenuto  in  comunione  colla  Società  di  tecnica 
taria^  a  Vienna,  dal  14  al  16  settembre  1881,  sotto  la  presidenza  onoraria 
del  Duca  Carlo  Teodoro  di  Baviera,  fratello  dell'attuale  imperatrice  d'Austria. 
Daremo  un  breve  cenno  degli  argomenti  trattati  dall'onorevole  Consesso;  la 
loro  importanza  è  tale  che  la  scarsezza  del  tempo  non  ne  permise  la  com- 
pleta discussione,  onde  non  venne  stimato  conveniente  di  metter  ai  voti  le 
conclusioni  dei   Relatori. 

I.  La  Questione  dei  Cimiteri;  relazione  del  prof.  F.  Hofmann  di  Lipsia.  — 
Che  i  cimiteri  possano  tornar  nocivi  alla  salute  delle  popolazioni  è  cosa 
stata  sempre  ammessa  per  lo  passato,  al  punto  che  la  Legge  ne  ordina 
l'allontanamento  dall'abitato,  e  li  vuol  circondati  da  una  zona  più  o  meno 
estesa  di  terreno  libero.  Eppure,  generale  com'è  tale  opinione,  non  par  vero 
di  trovarla  cosi  mancante  di  fondamento,  e  difesa  solamente  dal  sentimento 
individuale.  Bisogna  anzitutto  considerare  il  seppellimento  come  vien  ese- 
guito ai  nostri  giorni,  e  non  già  come  era  altre  volte  in  uso  ;  dei  difetti , 
delle  malefiche  influenze  degli  antichi  sepolcreti  non  dobbiamo  più  far  ca- 
rico ai  nostri  cimiteri^  L' apertura  di  una  tomba  comune,  scavata  nel  sotto- 
^  suolo  di  una  chiesa,  non  ha  niente  a  che  fare  con  una  fossa  scavata  nel 
terreno.  Del  resto  anche  in  quella  è  probabile  che  le  morti  accidentali  fos- 
sero prodotte  da  avvelenamento  carbonico,  anziché  dall'inspirazione  di  gaz 
velenosi  esalati  dal  cadavere.  Questo  esala  fetidi  gaz  è  vero,  ma  fetore  non 
significa  veleno:  .l'esperienza  insegna  che  la  loro  inspirazione  è  disaggrade- 
vole e  può  arrecar   qualche  disturbo  ai  soggetti    molto  delicati;  ma  nulla 


28l     

|Hà.  Del  resto  si  distinguono  forse  necessariamente  i  cimiteri  per  esalazioni 
-pestilenziali  ?  Niente  affatto  :  se  qualche  volta  sorsero  osservazioni  in  con- 
trario, fu  in  occasione  di  tumulazioni  in  massa,  dove  una  sol  fossa  dovette 
[4ai  licetto  a  centinaja  di  cadaveri.  L'Autore  in  compagnia  dell'amico  suo 
prof.  Siegel,  ha  avuto  occasione  di  assistere  ad  oltre  cento  esumazioni  di 
lodaveri  in  tutti  i  periodi  di  putrefazione  ;  né  egli,  né  gli  altri  astanti 
\ékao  a  lamentarsi  di  forti  odori  cadaverici.  Questo  fatto  è  confermato 
]tKhe  da  Parent,  Orfila,  Ollivier.  Il  quadro  di  un'  esumazione  steso  dalle  per- 
interessate  è  dunque  in  massima  parte  fantastico,  e  la  tumulazione  di 
cadavere  per  fossa  non  incomoderà  mai  nessuno  con  esalazioni. 
E  il  suolo,  e  r  acqua  sotterranea  potranno  venir  inquinati  ?  Qui,  oltre 
quantità  dei  cadaveri  sepolti,  va  considerata  la  situazione  del  cimitero, 
cadavere  può  venir  distrutto  per  putrefazione  ^{Fàuiniss)  o  per  nitrifica- 
{Verwesung):  la  prima  avviene  sotto  l'influenza  dell'umidità,  la  seconda 
quella  dell'ossigeno:  l'ideale  igienico  da  raggiungere  è  precisamente 
to  processo  di  ossidazione.  Tuttavia  sono  elementi  distruttori  di  prì- 
importanza,  più  dell'  ossigeno,  i  germi  fermentescibili  e  gli  organismi 
[i  inferiori.  Ciò  rende  la  distruzione  dipendente  non  dal  cadavere,  ma 
le  drcostanze  esteme.  Cosi  il  grado  di  temperatura  e  di  umidità  della 
la  permeabilità  maggiore  o  minore  della  cassa  e  del  terreno,  concorrono 
vi  rendere  più  o  meno  facile  lo  scambio  dei  gaz  coli' atmosfera,  e  l'ac- 
ai  germi,  ai  mille  parassiti  della  tomba)  a  rendere  più  o  meno  pronta 
distruzione  del  cadavere.  Nelle  condizioni  più  favorevoli  il  cadavere  si 
ima  nell'intima  costituzione,  senza  perdere  il  proprio  aspetto,  e  solo 
riportato  all'  aria  cade  in  polvere  :  ciò  avviene  facilmente  se  la  cassa  lo 
^e  dalle  lavature  dell'  acqua  meteorica.  Ciò  spiega  ancora  come  l' acqua 
à  pozzi  nelle  vicinanze  di  un  cimitero  possa  conservarsi  salubre  non  meno 
qualunque  altra.  Ora,  può  accadere  che  nel  terreno  e  nell'acqua  si  in- 
ino  dei  germi  nocivi,  quando  l'acqua  del  sottosuolo  possa  alzarsi  fino 
inondare  le  casse  ;  oppure  quando  queste  vengano  sepolte  in  uno  strato 
suolo  attraversato  da  una  corrente  d'acqua  sotterranea.  Prima  cura  quindi 
scelta  di  un  terreno  per  cimitero  sarà  quella  di  verificare  le  condizioni 
l'acqua  sotterranea  ;  e  verrà  scelto  un  terreno  più  che  si  può  poroso» 
lè  l'ossigeno  atmosferico  e  le  larve  dei  parassiti  abbiano  facile  accesso 
cadavere,  e  ne  operino  alacremente  la  distruzione. 

Nelle   condizioni    ordinarie  insomma  nulla  si  deve  temere   dai    cimiteri: 
i  quando  si  tratti  di  cadaveri  soccombuti  a  malattie  infettive  ?  Se  il  pen- 
inolo di  rendere  allora  il  cimitero    un  focolajo  d'infezione  sia    reale  o   no» 
l^ionebbe  provarlo  l'esperienza:  molti  sono  ancora  i  paesi  dove  il  cimitero 
U circondato  dalle  abitazioni;  citiamo  Monaco,  Lipsia.  Ora  non  v'ha  alcuna 
[precisa  osservazione  che  la  popolazione  adiacente  di  un  cimitero  sia  stata 
||Rsa  dalla  malattia    infettiva   più  di  un'altra    parte  della  città:   ciò  fu  ac- 
i-ttrtato  anche  da  un'apposita  Commissione  incaricata  di  un'inchiesta  ad  hai 
kI  regno  di  Sassonia.  Hofmann   conclude  dunque  che  i  timori   sul  conto 
\^  dmiteri  sono  infondati. 
U  dottor  Siegel    sostiene    la  medesima  tesi,    e    ricorda  come  dovunque 


282    

sono  state  fatte  delle  ricerche  serie,  non  sentimentali ,  unanime  fosse  l'ac- 
cordo dei  medici  nel  giudicale  i  cimiteri  innocui  affatto  alle  popolazioni. 
Tale  fu  il  risultato  dell'inchiesta  fatta  in  Sassonia  nel  1879  sulle  relazioni 
di  28  medici;  tale  quello  dell'inchiesta  fatta  in  Baviera  nel  1865  (Pettcn- 
koffer)  ;  tale  quello  indicato  da  Wassetfuhr  per  l'Alsazia  Lorena  :  tale  il 
parere  di  oltre  400  persone  competenti  d'Inghilterra  ed  America  (Adams); 
tale  il  parere  della  Commissione  municipale  di  Parigi. 

Dopo  tali  osservazioni,  Siegel  tenta  di   schiarire   alcuni  punti  importanti 
dell'economia  del  cimitero,  a)  Del  periodo  di  rotazione:  sarebbe  desiderabile 
di  ridurlo  al  minimum  possibile:  finora  il  minimum  legislativo  è  quello  fis- 
sato dal  Codice  di  Napoleone  a  5  anni;  esso  varia  secondo  i  paesi  in  un 
periodo  compreso  fra  30  anni  (Assia).  Naturalmente  si  deve  misurarlo  snlla 
lunghezza  del  tempo  necessario  alla  distruzione  del  cadavere.  Ora,  dalle  os- 
servazioni fatte  in  Sassonia    risulta  che  in  un  terreno   favorevole ,  poroso , 
sabbioso,  non  inondato  dalle  acque,  il  cadavere  di  un  fanciullo  è  compI^ 
tamente  distrutto  in  3  -  4  anni,  e  quello  di  un  adulto  in  6-7   anni.  In  un 
terreno  sfavorevole,  umido,  argilloso,  occorrono  invece  rispettivamente  5  e 
O  anni.  Si  può  ammettere   quindi  un   turno   massimo  di   io  anni,   mentre 
per  certi  terreni  il  turno  può  essere  assai  più  breve:  il  dott.  Innhauser as- 
sicura che  nel   cimitero   centrale  di  Vienna  i  cadaveri  piccoli   vengono  di- 
strutti in  pochi    mesi,  e  quelli  degli  adulti  in  poco  più  d' un  anno.    Ecco 
dunque  come  si  può,   dato  il  caso,   abbreviare  il  turno    onde   un   cimitero 
possa  servire  assai  a  lungo,  b)  Della  profondità  delia  fossa:    come  ha  già 
ammesso    Pettenkoffer,  la    fossa   non   deve   approfondarsi  più  di  un  metro 
e  mezzo;  non  avvengono  esalazioni,  mentre  la  scomposizione  è  abbastanza 
rapida,  e)  Y>^  isolamento  del  cimitero:  nei  diversi  paesi  la  distanza  prescritta 
tra  cimitero  e  abitato  oscilla  fra  io  e  370  metri.  L'esperienza  insegna  che 
non  occorrono  grandi  distanze,  a  meno  che  il  cimitero  si  trovi  in  uno  strato 
acquitrinoso,  sulla  direzione  dell'abitato,  d)  T>t}X utilizzazione  di  un  cimitero 
abbandonato:  le   leggi   in  proposito  esigono,    secondo  i  paesi,   un  lasso  dr 
abbandono   vario    fra   io  e  40   anni.    In  un  caso,  Siegel    notò    che  dopo 
20  anni  esistevano  appena  le  traccie  del  cimitero.  Ogni  volta  occorrerà  fare 
delle  esumazioni  e  delle  ricerche  particolari  al  caso  concreto. 

Le  osservazioni  del  dott.  Rozsahegyi  giungono  al  medesimo  risultato  : 
ciononostante  non  si  volle  passare  alla  votazione  delle  conclusioni  proposte 
da  Hofmann: 

I."  Le  influenze  antiigieniche  attribuite  ai  cimiteri  sfuggono  nella  mag- 
gior parte  dei  casi  ad  un  esame  serio  ; 

2.®  Tali  influenze  si  verificano  soltanto  quando  il  terreno  fu  scelto 
male ,  ed  il  seppellimento  vien  condotto  peggio  ;  circostanze  d' altronde 
evitabili. 

IL  Uso  ed  abuso  degli  spiritosi,  —  Il  Relatore  dott.  Bar,  di  Berlino,  lesse 
sull'argomento  una  memoria  notevolissima  per  la  copia  delle  notizie  stati- 
stiche e  il  rigore  delle  argomentazioni.  L'alcool,  così  benefico  alimento  di 
risparmio  se  usato  nei  debiti  modi ,  è  pur  troppo  causa  di  gravi  sciagure 
individuali  e  sociali  ;  con  molta  profondità  e  sicurezza  di  giudizio  l'Autore 


—  283  — 

da  un  quadro  terribile  delle  conseguenze  deiralcooHsmo  :  esso  rovina 
ahte  ed  abbrevia  la  vita  dell'individuo,  non  meno  della  costituzione 
'attuale  e  delle  future  generazioni  ;  annulla  11  benessere  e  la  prosperità 
t  famiglie y  riempie  di  miserabili  le  case  di  mendicità,  i  nosocomi,  i 
ocomi,  i  penitenziari.  Lo  spazio  non  ci  consente  di  seguire  il  Relatore 
e  sue  escursioni  attraverso  il  regno  delle  cifre ,  le  quali  dimostrano  a 
itteri  cubitali  la  realtà  di  cosi  terribili  affermazioni  :  noteremo  solo  per 
Ito  conforto  che  1*  Italia  in  questo  concerto  delle  nazioni  tiene  l' ultima 
ID.  Un'  esatta  idea  del  lavoro  è  fornita  dalle  tesi  sottoposte,  ma  non  di- 
ise,  al  Congresso  : 

i/*  L'abuso  degli  alcoolici,  e  specialmente  delle  bevande  distillate,  è  ca- 
ie di  gravi  danni  non  meno  per  l'organismo  individuale  che  per  il  sociale  ; 
2.®  L*  intemperanza  alcoolica  abituale  rovina  l' andamento  normale 
k  fanzioni  vitali,  e  provoca  nei  tessuti  e  negli  organi  delle  lesioni  che 
jODgono  alle  malattie  ed  alla  morte  prematura.  Cosi  annienta  le  facoltà 
iettuali  e  morali  dell'uomo,  e  lo  rende  impari  ai  propri  doveri  verso 
biiglia  e  verso  la  società  ; 

3.**  L'alcoolismo  danneggia  1*  organismo  sociale  colla  ruina  individuale 
na  parte  della  popolazione  attuale  e  della  rispettiva  posterità  —  col  fa- 
re il  pauperismo  —  col  determinare  una  buona  parte  delle  alienazioni 
ali  e  dei  suicidi  —  coli' aumentare  i  delitti  e  l'immoralità;  / 

4.*  A  combattere  questa  sciagura  sono  chiamati  tutti    i   membri  della 
ià  e  dello  Stato,  isolatamente  od  insieme;  e  specialmente  dev'essere  og- 
deir  igiene  pubblica  e  privata  quello  di  togliere  la  sorgente  di  tanti  mali  ; 
5.**  Lo  Stato  può  intervenire  con  misure  dirette  ed  indirette  : 
e:  aj  Coir  aumentare  le  imposte  sul  consumo  delle  bevande  spiritose^ 

e  specialmente  dell'acquavite; 
òj  Colla  soppressione  dei  venditori  d'acquavite  al  minuto  (Hausbren- 

nereien)  ; 
e)  Col  ridurre  ad  un  minimum  i  venditori  di  bevande  spiritose  nel. 

piccolo  commercio  ; 

d)  Col  limitare  la  licenza  di  vendere  a  persone  di  provata  onestà,. 

in  modo  da  esser  sicuri  che  per  proprio  interesse  non  favori- 
scano  l'ubbriachezza  ; 

e)  Col  punire  quei  venditori   che  somministrano   bevande  spiritose 

ad  individui  già  ubbriachi,  o  a  minorenni   non  accompagnadj 
da  persone  adulte; 

f)  Coll'annuUare  i  debiti  per  bevande  spiritose  (Zechschulden)  ; 

g)  Col  limitare  il  tempo  di  vendita; 

h)  Col  sorvegliare  le  qualità  dei  liquori  venduti; 

i)  Col  punire  l'ubbriachezza  in  pubblico; 

k)  Coir  istituire  delle  case  di  detenzione    per  quegli   alcoolisti   che 

mancano  ai  propri  doveri,  e  sono  pericolosi  a  sé  ed  agli  altri  ;. 
Rtti:^Col  diffondere  l'istruzione  e  l'educazione  fra  il  popolo; 
m)  Coiraumentare  il  benessere  della  popolazione; 
m)  Col  procurare    alle  classi   povere  degli  alimenti    sani  e  a  buon^ 

mercato  ; 


—  284  — 

w 

o)  Col  procurare  una  bevanda  più  appropriata  in  sostituzione  deg] 

spiritosi  —  col   diminuire  l'imposta    sulla  birra   l^giera,  su 

caffè,  sul  thè. 
fi  Col  diffondere  le  istruzioni   sulle  conseguenze  dell'abuso  di  be 

vande  spiritose,  p.  es.  nelle  scuole  ; 
g)  Col  punire  T  ubbriachezza  nell'armata  e  in  tutte  le  classi  deg] 

impiegati. 
6.^  La  Società  può  combattere  l'alcoolismo: 

a)  Colla  temperanza  nelle  famiglie; 

b)  Coir  istituzione  di  sodetà  di  temperanza; 

e)  Coir  istituzione  di  venditori  di  caffè  e  thè,  di  sale  di  lettura  doi^ 
alle  classi  povere  sia  offerto  un  mezzo  di  sollievo  e  di  gnuk 
vole  istruzione,  abbandonando  gli  spiritosi; 
d)  Coir  istituzione  di  stabilimenti   di  cura  per  gli  alcoolisti. 

7.^  Sarà  soltanto  coli' applicazione  instancabile  e  rigorosa  delle  più  ener 
.^iche  misure  che  si  potranno  conseguire  i  desiderati  effetti  nella  lotta  contxt 
tin  vizio  cosi  radicato  e  diffuso  (specialmente  nei  paesi  nordici). 

III.  La  questione  dei  gaz  delie  fogne  (Sewergases  Theorie).  —  Mentre  tutt 
i  più  distinti  igienisti  riconoscono  l' importanza  della  fognatura  come  mesa 
di  assicurare  la  purezza  dell'aria,  del  suolo,  dell'acqua  delle  città  contn 
ogni  inquinamento  di  detriti  organici  e  loro  prodotti  di  scomposizione,  eco 
sorgere  in  Inghilterra  (ed  ora  anche  in  Germania)  una  mano  di  nemici  d 
tal  sistema  ad  accusarlo  di  essere,  la  mercè  dei  gaz  svolgentisi  nelle  sue  ret 
sotterranee,  uno  dei  più  terribili  diffusori  delle  malattie  infettive.  Le  materi 
fecali  contengono  i  germi  delle  dette  malattie,  e  li  cedono  all'aria  di  que 
canali;  questa  poi  li  porta  nelle  case.  Oggi  che  il  sistema  della  fognator 
è  applicato  su  vastissima  scala,  e  lo  sarà  ognor  di  più,  è  della  massim 
importanza  il  verificare  se  tali  affermazioni  contengano  alcunché  di  vert 
È  questo  lo  scopo  dei  due  Relatori  ;  il  prof.  Soyka  di  Monaco,  valendosi  e 
^  opportune  relazioni  statistiche,  dimostra  che  anzi  la  canalizzazione  delle  nu 
terie  fecali  ha  avuto  una  benefica  influenza  nel  limitar  la  diffusione  dell 
malattie  infettive;  il  prof.  Rozsahegyi  di  Budapest,  discute  quali  sono  1 
condizioni  fìsiche  e  meccaniche  dei  canali  di  fogna  per  dedurne  se  ess 
siano  o  no  di  appoggio  alla  teoria  dei  gaz  di  fogna. 

i.°  Reiazione  di  Soyka.  —  La  questione  riguarda  non  i  gaz  per  sé,  n 
i  gaz  come  veicoli  dei  germi  delle  malattie  infettive.  Tra  questi  forni  sp 
cialmente  il  maggior  materiale  la  febbre  enterica  o  tifoidea;  delle  epidem 
a  Croydon,  a  Worthing,  Edimburgo,  Selkirk,  Cambridge,  Gibilterra,  studia 
con  criteri  preconcetti  dovevano  appoggiare  le  nuove  vedute;  ma  ad  es 
minarle  rigorosamente,  le  deduzioni  ne  sono  tutte  teoriche*,  nessuna  ha  p 
sé  appoggio  nei  fatti.  Al  contrario,  siccome  tali  epidemie  si  comportarono 
per  condizioni  di  tempo  e  di  luogo,  come  tante  altre  studiate  senza  id* 
preconcette,  cosi  si  può  credere  che  a  tutte  presiedessero  momenti  eziol 
^ici  comuni,che,  come  vedremo,  non  hanno  niente  a  fare  coi  gaz  dei  e 
nali  di  fogna.  Lo  stesso  dicasi  delle  altre  malattie,  della  difterite  (che  alcu 
vollero  erigere  a  succedanea  (sic)  del  tifo,  della  risipola,  della  diarrea,  ec 


—  285  — 

jagini  di  Soyka  si  estendono  a  città  dove  il  tifo  tiene  un  po- 
etante nelle  statistiche  nosologiche.    Il   confronto    dei  casi   di  tifo- 

dopo  l'introduzione  della  fognatura  dà  i  seguenti  risultati:  per 
»  una  progressiva  riduzione  dei  casi  fatali  dal  48.  5  per  mille  morti 

Per  Danzica  una  riduzione  dal  30.  9  per  mille  al  2.  3.  Per  Fran- 
dair  8.  6  per  diecimila  abitanti  a  2.  o.  Per  Monaco  dal  2.  42  per 
itanti  a  o.  89.  Queste  cifre  voglion  dunque  dire  per  lo  meno  che  la 
L  restò  indifferente  alla  diffusione  delle  malattie  tifose.  Singole  os- 
i  di  grandi  stabilimenti    e   caserme,  per  anni  ed  anni,  assicurano 

v*ha  alcun  rapporto  diretto  fra  il  tifo  e  le  latrine:  le  circostanze 
ui  si  osservò  la  diminuzione  dei  casi  di  tifo,  p.  es.  ad  Amburgo, 
:a,  autorizzano  invece  a  dare  molta  importanza  profilattica  alle  opere 
izzazione.  Cosi  prendendo  in  considerazione  nelle  diverse  città  la 
.  per  tifo  delle  sezioni  in  cui  vien  diversamente  disposto  delle  materie 
trova  che  essa  è  minore  nelle  contrade  percorse  da  canali  di  fo- 

ad  Amburgo  nel  periodo  1872-74  diedero  queste  2.  68  casi  di  tifo 

abitanti,  le  altre  4.  o;  a  Francoforte  intorno  a  5  per  mille  nelle 
.  67  nelle  seconde  (anno  1875).  Monaco  fu  assai  diligentemente 
sotto  questo  punto  di  vista,  ed  eloquenti  sono  i  suoi  dati  numerici, 
più  interessanti.  Nel  periodo  1875-80  la  mortalità  per  malattie  zi- 
può  esser  cosi  distinta  per  vie  : 

Popolazione      %r«-»*       P*'  mille 
abitanti  **®"*         abitanti 

39  fognate  a  nuovo,  nella  parte  alta  della  città..  53392...     771  =  1444 

17         *  »  *  »     bassa         *       ..  10547...     166  =  1573 

77  con  canali  vecdii 52042. . .     858  =  1648 

20  senza  canali 90606. . .   1 760  =  1942 

fterite  nel  medesimo  tempo,  e  considerata  la  città  divisa  in  vie 
pra,  die  la  seguente  mortalità  : 

Morti     P«r.»«".« 
abitanu 

Tie  fognate  a  naoYO,  a  monte 366  =  685 

>         >             «          a  valle 65  =s  616 

»   con  canali  vecchi 329  =  632 

•    senza  fognatura 822  =  907 

nella   città  divisa  come  sopra  procedette  come  dall'unita   tabella: 


C    T    !>      h.     T\    Xf 

Casi  di  tifo 
dal  1866   al  1880 

CaM  di  tifo 
dal  1875   al  1880 

0     «     s\    r^    MJ    a^ 

Numero 
assoluto 

Per  loo^ooo 
abitanti 

Numero 
assoluto 

Per  z  00,000 
abitanti 

A  monte,  fognate  a  nuovo 

A  valle,           *             »        

Con  canali  vecchi.  • 

563 
216 

834 
991 

II65 
2107 

1734 
1378 

175 

53 
300 

363 

327 
502 

576 
400 

Senza  fognatura • 

2604 

1459 

891 

431 

—  286  — 

Appare  dunque  chiaramente  che  il  tifo  ha  diminuito  in  generale,  no 
solo,  ma  che  la  diminuzione  è  specialmente  sensibile  laddove  venne  est( 
samente  applicata  la  fognatura  delle  contrade,  il  che  è  precisamente  i 
contraddizione  colla  teoria  dei  sewer  gases^  mentre  attribuisce  alla  fognatur 
un'influenza  benefica  sull'igiene  delle  città. 

2.°  Relazione  di  Rozsahegyi,  —  Le  ragioni  per  cui  i  gaz  delle  fogr 
tenderebbero  ad  invadere  l'abitato  si  riassumono  nell'essere  il  loro  pes 
specifico  minore  di  quello  dell'aria  atmosferica,  per  cui  essi  tendono  ven 
le  parti  alte;  l'aria  delle  fogne  è  più  leggiera  perchè  commista  a  gaz  ( 
putrefazione  e  satura  d'umidità.  Cosi  i  teorizzatori  inglesi.  Rozsahegyi  invec 
imprende  a  dimostrare  come  assai  più  complesse  siano  le  condizioni  fisia 
chimiche  della  ventilazione  sotterranea,  come  anzitutto  i  gaz  di  putrefazion 
svolti  nelle  fogne  ben  tenute  non  siano  in  tal  quantità  da  alterare  gra 
latto  il  p.  sp.  dell'aria  circolante,  come  la  fognatura  acquea  non  poss 
essere  un  fattore  molto  potente  di  ventilazione  nelle  fogne,  come  le  diffi 
renze  di  temperatura  fra  l'aria  sotterranea  e  l'atmosferica  siano  fattori  pi 
potenti  di  ventilazione,  ma  prevalentemente  nel  senso  discendente,  perch 
nelle  parti  inferiori  dei  canali  di  fognatura  l'aria,  non  meno  d'estate  eli 
<l'invemo,  è  sempre  più  fredda;  come  poi  fattore  essenziale  di  ventilazior 
f  ascendente  è  il  deflusso  dell'acqua  medesima  della  fogna,  la  quale  trascic 
seco  una  notevole  colonna  dell'aria  soprastante,  come  anche  le  variazioi 
della  pressione  barometrica  debbano  influire  sulla  direzione  delle  corren 
sotterranee,  come  lo  stesso  debbano  fare  i  venti  dominanti  nell' atmosfer. 
Con  queste  osservazioni  il  Relatore  volle  far  comprendere  come,  ancl 
teoricamente  considerato,  il  quesito  della  ventilazione  delle  fogne  sia  ass 
complesso;  i  diversi  fattori  accennati,  ai  quali  si  devono  aggiungere  le  coi 
dizioni  di  costruzione  delle  fogne  medesime,  sono  assai  variabili  da  un  gion 
all'altro,  da  un  tratto  di  fogna  all'altro;  il  loro  effetto  più  costante  pei 
dovrebbe  esser  quello  di  produrre  una  corrente  discendente  di  aria,  il  coi 
trario  appunto  di  quanto  avverrebbe  secondo  la  teoria  dei  sewer  gases,  W 
la  discussione  non  può  limitarsi  a  considerazioni  teoriche,  quindf  il  Reh 
tore  passa  ad  esporre  i  risultati  di  alcune  osservazioni  da  lui  fatte  nei  o 
iiali  di  fognatura  di  Monaco.  Non  occorre  dire  ch'esse  confermano  pienament 
le  viste  teoriche  del  loro  Autore;  tuttavia  sono  cosi  scarse  e  limitate  eh 
-siamo  indotti  a  non  darvi  gran  valore ,  e  ad  attenderne  più  complete 
precise  prima  di  formulare  un'opinione  in  proposito.  Ad  ogni  modo,  s 
anche  in  certe  circostanze  è  certo  che  l'aria  delle  fogne  tende  ad  invadei 
le  abitazioni,  vi  sono  dei  mezzi  per  opporsi  a  ciò,  e  dei  mezzi  per  rendei 
quell'aria  tollerabile  nel  senso  igienico.  Onde  quell'aria  non  penetri  i^ 
case,  disponiamo  dei  mezzi  di  separazione  assoluta  fra  i  canali  di  quelle 
i  canali  delle  fogne  ;  onde  l'aria  di  fogna  diventi  più  respirabile,  dobbiam 
cercare  d' impedire  la  putrefazione  de'  liquidi  che  vi  scorrono.  I  sistei 
oggi  in  uso  procurano  di  soddisfare  a  questa  esigenza  coli*  istituire  un  n 
mero  possibilmente  grande  di  comunicazioni  fra  l'aria  atmosferica  e  la  se 
terranea  ;  così  si  fanno  delle  aperture  a  livello  delle  strade,  meglio  anco 
si  mette  la  fogna  in  comunicazione  cogli  sgocciatoi  dell'acqua  piovana, 


—  287  — 

<:on  alte  torri  di  ventilazione,  o  con  fucine  di  grandi  stabilimenti  industriali^ 
0  coi  fanali  delle  strade  ;  tutti  questi  mezzi  facilitano  il  raggiungimento  dello 
scopo ,  ma  non  vanno  senza  inconvenienti  più  o  meno  gravi.  Senza 
dubbio  il  miglior  mezzo  è  quello  dì  avere  a  disposizione  una  forte  massa 
d'acqua,  la  quale,  nel  mentre  diluisce  le  materie  putrefacibili ,  mantiene 
una  costante  ventilazione  in  tutta  la  rete,  e  sempre  in  direzione  discendente. 

Nella  discussione  si  opposero  all'esposto  modo  di  vedere,  il  medico  di  reg- 
gimento dott.  Sidlo,  oppugnando  le  idee  più  comunemente  accettate  sull'eziolo- 
^a  delle  malattie  infettive,  e  andando  quindi  fuori  d'argomento  ;  e  l'ingegnere 
Undley,  il  quale  ribattè  gli  argomenti  di  Roszahegyi  sull'importanza  del- 
l'umidità e  della  temperatura  come  fattori  di  una  corrente  ascendente  dalle 
iogne  verso  l'interno  delle  abitazioni.  La  maggior  parte  del  tempo  l'aria 
ambiente  è  più  fredda  dell'aria  delle  fogne  ;  questa  inoltre  è  satura  ditapor 
d'acqua,  ciò  che  influisce  sul  suo  peso  specifico,  come  un  riscaldamento 
<li  gradi  I.  8  per  l'aria  secca,  di  gradi  i  per  l'aria  relativamente  umida. 
Sono  due  circostanze  che  rendono  l'aria  delle  fogne  assai  più  legs;iera  del 
l>isogno,  perchè  si  muova  dal  basso  all'alto  :  né  occorrono  di  certo  grandi 
sforzi  per  movere  una  colonna  gazosa  :  basta  una  pressione  di  due  mm. 
d'acqua  per  mantenere  in  un  tubo  largo  45  centim.  lungo  6000  m.  una 
corrente  della  velocità  di  30  cm.  ;  la  stessa  corrente  in  un  drenaggio  di 
casa  ordinario,  si  ottiene  con  una  diflerenza  di  pressione  quasi  non  misu- 
rabile. Le  osservazioni^  fatte  a  Francoforte  hanno  appunto  dimostrato  come 
nelle  fogne  esista  una  corrente  ascendente,  di  intensità  talora  considerevole  ; 
talché  nelle  parti  alte  della  rete  sotterranea  si  trovò  opportuno  di  aggiun- 
gere delle  alte  torri  di  scarico.  Queste  valgono  a  mantenere  respirabile  l'aria 
delle  fogne. 

Il  dott.  Lìssauer,  di  Danzica,  riferisce  alcuni  fatti  di  propria  esperienza. 
Egli  avrebbe  osservato  tutta  una  serie  di  casi  di  malattia,  in  uno  dei  quali 
era  assai  probabile  momento  eziologico  V  inspirazione  di  aria  di  fogna ,  e 
negli  altri  la  stessa  circostanza  aggravava  per  lo  meno  il  decorso  della  ma- 
lattia. Questa  seconda  asserzione  avrebbe  la  controprova  nelle  esperienze  di 
Wemich,  il  quale  ha  dimostrato  come  la  presenza  nell'ambiente  di  gaz  di 
putrefazione  favorisca  lo  sviluppo  degli  esseri  inferiori.  (Noi  crediamo  che  ia 
tutte  le  sedicentisi  statistiche  di  questo  genere  siasi  fatto  un  deplorevole  uso 
ed  abuso  del  criterio  post  hoc:  i  fatti  presi  in  considerazione  dipendono 
da  troppo  numerosi  fattori  individuali  e  d'ambiente,  per  dar  valore  alcuno 
a  delle  dedtuioni  partigiane.  —  Il  Relatore).  È  poi  importante  a  sapersi  che 
Lissauer  ripetè  per  le  fogne  di  Danzica  le  esperienze  sulla  direzione  delle 
correnti  sotterranee,  e  venne  al  medesimo  risultato  di  Roszhaegyi:  per  il 
che  si  deve  credere  che  tali  correnti  si  comportano  assai  diversamente  nelle 
diverse  canalizzazioni  sotterranee,  secondo  fattori  che  non  sono  quelli  finora 
isolatamente  considerati. 

IV.  Apparecchi  per  assicurarsi  della  penetrazione  dei  gaz  di  fogna  nelle 
^ase,  —  Anche  senza  badare  alle  esagerazioni  dei  teorizzatori ,  è  dovere  del- 
i!  igiene,  di-  prevenire  questa  sorgente  di  impurità  dell'aria  domestica.  Sgra- 
ziatamente l'argomento  non  venne  mai  preso  in  quella  seria  considerazione 


—  288  — 

che  inerita,  e  rimpianto  degli  apparecchi  opportuni  venne  sempre  afBdato 
ad  operai  ignari  delle  esigenze  igieniche.  L*  Inghilterra  e  TAmerica  diedero 
l'allarme,  e  in  pari  tempo  escogitarono  i  più  diversi  sussidi  tecnici  contro 
il  pericolo.  Questi  devono  soddisfare  ai  bisogni  che  risultano  dalle  seguenti 
considerazioni.  Si  cerca  ordinariamente  di  separare  il  condotto  della  fogna 
dal  condotto  di  casa  mediante  un  sifone  occupato  da  una  colonna  d'acqua. 
Ora,  il  rapporto  fra  la  pressione  ambiente  e  quella  del  condotto  di  fogna 
può  invertirsi,  in  modo  da  aspirare  verso  la  fogna  l'acqua  del  sifone ,  e 
lasciare  libera  quella  comunicazione  che  si  voleva  prevenire.  Ogni  volta  che 
nel  condotto  vien  versato  del  liquido  in  quantità  tale  da  occuparne  tutto 
il  lume,  succede  che  questa  cadendo  agisce  da  embolo,  e  cioè  fa  dietro  di 
sé  il  vuoto  ed  aspira  una  colonna  d'aria  che  trascina  con  sé  l'acqua  dei 
sifoni  sovrastanti ,  più  comprime  davanti  a  sé  la  colonna  d'aria ,  la  quale 
cercherà  sfogo  nella  fogna  o  dai  sifoni  sottostanti ,  scacciandone  l'acqua  : 
in  ambo  i  modi  la  chiusura  può  venire  distrutta  e  i  gaz  possono  spandersi  nel- 
l'abitazione.  Queste  differenze  di  pressione  nel  tubo  di  fogna  possono  salire 
a  IO,  20  e  fin  30  cm.  d'acqua,  rendendo  ogni  volta  inutile  il  sifone.  Per 
ovviare  a  tali  inconvenienti  vi  sono  diversi  mezzi  :  tenere  un  tubo  di  sca- 
rico relativamente  largo,  perchè  il  liquido  fluente  non  lo  chiuda  interamente  ; 
lasciare  che  il  medesimo  si  apra  all'aria  sopra  il  tetto  ;  adattare  al  sifone 
un  apparecchio  di  ventilazione  che  intervenga  a  mantenere  l'equilibrio  della 
pressione  prima  che  l'acqua  del  sifone  venga  spostata.  È  raccomandato  a 
tal  uopo  l'apparecchio  di  Pettenkoffer,  che  si  innesta  al  ramo  centrale  dei 
sifone,  oppure .  l'apparecchio  del  dott.  Renk  (  che  è  ancora  quello  di  Pet- 
tenkoffer, sostituito  addirittura  al  sifone).  L'  unita  figura  dà  un'  idea  del 
primo.  Esso  consiste  in  un  vaso  cilindrico  A  dì  6-7  centimetri  di  diametro 
e  8  di  altezza,  impermeabile  all'ana,  fornito  di  due  tubi  di  circa  2  centi- 
metri di  diametro,  dei  quali  l'uno  penetra  dalla  faccia  superiore,  l'altro  dal- 
l' inferiore,  e  superantisi  l'un  l'altro  di  circa  un  centimetro.  Vi  si  versa  del- 
l'acqua ,  la  quale  può  raccogliervisi  fino  all'altezza  del  tubo  inferiore ,  for- 
mando quindi  una  chiusura  d'acqua  alta  un  centimetro.  Ora,  se  si  avvera 
una  pressione  negativa  sul  tubo  di  fogna,  1' aspirazione  avverrà  tanto  sul 
sifone  quanto  sul  ventilatore  ;  ma  siccome  questo  contiene  minor  quantità 
d'acqua,  il  tubo  superiore  darà  libero  passaggio  all'aria  prima  che  l'acqua 
del  sifone  sia  smossa.  Viceversa,  se  la  pressione  nel  tubo  di  fogna  diventa 
positiva ,  l'acqua  si  alzerà  nel  tubo  superiore  del  ventilatore,  ed  opererà  una 
contropressione  sufficiente  per  risparmiare  l'acqua  del  sifone.  Tale  è  Tappa- 
recchio  di  Pettenkoffer  in  uso  a  Monaco  ed  in  altre  città  di  Germania  :  ha 
il  solo  inconveniente  che  d'estate  l'acqua  evapora  rapidamente,  e  bisogna 
caricarlo  ogni  3-4  giorni  :  Renk  per  ovviarvi  si  serve  di  una  miscela  di 
90  voi.  glicerina  e  io  voi.  acqua.  Lissauer  propone  di  porre  accanto  al 
condotto  centrale  di  una  casa  anche  un  tubo  di  ventilazione  che  va  dal 
pianterreno  al  tetto,  aperto  alle  estremità  e  comunicante  colle  singole  dira- 
mazioni dentro  l'abitato. 

V.   W//i  e  danni  del  riscaldar  Varia  col  fuoco.  —  Per  riscaldare  gli  am- 
bienti si  adoperano  ai  nostri  tempi  delle  superficie  irradianti,  riscaldate  a 


—  289  — 

loro  volta  o  col  fuoco  o  colFacqua  calda  o  col  vapor  d'acqua.  H  primo 
mezzo  è  specialmente  usato  per  ovvie  ragioni  economiche ,  solo  che  ulti- 
mamente gli  vennero  fatte  alcune  accuse  in  riguardo  ali*  igiene  :  il  prof.  Fi- 
scher esamina  se  esse  siano  o  no  fondate.  Il  riscaldamento  col  fuoco  porta 
la  superfìcie  irradiante  ad  una  temperatura  varia  da  6 00^  a  50^  ;  quello 
coll'acqua  calda  ad  una  temperatura  varia  fra  100^  e  40^;  finalmente  quello 
col  vapore,  ad  una  temperatura  varia  fra  150°  e  100.°  Questa  condizione 
diversa  della  superficie  riscaldata  non  è  indifferente  per  l'aria  ambiente; 
questa  è  sempre  carica  di  pulviscolo  organico  od  organizzato ,  il  quale  a 
contatto  di  una  superfìcie  scaldata  si  decompone  più  o  meno  rapidamente 
secondo  il  grado  di  temperatura  della  medesima:  nel  caso  concreto  sono 
le  superfìcie  scaldate  col  fuoco  le  più  attive  decompositrici  del  polviscolo 
atmosferico,  onde  guastano  l'aria  con  odori  sgradevoli  e  prodotti  nocivi  di 
decomposizione.  Questa  è  la  principale  accusa  mossa  al  riscaldamento  delle 
superfìci  radianti  col  fuoco.  Fischer  però  ricorda  che  lo  strato  d'aria  che 
va  a  contatto  della  superfìcie  riscaldata  è  assai  sottile,  gli  altri  venendo  tra- 
scinati da  quello  prima  assai  di  aver  potuto  acquistare  una  temperatura  alta 
abbastanza  da  scomporre  i  corpuscoli  organici  in  essi  sospesi;  e  ciò  con 
tanta  maggior  rapidità  quanto  più  calda  è  la  superfìcie  radiante.  Non  al- 
trimenti vediamo  i  fonditori  di  ferro  potere  impunemente  far  scorrere  un 
dito  su  quella  massa  infocata  a  1200.^  Vedesi  che  l'accusa  è  grave  più  in 
apparenza  che  in  realtà.  Si  dice  poi  che  il  riscaldamento  col  combustibile 
può  alterare  l'aria  coi  prodotti  della  combustione  :  accusa  che  non  ha  fonda- 
mento ,  imperocché  può  sussistere  solo  quando  l' apparecchio  di  riscalda- 
mento sia  imperfetto  o  guasto.  Quanto  alla  diversa  intensità  di  riscaldamento 
nei  diversi  strati  dell'ambiente,  è  difetto  comune  a  tutte  le  sorgenti  di  ca- 
lore, devoluto  alle  leggi  naturali  di  circolazione  del  calorico.  Insomma  i 
difetti  del  riscaldamento  dell'aria  col  focolajo  sono  realmente  di  poca  por- 
tata, mentre  sono  più  che  compensati  dall'esiguità  della  spesa  e  dall'attivo 
rinnovamento  dell'aria  ambiente  da  parte  del  combustibile. 

Il  dott.  Max  Gruber  procedette  a  delle  ricerche  interessantissime  intorno 
al  quesito  se  i  caloriferi  in  ferro  cedono  o  meno  all'ambiente  dell'ossido 
di  carbonio  ;  imperocché  in  seguito  alla  scoperta  di  Deville  e  Troost  che 
il  ferro  rovente  può  essere  attraversato  da  quel  gaz,  si  destò  un  gran  timore 
sol  conto  dei  caloriferi  in  ferro.  Per  risolvere  tal  quesito  Gruber  si  propose 
di  indagare  anzitutto  a  qual  dose  realmente  l'ossido  di  carbonio  mescolato 
all'aria  inspirata  può  essere  nocivo  alla  salute  dell'uomo  :  sottoponendo  sé 
stesso  a  due  esperienze  di  tre  ore  l'una ,  egli  potè  respirare  dell'aria  con- 
tenente o.  021  e  o.  024  per  cento  di  ossido  di  carbonio,  senza  soffrire  il 
benché  minimo  disturbo.  Tale  quantità  sarebbe  assai  facilmente  svelata  dalla 
reazione  di  Fodor  (basata  sulla  proprietà  che  ha  l'ossido  di  carbonio  di 
ridurre  il  cloruro  di  palladio),  la  quale  é  tanto  sensibile  da  scoprire  Vsooo  ^^ 
ossido  di  carbonio.  Partendo  da  questi  principi,  Gruber  esperimentò  sull'aria 
di  parecchi-  ambienti  scaldati  con  calorìferi  in  ferro:  il  reattivo  di  Fodor 
die  sempre  risultato  negativo  ;  di  guisa  che  si  può  viver  tranquilli  che  tali 
odoriferi  non  cedono  all'ambiente  quantità  sensibili  di  uutgoz  cosi  micidiale., 

19 


—  290  — 

Il  prof.  Fodor  di  Budapest  si  Interessò  di  ridurre  al  vero  loro  valore 
alcune  altre  affermazioni  sul  conto  del  riscaldamento  dell'aria  coi  calori- 
feri. Dicesi  che  questi  fanno  diventar  l'aria  troppo  secca  :  ebbene,  le  osser- 
vazioni igrometriche  dimostrano  che  l'aria  riscaldata  non  è  meno  umida 
dell'altra.  Invece  la  causa  della  sensazione  di  secchezza  in  gola  dipende- 
rebbe dai  prodotti  di  scomposizione  della  materia  organica  sospesa  nell'aria 
e  torrefatta  dal  calore  della  stufa  :  a  questo  proposito  Fodor  trovò  che  tale 
torrefazione  non  avviene  prima  di  un  riscaldamento  a  150^,  ma  allora  basta 
una  piccolissima  quantità  di  materia  organica  per  lo  sviluppo  di  quei  pro- 
dotti che  rendono  l'aria  riscaldata  nauseante  ed  insopportabile  al  naso,  alla 
congiuntiva,  alle  fauci.  Indicata  la  causa,  se  ne  deduce  subito  il  precetto 
igienico  di  non  riscaldar  troppo  l'apparecchio  calorifero  ,  e  di  mantenere 
l'aria  possibilmente  pura  dalla  polvere.  Purché  il  riscaldamento  non  vada 
molto  oltre  i  100°,  egli  è  indifferente  la  natura  del  calorifero  :  anche  gli 
apparecchi  aggiunti  per  mantenere  all'aria  un  certo  grado  di  umidità,  sem- 
brano in  tal  caso  superflui.  Però  la  questione  non  si  può  oggi  considerare 
come  definitivamente  risolta.  Quanto  all'ossido  di  carbonio,  Fodor  non  teme 
che  esso  possa  spandersi  nell'ambiente  quando  il  calorifero  funziona  a  do- 
vere. Passando  poi  ad  esaminare  le  esigenze  della  ventilazione ,  trova  che 
per  i  locali  piccoli  non  occorrono  speciali  apparecchi  ;  per  i  locali  grandi 
si  può  utilizzare  il  tubo  del  fumo  ad  animare  un  tubo  di  aspirazione  co- 
municante con  tutti  i  locali  riscaldati  ;  oppure  si  può  adattare  ai  condotti 
dell'aria  dei  congegni  che  permettano  di  aumontare  o  diminuire  il  lume  dei 
medesimi.  Gli  apparecchi  in  cui  il  focolajo  è  alimentato  dall'aria  riscaldata 
di  ritorno,  sono  molto  economici  ;  ma  siccome  limitano  e  quasi  annullano 
il  richiamo  d'aria  nuova,  cosi  non  sono  troppo  igienici,  specialmente  se  si 
tratti  di  riscaldare  dei  locali  occupati  a  lungo  da  gente.  Perchè  poi  la  cir- 
colazione dell'aria  calda  non  sia  nociva  o  per  l'intensità  del  calore  o  per 
l'intensità  della  corrente,  occorre  che  l'apparecchio  sia  in  grado  di  dare 
grandi  quantità  d'aria,  ma  poco  riscaldata  (30°). 

VI.  Falsificazioni  ed  esame  delle  fanne,  -. —  Il  prof.  Novak  comincia  dal 
considerare  i  notevoli  progressi  fatti  nell'arte  del  macinare  i  grani,  e  de- 
scrivere le  macchine  immaginate  per  separare  i  corpi  stranieri,  i  grani  d'al- 
tri cereali,  la  polvere  dal  frumento,  indi  quelle  per  tradurlo  nelle  più  belle 
farine  oggi  in  commercio.  Conferma  l'inesattezza  di  quell'opinione  che  attri- 
buisce alle  farine  più  belle  una  scarsa  facoltà  nutriente;  anche  le  più  bian- 
che e  fine  contengono  sempre  y,o  della  loro  massa  di  glutine.  D'altronde  se 
le  farine  di  grado  inferiore  contengono  maggior  proporzione  di  glutine,  non 
è  tuttavia  dimostrato  che  le  persone  che  usano  del  pane  fatto  con  (Quelle  ne 
sfruttino  tutta  la  sostanza  nutritiva.  Se  però  è  possibile  l'uso  generale  delle 
farine  di  qualità  superiore,  ora  che  le  macchine  sono  tanto  perfette  da  permet- 
terne r  abbondante  produzione,  vi  sono  molti  negozianti  che  trovano  con- 
veniente di  gabbare  il  pubblico  con  farine  adulterate.  La  farina  che  si  ot- 
tiene colle  attuali  ma:<:chine  di  macinazione  è  assolutamente  pura  d'i^^i 
tilemento  estraneo  al  frumento;  ora,  siccome  le  falsificazioni  con  sostanze 
più  omogenee,  non  sarebbero  convenienti,  i  venditori  tendono^ a 


—  291   —    • 

la  farina  di  frumento  con  quella  di  altri  grani  (p.  es.  avena,  segale)  e  senif 

^p.  es.  di  carota,  di  papavero,  ecc.).  £  pazienza    ancora  se  si  limitassero- 

alle  aggiunte  innocue,  ma  bene  spesso  accade  di  incontrare  nella  farina  di' 

frumento  delle  sostante   velenose  (loUium   tanuientum^  agrostemma  githago). 

L'agrostemma,  che  è  il  più   pericoloso  e  più    comunemente  usato,  dà  per 

<ii  più  alla  farina  un  bellissimo  color  bianco.  Non  parliamo  delle  sostanze 

minerali,  per  far  rilevare  anche  il  danno  del  vendere  farine  di  semi  guasti 

o  di  farine  guastate  da  un  cattivo  sistema  di  conservazione  ne*  magazzini. 

Dimostrati  cosi  i  pericoli  annessi  al  consumo  della  farina,  Novak  indica 

<ome  si  deve  far  l'esame  di  una  farina  circa  al  grado   di  sua  secchezza  e 

purità;  ma  per  questi  particolari  noi  rimandiamo  all'originale. 

Dott.  PiETRO  Conti. 
Raccolla  di  Lavori  dell'Uffizio  sanitario  Imperiale  tedesco  {Mittheiiungen 

iìus  dem  Kaiser  lichen  Gesundheitsamte  ^  herausgegeben  von  Dott.  Struck). 
Berlino,  1881,  in-4°  di  400  pag.  con  tavole.  —  Con  questo  titolo  venne 
ora  alla  luce  in  Germania  un'opera  che  noi  stimiamo  di  molto  pregio.  Essa 
è  la  conclusione  dei  lavori  che  da  due  o  tre  anni  si  vanno  facendo  nel 
laboratorio  d'igiene  annesso  all'Uffizio  sanitario  dell'Impero.  Dando  pub- 
blicità ai  suoi  lavori  ed  a  quelli  de'  suoi  cooperatori,  il  dottor  Struck  nella 
prefazione  dice  come  il  laboratorio  non  sia  stato  istituito  allo  scopo  di 
studiare  la  scienza  pura,  bensì  per  istudiare  e  risolvere  le  questioni  difficili 
d'Igiene  e  Polizia  sanitaria.  Non  pertanto,  le  molte  esperienze  istituite,  e  con- 
tinuate in  modo  conforme,  avendo  condotto  a  risultati  assai  contrari  a  quelli 
ammessi  universalmente,  egli  si  sarebbe  creduto  colpevole  se  non  li  avesse 
fatto  conoscere. 

Noi  non  possiamo  che  approvare  la  decisione  dell'  onorevole  Direttore 
dell'Uffizio;  egli  pone,  così,  in  mano  all'igienista  una  collezione  considere- 
vole, importantissima  rispetto  alle  due  quistioni  che  giustamente  preoccupano 
il  mondo  medico:  la  disinfezione  e  l'azione  patogenica  dei  microbi.  Noi  ci 
affrettiamo  a  darne  un'analisi  'accurata  e  la  più  completa  possibile,  sovente 
una  traduzione,  aggiungendo  ai  punti  più  contestati  quelle  osservazioni  in 
noi  destate  dalla  lettura. 

Le  Memorie  sono  quattordici,  delle  quali  quattro  trattano  la  quistione  dei 
micro-organismi  patogenici;  una  la  disinfezione;  una  l'esame  del  latte;  una 
l'analisi  dell'acqua,  ed  una  tratta  della  quantità  di  calore  cui  può  raggiun- 
gere la  carne  durante  la  cottura. 

La  qtiistione  dei  microbi  venne  studiata  da  Koch  o,  secondo  i  suoi  con- 
sigliy  da  giovani  medici  militari  addetti  in  modo  temporaneo  al  laboratorio.  ' 
Noi  fummo  grandemente  sorpresi  ed  anche  addolorati  delle  maniere  often*- 
sive  usate,  per  lo  meno,  in  tre  di  queste  Memorie  rispetto  a  Pasteur.  Si 
vedrà  più  tardi  sino  a  qual  punto  la  critica  sia  risentita  ed  ingiusta.  I  metodi  - 
adoperati  da  Koch  differiscono  non  poco  da  quelli  che,  usati  da  Pasteur* 
da  25  anni,  diedero  il  risultato  che  tutti  sanno.  Uno  è  osservatore,  l'altro^ 
<sperimentatore;  in  ciò  foi]^e  risiede  la  ragione   di  quesla  inaspettata  cott-^» 


—  292  — 

trarietà.  Sarebbe  cosa  migliore  che  coloro,  sconosciuti  o  rinomati,  picéol? 
o  grandi,  i  quali  lavorano  ad  interpretare  il  vasto  campo  della  patologia 
parassitica,  piuttosto  che  perdersi  in  inutili  e  sovente  dannose  personalità, 
trattassero,  viribus  unitis,  il  gran  problema  che  tien  sospesa  la  medicina,, 
la  quistione  fondamentale  che  arresta  momentaneamente  V  avanzarsi  delhi 
scienza.  Più  tardi,  le  quistioni  di  priorità  si  decideranno  da  -sé  stesse.  Ci 
si  perdoni  questa  breve  digressione  prima  di  cominciare  l'analisi  dei  var^ 
«         lavori. 

I.  —  La  ricerca  degli  organismi  patogenici,  di  R.  Koch. 

e  Lo  studio  degli  organismi  parassitici  riposa  sull'impiego  delle  colture» 
Ora  non  esiste  alcun  metodo   di  coltura   {Reincultureii)    il    quale    si   posse».- 
adoperare  in  ogni  caso,  e  che  abbia  una   sufficiente    certezza.    Ho  cercato 
di  riempire  questo  vuoto,  ed  arrivai  a  risultati  .  .  .  ,  che  vennero   trovati 
utili  nelle  ricerche  fatte  nel  laboratorio. 

€  Poiché  si  trovano  dei  batteri  o  altri  microbi  nell'interno  degli  or- 
gani (sia  nel  sangue  o  nei  linfatici,  sia  nel  tessuto  medesimo),  questi  microbi 
debbonsi  considerare  come  patogenici,  o  per  lo  meno  debbono  essi  venijr 
considerati  sospetti  ed  il  loro  studio  dovrà  proseguirsi?  Questa  conclusione 
non  può  applicarsi,  fin  qui,  alle  mucose  o  in  generale  a  tutte  le  cavita 
accessibili  all'aria,  e  quindi  alla  bocca,  al  polmone,  all'intestino. 

€  Generalmente  per  scoprire  gli  organismi  parassitici  è  sovente  necessario 
ricorrere  all'impiego  dei  processi  di  colorazione  e  d'illuminazione  (colorì  di- 
anilina  —  illuminazione  Abbe),  come  sono  anteriormente  descritti. 

e  Pei  liquidi  (sangue,  pus,  ecc.)  basta  stenderne  un  sottilissimo  strato- 
sul  portoggetti,  lasciandolo  seccare  da  sé  o  ad  una  temperatura  di  125^  a 
130**.  Si  fanno  operare  su  questa  sottile  pellicola  i  reattivi  coloranti ,  spe* 
cialmente  il  bruno  d'anilina  sciolto  nella  glicerina.  Per  aiutare  questo  pro- 
cedimento, torna  utile  l'esporre  questi  preparati  all'azione  dell'alcool  assoluto ,- 
durante  un  tempo  che  può  variare  da  qualche  giorno  a  più  settimane.  La. 
4Sola  esperienza  insegnerà  a  conoscere  questa  durata. 

e  11  procedimento  di  disseccazione  col'  calore,  descritto  da  Ehrlich^  e 
un  importante  ritrovato  per  la  parassitologia.  Nel  laboratorio  dell' Uffizic^ 
sanitario  esso  é  divenuto  indispensabile.  Ad  ogni  autopsia  animale,  il  sangue,, 
il  sugo  della  parte  inoculata,  del  polmone,  della  milza  e  d'altri  organi  è 
subito  esaminato  secondo  questo  procedimento,  e  se  ne  è  il  caso  si  passa 
poi  ad  un'altra  serie  d'esperienze. 

e  Bisogna  consigliare  caldamente  ad  ognuno  che  vorrà  occuparsi  di  espe- 
rimenti su  questo  soggetto,  di  fa  migliar  izzarsi  coi  risultati  dei  lavori  di  Ehrlich 
sulle  cellule  granulose.  Questo  Autore  ha  dimostrato  che  negli  elementi  cel* 
lulari  del  sangue,  generalmente  considerati  come  identici,  é  possibile^  me- 
diante reattivi  coloranti,  di  trovarvi  delle  differenze  assai  apprezzabili  1  Non 
è  quindi  diffìcile  che  l'agente  patogenico  di  certe  malattie  possa  presentarsi 
in  una  forma  analoga  a  quella  dei  globuli  bianchi,  ossia  sotto  forma  ante- 
ioide;  sarà  perciò  cosa  utilissima  in  tal  caso  il  possedere  un  mezzo  sicuro 


—  293  — 

per  accertarne  la  diversità,  come  è  quello  indicatoci  da  Ehrlich.  Il  parassita 
-della  rapa ,  ultimamente  scoperto  da  Woronin  e  descritto  col  nome  di 
Piasmadiophora  brassicae,  appartiene  a  questa  classe. 

e  È  poi  possibile  che  per  un  certo  numero  di  malattie  infettive,  nelle 
•quali  invano  vennero  cercati  i  batter!,  abbiano  ad  esistere  dei  parassiti  per 
nulla  distinguibili  dagli  elementi  cellulari  del  corpo  ». 

Un  fatto  analogo  venne  notato  da  Koch  nel  sangue  della  lince,  nel  quale 
vennero  trovate  delle  monadi  biforcate  {Geiseimonaden), 

Quest'ultima  osservazione  è  assai  interessante,  e  richiama  subito  ai  lavori 
ultimamente  pubblicati  da  Laveran  sul  miasma  palustre.  Se  questi  lavori  non 
•ebbero  quell'accoglienza  che  meritano,  ciò  si  deve  innanzi  tutto  al  far  loro 
ilifetto  l'esperimentazione,  ma  potrebbe  anche  provenire  dal  fatto  che  l'or- 
ganismo descritto  si  allontana  sensibilmente  da  quelli  stati  considerati,  forse 
a  torto,  come  i  soli  agenti  patogenici. 

Koch  insiste  più  avanti  sulla  necessità  di  provvedersi  di  fotografìe  degli 
•oggetti  microscopici  considerati  come  agenti  di  malattie  infettive.  Questa 
parte  del  suo  lavoro  è  scritta  con  grande  sicurezza  dovuta  ad  una  lunga 
pratica  nella  materia.  La  Memoria  termina  con  14  tavole  che  comprendono 
84  fotografìe,  generalmente  assai  ben  fatte,  d'ogni  caso  interessante  riferibile 
alle  principali  malattie  infettive. 

Ma  non  è  suffìciente  trovare  nel  parenchima  e  nei  liquidi  nutritivi  un 
organismo  che  si  presupponga  patogenico;  bisogna  manifestare  questa  po- 
tenza patogenica  riproducendo  la  malattia  negli  animali  ;  e  qui  sta  il  punto 
<lifficile  della  quistione. 

<  Bisogna,  dice  l'Autore,  scegliere  un  animale  della  medesima  specie  o 
•d'una  specie  affìne;  per  esempio,  scegliere  una  scimmia  per  una  malattia 
umana;  bisogna  di  poi  studiare  la  reazione  dell'organismo  di  differenti  ani- 
mali. Si  possono  cosi  osservare  numerose  particolarità.  La  setticemia  del 
coniglio  uccide  certamente  il  coniglio  ed  il  topo,  uccide  il  topo  casalingo 
ma  non  il  topo  campignuolo. 

<  Non  è  senza  importanza  lo  studiare  il  modo  di  trasmissione;  perciò 
^i  usa  l'inoculazione  {Impfung),  S'intende  per  inoculazione  una  piaga  al  tutto 
super fìciale  della  pelle,  unita  all'applicazione  della  sostanza  da  esperimen- 
tarsi:  non  è  dunque  più  il  caso,  quando  la  piaga  attraversando  la  pelle 
penetra  nel  tessuto  sottocutaneo.  Oggidì  pare  che  non  ne  sia  più  cosi  li- 
mitata la  signi fìcazione  ;  si  dà  questo  nome  ad  ogni  qualità  di  cose,  e  spe- 
•cialmente  gli  autori  francesi  usano  soprattutto  comprendere,  nella  parola 
vaccinazione,  qualità  assai  differenti  di  metodi  sottocutanei  o  intravenosi. 

<  Or  non  è  cosa  indifferente  l'operare  in  un  modo  o  in  un  altro.  Tale 
liquido,  ad  esempio,  quello  dell'edema  maligno,  produrrà  effetti  assolutamente 
<liversi  secondo  che  verrà  deposto  alla  superfìcie  della  pelle  o  nel  tessuto 
cellulare. 

e  Si  opera  pure,  generalmente,  con  delle  quantità  troppo  considerabili. 

<  Gli  strumenti  debbono  sottoporsi  ad  una  disinfezione  assai  efficace,  col 
calore  secco  a  150**.  Ciò  è  diffìcile  colle  siringhe.  È  mia  opinione  che  molte 
•esperienze  falliscano   innanzi    questa    difficoltà,    e  che   non  pochi  rìst|ltati 


—  294  — 

inesplicabili  si  debbano  airinsufficìente  disinfezione"  delle  siringhe.  Perciò  mi 
servo  ora  d'una  siringa  speciale  nella  quale  non  e'  è  più  impiastramento , 
td  il  metallo  è  fissalo  al  vetro  per  un  giro  di  vite. 

€  I  processi  d'infezione  per  l'inalazione  non  sono  a  tutt* oggi  molto  da 
-raccomandarsi,  e  danno  risultati  assai  dubbi.   » 

Noi  siamo  così  giunti  alla  parte  principale  del  lavoro  del  Koch  ;  in  essa 
descrive  il  processo  di  coltura  che  a  lui  sembra  dover  rimpiazzare  l'altro 
oggidì  generalmente  usato.  Questo  nuovo  processo  consìste  nella  coltivazione 
Su  patate  cotte  o  su  strati  di  gelatina,  senza  preoccuparsi  poi  molto  delle 
impurità  che  possono  prodursi  nella  coltura. 

e  Generalmente  le  colture  forniscono  dei  risultati  poco  soddisfacenti  (S/c/it 
-es  mit  den  Reinculturen  rechi  traurig  aus).  Nessuno  di  coloro  che  intrapre- 
sero delle  colture  di  microbi  secondo  gli  attuali  processi,  non  seppe  evitare 
le  sorgenti  d'errore  (ciò  che  è  impossibile  secondo  la  mia  persuasione)  ;. 
nessuno  d'essi  è  autorizzato  a  lamentarsi  se  i  risultati  non  sono  ammessi 
come  dimostrativi  dai  scienziati.  Questo  s'applica  soprattutto  ai  lavori  che  te- 
stimoniano uno  zelo  meritorio,  ma  cieco,  pubblicati  dalla  scuola  di  Pasteur, 
nei  quali  si  trovano  dei  fatti  incredibili,  come  le  colture  dell'organismo  della 
rabbia,  del  vajuolo  del  montone,  della  pneumonia  infettiva.   » 

Non  bisogna  cercar  d' impedire  in  maniera  assoluta  la  penetrazione  di 
germi  stranieri,  ma  bensì  di  germi  di  cui  non  si  possa  sindacar  la  presenza^ 
Invece  di  liquidi,  Koch  impiega  delle  sostanze  solide  sulle  quali  ogni  germe 
•si  riproduce  nel  punto  preciso  ove  si  è  posto.  Egli  impiegava  da  prima  delle 
rotelle  di  patate  cotte,  ma  più  tardi  pensò  d'adoperare  un  corpo  solido  si 
«ma  trasparente,  facilmente  esamùiabile  al  microscopio.  Questo  corpo  venne  a 
lui  fornito  da  un  miscuglio  di  gelatina  (2  Yo  ^  3  Vo)  ^  ^^  liquido  nutritivo. 

e  La  gelatina  di  coltura  è  deposta  in  forma  di  una  larga  goccia  sul 
portaoggetti.  Ciò  si  fa  mediante  una  pipetta  ben  disinfettata;  gli  stessi  por- 
soggetti  sono  esposti  per  qualche  tempo  ad  una  temperatura  di  150.®  La 
goccia  dovrà  avere  la  grossezza  di  circa  2  millimetri,  e  la  gelatina  rafifred- 
dandosi  diventa  solida.  Tutte  le  lastre  son  messe  di  poi  su  piccoli  scafial 
sotto  una  campana  le  cui  pareti  sono  formate  di  carta  Joseph  inumidita 
In  simili  condizioni  le  goccie  di  gelatina  si  conservano  due  a  tre  settimane- 
senza  disseccarsi. 

e  Per  seminare  gli  organismi  da  coltivarsi,  è  sufficiente  il  raccogliere  coi> 
un  ago  arroventato  una  quantità,  la  minore  possibile,  del  liquido,  tracciando 
col  medesimo  ago  quattro  a  sei  linee  trasversali  sulla  superficie  dello  strato 
gelatinoso.  È  una  vera  vaccinazione.  È  inutile  proteggere  queste  coltiure  altri- 
menti che  con  una  campana,  la  quale  non  è  poi  necessario  sia  ermeticamente 
chiusa.  Succederà  cosi  che  degli  organismi  stranieri  penetrino  nella  coltura  ;. 
«ma  essi  non  possono  svilupparsi  che  là  ove  sono  caduti.  Non  sarà  quindi 
che  una  pura  combinazione  se  essi  si  svilupperanno  proprio  nella  linea  ove 
è  deposto  l'organismo  da  studiarsi;  è  quindi  cosa  assai  difficile  a  pensare- 
che  tutte  le  colture  possano,  in  breve  volger  di  tempo,  essere  attaccate  da 
altri  germi  al  punto  di  non  aver  più  alcun  valore  per  un  ulteriore  coltura^ 
In  pochi  giorni  lo  sviluppo  degli  organismi  ha  raggiunto  il  massimo. 


—  295  — 

«  Le  colture  di  gelatina  si  sviluppano  bene  fra  i  20°  e  i  25®,  e  finora 
non  ho  trovato  alcun  organismo  il  quale  non  siasi  moltiplicato  a  questa 
temperatura.  Quando  si  credesse  necessario  sorpassare  i  30^,  temperatura 
alla  quale  la  gelatina  si  liquefai,  bisognerà  ricorrere  a  diversi  procedimenti. 
€  Si  comprende  facilmente  come  si  possa,  con  questo  processo,  procu- 
nrsi  un  seme  perfettamente  puro,  fin  dal  principiare  delle  esperienze  >. 

Koch  esperimentò  numerose  gelatine  di  coltura,  ma  certamente  la  mi- 
nore venne  giudicata  quella  che  è  formata  da  una  mescolanza  di  siero 
del  sangue  e  di  gelatina.  Questa  coltura  non  è  punto  isterilita  dalla  cottura. 
<  Il  processo  in  parola  ha  il  vantaggio  di  poter  essere  sottomesso  ad 
ogni  momento  alla  revisione  del  microscopio,  senza  influire  per  questo  sul 
no  ulteriore  sviluppo.  Quando  si  esaminino  al  microscopio,  ad  un  debole 
ingrandimento,  delle  colonie  di  microbi  o  di  funghi  messe  a  bella  posta 
0  per  caso  sul  portaoggetti  gelatinoso,  si  acquista  ben  presto  la  persuasione 
die  ciascuna  specie  possiede  particolarità  di  forma,  colore  e  accrescimento 
delle  colonie,  affatto  caratteristiche  e  facilmente  riconoscibili.  Gli  individui 
«parati  accade  non  siano  riconosciuti,  mentre  le  colonie  (rappresentanti  la 
toklità  dei  caratteri  individuali)  lo  sono  con  facilità.  Cosi  i  baccilli  del 
carbonchio  e  quelli  del  fieno  si  distinguono  assai  facilmente  in  colonie  >. 
Koch  fece  per  molto  tèmpo  delle  serie  dì  colture  di  microbi  patogenici 
0  no,  e  giammai  potè  accertare  che  alcuno  dei  detti  organismi  abbia  pre- 
sentato una  qualunque  deviazione. dalle  sue  proprietà.  Ciò  è  come  dire  esser 
^K  assolutamente  contrario  alla  dottrina  di  Ncegeli  e  Buchner. 

A  suo  avviso  :  «  Tutti  quei  batteri  che  posti  nel  medesimo  mezzo  e  nelle 
medesime  circostanze  durante  più  colture  o  generazioni,  conservano  le  prò- 
pnetà  per  le  quali  si  differenziano,  debbono  esser  considerati  come  diversi, 
qualunque  sia  il  nome  che  loro  vien  dato  (specie,  varietà,  forma). 

€  Finalmente,  dice  egli  alla  fine,  ciò  che  caratterizza  il  mio  procedimento 
è  l'adoperare  un  mezzo  di  coltura  solido  ed  il  più  possibile  trasparente  ; 
cbe  la  composizione  di  questo  mezzo  può  essere  variata  ed  adattata  ,  per 
quanto  lo  si  desideri,  all'organismo  da  coltivarsi;  che  le  misure  di  precaur 
xione  contro  le  casuali  impurità  sono  inutili  ;  che  la  successiva  coltura  può 
^si  per  mezzo  di  numerosi  campioni  separati,  fra  i  quali  si  scelgono,  per 
le  ulteriori  trapiantazioni,  quelli  rimasti  puri;  che  una  continua  revisione 
può  esser  fatta  mediante  il  microscopio  sulle  esperienze  medesime  ». 

Il  procedimento  da  noi  ora  descritto  può  utilizzarsi  nella  ricerca  dei 
microbi  nell'aria,  nell'acqua,  nel  terreno,  ecc.,  ciò  che  realmente  è  un'ap- 
plicazione all'igiene. 

Per  l'esame  dtìVaria^  i  processi  non  sono  molto  facili  ad  adoperarsi. 
Ecco  come  Koch  procede:  Nel  fondo  di  un  cilindro  di  vetro  di  18  cen- 
timetri d'altezza  e  6  centimetri  di  larghezza  trovasi  una  scodellina  piatta 
di  vetro  alta  un  centimetro  e  larga  5  centimetri  e  mezzo,  che  può  essere 
lollevata  mediante  una  lista  di  latta  piegata  ad  angolo  retto.  Abbi- 
sognano almeno  venti  di  questi  apparecchi.  Il  cilindro  viene  scaldato ,  la 
bacinella  riempita  di  gelatina  ed  il  tutto  viene  chiuso  mediante  un  turac- 
ciolo di  ovatta  isterilita.  Solidificatasi  la  gelatina  e  giunti  nella  località  della 


—  296  — 

cui  aria  si  vuol  fare  Tanalisi ,  sì  leva  il  turacciolo.  Dopo  5010  ore  sì 
chiude  di  nuovo  il  cilindro,  mantenendolo  ad  una  temperatura  da  20^  a 
25.^  Scorso  il  secondo  giorno  lo  sviluppo  delle  colonie  è  abbastanza  avan- 
zato per  permetterne  l'esame  al  microscopio. 

€  Per  l'esame  del  terreno  basta  seminarne  delle  pMirticelle  su  delle  infu- 
sioni di  grano  o  di  carne  gelatinosa.  Non  è  molto  difficile  il  distinguere 
quello  che  proviene  effettivamente  dal  terreno  da  ciò  che  è  impurità;  le 
prime  colonie  hanno  sempre  il  loro  punto  di  partenza  su  di  un  granello 
di  sabbia  od  una  particella  di  terra.  Il  terreno,  nelle  sue  parti  superficiali, 
anche  fuori  delle  città  è  straordinariamente  ricco  di  microbi  e  specialmente 
di  baccilli ,  mentre  che  ad  una  certa  profondità  a  fatica  si  trovano  dei 
saggi  separati.  Nel  medesimo  modo  si  possono  esaminare  la  polvere,  le 
sostanze  alimentari,  ecc.,  ecc. 

€  L'esame  ^^ acqua  non  presenta  maggiori  difficoltà.  Si  prende  una  de- 
terminata quantità  d'acqua  che  si  mescola  con  della  gelatina  liquida;  si 
chiude  il  vaso  con  ovatta  disinfettata,  e  si  lasciano  sviluppare,  nell'interno 
della  gelatina  di  coltura,  le  colonie  finché  si  possano  osservare  al  micro- 
scopio e  in  seguito  trapiantarle.  È  utile  adoperare  per  queste  colture  un 
vaso  piatto  il  quale  permetta  di  giungere  facilmente  le  colonie  coH'ago  pei 
preparati.  È  pure  utile  lo  scegliere  anche  della  gelatina  ben  scolorata,  come 
dell'infusione  di  grano  ». 

\  fotogrammi  pubblicati  da  Koch  si  riferiscono  a: 

I .°  U erisipela  dell*  uomo  (i  primi  i  o).  Micrococchi ,  della  medesima 
grossezza  e  aggruppamento,  senza  mescolanza  di  bastoncini,  ritrovati  escln- 
divamente  nella  zona  limitante  dell'erisipela,  nei  linfatici  e  nel  tessuto  cel- 
lulare. Koch  sembra  consideri  l'erisipela  come  un'affezione  chiaramente  pa* 
rassitica. 

2  ?  1J endocardite  ulcerosa  (4  preparati).  Micrococchi  nei  vasi  del  cuore 
e  in  un  canalicolo  renale. 

3.^  Il  vajuolo  (3  preparati).  Micrococchi  nei  capillari  del  rene  e  dd 
fegato. 

4.**  La  febbre  ricorrente  (6  preparati),  Spirocheti  provenienti  dall'India 
e  da  una  scimmia  artificialmente  infettata  a  Berlino. 

5.**  Il  carbonchio  degli  animali  e  dell'uomo  (15  preparati). 

6."  La  setticemia  del  topo  e  \ edema  maligno  (vibrione  settico  di  Pasteur), 
forme  conosciute. 

7.**  Il  vajuolo  del  montone.  Baccilli  curvi. 

8."  La  febbre  tifoidea  (8  preparati).  Baccilli  stati  descritti  da  Klebs  ed 
Eberth.  I  risultati  di  Koch  concordano  maggiormente  con  quelli  di  Eberth. 
Nondimeno  sarebbe  prematuro  il  risolvere  la  quistione  delle  relazioni  fra 
questa  malattia  ed  i  batteri. 

9.**  La  pneumonite.  Batteri  poco  caratterizzati. 
Segue  un  certo  numero  di  preparati  risguardanti  l'esame  del  terreno,  eoa 


—  297  — 

II.  —  Deir eziologia  del  carbonchio^  di  Koch. 

Lavoro  di  critica,  anzi  di  lunga  e  violenta  diatriba  contro  Pasteur.  Koch 
nota  innanzi  tutto  come  a  lui  si  debba  la  scoperta  delle  spore  della  bat* 
terìdia,  e  fino  ad  un  certo  punto  anche  la  natura  vegetale  di  questa 
batteridia.  È  una  scoperta  che  nessuno  pensa  a  contrastargli ,  ma  è  però 
permesso  l'osservare  che  in  realtà  i  più  gran  passi  in  questa  parte  della 
scienza,  vennero  da  prima  fatti  da  coloro  che  scopersero  la  batteridia,  e 
poi  da  quelli  che  dimostrarono  come  questa  propagazione  per  spore  sia  un 
carattere  di  questi  organismi  inferiori.  Noi  ammettiamo  volentieri  che  la 
scoperta  delle  spore  abbia  dilucidato  più  d*un  punto  dubbio  nella  patologia 
del  carbonchio,  e  fino  a  un  dato  punto  intendiamo  che  l'Autore  esclami: 
e  Nei  suoi  contorni  generali,  l'eziologia  del  carbonchio  era  stabilita  per 
le  mie  ricerche,  e  non  rimanevano  che  alcune  lacune.  Fra  queste  io  ad- 
ditai le  seguenti: 

€  Le  spore  carbonchiose  possono  formarsi  in  seno  all'organismo  vivente  ^ 
e  Per  qual  via  (eccettuate  le  ferite  della  pelle  e  delle  mucose)  penetrano 
-esse  nell'organismo?  Non    sarebbe   alle    volte  per  le  vie   respiratorie  e  di- 
gestive ? 

e  Qual'è  l'influenza  esercitata  dal  terreno  sulla  formazione  delle  spore 
secondo  che  il  cadavere  dell'animale  è  infossato  nell'argilla,  il  terreno  cre- 
taceo o  sabbioso? 

€  Infine,  i  baccilli  del  carbonchio,  come  quelli  dell'erisipela  o  della  set- 
ticemia del  topo,  compiono  essi  la  loro  ordinaria  evoluzione  al  di  fuori 
dell'organismo,  non  moltiplicandosi  se  non  quando  il  caso  fa  che  siano 
introdotti  nell'organismo,  mezzo  ad  essi  favorevole? 

<  Tali  sono  le  quistioni  che  dovevano  esser  poste  in  prima  linea . . . 
I  lavori  recentemente  dati  alla  luce  per  colmare  le  suddette  lacune  non 
raggiunsero  il  loro  scopo.  Per  ciò  che  spetta  ai  lavori  di  Pasteur  e  di 
Buchner,  accolti  con  una  generale  attenzione,  essi  cercano  di  dare  alla  teorìa 
del  carbonchio,  da  me  istituita,  una  ben  altra  fisonomia  ;  ciò  mi  obbliga  a 
'Compararne  i  risultati  coi  miei,  per  sapere  da  qual  parte  stia  la  verità. 

<  Innanzi  di  passare  alla  discussione  di  queste  novità,  debbo  richiamare 
l'attenzione  sul  fatto  che  esistono  altre  malattie  infettive  le  quali  hanno  la 
più  grande  analogia  col  carbonchio,  si  che  possono  esser  confuse  col  me- 
<iesimo.  Ciò  è  per  me  evidente  per  una  almeno.  Ma  vi  sono  altri  baccilli 
patologici  rassomiglianti  al  bacillus  anthracis  per  lunghezza  e  larghezza  e 
che  possono  produrre  malattie  somiglianti  al  processo  carbonchioso. 

<  È  la  storia  del  carbonchio  e  del  carbonchio  sintomatico  {Rauschbrana) 
confusi  fin  quasi  ad  oggi  dagli  stessi  veterinari.  Questi  medesimi  fatti  rìsul- 
^AQo  da  osservazioni  di  patologia  umana  (Eberth,  Huber),  e  negli  stessi 
sperimenti  di  laboratorio  noi  c*incontriamo  di  sovente  in  una  malattia  pro- 
<iotta  da  un'affezione  causata  da  baccilli  patogenici.  Questa  è  stata  men- 
zionata da  Semmer,  Pasteur,  ecc.,  ma  giammai,  come  credo,  osservata  nella 
sua  forma  pura. 


— 298  ^- 

«  La  descrizione  intiera  di  Pasteur  dimostra  non  aver  egli  mai  osservata 
questa  malattia  infettiva  nella  sua  forma  non  complicata.  È  una  mescolanza 
complessa  assai,  formata  dall'azione  di  vari  micro-organismi  patogenici  e 
dal  riassorbimento  di  sostanze  sciolte,  putride  o  settiche.  Operando  nel 
modo  usato  da  Pasteur  ed  injettando  sotto  la  pelle  d*un  animale  parecchie, 
od  anche  una  sola  siringa  di  liquido  putrido,  si  osserverà  sempre  un  misto 
d'intossicazione  e  d'infezione.  Quando  si  opera  con  delle  piccole  quantità 
di  liquido ,  non  si  trova  se  non  una  sol  forma  di  baccilli ,  che  si  pre- 
sentano come  bastoncini,  eguali  per  grossezza  e  per  forma  a  quelli  del 
carbonchio,  dai  quali  non  possono  distinguersi  se  non  pei  metodi  perfezionati 
di  preparazione  e  colorazione.  Il  nome  di  setticemia,  applicato  a  questa 
malattia,  è  mal  scelto  ;  sarebbe  meglio  chiamarlo  e  edema  maligno  ». 

€  Ne  derivò  che  la  maggior  parte  degli  osservatori  hanno  confuso  le 
due  malattie  come  i  due  micro- organismi.  Colui  che  pur  conosce  queste 
differenze  di  forma,  ma  che  non  conosce  i  mezzi  perfezionati  per  istudiarle, 
è  incapace  di  trovarle  e  non  può  darci  la  sicurtà  essere  le  sue  ricerche 
scevre  d'errori.  Questo  rimprovero  io  debbo  farlo  a  Pasteur.  Egli  dice  che 
i  baccilli  dell'edema  —  o  vibrioni  settici  come  li  chiama  —  i  quali  coi 
l)accilli  del  carbonchio  appartengono  ai  batteri  più  voluminosi  e  più  faciK 
a  distinguersi,  sono  cosi  trasparenti  che  possono  sfuggire  all'osservazione. 
Colui  che,  come  Pasteur  secondo  questo  passo,  non  è  sicuro  di  sé  stesso 
nella  dimostrazione  di  batteri  cosi  voluminosi,  quel  tale  è  ben  lungi  dal 
riconoscere  e  tenere  separate  le  differenze  di  forma  che  possono  stabilirsi , 
mediante  i  metodi  di  colorazione,  fra  i  differenti  baccilli  (Jn  nota:  Io  non 
giudico  ingiustamente  i  lavori  di  Pasteur,  relativamente  alla  microscopia; 
]e  sue  recenti  comunicazioni  sulla  rabbia  e  la  descrizione  dei  batter!  pa- 
togenici ch'egli  ha  scoperto  lo  dimostrano  abbastanza)  ». 

Così,  ecco  ciò  che  ben  s*  intende.  Pasteur  è  incapace  di  riconoscere  i! 
"vibrione  settico,  a  lungo  da  lui  descritto  prima  che  Koch  ne  parlasse;  egli 
produce  delle  malattie  complesse  injettando  nel  tessuto  cellulare  una  o  pa- 
recchie siringhe  di  liquido  putrido.  Per  ciò,  le  sue  scoperte  debbono  esser 
messe  nel  medesimo  grado  di  quelle  di  Ravitsch,  Lustig  e  Lewis,  che  sempre 
confusero  il  vibrione  settico  col  baccillo  del  carbonchio. 

Sembra  che  la  critica  dovrebbe  là  arrestarsi;  e  se  Koch  è  ben  persuaso- 
delia  realtà  dell'errore  che  rimprovera  al  dotto  francese ,  non  comprendo 
però  com'egli  spinga  troppo  lungi  l'esame  delle  dottrine  di  lui.  Ma  questi 
sono  mezzi  di  polemica  puri  e  semplici.  Si  attribuiscono  all'avversario  me- 
todi, idee,  parole,  qualità  e  difetti  immaginari,  per  aver  cosi  la  facile  glorisi 
di  giudicarli  severamente.  Seguitiamo  nondimeno: 

€  Pasteur  nelle  sue  notizie  sul  carbonchio  ha  preso  un'attitudine  molta 
singolare.  Egli  conosce,  cita  nelle  sue  prime  osservazioni,  i  lavori  di  Da- 
vaine,  quelli  di  Branell,  i  miei,  lavori  tutti  che  si  pubblicarono  in  un  tempo 
in  cui  Pasteur  non  pensava  punto  a  far  delle  ricerche  in  proposito.  Non- 
dimeno, più  cardi  egli  discorre  come  se  nulla  fosse  stato  noto  circa  Tezio- 
logia  del  carbonchio,  e  propaga  pel  mondo  cose  da  lungo  tempo  dimostrate 
e  compiute,  come  nuove  scoperte.  Già  il  suo  primo  lavoro,  nel  quale  c^« 


—  299  — 

càTi  dimostrare  come  i  baccilli  sono  la  vera  causa  della  malattia,  presentava 

questo  carattere.  Or  bene,  Branell  (dimostrando  che  il  sangue  del  feto  non 

era  per  nulla  virulento),  Davaine  (dimostrando  che  il  sangue  dihiito  al  mi- 

ionesimo  non  perdeva  niente  della  sua    potenza),  Tiegel  e  Klebs   (annun: 

dutdo  come  il  sangue  sbarazzato  dai  batteri  colla  filtrazione  diventava  inof- 

bairo)  avevano  abbastanza  ciò  dimostrato ...  È  vero  potersi  objcttare  come 

fa  rendere  il  sangue  carbonchioso,  virulento,  bisogna  che  esistano  i  bac- 

dK,  ma  questa  stessa  infezione  proviene  non  dall'  azione  dei    microbi ,  ma 

à  on  veleno  speciale  che  vi  rimaneva  aderente.  In  fine  e  dal  punto  di  vista 

jnuico,  questa  objezione  non  aveva  alcuna  importanza ...» 

[-  Le  opinioni  come  possono  essere  differenti!  Noi  pensiamo,  e  gran  parte 

!dd  mondo  con  noi,  essere  questa  objezione  di  capitale  importanza,  e  rim- 

ifroverìamo  precisamente  agli  autori  citati  di  operare  su  di  un  liquido  com- 

fieiso,  con  dei  procedimenti  complicati  che  rendono  i  risultati  dubbi.   Per 

pò  noi  salutammo  con  gioja  le  esperienze  mediante  colture  alla  20^  e  alla 

||o*  generazione,  essendo  per  esse  il  risultato  sbarazzato   d'ogni    incomoda 

fBomplicazione  ed  apparendo  con  chiarezza  e  nitido  agli  occhi  di  tutti. 

e  Qualche  tempo  dopo    sorse    la    quistione    della   gallina   caibonchiosa. 

e  supponendo  queste  prove  al  sicuro  d'ogni  rimprovero,  non  costitui- 

o  però  un'importante  conquista  per  l'eziologia    del    carbonchio.  Ma, 

parte,  è  falso  che  la  temperatura  del  sangue  degli  uccelli  (42°)  dif- 

l'accrescimento  dei  baccilli  ;  d'altra  parte  è  falso  esser  gli  uccelli  in 

stato  d'immunità  di  faccia  al  carbonchio.  CEmler    e   Huber    dimostra- 

come  i  passeri  si  possono  facilmente  inoculare.  Q£mler  ebbe    positivi 

Itati    sulle  anitre  (9  su  28),  sui  piccioni  (15    su    38)   e    sulle   galline 

1  su  31)   ». 

Sembra  che  Koch  non  abbia  egli  stesso  replicato  queste  esperienze  sulle 

ine ,    probabilmente  a  lui    non  sembrando    che    la   questione    fosse   di 

importanza.  Dal  punto  di  vista  teorico  nondimeno,  non  è  senza   inte- 

il  sapere  come  l'immunità  relativa  od  assoluta   possa    tenere   ad  una 

plice  quistione  di  temperatura    del    sangue.  Quanto   al    punto  di   vista 

imentale,  la  storia  delle  discussioni  avvenute  davanti  l'Accademia  di  Parigi,. 

i  sembra  dover  soddisfare  i  più  scettici. 

i  In  questo  modo,  e  senza  preoccuparsi  dei  risultati  pubblicati,  Pasteur  sta- 
ViVietioiogia  singolare  della  malattia,  l'infezione  degli  animali  pei  foraggi.  .  . 
questa  dottrina  havvi  poco  di  nuovo,  e  quel  poco  poggia  su  degli  errori  ». 
Non  insisteremo  affatto  sulla  contraddizione  esistente  fra  queste  due  frasi 
d  una  di  quelle  pubblicate  più  addietro. 

'  Koch  rimprovera  in  seguito  a  Pasteur  e  d'ammettere  che  la  formazione 

|Ue  spore  possa  farsi  all'interno  del  cadavere  non  aperto  »,  ciò  che  è  falso;. 

Ripiegare  e  il  carbonchio  spontaneo  con  l'infezione  colla  bocca,   ciò  che 

conosciuto  da  molto  tempo  pei  veterinari  (Heusinger ,  MUzbrand  Kran- 

1),  ma  è  assai  raro  ».  Le  esperienze  sulle  quali  si  fonda  Pasteur  per  di- 

l'inoculazione  per  la  bocca  non  devono  esser  state  molto    nume-t 

(111).  €  Le  alterazioni  dei  gangli  linfatici  non  sono    una    guida  sicura 

fff  riconoscere  l'entrata  del  veleno  ».  > 


—  300  — 

Quest'ultima  osservazione  è  giusta  e  può  avvenire  che,  anche  inoculando 
sé  stesso  il  carbonchio,  si  osservino  delle  tumefazioni  in  parti  molto  lontane. 

e  Rimane  Tobjezione  più  grave  alla  teorìa  di  Pasteur.  Tutti  i  fatti  sembrano 
<limostrare  come  nella  maggior  parte  dei  casi,  il  carbonchio  spontaneo  sia 
dovuto  ad  un'infezione  per  l'intestino.  Questo  fatto  sembra  certo  nell'uomo, 
e  cosi  fra  i  grandi  animali  domestici. 

e  Dinanzi  dell'esperienza  appoggiata  da  numerose  osservazioni  degli  au- 
tori (Haupt,  Spinola,  Brackmiiller,  Heusinger),  le  osservazioni  di  Pasteur 
fatte  su  piccol  numero  d'animali  ed  apparentemente  soltanto  sui  montoni, 
perdono  ogni  valore. 

€  Fin  qui  le  ricerche  di  Pasteur  in  nulla  avevano  fatto  avanzare  l'ezio- 
logia del  carbonchio.  Tutte  le  persone  competenti  si  comportavano  in  ma- 
niera riservata.  Pasteur  stesso,  naturalmente  il  più  convinto  dell'  eccellenza 
delle  sue  idee,  sembrava  aver  compreso  l'insufficienza  della  sua  teoria,  pcHchè» 
già  durante  l'anno  seguente,  egli  presentavane  un  miglioramento,  dato  alla 
pubblicità  col  medesimo  rumore  che  le  sedicenti  anteriori  scoperte.  È  però 
vero  che  questa  volta  l'idea  era  in  modo  incontestabile  proprietà  di  Pasteur  >. 

Si  tratta  della  parte  che  possono  avere  i  lombrtci  nel  trasporto  della 
terra  contenente  le  spore  carbonchiose.  Koch  sembra  deplorare  che  questa 
teoria  abbia  trovato  e  anche  in  Germania  degli  ammiratori  >.  Egli  la  trova 
insostenibile ,  e  qui  ne  esporremo  le  ragioni.  Si  osservi  in  proposito  che 
^u  questo  punto,  come  su  tanti  altri,  è  sempre  sul  lato  minore  della  quistione 
•che  il  dotto  tedesco  esercita  Ja  sua  critica. 

e  Una  condizione  sine  qua  non  dell'ipotesi  di  Pasteur  è  che  le  spore 
-carbonchiose  siano  sempre  affossate  profondamente  nella  terra.  Ciò  non 
e  vero. 

€  D'altra  parte  è  dubbio,  se  nel  profondo  del  terreno  possa  trovarsi  la 
temperatura  necessaria  allo  sviluppo  delle  spore.  Esperienze  da  me  eseguite 
tni  dimostrarono  couie  la  formazione  delle  spore  cessi  a  15^;  a  18°  sia 
incerta,  e  fra  20°  e  25°  ella  si  compia   perfettamente. 

€  Orbene ,  un  prospetto  e'  insegna  come  il  terreno  su  cui  è  Berlino ,  a 
^  metri  di  profondità,  non  presenti  in  niun  luogo  la  temperatura  necessaria 
alla  formazione  delle  spore.  Ad  un  metro  di  profondità,  una  sola  stazione 
tocca  i  18°  e  solamente  per  un  mese,  A  mezzo  metro,  una  stazione  tocca 
i  1 8^  in  agosto ,  e  tre  giungono  ad  una  temperatura  di  poco  superiore  in 
-settembre . . .  Queste  cifre  sono  della  più  grande  importanza  non  solo  per 
apprezzare  la  teoria  di  Pasteur,  ma  anche  pelle  esperienze  sull'  infossamento 
dei  cadaveri. 

<  L'esperienza  di  Pasteur  (nel  podere  di  M.  Mannory),  oltre  il  non  aver 
nessun  valore,  ha  anche  un  fare  d'ingenuità,  poiché  il  terreno  non  solo 
poteva  essere  infettato  dall' orina  e  dalla  saliva,  ma  anche  dal  sangue,  avendo 
fatto  l'autopsia  dell'animale  prima  di  infossarlo. 

e  D' altronde ,  delle  esperienze  dirette ,  dimostrarono  essere  i  lombrìci 
cattivi  propagatori  di  germi. 

e  La  teoria  dunque  del  significato  che  hanno  i  lombrici  nell'eziologia 
•del  carbonchio  è  un  errore,  come  pure  le  anteriori  scoperte  di  Pasteur,  ed 


—  301   — 

il  risultato  generale  dello  studio  dei  suoi  lavori  sul  carbonchio  può  riassu- 
mersi cosi:  Non  es^er  noi  debitori  al  medesimo  della  minima  cosa  che  abbia 
arricchito  l' eziologia  del  carbonchio,  al  contrario,  i  suoi  lavori  hanno  sparso- 
delia  confusione  in  molte  quistioni  già  risolte  o  sul  punto  d'esserlo  ». 

Noi  termineremo  qui  V  analisi  di .  questo  lavoro,  il  quale  contiene  ancora 
una  discussione  sulle  esperienze  di  Btichner  che  pretende  esser  giunto  a 
trasformare  1*  inoffensivo  Baciiius  subtilis  del  fieno  in  Bacillus  anthracis,  E. 
qui  si  osservi  come  la  discussione  di  questo  fatto,  da  nessuno  fin  qui  accet- 
tato  come  cosa  seria,  è  sempre  cortese. 

Ili,  —  Della  setticemia  sperimentale^  di  G.   Gaffky. 

L' Autore  comprende,  con  Davaine,  col  nome  di  setticemia  una  malattia 
infettiva  delle  piaghe,  trasmissibile,  rapidamente  mortale,  nella  quale  il  sangue 
è  il  trasmettitore  del  virus.  L'intossicazione  putrida  sarebbe  un  avvelena* 
mento  chimico  (per  le  ptomaine  ?  ),  e  la  piemia  sarebbe  caratterizzata  dalla 
metastasi. 

Ora  qual  rapporto  esiste  fra  questa  malattia  ed  il  vibrione  settico  di  Pasteur? 
Nessuno  :  la  setticemia  di  Pasteur  corrisponde  all'edema  maligno  di  Koch, 
nel    quale    il    sangue    non  contiene    affatto  bastoncini,   nel  quale  si   nota 
invece  dell'infezione  una  violenta  infiammazione  e  una  profonda  alterazione 
dei  tessuti  con  abbondante  formazione  di  sierosità.  Questa  malattia  non   sv 
trasmette  per  una  piaga  superficiale  :  bisogna  che  il  vibrione  settico  penetri* 
nel  tessuto  sotto-cutaneo  per  trovare  un  luogo  adatto  ;   abbisogna  un  inje- 
zione  con  una  siringa  o  una  piaga  profonda.  Gaffky,  fino  ad  un  certo  punto  ^. 
contesta  la  natura  amurobia  di  questi  vibrioni,  i  quali  si  sviluppano,   dice 
egli,  molto  bene  nel  polmone  del  sorcio   vivente.  Però  le  esperienze   sono- 
ancora  troppo  poche  per  autorizzare  una  decisione  in  questo  modo. 

Circa  poi  alla  nuova  malattia  di  Pasteur,  essa  dev'  essere  considerata  come 
una  setticemia,  la  quale  Gaffky  giunse  a  produrre,  inoculando  ad  un  co- 
niglio una  goccia  d'acqua  d'uno  dei  più  infetti  canali  di  Berlino;  ed  un'altra 
volta  inoculando  del  liquido  proveniente  da  carne  putrefatta.  Egli  studiò^ 
acctuatamente  questa  setticemia  ;  sgraziatamente  non  si  può  comprendere 
se  essa  debba  esser  tenuta  o  meno  identica  con  quella  di  Davaine. 

Il  lavoro  che  finisce  con  una  discussione  della  teoria  di  Noegeli,  sembra 
aver  del  merito,  ma  si  presta  assai  poco   all'analisi. 

IV.  -—  La  quistiane  delP  immunità^  di  F.  Loeffler. 

L'alta  importanza  della  questione,  dal  punto  di  vista  economico- nazionale,, 
comandava  imperiosamente  una  critica  esperìmentata  delle  citazioni  degli  au- 
tori francesi  (Davaine,  Toussaint,  Pasteur).  Indipendentemente  da  questo» 
interesse»  la  significazione  di  queste  nuove  ricerche  dal  punto  di  vista  d» 
una  teoria  scientifica  della  vaccinazione ,  rendeva  desiderabile  un  serio  esame 
della  quistione  fondamentale  :  Esistano  delle  malattie  da  battèri,  delle  quali 
un  primo  attacco  preservi  contro  una  seconda  invasioni  ? 


—  302  — 

Si  ricordano  le  esperienze  di  Pasteur  suU'  attepuazionc  del  colera  delle  galline 
<d  ì  risultati  ottenuti.  Ecco  ciò  che  a  proposito  scrive  il  giovine  osservatore  : 

e  Fatti  di  un*  importanza  cosi  fondamentale  debbono  esser  assicurati  da 
<iualunque  critica  ».  —  Contro  ogni  critica  ragionata,  diremo  noi,  poiché 
non  mancano  esempi,  in  quest'ultimi  anni,  di  critiche  mancanti  assolata- 
mente della  ragion  d'esistere,  di  forma  e  d'opportunità,  e  Una  quistìone 
si  presenta  anzi  tutto  :  la  coltura  era  dessa  pura  ?  >  L'Autore  vuol  ricono* 
scere   e  che  con  un  esperimentatore  come  Pasteur*  si  può  esser  sicuri  ». 

€  La  possibilità  di  un'adulterazione  comincia  colla  vaccinazione.  L'aria 
di  un  laboratorio,  da  molti  anni  dedicato  a  ricerche  su  i  batteri,  è  piena  di 
un'  enorme  massa  di  germi.  Un  germe  può  posare  su  1*  ago  da  vaccino,  può 
penetrare  in  una  boccia,  e  ciò  può  succedere  tanto  più  facilmente  quanto 
pili  di  sovente  si  è  obbligati  ad  esperimenti  sulla  virulenza  delle  colture. 

€  Pasteur,  ciò  è  vero,  ha  previsto  l'objezione.  I  microbi  del  colera  delle 
galline  non  crescono  per  nulla  nelle  decozioni  di  lievito,  la  qual  cosa  per- 
mette fare  delle  esperienze  di  riscontro.  Ma  se  i  germi  introdotti  dal  caso 
non  si  sviluppano  ulteriormente  nel  liquido  nutritivo  ? 

€   Non  resta  più  che  un  argomento  in  favore  della  purezza  della  coltura. 

€  Le  differenti  varietà  di  virulenza  attenuata  possono  conservare  quella 
loro  propria  con  delle  successive  vaccinazioni  ;  se  qualche  impurità  fosse  la 
causa  di  questa  attenuazione,  il  rimanente  della  virulenza  rapidamente  scom- 
parirebbe. Ora,  Pasteur  non  parlando  che  d'un  piccol  numero  di  colture 
successive,  ciò  si  può  conciliare  colla  conservazione  della  virulenza  ». 

Ecco  al  certo  molte  esigenze.  Ma  l'Autore  possiede  un  mezzo  eccellente 
per  assicurarsi  della  purezza  d'una  coltura. 

e  La  sola  e  certa  guarentigia  è  il  continuo  esame  per  mezzo  del  microscopio  ; 
ciò  che  è  impossibile  colle  colture  di  Pasteur,  diventa  possibile  col  proce- 
dimento di  Koch  delle  colture  sulla  gelatina.  Gaflky  ha  osservato  nelle  sue 
colture  della  setticemia  (del  coniglio),  che  dal  momento  che  si  osservava 
un'azione  dubbia,  un'attenuazione  del  virus,  si  trovava  sempre  un'adulte- 
razione dovuta  ad  organisnù  molto  simili,  a  rapido  accrescimento,  ma  non 
patogenici  ». 

Ecco  un'osservazione  di  Gaffky  la  quale  viene  a  proposito  per  convalidare 
le  deduzioni  dell'Autore.  Egli  sarebbe  stato,  senza  dubbio ,  più  logico  se 
avesse  cominciato  col  ripetere  le  esperienze  accusate  ;  ...  è  quello  che  si  farà 
più  innanzi. 

€  Le  ricerche  sull'attenuazione  del  virus  coli' ossìgeno  dell'aria  sono  in 
via  d'  esecuzione.  Ad  ogni  prova  la  purezza  della  coltura. verrà,  saggiata  nelle 
colture  di  gelatina  ed  il  risultato  sarà  pubblicato. 

e  Non  solamente  può  essere  attaccata  la  purezza  della  coltura,  ma  ancora 
la  prova  dell'  attenuazione,  della  virulenza.  Bisogna  fare  molte  prove  se- 
guendo i  processi  di  Pasteur.  Siccome  si  corre  il  pericolo  tutte  le  fiate  di 
perderci  un  certo  numero  di  galline,  le  perdite  su  un  gran  numero  delle 
medesime  sarebbero  assai  sensibili.  Questo  esempio  dimostra,  senza  anno- 
verare ben  d' altre  riserve,  come  la  scoperta  di  Pasteur  sarebbe  appena  uti** 
4izzabile  in  pratica  (III). 


—  303  — 

e  Pasteur  parla  d'esperimenti  su  20,  40,  80  animali ...  La   lettura  però 
i  questo  passo  (26  agosto   1880)  dimostra  non  trattarsi  qui  di  risultati  di. 
i  esperimenti,  bensì  della  descrizione  d' una   grandiosa  esperienza,    come 
thbe  farsi  secondo  il  suo  modo  di  vedere.  Ma  per  un  giudizio  objettivo 
tratta,  non  di  ciò  che  può  essere,   ma  di  quello   che  è  !  . . .  se  Pasteur 
fatto  la  grandiosa  esperienza  colle  80  galline,   come  l'aveva  conce- 
e  se  i  risultati  fossero  stati  identici  a  quelli  descritti,  egli  ci  avrebbe 
Ito  una  testimonianza  irrefragabile  dell'  attenuazione  della  virulenza,  e  della 
recidività  del  colera  delle  galline.  La  cosa  non  essendo  cosi,  la  porta 
linusta  aj)erta  al  dubbio   >. 

Dopo  aver  cercato  più  lontano  una  insignificante  contesa  a  proposito  delle 
vaccinate    e  il  cui   numero    probabilmente  si  componeva  di  quelle 
itenti  al  virus  »,  l'Autore  critica  il  modo  dì  vedere   di    Pasteur  a  pro- 
ito  della  teoria  generale  della  vaccinazione.  Si  sa  che  il  dotto   francese 
emessa  Y  ipotesi  che  raramente  si  arriva  al  maximum   di  preservazione , 
quasi  sempre  per  ripetute  vaccinazioni. 

€  Nel  vajuolo,  una  vaccinazione  ripetuta  allo  scopo  di  poter  giungere  al 

imum  di  preservazione,    rimarrà  senza  alcun*  frutto...     sarebbe  cosa 

ta  concludere  dai  fatti  rivelati  dal  colera  delle    galline    ad  una   azione 

tra  il  vaccino  ed  il  vajuolo,  e  ciò  tanto   più  ignorando  se  il  vajuolo 

una  malattia  da  batteri  >. 

Fissiamo  nondimeno   all'  attenuazione  del  virus  carbonchioso  : 
e  Studiando  attentamente  il  lavoro  di  Pasteur,   non    possiamo  difenderci 
'impressione  d' aver  dinanzi  non  uno  studio  sperimentale,  ma  una  sem- 
dissertazione  teorica.  Ogni  passo  isolato  con  tanta  facilità  e  si  compia- 
te all'  intiero  lavoro  si  adatta  che  sembra  da  tutto  questo  avere  Pasteur  con 
sol  colpo  risolto  il  gran  problema  della  profilassi  delle  malattie  infettive  >. 
La  famosa  esperienza  di  Pouilly-le-Fort,  e  il  cui  risultato  fu  sorprendente^  > 
accolta  nondimeno  con  riserva,  e  ciò  non  senza  ragione: 
<  Effettivamente,  la  base  della  scoperta  di  Pasteur  si  è  il    Bacillus    au" 
ms  non  produrre  più  spore  a  42-43®  nel  brodo  neutro  di   pollo.    Ora, 
h  dimostrò  ch'egli  produceva  ancora  spore  assai  vigorose    a    43°,  alla 
ione  di  coltivarle  a  piatto,  invece    di    coltivarle   nel    profondo    delle 
e.  > 
A  che  servono  queste  cavillosità  di   minuti   particolari?  Prendete   l'espe-. 
za  quale  venne  istituita,  ripetetela  se  vi  è  dato,  e  giudicate  secondo   i 
tati  ottenuti. 
L'Autore  dedica  in  seguito  qualche  spiegazione  agli  esperimenti  di  Tous- 
int  i  quali  egli  dice  e  non  sembrano  destinati  ad  inspirare  confidenza  ri- 
|Btfdo  ai  risultati  da  lui  ottenuti  >.  Nondimeno,  cosa  curiosa,  le  esperienze 
Ramerò  stimate  degne  d'esser  ripetute  colla  maggior  cura. 
.  <  È  inutile  affaticare  il  lettore  colla  continua  ripetizione  dei  fatti  mede- 
uni.  Basta   notarne   i  risultati  :  col   procedimento   di  Toussaint    nel   topo» 
■eUa  cavia,  nel  coniglio,  è  stato  impossibile  produrre  un'immunità  contro 
fl  carbonchio,  risultato  che  non  era  per  nulla  in  disaccordo  colle  esperienze 
(rdiminari  e  colle  idee  teoriche.  


—  304  — 

<  Semmert  e  Krajewsky  avevano  confermati  i  risultati  di  Toussaint  ec 
esteso  la  possibilità  dell'immunità  artificiale  alla  setticemia. 

€  Le  esperienze  citate,  alle  quali  se  ne  potrebbero  aggiunger  altre,  tutt( 
dimostrano  che  è  cosa  impossibile  produrre  un'immunità  per  la  setticemi: 
nel  coniglio  col  processo  di  Toussaint.  Ci  è  cosa  impossibile  il  poter  spie 
gare  i  risultati  divergenti  ottenuti  dai  suddetti  autori.  Potrà  darsi  eh'  ess 
abbiano  eseguite  le  loro  esperienze  con  un'  altra  specie  di  batteri  della  set 
ticemia.  » 

L'Autore  considera  le  esperienze  di  Toussaint  come  tanto  importanti,  com( 
accolte  con  tanto  interesse  ch'egli  credette  dover  ripeterle  per  la  malattìa 
a  cui  Koch  e  Gaffky  diedero  il  nome  di  edema  maligno,  e  per  l'altra  ma 
lattia  che  Koch  chiamò  setticemia  del  topo,  il  cui  microbo  è  d'una  sotti- 
gliezza straordinaria.  Or  bene  1  i  risultati  furono  sempre  i  medesimi. . .  > 
che  si  scaldi  a  55°  o  che  vi  si  aggiunga  i  ^/^  d'acido  fenico,  il  quadre 
patologico  non  ne  risentirà  alcuna  influenza.  > 

e  II  processo  di  Pasteur,  in  egual  modo  che  quello  di  Toussaint,  poggi: 
sulla  supposizione  che  un  primo  attacco  di  carbonchio,  anche  di  forma  be 
nigna,  conferisce  un'immunità  contro  un  nuovo  attacco.  Questa  ipotesi  hi 
una  base  certa,  o  si  possono  aver^dei  dubbi  a  suo  riguardo?  > 

Ciò  non  è  per  nulla  una  gratuita  ipotesi  e  l'Autore  medesimo  discorr* 
delle  esperienze  di  Chauveau  e  Pasteur  le  quali  sono  qualificate  (ancor 
una  volta  1 1)  come  p0co  numerose.  Ma  può  loro  opporre  un  grande  numer< 
d'altre  osservazioni  sparse  nella  letteratura,  tutte  assai  poco  in  favore  dell 
non  recidività  del  carbonchio,  specialmente  i  fatti  osservati  da  Amler  (Koeslin 
pubblicati  néiV  Archw  fUr  Wissenschaft  und  prakt.  Thierheilk,^  1876.  Que 
sto  autore,  die'  egli,  vide  lui  stesso  tre  pastori  due  volte  attaccati  da  fu 
roncoli  carbonchiosi  {Ritmi  iTBygièné). 


Norme  per  rallattamento  e  l'allevamenta  dei  bambini.  —  A  Bnxssell 

quando  si  registra  un  neonato  si  dà  un  piccolo  stampato  colle  seguen 
norme  \vti  l'allevamento  del  bambino. 

i.^  Pel  primo  anno  il  solo  cibo  conveniente  è  il  latte  della  propri 
madre  se  sana,  o  quello  di  una  nutrice  sana.  —  Si  deve  dar  il  latte  ogi 
due  ore,  più  di  rado  di  notte. 

2.^  Quando  non  è  possibile  dare  latte  di  donna,  il  miglior  succedaneo 
il  latte  di  vacca  o  di  capra  tiepido  allungato  da  principio  colla  metà  < 
acqua  leggermente  zuccherina,  e  dopo  qualche  settimana  solo  per  un  quart 
(Oggi  per  altro  vi  ha  il  processo  di  Frankland  pel  latte  di  donna  artifìcial 
tratto  dal  latte  vaccino  buono,  a  costo  poco  superiore  a  quello  del  latte 
processo  per  altro  non  molto  noto,  ma  che  un  chimico  a  cui  son  note  1 
composizioni  del  buon  latte  vaccino  e  di  donna  può  subito  suggerire.  I 
Inghilierra  ciò  si  fa  dall'Aylesbury  Dairy  Company,  spede  di  Latteria  Lodi 
barda  di  Londra). 

3.^  Per  l'allattamento  artificiale  si  adoprino  vasi  di  vetro  o  terraglia 
non  di  metallo,  puliti  e  risciacquati  ogni  volta. 


—  305  — 

4-^  Non  fidarsi  di  nessun  sostituto  al  latte  per  quanto  vantato  in  com- 
rcio,  tenuto  conto  dell'avvertimento  fatto  al  n.**   2. 

5.'^  L'allattamento  artificiale  aumenta  la  probabilità  di  malattie  e  di 
xte. 

6.*  È  pericoloso  sempre  dare  al  bambino,  nei  primi  due  mesi  di  vita, 
X)  solido  qualunque  (pane,  dolci,  carne,  vegetali,  frutti,  ecc.). 

7.^  Solo  dopo  i  6,  7  mesi,  se  il  latte  materno  o  della  nutrice  non  è 
ffidente,  si  possono  dare  brodi,  latte  vaccino  fresco.  Ad  un  anno  si  pos- 
to dare  brodi  e  pappe  con  pane,  latte,  farine.  Non  si  dovrebbe  slattare 
bambino  finché  non  abbia  1 2  denti  e  ciò  solo  in  caso  sia  sano  (Un  anno 
buona  salute  è  un'epoca  giusta,  massime  se  il  bambino  è  avvezzo  a  nu- 
Bone  mista). 

8.^  II  bambino  deve  essere  lavato  e  vestito  alla  mattina  prima  di  esser 
bttato  e  cibato.  L'acqua  sia  moderata  sulla  temperatura  ambiente  (tepida), 
nr  bene  il  corpo  massime  i  genitali  e  le  pieghe  degli  inguini,  delle  na- 
he,  delle  ascelle;  e  il  capo  deve  esser  pulito  da  ogni  crosta  che  vi  si 
^  Se  si  usa  la  fascia  addominale  la  si  continui  un  mese  almeno. 

'  9.*  L'abbigliamento  d*un  bambino  deve  esser  tale  da  permettere  1  moti 
^  arti,  e  non  comprimere  il  corpo  in  nessuna  parte  (Quindi  non  fascie, 
cuscini,  ma  lunghe  vesti  con  maniche  lunghe  e  secondo  la  stagione  ;  e 
le.dejezioni  il  pannolino  triangolare  alla  Mayor  i  cui  capi  si  assicurano 
spillo  speciale  ad  hoc  sul  davanti.  Il  cambiamento  degli  abiti  riesce 
pronto;  basta  rialzar  le  vesti  per  cangiarlo  quando  sieno  bagnate 
he.  D'inverno  si  può  avvolgere  il  bambino  al  di  sopra  delle  vesti, 
scialle,  e  il  braccio  e  il  seno  della  madre  o  della  nutrice  sono  il  mi- 
cuscino). 

IO.**  Le  vesti  saranno  adatte  alla  stagione  e  al  tempo,  ponendo  cura 
i  Kbivare  i  rapidi  cangiamenti  di  temperatura,  prediligendo  però  le  stanze 
|i  ventilate. 

i  II.**  Il  bambino  non  dovrebbe  esser  portato  all'aria  aperta  prima  di 
!  giorni  dalla  nascita  ed  anche  allora  solamente  a  tempo  mite  (È  quindi 
l^iTore,  igienicamente  parlando,  il  battesimo  impartito  al  neonato  nei 
pfei  giorni). 

12.*  n  bambino  non  deve  tenersi  a  dormire  nello  stesso  letto  colla 
kbe  o  colla  natrice. 

13.**  Non  bisogna  aver  fretta  di  far  camminare  il  bambino,  lasciando 
che  si  trascini  in  terra,  sul  pavimento,  e  si  avvezzi  a  rialzarsi  attac- 
i  agli  oggetti. 

14.*  Nessun'  indisposizione    anche  leggiera    se  persiste ,  come    colica , 
,  diarrea,  tosse,  ecc. ,   deve    esser  trascurata,    ma    bisogna    richieder 
o  il  consiglio  medico. 

15.'  In  caso  di  gravidanza  della  madre  o  della  nutrice  si  deve  slat- 
pt  il  bambino,  o  darlo  ad  altra  nutrice,  o  all'allattamento  artificiale  (Per 
pò  anche  qui  devesi  osservare  che  la  gravidanza  talora  disturba  la  se- 
[  20 


—  3o6  — 

erezione  lattea  dandole  qualità  nocive,  d*onde  vomito,  diarrea,  colica:  ii' 
altri  casi  non  nuoce  ;  ma  se  la  donna  non  è  robusta,  e  di  buona  salute  # 
ben  nutrita  non  è  generalmente  in  condizione  di  supplire  a  due). 

1 6.^11  bambino  deve  esser  vaccinato  prima  del  5^  mese.  Impedir  àDi 
gravide  e  alle  nutrici  il  lavoro  delle  fabbriche  (yàcforùsj  {Brit.  MedkA 
Journal^  gennajo  21-82). 

Dott.  Paolo  Galli. 


Nota.  Le  nutrici  sane,  ben  nutrite,  forti  hanno  il  latte    in  cui   il  rapporto    tra  la 

e  potassa  è  di  i  a  2^  e  quello  fra  cloro  e  acido  fosforico  da  i  ad  i  ed  anche  2  ;  le 

cili  e  mal  nutrite  danno  le  proporzioni   come  i  a  4  quindi  la  potassa  e  l'acido   fbsfo 

in  eccesso.  Nella  nutrizione  saranno   da  preferirsi  le   uova  che  hanno  un  giusto  ra] 

fra  soda  e  potassa,  cloro  e  acido  fosforico.  Il  rammollimento  delle  ossa  (deficienza  di 

calcari)  viene  da  deficienza  d'acido  cloridrico  libero  solvente  dei  sali  calcari  per  l'oso 

nutrizione  (difetto  di  sale  comune  nel  cibo).  Il  catarro  intestinale  dei  bambini  favorìsoe. 

rachitide  quindi  non  bisogna  trascurarlo  mai;  alimentazione  minerale  di  sali  calcarei, 

ruro  sodico   più  che  il  ferro   nei   bambini  rachitici.  Non   fonarli  a  camminare   presto; 
troppo  a  lungo. 


PARTE  TERZA. 


VARIETÀ   ED   ANNUNZI. 


Epidamia  di  febl>re  tifoide  ooxueoutiva  a  dei  layori  in  un  cimitero  da  poco  ab- 

h&Ao&atO.  —  Saint  ^alou  è  un  piccolo  comune  nel  cantone  di  Saint-Meen  (Francia). 
mcxzo  al  borgo  si  trova  la  chiesa,  e  attorno  a  questa  un  cimitero  di  forma  rettango- 
Venti  o  yenticinque  case  costituiscono  l'agglomerazione  popolata  attorno  a  questo 
«entro;  nia  dal  lato  ovest  esse  ne  sono  alquanto  distaccate  da  un'ampia  strada,  mentre 
li  nord  e  al  sud  vi  sono  quasi  a  ridosso.  Il  cimitero  era  ormai  fuori  d'uso,  ma  aveva  ri- 
enuto  dei  cadaveri  ancora  nel  gennajo  1877.  Sulla  fine  dell'ottobre  x88o  fu  deciso  di  al- 
libare le  stradelle  laterali  del  cimitero,  al  nord  e  al  sud,  approfittando  del  terreno  del 
Medesimo  :  ciò  esigette  un  considerevole  movimento  di  terra  e  la  scopertura  delle  tombe 
pia  recenti.  Ora,  durante  i  lavori,  i  venti  dominanti  di  sud-ovest  spingevano  le  emana- 
doni  verso  le  case  situate  all'est  del  borgo,  e  le  acque  piovane  vi  portavano  non  pochi 
detriti.  Non  era  a  temersi  che  l' improvvida  determinazione  avesse  a  recare  i  più  funesti 
effetti  ?  £  cosi  fu.  Mentre  fin  là  la  salute  generale  della  popolazione  potevasi  dire  perfetta, 
ecco,  dopo  un  pajo  di  mesi  che  i  lavori  erano  incominciati,  manifestarsi  un  primo  caso 
di  tifoide  nella  propria  casa  confinante  dal  lato  est  col  cimitero  ;  e  fu  mortale.  Nella  stessa 
osa  due  altri  individui  caddero  ammalati  di  tifoide ,  ma  guarirono.  Poi  venne  il  turno 
delle  case  vicine,  le  quali,  visitate  una  dopo  l'altra  dal  morbo,  diedero  complessivamente 
in  tre  mesi  28  casi  di  malattia  con  5  morti.  —  (j^ournal  ttHyg,  x88i  n.  251), 

Un'epidemia  di  febbre  tifoide  all'Havre.  —  Alla  sezione  di  medicina  pubblica  del 
Congresso  intemazionale,  tenuto  l'anno  scorso  a  Londra,  il  dott.  Gibert  sottopose  lo  studio 
I  delle  cause  di  una  intensa  epidemia  di  tifoide    scoppiata  all'Havre ,   la  quale  mietè  circa 
200  vittime     dal  settembre  1880  alla  primavera    1881.  Mancavano  le  cause  comuni:    le 
case  erano  tutte  isolate,  l'acqua  potabile  eccellente,  il  latte    fornito  da   latterie   diverse  e 
proveniente  dalla   campagna    dove    nessun  caso  di  tifoide  era  stato  indicato ,    le    materie 
escrementizie  raccolte  in  botti  mobili.  Bisognava  dunque  cercar  altrove,  e  Gibert  trovò  la 
causa   nelle    speciali    condizioni  del  suolo  dell' Havre.   Questa  città  si  può  dire    costruita 
sopra  un  deposito  argilloso  poco  permeabile  e  poco  assorbente  ;  nella   parte  alta  vi  esiste 
un  buon  numero  di  scaricatori  d'ogni  genere  d'immondizie,  e  finché  le  acque  di  pioggia 
trovavano  un  libero  deflusso  al  mare ,  quelle   materie  organiche   venivano  trascinate  via , 
e  non  cagionavano  che  qua  e  là  qualche  caso  di  tifoide.  Ma  in  questi  ultimi  anni   ven- 
nero costrutti  degli  acquedotti  di  fognatura,   specialmente  nelle  parti  inferiori  della  città; 
e  questi  non   tardarono    a   formare    ostacoli   alle  acque  provenienti    dal    sottosuolo   della 
città  alta ,  in  modo  che  il  terreno  potò  impregnarsi  di  materie  organiche,  e  grazie  ad  un 


—  3o8  — 
autunno    e   ad    un    inverno    eccezionalmente    piovosi    trovasi   continuamente  umido.    ] 
qui   r  esplosione  di  un'  epidemia  di  febbre  tifoide  nel  quartiere  riputato  il  più  sano  del 
città.  Arrogi  che  il  13  gennajo  i88x  una  buona  nevicata   mise  termine   all'epidemia,   t 
restando  la  propagazione  delle  invasioni  infettive  del  suolo.   —  (^Revue  (Tlfyg,), 

Un'epidemia  tifica  prodotta  da  aria  infetta.  ~  in  una  caserma  di  Tubinga  scopp 

un'epidemia  di  tifo  che  si  limitò  esclusivamente  agli  abitanti  di  una  metà  di  essa.  Seconc 
•  Schmiedt  l'epidemia  avrebbe  avuto  origine  dall'aria  del  terreno  carica  di  germi  tifici:  d* 
sottosuolo  di  quella  parte  di  caserma  eravi  un  deposito  melmoso,  il  quale  nell'  estate  ascingc 
L'aria  esalante,  e  quindi  i  germi,  vennero  naturalmente  aspirati  dall'ambiente  casalingo 
dalle  canne  dei  camini ,  e  portati  nelle  camerate.  L'Autore  fa  osservare  che  la  tifoid 
procedeva  in  coincidenza  col  vento  di  ponente,  e  cessava  con  quello  di  levante.  Esdod 
che  l'acqua  da  bere  potesse  avervi  la  minima  parte.  —  (Ctntralbl,  fur  med.  ÌViss.  25. 188 r 

Sulla  conservazione  dei  Cadaveri  mediante  il  disseccamento  artificiale.  —  Che  cos 

devesi  fame  dei  cadaveri  perchè  non  riescano  di  nocumento  ai  vivi?  Ecco  un  vitalissim* 
quesito  posto  avanti  dagli  igienisti,  e  per  alcuni  già  risolto  colla  Cremazione.  Ma  non  pu 
negarsi  che  la  distruzione  istantanea  di  una  persona  amata  possa  repugnare  a  gran  ni 
mero  di  gente,  che  preferirebbe  qualche  altro  mezzo  meno  violento.  Alla  pietiificazioo 
del  Gorini,  dobbiamo  ora  aggiungere  l' essiccamento  artificiale  dell'  Albini ,  il  quale  tenl 
di  contrapporlo  in  Napoli  alla  Cremazione.  Trattasi  di  far  perdere  al  cadavere  la  proprie! 
di  cadere  in  putrefazione  col  sottrargli  l'acqua  che  contiene.  Da  una  nota  letta  alla  R.  A* 
cademia  di  scienze  fisiche  e  matematiche  di  Napoli  togliamo  le  seguenti  notizie. 

I  professori  Albini  e  Grassi  sono  riusciti  |i  costrurre  un  apparecchio,  nel  quale  si  pt 
esporre  un  cadavere  ad  una  temperatura  tale  che  ne  impedisca  o  ne  rallenti  la  putref 
zione,  utilizzando  il  calore  per  espellerne  nel  più  breve  tempo  quella  quantità  d'acqua  d 
rappresenta  appunto  la  prima  condizione  favorevole  all'imputridimento.  Il  corpo  vi  è  s 
speso  od  inmierso  nell'aria  che  lo  lambisce  con  una  velocità  media  di  metri  1-5  al 
quale  corrispondeva  (nelle  esperienze  eseguite  su  conigli)  il  passaggio  di  20  m.  e.  d'ar 
all'ora,  capace  di  asportare  nello  stesso  tempo  mezzo* chilogrammo  d'acqua.  La  tempen 
tura  che  finora  apparve  più  conveniente  fu  di  65-80^  all'entrata,  e  di  55~70^  all'uscii 
n  carbone  fossile  e  vegetale,  il  petrolio,  lo  spirito  di  vino  non  fecero  buona  prova  con 
combustibili  o  per  la  difBcoltà  di  mantenere  costante  la  temperatura  o  per  la  copia  • 
fuliggine  che  producevano.  Si  dovette  ricorrere  al  gaz  d'illuminazione  come  il  solo  col  qua 
si  potesse  mantenere  una  coriente  d'aria  calda  che  non  andasse  soggetta  a  brusche  osci 
lazioni  di  temperatura  e  di  velocità. 

Qualunque  corpo  o  viscere  esposto  nel  detto  apparecchio,  una  volta  che  abbia  acqn 
stata  o  quasi  la  temperatura  dell'aria  che  lo  lambisce  (ciò  che  avviene  in  2-3  ore  circa 
non  dà  più  alcun  odore  putrido,  e  invece  va  diventando  sempre  più  vizzo,  rigido  e  bnin 
Dal  punto  di  vista  dell'economia  del  combustibile,  importa  sapere  che  quel  corpo  non  1 
d'uopo  di  perdere  proprio  tutta  l'acqua  nell'apparecchio  per  poter  essere  sottratto  al  pei 
colo  di  putrefazione.  Se  viene  tolto  dall'apparecchio  quando  abbia  perduto  il  30-40  ^/^  1 
acqua  e  lo  si  espone  in  un  luogo  dove  l'aria  non  è  né  umida  né  stagnante,  esso  coi 
tinua  ad  essiccare,  diminuendo  giornalmente  di  peso.  Occorre  naturalmente  un  tempo  più 
meno  lungo,  ma  alla  fine,  senza  mai  aversi  il  benché  menomo  segno  di  putrefazione, 
peso  raggiunge  un  minimum:  a  questo  punto  il  preparato  diventa  un  igrometro,  poìcl 
nei  giorni  umidi  segna  un  aumento,  nei  giorni  secchi  una  diminuzione  di  peso.  L'Albi 


—  309  — 

pferisce  le  sue  sette  esperienze,  che  ebbero  luogo  tutte  sopra  corpi  piccoli,  e  specialmente 

l«i  conigli.  Nella  prima   l'operazione  fu    prolungata  a   sette  giorni:    il    coniglio   pesava 

pMmjDÌ  1 1 70,  e  in  fine  dell'operazione  aveva  perduto  complessivamente  il  69  ^/^  del  proprio 

foo  (e  cioè  gr.  803):  i  visceri    avevano  perduto   rispettivamente  I'Si^/q.  Le  altre  espe- 

nesze  si  fecero  durare  solo  2-3  giorni,  poi  il  residuo  veniva  sospeso  in  luogo  ventilato  ed 

sdutto;  un  coniglio  di  gr.   14 15  lasciato  nell'apparecchio  per  24  ore  si  ridusse  al  peso  di 

,p-  799«  ^  esposto  poi  all'aria  per  circa  un  mese  perdette  gradatamente  altri  gr.  135;  la  per- 

^4ha  totale  fa  dunque  di  oltre  il  65^/^.  Il  residuo  cosi  mummificato  brucia  assai  facilmente. 

Da  queste  poche  esperienze  alla  vastissima  applicazione  che  è  nella  mente  del  profes- 

Albini  ci  corre ,  e  di  molto  :  quale  ci  si  appresenta  attualmente,  l'essiccamento  non  è 

il  mezzo  più  pratico  di   trasformazione  della  materia:  quando  i  cadaveri  li  avremo 

cosa  ne  faremo?  li  seppelliremo?  creeremo  dei  musei  di  famiglia?  Ad  ogni  modo 

^Kstione  dello  spazio  occupato  dalle  salme  non  verrà  certo  con  questo  sistema  risoluta. 

Gazzetta  di  Medicina  pubblica), 

L'induitrla  dol  latte.  —    il  Consiglio    direttivo    della  Latteria    Sociale  di  Cison  ha 

to  di  aprire  una  latteria  succursale  sulla  montagna  di  Sant'Ubaldo  (appartenente 

Comune)  a  più  che  700  metri  sul  livello  del  mare  ;  una  latteria  estiva  che  stia  aperta 

nuggio  ad  ottobre  quando  quella    di    Cison  rimane  chiusa,  parte    per  la  temperatura 

k,  e  parte  perchè  quasi  tutte  le  vacche   si    portano  appunto   nelle  montagne  ai  pa- 

estivi.   In  tal  modo  l'esercizio  sarà  continuo.  Questa  latteria  estiva,  che  è  una  novità 

Veneto,  sarà  a  sistema  svedese ,  conducendovi  nel  fabbricato  apposito  un'acqua  fred- 

mediante  un  acquedotto  di  circa  700  metri. 

L'inchiesta  Sttirigie&e  rurale.  —  L'inchiesta  sulle    condizioni    dei  contadini  si  sta 
tendo  attivamente  nell'agro  romano  dal  dott.  Bertani. 
Con  ripetute  gite  in  tutte  le  direzioni,  visitando  le  masserie  e  interrogando  ogni  ordine 
persone,  si  raccolgono  giornalmente  dati  numerosi  e  interessanti,  ma  pur  troppo  dolo* 
[wi,  in  quanto  attestano  la  completa  incuria  delle  autorità  governative,  provinciali  e  co- 
li nella  tutela  di  quanto  riguarda  la  salute  dei  contadini ,  e    nel  richiamare  i  ricchi 
[inprìetar!  dei  latifondi  al  loro  stretto  dovere  di  provvedere   le    loro  tenute  di  abitazioni 
[éeocnti  per  i  poveri  lavoratori.    A   4  o  5  miglia  da  Roma   si    trovano   i  contadini  della 
dei  guitti^  ossia  dei  lavoranti  a  giornata  ,  ma  che  risiedono  per  mesi  e  mesi  sulla 
tenuta,  i  quali  abitano  stipati  a  diecine,  uomini,  donne  e  bambini  tutti  alla  rinfusa 
[■  grotte  scavate  nel  tufo ,  o    in    misere    capanne  di  paglia,  o    in    locali  terreni  umidi  e 
Iti  di  luce  e  d'aria.  E  si  tratta  di  latifondi  posseduti  dai  principi  romani,  da  Opere 
|l^  e  fino  a  pochi  anni  fa  da  Capitoli  di  chiese  e  da  monasteri. 

Ftemio  BonaCOSSa  di  lire  600.  —  Tema  :  Quale  scopo  devono  avere  i  pubblici  Manicomi 

i  popoli  civili  e  quali  uffizi  possano  competere  ai  Medici  nella  direzione  di  essi. 

Indicare  i  differenti  fini  dei  Manicomi  ;  far  conoscere  le  condizioni  materiali  e  morali 

[41  qaelli  d'Italia,  estendendo,  se  vuoisi,  tali    notizie    ad  Istituti  di  paesi  stranieri ,  locchè 

parità  di  merito  per  gli  altri  riguardi ,  contribuirà    a    rendere    maggiormente  pregevoli 

f|li  scritti  concorrenti. 

i.^  I  lavori  manoscritti,  o  stampati,  dovranno  essere  presentati    all'Accademia  con 
Itto  il  31  dicembre  1884. 

3.^  Saranno  dettati  in  lingua   italiana,  latina,  o    francese    e    rimarranno    proprietà 
ddl'Accademia,  data  facoltà  agli  autori  dei  manoscritti  di  fame  prendere  copia  a  loro  spese. 


—  3IO  — 


RIVISTA  METEOROLOGICA  DEL  MESE  DI  MARZO  1882. 


Il  mese  di  marzo  suole  essere  per  le  nostre  contrade  assai  spesso  molto  burrascoso ,   e 
non  di  rado  esso  rimane  il  più  sconvolto  dell'anno  meteorologico.  Neiranno  corrente  in- 
vece le  forti  burrasche  si  sono  tenute  da  noi  lontane  ;  ed  invece   una    serie  di  onde  de* 
presse,  relativamente  poco  intense,  senza  conturbar  di  troppo  l'atmosfera,  hanno  apportato 
pioggie  salutari  alle  campagne,  nevi  nelle  regioni  più  elevate,  ed  hanno  in  diversi  luogiii» 
specialmente  dell'alta  Italia,  accelerato  i  temporali ,    che    sogliono  andar   congiunti  a  tzk^ 
condizioni  atmosferiche,  e  che  hanno  cominciato  sino  dai    primi  giorni    del    mese, 
però  riescire  di  danno  all'agricoltura  in  quasi  nessun  paese.  La  temperatura,  del  pari  chi 
lo  stato  del  cielo,  fu  variabile  ;  l'umidità  scarsa  anzi  che  no  ;  le  pioggie  ed  i  venti  mod< 
rati  ;  per  modo  che  le  condizioni  agricole   del  nostro  paese  ne  ebbero   ad    avvantaggiar 
non  poco  ;  con  timore  però,  non  infondato ,  che  l'attuale  benefìzio   non    abbia  in  s^uii 
ad  essere  scemato,  od  anche  intieramente  distrutto  dal  sopravvenire  di  sinistra  stagione 
d'abbassamento  di  temperatura. 

Prima  Decade. 

Il  mese  di  marzo  cominciò  con  una  serie  di  giornate  cattive,  le  quali  nell'alta  Italia  per- 
durarono sino  al  4  ;  nella  media  e  bassa  dal  4  al  6 ,  ed  ancora  nel  7  nel  solo  mezzo<U.^i-^ 

Codesti  cattivi  tempi  furono  effetto  del  rapido  alternarsi,  sia  nelle  nostre  contrade,  comc^^' 
in  tutta  Europa ,  massime    dell'Occidente,  di  alte  e  basse  pressioni.    Queste  ultime ,  prò — ' 
venienti  dalle  regioni  oceaniche  del  Continente,  si  fissarono  dall'  i  al  3  al  Nord -ovest  deU^^ 
Penisola,  cagionando  nel  3  un  centro  secondario  sull'alta  Italia ,  nel  bacino  del  Po ,  ch^? 
nel  4  si  propagava  sulla  Francia,  in  quella  che  un  nuovo  e  più  leggiero  se  ne  fermava  nel 
5  nei  paraggi  della  Sardegna,  il  quale,  dopo  avere  attraversato  nel  6*7  la  Sicilia,  si  alien — 
tana  al  Sud  il  giorno  appresso  8. 

Fino  dal  primo  giorno  del  mese,  i  temporali  erano  cominciati  in  Francia,  e  le  pioggie 
in  Italia,  dove  quelli  scoppiarono  in  sul  cadere  del  giorno  a